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Anno IL
n°02 marzo-aprile 2011
L’Araldo Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara
VILLA CAMPANILE diocesi di san Miniato (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Diacono Roberto Agrumi 3492181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara via Pini 2-- 56020 Villa Campanile (Pisa). suppl. A Voce di Orentano n 4/11 - www.parrocchiadiorentano.it - roberto.agrumi@alice.it
Carissimi fedeli, dopo il tempo di quaresima e pentimento sincero. Se dopo aver trascorso il nostro siamo ormai giunti vicinissimi alla Pasqua di tempo in questa valle di lacrime vogliamo meritarci un risurrezione, che celebreremo la notte del 23 aprile. La po’ di paradiso, entrare nel Regno preparato per noi dal benedizione delle famiglie e tutto il tempo liturgico Padre Celeste, è indispensabile l’incontro con Gesù, quaresimale è stato un cammino spirituale di attraverso i sacramenti della fede cristiana. Preparazione al mistero pasquale ormai prossimo. La santa confessione, la santissima eucaristia, uniti ad Forse questo tempo, anche quest’anno, è passato una condotta di vita degna del nome cristiano, sono velocemente, non ce ne siamo neanche accorti e non condizioni necessarie per ricevere questo perdono e la siamo entrati in un vero atteggiamento di conversione. Vita eterna. Diceva Padre Pio che se si capisse Rimane la settimana santa come ultimo traguardo di l’importanza della santa messa, come unico sacrificio preparazione al Signore che viene a morire e risorgere salvifico, le nostre chiese sarebbero sempre gremite di per ciascuno di noi, perché i nostri peccati, in Cristo fedeli. A tutti voi auguro una santa Pasqua nel Signore Gesù, sono stati vinti e perdonati una volta per sempre. Gesù. La beata Vergine Maria vegli su ognuno di voi Occorre però, sapersi meritare questa vittoria e questo perdono entrando in un vero spirito di conversione Vi benedico tutti vostro don Sergio
BUONA PASQUA !! Tutto intorno ci annuncia la Pasqua: la primavera coi suoi fiori, il cielo limpido, il sole più luminoso, le rondini tornate al nido, i preparativi per rendere più bella la casa, più lieta la mensa in quel giorno, e le campane, che, prima di tacere, c’invitano a
festeggiare la Resurrezione del Signore. Anche nel nostro animo c’è qualcosa di nuovo: il desiderio d’essere più buoni, di sentirci tutti fratelli, vicini ai più poveri, ai più bisognosi, di farli partecipi della nostra gioia. Solo cosi il Signore sarà veramente risorto.
SETTIMANA SANTA – ORARI DELLE CELEBRAZIONI 17 aprile - Domenica delle Palme Ore 9,30 Benedizione dei rami d’ulivo e delle palme in piazza della chiesa e processione fino al mulino. Al rientro in chiesa, celebrazione della santa messa e lettura della Passione. Sono invitati tutti i ragazzi a partecipare e comportarsi come i bambini di Gerusalemme, che andarono incontro a Gesù cantando e portando rami d’ulivo e di palma. 19 e 20 aprile - Sante quarantore martedì 19 - ore16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa. Mercoledì 20 ore16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa 21 aprile Giovedì santo ore 17,00 - santa messa in ricordo della cena del Signore. Lavanda dei piedi, benedizione del pane. Ore 21,00 - Adorazione del SS. 22 aprile venerdì santo Dalle ore 9,00 alle 12,00 Adorazione del SS. Ore 17,00 - Celebrazione della Passione del Signore. Letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione. 23 aprile Sabato santo Dalle ore 15,00 alle 17,00 - confessioni per adulti: Ore 21,00 VEGLIA PASQUALE - benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, liturgia eucaristica. 24 aprile SANTA PASQUA Ore 10,00 - Santa messa nel giorno della risurrezione 25 aprile Lunedì dell’ Angelo Ore 10,00 - Santa messa
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gli amici della «Zizzi» AMARLI SEMPRE, MOLLARE MAI Almeno una volta a settimana, solitamente il sabato pista ... ma ecco che passa nerofumo e scarica una pomeriggio ad Orentano, mi ritaglio un angolo di tonnellata di smog su Carolina ... poi romba il tempo solo per il dialogo con i miei ragazzi. E’ uno motore di Turbosprint ... il rampollo superdotato di spazio senza tempo, lasciando andare le parole in poteri speciali ... grazie ai soldi della scuderia ... che libertà senza sapere quando finiremo. Si parte dal passa guardando dall’alto in basso il povero Tonino. Commento al Vangelo della domenica, ma poi si spazia in mille ecco i miei macinini che tornano alla scuderia dopo il primo giro di argomentazioni toccando le tematiche più disparate, dal comportamento prova. I loro vetri appannati dalla fatica, il motore che perde olio da in classe alla droga, dal matrimonio alle paure del futuro. Si passa dalla tutte le parti, i fanali che strabuzzano dalle orbite per lo sforzo ... lacrima alla risata con un batter di ciglia, redarguisco, accarezzo, rattristati da come sono stati trattati da quelle belle macchine lucide e brontolo per poi tornare ad accarezzare - ma tutto orchestrato come una fiammanti, potenti e vincenti. Non vogliono più scendere in pista i miei dolce musica intesa al dialogo, all’insegnamento di principi - questi ragazzi, sono delusi, amareggiati ... ma il meccanico è lì pronto a ragazzi che tutti ci invidiano per educazione, comportamento, lucidare il parafango e a dirgli «tu vali» ... tu hai fatto un giro di pista ed correttezza ... ma ogni buona macchina deve essere continuamente è già un gran successo. Godetevi la gioia del vostro primo giro, non oliata, accudita, amata affinché le sue prestazioni siano al top e possa un preoccupatevi degli altri. Li lucido, li accomodo, li rifornisco ... e via, domani vincere la gara della vita, che altro non è che avere la possibilità di nuovo in pista ... e questa volta i giri sono due, poi quattro ... poi la di parteciparvi attivamente. Per delle macchinine come loro che sono gara ... ed eccoli sulla strada ... non saldi al comando, ma in corsa. Non state squalificate all’inizio della corsa ... essere di nuovo in pista è già un li voglio vincenti, non mi interessa che siano i primi della classe ... risultato eclatante ... ma hanno tutti gli occhi puntati addosso perché voglio che abbiano dei principi da mostrare agli altri, da donare a chi erano «quelli squalificati», ed il loro rientro in pista non è visto di buon incontrano. E che gioia quando trovo qualcuno che mi dice «ah, l’altro occhio. La pietà di tenerli a bordo pista, di dargli una lucidatina finché giorno è venuto J in negozio a portare newsletter e calendario ... che sono piccoli è propria di tanti spettatori distratti e finché restano nelle bravo ragazzo, come parla bene, che bei valori, quanto vi vuole bene» case famiglia non danno noia a nessuno ... ma quando interagiscono con ... e se penso a qualche anno prima … Quante ruote di scorta cambiate gli amici ... allora si che gli spettatori gridano allo scandalo! Ma come, da quel giorno, quanto aiuto dal Buon Dio nel fargli capire e apprezzare un’auto eliminata che torna in pista? Accanto ai nostri bolidi, ai nostri i veri valori della vita, lottando contro quelli che i suoi compagni fuoriclasse? Non esiste!!! E che gioia per quei meccanici che hanno cercavano di inculcargli: sesso, droga, cellulari, discoteca a 14 anni ... creduto in loro quando queste macchinine ammaccate dalla vita, con un Il segreto è: Amarli sempre, Mollare mai motore rimesso in piedi con il fil di ferro cominciano a trotterellare sulla Ivo Ubaldo Azzena con il suo pastore tedesco Zoe conquista per il secondo anno consecutivo il titolo di campione regionale di agility categoria senior large.
BUSSARE ALLA PORTA… è entrare nel Alla manifestazione, che si è svolta recentemente a cuore e nella storia dell’altro. Di ogni altro. Ogni Empoli, hanno partecipato 170 atleti. Sulla scena porta è un mistero, ha un suo messaggio, immette sportiva dai primi del 2000 per l’atleta orentanese, con in una storia di eventi lieti e tristi, di gioie e il suo fido Zoe, è un nuovo prestigioso alloro nella sua dolori, di amarezze e di pianto, di sogni e di già nutrita bacheca. Azzena è tra i più preparati a speranze. PORTA CHIUSA… è quella di un livello nazionale e la sua esperienza lo ha giovane che resta quasi sempre chiuso nella sua stanzetta nell’ascolto di una musica che solo a lui piace, o quella portato ad aprire ad Orentano, in sintonia con l’associazione sportiva di una ragazzina con MP3, cuffie nelle orecchie, che se la incontri dilettantistica, un Agility Dog, riconosciuto dal Coni. Un’istruzione neppure ti saluta perché non si accorge di te. METTERE ALLA meticolosa che Azzena riesce a trasmettere agli appassionati di questo PORTA… è una ferita al cuore, è chiudere la porta senza più riaprirla. Più sport e che nell’ultima manifestazione regionale ha portato sul podio passano gli anni , più si arrugginiscono i cardini, la maniglia si fa opaca. (medaglia d’argento), l’allieva Francesca Favilli con uno splendido Nascono le ragnatele. Regnano la tristezza, il buio e la paura. L’altro non Labrador (Luna). (Benito Martini) ha più posto in te. STARE SULLA PORTA… è l’atteggiamento di chi BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE NELLE CASE ha paura di impegnarsi, sta a vedere cosa succede, senza compromettersi. Obbedienti al mandato di Cristo, i pastori devono considerare come Addirittura a volte diventa un impedimento a chi vuole entrare per uno dei compiti principali della loro azione pastorale la cura di trovare sollievo, o a chi vuole uscire verso chi chiede aiuto. VIVERE visitare le famiglie per recar loro l’annunzio della pace di Cristo, che PORTA A PORTA… può essere punto di forza o di debolezza, può raccomandò ai suoi discepoli «In qualunque casa entriate, prima favorire o distruggere la comunione fraterna. Può isolare o facilitare i dite: Pace a questa casa» ”.Il periodo della Quaresima segna anche la rapporti interpersonali. Può diventare solidarietà operosa, con segni Visita alle Famiglie della parrocchia da parte del sacerdote. A nome concreti di sostegno reciproco. PORTA SBARRATA… come la porta della comunità il sacerdote porta l’annuncio di Pasqua, prega insieme del giardino dell’Eden, sbarrata perché l’uomo ha sfasciato il progetto di alla famiglia, benedice le persone e la casa. Gli animi si dispongono a Dio che comportava l’essere uomo e donna a sua immagine, il lavoro celebrare la Pasqua, cioè la vittoria di Cristo sul male e sulla morte. Come benedizione, il vivere in armonia con il Creato. SBATTERE LA Chiediamo, per quanto è possibile, la presenza al momento della PORTA… è tipico di chi usa espressioni tragiche d’ira o di grave offesa, Benedizione di tutta la famiglia o almeno di un rappresentante. Vale la come: «vattene da questa casa, non ti voglio più vedere…nemmeno pena esserci e il tempo per organizzarsi non manca…Il sacerdote viene morto». L’altro è gettato fuori. Una ferita al cuore. E quella porta, nel Nome del Signore a chiedere ospitalità nella vostra casa, per purtroppo non si riapre più ! TIRARE IN PORTA… è lo stile di vita di pregare, sia pur brevemente, con la famiglia riunita. L’incontro vuole chi ha un obiettivo chiaro: Ha uno scopo e lo vuole raggiungere. Ha le ravvivare l’amicizia reciproca e il dialogo fiducioso tra la famiglia e la idee chiare sul valore delle cose. Scopre una perla di grande valore e parrocchia, che è «famiglia di famiglie». rischia: vende tutto e la compra: E l’investimento è assicurato. PORTA Lunedì 4 aprile da P.zza Pertini fam Vannelli, via Ulivi fino alla fam.
ACCOGLIENTE… può essere la porta della parrocchia o della tua Barghini. Martedì 5 aprile Via Signorini, da Cristiani Florio, fino alla casa, che diventa come «la fontana del villaggio», dove l’acqua scorre corte Signorini. Mercoledì 6 aprile Corti: Belvedere, Nandone, sempre, anche nel silenzio della notte, gratuita, chiara, fresca, per la sete Mengaccino, Bistone, Cherubino, Guerrino e Bacarino. Giovedì 7 di tutti, fonte di gioia e di speranza. ANDARE DI PORTA IN aprile Latteria Buralli, Foresto, Monello, Luini, Lo Scorpione, via PORTA… è un invito ad uscire di casa, a scendere in piazza, a incontrare Ulivi fino alla via Romana. Venerdì 8 aprile Via Romana, da corte altre persone, a creare relazioni di collaborazione e fraternità, a rafforzare Montanelli fino a Ghimenti. Lunedì 11 aprile Corti Camillino, Lippo, i rapporti di buon vicinato. VARCARE LA PORTA … è la porta La Toppa, Mennino, Menconi, Lo Spettore, Lelli. Martedì 12 aprile spalancata da Cristo risorto, che così ha vinto la paura della morte che Via Tullio Cristiani, da fam. Barbieri, Buonaguidi, Gattorosso, tutti incatena. Il suo cuore trafitto e le sue ferite aperte accolgono e Giannella, Bertoncini e corte Dori. Mercoledì 13 Via Dori, partendo stringono ogni uomo, che si sente figlio. Riappare la speranza e il cielo dalla Chiesa, Bisti, Regoli, Tasciuano, fam. Megaro, via Romana fino a aperto. PORTA SPALANCATA … è la sollecitudine ad offrire all’altro fam. Bocciardi. Giovedì 14 aprile Dall’ asilo, corte Lazzeri e via Cerro il meglio di se stessi, delle proprie cose, è l’ascolto rispettoso delle sue Venerdì 15 aprile Paese, dal bar fino alla chiesa, p.za san Pietro d’ parole, dei suoi sentimenti, della sua fragilità, è quasi oracolo del cielo. Alcàntara e via della Pace LA BENEDIZIONE INIZIA ALLE 14,15
LA PORTA
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Nella famiglia parrocchiale
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LUNEDI’ DELL’ANGELO (Pasquetta)
Cari amici, le grandi catastrofi, specie nel mondo globalizzato, impressionano e ci richiamano alla miseria della condizione Il giorno successivo a umana, contrassegnata inesorabilmente dalla sofferenza e dalla Pasqua è anch’esso un morte. Ogni uomo nasce inchiodato a una croce e su quella muore. Giorno festivo: è il Lunedì Nessuno è mai riuscito a schiodarlo.«A causa del peccato è entrata dell’Angelo, più la morte nel mondo» (S. Paolo). «La morte è entrata nel mondo per comunemente chiamato invidia del diavolo» (Libro della Sapienza).Dio infatti aveva creato Pasquetta e celebra l’uomo in una condizione felice, esente dalla sofferenza e dalla l’incontro, avvenuto al morte, e predestinato alla gioia del cielo. Il Padre ha inviato il Figlio sepolcro il giorno dopo la «negli inferi della condizione umana» (Benedetto XVI), per morte di Gesù, tra le liberarci dal male e dalla morte e per ridonarci la vita immortale. Donne e Ora dobbiamo guardare alla nostra condizione umana alla luce di l’Angelo. Secondo il Gesù risorto. Gli uomini sono chiamati per grazia a partecipare allo racconto del Vangelo, splendore della sua gloria. La terra non è più un’immensa tomba Maria Maddalena si era senza speranza, ma il luogo della resurrezione dei morti. Dio recata insieme ad altre governa il mondo con infinita sapienza e, se permette un male, ne donne trae un bene maggiore. Tocca a noi comprendere il messaggio che ( Salome e Maria, la madre viene dagli avvenimenti. Dopo quello che è accaduto in Giappone di Giacomo e Giuseppe) al gli uomini hanno incominciato a riflettere sul pericolo di sepolcro dove era stato autodistruzione che incombe sull’umanità. Saranno capaci di posto il corpo di Gesù vostro padre Livio evitare la distruzione della terra?
Cristo, con l’intento di imbalsamarlo e ungerlo con degli olii aromatici. Giunte davanti alla roccia che doveva chiudere la tomba, videro che essa era spostata e subito si preoccuparono e si domandarono cosa potesse essere accaduto, ma ecco che apparve loro un Angelo che subito le rassicurò:
«Non abbiate alcun timore…so che state cercando Gesù il Crocifisso…ma Egli è risorto come aveva detto. Venite a vedere il luogo dove era stato deposto». Dopo aver mostrato loro la tomba vuota, si raccomandò che andassero a riferirlo agli apostoli ed esse così fecero. Il Lunedì di Pasqua è un giorno festivo introdotto nel dopoguerra dalla Stato Italiano, con lo scopo di allungare la festività, ma non è un giorno di precetto, ovvero la religione cattolica non richiede l’obbligo di andare alla Santa Messa. Una delle tradizioni della Pasquetta, ormai forse in disuso, è o era quella di trascorrere la giornata facendo una gita fuori porta o una scampagnata con amici e parenti. Il significato di andare fuori città e Villa Campanile, si sa, e’ un piccolo paese di magari fare un bel pic-nic all’aria aperta è quello di ricordare il viaggio, fatto da alcuni mille anime: ci conosciamo tutti, ci sono pochi esercizi, pochi locali e i titolari diventano un pò Proprio durante quel viaggio, appena a pochi chilometri da Gerusalemme, Gesù apparve gli amici e i referenti per l’intera comunità- Il ai discepoli a dimostrazione che Egli era veramente risorto. Centro della vita sociale, giornaliera, il fulcro dove molti si incontrano e si raccontano .
Nel riquadro
discepoli, verso Emmaus nel giorno della Risurrezione.
OFFERTE PER LA CHIESA E PER L’ARALDO solitamente e’ il Bar. Sembra ieri il giorno dei Vittorio e Rita Sevieri (Milano), Ghimenti Giuliana, Franca e Loretto, Marchetti Silvano, Neva festeggiamenti per l’inaugurazione del nuovo e Valfredo, fam di Giola, Bertoncini Valfredo in memoria del fratello Alvaro, Martinelli BAR DAMA 2 Un locale tutto nuovo, gestito Filomena, Riccomi Marinetta (Torino), Vaghetti Stefania, i familiari in memoria di Rosario da Elena e Fabiola, che con tanta pazienza hanno saputo in questi anni, creare un punto di CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE aggregazione forte, importante anche per il 18 - 3 - 2011 18-3-2011 mondo di noi donne , che prima si avvicinava con titubanza e un po’ di imbarazzo , ad una FLORA MONTANELLI ROSARIO ROSA realtà di fatto , molto maschilista.E’ stato ved Ciardelli di anni 94 di anni 85 piacevole ritrovare il gusto di incontrarci tutte a bere caffe’ e chiaccherare ai tavolini. Di anni ne sono passati quasi 6, ogni giorno con Elena e Fabiola, Marisa e Marta, sempre gentili disponibili e molto pazienti con tutti, pronte a smistare caffe’ colazioni, aperitivi, una giocata al lotto, preparare una cena nella saletta, il ritrovo dei giovani prima di uscire al sabato sera, le colazioni domenicali delle mamme dei bimbi del catechismo, ad accogliere i tanti operai della zona, e i tanti passanti occasionali.
Si ricorda anche la fortuna che recentemente ha baciato il nostro paese, con la vincita del fortunato biglietto «turista per sempre» proprio venduto in questo bar. Adesso e’ arrivato il momento di voltare pagina: tra breve ci sara’ un passaggio di testimone e una nuova gestione . A queste grandi donne , vogliamo dire grazie di cuore e in bocca al lupo per un futuro SALVATORE MOTTINI ROBERTO GUARNERI PRIMO DI GIOLA certamente... roseo !Sentiremo la vostra 19-03-2010 22-02-2010 mancanza (Alessia Marconi) 13-01-1929=08-02-2011
RICORDO DEI DEFUNTI
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Quando la Madonna indossò il tricolore Gli italiani sono «gli azzurri». Nessuno sa che con i 150 anni dell’Italia perlopiù toscani (gli stessi Savoia a corte parlavano francese). unita, si festeggiano anche i 100 anni dell’ «azzurro» come colore Nemmeno l’economia li univa: la Sicilia era più integrata nazionale. Viene dall’iconografia mariana e la dinastia sabauda ne fece economicamente all’Inghilterra che alla Lombardia e il Piemonte più un suo simbolo. Scrive Luigi Cibrario, storico della monarchia: «quel alla Francia che alla Sicilia. Ciò che univa il Paese erano Roma e le colore di cielo consacrato a Maria è l’origine del nostro color tradizioni cattoliche. Tanto è vero che il poema della risorgente nazione nazionale». Tutto cominciò il 21 giugno 1366. Amedeo VI di Savoia italiana fu il poema della Provvidenza, «I promessi sposi» del salpa da Venezia per la Terra Santa, per la crociata voluta da papa cattolicissimo Manzoni. E fu deciso «a tavolino» che la lingua italiana Urbano V e sulla sua nave ammiraglia – accanto al vessillo dei Savoia – fosse, da allora, quella della Divina Commedia dantesca, cioè il più fa sventolare uno stendardo azzurro con una corona di stelle attorno all’ grande poema mistico e addirittura liturgico della storia della Chiesa. Immagine della Madonna, per invocare «Maria Santissima, aiuto dei Perfino il tricolore adottato dai Savoia – nato apparentemente cristiani». L’azzurro di quel vessillo mariano fu ripreso da alcuni ghibellino – è intriso di tradizione cattolica. Lo studente bolognese cavalieri sabaudi che, in onore alla Santa Vergine, cinsero delle sciarpe Luigi Zamboni, che col De Rolandis lo concepì nel settembre 1794, azzurre sull’uniforme. Ne nacque una tradizione, fra gli ufficiali nell’entusiastica attesa dell’arrivo napoleonico che avrebbe liberato dal savoiardi. L’azzurro entrò a far parte dei simboli dinastici e il 10 giogo dello Stato pontificio, partì dallo stemma di Bologna, quella gennaio 1572, con Emanuele Filiberto, la sciarpa azzurra diventò croce rossa in campo bianco che viene dalle crociate e dalla Lega ufficialmente parte dell’uniforme. E lombarda (a cui Bologna appartenne). Al bianco e rosso lui aggiunse poi dell’araldica del Regno d’Italia. «il verde», che – disse – era «segno della speranza». In effetti Pare che sia diventato il nostro simboleggiava la speranza nella tradizione cattolica, come virtù colore ufficiale nelle competizioni teologale, insieme alla fede, che aveva come simbolo il bianco, e alla sportive, per la prima volta, a carità (rosso). Non a caso il primo «bianco, rosso e verde» lo Milano, il 6 gennaio 1911, per la troviamo proprio nella Divina Commedia, sono i vestiti delle tre partita di calcio Italia-Ungheria: fanciulle che, nel Paradiso terrestre, accompagnano Beatrice e che quindi cento anni fa. La piccola storia di questo simbolo fa capire che la simboleggiano appunto le virtù teologali (Purg. XXX, 30-33). Lo tradizione cattolica impregna totalmente la storia italiana. D’altra parte il stesso «mangiapreti» Carducci, che certo non era ignaro di Dante, né di Regno dei Savoia è sempre stato cattolicissimo. Con la restaurazione fu dottrina cattolica, nel suo discorso ufficiale per il primo centenario l’unico regno italiano, insieme allo Stato pontificio, ad abolire il Codice della nascita del Tricolore, a Reggio Emilia, dà, a quei tre colori, napoleonico: «la dinastia sabauda» scrive De Leonardis “aveva dato alla proprio il significato della Divina Commedia (fede, speranza e amore, Chiesa cinque beati e vantava titoli di fedeltà al Cattolicesimo che fino al sia pure in senso laico). E’ ovvio che la Chiesa sia intimamente legata a 1848 erano forse superiori a quelli dei Borbone e degli Asburgo; a questa terra «onde Cristo è romano» e pare evidente la missione differenza di questi ultimi i sovrani sabaudi non si erano compromessi religiosa dell’Italia (sembra che la parola I-t-a-l-y-a in ebraico con le idee illuministe e massoniche”. Sarà l’ultimo re d’Italia infine a significhi «isola della rugiada divina»). Nessuno però sa che è stata donare alla Chiesa la più preziosa delle reliquie: la Sindone. Che addirittura la Madonna in persona a l’unificazione d’Italia sotto il re sabaudo – con Cavour – abbia preso la «consacrare» il tricolore forma di un conflitto contro la Chiesa è una di quelle tragedie storiche nell’importante apparizione del 12 che probabilmente nessuno volle in maniera deliberata. Basti pensare aprile 1947 a Roma, alle Tre Fontane, a che il Regno sabaudo nel suo Statuto proclamava il Cattolicesimo come Bruno Cornacchiola (il mangiapreti che sua religione ufficiale. E poi c’è anche il cattolicesimo di molti patrioti si convertì). Era un fanciulla di (come il Pellico) e infine il fatto che lo stesso Pio IX era un entusiastico sfolgorante bellezza e sostenitore dell’unificazione nazionale (per via federale). Non solo indossava un lungo abito bianco, con una fascia rossa in vita e un quando fu eletto, con il Motu proprio «Benedite, Gran Dio, l’Italia», mantello verde. Consegnò al Cornacchiola un importante messaggio quando il nome del Pontefice veniva invocato dai patrioti (ed per il Santo Padre. E poi alla mistica Maria Valtorta spiegò che erroneamente costoro pretesero di trascinare il Papa a far la guerra apparve «vestita dei colori della tua Patria, che sono anche quelli all’Austria: da qui il no e la rottura). Pio IX restò legato all’ideale delle tre virtù teologali, perché virtù e patria sono troppo dell’Italia sempre, anche nel pieno del conflitto risorgimentale. E questo disamate, trascurate, calpestate, ed io vengo a ricordare, con è un aspetto quasi sconosciuto. Come i cattolicissimi Savoia, anche il questa mia veste inusitata, per me, che occorre tornare all’amore, Papa visse un drammatico conflitto interiore fra il dovere di difendere la alle Virtù e alla Patria, al vero Amore». A.Socci - Libero 13-02-’11 Chiesa – che veniva aggredita e spogliata dal nuovo Stato – e la sua personale simpatia per la causa nazionale. Un giorno un conte 1 7 Marzo 2 0 11 germanico in visita al Santo Padre gli manifestò il suo sdegno per .Esordio piovoso per l’aggressione in corso ai danni dello Stato Pontificio e della Chiesa, e, una giornata densa di dopo averlo ascoltato, Pio IX mormorò ai suoi: «Questo bestione tedesco avvenimenti. In non capisce la grandezza e la bellezza dell’idea nazionale italiana». occasione del 150° Errori tragici ve ne furono da entrambe le parti. E certamente l’idea di anniversario unificare l’Italia non per via pacifica e federale come prospettava il Papa, dell’Unita’ d’Italia, a ma per via militare e sotto una sola dinastia fu devastante anche per il Villa Campanile, meridione d’Italia, dove da secoli governava una monarchia legittima grandi eventi: sfilata quanto quella sabauda. Ben ventidue anni fa, nel 1988, quando ancora dei tamburini e degli non era emersa la Lega Nord, scrissi un libro di denuncia contro il sbandieratori del Risorgimento come «conquista piemontese» e –curiosamente – fu Palio dei Barchini di pubblicato dalla Sugarco di Massimo Pini, un editore molto vicino al Castelfranco di Sotto, per le strade del centro del paese, seguito dalle garibaldino Bettino Craxi. Il libro – riedito sei anni fa col titolo «La dittatura anticattolica» uscì quando nessuno metteva in discussione il maggiori autorita’ comunali con Il sindaco Marvogli e il vicesindaco Risorgimento. Oggi che – al contrario – è diventata una moda, vorrei Toti. Dalla chiesa si e’ snodato un bel corteo verso la Piazza Sandro sommessamente dire il mio «Viva l’Italia!» e penso che si debba Pertini, rinnovata di recente e inaugurata proprio in questa giornata. Festeggiare il 17 marzo. Per noi cattolici c’è comunque qualcosa di Tutta la popolazione del paese, ha sfidato la pioggia per assistere alla provvidenziale nel Risorgimento italiano (anche nella fine del benedizione da parte del nostro Don Sergio. A seguito del taglio del potere temporale dei papi, come ebbe a dire Paolo VI), perché Dio sa nastro da parte del sindaco, gli abitanti hanno fatto salire in cielo, tanti scrivere diritto anche sulle righe storte degli uomini. E infine ha palloncini bianchi rossi e verdi, tra mille applausi e un clima veramente fatto salvare l’indipendenza, l’unità e la libertà dell’Italia proprio ai festoso. Al termine dell’esibizione degli sbandieratori e cattolici e al Papa, il 18 aprile 1948, a cento anni esatti dalla dell’inaugurazione, tutti diretti al Quercione, tra musica a stands preghiera per l’Italia di Pio IX Del resto il cattolicesimo era il solo gastronomici. Si ringrazia il Comune di Castelfranco e la Pro Loco di cemento degli italiani. Infatti cosa li univa nell’Ottocento? La lingua no. Villa Campanile per l’organizzazione dell’evento...e soprattutto tutti i Nel 1861 gli italiofoni erano solo il 2,5 per cento della popolazione, cittadini che sono intervenuti numerosi. (Alessia Marconi)
INAUGURATA PIAZZA PERTINI