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Luglio–agosto 2008

L’Araldo di Villa Campanile,n. 4

Luglio–agosto 2008versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

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Luglio - Agosto 2008

Anno XLVI - n° 4

Bollettino della Parrocchia di Villa Campanile (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abbonamento annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int.a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2 Villa Campanile (Pisa) Tip Arti Grafiche Nuova Bonafè - Fucecchio - sito internet www.parrocchiadiorentano.it - e-mail - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, il mese di agosto segna per molti l’ inizio delle ferie e la partenza verso i luoghi di vacanza. La nostra comunità di Villa Campanile però, si prepara a celebrare con gioia la solennità dell’ Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria in corpo e anima.

E’ un appuntamento molto importante posto a metà agosto proprio per sottolineare la centralità di questo dogma che ci richiama con forza al mistero della risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo ed alla certezza che anche noi un giorno saremo chiamati a tale gloria. Purtroppo in questi mesi d’ estate si assiste ad un forte calo di presenze alle celebrazioni.

Mi auguro che almeno per la festa dell’ Assunta, ognuno di noi, nel luogo dove si trovi, possa partecipare con fede e amore alla santa messa. E’ la Vergine Maria, che assunta in cielo anima e corpo continua ad intercedere presso suo figlio Gesù, per noi suoi devoti, e tanto bisognosi del suo perdono e del suo amore. A tutti i Villesi sparsi per il mondo, vada il mio più cordiale affetto e la mia più sincera preghiera. A Villa poi concluderemo la festa con la processione serale.

Vostro don Sergio Vi aspetto numerosi.

ORARIO SANTE MESSE FERIALE TUTTI I MERCOLEDI’ ORE 17,00 MESSA PRE-FESTIVA ORE 17,00 MESSA FESTIVA ORE 10,00

Prossimi appuntamenti Venerdì 15 Agosto:

Festa dell’ Assunta Ore 10,00 Santa Messa Ore 21,00 Santa Messa, processione con i flambeaux, per le vie del paese, al termine, nei locali dietro la chiesa, piccola cena offerta dalla pro-loco Sabato30 agosto Festa dei donatori di sangue «Fratres» santa messa ore 17,00 a seguire, premiazioni, cena e lotteria foto Nadir Domenica 7 settembre Festa dell’ anziano Ore 18,00 santa Messa ed Unzione degli Infermi Al termine cena offerta dalla pro-loco

dal 14 al 20 settembre Pellegrinaggio a Lourdes domenica 28 settembre Pellegrinaggio a Montenero insieme alla parrocchia di Orentano

Testo estratto

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Piccola cronaca paesana

*Villa News* (di Alessia Marconi)

Anno 1962 - lettera trasmessa dal Gazzettino Toscano

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(di Giuseppe Riccomi)

Nel mese di giugno è stata ufficialmente confermata la notizia circa l’apertura di una farmacia a Villa Campanile. Questa è una buona cosa, visto l’ incremento demografico degli ultimi tempi e per le molte persone anziane, che sono anche quelle più bisognose di un accesso veloce e comodo ai farmaci e non possono recarsi fuori paese. I locali che ospiteranno la nuova attività sono antistanti all’ ufficio postale, proprio nel centro del paese. La farmacia è un pezzo importante del Servizio Sanitario Regionale, perché garantisce non solo i farmaci e i presidi sanitari indispensabili, ma servizi sempre più importanti, come le prenotazioni delle prestazioni. La presenza di un farmacista, nel paese, dà sicurezza e svolge inoltre un’ opera preziosa di informazione ed educazione alla salute.

Al Gazzettino Toscano, lettera da Villa Campanile, io affettuoso ascoltatore di questa trasmissione sento che ogni giorno dedicate parecchio tempo a cose semplici ma carine perciò vorrei, se è possibile, dedicare cinque minuti anche al mio piccolo paese, Villa Campanile, come già sapete perché avete annunciato per radio che ormai da quattro anni viene fatto il Carnevale dei Bambini, dato che questa piccola frazione del comune di Castelfranco di Sotto di 900 abitanti maggiormente contadini, sa ogni anno organizzare dei bei corsi mascherati con dei magnifici carri allegorici costruiti interamente dalle nostre inesperte mani, belli non lo diciamo noi…ma tante persone che in quei giorni vengono da altri paesi. Vorrei mettere insieme un discorsetto, ma siccome non sono un giornalista ma un trattorista, la cosa mi è un po’ difficile, ci proverò. Villa, piccolo paesetto agricolo, vive in questi giorni atmosfera carnevalesca, festa che è diventata tradizione paesana, gioia dei grandi e dei piccoli, durante i corsi tra canti e suoni su ogni viso la spensieratezza, un sorriso, la gioia, i bambini mascherati fanno certi atteggiamenti per meglio mettere in mostra i propri vestitini confezionati dalle loro mamme. Dal vestitino all’indiano, arlecchino, damigella, contadinella, ecc. I più grandicelli tra corse e schiamazzi scoppiettio di bombette, stelle filanti, spintoni danno vivacità alla manifestazione. Giovanotti ltra iniziativa di questo mese è stata la riapertura e ragazze si scatenano in una frenetica battaglia di coriandoli, insomma per tutti della «Festa del contadino» al Quercione da parte c’è gioia, spensieratezza!... Anche per gli adulti, dove ogni giorno pesano su di della Pro-loco. Un’ occasione di ritrovo ogni loro i problemi della vita, degli affari, quel giorno tutto si dimentica, tutto è bello, si domenica sera all’ombra del campanile con cibi ritorna un po’ bambini!... Quelle vecchiette, quei vecchietti che il tempo ha semplice e tanta buona volontà da parte dei soci cancellato dal loro viso il sorriso, e che gli anni gli hanno facilitato lo sguardo verso volontari, che si impegnano per rendere piacevole terra, quel giorno, fanno uno sforzo per guardare in su, sì in su, dove al loro fianco, la serata a tutti i cittadini di Villa e zone limitrofe. Ma sopra le loro teste, ci sono dei grossi uomini, o grossi animali di carta pesta dai Ricordo a tutti che la Pro-loco di Villa Campanile è loro corpi deformi e facce con smorfie da canzonatura. Un’ associazione ONLUS che opera senza fini di Quelle facce di vecchietto tornano a illuminarsi di un sorriso, mentre scuotendo lucro per il bene del paese e chiunque lo desidera la testa, dicono fra se cosa bisogna vedere, cose da matti. Può diventarne socio.

Tutto questo ci incoraggia, per i prossimi anni, e ci ricompensa per i sacrifici avuti in questi due mesi di lavoro sotto le capanne, quasi sempre in compagnia della E’ aperto il tesseramento 2008–2009. Gelida tramontana dei giorni passati.

Questi i giorni dei corsi! Questo piccolo paese farà a tutti i presenti vivere ore ....Giovani che si d’allegria per noi tutti che abbiamo INVERNO collaborato a questa manifestazione giorno fanno onore.... Indi questo un augurio di essere sempre uniti, pieno inverno, perché il nostro piccolo paese non si Con una composizione dal titolo «Il col cielo grigio e con perda nel silenzio, ma viva sulle labbra Mare», Ludovica Ghimenti, ha vinto il la tramontana, di tutti, per questi suoi giorni di canti, qui vicino la vigna primo premio di poesia tra le classi suoni, allegria e spensieratezza. Coi filari di canne vecchie quinte elementari delle scuole di Di questa mia lettera non sa niente Orentano e Castelfranco di Sotto. Il e screpolate. Nessuno chissà quale gioia per tutti premio le è stato consegnato il 19 sarebbe sentire rammentare alla radio Col forte vento il nome di Villa Campanile. Giugno presso il chiostro di san Matteo mandano dei suoni a Castelfranco. Che sembrano un lamento.

IL TRAMONTO Fuori un freddo frizzante, Il Mare che non si può stare, E’ rimasto impresso in me Il fruscio delle onde, allora meglio in casa il tramonto del sole... gli scogli bagnati, vicino al focolare. Di una sera.... tu che entri nelle sue braccia. (Giuseppe Riccomi) mentre il sole lentamente

A

Là c’è il silenzio, c’è la tranquillità, un manto blu ti circonda. Il mare finisce all’occhio dell’uomo ma non a quello del mondo. (Ludovica Ghimenti)

Bravissima Ludovica, come hai detto tu «sono molto felice perché non mi è mai capitato di vincere un primo premio», anche noi ne siamo molto contenti e ti auguriamo che la tua vena poetica non si esaurisca qui, ma che invece sia un punto di partenza e continui per molto tempo.

scompariva dietro la montagna.... proiettando verso Giovedì 17 luglio siamo stati, come l’ anno scorso, a il cielo Mirabiliandia, una gita parrocchiale, proprio con i potenti raggi, l’intenzione di far trascorrere assieme una giornata di verso sottili nuvole svago e di comunione ai ragazzi di Villa e di Orentano. Colorandole di Partenza alle ore 6 da Orentano ed alle 9,30 eravamo già arrivati. Ci siamo attrezzati un rosso fuoco.... subito per celebrare la Messa aver potuto lì nel prato vicino all’ ingresso. Immortalarle sopra Poi i biglietti e via verso i giochi. Una tela....quel colore La giornata è trascorsa con le sue sfumature, benissimo non era neanche e farne un grande quadro tanto caldo. L’ unico neo è ne sarebbe rimasto nel tempo... che potevamo essere di più, l’anno passato con due di quel miracolo della natura.

Gita a Mirabilandia

pulman, quest’ anno uno. Vedremo l’ anno prossimo.

(Giuseppe Riccomi)

Testo estratto

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Nella famiglia parrocchiale

Con il battesimo sono diventate nuove creature

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Un po’ di storia....il nostro fonte battesimale (di Alessia Marconi)

Nuova luce, rinnovato splendore, al fonte battesimale della nostra chiesa. Se entriamo dalla porta sinistra, ci troviamo davanti ad una edicola (spazio ricavato nel muro, inquadrato da colonne, architrave e timpano) che ospita il fonte battesimale. Il battesimo è il primo dei sacramenti, la rinascita dall’ acqua, fonte di vita, del vero cristiano. Per questo motivo il suo luogo è situato all’ ingresso, prima di avvicinarsi alla mensa del Signore. E’ simbolo di accoglienza.

Anticamente, questi luoghi erano esterni alla chiesa, di forma poligonale o circolare di cui ne sono esempio quelli di Pisa e di Firenze. Poi si ritenne opportuno che anche i fedeli 21 giugno partecipassero a questo rito dell’ accoglienza e EVA Maria Elis Olimpia SPAGNOLO perciò questi luoghi furono previsti all’ interno delle di Andrea e Cristina Falorni chiese. A Villa vi si accede tramite uno scalino semicircolare, che porta ad un cancelletto di Padrino: Giulio Ruglioni legno intagliato, ben eseguito. Punto focale, il fonte, recentemente restaurato e tornato a splendere. La vasca, realizzata in rame sbalzato, è di forma circolare. Al centro si innalza Madrina: M. Martina Dani una fontana che forma uno stagno a cui si abbeverano i cervi e quattro colombe, simbolo di pace e di riconciliazione del nuovo cristiano con l’ amore di Dio. La vasca è 19 luglio sorretta da una colonna su base circolare, simbolo di infinito.

CRISTIAN PEPE Sullo sfondo, un bellissimo dipinto di Dilvo Lotti, il maestro sanminiatese, ancora in vita, di Adriano e Laura Magagnini oggi novantaquattrenne. Grande artista del panorama espressionista toscano, insignito di alti titoli in tutta Europa, usa un’ espressività molto forte, tradotta in colori contrastanti, ora Padrino: Antonio Gagliardi cupi, ora accesi, ammirabili nella scena del battesimo di Gesù nelle acque del Giordano.

Madrina: Silvia Magagnini Le figure appaiono spigolose ed allungate, quasi a presagire la futura sofferenza della crocifissione. Gesù è in attesa di ricevere l’ «Ai piccoli l’augurio di crescere acqua che scivola da una conchiglia, forte simbolo di vita; il come Gesù, in età, sapienza e Battista è inginocchiato e regge, un lungo bastone a forma di grazia, ai genitori le nostre più croce, nella mano sinistra. Nel cielo, tra i due la luce di una vive felicitazioni» colomba annunciatrice. Il dipinto risale al 1969 e fu commissionato dalla famiglia Fenili per commemorare la morte del figlio Adriano, morto tragicamente all’ età di sedici anni il 24 giugno del 1968, nelle acque del Cari amici, torrente Sangone, nel tentativo di salvare il suo amico di incontrando i giovani di varie parti del mondo in undici anni.

Australia il Papa ha detto che al comando di Cristo «gli Sono stati restaurati anche otto candelieri in legno che apostoli sono partiti per testimoniare la più grande ora sono stati rimessi al loro posto, quattro sull’altare storia di tutti i tempi». La cosa più bella è il fatto che di maggiore, due davanti la Madonna e due davanti a S. questa storia anche noi siamo chiamati ad essere Antonio. Protagonisti davanti alla nostra generazione.

Inoltre è stato restaurato un bellissimo dipinto ad olio, E’ la storia incomparabilmente più bella perché è raffigurante la Madonna col Bambino benedicente. Piena di luce, di amore, di speranza e di vita eterna. E’ Si tratta di una Pala (tavola di legno) ed OFFERTE PER LA CHIESA una storia che si conclude con la vittoria sulla morte e ha una bellissima cornice dorata, non E PER L’ ARALDO la gloria della resurrezione. E’ una storia a lieto fine, per sappiamo chi sia l’autore. Il quadro si tutti quelli che si lasceranno coinvolgere. E’ una storia può ammirare nella sacrestia.

Carlini Tosca (Giuseppina), la che percorre le vie spericolate e faticose del tempo, fam. Spagnolo in occasione del ma che termina nell’eternità felice. Battesimo di Eva, Signorini

...Radio Maria.it...

Gesù è il cuore di questa storia e l’accompagna fino alla fine del mondo.

Noi siamo i protagonisti insieme con Lui e ognuno ha il suo compito da svolgere, la sua missione da compiere. Non è necessario che la Chiesa conquisti il mondo, ma è necessario che sia il sale, la luce e il lievito. I cristiani sono l’avanguardia di questa storia e hanno il compito indicare il cammino che porta alla meta.

In modo speciale i giovani devono raccogliere il testimone di questa magnifica avventura. La missione degli apostoli ricomincia ad ogni generazione. Anche oggi Cristo chiama, come ieri ha chiamato Pietro, Paolo, Benedetto, Francesco, Ignazio, Don Bosco, Padre Pio, Karol Wojtyla...

E’ più che mai tempo di speciali chiamate e di generose risposte.

Vostro P. Livio

RICORDIAMOLO NELLE NOSTRE PREGHIERE

Nadina, Armando e Lina, Emiliano Lazzeri, Pieri Mauro e Renza, Lazzeri Virna, Regoli Angelo e Lida, Nardi Amelia, la famiglia Pepe in occasione del battesimo di Cristian.

CI HA PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE

AMLETO SEGHETTI 02-07-2006

8 luglio MARIA TEI ved Quagli di anni 96

Testo estratto

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Una pagina per riflettere.....

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FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL «PARADISO» SENZA CROCIFISSI…”

Lloret de Mar come metafora del nostro tempo... I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è – come ha spiegato Vittorino Andreoli – la cattedrale pagana di «un grande rito di trasformazione collettiva» che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa «nuova religione» sono noti, con il solito comandamento: «vietato vietare». La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello?

Nessuno ci riflette. Nell’euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché dalla vita pubblica. Anzi, l’immagine del crocifisso o quella della Madonna vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà d’espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle manifestazioni di piazza della sedicente «Italia dei migliori». E la fede cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero subito l’accusa di intolleranza o razzismo.

Contro Gesù Cristo invece sembra che tutto sia permesso.

Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo all’orrore, gridiamo furenti – col dito accusatore – «dov’è Dio?», «Perché non ha impedito tutto questo?». Dopo l’ecatombe dell’ 11 settembre a New York si alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in televisione rispose così: «per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite. E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima esigiamo che ci lasci soli?».

Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva “che si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole americane. Quella stessa Bibbia che dice: ‘Non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo come te stesso...’, e gli americani hanno detto OK. Poi, in molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: ‘Lasciamo che le nostre figlie abortiscano, se lo vogliono, senza neanche avvisare i propri genitori’.

Ed il mondo ha detto OK”.

Si girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com’è normale che, secondo le statistiche, un bimbo italiano, prima di aver terminato le elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza, ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola ché sarebbe un atto di «violenza psicologica». ”Ora” proseguiva quella donna americana «ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi. Probabilmente perché, com’è stato scritto, ‘l’uomo miete ciò che ha seminato’ (Galati 6:7). Uno studente ha ‘sinceramente’ chiesto: ‘Caro Dio, perché non hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?’. Risposta: ‘Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole americane. Sinceramente, Dio’ ». Tutto questo non è solo americano. Dopo Auschwitz una folla di intellettuali accusò Dio: “Dov’eri?

Come hai potuto permettere tutto questo?”. Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l’immagine di Gesù crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata sola a sostenerlo. Dov’erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939 e il 1940, spazzò via migliaia di «crocifissi viventi», una eutanasia di massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite indegne di essere vissute e dettero loro «la morte pietosa», ma anche in quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola perché nei cuori il crocifisso era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov’era Dio?

Era stato cacciato da tempo.

E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi.

Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l’ateismo di Stato: l’impero comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini e popoli. Tutto questo c’insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane dell’albero europeo? Ed eccoci all’inverno demografico, al declino e all’invasione islamica.

Un grande economista come Giulio Tremonti, nel suo celebre libro, ha affermato che il riscatto è possibile solo con una rinascita spirituale. Ma noi siamo «gli uomini impagliati» di Eliot, con la testa piena di vento e il cuore pieno di solitudine. Abbiamo sputato su Gesù Cristo e sulla Chiesa credendo che questo fosse «libertà», poi ci troviamo soli o disperati e allora puntiamo il dito accusatore sulla presunta «indifferenza» di Dio. Di quel Dio che non cessa un solo giorno di darci il respiro e di farsi incontro a noi.

Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai propri figli, che vede addensarsi all’orizzonte nubi cupe di crisi planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della «Regina della Pace», presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana e dell’Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche, perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque cosa, anziché essere veramente amati.

Questa stagione iniziò nel ’68, quando si cominciò a sparare sulla religione come «oppio dei popoli», così oggi l’oppio (o la cocaina) è diventata la religione dei popoli, anche di notai, industriali e deputati. Nietsche tuonò contro il crocifisso perché – scrisse – abolì i sacrifici umani che erano il motore della storia pagana. E infatti oggi, cancellato il crocifisso dai cuori, sono tornati i sacrifici umani.

Siamo la generazione che ha assistito tranquillamente in 30 anni allo sterminio – con leggi degli Stati – di un miliardo di piccole vite umane nascenti, il più immane sacrificio umano della storia. La generazione che torna a discettare di vite «indegne di essere vissute», che pretende di trasformare i più piccoli esseri umani in cavie da laboratorio, che esige – specialmente «in nome della scienza» - che tutto sia permesso. In effetti «se Dio non c’è, tutto è permesso». Ma con quali conseguenze?

L’abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha osservato:

«Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all’inferno».

Antonio Socci ( «Libero», 11 luglio 2008)