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Marzo–aprile 2009

L’Araldo di Villa Campanile,n. 2

Marzo–aprile 2009versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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Anno XLVII - n° 2

Marzo - Aprile 2009

L’ Araldo Bollettino della Parrocchia di Villa Campanile (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2-- 56020 Villa Campanile (Pisa). Stampa Punto Copie s.n.c. Altopascio -aut. Trib. Pisa n°22 del 19-3-72 - www.parrocchiadiorentano.it - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, dopo questo lungo cammino Settimana santa, orari delle celebrazioni quaresimale, siamo prossimi alle festività pasquali. Con domenica 12 aprile la festa di Pasqua troverà il suo compimento nel mistero del Risorto per la nostra salvezza. Ricordo però che, centro di tutto l’anno liturgico, è il triduo pasquale, il venerdì santo con la passione e morte di nostro Signore, il sabato santo, dove si celebra la discesa agli inferi di Gesù per liberare coloro che la morte teneva prigionieri e la notte di Pasqua dove Gesù risorge per aprirci così le porte del paradiso con la sua vittoria sulla morte e sul peccato.

La settimana santa, inizia con la domenica delle Palme, dove Gesù entrando solennemente in Gerusalemme viene accolto ed osannato come il figlio di David, il Messia tanto atteso. Il giovedì santo, nella messa vespertina, si celebra invece l’istituzione della santissima Eucaristia nell’ultima cena, dopo la quale, Gesù sarà arrestato nell’orto degli Ulivi dando inizio così alla sua passione.

Carissimi fedeli, se anche durante la quaresima non avessimo fatto nulla per la nostra conversione, che almeno nella settimana santa, con tutti i suoi riti e celebrazioni, possiamo trovare motivo ed occasione di un incontro sempre più vivo e profondo con il Signore Gesù, che viene a morire e risorgere per la nostra salvezza. Buona Pasqua a tutti. Don Sergio Gesù è veramente risorto.

auqsa! !

Piatntoa tu u B

5 aprile - Domenica delle Palme Ore 9,30 - Benedizione dei rami d’ulivo e delle palme in piazza della chiesa e processione fino al mulino. Al rientro in chiesa, celebrazione della santa messa e lettura della Passione. Sono invitati tutti i ragazzi a partecipare e comportarsi come i bambini di Gerusalemme, che andarono incontro a Gesù cantando e portando rami d’ulivo e di palma.

7 e 8 aprile - Sante quarantore martedì 7 - ore16,00 esposizione del Santissimo ore 17,00 santa messa mercoledì 8 - ore16,00 esposizione del Santissimo ore 17,00 santa messa 9 aprile Giovedì santo ore 17,00 - santa messa in ricordo della cena del Signore.

Lavanda dei piedi, benedizione del pane Ore 21,00 - Adorazione del SS.

10 aprile venerdì santo Dalle ore 9,00 alle 12,00 - Adorazione del SS.

Ore 16,30 - Celebrazione della Passione del Signore.

Letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione.

11 aprile Sabato santo Dalle ore 15,00 alle 17,00 - confessioni per adulti foto Nadir del fuoco Ore 21,00 VEGLIA PASQUALE benedizione e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, liturgia eucaristica.

12 aprile SANTA PASQUA Ore 10,00 - Santa messa nel giorno della risurrezione 13 aprile Lunedì dell’ Angelo Ore 10,00 - Santa messa

Domenica 29 marzo torna in vigore l’ora solare-orari delle MesseMessa feriale, mercoledì ore 17,00 Messa prefestiva ore 17,00 Messa festiva ore 10,00

Testo estratto

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Cronaca paesana

l’ Araldo

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Francesca Picchi ,insieme ad Asia Parrini, di Orentano, Villa news.......

è la vincitrice del 41° Concorso di Disegno .........di Alessia Marconi e Pittura, (9°premio assoluto, alla memoria Grande successo per l’apertura della farmacia nel ! del prof. Franco Pinucci). Manifestazione nostro Paese, ai gestori mille auguri per questo dell’ente Carnevale dei Bambini di esercizio indispensabile a tutti noi.

Orentano, organizzata dalla prof.ssa Marisa Giorgi e da Elena Buoncristiani, !Aperto il tesseramento per i soci della Pro-loco per il insegnante della scuola primaria. Tutti i 2009. Tra i tanti vantaggi di essere soci c’è anche una lavori pervenuti sono stati visionati ed vantaggiosa convenzione con alcune compagnie di esaminati da un’apposita commissione assicurazione (informarsi da Alessia 0583 289375). presieduta dal prof. architetto Sauro Citi e !Il gruppo Fratres, donatori di sangue, rivolge l’invito a composta dalla prof. Donatella Policardo tutti, a compiere un gesto di solidarietà diventando nuovi donatori. Dall’ins. Grazia Pinucci, Valentina !La Misericordia di Villa, cadendo quest’anno il Giusti, Uliviero Ponziani (pres. Ente centenario della fondazione, ha in programma grandi Carnevale) e dall’avv. Stefano festeggiamenti, data probabile il pomeriggio del 7 Carmignani. Giugno.

Numerosissimi i lavori premiati e !Anche il gruppo Fratres ha in programma la festa per segnalati, ma il primo premio assoluto il 40° anno dalla nascita dell’associazione. Forse in alla memoria del prof. Franco Pinucci è settembre ,ancora non si sa. stato assegnato a Francesca Picchi ed La famiglia di Claudio Orsi, Roberta, Stefano, Sara, !

Asia Parrini della scuola media di Simona e Filippo, è partita venerdì 13 febbraio per la Orentano.

Costa d’Avorio, dove svolgono la loro missione.

La premiazione dei vincitori si è svolta Claudio collabora alla costruzione di una chiesa nella domenica 22 febbraio nella palestra località di Divo.

Nel riquadro

Il prof. Franco

Lui stesso ha costruito il fonte comunale, stracolma di gente, al Pinucci, deceduto il battesimale, con dei marmi portati appositamente termine della sfilata dei carri allegorici. 21 marzo 2000, a cui, dall’Italia.

Nella notte di Pasqua di quest’anno, l’11 di La serata è stata allietata dal corpo musicale degli studenti della Leonardo Carnevale dei aprile, in quel fonte, sarà battezzato l’ultimo nato di da Vinci diretto dal prof. Roberto Bambini di Orentano casa Orsi, Filippo. !Sono previste, a breve, le aperture di altri esercizi Lucarini. Dedica alla sua Nell’occasione, una targa ricordo è stata memoria il concorso commerciali, con la speranza che il nostro comune si consegnata alla pof.ssa Marisa Giorgi, di disegno e pittura. Impegni a migliorare anche i servizi necessari e di arredo urbano. Speriamolo, almeno nell’anno delle organizzatrice della manifestazione. Elezioni.

Nel riquadro

ogni anno, l’Ente

c

ari genitori, cari ragazzi, le notizie che quotidianamente si ascoltano per televisione e per radio sono, a dir poco, sconvolgenti. Non c’è giorno che non ci sia una donna violentata, un gruppo di adolescenti che prende a botte un disabile, una ragazza che muore per una pasticca di exstasy, ragazzi annoiati che danno fuoco ai barboni e potrei continuare all’infinito. E’ grave, gravissimo, ma ancora di più è il fatto che stiamo a guardare, come se tutto ciò non ci riguardasse, non rendendoci conto che questi non sono ragazzi che vivono nel disagio, ma ragazzi che potrebbero essere nostri figli. Qualcuno penserà tra sé «no, mio figlio non lo farà mai», ma non possiamo esserne certi. Quando ero una ragazzina io, chi fumava anche un solo spinello, era considerato un tossicodipendente, un debole un emarginato. Le preoccupazioni dei genitori erano molto diverse da quelle di oggi. Forse qualcuno di noi, per fare una bravata, avranno preso una sbornia qualche volta, ma bere i superalcolici non era certo diffuso come oggi e non a undici o dodici anni. per le figlie femmine, la preoccupazione maggiore restava la gravidanza precoce, ma mai si poteva pensare di arrivare a questo degrado sociale.

Una volta il compito della scuola era quello di insegnare ed educare, ma il maggiore esempio doveva arrivare dalla famiglia, che dettava regole e principi, valori ed esempi La scuola era un’istituzione davvero fondamentale, così come la severità degli insegnanti non veniva messa in discussione e si tendeva ad ammonire i figli piuttosto che minacciare con presunte denunce il corpo docente.

Mi chiedo dove è finito il rispetto per il prossimo? Il valore della vita? Dove sono finiti l’impegno e la dedizione alla ragionevolezza? La televisione, che dovrebbe avere la funzione di informare, invece condiziona, detta regole, ci mostra il peggio

del peggio e che fa solo vendere e guadagnare alle emittenti, calpestando la decenza e la sensibilità di noi tutti.

E via con le imitazioni, basta la notizia di un sasso lanciato da un cavalcavia, che il giorno dopo ce ne sono cento di sassi lanciati nello stesso modo. Uno stupro si trasforma in tanti stupri.

E poi la droga! Facciamo capire ai ragazzi che con la droga non si scherza. C’è chi non può scegliersi la vita, perché a causa di malattie deve avviarsi prematuramente alla morte e magari vorrebbe vivere, c’è chi ci scherza sopra ingoiando di tutto con il miraggio di essere uguale al branco, cercando uno sballo, annientandosi la mente, gridando il motto «lo fanno tutti».

Quanti incidenti a causa dell’alcol e della droga!

I danni provocati al cervello sono irreversibili, soprattutto tra i giovanissimi, che non hanno ancora compiuto la loro crescita fisiologica. Questa è la vera piaga sociale di oggi. Parliamo degli uomini e delle donne di domani. Per costruire una casa bisogna fare delle sane fondamenta, non si può incominciare dal tetto!

Parliamo con i nostri giovani, ascoltiamoli, anche se è più faticoso il confronto e il dialogo che l’essere permissivi ed indifferenti.

Informiamoci su quali sono gli effetti che provocano le droghe e parliamone con loro. Iniziamo da quando sono piccoli, perché crescono in fretta, rimandarlo a domani può essere troppo tardi.

Se mi permettete un consiglio di mamma, accompagnate i vostri figli alla messa, perché la parola di Cristo illumina e nutre l’anima, in questo mondo sempre più tenebroso e privo di valori.

Accompagnateli al catechismo e non vivetelo, voi per primi, come un peso. Venite, assistete, parliamone insieme, confrontiamoci, perché l’esempio è il primo strumento di educazione.

La parola di Cristo è più che mai attuale, ascoltiamo ed accompagniamo i nostri ragazzi a crescere.

(Alessia Marconi)

Testo estratto

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Nella famiglia parrocchiale

Battesimo

Per venticinque anni hai servito a fianco del nocchiero che in cielo è partito. Gesù ha dato a te la guida nella quale l’umile gregge fermamente confida. Il tuo sorriso paterno riscalda i nostri cuori nel gelido inverno. Tua mano forte non ci fa temere le ombre RICORDO La delle morte. La tua dottrina sicura è una DEI DEFUNTI grande luce in questa notte oscura. Tu, buon Pastore, spiani la via alla venuta del Signore.

Vostro Padre Livio

LUIGI CICCONI detto «IL GIGIO»

SIGISMUNDO RUGOLO

OPERA BUONA Un gesto, basterebbe un gesto per dire «grazie,» grazie a quella persona tanto gentile che ha un cuore di umanità. Che opera buona!!! Un bimbo tende la mano e solo con gli occhi, grossi, che ti guardano, e sembrano leggerti dentro, in

CLEMENTINA (Rita) PANCELLI 30-04-2008

quel momento ti accorgi che non hai fatto nulla per aiutarlo e per rimediare agli errori che hai commesso, gli porgi una mano, un sorriso, un gesto una parola cara, dolce, infinita, rassicurante, il bimbo capisce e con un gesto d’ affetto, ti guarda negli occhi, e come per ringraziarti nell’ ombra svanisce. (Maria Giuseppina Castello)

Papa Benedetto, sei di Maria il figlio prediletto. Nell’ora dell’apparizione sei stato annunciato dal regale balcone. Era di Maria l’accento quando ti sei professato insufficiente strumento di quella vigna del Signore dove da tutta la vita sei umile lavoratore.

«Al piccolo, l’augurio di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia, ai genitori le nostre più vive felicitazioni»

OFFERTE PER LA CHIESA E PER L’ARALDO Daniele Duranti e Rita Regoli, fam Barbieri, Franca e Loretto, Sevieri Maria in memoria di Benito, Governatori Bruna, fam. Buonaguidi, Dini Antonietta, Armando e Lina, fam Civilla in occasione del battesimo di Gabriel.

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DEDICATA A PAPA BENEDETTO

22 marzo GABRIEL CIVILLA di Rossano e Luciana Massarelli padrino: Claudio Bernardini madrina: Manuela Massarelli

Ci ha preceduto alla casa del Padre 7 febbraio TERESA PARODI ved. Bozzi di anni 61

l’ Araldo

RINO INNOCENTI 04-02-2008

ci ha lasciato lunedì 9 febbraio.

Originario delle Marche, dove nacque nel 1932, si trasferì giovanissimo intorno agli anni sessanta con la moglie Bruna, nella nostra piccola frazione di Villa Campanile.

Fin dall’inizio si adoperò per il bene del paese. Fece parte del gruppo Fratres, ha custodito con cura ed efficienza il cimitero locale per circa quaranta anni, ha prestato volontariato, dapprima nella nota «sagra del contadino,» dove ebbe la brillante idea di inserire nel menù, oltre ai crostini e il vino, la porchetta e la pizza .

Tanto è che le prime pizze le preparava e le cuoceva personalmente a casa sua per poi portarle in piazza con la sua bici, fino a quando fu allestito il primo forno a legna.

Quando purtroppo la festa del contadino fu interrotta e nel 1997 la Pro loco si trasferì al”Quercione” dietro la chiesa parrocchiale, dove nelle domeniche estive si riprese a fare le pizze come avviene tutt’oggi, il Gigio era sempre il primo ad arrivare, per preparare con cura i forni per poi accenderli nel primo pomeriggio cosicché fossero pronti per sfornare le gustose cecine e pizze.

Noi che lo abbiamo conosciuto e frequentato fino a poco tempo fa, sentiremo la mancanza della sua utile manodopera e soprattutto della sua semplice e buona personalità.

Per tutto ciò che hai fatto per Villa Campanile ti diciamo GRAZIE GIGIO Non sarai dimenticato.

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l’ Araldo

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Pasqua di Risurrezione

Siamo arrivati alla Pasqua dopo aver seguito Gesù nei suoi ultimi La tristezza di Maria per la perdita del Signore, anche solo del giorni di vita. Domenica scorsa abbiamo agitato con gioia i rami di suo corpo morto, è uno schiaffo alla nostra freddezza e alla ulivo per accoglierlo mentre entrava in Gerusalemme. Lo abbiamo nostra dimenticanza di Gesù vivo. Oggi, questa donna è un alto poi seguito negli ultimi tre giorni: ci ha accolti al cenacolo, con un esempio per tutti i credenti, per ciascuno di noi. Solo con i suoi desiderio struggente di amicizia, tanto da abbassarsi sino a lavare i sentimenti nel cuore è possibile incontrare il Signore risorto. È piedi e donarsi come pane «spezzato» e sangue «versato». E poi ci ha lei e la sua disperazione, infatti, che muovono Pietro e l’altro voluti accanto a sé nell’orto degli Ulivi, quando la tristezza e discepolo che Gesù amava. L’angoscia gli opprimevano il cuore tanto da farlo sudare sangue. Il Essi corrono immediatamente verso il sepolcro vuoto; dopo bisogno di amicizia fattosi ancora più prepotente non fu capito; i tre aver iniziato assieme a seguire il Signore durante la passione, più amici, prima si addormentarono e, poi, assieme a tutti gli altri, lo sebbene da lontano, ora si trovano a «correre entrambi», per non abbandonarono. Stargli lontano. È una corsa che esprime bene l’ansia di ogni Il giorno dopo lo troviamo in croce, solo e nudo; le guardie lo avevano discepolo, direi di ogni comunità, che cerca il Signore. Spogliato della tunica; in verità lui stesso si era già spogliato della vita. Anche noi, forse, dobbiamo riprendere a correre. La nostra Davvero ha dato tutto se stesso per la nostra salvezza. Il sabato è stato andatura è diventata troppo lenta, forse appesantita dalla paura triste; un giorno vuoto anche per noi. Gesù stava oltre quella pietra di scivolare e di perdere qualcosa di nostro, dalla pigrizia di un pesante. Eppure, anche senza vita, ha continuato a donarla realismo triste che non fa sperare più nulla, dalla rassegnazione «scendendo agli inferi», ossia nel punto più basso possibile: ha voluto di fronte alla guerra e alla violenza che sembrano inesorabili. Portare sino al limite estremo la sua solidarietà con gli uomini, fino ad Bisogna riprovare a correre, lasciare quel cenacolo dalle porte Adamo, come ci ricorda la tradizione d’Oriente. chiuse e andare verso il Signore. Sì, la Pasqua è anche fretta.

Il Vangelo di Pasqua parte proprio da questo estremo limite, dalla Giunse per primo alla tomba il discepolo dell’amore: l’amore fa notte buia. Scrive l’evangelista Giovanni che «era ancora buio» correre più veloci. Ma anche il passo più lento di Pietro lo portò quando Maria di Magdala si recò al sepolcro. Era buio fuori, ma sulla soglia della tomba; ed ambedue entrarono. Pietro per soprattutto dentro il cuore di quella donna (come nel cuore di primo, e osservò un ordine perfetto: le bende stavano al loro chiunque altro amava quel profeta che «aveva fatto bene ogni cosa»); posto come svuotate del corpo di Gesù e il sudario «ripiegato in il buio per la perdita dell’unico che l’aveva capita: le aveva detto cosa un angolo a parte». Non c’era stata né manomissione né aveva nel cuore e soprattutto l’aveva liberata da ciò che l’opprimeva trafugamento: Gesù si era come liberato da solo. Non era stato necessario sciogliere le bende come per Lazzaro. Le bende più di ogni altra cosa. Con il cuore triste Maria si recava al sepolcro. Erano lì, come svuotate. Anche l’altro discepolo entrò e «vide» la stessa scena: «Vide e credette», nota il Vangelo.

Si Toti erano Gabriele trovati davanti ai segni della resurrezione e si lasciarono toccare il cuore.

Fino ad allora infatti – prosegue l’evangelista – «non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti». Questa è spesso la nostra vita: una vita senza resurrezione e senza Pasqua, rassegnata di fronte ai dolori degli uomini, rinchiusa nella tristezza della propria rassegnazione. La Pasqua è venuta, la pietra pesante è stata rovesciata e il sepolcro si è aperto. Il Signore ha vinto la morte e vive per sempre. Non possiamo più starcene chiusi come se il Vangelo della resurrezione non ci sia stato comunicato. Il Vangelo è resurrezione, è rinascita a vita nuova. E va gridato sui tetti, va comunicato nei cuori.

Questa Pasqua non può passare invano; non può essere un rito che più o meno stancamente si ripete uguale ogni anno; essa deve cambiare il cuore e la vita di ogni discepolo, di ogni comunità cristiana, del mondo intero. Si tratta di spalancare le Forse ricordava i giorni precedenti la passione, quando gli asciugava i porte al Risorto che viene in mezzo a noi, come leggeremo nei piedi dopo averglieli bagnati con unguento prezioso, e gli anni, pochi giorni prossimi durante le apparizioni ai discepoli. Egli deposita ma intensi, passati con quel profeta. Con Gesù l’amicizia è sempre nei cuori degli uomini il soffio della resurrezione, l’energia prendente; si potrebbe dire che quest’uomo non lo si può seguire da della pace, la potenza dello Spirito che rinnova. Scrive lontano, come ha fatto Pietro in questi giorni. Arriva il momento della l’apostolo: «Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai resa dei conti e quindi della scelta di un rapporto definitivo. Nascosta con Cristo in Dio» (Col 3, 3). La nostra vita è come L’amicizia di Gesù è di quella specie che porta a considerare gli altri coinvolta in Gesù risorto e resa partecipe della sua vittoria sulla più di se stessi: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la morte e sul male. Assieme al Risorto entrerà nei nostri cuori il vita per i propri amici», aveva detto Gesù. Maria di Magdala lo mondo intero con le sue attese e i suoi dolori. Entrerà questo constata di persona quel mattino, quand’è ancora buio. Il suo amico è mondo d’inizio millennio ferito dalla guerra e da tanta violenza morto perché ha voluto bene a lei e a tutti i discepoli, Giuda compreso. Ma anche percorso da un grande anelito di pace. Potremmo dire Appena giunta al sepolcro ella vede che la pietra posta sull’ingresso, che questo mondo ferito è presente nel corpo stesso di Gesù, una lastra pesante come ogni morte e ogni distacco, è stata ribaltata. Nelle piaghe che sono ancora nel suo corpo. Egli le presenta a Neppure entra. Corre subito da Pietro e da Giovanni: «Hanno portato noi come le presentò ai discepoli, perché possiamo cooperare via il Signore dal sepolcro!», grida, trafelata. Neanche da morto, con lui alla nascita di un cielo nuovo e di una terra nuova, ove non c’è più né lutto né lacrima, né morte né tristezza, perché Dio pensa, lo vogliono. E aggiunge con tristezza: sarà tutto in tutti. (M. Vincenzo Paglia)

«Non sappiamo dove l’abbiano messo».