Cerca
Maggio–giugno 2018

L’Araldo di Villa Campanile,n. 3

Maggio–giugno 2018versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

Pagina 1

Anno LVI n° 03 - maggio-giugno 2018

www.parrocchiadiorentano.it

L’ Araldo

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it

C

Cassa Risparmio san Miniato fil. Orentano IBAN IT41K0630070961CC1100200193

arissimi fedeli, anche questo mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria è concluso. Anche quest’anno abbiamo celebrato il maggetto nelle corti, sia ad Orentano che a Villa Campanile con la recita del santo rosario e la messa con una discreta partecipazione dei fedeli e dei ragazzi del catechismo. Belle queste nostre tradizioni che vanno sempre mantenute e mai dimenticate, una vera pietà mariana che lascia il segno nei nostri cuori ed anche per lasciare alle nuove generazioni delle radici veramente cristiane per un futuro sempre migliore e colmo di speranza.

Adesso alla fine di maggio ci prepariamo alle prime comunioni nella nostra parrocchia, mentre ad Orentano saranno il 3 giugno. Un momento forte in cui i nostri bambini riceveranno per la prima volta il corpo ed il sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Questo sia un momento forte anche per noi, riscoprire l’amore di Dio nella nostra vita.

Vi benedico vostro don Sergio MERCOLEDI’ 13 GIUGNO Pellegrinaggio a Roma con i ragazzi della prima comunione di Orentano e Villa Campanile per l’udienza da Papa Francesco

Partenza da Orentano alle ore 3,00 Arrivo a Roma in san Pietro ore 8,00 Udienza generale ore 10,00 Pranzo ristorante Romolo e Remo ore 12,30 Visita al Colosseo ore 15,00 Partenza per Orentano ore 17,00 Rientro previsto ore 22,30 Quote tutto compreso adulti 65,00 euro ragazzi della comunione 35,00 euro

DOMENICA 27 MAGGIO 11 ragazzi riceveranno la prima comunione

Filippo Casotti, Mattia Casotti, Giulia Giovannini, Gianmarco Mozzillo, Filippo Orsi, Lorenzo Orsi, Kevin Pieri, Denise Romanini, Manuel Raffaelli, Ivan Spinelli, Giotto Spinetti L’Eucaristia è il punto di arrivo dell’Iniziazione Cristiana: il Battesimo ci ha fatto cristiani, la Confermazione ci ha consacrati a Cristo e alla Chiesa con il sigillo dello Spirito Santo, l’Eucaristia ci inserisce pienamente nella Chiesa. La parola greca «Eucaristia» significa «rendimento di grazie» ed è il termine che Gesù ha usato nell’Ultima Cena. Altri nomi che le vengono dati sono: «Frazione del pane», utilizzato nel libro degli Atti degli Apostoli; «Cena del Signore»;

«Mesa», questa parola viene dalla formula con cui si terminava l’Eucaristia: «Ite, missa est» , «andate», l’Eucaristia è stata mandata agli assenti e alle chiese vicine, come si usava ai tempi delle persecuzioni.

Nell’Antico Testamento troviamo numerose allusioni all’Eucaristia:

Melchisedec, re e sacerdote di Salem, che offre ad Abramo pane e vino; l’agnello della cena pasquale; la manna con cui Dio sfama Israele nel deserto, il sacrificio che Mosé compie ai piedi del Sinai, che indica la comunione e l’amicizia profonda che viene ad instaurarsi tra Dio ed Israele. Nel Nuovo Testamento è lo stesso Gesù che prepara e realizza il sacramento dell’Eucaristia. L’evangelista Giovanni nel capitolo 6 del suo Vangelo, mostra Gesù che promette un pane vivo disceso dal cielo.

Nel racconto dell’Ultima Cena, Matteo, Marco e Luca ricordano il momento in cui Gesù istituisce l’Eucaristia e le parole della nuova ed eterna alleanza. L’Eucaristia è il centro della vita di tutta la Chiesa perché è Cristo stesso che vive ed agisce in essa ed è anche il centro della vita cristiana perché è sempre Cristo che vive e agisce in noi.

L’Eucaristia, cioè Gesù che si fa cibo, opera in noi tre effetti: ci nutre, ci fa divenire una cosa sola con Lui e ci unisce gli uni con gli altri.

L’Eucaristia è un sacrificio. Durante l’Ultima Cena, Gesù rese presente il sacrificio della sua vita. Il pane spezzato era il suo corpo spezzato. Ogni volta che la Chiesa ripete questo gesto, il sacrificio unico di Gesù sul Calvario torna presente nell’altare. Fin dai tempi più antichi l’uomo ha offerto doni alla divinità per ringraziarla e per chiederle perdono. Israele, il popolo scelto da Dio, offriva a Dio le primizie dei campi e dei suoi greggi: un dono che veniva chiamato sacrificio, perché chi l’offriva lo sacrificava, se ne privava per Dio. Gesù ha voluto donare a tutti noi un sacrificio nuovo, gradito a Dio: la sua vita data con amore per obbedire al Padre e salvarci. Invitò egli stesso ad offrire a Dio questo sacrificio nuovo: «Prendete e mangiate, questo è il mio corpo sacrificato per voi. Fate questo in memoria di me».

Testo estratto

Pagina 2

Celebrazione del 25 aprile – anniversario della liberazione

Il 25 aprile è ufficialmente una delle festività civili della Repubblica italiana, scelta per ricordare la fine dell’occupazione tedesca in Italia, del regime fascista e della Seconda guerra mondiale, simbolicamente indicata al 25 aprile 1945. La data del 25 aprile venne stabilita ufficialmente nel 1949, e fu scelta convenzionalmente perché fu il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino, ma la guerra continuò per qualche giorno ancora, fino ai primi giorni di maggio. Ogni anno anche a Villa Campanile se ne celebra il ricordo. La cerimonia si è tenuta alle ore 11,30 con il corteo che dalla chiesa ha percorso via Dori fino ad arrivare al parco della rimembranza. Accompagnati dalle musiche della Leone Lotti di Orentano, i partecipanti, con i labari delle associazioni del paese, hanno deposto una corona di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre. Ha poi preso la parola il sindaco Gabriele Toti, che ha tracciato un breve ricordo della manifestazione ed ha poi spiegato «che quest’anno abbiamo deciso di dare la parola ad alcuni alunni delle scuole» per Villa Campanile ha parlato Giulia Capobianco e riporto qui di seguito le sue parole.

Ciao, mi chiamo Giulia, ho scritto questo testo per un concorso a scuola e poi perché volevo raccontare, su un semplice foglio di carta, non certo su una pagina del New York Times che cos’è veramente accaduto nella seconda guerra mondiale, una tra le più sanguinose e che ha provocato, milioni di morti, tra cui tantissimi italiani. Vi invito a leggere quanto ho scritto e di capirne al meglio il significato di ogni parola, leggetelo con il cuore e non con la mente o con gli occhi, perché gli occhi sono quelli che sono stati incapaci di vedere, davanti a quanto è successo. Ciao Giulia.

«Le leggi raziali fasciste del 1938. Le persecuzioni e le deportazioni nei Lager. Riflessione sul fenomeno del razzismo nel mondo di oggi e nella storia.» Tutti abbiamo il diritto ed il dovere di ricordare. Abbiamo il diritto di ricordare tutte quelle persone che sono state trascinate via dai loro cari e quelle persone che hanno fatto un viaggio di sola andata, rimanendo per sempre nei campi di sterminio, distrutti dal dolore o finiti nei forni crematori. Non abbiamo certo provato sulla nostra pelle le torture che hanno subito, ma possiamo ricordarle nel «giorno della memoria». Da due anni ricorre il 27 gennaio, questo giorno che ci fa riflettere e piangere. «Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo», sono parole dal diario di Anna Frank, che a soli 13 anni lascò questo mondo, soltanto un mese prima che abbattessero i cancelli del BergenBelsen nel 1945. Il razzismo faceva parte della storia, ma rimane ancora oggi. Nel 1935 ancora non c’era tutto questo odio, ma quando Hitler divenne cancelliere della Germania, niente potè più fermarlo. Povere persone portate via dal proprio lavoro, dalla scuola, dal loro cielo, per vedere soltanto il fumo che rimaneva in cielo, per giorni l’odore acre della morte ed i cadaveri che rimanevano accanto e non venivano mai tolti. Ciò che rimane più impresso è come venivano trattati i bambini, giovinetti che dovevano ancora crescere, con la stella di Davide marchiata per sempre nel loro cuore.

Già sapevano che non ce l’avrebbero fatta, all’età di cinque o sei anni già sapevano qual’era il loro futuro. A quei tempi però, nessuno osava protestare, perché nessuno sapeva, tutto veniva fatto in silenzio. Ma secondo me, non era vero, penso invece che la gente fosse incapace di vedere. Le persone portate via passavano davanti agli occhi di tutti per giorni e giorni, nessuno voleva immischiarsi, perché loro rappresentavano la razza pura e non volevano neanche toccarli. Non è solo colpa di Hitler, se più di mezzo secolo fa, migliaia di ebrei vennero deportati, ma la responsabilità è anche della popolazione che rimase in silenzio. Ai loro occhi tutto era normale e indifferente. Credo che se succedesse di nuovo, noi dovremmo impedirlo, parlarne e non aver paura, siamo italiani e nessuno ci dice o ci dirà mai quel che dobbiamo fare. Siamo cittadini liberi ed uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso o di razza (Giulia Capobianco)

2 (Oliviero Toscani, «Non sono obiettivo»

«Ieri mia madre mi ha detto:

«Ho avuto un solo uomo, tuo padre». All’improvviso si sono sgretolati anni e anni di liberazione sessuale, di convincimenti libertari, di mentalità radicale . Tutto quel che avevo creduto una conquista civile si è ridimensionato di fronte a: quella semplice affermazione «Ho avuto un solo uomo, tuo padre». Sono stato messo di fronte alla debolezza di ciò che credevo essere la modernità, con la forza di chi afferma un principio antico, senza la consapevolezza di essere, lei sì, la vera rivoluzionaria. Mi sono domandato: sono più avanti io che ho vissuto e teorizzato il rifiuto del matrimonio, l’amore libero e i rapporti aperti o lei che per una vita intera è rimasta fedele ad un solo uomo? Senza essere Gesù Cristo mi sono sentito il figlio di Dio e mia madre mi è apparsa come la Madonna: in modo naturale, come se fosse la più ovvia delle cose, lei ha impostato tutta la sua vita su concetti che oggi ci appaiono sorpassati, ridicoli: la felicità, l’onestà, il rispetto, l’amore. Mentre penso che non c’è mai stata in lei ombra di rivendicazioni nei confronti del potere maschile mi rendo conto che non esiste nessuno più autonomo di lei. Nessun senso di inferiorità l’ha mai sfiorata, perché le fondamenta della sua indipendenza erano state scavate nei terreni profondi della dirittura morale, della lealtà, della giustizia, dell’onore e non sulla superficie di ciò che si è abituati a considerare politicamente corretto. Il rispetto e la timidezza con cui guardava mio padre e l’educazione che mi ha dato a rispettarlo non avevano niente a che vedere con le rivendicazioni dei piatti da lavare. Mia madre non si è mai sentita inferiore perché ci serviva in tavola un piatto cucinato per il piacere di accontentarci e di farci piacere; o perché lavava e stirava per farci uscire «sempre in ordine».

Sono consapevole che sto esaltando il silenzio e quella che le femministe hanno drasticamente definito sottomissione.

Ma non posso fare a meno di interrogarmi sui veri e falsi traguardi dell’emancipazione, su ciò che appartiene ai convincimenti profondi e su ciò che non è altro che sterile battibecco. Nella ricerca dei valori che dovrebbero educarci a un’etica meno degradata di quella improntata al principio del così fan tutti, mia madre è un esempio di anticonformismo e di liberazione: lei è davvero affrancata dagli stereotipi e dai bisogni indotti della società massificata. Per conquistare obiettivi importanti e sicuramente oggi irrinunciabili siamo stati costretti ad abdicare alla nostra integrità. Noi abbiamo perso la «verginità», non lei» ro To

Nel riquadro

.( O li vi e s c a n i)

Donatori di sangue Fratres Villa Villesi mi rivolgo al vostro buon cuore, cercando di reclutare nuovi donatori di sangue e riattivare alcuni donatori che, in questo frattempo, si sono assopiti. Perché urge sempre molto oro rosso nei vari ospedali e sale operatorie. Specialmente voi giovani che nell’anno in corso raggiungerete la tanto attesa maggiore età. Vi recherete alle elezioni politiche, sarete automobilisti, molte possibilità vi si prospetteranno davanti. Spero, anzi ne sono certo che intraprenderete la strada della donazione del sangue, siamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento, vi accompagneremo, non siate timidi e più che altro non cadete nell’indifferenza, chiedete e vi risponderemo. L’invito vale anche per chi i diciotto anni li ha compiuti da tempo. Fatevi avanti, non indugiate, c’è una prima volta per ogni cosa.

Approfittatene. Si può donare dai 18 anni fino ai 70, basta pesare almeno 50 chili e poi se sei bello, brutto, alto, basso, in carne o magro, non preoccuparti, tutti siamo idonei per la donazione. Anche in questo preciso istante qualcuno ha necessità del tuo sangue. Il sangue non si fabbrica, si dona.

Non abbiate timore, fate un atto di umanità (Attilio Boni),

Testo estratto

Pagina 3

nella famiglia parrocchiale .......

8 aprile - battesimo di Denise Romanini di Lamberto e Emanuela Alfieri - pad. Andrea Alfieri mad. Debora Fartini Squaglia

20 maggio battesimo di Sofia Agostiniani di Danilo e Sabrina Recupero - padrino Stefano Lazzeri madrina Antonina Vaglica

15 aprile - battesimo di Emma Reino di Jonny e Giada Lunghi Padrino Matteo Lunghi - madrina Yuma Vannelli

Gita a Collodi con don Gino. Chi si riconosce ?

Tre nuovi lettori per la diocesi

Pro-loco Villa Campanile sagra della pizza

Giovedì 26 aprile, in San Domenico, il Vescovo ha conferito il ministero del lettorato ai seminaristi Tommaso Giani e Marco Paoli e al candidato al Si inizia diaconato permanente Nicola Gentili, della sabato 16 parrocchia s. Lorenzo Martire in Orentano. "Il giugno, poi lettorato - ha ricordato mons. Migliavacca tutti i sabati nell’omelia - nel cammino verso il ministero fino al 28 ordinato è una prima consegna in cui si è l uglio per configurati a Cristo. Come Lui vi è donato di concludere il accogliere la Parola, di lasciarvi da essa illuminare e sarete mandati per l’annuncio. Il lettorato 3, 4 e 5 agosto. Eccezionalmente sarà aperto racconta l’esperienza della sequela e della anche domenica 15 luglio. Il 9 agosto «La missione, alla luce del dono della Parola. Questa foresta delle stelle» in collaborazione con il Parola il lettore e in futuro il diacono e il presbitero Con sorzio Fo re sta dovranno servire e annunciare«. Ha quindi ADORAZIONE CI HANNO esortato i tre giovani a portare nei luoghi della loro vita la Parola del Signore che è stata donata loro: »Il lettore è colui che, alla luce del Vangelo, ripete alcune PRECEDUTO EUCARISTICA parole, quelle belle, autentiche, perché per primo le ha ricevute lui". ALLA CASA DEL PADRE 26 aprile ANTONIO SANTARELLA di anni 66 06 aprile FRANCESCO RAGAZZO di anni 87 08aprile PASQUALINA PARADISO Gina Carbone ved. Donato Bufo VENERDI’ 22 GIUGNO Nicola Carbone Michela Gatta dalle 21,00 alle 22,00 08-12-2007 di anni 96 10-07-2005 11-04-2014

Nel riquadro

le delle Ce rbaie.

Testo estratto

Pagina 4

4 Corale di Villa anni 60/70

Il cantare è proprio di chi ama Così affermava S. Agostino vescovo e Dottore della Chiesa, ma anche teologo, filosofo e grande cultore della musica. Il canto infatti non è soltanto uno straordinario modo di esprimersi, di vivere, persino di sognare e sentirsi felici, ma è anche un fantastico modo di comunicare ed al contempo è un mezzo per stare assieme, per condividere, per accomunare le persone, La festa della mamma non è una ricorrenza presente solo in Italia ma, in soprattutto in questo mondo sempre più votato realtà, è diffusa in tutto il mondo. Le sue origini sembrano essere legate alle all’individualismo ed alla solitudine. Il canto è altresì un antiche popolazioni politeiste che, nel periodo primaverile, celebravano le meraviglioso modo di pregare e di allietare le cerimonie divinità femminili legate alla terra e alla sua ritrovata fertilità. In epoca religiose rivolgendo le voci verso il Signore, perché anche la moderna la festa della mamma è stata interpretata e festeggiata in modi musica, sia cantata che suonata, è un meraviglioso ed diversi a seconda della regione o dello Stato di riferimento. Tutte le imprescindibile dono di Dio. Il principale servizio del nostro tradizioni però hanno messo e mettono tuttora al centro la mamma e il suo coro, che ormai ha raggiunto le 20 unità, si concentra durante la ruolo all’interno della famiglia. In Inghilterra le celebrazioni legate alla celebrazione liturgica della Santa Messa domenicale alle 10 con festa della mamma risalgono al XVII secolo. La tradizione del «Mothering un repertorio che ormai raggiunge il centinaio di canti. Tra i Sunday» sopravvive ancora oggi in Inghilterra, dove è più comunemente momenti salienti più sentiti dai coristi ci sono le celebrazioni conosciuta come «Mother’s Day» (Festa della mamma). A differenza della Messa di Natale, della Santa Pasqua, e di tutti i principali dell’Inghilterra, negli Stati Uniti il «Mothering Sunday» non ebbe successo, riti in cui vengono impartiti i sacramenti (le Prime Comunioni, le dal momento che la popolazione era restia alle tradizioni popolari. Nel Cresime). Lo spirito del coro è quello del servizio alla comunità 1914 l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Woodrow Wilson, per dimostrare profondo rispetto nei confronti di tutte le mamme, con una parrocchiale e della preghiera ma, vi possiamo assicurare, tra delibera del Congresso, istituì il «Mother’s Day». Non venne stabilita una tutti i coristi vi è un tal sentimento di amicizia che tutti, sono in data fissa sul calendario ma, per convenzione, si decise di celebrare tutte le trepidante attesa di trovarsi alla domenica, per dare il meglio per mamme americane la seconda domenica di maggio. In Italia la festa della cantare le lodi al Signore. Il coro è ovviamente aperto a tutti. Mamma fu festeggiata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi, Bambini, adolescenti, mamme, papà, zii, nonni, chiunque è il un sacerdote del borgo di Tordibetto ad Assisi. Successivamente la festa è benvenuto: dopo pochi minuti ci si sente ben accolti; dopo poche entrata a far parte del nostro calendario e, come in molti altri Paesi, viene giornate di prove ci si sente parte di un gruppo; dopo qualche celebrata la seconda domenica di maggio. Festa della mamma 13 maggio, mese si ha il rammarico per non aver preso prima l’iniziativa per ossequiamo la mamma che ne abbiamo una sola, dovremmo entrare a far parte di questa bella realtà della nostra parrocchia. Festeggiarla tutti i giorni, anche quando non fossimo in sintonia con il E, dunque, se sei ancora in dubbio, cosa aspetti ? Muoviti, prendi suo pensiero. Allora scaturisce qualche emozione di troppo, che viene il coraggio a due mani, scalda le corde vocali e ripromettiti: riassopita dopo poco, come darle torto, tanto sappiamo che alla lunga ha “Vado subito a cantare nel coro ! Oggi la nostra corale è affidata ragione. Un domani, quando anche voi adolescenti ragazze e giovani a Federico Niccolai per l’organo ed ad Antonella per la voce sarete mamme, ricorderete e metterete in pratica certi consigli dati dalle solista, fanno degna cornice Maria, Anna, Roberta, Silvana, vostre mamme. Ci sono mamme che intraprendono carriere brillanti Antonella (la mamma di Federico), Francesco, Giuseppina, come, stiliste, ingegneri, avvocatesse, oppure nello sport, nella politica, Angelo a cui si aggiungono di tanto in tanto alcuni elementi della ma soprattutto mamme primo ed unico insostituibile mestiere non corale di Orentano. Nella foto di sopra, scattata nella sacrestia, si facile da intraprendere e svolgere allo stesso tempo, inesauribile nei riferisce agli anni 60/70 ed erano tutti uomini, quelli che confronti dei figli, bimbi che rimarremo tali anche in età avanzata. Scarseggiano oggi nel nostro coro. Cerchiamo di ricostruire i Allora bimbi cercate di non deluderle regalategli il meglio di voi stessi nomi: il primo da sinistra è Martino Lazzeri, poi Ugo Lazzeri, di finchè potete. Noi caratteristici FRATRES locali abbiamo omaggiato dietro Secondo Lazzeri, fratello di Martino, il signore con i tale festa con la vendita delle piantine, anche voi mamme avvicinatevi baffi e quello dietro non sappiamo il nome, Poi Emiliano alla donazione del sangue se non lo siete già. Arrivederci al prossimo Lazzeri, Giuseppe Riccomi, Idiliano Lazzeri e Mauro Chimenti anno. Un grazie a coloro che si sono adoperati per la buona riuscita della davanti, il cappellano don Franco Biagini, tutte persone ormai festa. (Roberto e Attilio) passate a miglior vita, sempre vive però nei nostri ricordi.

Questo da serenità e forza al gruppo nell’andare avanti, accomunati da un unico desiderio: essere al servizio della Comunità Parrocchiale. Come i vescovi che lo hanno preceduto, anche S. E. Andrea Migliavacca, nostro vescovo, l’ultima volta che è venuto da noi era il 12 novembre, per le cresime, rivolse alla corale parole di stima e di compiacimento per l’operato svolto e per il duraturo impegno che si desidera mantenere in vita. Sicuri che per la nostra comunità sia un bene da custodire e da curare anche con nuove e sempre più valide e promettenti voci. Sicuramente l’attività e il prestigio di una corale gratifica l’intera comunità parrocchiale che ne è fiera , e di questo ne I fratres di Villa organizzano per sabato 23 giugno una gita a Montecarlo e al Principato di Monaco. Informazioni ed siamo sicuri perché avvertiamo tutto il calore e la riconoscenza iscrizioni Giovanna 392 2927089 – Giuseppina 347 6592845 della parrocchia. (Roberto e Attilio)

festa della mamma 2018