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Maggio - Giugno 2008
Anno XLVI - n° 3
Bollettino della Parrocchia di Villa Campanile (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abbonamento annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int.a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2 Villa Campanile (Pisa) Tip Arti Grafiche Nuova Bonafè - Fucecchio - sito internet www.parrocchiadiorentano.it - e-mail - roberto.agrumi@alice.it
Prima Comunione 2008
Giulia Caradonna, Bruna Gemignani, Alice Longo, Sara Minuti, Elena Rovina, Francesca Miranda, Mauro Calanni e Alessandro Toto.
Cari fedeli, con le prime comunioni e la festa del Corpus Domini, le attività pastorali delle nostre comunità di Orentano e di Villa Campanile, si fermano per la breve parentesi estiva. Con un pizzico di rammarico, devo dire che ho notato un lieve calo di partecipazione sia alle sante messe che alla nostra processione, mentre la recita del rosario, nelle nostre corti, è ancora abbastanza sentita e partecipata.
Bravi e sensibili i nostri ragazzi che si sono preparati a ricevere per la prima volta la santa comunione. Forse è arrivato il momento che noi adulti sappiamo cogliere la bella testimonianza di fede che ci viene dai nostri figli così ancora innamorati di Gesù.
La loro prima comunione celebrata e fatta con vero amore sia anche per noi adulti motivo di riflessione per scoprire e rimuovere il nostro rapporto con Gesù Cristo risorto e presente nel santissimo sacramento dell’altare. In ogni eucarestia che celebriamo, Gesù muore e risorge per donarci tutto il suo perdono e il suo amore in quell’ostia santa e divina e in quel preziosissimo sangue, sparso e versato per la nostra salvezza. Gesù non va mai in ferie e neppure in vacanza, per questo ogni domenica, se vogliamo essere cristiani fino in fondo, siamo chiamati ad incontrarci con lui nella santa messa, a riceverlo nella comunione.
Prego il Signore e la Vergine Maria che le nostre comunità cristiane, in questo periodo estivo, possano ritrovare quella fede che hanno sempre avuto per una rinnovata primavera nel Signore Gesù.
Dio vi benedica tutti
vostro don Sergio foto Nadir
Domenica 18 maggio solennità della SS.ma Trinità, nella nostra chiesa di Villa Campanile, hanno ricevuto la Prima Comunione:
Giulia Caradonna, Bruna Gemignani, Alice Longo, Sara Minuti, Elena Rovina, Francesca Miranda, Mauro Calanni e Alessandro Toto. Li vediamo nella foto felici e sorridenti, insieme al priore don Sergio e al diacono Roberto. E’ stata una vera festa di fede e di amore, tanto più vera quanto più semplice ed innocente. Nel cuore dei bambini c’è sempre una grande riserva di bontà e d spontaneità. Ciò che invece manca a noi adulti, manipolati e sofisticati dalla vita, con le sue falsità, le sue miserie e le tante passioni più o meno insane e meschine.
Il bambino è ancora il boccio del fiore che deve schiudersi, è un germoglio delicato di pianta ed è, per ora, l’unica parte sana delle nostre famiglie e della società. Abbiamo potuto vedere tutti con quanta serietà e quanto raccoglimento si sono accostati a ricevere Gesù per la prima volta, quanta trepidazione e commozione ! Alla vivacità e spensieratezza, propria della loro età, quella mattina era subentrato un silenzio che incuteva rispetto e facevano sentire presente Dio. E’ stata una catechesi per noi grandi, sentire che la comunione con Gesù non è un peso, uno sforzo, ma un bisogno spontaneo dell’anima, una festa del cuore. Questa cerimonia sia per tutti noi una voce d’invito, un richiamo di Gesù. Come possiamo credere che nell’ostia consacrata c’è Gesù vivo e vero, c’è il nostro Dio, il nostro Creatore, il nostro Redentore, colui che ci ha dato e ci conserva la vita, se poi non sentiamo il bisogno di venire spesso a trovarlo, a riceverlo, a dirgli un grazie per tutto l’amore che ci ha voluto e ci vuole ?
E allora che la prima comunione dei nostri ragazzi ci richiami alle nostre responsabilità di cristiani veri ed autentici, ci risvegli dal torpore spirituale, ci faccia uscire dall’apatia delle nostre comodità, che caratterizzano molti cristiani del nostro tempo.
Se la prima comunione dei nostri ragazzi ci avrà suscitato queste riflessioni e portato a questi propositi, allora potremo dire che sia stata per noi tutti una vera festa, un vero incontro con Cristo.
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Piccola cronaca paesana
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Photo Service - Altopascio
mercoledi’ 28 maggio - la nostra parrocchia a Roma in udienza dal Papa mercoledì mattina, sveglia prestissimo, è necessario partire presto, primo perché Roma è lontana, poi perché il viaggio possa essere il più comodo possibile. Alle 3,15 puntualmente arriva il pulman di Donato e via.... Erano presenti quasi tutti i ragazzi della prima comunione di Orentano e Villa Campanile, quasi tutti perché negli ultimi giorni qualcuno si è ammalato, pazienza potrà sempre venire l’anno prossimo. Il viaggio è stato tranquillo, siamo arrivati in orario ed abbiamo potuto scegliere i posti più vicini al passaggio del Papa.
Finalmente in piazza S. Pietro, emozionante vedere la enorme partecipazione di pellegrini da tutto il mondo. Ore 10,30 con estrema puntualità arriva Benedetto XVI e gli applausi di tutti sono esplosi gioiosi. Dopo la catechesi su Gregorio Magno c’è stata la presentazione dei gruppi ed abbiamo potuto sentire bene la voce dell’ annunciatore quando ha detto: «Pellegrini provenienti dalle parrocchie di san Lorenzo in Orentano e san Pietro d’ Alcantara in Villa Campanile». Finita l’ udienza ci siamo trasferiti al Gianicolo dove abbiamo pranzato, era la prima volta che andavamo lì e siamo rimasti sorpresi dall’accoglienza e dal trattamento che ci hanno riservato, credo che torneremo sempre da loro anche negli anni prossimi. Dopo pranzo abbiamo visitato la Basilica di san Pietro e le tombe dei papi, soffermandoci un pò di più su quella di Giovanni Paolo II. Poi tempo libero fino alle 17, qualcuno ne ha approfittato per salire sulla cupola, altri per fare degli acquisti.
Abbiamo incontrato anche il nostro caro don Giovanni che era a Roma con la parrocchia di Ponte a Egola. Casualmente era a Roma anche il nostro vescovo Fausto Tardelli, ed appena ci ha visti ne è rimasto sorpreso, non si aspettava di incontrare parte della sua diocesi, è stato un pò di tempo con noi e ci siamo fatti le foto assieme. Poi, via verso casa, è stata una giornata bellissima, tutto è andato per il verso giusto, anche il gran caldo è stato sopportato benissimo, abbiamo ringraziato di questo la Madonna che ci è stata sempre vicina, recitando il rosario durante il viaggio di ritorno.
Buone nuove per Villa, (di Alessia Marconi)
Come avrete notato, ultimamente sono partiti alcuni lavori di urbanizzazione da parte del comune di Castelfranco.
Gli interventi riguardano la zona tra il bar e la piazza Pertini, con la delimitazione di strisce per i parcheggi e i nuovi marciapiedi, uguali a quelli precedentemente realizzati fino alla chiesa.
L’ intervento prossimo su piazza Pertini, prevede un’area verde con l’installazione di giochi per bambini e panchine, ed un’ area adibita a parcheggio. In corte Lazzeri sono stati posti dei dossi antivelocità, gli stessi, più volte richiesti, anche nei pressi della chiesa. Inizieranno, tra poco tempo, anche i lavori per la realizzazione del parcheggio per la scuola dell’infanzia, che sarà ubicato sul retro della stessa.
Personalmente ho scritto all’assessore Toti, per avere notizie sui prossimi lavori di urbanizzazione nei pressi della chiesa e del cimitero ed anche sulla strada che porta verso il valico, ormai insufficiente a sopportare il traffico, ultimamente aumentato.
Naturalmente ci vorranno tempo e soldi, ma confidiamo nell’attenzione dei nostri rappresentanti, affinché si adoperino per il bene dell’ intera comunità villese.
Celebrato il 63° anniversario della liberazione, organizzata dalla sezione Combattenti e Reduci di Orentano e Villa Campanile e dall ’amministrazione comunale.
Deposta una corona di alloro, al monumento ai caduti e suonato il silenzio.
Ha commemorato la ricorrenza, l’assessore Enrico Valle.
25 aprile 2008
Il gruppo «Fratres» di Villa e la festa della mamma Domenica 11 maggio nella ricorrenza della festa della mamma, ormai entrata nella tradizione, il gruppo Fratres di Villa ha provveduto ad una vendita di fiori e piantine. Una buona iniziativa, impreziosita però dal fatto che il ricavato è stato dato in beneficenza, devolvendo il tutto all’ associazione AIRC che si occupa di sostenere la ricerca sul cancro.
Il gruppo approfitta di questa pagina per ricordare a tutti che donare il sangue è un gesto di grande solidarietà e generosità verso il prossimo, dato che per molti ammalati, il sangue rappresenta un fattore fondamentale per la sopravvivenza. Per questo i Fratres, come associazione di donatori totali, diffonde e promuove la donazione di sangue intero, di plasma, di piastrine e sangue midollare. La donazione è volontaria, controllata e gratuita. Prima della donazione sono previsti: un colloquio, degli esami ed una visita medica per accertare l’idoneità a donare. Donare il sangue è semplice, veloce ed indolore ed aiuta a salvare molte vite.
Unisciti a noi, abbiamo bisogno di te.!
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Nella famiglia parrocchiale
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Con il battesimo sono diventate nuove creature 12 aprile
17 maggio
24 maggio
ELENA CHELI
SOFIA MARIA MARINARI
GIULIA CICCONI
di Sandro e Antonietta Pietrantuoni di Angelo e Cinzia Palmucci pad. Salvatore Pietrantuoni pad. Ugo Marinari mad. Valentina Cheli mad. Grazia Coppola
di Benito e Zetti Valentina pad. Antonio Andolina mad. Serena Paggetti
«Ai piccoli l’augurio di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia, ai genitori le nostre più vive felicitazioni»
VIVERE ALL’OMBRA DEL CAMPANILE (di Alessia Marconi)
Recuperando un pò di tradizione...... (di Alessia Marconi)
Da sempre, a Villa Campanile, hanno un’ Cosa rappresenta un campanile per un paese? Importanza urbanistica e storica le corti.
La testimonianza che esiste e vive una Ora che il paese si sta espandendo a vista comunità, accompagnata dal suono di d’ occhio, si rischia di perdere questa campane, in segno che accanto c’è la chiesa. Aggregazione di casolari di campagna.
Una torre verso il cielo.....un simbolo forte della Queste corti hanno sempre rappresentato presenza di una comunità cristiana. Tanti piccoli nuclei autonomi, sparsi sul Vivere all’ ombra del campanile, è un privilegio. Territorio.
Il suono delle campane è qualcosa di speciale, Vivevano lì le stesse famiglie da più generazioni, tanto che la corte ne che ti pervade e fa eco dentro la tua anima. Prendeva il nome. Dori, Barghini, Regoli, Suoni che hanno più di un significato, Lazzeri, Brogi, Nardi, Tocchini, Bisco, scandiscono il tempo e la giornata di chi lavora, Foresto, Luini, Marinari, Bisti ed altre, sono che parte al mattino e torna solo la sera. ancora oggi le corti che sono annoverate Suono che accompagna il contadino e lo come località dell’ estesa Villa Campanile. Avverte con uno scampanio all’imbrunire Ed è simpatico come nel fare riferimento a quando finisce la giornata lavorativa. Qualcuno si dica: « Tizio di Luini, oppure Suoni allegri dei giorni di festa e alla domenica Ciao de’ Dori o Tale de’ Lazzeri» e così via. per richiamare i fedeli alla messa, i rintocchi ogni Spesso vicino alle corti, ancora oggi è presente una margine o una croce votiva. Quarto d’ora. Suoni tristissimi e malinconici per Forte simbolo di religiosità naturale, proprio accompagnare chi fa ritorno alla casa del a ribadire quanto erano autonome queste padre. Da quando, qualche anno fa, è stato piccole comunità. Restaurato, il suono sembra squillare di più ed è Della tradizione, è rimasta, ancora oggi, l’ dolce sentire quando le campane iniziano a usanza di recitare il rosario all’ aperto per dondolare, prendendo sempre più forza fino a tutto il mese di maggio. Cerchiamo in rintoccare, prima una, poi due, tre volte fino al futuro di non perdere questa nostra trionfo dei suoni e poi allo scemare, rimane un’ identità villese !! eco che dura ancora per un pò di tempo.
OFFERTE PER LA CHIESA E CI HANNO PRECEDUTO Bello scorgere il verde rame delle campane PER L’ ARALDO dalla bifora lassù al quarto livello e suggestivo ALLA CASA DEL PADRE osservare il volo dei piccioni che vi dimorano. Fam. Bonelli in occasione del battesimo Poco più in là, nel sottotetto si è insediata una di Lorenzo, fam. Cheli in occasione del 30 aprile 2008 colonia di rondini, che ogni anno vi fa ritorno, per battesimo di Elena, Barbieri Vasco e CLEMENTINA (Rita)
Luigina, Franca e Loretto, fam. Marinari in la gioia di tutti, questo vuol dire che a Villa occasione del battesimo di Sofia Maria, Pancelli in Tintori Campanile si respira ancora aria buona. Fam. Cicconi in occasione del battesimo di anni 81 Permettetemi di dire quanto sono legata a di Giulia, la parrocchia ringrazia le questo campanile. Eh sì, perché mio padre famiglie dei bambini che hanno fatto la Giorgio, il figlio del fu Cocco, all’età di cinque prima comunione per le offerte ricevute, 27 maggio anni, scivolò nelle fondazioni piene di acqua GIOIELLA NARDI melmosa , ved. Barghini mentre era in di anni 80 costruzione, e se non era per Beppe di Pia che lo ripescò per i 29 maggio capelli..... a INNO quest’ ora non PAGNINI sarei qui a di anni 89 parlarvi del campanile.
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STORIE DI UN TEMPO .....dai ricordi di Giuseppe Riccomi Il 15 agosto, quando apriva la caccia
Ricordo che negli anni 50-60 l’ apertura della caccia era il 15 agosto, apertura generale, senza vincoli ne limitazioni, bastava avere il porto d’ armi, un fucile e via.
Nelle calde sere delle settimane che precedevano questa data , davanti al bar di Villa Campanile gestito da Vincenzo Regoli, chi aveva questa passione non parlava d’ altro ognuno era preso dal raccontare le proprie avventure del passato, sembrava rievocare i colpi di fucile e l’abbaiar dei cani. Per i cacciatori di Villa Campanile, la stagione venatoria si svolgeva nei boschi circostanti, particolarmente nei boschi della Simoneta, che essendo formata da centinaia di ettari era stata divisa in zone, ognuna delle quali con un nome proprio così, quando essi raccontavano le loro avventure, erano in grado di precisare anche dove queste erano avvenute.
C’era il Bosco santo, chiamato così perché ricco di selvaggina, il Ferro di Cavallo dove si trovava una strada che aveva questa forma, il Castello che era un terreno boscoso su una collina, le Prata del gatto, il campo di Mengaccino, l’uliveto del Crocetti, i Campi Rossi, il Mulinaccio, il poggio di Nandone e tanti altri. A Villa Campanile, a quei tempi, c’era anche la squadra dei professionisti per la caccia alla lepre, voglio ricordare i loro nomi, anche se da tempo scomparsi, anzi ricorderò i loro soprannomi, perché chiamandoli con i nomi di battesimo, pochi se ne potrebbero rammentare, il capo squadra era Fiorindo, un uomo piccolo e magro ma tutto pepe, poi c’era Mario di Giannella, Bruno di Gogio, Nello di Ciredo, Guido del Lorenzini e qualche altro che si aggiungeva occasionalmente, specialmente nei giorni di festa.
Ricordo quei giorni quando li vedevo in bicicletta con qualche lepre legata al manubrio, seguiti dai cani stanchi e con la lingua di fuori per aver fatto la battuta.
Voglio poi raccontarvi una storia di allora molto simpatica; i leprai, diciamo così, decisero un anno di fare l’apertura della caccia nelle campagne di Siena, coinvolgendo anche Vincenzo, il barista, che di caccia ne sapeva poco, giunti sul posto si organizzarono mettendosi tutti in cerchio, perché così si faceva per cacciare la lepre e Fiorindo, che portava i cani dette loro il via, così fu, i cani cominciarono a correre ed abbaiare in una stessa direzione, tutti rimasero in attesa di sentire qualche sparo, ma niente !
Riguardando la mia Anzi anche i cani si chetarono e così vecchia casa abbandonata, con il fischio di una cartuccia vuota Una notte senza fu fatta l’ adunata, quando tutti i luna..... cacciatori si ritrovarono, Fiorindo il con le crepe nei muri e una notte buia caposquadra, domandò chi si e a toppe, scalcinata, e di paura. Trovava in cima a quel poggetto la guardo e col pensiero dove doveva essere passata la ritorno al mio passato, lepre, e Vincenzo, coi suoi modi Come un cuore buffi rispose in tono risoluto «c’ero che non sa amare io». Allora Fiorindo, un pò arrabbiato dove son nato, cresciuto è racchiuso nelle e un pò sorpreso gli disse « o non e per tanti anni ho abitato, tenebre..... l’hai vista la lepre?» Rispose coi compagni della corte Vincenzo «sì per la verità ho visto un ho giocato.... animaletto che correva davanti ai non c’è luce che cani, ma chi andava a pensare lo illumina..... che fosse una lepre».
Dagli anziani tante
La mia casa
cose ho imparato, anche se a quei tempi non è stata una vita agiata ! Però si ama sempre la propria casa. Anche se a quel tempo, ormai lontano, resta sempre nel cuore e nella mente la corte di Frediano. Giuseppe Riccomi
Il Buio
è una strada senza gioia, di tristezza e di dolore...
Con un nuovo giorno un nuovo fiore può lenire quel dolore... se quel cuore si aprirà nuova gioia troverà ! Giuseppe Riccomi