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Marzo–aprile 2008

L’Araldo di Villa Campanile,n. 2

Marzo–aprile 2008versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

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Marzo - Aprile 2008

Anno XLVI - n° 2

l’ Araldo Bollettino della Parrocchia di Villa Campanile (PISA) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abbonamento annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int.a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2 Villa Campanile Tip Arti Grafiche Nuova Bonafè - Fucecchio - sito internet www.parrocchiadiorentano.it - e-mail - roberto.agrumi@alice.it

LE ISCRIZIONI CHIUDONO IL 30 GIUGNO

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A LOURDES dal 14 al 20 settembre 2008 --------

Cari fedeli sono ormai passate le festività pasquali e quest’anno, grazie a Dio, c’è stata una maggiore affluenza a tutte le celebrazioni. Adesso la nostra attenzione si sposta alla prossima ricorrenza, il Corpus Domini del 25 maggio, ma già la domenica prima per la festa della ss. Trinità, otto dei nostri ragazzi riceveranno la Prima Comunione. Sono, questi, momenti ricchi di intensa spiritualità per la nostra parrocchia, momenti che scandiscono la intensa vita parrocchiale. Tappe che segnano la crescita spirituale e umana dei nostri ragazzi.

Che possa essere per loro, veramente, un incontro col Signore Gesù.

La benedizione alle famiglie ed i riti della Settimana Santa, anche quest’anno ci hanno permesso di prepararci con intensa e fervida preghiera alla domenica di Risurrezione.

Anche la festa dell’Ascensione, il 4 maggio, e quella di Pentecoste l’ 11 maggio sono appuntamenti verso i quali le nostre comunità parrocchiali di Villa Campanile e di Orentano sono chiamate a partecipare con intensa preparazione e fervida fede. Durante il mese di maggio faremo come sempre il Rosario in chiesa e nelle corti, privilegiando le abitazioni dei ragazzi della prima comunione. E’ una gioia vedere la sera tanti bambini recitare il rosario insieme ai loro genitori. Davvero il Signore è risorto ed è presente nei nostri cuori. Vi abbraccio e vi benedico tutti. Vostro Don Sergio

Il messaggio del vescovo Carissimi, da domenica 14 settembre fino a sabato 20 saremo a Lourdes per il nostro pellegrinaggio diocesano.

Esso ci dovrà vedere davvero in tanti davanti alla grotta di Massabielle, per la materna intercessione di Maria. Nel 150° delle apparizioni della Madonna a Bernardette, vogliamo essere anche noi a Lourdes con i nostri malati ad implorare per tutta la nostra chiesa diocesana un rinnovato fervore di vita cristiana e di slancio missionario.

«Con Maria testimoni della speranza» è il tema del nostro pellegrinaggio che evidenzia bene le sue finalità, all’interno dell’itinerario pastorale che stiamo compiendo:

1) mettere sotto il manto dell’Immacolata le nostre debolezze, la pesantezza delle nostre sofferenze materiali e spirituali ed in particolare la vita spesso faticosa ed incerta delle nostre famiglie e dei nostri giovani; con l’intercessione di Maria siamo sicuri che si rinverdirà in noi la Speranza, che è Gesù Cristo.

2) chiedere alla Madonna, immagine e modello della Chiesa, che ci aiuti come diocesi di san Miniato ad essere più simile a Lei.

Accogliendo il suo invito alla conversione, le chiederemo di essere una Chiesa viva nel fervore della fede in Gesù Cristo morto e risorto, ricca di speranza e capace di comunicarla, animata da una carità operosa.

3) formulare un sincero proposito di impegno per una nuova stagione ecclesiale più radicata in Cristo, più comunionale e più protesa alla testimonianza della Speranza.

Nei prossimi mesi ci prepareremo insieme al pellegrinaggio attraverso la riflessione e la preghiera perché risulti il più fruttuoso possibile.

Fin da ora chiediamo al Signore la grazia della buona riuscita.

Facciamo anche in modo che questo pellegrinaggio sia un segno concreto di comunione e veda il coinvolgimento convinto e partecipe di tutte le componenti della nostra chiesa; dalle parrocchie, alle varie associazioni e movimenti, dai giovani agli anziani, dai sani ai malati.

Aspettandovi dunque numerosi, vi benedico di cuore + Fausto Tardelli

Testo estratto

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Piccola cronaca paesana Domenica 6 Aprile FESTA DEL PERDONO

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* UN APPELLO DELLA PRO-LOCO* (di Alessia Marconi)

La pro-loco di Villa Campanile rivolge un appello a tutti coloro che usufruiscono direttamente o indirettamente dei locali della pro-loco al «Quercione», dietro la chiesa. La struttura si presta ad accogliere molti ragazzi del paese, per giocare al pallone nel campetto.

Questo alla pro-loco fa molto piacere ma, purtroppo si sono verificati atti di vandalismo, anche molto gravi, che oltre a recare danno alle strutture e al buon impegno, anche economico dei soci volontari che operano a titolo gratuito per la realizzazione di opere conservative dell’area «Quercione», risultano pericolosi. Sono state danneggiate molte sedie di plastica, i bidoni per la raccolta dei rifiuti e le DOMENICA 18 MAGGIO - PRIMA COMUNIONE strutture in legno che sostengono il telone di plastica, Quest’anno saranno otto i ragazzi di Villa Campanile recentemente installato. Alcuni ragazzi sono stati visti in che riceveranno la Prima Comunione, sei bambine e atteggiamenti molto pericolosi, che minano alla loro due ragazzi:

Giulia Caradonna, Bruna incolumità. L’ appello è rivolto sia al buon senso dei ragazzi ed Photo Service -al Altopascio rispetto per l’impegno degli altri, ma soprattutto alla Gemignani, Alice Longo, vigilanza dei loro genitori. Anche perché l’area pro-loco è una Sara Minuti, Elena Rovina, Francesca Miranda, Mauro proprietà privata e la stessa è sollevata, per eventuali incidenti arrecati da un comportamento indisciplinato da parte di chi Calanni e Alessandro Toto vi accede.

Gli stessi ragazzi sono invitati a partecipare attivamente alle iniziative della pro-loco, anche per capire questa realtà che MERCOLEDI’ 28 MAGGIO opera per il bene del paese. II nostri ragazzi riceveranno il sacramento della penitenza o di prima confessione.

Assieme ai loro coetanei di Orentano, si ritroveranno alle ore 16,00 nella chiesa di Orentano, ci sarà una piccola cerimonia, con l’ascolto delle letture, l’esame di coscienza e poi lsi confesseranno singolarmente.

PELLEGRINAGGIO A ROMA CON I RAGAZZI DELLA PRIMA COMUNIONE DI VILLA CAMPANILE E DI ORENTANO

Feste di Pasqua, domenica 16 marzo abbiamo celebrato la domenica delle Palme, con la processione a cui hanno partecipato numerose persone, molto di più dell’anno scorso, ed anche tanta gioventù, siamo entrati in chiesa cantando «Osanna al figlio di David» e con la messa e la lettura della Passione a tre voci, abbiamo iniziato la Settimana Santa.

Tante palme e tanto ulivo benedetto. Martedì e mercoledì le quarantore e giovedì la Messa in ricordo della Cena del Signore, con la lavanda dei piedi, con i ragazzi di villa che hanno impersonato i 12 apostoli. Poi la benedizione del pane con l’uva, rinnovando una tradizione che a Villa dura da sempre, pane che, come ogni volta, la famiglia Coletti offre gratuitamente. Venerdì santo celebrazione della morte del Signore e sabato la veglia pasquale, con la benedizione del fuoco, del cero , dell’acqua battesimale. La veglia di Pasqua non è una messa di mezzanotte più o meno pittoresca, ma è una celebrazione sacra, ripiena di luce, di canti e della Parola di Dio. E’ una notte di veglia, cioè una notte in cui non si dorme, è la notte in cui il popolo d’ Israele fu liberato dalla schiavitù, è la notte in cui Gesù passò dalla morte alla vita per opera del Padre. E’ la notte in cui, per l’uomo si è aperta una porta nell’ eternità di Dio. L’alba che aspettiamo sarà un’alba senza tramonto, perché passeremo, in un viaggio senza ritorno, dal tempo all’eternità. La chiesa di Villa era stracolma di persone, anche venute dai paesi vicini e più che mai, in queste occasioni, si avverte la necessità di aumentare i posti. E’ già stato fatto un primo progetto di lavori per il restauro e quanto prima inizieremo l’opera.

La festa di carnevale Anche quest’anno la pro-loco in occasione del carnevale ha organizzato una bella festa al Quercione.

Molti gli intervenuti, soprattutto bambini mascherati, ma anche qualche adulto si è distinto per l’originalità del costume. Ricordandoci di quando per Villa Campanile il carnevale era un evento folcloristico che richiamava una moltitudine di gente, negli anni 60. Quello di quest’anno è stato un timido tentativo di riportare quel clima di allegria e spensieratezza dei tempi passati, danze per tutti e giochi per i più piccoli. La pro-loco, per chiudere in bellezza, ha offerto un bel rinfresco con pizza gratis per tutti. Grazie agli intervenuti e arrivederci all’anno prossimo.

Orentano - Inaugurato l’asilo nido, sabato 8 marzo, alla presenza del sindaco di Castelfranco di Sotto Marvogli, dell’assessore Toti, del geometra Agrumi e del parroco don Sergio, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della sezione NIDO. Nel salone inferiore dell’asilo sant’ Anna, è stato ricavato uno spazio idoneo, ed in perfetta regola con le norme dettate dalla USL, che può ospitare bambini dell’età compresa tra i diciotto mesi ed i tre anni. E’ l’asilo nido di Orentano, una nuova funzione del sant’ Anna, che già ospita la scuola materna, attualmente frequentata da una quarantina di bambini. Un’ opera che rappresenta un ulteriore fiore all’acchiello del paese ed un servizio in più per le famiglie di Orentano e delle zone limitrofe. Attualmente l’asilo è così gestito: responsabile legale il parroco don Sergio Occhipinti, amministrazione ed economo diacono Roberto Agrumi, insegnante all’asilo nido Lisa Zoboli che ha le funzioni anche di direttrice. La scuola materna è affidata ad Anna Maria Cassano, Carla Pinelli è la nostra cuoca, perché l’asilo sant’Anna dispone della cucina interna, Federica Gennai è l’insegnante di musica e Concetta Pepe si occupa delle pulizie. L’asilo è aperto dal lunedì al venerdì con l’orario che va dalle 8,00 alle 16,00

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Nella famiglia parrocchiale

CON IL BATTESIMO E’ DIVENTATA NUOVA CREATURA 5 Aprile

LORENZO BONELLI «Al piccolo l’augurio di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia. Ai genitori le nostre più vive felicitazioni»

OFFERTE PER LA CHIESA E PER L’ARALDO Riccomi Marinetta Ivrea (TO), Ficini Lola Roma, Filomena del Nista Galleno (PI), Buonaguidi Neva in memoria di Moreno, Regoli Lolita, , Giuliana Ghimenti, un ringraziamento particolare a tutte le famiglie che in occasione dell’acqua santa hanno fatto offerte per € 3.925,00, alla Misericordia di Villa che ha offerto l’ulivo d’oro e d’argento, Emiliano e Giuliana e soprattutto Attilio che ci aiuta in tutte le occasioni, alla famiglia Coletti che offre tutti gli anni il pane con l’uva che viene benedetto alla Messa del Giovedì Santo

Nel riquadro

Buonaguidi Al d o

Orario delle messe Feriale ore 17,00 (mercoledì) Prefestiva ore 17,00 Domenica e festivi ore 10,00

La tradizione del santino (di Alessia Marconi)

Ci sono tradizioni nella Chiesa cattolica che, con l’avvento delle nuove tecnologie, stiamo perdendo.

A chi non è capitato di sfogliare qualche vecchio e consumato messalino appartenuto ad una zia o ad una nonna e di trovarvi dentro quei bellissimi cartoncini che da un lato hanno una scena sacra e dall’altro una preghiera?

Spesso, durante la Messa venivano consegnati da un chierichetto al momento della questua, mi ricordo di alcune preghiere imparate proprio dai santini. Questa tradizione ha origini molto antiche, addirittura si pensa che risalga al 1500.

I primi, molto rari e preziosi, erano dipinti a mano, ma fu con la diffusione della stampa che i santini ebbero una grande affermazione con lo scopo di divulgare la vita dei santi, anche per le persone non istruite, poiché esiste una iconografia dei santi che attraverso i simboli, racconta il martirio e la vita stessa del santo.

Penso a santa Lucia che è raffigurata con un vassoio in mano, e lì esposto il suo sacrificio, gli occhi o a san Lorenzo, con in mano la graticola e così via. All’interno dei conventi, ne venivano realizzati di preziosi, con trine e caratteri a rilievo con lamine d’oro. L’intento dei santini era quello di proporre i principi morali di fede e amore e di incitamento alla pietà.

Oggi molti conoscono il santino perché ne hanno fatto oggetto di collezione, ma sarebbe molto più interessante recuperarne il vero valore.

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CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE

29 Gennaio

Giuseppe Pieri di anni

4 Febbraio

Rino Innocenti di anni 78

Ricordiamoli

PIERO MASONI 12-10-2001 «I familiari lo ricordano con affetto» --------------

i nostri chierichetti

PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A LOURDES - PROGRAMMA Domenica 14 settembre - ore 21,00 - 21,30 partenza dalla stazione di Pontedera Lunedi’ 15 sett. - ore 13,00 arrivo a Lourdes e sistemazione in hotel. Ore 17,00 catechesi del vescovo. Ore 21,00 chiesa di s. Bernardette santa Messa.

Martedi’ 16 sett. ore 9,00 basilica san Pio X Liturgia Penitenziale. Ore 10,00 Piscine, bagno peri malati. Ore 10,00 Via Crucis. Ore 15,00 chiesa di santa Bernardette santa Messa. Ore 16,30 «Sui passi di Bernardette» visita guidata ai luoghi dove è vissuta la santa.

Ore 21,00 processione aux flambeaux.

Mercoledì 17 sett. ore 9,30 basilica san Pio X santa Messa internazionale. Ore 11,00 Esplanade foto di gruppo - Ore 15,00 Praterie Via Crucis per i malati. Ore 17,00 Processione Eucaristica.

Giovedì 18 sett. ore 9,30 Grotta ,santa Messa. Ore 11,00 passaggio alla grotta (per i malati). Ore 15,00 Adorazione Eucaristica. Ore 17,00 catechesi del vescovo. Ore 21,00 chiesa di santa Bernardette, festa di chiusura del pellegrinaggio.

Venerdì 19 sett. Ore 8,30 Chiesa di santa Bernardette, santa Messa di congedo, dopo pranzo trasferimento alla stazione ed inizio del viaggio di ritorno, con arrivo a Pontedera nella prima mattinata di sabato 20 settembre.

Quota di partecipazione Adulti € 590,00 - bambini da 4 a 10 anni € 445,00 - fino a 3 anni gratis Personale volontario e ammalati € 445,00.

Le quote comprendono viaggio e pensione completa

RINO INNOCENTI 22-5-1930=4-2-2008

SIGISMUNDO RUGOLO - 2000

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STORIE DI UN TEMPO .....dai ricordi di Giuseppe Riccomi ----------------------------------Prima della seconda guerra mondiale (anni 1937-38), viveva a Villa Campanile, Settimo Marconi, che amava raccontare le avventure della sua città con semplicità e garbo, tanto che tutti rimanevano a bocca aperta.

Uno dei suoi più simpatici racconti era quello, di quando ricordava di essere andato a lavorare a Roma. A quel tempo la vita dei contadini era dura, si viveva nella miseria e il cibo scarseggiava, soprattutto nelle famiglie numerose, così l’unica soluzione era quella d mandare i figli più grandi a fare il «garzone» in città.

Così successe al Cocco che andò a lavorare a Roma, grazie ad uno dei suoi compaesani che aveva una pizzeria e pasticceria. Avendo l’età di 13 o 14 anni, e non essendo mai andato lontano (tanto che il viaggio più lungo lo aveva fatto in cima al Viottolone con le vacche), bisognava accompagnarlo. Un parente del bottegaio romano di nome Aladino ebbe così l’idea di portare Settimo alla stazione di Pisa, in modo che una volta montato sul treno, non scendesse più fino a Roma. Nel frattempo si era assicurato che suo fratello più grande, che già si trovava a Roma a lavorare in quella pizzeria, andasse a prenderlo alla stazione, così non ci sarebbero stati problemi. Così fù !....Prima di montare sul treno gli furono fatte tutte le raccomandazioni e l’accompagnatore gli spiegò anche : « il viaggio sarà lungo, il treno si fermerà tante volte, ma tu finchè non sentirai una voce che dice forte Romaaaa, non devi scendere.» Quando poi arriverai ci sarà tuo fratello Orlando, che dalla stazione ti porterà a bottega. Tieni, questo è il biglietto, quando passa uno che dice: biglietti, tu glielo fai vedere. Settimo era sbalordito e chiese: ma poi c’è qualcosa da pagare ? No no disse Aladino, vai via tranquillo è già tutto pagato, così montò sul treno e partì. Il viaggio era veramente lungo, tante le fermate, giunto alla stazione di Civitavecchia, il treno fece una lunga sosta ed il Cocco, affacciandosi al finestrino vide che sul marciapiede c’era un uomo con un carrettino che diceva : «Panini, gazzose» e la gente che , come lui affacciata al finestrino, prendeva queste cose. Anche lui decise di prendere una gazzosa, senza neppure sapere cosa fosse, la mise in bocca e sentendola dolce e frizzante esclamò: «bona, perché non l’ho presa prima !»

Mentre se la stava gustando, il treno si mise in movimento, l’uomo del carretto cominciò a corrergli dietro, urlando:

«ragazzino, me la paghi la gazzosa?» E mentre il treno aumentava di velocità, il Cocco rispose «ha detto Aladino, che è tutto pagato». Ad un certo punto del viaggio, il treno cominciò a fare una fumacia che non finiva più (il treno era a vapore) e prendeva tutto il treno da cima a fondo, in quel buio del fumo il Cocco sentì una voce che diceva : Romaaaa.

Così come aveva detto Aladino, lui scese, ma del fratello Orlando nessuna traccia, tutta quella gente, le luci che gli davano negli occhi, tutti parlavano un dialetto che non capiva, una confusione incredibile, ma di suo fratello neanche l’ombra, e lui lì a girovagare con quel sacco in spalla con dentro quattro cenci che sua madre gli aveva dato per cambiarsi. Ad un tratto gli si avvicinò una signora, dicendogli: «ragazzino, stai cercando qualcuno?»

Sì, rispose Settimo, ma è tanto tempo LE STELLE LA FEBBRE che sono qui e non lo vedo. E dove devi La notte di s. Lorenzo, Il corpo bagnato di sudore andare? Alla pizzeria al viale del Re. guardando verso il cielo la febbre sempre più alta Allora non è lontano, perché qui siamo con animo fremente, che mi assale..... alla stazione di Trastevere, così gli prese aspettando, un taxi e lo fece accompagnare. Una per esprimere un desiderio, Nel delirio una figura mi volta arrivato si scoprì finalmente perché ad ogni stella cadente... appare. Suo fratello non c’era, lo aspettava alla Della donna che ho perduto stazione centrale (Termini), lui invece, Il tempo passa, capelli rossi, occhi verdi avendo sentito dire Romaaa era sceso i rintocchi del campanile, guance di velluto, alla stazione di Trastevere. Ma di stelle cadenti, niente. Avrei voluto accarezzare.

Dopo qualche settimana che lavorava il cielo è come spento in bottega a sciacquare i piatti, al dal grande inquinamento.

Ma le braccia come paralizzate Cocco gli venne ordinato di andare in non son capace di allungare. Cantina a prendere il «guanciale».

Le stelle son sparite, La guardo con tutti i sentimenti, Andando giù pensò fra sé, anche ieri affievolite, son poche, avrei voluto gridare forte sono andato in cantina e non ho visto la Via Lattea non c’è più, quella grande parola! Neanche un letto, infatti non avendolo come il Gran Carro e trovato tornò su a dire che non c’era, ma la Stella Polare.

Ma la voce non mi esce gli fu imposto di guardare bene accanto dalla gola. alla trave. Allora ritornò giù, ma il E’ inutile cercare....

Mentre quell’immagine guanciale non c’era, così un cameriere, ricordo nel passato piano, piano si allontana, ormai stufo, prese il garzone per il un cielo tutto stellato, poi si perde. Colletto della camicia e portandolo giù sembrava un gran mantello, gli disse: quello che cos’è? E Settimo e quel cielo terso E’ stato un sogno, rispose: «quello è il lardo, a casa mia si copriva l’universo. dalla febbre. Chiama lardo di maiale, che so io se a Roma lo chiamate guanciale».

Giuseppe Riccomi Giuseppe Riccomi