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Luglio–agosto 2015

L’Araldo di Villa Campanile,n. 5

Luglio–agosto 2015versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

Anno LIII n° 05 luglio-agosto 2015

www.parrocchiadiorentano.it

L’Araldo

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di san Miniato (Pisa) Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi al sac. don Sergio Occhipinti tel 3483938436 - Don Roberto Agrumi 3492181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d ’ 2 - - 5 6 0 2 2 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Dir. resp. don Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it

Nel riquadro

Alcàntara via Pi n i Villa Campanile( Pisa).

Carissimi fedeli, il mese di giugno è stato davvero pieno di momenti ed emozioni di La visita della Madonna pellegrina di Fatima il 4 giugno data importante per il piccolo ma fede, con l’arrivo della statua della Madonna non troppo borgo di Villa Campanile, dopo un di Fatima. Un’esperienza mariana nuova ed pellegrinare per i paesi limitrofi, la Madonna entusiasmante che ci ha toccato tutti di Fatima è giunta anche a Villa Campanile. La profondamente. Anche la santa messa di giovedì 4 gente si è ritrovata unita e commossa nel giugno, ha visto la nostra chiesa gremita come non vedere la statua della Madonna, segno che le mai, fedeli provenienti anche dalle parrocchie persone sono ancora affezionate alla madre di vicine e dall’Unità Pastorale delle Cerbaie. Nostra Gesu’. La giornata era delle più calde, forse perchè la calura è arrivata tutta all’improvviso Signora di Fatima ha saputo riunirci come un unico e non ce l’aspettavamo, la gente è accorsa gregge, sotto un unico pastore, suo figlio Gesù numerosa ed entusiasta, con enfasi ed umiltà, Cristo. Prima l’evento delle prime comunioni, nella anche dai paesi vicini sono accorsi numerosi. Solennità della Santissima Trinità, 11 ragazzi, C’è stata anche una piccola processione verso sempre un’ appuntamento importante per la nostra la chiesa, dove hanno partecipato i ragazzi comunità, poi mercoledì 10 il tradizionale della prima comunione, ricevuta qualche appuntamento in Vaticano da Papa Francesco per giorno prima e tutte le associazioni del paese e l’udienza generale, quest’anno poi avevamo il non. Tantissima gente per essere un giorno di posto in prima fila ed i nostri hanno potuto vedere e lavoro, alcuni villesi avevano addobbato il paese con bandierine, salutare il Papa da vicino. Ringraziamo davvero di palloncini, drappelli e coccarde messi alle ringhiere, ai balconi, alle cuore il Signore per questi momenti di grazia che ci finestre e alle porte di casa, ovviamente di colori bianco e celeste i colori ha fatto vivere. Nel mese di luglio facciamo tesoro della Vergine Maria. Anche ragazzi di ogni età, accompagnati da genitori delle esperienze fatte, raccogliamoci in preghiera e conoscenti sono stati partecipi all’incontro con la Madonna. Con suggestivo lancio di palloncini bianchi, hanno accompagnato il viaggio ed intimità con Dio che non va in ferie, ma aspetta da Villa Campanile verso Orentano. Tutto è stato calcolato nei minimi ciascuno di noi tutti i giorni. Non perdete la messa !!! particolari affinchè tutto andasse a buon fine, per Villa Campanile è stata Voglio ringraziare tutti di cuore per quanti in un una bella esperienza che rimarrà scolpita nei nostri cuori e nei nostri modo o nell’altro si sono fatti vicini nella ricorrenza ricordi, speriamo che in un futuro non molto lontano succedano ancora del mio 25° anniversario di ordinazione fatti così di buon auspicio e commozione, ringrazio di cuore tutti quelli sacerdotale. Il Signore vi benedica e la santa che hanno contribuito a che tutto ciò potesse accadere e si sono prodigati per la riuscita della suggestiva manifestazione, grazie, grazie, (Attilio B)

Vergine Maria vi protegga, don Sergio

Alessandro Banti, Pietro Agostiniani, Francesca Toto, Francesca Cirillo, Martina Guerra, Lorenzo Fusco, Matteo Taglianetti, Alice De Luca, Bianca Moroni, Agata Spinetti e Gabriel Meucci.

Testo estratto

Pagina 2

Sabato 29 agosto Festa dell’associazione FRATRES di Villa Campanile 2 18,00 Corteo per le strade principali del paese fino al monumento ai caduti e deposizione di una corona di alloro, il tutto allietato dal complesso folkloristico «La Ranocchia» di Orentano. Ore 20,30 Cena conviviale presso il ristorante «Il Laghetto del Valico» di Altopascio. Il presidente e l’alfiere di ogni associazione, saranno nostri graditi ospiti. Per motivi organizzativi si richiede la prenotazione almeno entro il 26 di agosto (Attilio 0583 289059) (Donato o583 289139) (Giuseppina 347 6592845) (Giovanna 392 2927089). Infine un’invito alla Fondata nel 1969 l’ass. Fratres si appresta a celebrare la donazione, chi non ha ancora provato, ed ha compiuto 18 sua festa annuale, per il non più, piccolo borgo, sarà una anni, si dia una mossa e chi è già donatore, lo faccia più giornata di insolita festosità, interverranno le spesso. Il sangue si dona, non si fabbrica!

associazioni dei paesi vicini a far festa con noi, il alias Aldo programma: Ore 16,00 Ritrovo presso il salone «Fiacca» diciamo al contrario Aldo dal polivalente davanti a piazza Pertini. Ore 17,00 santa Canto alias Fiacca, nome d’arte di messa in suffragio di tutti i donatori di sangue .Ore un esilarante e caratteristico

il campanilismo........ il campanilismo, lo dice la parola campanile, cioè tutti i paesi e i borghi hanno un campanile, dove tutti si sentono uniti e lo difendono dai paesi limitrofi, dicendo che il proprio paese è migliore, ci viene il vino più buono, il grano per il pane è più saporito e più croccante. Insomma è un attaccamento al proprio paese e al proprio campanile, talvolta anche troppo acceso. Questo campanilismo, questo attaccamento al proprio paese, che nei tempo lontani, ma anche non molto lontani, alcuni anziani mi hanno raccontato ed ho udito in giro, che per il paese di Villa, erano sfociati in vere e proprie, diciamo guerriglie e battibecchi, che talvolta venivano anche alle mani o al proprio contatto fisico, non si limitavano solamente a qualche arrabbiatura o alzata di voce o minaccia più o meno seria, o finita li. Il campanilismo, secondo me, dovrebbe esserci quando c’è una manifestazione sportiva, allora ognuno tifa per la propria squadra o campanile che sia, oppure quando facciamo una festa paesana e cerchiamo di far apparire migliore il nostro campanile di altri, naturalmente sempre sotto una vena sarcastica. Anche alle proprie tradizioni, come l’attaccamento ai propri colori sociali, che ogni paese ha, alle persone più o meno importanti e caratteristiche del posto, oppure qualche luogo antico e pieno di cultura da ossequiare meglio di altri e farsi valere, sempre nei limiti, senza esagerare. Ritorniamo al discorso dei nostri avi e del campanilismo un pò più turbolento e acceso. Vi voglio ricordare la storiella del cannone che molti di voi sapranno, già. Si narra che agli inizi del 500 c’erano questi dissapori fra campanili, quando un gruppetto di paesani un pò più facinorosi ed con l’ingegno arguto e allegrotto, decisero di costruire un cannone con un tronco d’ulivo. Costruirono questo fantomatico cannone, lo caricarono come un vero cannone, con polvere di cartucce, rami secchi, sassi grandi e piccoli, fino a riempirlo e lo indirizzarono verso il paese dove volevano colpire il campanilismo altrui, si radunò un gruppetto di curiosi e via accesero il cannone e boom il famigerato cannone esplose su se stesso. Fatto artigianalmente come era, non poteva far altro, chi era accorso per assistere a questa dimostrazione, rimase stordito e cadde al suolo. Allorchè il primo che si rinvenne dallo stordimento pensò: “se qui sono rimasti storditi tutti questi, figuriamoci al campanilismo opposto, abbiamo fatto una strage. Questa storiella è puro campanilismo, condito con la nostra sagacia e satirica toscanità, un buon campanilismo, senza offendere nessuno, costruttivo e burlesco, appunto senza essere pesante ed offensivo. Va bene cosa c’è di meglio che del nostro buon campanile? Ciao a tutti Attilio

dal Canto

Villese a tutto tondo, clown, pagliaccio, cabarettista di Villa che insieme ad altri Villesi artisti e pieni d’iniziativa avevano fondato e messo insieme una vera e propria compagnia teatrale all’epoca, all’avanguardia perchè stiamo parlando degli anni 60/70 ovviamente senza togliere nulla agli altri cabarettisti e artisti, ma il primo attore comico era Fiacca.

Cominciasti al carnevale, con la tua bici con le ruote quadrate e con la settimana del Villeggiante ad adoperarti per Villa Campanile, dove abitavi in quel periodo, che in un primo momento si svolgeva dietro la Chiesa, poi passato alla Festa del Contadino, apprezzatissima festa paesana, dai paesi limitrofi con la compagnia teatrale, hai calcato i palcoscenici dei teatri più famosi e all’avanguardia di allora, come il Giglio di Lucca, il teatro di Porcari, di Altopascio e varie feste paesane vicine e lontane. Fiacca star e cabarettista di altri tempi, con i tuoi amici e compagni d’avventura, c’era Massimino, che si adoperava a presentare ed aiutarti in alcuni sketch esilaranti. L’ allegra brigata era composta da altri attori amici: Giovanni, Beppe, Tonino M, Tonino B , Claudio G, Guido D, ed altri. Fiacca, agente manager, talent scout, come si suol dire, ora arrangiatore dei propri testi e sceneggiature, se tu fossi nato a Hollywood, avresti concorso per la famosa statuetta, ma sono convinto che i Villesi che ti hanno conosciuto, ti porteranno nei propri ricordi e nei propri cuori, ti sei sempre applicato per Villa Campanile, sempre allegro, istrionico ed estroverso, un pò guascone e stravagante, così ti ricordo io, che ti ho conosciuto troppo tardi. Ricordo che siamo stati a trovarti e cercando d’ingaggiare il tuo talento per la Festa del Contadino, io e Claudio G, riuscendo nell’impresa per l’edizione 1993/1994, dopo qualche edizione senza Fiacca, la tua presenza fece riuscire al meglio quell’edizione, diciamo quella rimpatriata .Sicuramente mi sarebbe piaciuto averti incontrato qualche anno prima, è andata così, il destino non conosce mezze misure ma noi Villesi che ti abbiamo conosciuto artisticamente e anche sotto il lato umano, fu molto difficile e rocambolesco capire quando eri Aldo o quando eri Fiacca, comunque ti abbiamo voluto un bene dell’anima, purtroppo ci accorgiamo sempre del vuoto che ognuno lascia quando ti viene a mancare per sempre, come con te Aldo Fiacca grazie a tutto quello che hai intrapreso in quegli anni per noi Villesi. Ciao dai tuoi amici e compagni cabarettisti, mi sarebbe piaciuto moltissimo far parte dell’allegra compagnia, un pò di indole goliardica teatrale, sono sicuro di averla anch’io, ricordo che eri un cameriere molto amabile e gentilissimo nel tuo lavoro, anche un barman pirotecnico e sfoggiavi anche tutto il tuo talento cabarettistico. Eri sempre te stesso Aldo alias Fiacca, purtroppo un male ti ha tolto a tutti noi e ai tuoi cari troppo presto . Ciao Aldo Fiacca, istrione Villese di un tempo che fù.

Ciao a tutti Attilio

Testo estratto

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nella famiglia parocchiale

Si sono uniti in matrimonio

Programma: Sabato 1° agosto ore 18,00 al quercione, inizio esposizione mezzi agricoli, moto e auto d’epoca. Ore 19,00 apertura stand gastronomici con degustazione di antipasti toscani crostini caldi, cecina, pizze, carni alla griglia. Ore 19,00 nel centro del paese, mercato degli ambulanti. Ore 21,00 in piazza Spettacolo Musicale con l’orchestra «New Dandy». Esibizione aratura in notturna con macchine agricole d’epoca (terreno adiacente alla pro-loco)

Domenica 2 agosto ore 10,00 dalla sede pro-loco esposizione e sfilata fino ad Orentano delle macchine agricole. Ore 19,00 apertura stand gastronomici, nel centro del paese mercato Ore 21,00 ballo con l’orchestra «Barbara Bulle». Venerdì 7 agosto ore 19,00 apertura stand gastronomici ed inizio del mercato. Ore 21,30 in piazza Pertini spettacolo musicale tributo a Battisti con Gianmarco Carroccia. Sabato 8 agosto Ore 19,00 apertura stand e mercato ore 21,30 in piazza Spettacolo musicale latino americano orchestra spettacolo «Jo rayo band e les muchachas» Domenica 9 agosto Ore 19,00 apertura stand e mercato. Ore 21,00 in piazza Pertini orchestra «Il sentiero del cuore» Ore 22,30 spettacolo di cabaret cin i «Gemelli Siamesi» SABATO 5 SETTEMBRE Ore 20,30 al Quercione, in collaborazione con la FIDC sez. cacciatori di Villa Campanile 7° cena paesana con cacciagione. Come nelle edizioni precedenti, parte del ricavato della cena paesana finanzierà l’acquisto di materiale didattico per la scuola materna di Villa.

Sabato 25 luglio organizziamo nella nostra casa di Orentano (PI) una Marcia Podistica non competitiva. Non ci sono vincitori, ma una bella camminata in mezzo al bosco, adatta a tutti, mamme con bambini, nonni e portatori di handicap. Ci saranno ristori lungo il percorso e all’arrivo

Sabato 20 giugno Gabriele Mastropietro e Mara Buonaguidi nella chiesa di Orentano

Nozze d’argento per Angelo Marinari e Cinzia Palmucci si sposarono ad Orentano nel 1990

una grande mangiata, piscina, mercatino della Zizzi, un premio finale per tutti del valore superiore alla quota di iscrizione di 2,50 euro. Sono previste 1.200/1.500 persone a partire dalle ore 17,00 Puoi venire a darci una mano oppure a partecipare o entrambe le cose. Tutto il ricavato lo useremo per far passare una buona estate ai bambini che abbiamo in affido in questo periodo.

CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 15 giugno - Pasquale Antonio Palumbo di anni 85 09 luglio - Anna Maria Giusfredi in Ausili di anni 79 Nozze d’oro per Benito Piccinini e Pasqualina

Ricordiamoli nella preghiera

RANIERI MORELLI 21-06-2012

EMILIANO LAZZERI 06-08-2013

Tammaro si sposarono a Villa Campanile nel 1965

PASQUALE ANTONIO PALUMBO 15-06-2015

DINO PALMUCCI 22-08-2014

Testo estratto

Pagina 4

La pagina del Ciaba... nomi d’arte.......

Quattro amici al Bar......

Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo, come intonava una famosa canzone di Gino Paoli.

Certamente noi frequentatori del bar della Villa non abbiamo mai avuto queste pretese,nessuno si è mai illuso di poter cambiare il mondo però il richiamo del Bar è sempre stato molto forte per noi: come gli ultrasuoni per i cani o come il richiamo delle sirene di Ulisse, il Bar ha sempre prodotto una sorta di attrazione fatale per i giovani della nostra epoca e soprattutto per i meno giovani. Questo luogo è stato un crocevia dove personaggi dalle varie fattezze e dalle più svariate storie, si sono incontrati scambiandosi vicendevolmente esperienze di vita , un consiglio fidato o una semplice pacca sulla spalla di incoraggiamento per affrontare una situazione difficile. Da sempre è stato il ritrovo di tante personalità più o meno forti, appunto personaggi di paese capaci di catturare la curiosità altrui con le proprie storie di vita spesso condite da particolari poco veritieri frutto della propria immaginazione e sarcastica vena da toscanacci. Noi tipi da bar sempre pronti allo sfottò ed a discussioni interminabili su qualunque argomento; la squadra del cuore è sempre stata al centro delle più accanite ed accese e subito dopo l’argomento più gettonato riguardava indiscutibilmente le nostre amate donne, gioie e dolori di noi tutti maschi soggiogati dal fascino femminile. Il gioco delle carte animava molti personaggi anche i più ritrosi , soprattutto se erano solo osservatori, si esibivano in veri e propri show dove dimostravano a parole di essere dei veri strateghi del gioco.

Poi le discussioni abbracciavano tutti i problemi che assillavano l’umanità in quei frangenti a seconda della stagione; il granturco e la caccia ma anche la ricerca dei funghi suscitavano ampi consensi ed erano tra gli argomenti su cui tutti potevano dire qualcosa, nel bene e nel male, verità e fantasiose ricostruzioni. Ricordo alcune serate al bar con personaggi che non ti facevano rimpiangere il palcoscenico di un teatro, recitavano con grande passione e ardore specialmente quelli che erano riusciti a scampare alla guerra dopo essere stati prigionieri dei Tedeschi in Germania o degli Inglesi in Africa . Noi ragazzi ascoltavamo affascinati i racconti di questi reduci che ci facevano capire ed apprendere un po’ di vita vera piena di sacrifici e di pericoli. Noi tipi da bar siamo una Tribù, sempre in armonia con tutti, sempre pronti a coprirci le spalle se qualcuno di noi commetteva qualche marachella. Il Bar è stato per noi una specie di scuola di vita dove tutti insegnano qualcosa e dove tutti imparano .

Appena i nostri impegni quotidiani o settimanali ce lo consentono, noi siamo lì al Bar, come se fosse la nostra seconda casa dove incontriamo la nostra grande famiglia allargata. Alla Villa c’erano addirittura 2 Bar: la Botteghina di Amleto ed il Bar Regoli, mentre ora è rimasto solo il Bar «C’era una volta». I tempi sono cambiati, certi tipi caratteristici di una volta purtroppo non sono più tra noi, ma qualche rimpiazzo lo abbiamo avuto e noi tipi da Bar teniamo duro e continueremo a frequentare questo coinvolgente esercizio.

Ciao a tutti voi esilaranti amici del Bar (Attilio Boni)

nei piccoli paesi come il nostro, i paesani o contadini hanno tutti dei nomi d’arte, dei nomignoli o soprannomi, dati da altri paesani altrettanto caratteristici, anche loro strettamente sarcastici come noi toscani sappiamo essere, a volte si tramandano di padre in figlio, di generazione in generazione, per esempio nel nostro piccolo borgo come: Mengaccio e Mengaccino, padre e figlio falegnami, Chicco e Chiccone, grandi giocatori di carte. A volte venivano apostrofati con il nome della corte, per capirsi, Fabrizio di Foresto o Marco di Bistone, Beppe di Luini, oppure dal proprio diciamo fisico, perche tutti non siamo strutturati al solito verso, perciò: il lungo per la sua altezza, ciccino per la sua rotondità e abbondanza, chiacchera perchè era un parlare sempre, sputa perchè dai sui discorsi partiva un pò di saliva, bacchiola per il suo fisico longilineo, settetti perchè disse lui che il suo peso era quello, il peloso perchè proprio al contrario, di peli ne aveva ben pochi e penso anche tutt’ora, ganascia per le sue mandibole che mangiavano di tutto. Alcuni nomi d’arte sono dei diminuitivi, come Massimo Massimino, Marco Marchino, Giuseppe Beppe, questi diciamo sono nella norma, ad esempio ci sono quelli sportivi, come Scintilla, che col suo motorino quando faceva le curve faceva scintille, pagnottella divoratore di pagnottelle. Alcuni anche per il mestiere che esercitano, come tubo che è l’idraulico, il bugnaio, il cannaio colui che coltiva canne, lo sciupa calcina che fa il muratore. Altrettanti nomi d’arte, che ora non ricordo il significato, ma che esistono in quel di Villa, come il cocco, balilli, gigio, il gufo,il ciopi, la marcona, l’oracolo, il gobbo, il cinese e tanti altri che non elencherò perchè sono moltissimi e quando vogliamo farci capire che parliamo di uno di loro lo dobbiamo apostrofare col nome d’arte perchè col proprio nome non sapremo di chi stiamo parlando, ma così capiamo sicuramente più velocemente e meglio. Purtroppo alcuni di loro non sono più tra noi, ma rimarranno sempre nei nostri ricordi di Villesi col nome d’arte, sicuramente qualche nomignolo dimenticherò e chiedo scusa, ma i nomi d’arte sono e rimarranno nella nostra storia e nella nostra cultura Villese, anche nei tempi passati c’erano i nomi d’arte, come dei famosi pittori, il perugino perchè era di Perugia, il guercino per la sua vista , o il caravaggio dell’omonimo paese dove aveva avuto i natali, insomma gli pseudonimi o nomi d’arte sono sempre esistiti e continueranno ad apostrofare i nostri nomi ancora per un po’ di tempo e non arrabbiatevi quando un giorno qualcuno ve ne appiopperà uno, sarà sempre in buona fede, da buoni toscanacci, satirici e buontemponi. (Il ciaba guarda caso un nome d’arte.)

Riccardo

Buoncristiani I l Te

Nel riquadro

n ore Riccardo

Buoncristiani di Orentano, dopo anni di serate e concerti di successo, vuole fare cosa gradita al suo grande pubblico, creando un progetto per rimanere nel cuore della gente e dei suoi numerosi ammiratori.

Sta realizzando così un Disco con ben diciotto bellissimi e famosi brani del repertorio musicale italiano e opere liriche.

L’album si intitola «LA VOCE» . Nellʼoccasione e per volontà dellʼartista Riccardo Buoncristiani molto legato a Orentano, luogo dove lui abita con la famiglia, ha espresso il desiderio di collaborare con la Chiesa e il Comune, e donare, una parte del ricavato della vendita del cd, allʼopera del restauro del prestigioso Organo Agati della Chiesa di S. Lorenzo Martire, progetto voluto da tutti i cittadini di Orentano e dal comitato di volontariato.

La data dell’uscita del CD LA VOCE è prevista entro l’estate.