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Anno LII n° 02 marzo - aprile 2014
www.parrocchiadiorentano.it
L’Araldo
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di san Miniato (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Don Roberto Agrumi 3492181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d ’ 2 - - 5 6 0 2 2 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Dir. resp. don Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it
Nel riquadro
Alcàntara vi aPini Villa Campanile( Pisa).
Carissimi fedeli, siamo ormai prossimi alla Pasqua, rimane solo uno spruzzo di SETTIMANA SANTA ORARI quaresima, ancora da vivere con spirito di vera conversione per una 13 aprile - Domenica delle Palme preparazione più conveniente al mistero di morte e risurrezione che stiamo per Ore 9,30 - Benedizione dei rami celebrare. Un invito dunque a compiere opere degne di carità, di perdono di amore d’ulivo e delle palme in piazza della fraterno con una maggiore e più assidua partecipazione alla vita della chiesa, è con chiesa e processione fino al mulino. Sofferenza che vediamo la poca frequenza alla santa messa dei ragazzi del catechismo Al rientro in chiesa, celebrazione e dei loro genitori, se lo sport, la danza e le attività agonistiche dei vostri figli sono della santa messa e lettura della importanti, molto più lo è la loro crescita spirituale, la loro formazione cristiana.
Passione. Sono invitati tutti Quindi un invito caloroso a tutti voi di venire o di mandare i vostri figli alla messa e al 15 e 16 aprile - Sante quarantore catechismo nella consapevolezza che quello che oggi seminiamo domani martedì 15 - ore16,00 esposizione raccoglieremo. Purtroppo il mondo è pieno di insidie e di male, prepariamo le nuove del Santissimo. Ore 17,00 santa generazioni ad affrontare il futuro con forza e speranza cristiana. A tutti voi auguro messa. Mercoledì 16 - ore16,00 una santa Pasqua di risurrezione, il Signore Gesù viene a morire e risorgere per esposizione del Santissimo. Ore ognuno di noi, perché quanti credono in lui non muoiano, ma abbiano la vita eterna. 17,00 santa messa.
17 aprile Giovedì santo ore 17,00 santa messa in ricordo della Il mattino di Pasqua ci riporta l’annuncio antico cena del Signore. Lavanda dei piedi, e sempre nuovo: Cristo è risorto! L’eco di benedizione del pane. Ore 21,00 questo avvenimento, partita da Gerusalemme Adorazione del SS. venti secoli fa, continua a risuonare nella 18 aprile Venerdì santo Chiesa, che porta viva nel cuore la fede Dalle ore 9,00 alle 12,00 - Adorazione vibrante di Maria, la Madre di Gesù, la fede di del SS.
Ore 17,00 - Celebrazione Maddalena e delle altre donne, che per prime della Passione del Signore. Letture, videro il sepolcro vuoto, la fede di Pietro e preghiera dei fedeli, adorazione della degli altri Apostoli. Fino ad oggi – anche nella Croce, santa comunione. Nostra era di comunicazioni ultratecnologiche – la fede dei cristiani si basa su quell’annuncio, 19 aprile Sabato santo sulla testimonianza di quelle sorelle e di quei Dalle ore 15,00 alle 17,00 – fratelli che hanno visto prima il masso confessioni per adulti: Ore 21,00 rovesciato e la tomba vuota, poi i misteriosi VEGLIA PASQUALE - benedizione messaggeri i quali attestavano che Gesù, il del fuoco e del cero, annuncio della Crocifisso, era risorto; quindi Lui stesso, il risurrezione, liturgia della parola, Maestro e Signore, vivo e tangibile, apparso a benedizione dell’acqua battesimale, Maria di Magdala, ai due discepoli di Emmaus, liturgia eucaristica infine a tutti gli undici, riuniti nel Cenacolo.
20 aprile SANTA PASQUA La risurrezione di Cristo non è il frutto di una speculazione, di un’esperienza mistica: è un avvenimento, che certamente oltrepassa la storia, ma che avviene in un momento preciso della Ore 10,00 - Santa messa nel giorno storia e lascia in essa un’impronta indelebile. La luce che abbagliò le guardie poste a vigilare il della risurrezione sepolcro di Gesù ha attraversato il tempo e lo spazio. E’ una luce diversa, divina, che ha 21 aprile Lunedì dell’ Angelo squarciato le tenebre della morte e ha portato nel mondo lo splendore di Dio, lo splendore della Ore 10,00 - Santa messa
Vi benedico tutti
vostro aff.mo
don Sergio
Verità e del Bene. Come i raggi del sole, a primavera, fanno spuntare e schiudere le gemme sui rami degli alberi, così l’irradiazione che promana dalla Risurrezione di Cristo dà forza e significato ad ogni speranza umana, ad ogni attesa, desiderio, progetto. Per questo il cosmo intero oggi gioisce, coinvolto nella primavera dell’umanità, che si fa interprete del muto inno di lode del creato. L’alleluia pasquale, che risuona nella Chiesa pellegrina nel mondo, esprime l’esultanza silenziosa dell’universo, e soprattutto l’anelito di ogni anima umana sinceramente aperta a Dio, anzi, riconoscente per la sua infinita bontà, bellezza e verità. «Nella tua risurrezione, o Cristo, gioiscano i cieli e la terra». A questo invito alla lode, che si leva oggi dal cuore della Chiesa, i «cieli» rispondono pienamente: le schiere degli angeli, dei santi e dei beati si uniscono unanimi alla nostra esultanza. In Cielo tutto è pace e letizia. Ma non è così, purtroppo, sulla terra! Qui, in questo nostro mondo, l’alleluia pasquale contrasta ancora con i lamenti e le grida che provengono da tante situazioni dolorose: miseria, fame, malattie, guerre, violenze. Eppure, proprio per questo Cristo è morto ed è risorto! E’ morto anche a causa dei nostri peccati di oggi, ed è risorto anche per la redenzione della nostra storia di oggi Cristo risorto cammina davanti a noi verso i nuovi cieli e la terra nuova in cui finalmente vivremo tutti come un’unica famiglia, figli dello stesso Padre. Lui è con noi fino alla fine dei tempi.
Camminiamo dietro a Lui, in questo mondo ferito, cantando l’alleluia. Nel nostro cuore c’è gioia e dolore, sul nostro viso sorrisi e lacrime.
Così è la nostra realtà terrena. Ma Cristo è risorto, è vivo e cammina con noi. Per questo cantiamo e camminiamo, fedeli al nostro impegno in questo mondo, con lo sguardo rivolto al Cielo.
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Cronaca di Villa .......
CROCE BIANCA - ORENTANO MARTEDI’ 15 APRILE ORE 21,00 ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO A seguito delle elezioni svoltesi il giorno 26/01/2014 il Consiglio Direttivo ha assegnato le seguenti cariche:
Presidente:
Galligani Andrea Vicepresidente e Responsabile A.I.B.:
Santosuosso Giuseppe Tesoriere: Carmignani Agostino Segretario: Benvenuti Silvia Resp. Rapporto C.O. 118:
Sichi Veronica Resp. Mezzi: Seghetti Marco Resp. Controllo Sanitario Mezzi e delle Radio: Del Ministro Dario Resp.
Protezione Civ.: Bucchianeri Marco Resp. Fiera e Tesseramento: Bartoli Marina Resp. Sede: Licursi Costantino Resp. dei Rapporti con i Medici: Galligani Raffaele Resp. del Centralino: Chiaravallo Giovanni Responsabili delle Divise:
Santosuosso Thomas e Crispino Raffaele Coordinatore A.I.B.: Seghetti Giuliano.
Secondo la normativa vigente tutti i servizi svolti dall’associazione possono essere erogati solo ed esclusivamente ai soci. Di conseguenza tutti coloro che chiederanno: un trasporto a pagamento (non erogato dall’SSN) un servizio per la farmacia territoriale l’uso dei nostri materiali sanitari la gestione delle ricette mediche dovranno essere prima tesserati come soci. Per diventare socio occorre: riempire e firmare la domanda comprendente i dati anagrafici, il codice fiscale, la residenza, e la privacy effettuare il versamento della quota associativa di € 5.
L’associazione rilascerà al socio la ricevuta di pagamento. Si ricorda che la tessera ha validità per l’anno solare in corso e che è nominativa e non è valida per parenti e familiari. Per la gestione delle ricette mediche al centralino occorre richiedere un’apposita busta che riporta il timbro dell’associazione e il numero della ricevuta e il nome del socio. Questa busta deve essere conservata ed usata per lo scambio di richieste e ricette con il proprio medico. In caso di smarrimento della busta per averne una nuova verranno richiesti 50 centesimi di euro. A seguito della nuova forma di tesseramento, sono sorte alcune perplessità, qualcuna anche a sproposito, pertanto il presidente della Croce Bianca, Andrea Galligani, ha diramato questo comunicato, nell’intento di fare chiarezza: Ribadisco quello che ho già detto in più di un’occasione. La legge italiana impone alle associazioni no profit, come la nostra, di effettuare i servizi solo ed esclusivamente ai soci. Questo implica che tutti coloro che voglio usufruire dei trasporti con i nostri mezzi (al di fuori dei servizi forniti tramite il SSN), i servizi di ritiro del materiale alla farmacia territoriale, il ritiro di referti medici e anche quello di richiesta e consegna delle ricette per medicinali e analisi DEVONO ESSERE NECESSARIAMENTE SOCI della Croce Bianca. TUTTI I MEDICI NON HANNO NIENTE A CHE VEDERE CON QUESTA INIZIATIVA. Se qualcuno preferisce rivolgersi ad altre associazioni ricordo che mentre da noi la tessera costa 5 euro l’anno nelle altre la quota annuale varia tra i 20 e i 30 euro a testa.
ALTRI SERVIZI: Per richiedere i servizi di trasporto e le richieste per la farmacia territoriale rivolgersi al responsabile telefonando al numero 340 75 10 398 Per la prenotazione del materiale sanitario rivolgersi al responsabile al numero 333 23 20 243.
Grazie – Grazie – Grazie.
E’ un modo di dire molto riduttivo con cui voglio esprimere la mia gratitudine agli operatori tutti : Medici ,infermieri ed ausiliari, del Reparto di GastroEnterologia, reparto ed Area Chirurgica dell’Ospedale Cisanello di Pisa, in cui sono stato diciamo a pigione, come si usava dire un tempo.
Sin dal primo giorno di degenza sono stato trattato e ben voluto come uno di loro; mi hanno chiamato per nome, Attilio, non mi hanno mai considerato semplicemente un numero di letto come si usa per comunicare fra il personale di reparto. C’è subito stato feeling fra me e loro, come se ci conoscessimo da un mucchio di tempo, anche perché forse si sono accorti che il pigionante non era un tipo qualsiasi ma un tipo un po’ Guitto e saltimbanco nonostante fosse a pigione per altri motivi. Ho imparato tante cose insieme a loro: come essere semplici ed umili rispettando sempre se stessi ed il prossimo essendo sempre a contatto con il dolore e con chi soffre. Ho imparato anche tanto dai vari pigionanti che ho avuto ospiti di stanza con me in questo periodo oppure anche pigionanti che nel mio iter ho conosciuto chi per breve tempo chi per qualche giorno in più e ne ho visti passare diversi. Tutti mi hanno arricchito moralmente con le loro storie di vita passata e presente e familiare. Grazie ai dottori che si sono adoperati per la mia causa, con professionalità e pazienza certosina, che alle medicine hanno aggiunto un po’ d’amore ed umanità .Quando la sanità funziona, non come sentiamo tante volte dai telegiornali parlare di malasanità, posso affermare a mio dire che mi hanno trattato molto bene, ha funzionato tutto nel migliore dei modi e tutti si sono adoperati per la mia causa. Dottori ed infermieri e tutta la struttura che è all’avanguardia nel settore sanitario come pochi altri centri in Italia. Spero con queste poche righe che ho scritto con il cuore e l’anima, di dirvi grazie-grazie-grazie. Non faccio nomi di nessun dottore o infermiere perché sicuramente me ne dimenticherei qualcuno. E la prossima volta speriamo di vederci a qualche festa o a qualche festa rionale o sagra paesana. Ancora un grazie a tutti .
Attilio Boni - Villa Campanile OFFERTE PER LA PARROCCHIA Pierina Barbieri (Altopascio), Sevieri Rosanna (La Spezia), fam. Tocchini in memoria di Giovanna, fam Tammaro in memoria di Gerardo, fam. Buonaguidi Dina, Barbieri Silvano e Valeria, fam Lazzeri in memoria di Norina, Duranti Daniele e Rita Regoli,
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3 Nella famiglia parrocchiale MARATONA DI ROMA - 23 marzo 2014 Associazione Amici della Zizzi Onlus Buon piazzamento di Armando D’Andrea
Maratona di Roma sotto la pioggia, ma animata dall’entusiasmo di atleti e spettatori. Neanche il brutto tempo ha fermato le 19mila persone che domenica 23 marzo hanno percorso i 42,195 chilometri di corsa attraversando il centro della capitale. La gara ha preso il via alle 8.50 dai Fori Imperiali.. A tagliare il traguardo per primo, tra gli uomini, è stato l’etiope Shume Haili Legese con il tempo di 2.09:47. Vittoria etiope anche in campo femminile con il successo di Geda Ayelu Lemma, in 2:34:49. La corsa, che prevedeva il passaggio degli atleti anche davanti a piazza San Pietro, ha catturato l’attenzione di Papa Francesco. «Un saluto particolare rivolgo ai maratoneti e agli organizzatori di questo bell’evento sportivo della nostra città», ha detto il pontefice. A dare lo start, con la bandiera tricolore, il sindaco Ignazio Marino. Il nostro Armando che corre per la Virtus di Orentano, ha terminato gli oltre 42 km della gara con il tempo di 4 ore e 16 minuti. Una bella gara ed una bella prova di forza e di costanza.
Critiche gratuite. A volte sono gli stessi bambini, gli stranieri, gli ospiti delle case di cura, i pazienti in ospedale a meravigliarsi del dono di noi che facciamo loro. Chiunque faccia volontariato avrà certamente notato due modalità opposte messe in campo da coloro che aiutano. Da una parte ci sono coloro che pretendono e se tu dai uno vogliono dieci, se dai dieci vogliono cento, ma ci sono anche quelli che si meravigliano che tu possa essere disponibile per loro senza chiedere nulla in cambio. Ricordo come un carabiniere un giorno mi disse «ah gli Amici della Zizzi, vi conosco bene, bravi, fate un ottimo lavoro, ma chissà quanto ci guadagnate». Chiesi spiegazioni di quella frase e mi venne risposto che nessuno fa nulla per nulla. Gli detti ragione, aggiungendo però che la mia gratificazione era nel Per non «uccidere» nel cuore la Parola di Dio, bisogna essere poter aiutare un bambino, ricevere un suo sorriso, vederlo umili e capaci di pregare. Due atteggiamenti che Papa Francesco rialzarsi dopo un problema grazie ai valori insegnati da noi. ha indicato nel commentare il Vangelo durante la Messa Mi rispose che non ci credeva, che nessuno fa nulla senza presieduta in Casa Santa Marta nel terzo sabato di Quaresima. Ci guadagnarci soldi, potere o sesso. Non ci fu verso di si può impadronire della Parola di Dio e disporne a proprio convincerlo, nonostante apprezzasse comunque il nostro piacimento, se un cristiano non è umile e non prega. Lo spunto lavoro, anzi aggiungendo che era giusto il fatto che ci per mettere in risalto e in guardia da questa insidia Papa mettessimo in tasca dei soldi. Nel 2003 venne da noi la Francesco lo prende dal Vangelo del giorno, in cui Gesù racconta Finanza e ci «fece compagnia» per un anno e mezzo, la parabola dei vignaioli omicidi, che dapprima uccidono i servi e spulciando ogni singolo foglio, scontrino o fattura. Non fu da ultimo il figlio del padrone della vigna con l’intenzione di un bel momento. Non erano venuti a fare un controllo, ma impadronirsi dell’eredità. Ad ascoltare questa parabola ci sono erano venuti a cercare il marcio che doveva per forza farisei, anziani, sacerdoti ai quali – spiega il Papa – Gesù si esserci. Tutto in regola, eccetto un problema di valutazione rivolge per far capire loro «dove sono caduti» per non avere «il passato poi in mano all’inps e per il quale nel gennaio 2013 cuore aperto alla Parola di Dio»:«Questo è il dramma di questa abbiamo vinto in primo grado con formula piena. Quanto è gente, e anche il dramma nostro! Si sono impadroniti della Parola brutto quando le persone non vogliono credere alla buona di Dio. E la Parola di Dio diventa parola loro, una parola secondo fede di chi faccia del bene, vogliano sempre vedere un il loro interesse, le loro ideologie, le loro teologie… ma al loro secondo fine quasi sempre legato al denaro. Un continuo servizio. E ognuno la interpreta secondo la propria volontà, giudizio sugli intenti, come se potessero leggere nell’animo secondo il proprio interesse. Questo è il dramma di questo umano. Guardate il risultato che alle motivazioni ci pensa popolo. E per conservare questo, uccidono. Questo è successo a Dio. Se una persona ha un secondo fine non passerà il filtro Gesù».«I capi dei sacerdoti e dei farisei – prosegue Papa del Signore. Lo scopo che ci siamo prefissati come Francesco – capirono che parlava di loro, quando avevano sentito Associazione Amici della Zizzi Onlus 27 anni fa è quello di questa parabola di Gesù. Cercavano di catturarlo e farlo morire». aiutare i bambini maltrattati e offesi nella loro dignità, non In questo modo, afferma il Papa, «la Parola di Dio diventa morta, amati, abbandonati. Per contribuire ai nostri progetti diventa imprigionata, lo Spirito Santo è ingabbiato nei desideri di destina a noi il tuo 5 x 1000 - 9 2 0 1 8 0 4 0 4 9 0 ognuno di loro». Ed è esattamente quello che accade a noi, osserva Papa Francesco, «quando non siamo CI HANNO aperti alla novità della Parola di Dio, quando non siamo obbedienti alla Parola di Dio»:«Ma, c’è una frase PRECEDUTO che ci dà speranza. La Parola di Dio è morta nel cuore di questa gente; anche, può morire nel nostro cuore! ALLA CASA Ma non finisce, perché è viva nel cuore dei semplici, degli umili, del popolo di Dio. Cercavano di DEL PADRE catturarlo, ma ebbero paura della folla del popolo di Dio, perché lo considerava un profeta. Quella folla 31 gennaio semplice – che andava dietro a Gesù, perché quello che Gesù diceva faceva loro bene al cuore, riscaldava GERARDO loro il cuore – questa gente non aveva sbagliato: non usava la Parola di Dio per il proprio interesse, sentiva TAMMARO e cercava di essere un po’ più buona»E noi, si chiede in conclusione Papa Francesco, «cosa possiamo fare per non uccidere la parola di Dio», per “essere docili, «per non ingabbiare lo Spirito Santo»? «Due cose di anni 61 semplici», è la sua risposta:“Questo è l’atteggiamento di quello che vuole ascoltare la Parola di Dio:
13 marzo primo, umiltà; secondo, preghiera. Questa gente non pregava. Non aveva bisogno di pregare. Si sentivano NORINA sicuri, si sentivano forti, si sentivano ’dei’. Umiltà e preghiera: con l’umiltà e la preghiera andiamo avanti BUGIANI per ascoltare la Parola di Dio e obbedirle. Nella Chiesa. Umiltà e preghiera nella Chiesa. E così, non ved. Lazzeri succederà a noi quello che è accaduto a questa gente: non uccideremo per difendere la Parola di Dio, quella Parola che noi crediamo che è la Parola di Dio, ma è una parola totalmente alterata da noi”. di anni 86
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AMARCORD......
C’era una volta ed amici per sempre
Proprio così, C’era una volta, come l’omonimo Bar di Villa Villa Centro comprendeva la zona centrale con la Posta, il Mulino, il Campanile. Due rioni in quel di Villa con le proprie squadre di calcio: Bar Regoli, nonno di Stefano, Via Ulivi e Via Dori. Adesso cercherò Botteghina e Villa Centro, che hanno dato vita ad acerrime battaglie di ricordarmi le formazioni delle due compagini sportive: la sul verde rettangolo di gioco. La linea di confine tra questi due Botteghina aveva Vitaliano Lazzeri, portiere di altri tempi ed anche caratteristici rioni era ovviamente il campo sportivo che poverino portiere di notte che aveva lo pseudonimo di Bulone. Mireno questo nome lo ha conquistato onoris causa poiché era poco più che Giannotti detto Scintilla perché quando ti imbattevi in lui sul un polveroso e pieno di buche campo rubato all’agricoltura. terreno di gioco erano scintille ma anche perché quando usciva Praticamente era situato dove adesso esiste il vero Campo sportivo, dalla curve in motorino le scintille le faceva sul serio. Mauro che ora è delimitato da una vera recinzione, un cancello di accesso, Lazzeri, fratello di Bulone detto anche Buloncino. Ghimenti uno spogliatoio, linee di demarcazione, bandierine del calcio Giancarlo soprannominato Giancarlino oppure il Ghime. Poi il più d’angolo e soprattutto due porte con le tanto sospirate reti. E’ estroso e fantasista della squadra Morelli Massimo alias Massimino l’orgoglio della Villa , l’arena dei Gladiatori se lo confrontiamo con di Baarino. Senza dubbio il maggior talento calcistico insieme a quello della nostra epoca. Sto parlando dei primi anni ottanta e per un Roberto Pagni detto il Cinese, appellativo appioppato in seguito ad decennio il campo è stato solcato dai piedi dei Ragazzi degli anni una famosa barzelletta che andava in voga a quei tempi. Giusti d’oro, che hanno dato vita alle fantastiche sfide calcistiche fra le due Claudio alias il Geo, professionista Geometra dei cantieri edili opposte fazioni. Le porte naturalmente erano senza reti ed ogni volta nonché geometra della nostra squadra con i suoi lanci lineari e che la palla andava in goal bisognava andare a recuperarla nelle millimetrici. Il Capitano Boni Attilio, detto il Ciabatta perché vigne verso Foresto se segnavamo noi oppure nei campi verso la sempre con indosso la calzatura medesima e per il suo modo di dire latteria se segnavano gli altri. Le linee del campo naturalmente erano e di fare le cose a modo di ciabattare. Attilio Buralli, allenatore e da immaginare ed il fallo laterale era quasi inesistente, la palla era mentore che a volte faceva anche l’arbitro fra le due compagini. La sempre mantenuta in campo. Il dischetto del calcio di rigore si fazione della Villa Centro era composta da Lazzeri Lauro, alias il misurava a passi e spanne e lo stesso metodo si utilizzava per il lungo per la sua nota coscia lunga, D’Andrea Armando alias il calcio d’angolo. Ricordo che si arrivava al campo in bicicletta , col peloso per la sua famigliarità con l’orso Bruno beneventano Elio Minicozzi alias elica motorino o il vespino; i spaziale, nomignolo venuto più fortunati che così spontaneo da parte di un abitavano vicino allo anonimo; grande estro e stadio giungevano fantasia in campo. Lazzeri addirittura a piedi. La Stefano alias Camillo o Napo divisa da gioco si portava Orso Capo per la sua folta nella borsina di nylon capigliatura. Antonio Curiale della spesa ed i più alias la Curia perché aveva ansiosi, che non volevano fatto il chierichetto fino a perdere neanche un trent’anni. Capitano della Villa minuto per spogliarsi, Adriano Magnaterra alias arrivavano al campo già Sputa per la sua caratteristica con indosso pantaloncini chiacchierina un po’ invadente e maglietta ma con le e bagnata. Claudio Pieri alias scarpette appese al collo.
Tubo per il mestiere di tubista Naturalmente come ed anche perché quando avrete già intuito non parlava in dialetto non si esisteva l’intimità degli capiva un tubo. Fabrizio spogliatoi, ci mettevamo in mutande a cielo aperto pregando che non arrivasse Vannelli alias il Vanne o il Pive nonché emigrato in quel di Milano all’improvviso un acquazzone rinfrescante altrimenti si faceva dove tutt’ora risiede. Gigi Ferrara, omonimo di Ciro Ferrara. Questi anche la doccia. La sfida era caratterizzata dalla goliardia, dagli erano gli pseudonimi dei calciatori del Villa, c’erano anche le ragazze sfottò di ragazzi abituati alle bischerate ed alle zingarate che tifose al seguito fra cui le fidanzate e future mogli di alcuni di noi che facevano insieme durante tutto l’anno. Eravamo tutti Made in Villa ringrazio per la loro pazienza e tenacia che hanno avuto negli anni Beach, cresciuti tutti insieme sin da piccoli e conoscevamo bene i accompagnandoci nelle nostre battaglie. Nel lungo elenco dei lati buoni ed i punti deboli di ognuno di noi. Quando la sfida giocatori c’erano anche dei rincalzi che giocavano per l’una o per calcistica era in atto, giocata sul campo, era gara vera, con colpi di l’altra squadra a secondo della necessità , di questi non ricordo tacco, finte e dribbling ubriacanti e qualche fallo ma sempre nei esattamente tutti i nomi però sono presenti nella mia mente. Questi limiti della correttezza sportiva e rispetto dell’avversario. contendenti dopo qualche anno avrebbero dato vita agli Amatori G.S.
Quando il derby paesano era finito, sia con la vittoria di una o K1 Villa Campanile Football Club, quasi interamente composta da dell’altra fazione, si andava tutti insieme appassionatamente a cena Villesi sia del rione Botteghina che Villa Centro uniti sotto una unica A questo punto si aggregavano i fans delle due squadre e si Stella e Bandiera Bianco-Celeste. Ora, a distanza di oltre un quarto di raggiungevano gruppi di circa 40 persone che creavano allegria e secolo, ci sono gli ammogliati, i divorziati chi con 2 figli chi con 3 ,chi simpatia. I posti più frequentati a quei tempi erano un ristorante a è sempre single e chi è diventato nonno e chi non abita più in quel di Fabbriche di Vallico, nella valle del Serchio in Garfagnana, oppure Villa Campanile. Però siamo rimasti sempre amici e quando ci al Toppato a Ponte Buggianese. Tutto il bon ton che incontriamo, con alcuni spesso e con altri più di rado, la goliardia, le avevamo mantenuto nel campo di calcio a questo punto si metteva zingarate e gli sfottò sono sempre vivi nelle nostre conversazioni e nei da parte e gli sfottò e le battute non si risparmiavano a nessuno però nostri ricordi. Col tempo qualcuno di noi ha messo su qualche chilo di tutto finiva sempre con grande allegria e serenità. Troppo, i capelli di alcuni si sono diradati mentre ad altri si sono Allora i fiaschi di vino non si contavano e per fortuna l’alcool-test imbiancati inesorabilmente, però il nostro spirito è sempre rimasto non c’era ancora a quei tempi. Comunque con le nostre Renault 4 combattivo e pungente e la nostra amicizia si è sempre più rafforzata non si correva il rischio di superare i limiti di velocità, si tornava nonostante le vicissitudini che la vita ci ha posto davanti. Negli ultimi tutti a casa sani e salvi. Tornando a noi, il rione della anni abbiamo cominciato a darci appuntamento per la cena delle Botteghina aveva la sua sede centrale presso il Bar del mitico vecchie glorie , dal nostro amico Claudio Ragazzo ,occasione per Amleto Seghetti, in occasione della sfida stracittadina. Raccontarci le nostre vicende ,per rievocare i bei tempi passati ma Era lì che si decideva la formazione e la tattica di gioco. Senza perdere di vista gli obiettivi futuri della nostra esistenza .Un La nostra fazione comprendevano la parte di via Signorini, Corte caro abbraccio a tutti quelli che si sono riconosciuti in questa Bacarino. Frediano e tutta la parte verso Orentano e Galleno. Rievocazione da parte di un nostalgico ed appassionato Villese.