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Anno LVI n° 02 - marzo - aprile 2018
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L’ Araldo
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Cassa Risparmio san Miniato fil. Orentano IBAN IT41K0630070961CC1100200193
Carissimi fedeli, anche quest’anno la quaresima è giunta al suo culmine con le festività delle celebrazioni pasquali. Ancora le nostre comunità parrocchiali di Villa Campanile ed Orentano non si smentiscono mai ed almeno per le solennità più importanti si fanno vedere e partecipano numerosamente ed attivamente, di questo ringraziamo il Signore. La santa Pasqua che stiamo celebrando altro non è che la vittoria di Cristo Risorto, sul peccato e la morte e come anche noi in Cristo Gesù, siamo chiamati alla vita eterna, al cielo, al Paradiso. Dalla Pasqua, un invito al coraggio della comunione e della condivisione. Rendere migliore la vita degli altri: è il segno distintivo di ogni cristiano. E’ la misura ideale della fede nella risurrezione. Tutti i problemi che oggi ci agitano: la povertà, la crisi, l’accoglienza, sono i banchi di prova della nostra fede nel Risorto, perché ci obbligano a metterci in discussione ogni giorno. La vita risorta si nasconde nella vita Risuoni in noi, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità la quotidiana e si manifesta orientandosi verso l’alto, lieta notizia della Pasqua: Gesù è risorto e la nostra vita è lasciandosi affascinare dal pensiero della risurrezione illuminata e trasformata dall’evento della risurrezione. Risuoni piuttosto che dalla rassegnazione – come capita spesso! Per noi l’ammonimento dell’angelo rivolto alle donne: «Perché – alla morte. Che questa santa Pasqua 2018 possa cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato». essere per ciascuno di noi occasione per riprendere Abbiamo bisogno di riascoltare questo invito: «Quante volte, ha slancio per un cammino di fede e di conversione sempre affermato Papa Francesco, noi cerchiamo la vita fra le cose morte, fra le cose che non possono dare vita, fra le cose che oggi sono e più evangelico e colmo di fede, speranza e carità anche e domani non saranno più, le cose che passano». La Pasqua è vita, è soprattutto per i vostri figli, per le nuove generazioni per luce e speranza e noi tutti abbiamo un grande bisogno di vita un futuro sempre migliore e santo. Auguro a tutti una nuova, di luce vera e di speranza viva che non delude. La santa Pasqua Vi benedico vostro don Sergio risurrezione di Cristo ci attesta che l’amore di Dio è più forte di
settimana santa - orari delle celebrazioni Ore 9,30 25 marzo - Domenica delle Palme Benedizione dei rami d’ulivo e delle palme in piazza della chiesa e processione fino al mulino. Al rientro in chiesa, celebrazione della santa messa e lettura della Passione.
Sono invitati tutti - 27 marzo e 28 marzo - Sante quarantore Martedì 27 – ore 16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa - mercoledì 28 - ore 16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa - 29 marzo Giovedì santo - ore 17,00 santa messa in ricordo della cena del Signore. Lavanda dei piedi, benedizione del pane. Ore 21,00 - Adorazione del SS. - 30 marzo Venerdì santo - Dalle ore 9,00 alle 12,00 - Adorazione del SS. Ore 17,00 - Celebrazione della Passione del Signore. Letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione. 31 marzo Sabato santo - Dalle ore 15,00 alle 17,00 – confessioni per adulti: Ore 21,00 VEGLIA PASQUALE - benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, liturgia eucaristica 1° aprile SANTA PASQUA Ore 10,00 - Santa messa nel giorno della risurrezione 2 aprile Lunedì dell’ Angelo Ore 10,00 - Santa messa
ogni male e della stessa morte. È questo amore di Dio misericordioso che ha inondato di luce il corpo morto di Cristo e lo ha fatto partecipare alla vita gloriosa. Così la nostra stessa umanità, che il Figlio di Dio ha assunto fino in fondo, è entrata nella vita gloriosa di Dio. Cristo risorto ha aperto per noi la porta della speranza, ha spalancato per noi la pienezza della vita, la vita eterna. Perché Dio è amore e vita e la sua gloria è l’uomo vivente, come affermava sant’Ireneo. La luce e la speranza della risurrezione entrino nella nostra esistenza di ogni giorno. Quante oscurità, quante solitudini, quanti dolori, quanti deserti dobbiamo attraversare. Ma non siamo mai soli: Cristo è risorto. Con Lui, la sofferenza e il dolore, le catastrofi e le ingiustizie sociali non sono l’ultima parola della storia, ma lo scoglio oltre al quale c’è una realtà nuova, c’è la vita destinata a durare per sempre. Con Lui, le difficoltà non sono un motivo di scoraggiamento, ma lo stimolo per un impegno che si fa carico dei bisogni e delle attese. La festa della Pasqua ci spinga a cercare occasioni e a trovare relazioni che possano dare concretamente vita, luce e speranza a noi e alle persone che incontriamo. È tutta la nostra comunità che ha bisogno di trovare segni e motivi per un cammino più luminoso e per una vita più fiduciosa e più buona. Ma ha pure bisogno di occhi limpidi che sappiano vedere e riconoscere. La fede nella risurrezione di Cristo ci assicura che nessuna opera buona, fatta dai cristiani o da chi non condivide la fede in Cristo, è destinata al fallimento o all’insignificanza, ma diventa segno di vita nuova perché aiuta a guardare verso l’alto, favorisce il prendersi cura e il farsi carico di chi vive nel dolore e nella povertà.
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La Leggenda Mamma del Pettirosso uccello, come ogni giorno, lasciò nel nido i suoi piccoli per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo, vide sulla cima di un monte tre croci e tanta gente. Curiosa, si avvicinò e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo con una corona di spine in testa : era Gesù. Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande. Si posò allora vicino alla testa di Gesù e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchiò di sangue. Tornò al nido, raccontò ai figli la triste visione e, mentre li abbracciava, macchiò di rosso anche il loro petto. Da quel giorno in poi, quegli uccellini si chiamano « pettirosso »,in ricordo del gesto generoso di quella mamma.
Forza Attilio !!!
Strada facendo ci imbattiamo in ostacoli che dovremo affrontare, da quelli del cuore, fra amori perduti e poi ritrovati, a quelli finanziari sempre più presenti ahimè, oppure burocratici complessi e complicati.
Soprattutto quando riguardano la nostra salute, importantissima nel prosieguo della nostra esistenza E bisogna incamminarsi verso ospedali e strutture sanitarie e via dicendo.
Posso assicurarvi personalmente che di recente mi hanno ospitato. Potete immaginare quante persone necessitano di esse. Una moltitudine, direbbe il mio amico Merigo. Per fortuna o purtroppo esistono le strutture. Tutte queste persone che ho incontrato e con cui ho scambiato qualche impressione.
Eppure osservandole nei loro sguardi e comportamenti, i sentimenti erano molto miscelati, ma quello più sentito fortemente, era la speranza che tutto questo avesse un termine, per ricominciare da dove si era interrotto, sperando in un futuro un pochino più amico. Allora tutti portarono la propria croce in piazza ed ognuno si riprese la propria. Nel percorso della vita qualche disavventura salutare la incontreremo sicuramente. Un piccolo rammarico personale, a quelle persone che provocano altrui sofferenze e dolore, come stupratori, briganti e spacciatori ed altre tipi di personcine, se si astenessero a svolgere certi tipi di azioni, visto che al mondo esistono malattie che provocano dolore gratuito, sicuramente strada facendo.
Saluti a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba
Il pellegrinaggio al santuario di Montenero
Il dolore avvicina ed accomuna molto di più l’essere umano, invece delle varie feste dove tutti siamo allegri e amici, lì all’ istante, dopo ognuno per la propria strada e fatti propri. Gli amici si riconoscono nel momento del bisogno qualsiasi esso sia, salutare sentimentale o morale.
Specialmente chi soffre di salute, accomuna gente che trovandosi dover combattere la propria sorte avversa.
Certe disavventure, diciamo salutari, fanno sì, che incontriamo altre persone con problemi identici ai tuoi, in quel medesimo istante si innesca un meccanismo, che fa instaurare un rapporto d’amicizia spontanea e sincera come se ci conoscessimo da sempre. Il dolore e chi soffre, avvicina molto le persone più di quanto voi possiate immaginare, purtroppo ci accompagnerà nel cammino della nostra esistenza. C è chi tutti i giorni é in contatto con chi soffre cercando di alleviarlo con un farmaco ed un sorriso, nei vari presidi ospedalieri. Il dolore per la scomparsa di un familiare o di una persona cara, non è un dolore fisico, invisibile ma assai provante, perché ci penetra nel profondo dei sentimenti, rendendoci più umani e vulnerabili rafforzando noi stessi e il nostro cammino futuro. Senza dolore non si ama, e si ama ancora d più, dovremmo essere più misericordiosi con il prossimo. Ciao a tutti da Attilio Boni, il Ciaba.
Un appello e una cortesia gentilmente vi chiediamo se siete in possesso di oggetti di qualsiasi genere, giocattoli, soprammobili, che per voi sono inservibili o inutili ed ingombranti, sono invece utilissimi per la nostra pesca di beneficenza che terremo nei primi giorni di agosto durante la festa dei Fratres. Contattateci ai seguenti numeri Attilio 3276603330 Giovanna 3929227089 Giuseppina 3476592845 Grazie a tutti, in anticipo.
La gita, sottintesa come svago e puro divertimento, ricordo quando frequentavo la scuola era immancabile, specialmente in primavera quando il clima era abbastanza clemente e le giornate con qualche ora di luce in più, di solito le escursioni si facevano in visita a qualche museo nelle vicinanze, oppure a visitare il luogo di qualche personaggio famoso. Tutti entusiasti per la gita dove, uscire dal quotidianità degli studi e dal proprio ambiente paesano, intraprendendo una giornata, si con la compagnia dei professori, ma abbastanza in autonomia, lontano dai propri genitori e dalle loro raccomandazioni, sempre valide ai fini del comportamento in se stesso. Gite a carattere culturale, dopo con don Giovacchino, allora priore di Villa, che veniva organizzata nel mese di settembre, con il pellegrinaggio al santuario di Montenero, con visita alle famigerate grotte e messa presieduta dal nostro priore, in serata passaggio a Lucca e stazionamento al luna park, per dare sfogo alla nostra voglia di divertirci, che rappresentava una specie di premio per aver frequentato le lezioni di catechismo e continuarle a frequentare. L’annuale pellegrinaggio a Montenero é assai remoto nel tempo, anche quando il priore era don Gino Menichetti, intorno agli sessanta, ed anche abbastanza partecipata viste la foto di quegli anni. L’ occasione di ritrovarsi insieme ad altri paesani devoti era abbastanza sentita, con molti villesi al seguito, la gita al santuario di Montenero ancora oggi viene riproposta ogni anno. La parrocchia porta in gita i ragazzi della prima comunione, in udienza dal santo Padre in san Pietro. I donatori di sangue paesani, anchessi organizzano varie gite nell’arco dell’anno. La gita accomuna persone idee, iniziative di ogni genere passando qualche ora spensieratamente anche riflettendo. Tanti saluti dal gitano Attilio Boni, il Ciaba.
MERCOLEDI’ 25 APRILE PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DELLA MADONNA DI S. LUCA (BOLOGNA) organizzato dai gruppi di adorazione di Orentano e Villa Campanile
Partenza ore 7,15 rientro previsto ore 20,00 ISCRIZIONI E PRENOTAZIONI IN SACRESTIA
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nella famiglia parrocchiale .......
Via crucis - La via dell’amore Noi, i ragazzi del catechismo, quelli un pò più grandicelli, tutti i venerdì di quaresima abbiamo animato la via crucis, se non sei venuto, non sai cosa ti sei perso! L’anno prossimo non mancare!! Via crucis significa via della croce, è la via della passione di Gesù ed è una celebrazione molto importante della Quaresima in cui si ricostruisce il percorso doloroso di Cristo verso il Golgota dove viene crocifisso.
Noi ragazzi del catechismo ogni venerdì alle 17 siamo venuti in chiesa e abbiamo animato la celebrazione, abbiamo letto i brani del vangelo ed i commenti delle 15 stazioni, tutte le tappe di Gesù sulla via del calvario fino alla sua morte. Le letture raccontano cosa ha dovuto fare Gesù prima di andare in Paradiso e fanno capire che è importante credere in Cristo.
Noi abbiamo partecipato con impegno per conoscere meglio la storia dell’amore di Gesù, ma soprattutto, perché abbiamo voluto accompagnarlo mentre soffriva, non ci siamo sentiti di lasciarlo solo e volevamo condividere tutta la sua dolora passione. Ogni venerdì siamo corsi in chiesa, perché ci appassionava, ci piaceva leggere, ha valso veramente la pena venirci, soprattutto, perché in questo piccolo tempo abbiamo ascoltato e riflettuto sulla sofferenza di Gesù. Nelle letture non si parla di tutta la vita, ma solo dei momenti precedenti alla sua crocifissione, della morte e della sua risurrezione. Gesù sale sulla croce, dove muore per noi, per tutti noi e la cosa più importante è che lo hanno messo in croce per niente, non aveva fatto niente, ma lo hanno fatto comunque. Il popolo chiede addirittura la sua morte e preferisce liberare Barabba; Gesù, anche se è innocente, accetta la sua condanna e lo fa per la nostra salvezza. La partecipazione alla via crucis è stata una opportunità per ascoltare cosa successe a Gesù ed è stato appassionante ed emozionante dare la nostra voce al sacrificio che ha fatto per salvarci. Siamo stati bene in compagnia con il Signore che ha sofferto molto a causa del suo amore. Se quest’anno non avete potuto nei venerdì di quaresima partecipare, l’anno prossimo cercate di liberarvi, perché è una occasione di conversione e non dovete lasciarvi sfuggire questa opportunità. A tutti voi tanti auguri di buona Pasqua e ricordatevi che il Signore vi aspetta la prossima Quaresima per raccontarvi la storia del suo amore che ha vinto la morte. (I ragazzi del catechismo)
CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 21 marzo 4 marzo EDDA BURALLI ELIA PAGANI ved. Oriano Machelutti ved. Riccomi Giuseppe di anni 83 di anni 92
Festa del Perdono Domenica 15 aprile alle ore 15,00 nella nostra chiesa, i ragazzi, che si preparano a ricevere la prima comunione riceveranno il loro secondo sacramento. Parteciperanno, insieme ai loro genitori alla Festa del Perdono. Durante la cerimonia si confesseranno per la prima volta. Riceveranno così il sacramento della Penitenza.
PRIMO DI GIOLA 08-02-2011
3 Benedizione delle famiglie 2018
La parrocchia ringrazia tutti coloro che hanno fatto offerte durante la benedizione delle famiglie
Amici della Zizzi
di Riccardo Ripoli Qualcuno crede nella reincarnazione ed è convinto di rinascere sotto altra forma.
Molti credono nella risurrezione e nella vita eterna in Paradiso. Altri pensano ad una vita infinita con tante vergini a disposizione. Ma chi non crede esista Dio o un al di Riccardo, in collo là, come vede la propria vita? a mamma Fine a sé stessa? Sarebbe una tristezza infinita, specie con l’avvicinarsi della pensione: l’attesa di un momento ineluttabile dopo il quale non c’è nulla. Ma non è così, anche gli atei credono nell’immortalità. Credono che l’impronta lasciata nella cultura, nella musica, nella solidarietà rimarrà per sempre a perenne memoria per l’eternità. Ma si sbagliano. Tutto passa. Anche le montagne si trasformano, i ghiacciai un giorno dominatori incontrastati della crosta terrestre finiscono per liquefarsi. Persino la Cappella Sistina, il Colosseo, la valle dei templi subiranno l’erosione, i disastri ecologici, i terremoti e prima o poi scompariranno, e nessuno saprà più chi fosse Michelangelo, Mozart, Einstein. Con la tecnologia abbiamo imparato a far vivere per tempi lunghissimi la memoria delle opere migliori, ma l’eternità è altra cosa. Si sono estinti i dinosauri, si estinguerà anche l’uomo un giorno in seguito all’impatto con una cometa, allo spegnimento del sole, ad un cataclisma di proporzioni bibliche e della nostra tecnologia non resterà nemmeno la polvere. Ed allora, come dare immortalità alla nostra esistenza?
Non possiamo. Crediamo sempre di poter fare tutto, crediamo un giorno di poter arrivare a vivere su Marte o scoprire nuovi mondi lontani anni luce da noi, ma non potremo mai forgiare su di noi l’immortalità cui tutti, più o meno, aneliamo. Se voglio entrare in una bellissima villa non sfondo la porta, non mi arrabbio perché trovo chiuso, non entro dalla finestra, bensì suono il campanello e chiedo al padrone della villa se cortesemente può farmi entrare, e sarà lui a dirmi quali siano le regole per avere accesso: come dobbiamo essere vestiti, quali documenti portare, quale taglio di capelli. Nessuno mi obbliga ad entrare in quella villa, ma se vogliamo accedervi dobbiamo comportarci in un certo modo, così che il padrone veda chi siamo e decida di ospitarci in casa sua. Se vogliamo vivere in eterno l’unica soluzione è guardare a chi abbia creato l’eternità Per voi chi è? Per me si chiama Dio, è a lui che mi rivolgo per chiedere di entrare, è lui che mi dice come devo comportarmi in questa vita per entrare nella sua casa. Liberi di non rispettare le regole di amore, solidarietà, altruismo, nessuno vi obbliga, ma non facendolo potreste sentirvi rispondere un giorno «Amico mio non puoi entrare, non hai le carte in regola» In questo nostro mondo molti bambini non aspirano all’immortalità, ma ad una vita decorosa con affetto ed accudimento.
Apriamo loro le porte del nostro cuore.
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4 Giovacchino Chimenti «Giovacco» calzolaio in Villa Campanile Mi ricordo di un personaggio semplice e buono, senza molta importanza, ma presente e vivo nella mia mente, come credo in tutti quelli che lo hanno conosciuto, per la sua semplicità e le sue battute.
Giovacchino Chimenti detto Giovacco, scomparso circa trentacinque anni fa, era il calzolaio del paese, aveva un piccolo banchetto dove teneva alla rinfusa tutti i suoi attrezzi, tanto che anche per lui era difficile trovarli, la sua bottega era nel centro del paese ed è lì dove io, specialmente nei giorni d’inverno, andavo a chiacchierare. C’ era sempre qualche altra persona che non sapeva come passare il tempo e veniva li a trovarlo per sentirgli raccontare qualche battuta e dei programmi che faceva per il futuro. Diceva di aspettare la primavera per andare nei boschi della Simoneta a sentir cantare il cuculo, così durante le prime domeniche di maggio, secondo lui il momento migliore, partiva col suo triciclo a motore, che gli avevano costruito apposta, essendo impedito nel camminare. Un’ altra battuta era, quando diceva......” vedi, se tengo accesa questa lampada da 15 candele sopra il banco di lavoro, stai tranquillo che vado in rimessa”. Le sue giornate Giovacco le passava al banco di lavoro aspettando i clienti, i più avevano da attaccare un toppino, o dare due punti ad una scarpa ( perché quaranta anni fa era così che si faceva) quasi nessuno aveva un paio di scarpe per ogni stagione, le stesse dovevano servire per tutto l’anno e per questo motivo che spesso andavano risistemate e lui con pazienza lo faceva e quando il cliente le veniva a riprendere e le doveva pagare, gli diceva, quanto fa ?
Lui, sempre scherzoso, li guardava coi suoi grandi occhi neri e con gli occhiali in cima al naso “ o cosa mi vuoi dare, è una cosa da poco “ e tante volte non riscuoteva per il lavoro che aveva fatto. Comunque di lavoro ne aveva tanto, quasi tutti i giorni gli portavano le scarpe rattoppate e non mancava di certo chi le voleva con urgenza, al che lui prendeva le scarpe, le guardava sopra e sotto poi guardava fisso la persona dalla testa ai piedi e diceva “ va bene “ poi le buttava nel mucchio con tutte le altre nel cantone. La cosa buffa era, quando le doveva riprendere per aggiustarle, poteva, infatti passare anche mezz’ora prima che le ritrovasse, perché nel mucchio si erano tutte mescolate. Un giorno mi raccontò una delle sue grandi imprese. «Sai, mi disse, ieri che era domenica sono andato alla fattoria delle Pianore, quando sono arrivato davanti alla casa del fattore, che per entrare ci sono 4 o 5 scalini mi sono detto, chissà in passato quanti contadini li hanno scesi piangendo»... e questo lo penso anch’io, risposi. Vi voglio raccontare un’altra delle sue passate, la sua famiglia aveva un piccolo podere con una casa dove si alternavano i contadini. Mi disse, sai sono andato a conoscere il nuovo contadino e dopo aver chiacchierato un pò gli ho detto che quello vecchio per la battitura, mi invitava sempre a pranzo, dentro di me ricordavo, che pranzi ! Il nuovo mi ha detto: padrone, anch’io per la battitura lo inviterò a pranzo, infatti, il giorno prima della battitura è venuto a dirmi, padrone domani viene la trebbia, venite anche voi, dissi di sì, più che altro per la curiosità, non essendo una famiglia toscana chissà quali specialità avrebbero preparato, ma arrivato sull’aia, la trebbia batteva il grano, entrando in casa pensavo di vedere pentole e tegami sui fornelli, invece c’era il gatto che dormiva, pensate voi a cosa voleva riferirsi, era un uomo semplice e buono, un personaggio ricordato volentieri da me, per la sua simpatia e le sue piccole storie. (dagli scritti di Giuseppe Ricomi)
La Via Francigena Toscana è prodotto, ecco il brand Aggrega 39 comuni in quattro ambiti distinti con quattro comuni capofila: Nord (Pontremoli), Centro Nord (Lucca), Centro Sud (Fucecchio), Sud.
(Siena) Tutti hanno sottoscritto una convenzione e i capofila stanno formalizzando i protocolli operativi con Toscana Promozione Turistica (promozione) e Fondazione Sistema Toscana (comunicazione web).
Via Francigena Toscana sarà il primo prodotto turistico omogeneo che si appresta a nascere dopo l’entrata in vigore della legge regionale (Francigena in cammino per essere brand, prima tappa). Per fare il punto su stato dell’arte dei percorsi, manutenzione, valorizzazione turistica, ricettività e coordinamento con altri cammini, oggi 23 febbraio a Firenze c’è stata la tappa conclusiva del mini ciclo di incontri dal titolo La nostra Francigena partito a novembre da Fucecchio e passato per Pontremoli, Siena, Lucca per coinvolgere tutti gli attori verso la strutturazione del prodotto turistico. Quello escursionistico è oramai consolidato e a breve verrà approvato il tracciato definitivo.
Anche quello cicloturistico è stato individuato ed è in corso una verifica degli ultimi punti critici prima della definitiva approvazione.
Per la cartellonistica e messa in sicurezza la Regione ha recentemente messo a disposizione 315mila euro, i lavori dovrebbero concludersi entro l’estate. Situazione analoga per quanto riguarda l’ippovia, per la quale però sussistono alcuni problemi nel tratto Cisa-Lucca dove il percorso dovrebbe sfruttare il Cammino del Volto Santo. Assegnata all’Università di Firenze la messa in opera della cartellonistica verticale e orizzontale a norma Rete Escursionistica Toscana. Tutto questo renderà necessario, entro il 2018, un aggiornamento della georeferenziazione. Scopo della convenzione è consentire, attraverso il contenimento dei costi di gestione e la pianificazione delle attività, l’esercizio delle funzioni di accoglienza e informazione turistica a carattere sovracomunale, le attività di manutenzione periodica ordinaria, la promozione e comunicazione del prodotto turistico ed il monitoraggio e l’analisi dei flussi turistici. Per la promozione unitaria ed integrata del prodotto verrà costituito un gruppo operativo e di coordinamento e stilato un piano triennale che prevederà la partecipazione a fiere di settore, la realizzazione di eventi e di campagne. Il percorso escursionistico è stato classificato in quattro categorie: tratti stradali, su strade bianche, sterrate e sentieri. Per ognuna di queste sono stati individuate le attività di manutenzione necessarie e individuati i soggetti esecutori. Per le operazioni di manutenzione ordinaria, per il triennio 2018, sono stati messi a disposizione 360 mila euro. Il prodotto turistico avrà a disposizione un osservatorio con compiti di valutazione costante della sostenibilità e competitività delle attività di accoglienza e di organizzazione territoriale attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano sul territorio. Irpet inoltre fornirà periodicamente rilevazioni statistiche su analisi della domanda e dell’offerta con approfondimenti di medio e di breve periodo, contributo alla crescita delle presenze apportato dai principali mercati internazionali e nazionali, spesa media del turista, dati sul valore aggiunto e sull’occupazione, analisi di benchmark.
L’obiettivo principale è la creazione di una rete degli Ostelli che permetta la programmazione dei pernottamenti attraverso un sistema integrato e digitale di prenotazione. A breve partirà un’attività informativa mirata per far conoscere la tipologia introdotta dalla nuova legge regionale sul Turismo, ovvero il Rifugio escursionistico, uno strumento normativo che permette di creare strutture di accoglienza lungo i cammini riconosciuti con specifiche e semplici regole gestionali. Attualmente gli ostelli finanziati con i Fondi Par-Fas 20072013 sono 15, per un totale di 487 posti letto. Quasi conclusa una ricognizione delle strutture religiose che offrono accoglienza in forma ratuita per i pellegrini. Infine a breve saranno formalizzati gli standard minimi per le strutture ricettive private. Il completamento del progetto complessivo comprende anche il lavoro di collegamento con altri cammini come Via del Volto Santo, Via Romea Strata e Via Romea Germanica. Prosegue anche la preparazione di un Masterplan, con regole e metodologie per tutti i soggetti che, sulla scia della Francigena, vogliono organizzare un percorso a piedi, in bici o a cavallo. Il documento definirà le caratteristiche di messa in sicurezza e fruibilità, regole per l’organizzazione del cammino, per la sua manutenzione e per l’ospitalità. Tra i cammini potenziali, le Vie di Francesco, la Via degli Dei ed i Cammini Etruschi. (Cuoioindiretta.it)