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Anno LV n° 06 - novembre - dicembre 2017
www.parrocchiadiorentano.it
L’ Araldo
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
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arissimi fedeli, ormai il santo Natale è alle porte ed i nostri paesi e le nostre case si accendono di luci colorate e le pubblicità televisive si riempiono di oggetti da Il 25 dicembre al centro del mondo viene messo un regalare e cibi natalizi da consumare, ma non dimentichiamo «bambino» che nasce proprio per «salvare il mondo». che per noi il santo Natale è prima di tutto la festa per la nascita Nella tradizione cristiana il giorno in cui nasce Gesù del nostro divin salvatore e redentore e perciò come veri Bambino è una festa molto a «misura di bambino»...ma anche per chi non è cristiano, in ogni grande tradizione cristiani, siamo chiamati a partecipare sempre con i nostri figli religiosa i bambini svolgono un ruolo di primaria alla santa messa e a tutte le celebrazioni del tempo di Natale, importanza.. Non è semplice far comprendere la storia di sarà questa una buona preparazione a questo Natale 2017. Giuseppe e Maria ed il suo valore immenso e immutato nel Appuntamento importante venerdì 8 dicembre festa tempo ai bambini. Nella festa del Natale viene raccontata dell’Immacolata Concezione, da non mancare assolutamente. Ai bambini la storia di una «famiglia sacra» in cui Giuseppe Colgo l’occasione per ricordare che Francesco Grasso, nostro e Maria sono due figure che con amore e responsabilità parrocchiano, sabato 9 dicembre, in duomo a s. Miniato, svolgono il loro ruolo di genitori. Nella tradizione riceverà il ministero del diaconato permanente. Sarà poi in aiuto cattolica Giuseppe e Maria sono dei genitori che si a don Giovanni per la parrocchia di Stibbio. Buon Natale a tutti dedicano completamente al loro bambino che è venuto al mondo per testimoniare la sacralità di tutti i bambini. I voi ed alle vostre famiglie.
Vi benedico vostro genitori possono collegare questa storia religiosa del
25 dicembre santo Natale
LA LUCE DI BETLEMME
passato con le storie odierne caratterizzate da povertà; molte famiglie anche oggi nei paesi molto poveri sono ancora in fuga, lasciano la loro terra spinti dalla povertà, dalla paura, dal pericolo e sono costretti a fuggire insieme ai loro figli da luoghi dove la guerra, le malattie e la paura non lasciano tregua. Nella nostra cultura e società con il Natale e l’Epifania arrivano anche, nelle case dei bambini, Babbo Natale e la Befana con tanti doni, ma cosa rappresentano queste figure per i bambini? Entrambe sono figure mitiche per i bambini, si rivolgono direttamente a loro, nutrendo delle grosse aspettative sul loro arrivo, gli scrivono lettere e sperano di ricevere i doni richiesti, ma non solo, chiedono anche appoggio e aiuto nelle difficoltà. Babbo Natale è visto come un «super papà» un po’ papà e un po’ nonno che racchiude in sé la forza di tutte le figure maschili che contano per i bambini. La Befana, invece, è un po’ strega e un po’ nonna e rappresenta la saggezza femminile che riempie la calza di cose buone sia per il corpo che per l’anima. Questa donna vecchia e saggia oltre a premiare i bimbi buoni con dei doni può anche ammonire con il carbone i bimbi disobbedienti affinché non ripetano gli errori commessi.
Quando i bambini, crescendo, scoprono da un fratello maggiore o un amichetto che questi personaggi non esistono rappresenta sempre e comunque una delusione. Come aiutare i bimbi ad affrontare questa delusione e la sensazione di essere stati ingannati dai propri genitori? I genitori potrebbe spiegare ai loro figli che Babbo Natale e la Befana esistono nell’anima di ogni adulto, di ogni mamma e di ogni papà che con l’arrivo delle feste indossano una maschera per portare i doni ai loro figli ma anche per ascoltarli, per esaudire i loro desideri e per leggere con attenzione le loro richieste scritte in una lettera. Se questo discorso viene affrontato con dolcezza e disponibilità il bambino ci rimarrà meno male scoprendo che i genitori una volta all’anno indossano una maschera per festeggiare in modo magico le feste natalizie. Il Babbo Natale/papà/nonno e la Befana/mamma/nonna porteranno ai loro bimbi non solo regali ma soprattutto calore, amore e affetto che sono i doni più graditi ai bambini!
don Sergio
Giovedì 21 dicembre ore 17,00 in chiesa La Luce della Pace da Betlemme è un’iniziativa internazionale cominciata nel 1986 in Austria, che consiste nell’accensione di una lampada nella grotta della Basilica della Natività di Betlemme e nella distribuzione della luce nella maggior parte dei paesi europei. Nacque come parte dell’iniziativa di beneficenza della radiotelevisione nazionale austriaca chiamata («Luce nel buio»), che ha l’obiettivo di aiutare persone bisognose (invalidi, profughi ecc.); dal 1986 l’ORF decise di aggiungere alla beneficenza anche un messaggio di ringraziamento e di pace, distribuendo prima di Natale nel territorio austriaco la luce di una lampada accesa dalla lampada ad olio che si trova nella Basilica della Natività a Betlemme (luogo dove nacque Gesù Cristo). Tale lampada infatti è mantenuta accesa grazie alle donazioni di olio da parte da tutte le Nazioni di fede cristiana, e non si è mai spenta da molti secoli.
La lampada è distribuita grazie all’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI). Arriverà da noi, portata da un gruppo di scout, venerdì 22 dicembre alle ore 17,00, prima dell’inizio della novena. Resterà a disposizione durante le feste di Natale per quanti vorranno portarsela a casa. Metterla in tavola il giorno di Natale, mi sembra sia la classica ciliegina sulla torta.
Buon Natale !!!
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2 2 novembre - ricordo dei fedeli defunti a novembre il cimitero sa di «Sidol»
Di sera quando annotta pare un transatlantico col gran pavese per un galà di bordo. C’è un luccichìo di ottoni, marmi, smalti, vernici fresche sulle croci, sui cancelletti, sui barattoli di latta dove occhieggiano i lumini di cera che da ragazzi, finita la festa, andavamo a rubare per fare pupazzi e proiettili per le nostre battaglie infantili. Di novembre nel camposanto entrano anche quelli che quando ci passano davanti si toccano. Una volta all’anno costoro vanno in quel paese di inerti, gironzolano fra le tombe con aria svagata e poi se ne ritornano nel mondo dei vivi appagati e contenti di aver reso omaggio ai Morti e di aver incontrato fra i vivi un amico di scuola arrivato lì chissà da dove, oppure la vecchia fiamma del liceo ormai diventata madre o nonna. E loro, i Morti? A novembre debbono avere pazienza e sopportare le chiacchiere dei vivi, il tramestìo sulle tombe, i rosari e i pettegolezzi delle pie donne. Perché a novembre i Morti diventano di colpo importanti. Poi basta, se ne parlerà un altro anno. La nostra società cerca di dimenticare la Morte, ma anche i Morti e il più in fretta possibile. Sicché il singolo individuo è destinato a svanire come una pianta o un animale e nessuno si ricorderà di lui, nessuno racconterà la sua vita, lo prenderà ad esempio, lo accuserà di qualcosa. Nessuno parlerà di lui ai bambini e i bambini, se qualcuno lo farà, non lo ascolteranno. Un tempo gli uomini, anche coloro che non credevano nell’immortalità dell’anima, dovevano occuparsi di ciò che sarebbe successo dopo la loro morte, perché c’era chi li ricordava, chi continuava a giudicarli, a prenderli ad esempio. Ciascuno aveva una reputazione da salvare anche dopo la morte, un’esemplarità di cui si sentiva responsabile in vita. Anche chi non credeva nel giudizio divino sapeva che ci sarebbe stato un giudizio terreno, quindi bisognava presentarsi puliti davanti ai giudici. E sulle credenze troneggiavano le fotografie ingiallite dei nonni e dei bisnonni. Oggi no. O meglio non è più così per la maggior parte degli uomini, ma continua ad essere vero per una minoranza, per una èlite. C’è un’aristocrazia anche fra i Morti perché alcuni vengono ricordati continuamente. Sono i grandi, i potenti, gli artisti, gli scienziati. Le librerie sono piene di biografie: da Erode a Gorbaciov, da Marco Polo a Rita Levi Montalcini, da Alessandro il Grande a Kennedy, da Leonardo a Marconi, sicché in quest’epoca egualitaria, in cui tutti hanno gli stessi diritti, in cui i redditi sono più livellati, la disuguaglianza e il privilegio ritornano sul piano della fama. Il mondo moderno sotto questo aspetto -dice Francesco Alberoni – ci ricorda una sola società antica, quella egiziana, quando l’immortalità era riservata ai faraoni e ai loro più illustri servitori. Per costoro e solo per costoro si costruirono monumenti funebri destinati a durare millenni”. In seguito anche in Egitto ci fu una democratizzazione della Morte e tutti i cittadini, anche i più umili, conquistarono il diritto a diventare mummie e all’immortalità dell’anima. Dunque quando si parla di individualismo, di cultura del narcisismo della nostra società per indicare l’interesse eccessivo che le persone hanno per loro stesse, bisogna richiamarci alla totale indifferenza che la società ha per il singolo individuo, per cui dopo morti veniamo dimenticati totalmente. Nella nostra asettica società l’uomo è considerato alla stregua di un pezzo di ricambio e nella divisione del lavoro è diventato sostituibile con estrema facilità. Con il gran numero di relazioni sociali e la grande mobilità siamo sostituibili come vicini e come amici, siamo sostituibili perfino come mariti e come mogli e quando i figli sono grandi diventiamo inutili come genitori. Ammalati, creiamo problemi, da vecchi diventiamo un peso e se non ancora morti fisicamente lo siamo già socialmente. E’ in questo humus che vegeta la cultura del narcisismo, una cultura che fa percepire la persona come rilevante «per me e subito» e non «in se stessa». In altre parole, il prossimo è importante come amico o congiunto solo e in quanto ci è utile. Così ragiona la maggior parte di coloro che vanno al camposanto di novembre e basta. Se costoro rimettessero sulla credenza le immagini ingiallite dei nonni, se arrestassero per un solo minuto l’alienante quotidianità per la conquista di un’effimera ’pole position’ e facessero una riflessione sulla caducità del nostro affannato vivere consumistico e globalizzato, allora sì onorerebbero quei Morti che dormono sotto i marmi lucidati a specchio e gli ottoni che puzzano di «sidol». ( Fausto Pettinelli, la Domenica)
San Pietro d’ Alcàntara - festa del patrono Se, per vari motivi, suppongo turistici, qualcuno il 19 ottobre si fosse trovato in Brasile, avrebbe festeggiato, insieme ai Villesi, San Pietro d’Alcantara. Proprio così il nostro Pietro è anche uno dei tre patroni del Brasile, insieme a sant’
Antonio da Padova e alla madonna dell’ Aparecida.
Ma noi eravamo qui a Villa, e non crediamo di avere qualche somiglianza con il Brasile, se non nel patrono.
Tempo splendido, come dire da cartolina illustrata, sebbene già in autunno.
In mattinata per la messa delle 11 erano convenuti i sacerdoti del nostro vicariato, una quindicina, scarsa la presenza, dato il giorno lavorativo, ma la sera alle 17 messa solenne e processione, la partecipazione è stata come sempre numerosa. La filarmonica Lotti di Orentano ha allietato la celebrazione. In fine poi nei locali al Quercione la locale Pro-loco aveva preparato la cena per tutti gli intervenuti, ogni cosa ottimamente cucinata. Tutto bene, tutto bello e caratteristico per il nostro piccolo Borgo, dove sappiamo ritrovarci in queste piccole ma grandi occasioni paesane organizzate dal volontariato paesano. Un bravo a tutti coloro che hanno organizzato e lavorato per la buona riuscita.
Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba
la strada Si la strada di noi ragazzi di un tempo, non molto lontano, ma abbastanza per i ragazzi di oggi. Quando ci ritrovavamo e giocavamo di più, con i giochi in voga a quei momenti, a volte ne inventavamo uno all’istante, anche perché la fantasia non ci mancava. La strada, come amici e nemici di gioco, ma anche una vera scuola di vita con la sua schiettezza e sincerità, non servivano libri per imparare i suoi insegnamenti, tutti insegnavano a tutti. La strada che percorrevamo per andare a scuola, in partenza eravamo soli, ma durante il tragitto, diventavamo sempre più numerosi e tutti a piedi, salvo qualche fortunato che aveva la bici. La strada, amica e nemica: con certe persone poco raccomandabili e poco socievoli, ma con certi divertimenti che duravano fino tarda notte con arrabbiamenti di chi doveva riposare. Il traffico non era frenetico come lo è ora, molti meno i veicoli in circolazione e per noi era più semplice il sostarvi. Le strade gioiose durante le sfilate del Carnevale Villese, sterrate e polverose, perché senza asfalto, però sempre divertenti, le strade su cui persone sono diventate famose, come il pugilato o il calcio ed altri sport. La strada, compagna di mille avventure e di mille storie raccontate nei film, nelle commedie e sui libri. La strada dove i ragazzi ora giocano di meno distratti da altre occupazioni. A questo punto voglio raccontarvi un piccolo aneddoto, che la dice lunga su quei tempi: una sera d’estate noi ragazzi delle strade di Villa organizzammo una partita di calcio con dei ragazzi nomadi, segno di accoglienza e fraternità (la partita finì in pareggio). La strada dove potevi incontrare di tutto e di più, tralascio qualche avventura amorosa, che poteva durare una sera o una settimana, non di più.
Ciao a tutti da uno stradista, Attilio Boni, il Ciaba
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nella famiglia parrocchiale .......
12 novembre - ben 20 giovani hanno ricevuto il sacramento della Cresima, 15 ragazzi e 5 adulti
22 ottobre - battesimo di Diego Fasano di Giuseppe e Reny Collodi - padrino Nicola Savillo, madrina Concetta Seccia
foto service Altopascio Pietro Agostiniani, Francesca Toto, Martina Guerra, Lorenzo Fusco, Matteo Taglianetti, Alice De Luca, Bianca Moroni, Agata Spinetti, Venerdì 15 dicembre, inizio della novena di Natale, ogni giorno Gabriel Meucci, Sara Forcella, Giulia Capobianco, Selvaggia fino a venerdì 22, alle ore 17,00. Ore 21,00 Adorazione mensile Francioni, Sara Pieri, Martina Mengoli, Kimi Greco, Greta Pisani, Domenica 17 dicembre, terza domenica di avvento, alla messa Beatrice Pili, Luisa Mormile, Giuseppe Mormile, Rosanna Mormile delle 10,00 tutti siamo invitati a portare doni per poi distribuire ai più poveri, i ragazzi porteranno i loro salvadanai. Giovedì 21 dicembre, la luce di Betlemme ore 17,00. Domenica 24 dicembre, ore 10,00 santa messa. Ore 21,00 veglia di attesa. Ore 22,00 santa messa in ricordo della nascita del Signore. Lunedì 25 dicembre, santo Natale messa alle ore 10,00. Martedì 26 santo Stefano, santa messa ore 10,00 Domenica 31 dicembre, santa messa ore 10,00 - ore 16,00 esposizione del SS. rosario e benedizione eucaristica.
Ore 17,00 santa messa di ringraziamento e canto del Te Deum. Lunedì 01-012018, santa messa alle ore 10,00. Sabato 6 gennaio 2018 Epifania dopo la messa delle ore 10,00 sarà distribuita ai ragazzi presenti la calza della befana offerta dal comitato della tombola
NATALE 2017
Nozze di diamante !!!
29 ottobre - Luigi Serra e Quintilia Salvatori hanno I Fratres e la Misericordia di Villa Campanile augurano a tutti i villesi un festeggiato il loro 60° anniversario di nozze. Si santo Natale ed un 2018 pieno di soddisfazioni e di salute, che non fa mai sposarono a Ripa di Macerata il 26 ottobre del 1957 male. Rinnovo l’invito ai donatori di recarsi al centro trasfusionale per una ADORAZIONE donazione, è il modo migliore di fare un regalo a chi ne ha veramente LE CHIROMANTI EUCARISTICA DELLA bisogno. Mi rivolgo specialmente a coloro che da troppo tempo non si presentano al centro, se c’è ancora qualche dubbioso non esiti a contattarci, TOMBOLA VI sapremo dare tutte le informazioni del caso. Ringrazio tutti i volontari che si ASPETTANO DAL sono adoperati per tutte le nostre iniziative del 2017, ringrazio anche coloro 21 DIC. AL 6 che hanno elargito offerte per le nostre associazioni. La Misericordia, che GENNAIO NEI gestisce il cimitero ha dato la gestione a Giovanna e Giuseppina per quanto riguarda la pulizia e l’ordine ed a Elio Buonaguidi per le sepolture. A breve LOCALI DELLA dovrebbero cominciare i lavori di ristrutturazione del muro di cinta per la CANONICA PER parte esterna, ma ci sono ancora altri lavori da fare, bisogna andare piano UNA VENERDI’ 15 perché le risorse non sono molte. Voglio fare gli auguri anche a don Sergio e FANTASTICA a don Roberto che si adoperano sempre senza esitazioni per tutti i nostri DICEMBRE TOMBOLATA bisogni. Di nuovo auguri a tutti Attilio Boni, il Ciaba dalle 21,00 alle 22,00
Pier Luigi Barbieri 13-09-2005
Argentina Bocciardi Barbieri 26-06-1997
Silvio Occhipinti 26-12-2008
Daniele Duranti 20-11-2016
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Ricordi di un tempo
Ebbene si, molti anni orsono, a Villa Campanile succedeva che alcuni villesi, si ritrovassero davanti al bar in centro del paese, magari dopo l’uscita della messa, ed immortalassero quel momento, splendidamente in bianco e nero. Erano poche le occasioni per ritrovarsi e poter raccontare le proprie vicissitudini. Oggi le cose sono cambiate, qualche paesano, con alcune primavere sulle spalle più di me, si ricorderà dove era l’ufficio postale e il negozio di alimentari, so che esisteva una sala da ballo, anche molto conosciuta e frequentata in quel tempo, ma forse anche prima. Nella foto, alle spalle dei personaggi in primo piano si intravede una costruzione con una facciata ad arco ed una porta tondeggiante, lo stabile del bar era senza terrazzi e persiane, che ora ci sono. Ritornando indietro, alla sala da ballo, ricordo di aver visto una locandina che reclamizzava un veglione di fine carnevale, anno 1930 ed il maestro di musica era il compianto Giorgio Regoli. Bar ed alimentari erano tutt’uno sia in centro, che da Amleto.
Ma il tempo passa, molte cose sono cambiate, forse in meglio, ma non sta a me giudicare, di certo il nostro paese è rimasto attaccato a delle usanze passate, ci conosciamo quasi tutti, forse un po’ meno di un tempo. Siamo diventati tecnologici, usiamo il computer, lo smartfone ed altre diavolerie futuristiche. I personaggi della foto, chi più chi meno, hanno contribuito alla crescita del paese, anche se non ci sono più, rimarranno sempre nella mente di chi li ha conosciuti. Vorrei ricordare i loro nomi, avvalendomi della memoria di qualche anziano: il primo da sinistra è Gino Lazzeri (babbo di Emiliano), poi Giuseppe Pieri, Celeste Gambaccini, Valentino Giusti, questo non l’ho trovato, Idiliano Lazzeri, Armando Barbieri (il Ciopi), Angiolo Papini, Lorenzo Campigli, Costantino Pieri, Cesare Urbani. Speriamo di non aver sbagliato qualche nome, e una buona cosa ricordarsi di Villa Campanile, com’era in un tempo non tanto lontano. Ciao a tutti Attilio Boni, il Ciaba
4 Cucina rinnovata e nuovi giochi in plastica per la scuola dell’infanzia di Villa Una scuola dell’infanzia come nuova, dentro e fuori. I bambini di Villa Campanile, infatti, da giovedì 2 novembre possono usufruire di una nuova cucina e di coloratissimi giochi in plastica riciclata posizionati in giardino. «Orgoglioso di aver dato a questa scuola i giochi per i bambini per le loro attività ricreative e di aver migliorato la qualità del cibo servito a mensa» ha annunciato il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti. Un servizio completo, insomma, che è stato inaugurato con una bella festa, alla quale hanno partecipato i bambini, gli insegnanti e i genitori, ma anche il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, l’assessore Federico Grossi, il consigliere comunale Andrea Nelli, la dirigente scolastica Maria Elena Colombai, don Sergio Occhipinti. Insieme a Valentina Pinori, consigliere Geofor e Mario Sladoyevich per la Fondazione Carismi, che hanno finanziato parte degli interventi. Il giardino esterno della scuola è ora al
completo. Fin dalla fine dello scorso anno scolastico sono stati aggiunti nuovi arredi in plastica riciclata, richiesti dai genitori: uno scivolo con pavimentazione antitrauma, due molle e un bilico. I giochi sono tutti in plastica riciclata, ottenuti grazie al contributo della Geofor e della Revet, in coerenza con gli interventi di riqualificazione delle numerose aree verdi del comune di Castelfranco. La spesa complessiva per questi lavori è stata di circa 15 mila euro, di cui 10 mila euro sono stati stanziati dal Comune e i restanti 5 mila con contributo Geofor e Revet. «Continua il nostro impegno per migliorare lo stile di vita dei cittadini a partire dai più piccoli, i bambini – ha commentato il sindaco Toti - . Gli alunni di Villa Campanile adesso possono giocare in un La Giornata dell’Unità Nazionale giardino ancora più attrezzato e usufruire del servizio di e delle Forze Armate è una giornata un cucinotto per mangiare la pasta appena fatta. Celebrativa nazionale italiana. Istituita Un’enorme attenzione è posta all’educazione alimentare nel 1919 per commemorare la vittoria nelle scuole e siamo felici che grazie alla Fondazione CR italiana nella prima guerra mondiale, è San Miniato l’istituto sia potuto dotare della festeggiata ogni 4 novembre, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (4 novembre 1918), con cui ci strumentazione per preparare i primi piatti direttamente fu la resa dell’Impero austro-ungarico. Essendo stata istituita nel 1919, la in loco». "I nuovi giochi sono il frutto dell’impegno della celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato comunità nella raccolta differenziata – ha aggiunto decenni di storia italiana: dall’età liberale, al Fascismo, all’Italia repubblicana. L’assessore Grossi, riguardo all’istallazione di nuovi Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e arredi in plastica riciclata nel giardino – ed è bello che i delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all’Altare della bambini possano giocare e divertirsi grazie a questo Patria a Roma. Nel 1922, poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in sistema virtuoso. Questo è il messaggio che vogliamo Anniversario della Vittoria, assumendo quindi una denominazione dare alle nuove generazioni e alle famiglie. Caratterizzata da un forte richiamo alla potenza militare dell’Italia, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, il significato della festa è tornato quello originale, ridiventando la celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell’Unità d’Italia. Infatti, con la vittoria nella prima guerra mondiale, l’Italia completò l’unità nazionale con l’annessione di Trento e Trieste, tant’è che questo conflitto è considerato la quarta guerra d’indipendenza italiana.
Fino al 1976 il 4 novembre è stato un giorno festivo. Dal 1977, in pieno clima di austerity, a causa della riforma del calendario delle festività nazionali introdotta con la legge n° 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza è stata resa «festa mobile», con le celebrazioni che hanno luogo, ancora oggi, alla prima domenica di novembre.
Nel corso degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all’impulso dato dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu La Protezione Civile di Orentano come tutti gli anni protagonista, all’inizio del XXI secolo, di una più generale azione di organizza Babbo Natale a casa vostra!!! Con una minima valorizzazione dei simboli patri italiani, la festa è tornata a celebrazioni più offerta contribuirete all’acquisto di un Idrovora utile per gli ampie e diffuse. Eventi alluvionali. Grazie Infinite, Silvia Benvenuti