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Novembre–dicembre 2014

L’Araldo di Villa Campanile,n. 7

Novembre–dicembre 2014versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

Anno LII n° 07 novembre - dicembre 2014

www.parrocchiadiorentano.it

L’Araldo

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di san Miniato (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Don Roberto Agrumi 3492181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d ’ 2 - - 5 6 0 2 2 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Dir. resp. don Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it

Nel riquadro

Alcàntara vi aPini Villa Campanile( Pisa).

Carissimi fedeli, con il mese di dicembre entriamo nelle TEMPO DI NATALE festività natalizie, è forse il mese più nostalgico e ORARI DELLE CELEBRAZIONI sentimentale dell’anno, perché tutti ci sentiamo un pò Lunedì 15 dicembre, inizio della novena di Natale, più bambini per essere più vicini al quel Dio che in Gesù si fa ogni giorno alle ore 16,00. Domenica 21 dicembre piccino. Tempo di Avvento che con le sante novene ci porterà a prepararci al santo Natale, alla nascita dell’ Emmanuele, il Dio ultima domenica di avvento, alla messa delle 10 tutti con noi, che cammina con noi, che vuol farsi uno di noi. Il 25 siamo invitati a portare doni per poi distribuire ai più dicembre, ossia il Natale, è il giorno celebrativo della nascita di poveri, i ragazzi porteranno i loro salvadanai.

Gesù Cristo. Istituita dal IV sec., la festa del Natale si Mercoledì 24 dicembre dalle 15 alle 17 confessioni caratterizza liturgicamente con la celebrazione di tre messe: per adulti. Ore 22 santa messa in ricordo della nascita della notte, dell’ aurora e del giorno. II ciclo natalizio del Signore. Giovedì 25 dicembre santo Natale messa comprende un periodo di dodici giorni, in cui si celebra, oltre alle ore 10,00. Venerdì 26 dicembre santo Stefano alla Natività, la Circoncisione e il Battesimo. La nascita, di messa alle ore 10,00. Mercoledì 31 dicembre ore Gesù Bambino è la narrazione della venuta al mondo di Gesù 15,00 esposizione del SS. rosario e benedizione Cristo e si basa principalmente sui Vangeli secondo Matteo e eucaristica. Ore 16,00 santa messa di ringraziamento e Luca, ed è descritta quindi, nel Nuovo Testamento della Bibbia. Canto del Te Deum. Giovedì 1° gennaio 2015 santa Le versioni di Matteo e Luca sono diverse. Luca narra la storia messa alle ore 10,00. Martedì 6 gennaio Epifania del Natale così come è tradizionalmente conosciuta, dal punto di vista di Maria, madre di Gesù, cercando di presentare la madre dopo la messa delle ore 10,00 sarà distribuita ai di Cristo come il modello dell’autentico credente. Matteo, invece, racconta la nascita di Gesù dal punto di vista di Giuseppe, con l’intento di mostrare che Gesù è il discendente di Davide promesso dai profeti. Luca racconta che l’Angelo Gabriele fu inviato a Maria e le annunciò in nome di Dio che ella avrebbe concepito un figlio, non da uomo, ma per opera dello Spirito Santo. Il figlio annunciato era destinato a essere grande e chiamato Figlio dell’Altissimo. Di fronte all’incredulità di Maria l’angelo le indicò la sua parente Elisabetta la quale vecchia e sterile stava aspettando un figlio per grazia di Dio ed era già al sesto mese, poiché nulla è impossibile a Dio. Maria disse il suo «sì» dichiarandosi serva del Signore; quindi, si mise subito in viaggio per andare a visitare Elisabetta, che abitava presso Gerusalemme, a circa 120 chilometri di distanza. Dopo, Maria e Giuseppe, lasciarono Nazaret per andare a Betlemme, il paese di origine della famiglia di Giuseppe, che era della discendenza di Davide, per partecipare al primo censimento organizzato dall’imperatore romano Augusto. In una grotta, Maria diede alla luce Gesù, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia degli animali. Matteo invece narra che la famiglia di Gesù si dette alla fuga verso l’Egitto al fine di evitare la furia assassina di Erode, deciso a eliminare i bambini di Betlemme sospettati di nascondere fra essi un possibile rivale per il potere, dopo che un angelo aveva messo in allarme Giuseppe in sogno. E poi racconta della visita dei Re Magi provenienti dall’Oriente, giunti sul luogo per adorare il Messia appena nato a Betlemme, con la guida di una stella cometa. I Re Magi offrirono a Gesù un tesoro composto da oro, incenso e mirra. Durante la notte ogni mago sognò che Re Erode aveva in progetto di uccidere tutti i bambini appena nati. Decisi a ostacolare i progetti del sovrano, ritornarono a casa senza informare Erode del successo della loro missione. Acquisita come fatto storico, la nascita di Gesù Cristo rimane incerta per quanto riguarda la data. Né i Vangeli né la Patristica dei primi secoli dicono niente a questo riguardo e originariamente la Chiesa non celebrava la nascita di Gesù. Col passare del tempo, tuttavia, i cristiani d’Egitto cominciarono a considerare il 6 gennaio come data della natività. L’usanza di celebrare la nascita di Gesù in quel giorno si andò diffondendo in tutto l’Oriente e risulta come data per acquisita all’inizio del IV sec. Circa nella stessa epoca, la Chiesa d’Occidente, che non aveva mai riconosciuto il 6 gennaio come il giorno della natività, assunse come data celebrativa il 25 dicembre. Nel calendario giuliano il 25 dicembre, riconosciuto come il solstizio d’inverno, era celebrato come il giorno della nascita del Sole, poiché a partire da questa data i giorni cominciano ad allungarsi e la potenza del sole aumenta. .

Nel riquadro

ragazzi presenti la calza della befana

Adesso noi cristiani festeggiamo la nascita di Gesù Bambino il 25 dicembre, e ci rechiamo alla Santa Messa per assistere al Miracolo della Natività. Cari genitori è importante che i vostri figli si preparino convenientemente a queste feste natalizie, partecipando assiduamente al catechismo ed alla messa domenicale. Vi benedico tutti

Vostro

don Sergio

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Cronaca di Villa .......e dintorni

Ieri e oggi

Noi ragazzi di Orentano e Villa Campanile, che negli anni 1977 e 1978, frequentavamo la terza media, sezioni D e G all’istituto statale Leonardo da Vinci ad Orentano, dopo la bellezza di trentasei anni, ci siamo ritrovati, quasi tutti, a cena insieme.

Abbiamo organizzato questo incontro anche perché quasi tutti noi nel 2014 abbiamo compiuto o compiremo i nostri primi cinquanta anni, E’ stato fantastico vedere i cambiamenti del tempo sui nostri visi e con alcuni abbiamo trovato difficoltà a riconoscerci, visto anche la lontananza di alcuni dal paese natio.,Una serata veramente stupenda passata a ricordare i vecchi tempi della scuola e raccontarci le nostre esperienze, i cambiamenti e le nostre situazioni attuali. Ci è dispiaciuto per quei pochi che, per vari motivi, non sono potuti intervenire, ma ci siamo promessi che di sicuro ci sarà, prossimamente, un’altra occasione. Da queste colonne, un caro saluto a tutti gli ex alunni del 77 e 78 e un augurio speciale ai cinquantenni. (una ex alunna)

I Villesi protestano.......

L’isola che non c’è, cantava Edoardo Bennato, noto cantautore napoletano, praticamente come la stanza delle associazioni in Villa Campanile, cioè, la stanza c’è, l’ubicazione, la costruzione in muratura c’è, ma non c’è, nel senso che sono circa quattro anni che le associazioni di Villa dovrebbero usufruirne per le loro riunioni ed iniziative di volontariato per il paese e non solo. E’anche vero che le associazioni in Villa non sono molte, però ci sono, ed anche abbastanza importanti a veder di popolo e dovrebbero aver diritto a una sede, anche perchè una sede propria non possono permettersela economicamente, perciò la stanza che non c’è, ma c’è, è gestita dal nostro «benemerito» comune, un pò maldestramente, secondo me e molti cittadini di Villa. Praticamente il comune paga la pigione ( già da 4 anni) al locandiere della stanza che non c’è, che però c’è, ma non viene usufruita come vorremo noi. Anzi non viene usufruita per niente ( è chiusa ). Noi villesi, nell’arco di questi quattro anni, non so quante riunioni del comune siamo andati ad ascoltare per dare voce alle nostre opinioni di paesani sull’ argomento della stanza che non c’è, però c’è. Si gli appunti li prendevano sul problema, ma della stanza però mi sa, anzi senza il mi sa, sono rimasti solo appunti scritti e lasciati lì, secondo me, i denari che ci vengono tolti dalle nostre tasche per usufruire dei servizi del comune, le cosiddette tasse comunali, ci dispiace che vengano buttati al vento e in fumo come nella circostanza nella cosiddetta stanza che dovrebbe servire alle associazioni e tuttora chiusa al pubblico. Se la stanza fosse aperta, qualcosa noi villesi, estrosi, estroversi e pittoreschi ci faremo venire in mente il modo di adoperarla. Sarebbe sempre un punto di aggregazione, di ritrovo, per noi paesani, perciò politici del comune di Castelfranco di Sotto e anche delle frazioni pensateci un pò, oppure dobbiamo pensare che ogni vostra parola alle riunioni succedute ed appunti di promessa siano solo canzonette, sempre dall’ononima canzone di Edoardo Bennato, cercate di agire in fretta. Un proverbio dice: «meglio tardi che mai» ma il mai prima o poi farà riflettere dei villesi oramai delusi dai nostri politici comunali.

.... e il sindaco prontamente risponde......

Gabriele Toti

Rispondo alla richiesta relativa all’utilizzo della stanza di fronte a piazza Pertini.

Occorre, tuttavia, fare un passo e ripercorre rapidamente qualche passaggio. Il comune ha preso in affitto quella stanza per rispondere ad una duplice esigenza. La prima, dare continuità al servizio degli ambulatori, che in precedenza era gestito dalla Misericordia, in un immobile di cui la stessa associazione aveva la

disponibilità in affitto. Poi, dopo che è stato disdetto l’affitto è subentrato il comune con l’obiettivo di avere un posto in cui far svolgere il servizio ai medici ed avere un immobile in cui ricavare uno spazio per la comunità, sala riunioni, far incontrare gli amministratori con i gli abitanti di Villa Campanile. Peraltro nelle verifiche effettuate dal comune in quei giorni -non lo seguiva io direttamente, ma questo poco importain quei giorni, i prezzi di affitto dell’immobile era simile (se non inferiore) ad altri immobili presi in considerazione di dimensioni ridotte. Detto in altri termini: dovendo spendere una cifra per mantenere gli ambulatori è stato preso in affitto un immobile che permettesse, a parità di canone di affitto, di avere altri spazi oltre agli ambulatori. Era doveroso fare questa precisazione, che spesso non viene ricordata. Quello che più mi interessa è indicare un percorso per rendere utilizzabile quel fondo. Come ho già ribadito in consiglio comunale, entro fine anno pubblicheremo un bando per individuare una associazione che gestirà per conto dell’amministrazione comunale facendo vivere quella stanza in modo pieno. Così facendo saranno realizzati anche quegli interventi per rendere agibile la struttura come l’ampliamento dei servizi igienici e l’impianto di illuminazione.

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«La Natività» di Domenico Bartolucci Alcuni Cantori Orentanesi a Firenze, Roma e Grosseto.

Nel mondo di oggi la Musica in generale è sempre più in una situazione drammatica a causa dei mezzi di comunicazione di massa, che sommergono la società con canzoni e opere di un bassissimo livello sonoro, per non parlare poi del suo significato molte volte inesistente. Tutto ciò fa sì che sia sempre più difficile affrontare argomenti musicali di un certo livello, pensando che siano «cose superate» o «arcaiche» solo perché l’autore non si mercifica al gusto dozzinale e superficiale del suo pubblico. Abbiamo perso la «bontà» ed il significato delle forme musicali, cosi come innumerevoli altri valori fondamentali della vita, che sono sicuramente più importanti. Il Signore però, anche in questo ambito, compie sempre delle meraviglie, donandoci nella Musica Sacra ancora qualche persona che, a Lui ispirata, compone con una bontà Corale san Genesio (san Miniato) musicale impressionante ed un profondo significato teologico. Uno di questi è sicuramente il Cardinal Domenico Bartolucci, Maestro perpetuo della Cappella Musicale Pontificia Sistina e accademico di Santa Cecilia. Venuto a mancare l’11 Novembre del 2013, è già considerato da molti esperti uno tra i più grandi (se non il più grande) interpreti e compositori della Musica Sacra del ’900 e tra qualche anno sarà sicuramente ricordato e celebrato come Bach, Mozart, Palestrina ed altri noti musicisti. A circa un anno dalla sua scomparsa il Coro della Cappella Musicale di Firenze, la Corale «G.Puccini» di Grosseto, l’Orchestra Sinfonica «Città di Grosseto», la Corale San Genesio ed il Pueri Cantores di San Miniato hanno voluto ricordare il Maestro eseguendo una delle sue opere: «la Natività», un Oratorio per Soli, Coro ed Orchestra. Che cosa è un Oratorio? Un Oratorio è una composizione religiosa, nel nostro caso Cristiana Cattolica, che ha l’obiettivo di narrare una «trama» fatta di immagini, di emozioni, di riflessioni interiori, create non con un video o con un’opera teatrale, ma attraverso l’unione di tanti suoni, ognuno con il proprio significato sia a livello musicale che visivo. In questo Oratorio Domenico Bartolucci presenta la Natività di Gesù Cristo, dalla Promessa del profeta Isaia all’adorazione dei Pastori alla grotta di Betlemme, attraverso un intreccio di suoni che portano l’ascoltatore a percepire fisicamente ogni momento della Nascita di Nostro Signore. Ormai da qualche anno la nostra Corale «San Lorenzo Martire» di Orentano collabora con la corale «San Genesio» di San Miniato, insieme alla quale compone una parte importante del Coro Diocesano. La collaborazione tra i due Cori è tale che alcuni dei nostri coristi sono ormai parte integrante del coro sanminiatese, così come nelle celebrazioni più importanti che si tengono ad Orentano alcuni membri della San Genesio vengono con entusiasmo a darci supporto, donandoci il loro appoggio e la loro esperienza. Grazie a questa comunione che il Signore ci permette di vivere nel canto, nell’amicizia e nella Fede, alcuni dei nostri compaesani hanno potuto partecipare come coristi nel progetto della realizzazione de «la Natività» di Bartolucci. Un evento storico poiché, tra i tempi che corrono e le persone richieste per eseguire un’opera di tale grandezza, il tutto economicamente gratuito per il pubblico, non è cosa semplice. La prima esecuzione dell’opera si è svolta il 3 Ottobre presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze a conclusione della prestigiosa rassegna di Musica Sacra fiorentina «O flos colende». Dopo questa tappa l’Oratorio è stato eseguito una seconda volta a Roma il 16 Novembre presso l’Auditorium Conciliazione, dove erano presenti 3 Cardinali, il Presidente dell’Associazione Italiana Santa Cecilia e note personalità nell’ambito della Musica Sacra, tra cui don Marco Frisina. L’opera sarà ripresentata una terza volta a Grosseto il 14 di Dicembre. Data la rarità e il dispendio di forze sarà un’occasione che molto probabilmente non si ripeterà più per una bella fetta di secolo, per questo invitiamo chiunque voglia essere presente all’evento di chiedere direttamente alla Corale «San Lorenzo Martire» di Orentano.

OFFERTE PER LA CHIESA

Associazione «Amici della Zizzi»

Elia Pagani, Adina Signorini, Davide e Claudia in occasione del loro matrimonio, prima e seconda comunità neocatecumenale di Orentano, Mara B., gli ex alunni delle medie anno 1977/78, famiglie Ardito e Terreni in occasione del matrimonio di Gessica e Thomas, Galligani Franco, Lazzeri Virna, Sevieri Aldemaro

DOMENICA 14 DICEMBRE Il 22 ottobre 2014, presso la Biblioteca PRESSO LA SALA GRANDE DEL Labronica di Livorno, si è svolta la BAR «C’ERA UNA VOLTA» DI presenta zionedivarieattività VILLA CAMPANILE DALLE ORE dell’Associazione «Amici della zizzi».

9,00 ALLE 12,30 SI TERRANNO Principalmente il Calendario 2015 con Melita Toniolo ed il libro La Montagna LE VOTAZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO dell’Affido scritto da Riccardo Ripoli, ma DELLA PRO-LOCO.TUTTI I SOCI AVENTI DIRITTO SONO anche la nascita a breve della nuova casa INVITATI A PARTECIPARE E AD ESPRIMERE LA LORO famiglia e l’avvio della Lotteria Natalizia PREFERENZA

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IL SALUTO DI MONS. TARDELLI ALLA DIOCESI Una serata carica di emozioni per le tante persone presenti in Cattedrale il 9 novembre scorso per il saluto a mons. Fausto Tardelli, che il prossimo 8 dicembre prenderà possesso della diocesi di Pistoia. Un saluto commosso e toccante quello del vescovo, che durante la sua ultima omelia in Cattedrale ha espresso tutto il suo dolore per il distacco dalla chiesa di San Miniato: «In questi giorni, da quando è stata comunicata la mia nomina a Vescovo di Pistoia, cessando così di essere il Vescovo di San Miniato, ho provato una strana sensazione – ha detto Tardelli –. Una sensazione mista di dolore, nostalgia, impotenza, ma anche di consapevolezza di un cammino che continua e deve continuare pur se su altre strade. Era una sensazione che avevo già provato. Era dentro di me, ma lì per lì non riuscivo a capire da quale parte dell’animo mi venisse fuori. Non mi era nuova, veniva da lontano. Poi a un certo punto, l’ho capito. Era qualcosa di molto simile a ciò che provai quando morì mio padre, 23 anni fa. La sensazione cioè di un distacco definitivo da una persona molto amata. Qualcosa mai provato prima e che in certa misura ho riprovato proprio in questi giorni, al pensiero di lasciarvi, di distaccarmi da voi, dall’amata Chiesa di San Miniato». Un distacco che però non preclude alla necessità di guardare avanti :

«Percepii però nello stesso tempo che dovevo raccogliere in silenzio il dono ricevuto nella sua persona e dovevo andare avanti». Moltissimi i tributi di saluto al vescovo, a partire da quello del sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, a nome dei sindaci del territorio. Il segretario del consiglio pastorale Riccardo Ceccatelli si è così rivolto a mons. Tardelli: «a lei va il nostro ringraziamento per il suo instancabile richiamo all’unità della nostra Chiesa sotto la guida del proprio pastore, al di là dei pur legittimi «campanilismi» e «corporativismi» particolari. Per far crescere in tutto il popolo di Dio il senso della comunione e della corresponsabilità, lei ha fortemente voluto l’istituzione, nelle Unità Pastorali della Diocesi, dei Consigli Pastorali, dove i laici sono chiamati a partecipare direttamente alla vita e alla missione della Chiesa e a collaborare coi propri parroci alla conduzione «pastorale» delle parrocchie. Un’esperienza questa appena avviata e che ha ancora bisogno di essere sostenuta e consolidata, ma che certamente va nella direzione di far crescere «insieme» tutta la Chiesa, sacerdoti e laici, religiosi e religiose, dando a tutti voce in spirito di corresponsabilità». Mons. Morelli, vicario generale della diocesi, ha ricordato l’importante cammino pastorale proposto dal vescovo e la sua eredità alla diocesi: «In particolare nell’ultima lettera pastorale: «Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi», Lei lascia alla Diocesi, come significativa eredità , il grande compito di diventare «una comunità di carità e di servizio», pronta e capace, sulla scia del buon samaritano, a diagnosticare e curare le tante ferite dell’ uomo di oggi». Al termine della celebrazione è stato donato al Vescovo un calice con inciso il suo stemma episcopale e i Santi Genesio e Miniato, patroni della nostra Diocesi, in ricordo di questi anni di episcopato nella Chiesa di San Miniato che oggi sono stati consegnati alla storia. Infine il Vescovo, in ricordo, ha consegnato un santino con l’effige della Madonna di Cigoli, la Madre dei Bimbi, a lui particolarmente cara.

Domenica 9 Novembre. Si festeggia l’anniversario del 4 novembre del 1918, data della Fine della Prima Guerra Mondiale. La giornata venne denominata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate poiché in quella data di 96 anni fa avvenne l’annessione di Trento e Trieste strappate all’Impero Austro-Ungarico. La Grande Guerra di trincea è costata un assurdo sacrificio di vite umane , ben 10 milioni di vittime tra le parti belligeranti.

A Roma sulla tomba del milite ignoto presso l’altare della Patria e nel sacrario di Redipuglia , simbolo della Grande Guerra ,dove sono raccolte le spoglie di oltre 100 mila soldati, si concentra l’attenzione della commemorazione con festeggiamenti e moniti al ricordo dell’atroce massacro. Come tutti i paesi dell’Italia rurale di allora, anche Villa Campanile ha dato in sacrificio i suoi figli in quella Guerra ed è nostro dovere ricordarli ed onorarli. La Santa Messa in loro onore è stata celebrata dal nostro Don Sergio coadiuvato da Roberto il nostro caro Diacono, alla presenza numerosa della popolazione di Villa e dei rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni tutte del paese. Una corona di alloro viene benedetta prima di essere deposta davanti al monumento ai caduti. Uno sprazzo di sole allieta la mattinata dopo lunghe e uggiose giornate di languida pioggia che ha messo a dura prova la nostra campagna e che ha recato gravi danni in altre località del nostro paese. Comunque questa deve essere una giornata di festa ed allora mettiamoci alle spalle le ansie e con allegria ci mettiamo in corteo dietro la Filarmonica di Orentano che ci allieta con le sue belle melodie.

Abbiamo distribuito a tutti i bimbi che hanno partecipato alla manifestazione le bandierine col tricolore mentre sventolavano i labari e gli stendardi delle associazioni del paese. Non poteva mancare quella dei Combattenti e reduci con i rappresentanti sempre più rari e preziosi che custodiscono la memoria viva degli avvenimenti . La fascia Tricolore in rappresentanza del Comune di Castelfranco, viene indossata dal consigliere comunale della nostra frazione Andrea Nelli che accompagna la corona di alloro . Davanti al monumento ai caduti siamo tutti raccolti in assoluto silenzio rotto dal languido e commovente suono della tromba. Adesso tocca ad Andrea fare il suo primo discorso con la carica di consigliere comunale davanti ai suoi concittadini. Come tutti gli anni l’impianto di amplificazione fa i capricci ed allora tocca urlare per farsi sentire da tutti e quest’anno sono veramente tanti a partecipare alla manifestazione anche perché essendo il centesimo anniversario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale è stata ampiamente pubblicizzata . Andrea non si perde d’animo e riesce a farsi sentire ma soprattutto a farsi ascoltare da tutti con un discorso molto toccante e con precisi ed illuminanti dati e riferimenti storici che sono strettamente legati alla nostra condizione attuale di pace nel nostro continente europeo. Lo sventolio delle bandierine dei bimbi presenti insieme alle loro voci innocenti e festose, ha colorato la giornata che speriamo sia servita a lanciare un messaggio di LE CHIROMANTI DI VILLA VI INVITANO ALLA pace e di speranza . (I FRATRES di Villa Campanile) P.S. Come ormai TRADIZIONALE TOMBOLA - SUBITO DOPO consuetudine da alcuni anni, anche quest’anno i FRATRES organizzano NATALE - NEI LOCALI DELLA CANONICA una gita ai MERCATINI DI NATALE. SABATO 13 Dicembre il giorno IL 6 GENNAIO DOPO LA MESSA di Santa Lucia,Gita a VERONA per la visita ai Mercatini di Natale e la DISTRIBUIREMO A TUTTI I BAMBINI LA CALZA Mostra dei Presepi nell’Arena. Per prenotazioni Telefonare ad Attilio Boni 0583289059 Donato Pasculli 0583289139 DELLA BEFANA