Testo estratto
Pagina 1
Anno XLVII - n° 4
LUGLIO - AGOSTO 2009
L’Araldo Bollettino della parrocchia di
Villa Campanile (diocesi di S. Miniato) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2-- 56020 Villa Campanile (Pisa). Stampa Punto Copie s.n.c. Altopascio -aut. Trib. Pisa n°22 del 19-3-1972 -
www.parrocchiadiorentano.it - roberto.agrumi@alice.it
Carissimi fedeli, anche se in chiesa assistiamo ad un calo di presenze, per le vacanze o le ferie, che molto meritatamente sta facendo, la nostra comunità cristiana di Villa Campanile, si va preparando a quello che è l’appuntamento liturgico più importante del mese di agosto, la solennità dell’Assunta.
E’ la pasqua di Maria Santissima, la sua dipartita da questo mondo per la casa del Padre, del Figlio e del suo vero sposo lo Spirito Santo. E’ la «dormitio» della bella addormentata, portata in cielo dagli angeli in anima e corpo.
Non poteva essere diversamente, colei che per mezzo della quale Cristo aveva preso un corpo umano, colei che aveva dato al mondo l’autore della vita, non poteva vedere la morte né la corruzione del suo corpo immacolato e sempre vergine. Come poteva l’ Eterno Padre permettere che la sua figlia prediletta chiamata a diventare la madre terrena del suo unigenito figlio vedesse la corruzione della morte? Come poteva il Figlio eterno, Lui la risurrezione e la vita, permettere che colei che era stata scelta dal Padre celeste ad esserne la madre, vedesse la morte ? Come lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, che la ebbe come sposa feconda, lei che concepì per opera sua, permettere che vedesse la corruzione del sepolcro? Sì Maria Santissima, assunta in cielo anima e corpo per noi che ricorriamo a voi. Santa madre di DON GIOVACCHINO CI HA LASCIATI pregate Dio prega per noi. vostro don Sergio Dopo don Gennai e don Gino Menichetti, fu priore di Villa Campanile fino al 1993, anno in cui, per ragioni di salute, lasciò la parrocchia. Abitava a Marlia presso una nipote, è spirato lunedì 13 luglio all’età di 91 anni. foto Nadir Il funerale si è svolto nella chiesa di Marlia, ed ha visto la presenza di molti villesi enumerosi sacerdoti.
Ha celebrato il rito funebre il nostro vescovo mons. Fausto 7 GIUGNO 2009 FESTA DELLA ss.TRINITA’ Tardelli.
MARIA PIAZZA, CHIARA FERRI, SARA ORSI, E’ stato sepolto in quel cimitero. MATTEO MILANI, LORENZO MILANI, SIMONE PIZZO
HANNO RICEVUTO LA PRIMA COMUNIONE
Testo estratto
Pagina 2
Cronaca paesana ROBERTO RUGOLO e CHIARA CECCARELLI si sono
l’ Araldo
Pagina 2
Storie del novecento
sposati sabato 13 giugno nella parrocchia di s. Maria a Petroio di Sovigliana-Vinci. La nuova famiglia andrà ad abitare a Fucecchio Nel formulare a Chiara e Roberto i nostri migliori auguri,non dimentichiamo l’opera di Roberto come di Giuseppe organista,sempre presente Riccomi ogni domenica e di Chiara comecatechista della nostra Voglio raccontare una storia che ho ascoltato quando parrocchia. Tanti auguri anche ero ragazzo, raccontata da una persona anziana e alla mamma Antonella, accaduta ai primi anni del novecento. Qui nei dintorni la insostituibile affezionata della maggioranza delle persone erano contadini che nostra chiesa ed anche ai lavoravano la terra manualmente. A quei tempi, poi, chi nonni, che sicuramente si era più libero, specialmente le famiglie più numerose, aveva la possibilità di andare a vangare nelle zone sicuramente si aspettano vicino a Lucca, dove c’erano tantissimi proprietari con presto dei nipotini da piccoli appezzamenti di terreno e che richiedevano della manodopera. C’era il detto “Andare a vangare a guardare. Auguri di una vita felice e serena.
Nel riquadro
anche ai nonni, che
Lucca” . Così partirono due giovani amici, Gaetano Briganti e Vincenzo di Giola, detto «Noce». Un lunedì mattina all’alba, insieme ad altri, vanga in spalla, via verso Lucca al ritrovo dove i proprietari venivano a contattare questi lavoratori; molto presto questi due amici trovarono una famiglia dove sarebbero rimasti tutta la settimana, con paga, vitto e alloggio. Paga poche lire, vitto alla meglio e dormire in un giaciglio di paglia, in fondo questa era la vita.
Si ritrovarono a dormire in una stanza attigua al ripostiglio e alla cantina, lì vicino un’altra stanzetta in cui i padroni tenevano un piccolo ciuco, utilizzato per i piccoli lavori. Nella cantina, invece, c’erano delle damigiane di vino, un pò più in là una piccola botte con dentro la vinella. La vinella nasceva così: alla vendemmia, una volta tolto il vino, la vinaccia che restava, veniva mescolata ad acqua, poi quando veniva tolta dalla botte, quest’acqua aveva preso un bel colore viola ed anche un certo frizzantino. In fondo alla botte c’era un piccolo foro che serviva proprio per far uscire la vinella. Per tenerlo chiuso veniva usato un legno appuntito che si chiamava zeppiolo. Quando se ne voleva riempire una caraffa, bastava un piccolo gesto Domenica 5 luglio, nella nostra chiesa, hanno celebrato il loro della mano e lo zeppiolo usciva, poi quando era cinquantesimo anno di matrimonio Rosa Barghini e Renato abbastanza, si rimetteva lo zeppiolo nel foro. Questi due Gianfaldoni. Si sposarono il 5 luglio 1959 nella chiesa di Orentano. Baldi giovani, che lavoravano tutta la giornata, quando Attorniati dai figli e dai parenti hanno assistito alla santa messa, era l’ora di mangiare, vitto alla meglio, si ritrovavano celebrata da don Sergio, e ricevuta la benedizione nuziale. Ai cari tutti i giorni a bere la vinella. Diceva Gaetano «ma il Rosa e Renato auguriamo altri 50 anni di felice vita insieme vino non ce lo danno mai?» Al che Noce, che era assai Sabato 8 agosto, l’associazione FRATRES birichino, rispose « ora ci penso io!» di Villa, celebrerà il suo 40° anno dalla Cosa ti studia la notte? Quando tutti dormivano si alzò, fondazione. La cerimonia prevede la santa andò in cantina e tolse lo zeppiolo alla botte, così che messa alle ore 18,00, il corteo con tutte le tutta la vinella andò sparsa per la cantina, dopo andò associazioni del vicinato, premiazioni, la nell’altra stanza e sciolse il ciuco, così girando di qua e di là, la colpa sarebbe stata del ciuco che aveva sbattuto lotteria e la cena per tutti. Nello zeppiolo, creando il danno.
GITA A MIRABILANDIA. Ormai è diventato un Al mattino, quando si alzò la padrona e vide tutto quel appuntamento, la gita premio per i lavoro cominciò a gridare prendendosela col marito chierichetti. Anche quest’anno la perché aveva legato male il ciuco. Il marito invece, partecipazione è stat a notevole. Una giornata anche lui arrabbiato, se la prese col povero animale e di divertimento assieme ad Orentano. Prima con un bastone giù botte. Il ciuchino dovette sopportare dell’ingresso al parco abbiamo celebrato la innocentemente un bel carico di legnate. Santa messa in un prato vicino alla biglietteria, Pare che da quel giorno nella caraffa dei nostri amici pochi i curiosi, molto attenti i nostri ragazzi. Non ci fosse più vinella, ma del buon vino.
Rosa e Renato - 50 anni insieme
Testo estratto
Pagina 3
l’ Araldo Pagina 3 GIAN PIERO PIERI 04-02-1935-08-06-2009
Nella famiglia parrocchiale
BATTESIMI
31maggio
Mio nonno Gian Piero, era una persona molto socievole ed amichevole, certo aveva anche lui degli alti e bassi, però mi ricordo di Biagio e Gioia Barghini che quando avevo otto anni, mi faceva i capelli. Ricordo il giorno pad. Nicola Scatena, della prima comunione, io e mio fratello lo rendemmo felice al punto di farlo piangere. Alla fine della festa ci disse che «Quel mad. EleonoraBarghini giorno era stato il più bello della sua vita».
Ricordo gli ultimi giorni che era all’ospedale, mamma e nonna ci 20 giugno dissero che i dottori ci avevano avvertito che forse non ce l’avrebbe VITTORIO VIGNAROLI fatta. Ogni giorno andavo a di Cristian e Adele Orlando trovarlo e lo salutavo dandogli un bacio sulla guancia pad. Riccardo Bachini dicendogli che gli volevo bene. mad. Silvia Il giorno della sua morte ho provato un dolore mai sentito 25 luglio “Ai piccoli l’augurio prima. Addio nonnone, ti KEVIN PIERI
REBECCA LICURSI
di crescere come Gesù, ricorderò sempre. Di Alessandro e Francesco in età, sapienza e Serena Giuliani Il mio nonno Gian Piero era grazia, bravissimo.
Il mio nonno mi ha pad. Denis Giuliani ai genitori le nostre più vive felicitazioni” mad. Raffaella Annunziata salvato da tante botte da mamma
e nonna, perché quando combinavo qualcosa mi 60 Anni insieme nascondevo dietro di lui e non mi faceva picchiare perché Nozze di diamante diceva:”Bimba lascialo stare, perché se lo picchi poi te le do io”. Il Sposarono nel1949 mio nonno è morto alle 8,15 e la mia mamma ha chiamato il babbo BUONAGUIDI ALDO per sentire come stava, perché babbo e zio Marco erano lì per fargli e FICINI ROMANA la nottata e ci disse:” Vi vengo a prendere perché babbo è peggiorato”...invece era già morto.
Quando sono andate via mamma e nonna sono venuti Franchina e MOTTINI SALVATORE Loretto a farci compagnia. Mi sono immaginato subito che nonno e SIGNORINI LEDA era morto, da una chiamata di Giuliana che era triste e da lì ho Auguri vivissimi !! capito che il mio nonnone se ne era andato in cielo.
LA PARROCCHIA Poi sono arrivati degli amici e dei conoscenti che mamma aveva RINGRAZIA avvertito. Quando ho visto mamma e nonna piangere, mi sono i familiari in memoria di sentito male come se mi avessero tagliato la pancia e sono Fiorenzo, corti Gattorosso e scoppiato a piangere. Nonno non ti scorderò mai !
Federico Dori in occasione del rosario, ringraziamo particolarmente Nel mio passato, il mio babbo e la sua storia una famiglia, che vuol restare Un babbo dall’animo buono e di una bontà infinita, fino all’ultimo anonima, perché ha saldato il ha lottato per vivere. Ricordo quando mi coccolavi con tanta disavanzo parrocchiale del dolcezza ed io contraccambiavo con un sorriso. Non ti fermavi mai 2008, Armando e Lina, fam. nel tuo negozio di «Barberia», il lavoro ti appagava, accontentavi Pieri in memoria di Giampiero, grandi e piccini. La mattina al mio risveglio, sembra che la tua foto AMLETO SEGHETTI Seghetti Giuseppina, Nadina mi dia il buongiorno, allora vengo a trovarti, altrimenti non vado avanti nella giornata e mi sento più sollevata, perchè penso a te, Signorini, 02-07-2006 meglio la giornata, Antonio Circelli Una morte improvvisa che ci ha colto tutti passo di sorpresa. Antonio, che abitava a è dura ma andrò avanti. Di anni 60 Marginone, era però un’assiduo Perché mi dicevi sempre frequentatore della nostra parrocchia. «non far soffrire i miei Ogni domenica puntuale alla messa delle bimbi»
10, sempre al suo solito posto, in fondo a Ti saluto con un grosso sinistra. Nel settembre era stato con noi al nodo alla gola e tante pellegrinaggio a Lourdes, era con me nello lacrime, mi manchi, a me stesso scompartimento del treno, ed in e a tutti noi.
Caro babbo non ti quell’occasione potei conoscerlo meglio, dimenticherò mai! lui e sua moglie. Era da poco diventato nonno. Nella sala parrocchiale abbiamo Baci dalla tua ancora un suo dipinto, raffigurante Antonella «L’Ultima Cena» che ci donò tempo fa.
Un uomo molto religioso, lascia la moglie Michelina a cui vanno Giampiero, le nostre più sentite condoglianze per l’immatura scomparsa di giovanissimo barbiere Antonio. Assicuriamo le nostre preghiere per la sua anima.
Testo estratto
Pagina 4
l’ Araldo
Pagina
Santiago de Compostela - il cammino
Un percorso affascinante, un’ esperienza alla portata di tutti dove, quasi sempre, per raggiungere la meta, contano più le motivazioni interiori che la preparazione fisica. Il problema infatti non sono le singole tappe, 20 o 25 chilometri come media giornaliera, sono alla portata di tutti, semmai la difficoltà è che non si tratta di fare un’escursione di un giorno, ma di mettersi in marcia ogni santo giorno con ogni tipo di tempo e soprattutto con uno zaino di 10, 12 chili sulle spalle. Ogni notte si dorme in rifugi antichi e nuovi, a disposizione dei pellegrini. Sono più di mille anni che si cammina verso Santiago e il tracciato attuale, è ancora quello storico dei pellegrini medioevali. Oggi sono migliaia le persone che ogni anno si mettono in cammino, qualcuno per sport, qualcuno per turismo molti però sulle tracce di una ricerca interiore che quì si intesse di silenzio e di grandi spazi di solitudine, ma anche di incontri di grande umanità. Così il Cammino, con la sua storia, che è innanzitutto una storia di fede, si offre e appartiene a tutti, a chiunque decida di percorrerlo per gli 800 km, o a chi si metta in viaggio anche solo pochi giorni. Perfino nei mesi invernali, ormai, quando il freddo gela le gambe e i pensieri, c’è sempre qualcuno che bussa alle porte dei rifugi. Sì, perchè qui l’ospitalità, com’era un tempo, è esperienza quotidiana. La storia, ed in parte la tradizione e la leggenda di Santiago de Compostela affonda le radici nell’epoca apostolica. Dopo la morte e Risurrezione di Gesù, gli apostoli si disperdono ad «annunciare il vangelo fino ai confini della terra». Secondo la tradizione, l’apostolo Giacomo il Maggiore, arriva nella penisola Iberica, attraversa l’ Andalusia e giunge nella remota Galizia. Ritornato in Palestina muore martire, primo degli apostoli, decapitato. Con burro e Due suoi discepoli ne trafugano il corpo, lo trasportano su marmellata, mi una barca nuovamente in Galizia, per poi seppellirlo in un sento benissimo. Bosco, presso il quale erigono un altare di marmo. Così il Per arrivare a Palas corpo dell’apostolo torna nelle terre che lo avevano visto de Rei ci sono 23 all’opera come annunciatore del vangelo. Passano i secoli e chilometri di salite la tomba viene dimenticata, fino a perderne le tracce. E ripide discese, Nell’anno 813 un eremita e pastore ogni notte comincia a improvvisamente vedere delle luci su di un monte, gli appare quindi in sogno cambia il tempo, l’apostolo Giacomo, che lo invita a scavare lì per riportare vento forte e alla luce il suo sepolcro.. Durante i lavori viene alla luce pioggia a tratti, ma un’ arca di marmo nella quale si trovano i resti di un’uomo non ci spaventa decapitato. Si grida al miracolo e la notizia della scoperta anzi ci da più della tomba di san Giacomo comincia a diffondersi. Viene coraggio, con il eretta una prima chiesa sopra il sepolcro, intorno alla quale Gabriele Totisi fresco la fatica si sviluppa un piccolo borgo. Sta nascendo Santiago de sente di meno. Si Compostela, la terza città santa della cristianità, dopo dorme in un ostello Gerusalemme e Roma. Inizia così il pellegrinaggio che da nuovissimo anche tutta l’Europa cristiana porta folle sempre più numerose quì però in settanta in una stanza. Terzo giorno da Palas de Rei a alla tomba dell’apostolo. Tra i più illustri pellegrini a Melide 18 km, ci sembrano pochi ed arriviamo fino a Salceda Santiago c’è stato probabilmente san Francesco d’Assisi. in totale i km sono 34. Quarta tappa da Salceda ad Arzua 20 km.
Ma anche Dante, nella Divina Commedia, spiega che Ultima tappa Santiago 21 km, arriviamo col sole, davanti la «pellegrino» è colui che si reca a Santiago, chi va a Roma è basilica mi inginocchio e bacio per terra. Sono stati 122 «Romeo» e chi si reca a Gerusalemme è detto «palmario». chilometri di fatica, non di sofferenza. La mattina dopo, siamo a Siamo partiti in sette, quattro baldi giovani Francesco, giovedì 16, santa messa in cattedrale, celebra il vescovo di Paolo, Lorenzo e Francesca e tre adulti Giovanni, Clara e Montreal (Canada) nella sua omelia dice che il cammino di Roberto.
Santiago è la sintesi del cammino della nostra vita, dove le Partenza mercoledì 8 luglio dalla chiesa, dopo la difficoltà sono rappresentate dal caldo, dalla pioggia o dal peso benedizione di don Sergio e il saluto ai parenti. Sosta a della mochilla (così si chiama lo zaino in spagnolo). Dopo la Marsiglia per la notte a casa di Lorenzino Ficini, poi tutta messa partiamo subito per Santo Domingo de Silos, dove ci una tirata fino a Santander dove dormiamo in un aspetta padre Clemente nel suo monastero, vi restiamo un campeggio. Nel pomeriggio arriviamo a Sarria da dove, il giorno intero. Visitiamo anche Burgos e poi tutta una tappa fino mattino dopo, inizieremo la nostra avventura a piedi. 120 a casa dove arriviamo domenica mattina. Chilometri in 5 giorni, ce la faremo! Mi alzo la mattina e Dormo tutto il giorno, mi sveglio un attimo per vedere vincere non ho fame, non faccio colazione, questo mi costerà caro, Valentino Rossi e poi dormo fino a sera. Non riesco a vedere ho mal di testa, ho mal di stomaco, quasi quasi torno nemmeno indietro, mi pento di esserci venuto, ma chi me l’ha fatto l’arrivo del fare! Troviamo un ristoro, ordiniamo qualcosa, mi portano giro di un panino con la frittata di patate e cipolle, soltanto l’odore Francia. Mi viene da vomitare. Riesco a mandarne giù una metà, ci L’anno bevo sopra e mi vado a sdraiare al fresco sotto un ciliegio. Prossimo Si riparte, mi sembra di essere rinato, non ho dolori di riproverò, nessun tipo, arriviamo a Portomarin dopo 24 chilometri ma da più di caldo asfissiante, dormiamo in un ostello, 35 lettini in lontano. Uno stanzone, non me ne importa, dormo come un sasso.
La mattina dopo, seconda tappa con arrivo a Palas de Rei, Roberto faccio una bella colazione, perchè scopro il pane tostato