Cerca
Settembre–ottobre 2008

L’Araldo di Villa Campanile,n. 5

Settembre–ottobre 2008versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

Pagina 1

Settembre - Ottobre 2008

Anno XLVI - n° 5

L’ Araldo Bollettino della Parrocchia di Villa Campanile (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abbonamento annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int.a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2 Villa Campanile (Pisa) Tip Arti Grafiche Nuova Bonafè - Fucecchio - sito internet www.parrocchiadiorentano.it - e-mail - roberto.agrumi@alice.it

DOMENICA 19 OTTOBRE SAN PIETRO D’ ALCANTARA

Carissimi fedeli, dopo la

breve pausa estiva, la nostra comunità (patrono di Villa Campanile) cristiana di Villa riprende il suo cammino con le tappe e gli appuntamenti pastorali e programma: liturgici. Già con domenica 21 settembre Ore 10,00 santa Messa abbiamo dato solennemente inizio al nuovo anno pastorale e catechistico con la in onore di san Pietro presentazione dei catechisti, la benedizione (durante la messa sarà e la consegna del mandato. Al pomeriggio tutti a Montenero in pellegrinaggio. Con domenica 28 è così ripreso l’ iter formativo dei benedetta la nuova immagine nostri ragazzi. Tutte le domeniche, dopo la messa delle 10, c’è l’ ora di (santino) del nostro patrono catechismo per tutte le classi, dalla prima elementare alla terza media. Ore 15,30 santa messa solenne Un invito e un appello ai genitori affinché sentano il dovere cristiano di fare il possibile per mandare i loro figli alla messa ed al catechismo. E processione con la statua del santo per le vie del paese, Tutti abbiamo un dovere sulla nostra coscienza di cristiani, educare e trasmettere la fede ai nostri figli. Presterà servizio la filarmonica Adesso la nostra parrocchia è protesa verso la festa del santo patrono, Leone Lotti di Orentano. San Pietro d’ Alcàntara, quest’anno cade di domenica quindi l’ orario delle messe è il solito, in più al pomeriggio ci ritroveremo in chiesa Al termine ci ritroveremo tutti nei alle 15,30 per la santa messa solenne a cui farà seguito la processione, locali della pro-loco per gustare tempo permettendo. A tutti quanti, auguri di cuore per la ripresa di un le castagne arrosto e il vino cammino sempre più nel signore Gesù. foto Nadir

Vi benedico, vostro don Sergio

nuovo.

SI APRE UN TEMPO DI GRAZIA PER LE PARROCCHIE DI VILLA E DI ORENTANO «Io sono la luce del mondo. Chi mi segue, non camminerà mai nelle tenebre, anzi avrà la luce che dà la vita» (GV8,12) Il Signore Gesù ti sta chiamando a scoprire e sperimentare il suo amore e il suo perdono. Gesù Cristo risorto è la nostra salvezza.

Ti aspettiamo

TI INVITIAMO IL MARTEDI’ E IL VENERDI’ NELLA SALETTA PARROCCHIALE DI ORENTANO ALLE ORE 21,00. AD INIZIARE DA MARTEDI’7 OTTOBRE

don Sergio e i catechisti

Testo estratto

Pagina 2

Cronaca paesana

Pagina

Villa news (di Alessia Marconi) La mia prima volta a Lourdes (di Antonio Circelli) --------------------------

Terminata la festa del contadino organizzata dalla pro-loco. Il bilancio è stato positivo e questo ci sprona ad essere ancora più efficienti nei servizi e le attività del paese.

Vogliamo ringraziare tutti i volontari che hanno reso possibile questa iniziativa, un grazie anche al presidente Aldo Briganti e soprattutto alla parrocchia per la disponibilità e la pazienza accordataci.

Iniziati i lavori per la ristrutturazione dei locali che accoglieranno la farmacia a Villa.

Ancora incerta la data dell’ inaugurazione, siamo in attesa per l’ evento dell’ apertura di un servizio che Villa merita.

Quarta sezione per la scuola dell’ infanzia.

Soltanto pochi anni fa ne era presente soltanto una, segno che qualcosa sta cambiando. Villa necessita di nuovi servizi da parte del Comune, una delle priorità è il parcheggio tanto atteso.

Festa dei donatori di sangue FRATRES.

Sabato 30 agosto con la messa delle ore 17,00 è iniziata la trentanovesima festa dei donatori di sangue. Moltissime le associazioni ed i gruppi giunti dai paesi vicini, ognuna con il proprio stendardo. Nell’ omelia il nostro priore don Sergio, anche lui donatore di sangue, ha sottolineato l’ importanza della donazione e l’ altruismo verso il prossimo bisognoso, portando l’ esempio di gesù Cristo, primo e vero donatore di sangue. Dopo la funzione religiosa si è formato il corteo per deporre una corona d’ alloro al monumento dei caduti, per commemorare quanti hanno donato il proprio sangue per la Patria Il presidente Cristiani ha preso la parola per ringraziare tutti coloro che compiono questo gesto d’ amore attraverso la donazione.

Presente anche Simone Benedetti in rappresentanza dell’ Amministrazione Comunale. Poi tutti a cena nei locali della Pro-loco, intrattenuti da musica, giochi e karaoke. Simbolico il lancio di cento palloncini colorati con appesi tanti messaggi scritti sulle cartoline della solidarietà.

Durante la serata sono stati premiati coloro che hanno fatto la prima donazione e quelli che sono giunti a sessanta. Il consiglio del gruppo invita tutti a donare il sangue, chi non ha ancora provato si dia coraggio, non è mai troppo tardi.

Arrivederci al prossimo anno.

Domenica 7 settembre giornata dell’ anziano. Santa messa alle 18,00, una buona presenza di persone, venute anche da Orentano. I fedeli hanno così ricevuto l’ Eucarestia e l’ Olio Santo. Al termine come è ormai consuetudine tutti a cena, al Quercione , dove la pro-loco ha provveduto a deliziare tutti i presenti con pizze, cecina e dolci. Sottolineiamo l’ importanza delle persone anziane che sono preziose per la memoria storica della comunità e che meritano grandissimo rispetto da parte di tutti.

Ricorrendo quest’ anno il 150° anniversario delle apparizioni della Madonna a Lourdes, molte diocesi hanno organizzato dei pellegrinaggi e quando ho visto l’ annuncio che anche la diocesi di san Miniato ne avrebbe fatto uno mi sono subito iscritto insieme con mia moglie. Cercherò di fare un piccolo resoconto del viaggio e soprattutto riuscire a trasmettere ciò che questo avvenimento mi ha detto.

Tantissima gente, da tutto il mondo, una grandissima manifestazione di preghiera e di umiltà, un viaggio per tanti di speranza, per tutti di grande emozione. Anche i Vescovi e i sacerdoti ci sono stati molto vicini, sia nel viaggio, che in tutti gli spostamenti che sono avvenuti. Per un momento cercherò di entrare nei pensieri dei pellegrini, secondo quanto io ho vissuto in quella settimana, poiché di natura, fin da piccolo, sono molto sensibile a queste cose.

Partenza domenica pomeriggio da Pontedera, un pò di confusione, grovigli di valigie dopo un attimo tutto a posto, avvenuta la sistemazione, iniziano le prime conoscenze, nello scompartimento sono insieme a Roberto, il nostro diacono, e sua moglie. Il viaggio prosegue tranquillo fino a Lourdes, 17 ore è durato, ma è volato via liscio. I pulman ci aspettavano e ci hanno portato subito agli alberghi. Finalmente a Lourdes, si avverava quello che per me era sempre stato un sogno, ora era realtà. Le giornate sono state tutte piene di impegni, la messa, la penitenziale, l’ adorazione al S.S, il percorso giubilare, le visite alla grotta delle apparizioni vicino al fiume Gave, il bagno alle vasche, le catechesi del nostro vescovo, la fiaccolata, la Via Crucis ecc. pochi i momenti liberi o di distrazione. Già dal primo giorno iniziano le mie emozioni, che colgo anche negli occhi degli altri, noto una gran fede, forse una conversione generale, la voglia di incominciare a dedicarsi al prossimo, è un mistero ma è vero. Ecco la fontana, una folla che si accavalla per riempire delle bottigliette, chi la beve, chi ci si lava e questo l’ ho fatto anche io, poi più avanti c’è la grotta di Massabielle, qui si fa una bella coda almeno fino dove inizia la cavità, ogni persona ha un gesto diverso, chi tocca la roccia, chi la bacia, chi piange, chi sospira, regna un gran silenzio. Più in alto, circa tre metri, c’è la statua dell’ Immacolata Concezione, con la scritta che testimonia il luogo esatto dell’apparizione, sulla sinistra un oblò, che indica dove Bernardette scavò con le mani e ne scaturì quella sorgente che ancora oggi scorre con abbondanza. Di qui passano fiumi di persone, moltissimi però si trovano costretti su una carrozzina o un lettuccio e sono scene molto commoventi viste così da vicino, con i propri occhi. Nella disperazione una parola di speranza, di una guarigione, lassù alla Santa Madre.

Mi siedo su una panca, vicino alla grotta, davanti a me c’è il grande candelabro, più in alto la statua della Madonna, bellissima. Incomincio le mie preghiere ed il rosario, non posso fare a meno di fissare Lei, fra pregare e fissarLa, mi sembra di andare in estasi, ogni tanto devo scuotermi per ritornare al presente. Io sono un credente, fin da piccolo e posso dire che nella mia vita qualcuno da lassù mi ha sempre aiutato. Credo che ci siano migliaia e migliaia di persone che la pensano come me. Il luogo delle apparizioni è un posto incantevole le rocce, la vegetazione naturale, il fiume che scorre accanto e le costruzioni, la basilica, la chiesa di s. Bernardette le sala Pio x, capace di contenere 25.000 persone e dove ogni mercoledì si celebra la messa internazionale, una parte di me è rimasta lassù. Spero che un giorno, prima che sia notte davanti ai miei occhi, l’ Immacolata mi faccia la grazia di poter tornare a rivedere Lourdes. Il tempo scorre veloce, bisogna ripartire, altre 17 ore di treno e siamo di nuovo a Pontedera. Ognuno ritorna a casa con il suo bagaglio di esperienze. Tutto è andato per il verso giusto, non un intoppo niente di grave, anche questa volta la Madonna ci ha protetti.

Arrivederci Lourdes, quanto prima ritornerò.

Testo estratto

Pagina 3

Nella famiglia parrocchiale

BATTESIMI

Sabato 20 settembre

Maria Nerli di Marco e Tiziana Stefanelli Padrino: Filippo Combatti Madrina: Simona Stefanelli

Sabato 27 settembre

Rachele Rosellini

«Ai piccoli l’augurio di crescere come Gesù, in di età sapienza e grazia. Ai genitori le nostre più Nicola e Valentina Sivieri Benetti vive felicitazioni» Padrino: Marco Martinelli

Madrina: Serena Sivieri Benetti

Domenica 21 settembre, alla messa delle 10,00 sono stati presentati i catechisti, che si occuperanno dell’ insegnamento della religione per il prossimo anno.

Al termine della messa, hanno ricevuto la benedizione ed il mandato ufficiale.

Con domenica 28 settembre è iniziato il catechismo per tutte le classi. L’ orario è dalle ore 11,00 alle 11,45. lLe classi prima e seconda elementare sono affidate ad Alessia Marconi e Cecilia Piazza. La terza elementare a Rita Regoli e Gaia Pagni. La quarta e quinta elementare a Gemma Urbani e Antonella Chimenti. La classe prima media ad Alessandra Regoli e Giuliana Ghimenti. La seconda e terza media a Roberta Tammaro e Roberto Agrumi. La classe quarta elementare si prepara a ricevere la prima comunione che sarà il 7 giugno 2009.

Le classi seconda e terza media riceveranno la cresima per la festa di s. Pietro d’ Alcantara nell’ ottobre del 2009.

Ricordo che per ricevere i sacramenti è necessaria la frequenza al catechismo.

7 settembre nozze d’oro per CHIMENTI MAURO e ALESSANDRA FABBRI 14 settembre nozze d’oro per CIARDINI GIUSEPPE e MEUCCI LICIA 24 settembre nozze d’argento per MASSIMO MORELLI e GIOVANNA ULIVIERI «Hanno rinnovato le promesse matrimoniali e ricevuto la benedizione nuziale»

MESSA ORE10,00(in chiesa)

--------------AL CIMITERO: ORE 14,30 ROSARIO - ORE 15,00 MESSA E BENEDIZIONE DELLE TOMBE

DEFUNTI 12 agosto AGOSTINO BIONDI di anni 80

27 agosto LORIANA TOCI ved. BARGHINI di anni 76 4 settembre FRANCA PASQUINELLI ved. MINUTI di anni 79

ANNO CATECHISTICO 2008–2009

ANNIVERSARI DI NOZZE

SABATO 1° NOVEMBRE

Pagina

OFFERTE PER LA CHIESA E PER L’ ARALDO Lazzeri Lina, f.lli Briganti, Galligani Franco, N.N., Paola Signorini, contributo Pro-Loco, le famiglie Nerli e Rosellini in occasione del battesimo di Maria e Rachele, le fam.

Chimenti e in occasione del 50°, la fam. Morelli occasione per il 25° ann. di nozze, Regoli Tosca e Faliero.

La Farfalla ------------La farfalla volando di fiore in fiore.... si confonde il suo colore..... volteggia come piuma al vento.

Sembra che danzi sulle note di una musica nascosta...... poi d’ improvviso se ne va lasciando il fiore immobile, e nella tristezza, aspettando la farfalla, che con le ali torni a fargli una carezza...... (Giuseppe Riccomi)

LA BADANTE (di Giuseppe Riccomi)

-------In Italia di badante ce ne sono tante..... hanno lasciato la propria Patria la propria casa la famiglia...... cercando un lavoro per dare alla propria famiglia, un decoro.... facendo anche un lavoro a volte umiliante accudire gli ammalati o persone anziane.

Il lavoro lo fanno con amore è giusto ricompensarle con stipendio ma hanno bisogno anche di un pò di cuore trattandole con rispetto..... contraccambieranno con affetto......

MAGDALENA TOMA (Romania)

Testo estratto

Pagina 4

Pagina 4 «O felice penitenza, che mi ha meritata tanta gloria!»

san Pietro d’ Alcantara - Così si esprimeva il santo in procinto di salire al cielo, mentre santa Teresa di Gesù in terra faceva eco: "Quale perfetto imitatore di Gesù Cristo ci ha rapito Patrono di Villa Campanile Iddio, chiamando alla gloria questo religioso benedetto, Fratel Pietro d’Alcantara! Si dice che il mondo non è più capace di tanta perfezione, che le anime sono più deboli, che non siamo ai tempi di una volta, ma questo santo 19 OTTOBRE Pietro Garavito nacque nel 1499 ad Alcantara in Spagna. A 16 anni entrò nell’ Ordine dei Frati Minori e, compiuti gli incaricato della predicazione.

Nel riquadro

s tu di, fu

Lo zelo ardente gli meritò di poter convertire numerosi peccatori, ma volendo riportare l’Ordine al fervore primitivo, ne ottenne il permesso dalla Santa Sede e fondò il convento di Pedroso, che fu poi seguito da numerose fondazioni in Spagna e anche nelle Indie. Praticava un’austerità estrema, ma aveva in compenso grazie di contemplazione altissima e Dio rivelò a santa Teresa che avrebbe esaudita qualsiasi preghiera fatta in nome di Pietro d’Alcantara.

Godeva del dono della profezia e del discernimento degli spiriti. Morì il 18 ottobre 1562, confortato dalla visione del Signore, della Madonna e dei Santi. Beatificato da Papa Gregorio XV il 18 aprile 1632, fu canonizzato il 4 maggio 1669 da Clemente IX.

era del nostro tempo e il suo maschio fervore non ha nulla da invidiare a quello di altri tempi e non manca in lui un totale disprezzo delle cose della terra.

Senza andare a piedi nudi come lui, senza fare penitenze cosi aspre, in mille modi possiamo praticare il disprezzo del mondo e il Signore ce li fa conoscere, se in noi c’è del coraggio. Come dovette essere grande il coraggio del santo del quale io parlo, se resistette quarantasette anni nella penitenza austera che ora è nota a tutti.

Più di tutte le mortificazioni, da principio gli costò vincere il sonno e a questo scopo restava sempre in ginocchio o in piedi. Lo scarso riposo concesso alla natura lo prendeva seduto, con la testa appoggiata ad un pezzo di legno infisso nel muro e, se avesse voluto coricarsi non l’avrebbe potuto, perché la sua cella era lunga soltanto quattro piedi e mezzo. Per tutti quegli anni non si coprì mai col cappuccio, per quanto ardente fosse il sole o per quanto forte piovesse; non usò mai calzature e non portò che un abito di stoffa grossolana, senza sottovesti. Ho saputo però che egli per vent’anni ha portato un cilicio di filo di ferro bianco senza deporlo mai.

L’abito era più stretto possibile e sopra di esso portava un mantello della stessa stoffa, ma nei tempi più freddi lo deponeva e lasciava per qualche tempo aperte porta e finestra della sua cella, che chiudeva quando, riprendendo il mantello, ci diceva che quello era il modo di scaldarsi e di procurare al corpo una migliore temperatura. Spesso non mangiava che ogni tre o quattro giorni e, per mia sorpresa, mi disse che era cosa facile per chi vi si era abituato. La sua povertà era estrema e la sua mortificazione tale che mi confidò di aver passato tre anni della sua giovinezza in una casa dell’Ordine senza conoscere alcuno dei religiosi, fuorché al suono della voce, perché non aveva mai alzati gli occhi; onde non avrebbe mai saputo portarsi dove la regola chiamava, se non avesse seguito gli altri. Altrettanta modestia aveva per la strada e quando lo conobbi il suo corpo era così estenuato che pareva fatto di radici d’albero" (Santa Teresa. Vita, c. xvii, xxx).

Tanta austerità, che l’illustre fondatrice del Carmelo pare trovare naturale ed essere dolente di non praticar in eguale misura, forse ci scoraggerebbe, e ripetiamo per questo che i Santi sono tutti ammirabili, ma non tutti imitabili.

Ripetiamo ancora, con i contemporanei di santa Teresa, che il mondo non è più capace di tanta perfezione e che gli organismi sono indeboliti, per poterla pretendere. E tuttavia il Vangelo, che è eterno e dà consigli sempre attuali, insiste: «Se non farete penitenza, perirete tutti!». Facendo eco al suo divino Figliolo, la Madonna in tutti i messaggi e soprattutto da un secolo in qua si compiace di ridire le stesse parole: «Penitenza, penitenza, penitenza!»..

Bernardetta a Lourdes e poi i piccoli veggenti di Fatima hanno trasmesso il messaggio celeste e questi ultimi lo hanno anche spiegato recentemente. Non è senza interesse conoscere che cosa voglia da noi il Signore per perdonarci e per allontanare dal mondo i castighi anche troppo meritati da peccati numerosi e gravi:

"Il Buon Dio desidera molto il ritorno alla pace, ma soffre vedendo un numero così piccolo di anime in grazia e disposte a rinunciare a tutto, per aderire alla sua legge. Quello che Dio esige è là penitenza, il sacrificio che ciascuno deve imporsi, per vivere secondo la sua legge.

La mortificazione che egli chiede consiste nell’adempimento dei quotidiani doveri e nell’accettazione delle sofferenze. Desidera che alle anime sia rivelata chiaramente questa strada, perché molti pensano che penitenza voglia dire ’grandi austerità’ e, non avendo né forza né coraggio per affrontarle, cadono scoraggiate nella indifferenza e nel peccato. ... Nostro Signore dice: Il sacrificio di ciascuno è il compimento del proprio dovere e l’osservanza della mia legge: ecco la penitenza che oggi io chiedo".

Praticare questa penitenza sarà per noi imitare i santi, anche i più austeri, sapendo con sicurezza che rispondiamo ai desideri di Cristo e della sua santa Madre a riguardo di ciascuno di noi.

«Ecco il termine della vita austera: una eternità gloriosa!» (Santa Teresa, Vita, c.xxvii). Come furono soavi le ultime parole sgorgate dalle tue labbra moribonde: Mi sono rallegrato in quello che mi fu detto: Andremo nella casa del Signore (Sal 121,1). Non era l’ora della ricompensa per il corpo cui nella vita non hai dato tregua per riserbargli la vita futura, ma già la luce e i profumi dell’oltretomba dei quali l’anima, abbandonandolo, lo lasciava investito, mostravano a tutti che l’impegno fedelmente mantenuto nella prima parte, lo sarà anche nella seconda. Mentre il corpo dei peccatori, destinato da false delizie a spaventevoli tormenti, ruggirà senza fine contro l’anima che l’ha portato alla rovina, le tue membra, raggiungendo nella felicità l’anima beata e completandone la gloria e lo splendore, diranno nei secoli eterni come la tua apparente durezza fu per esse saggezza ed amore.

Sarà necessario attendere la risurrezione per conoscere in questo mondo che la parte da te scelta è senza dubbio la migliore? Chi oserebbe confrontare i piaceri illeciti, non solo, ma le gioie permesse in terra con le sante delizie che la divina contemplazione riserba anche in questo mondo per chiunque si ponga in grado di gustarle? Se esse costano la mortificazione della carne, ciò avviene perché in questo mondo carne e spirito sono in lotta, ma la lotta ha le sue attrattive per le anime generose e la carne stessa, onorata dalla lotta, sfugge per essa a mille pericoli.

Tu, che, secondo la parola del Signore, non puoi essere invocato invano, se ti degni di presentare a Lui le nostre preghiere, ottienici la soddisfazione del cielo, che ci allontana dai desideri terreni. Noi con la Chiesa rivolgiamo in tuo nome questa domanda i Dio, che rese ammirabile la tua penitenza e sublime la tua contemplazione (Colletta della festa). La grande famiglia dei Frati Minori custodisce prezioso il tesoro dei tuoi esempi e dei tuoi insegnamenti, per l’onore del tuo Padre san Francesco e per il bene della Chiesa conservala nell’amore delle austere tradizioni. Conserva al Carmelo di Teresa di Gesù la tua preziosa protezione ed estendila nelle prove dei nostri tempi.