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Settembre–ottobre 2018

L’Araldo di Villa Campanile,n. 5

Settembre–ottobre 2018versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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Anno LVI n° 05- settembre - ottobre 2018

www.parrocchiadiorentano.it

L’ Araldo di Villa Campanile don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Credit Agricole fil. Orentano IBAN

IT59O0623070961000040134370

Carissimi fedeli, col mese di ottobre riprende la nostra attività parrocchiale e in modo particolare il catechismo per i bambini, proprio il 7 ottobre, sia ad Orentano che a Villa Campanile avrà inizio l’anno pastorale con la presentazione ed il mandato ai catechisti. Chiedo a voi genitori di far sì che i vostri figli vengano al catechismo e possano così iniziare il nuovo anno, specialmente coloro che si preparano alla prima Comunione ed alla Cresima. Non permettete che i vostri figli si allontanino dal Signore Gesù e per questo la vostra testimonianza di genitori è particolarmente importante. Vi aspetto tutti Domenica 7 ottobre a Villa Il catechismo inizia Domenica 7 alle 10,00 e a Orentano alle ottobre per tutte le classi - dalle 11,30 per l’inizio del nuovo 11,00 alle 11,45 - I cresimandi, nati anno catechistico e nel 2006, il Sabato dalle 15,30 alle pastorale. Intanto Domenica 16,30 - inizio Sabato 29 settembre 30 settembre tutti a Montenero a pregare la Carissimi ragazzi, inizia il nuovo anno catechistico, un nuovo anno per assaporare le meraviglie di Gesù. Non siamo soli.

Madonna delle Grazie

Vi benedico vostro don Sergio

S.E. Mons. Andrea Migliavacca, nostro vescovo, sarà con noi Domenica 21 ottobre alle ore 17,00 per amministrare la Cresima ai nati nel 2006

venerdì 19 ottobre s. Pietro d’ Alcàntara ore 11,00 santa messa celebrata dai sacerdoti del nostro vicariato ore 17,00 santa messa solenne - seguirà la processione per le vie del paese al termine siamo tutti invitati dalla pro-loco per le castagne arrosto e il vino nuovo

Catechesi per adulti Lunedì e Giovedì alle ore 21,15 inizio lunedì 8 ottobre nella cappellina dell’asilo

di Orentano

Sappiamo, infatti che «dove due o tre sono riuniti nel mio nome – dice il Signore – lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

Gesù è qui. Non è una persona qualunque, Lui è il nostro amico. Egli è l’amico fedele. Non ci abbandona mai. Fiduciosi di avere Gesù, la Vergine Maria ed il Cielo tutto in mezzo a noi, iniziamo questo nuovo anno promettendo di essere puntuali agli incontri, attenti e pronti all’ascolto. Non manchi mai, ogni domenica e le feste comandate, la partecipazione alla Santa Messa, la nostra fonte per arricchirci sempre più di Gesù. Se ci riempiremo bene di Gesù sapremo riconoscerlo anche nei fratelli che hanno bisogno di un pezzo di pane, di un sorriso, di una carezza. La ricchezza che otterrete non tenetela per voi ma donatela agli altri perché possano divenire a loro volta discepoli di Gesù. La gioia di conoscere le meraviglie di Gesù non venga mai meno e venga alimentata dalla preghiera, unica forza che vince l’invincibile. Esercitiamoci nella preghiera cominciando bene la giornata con un bel segno di croce. Facciamo della preghiera una necessità della nostra vita, impegniamoci a praticarla in ogni momento, nello studio, nella malattia, nel compimento dei nostri doveri quotidiani, quando abbiamo bisogno di una grazia per noi o per il prossimo, per perseverare nella nostra vocazione, insomma per ottenere ogni bene. Rimaniamo uniti nella preghiera e sarà un anno di gioia alla scoperta delle meraviglie di Gesù. Noi catechisti ci impegneremo ad essere fedeli seguaci dell’unico Maestro e Signore Gesù ed ascoltatori dello Spirito Santo che ci ricorda la Sua Parola. Pregate anche per noi. Non dimenticate di pregare per il nostro Papa Francesco, il nostro parroco Don Sergio, il nostro vescovo Andrea, il Signore e la Vergine Maria li aiutino nella loro missione di salvezza. Buon catechismo a tutti. (Roberto)

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La notte delle stelle Fantasmi all’oratorio,

Hanno partecipato in circa 200 a La Foresta delle Stelle sulla Via Francigena 2018. Un evento che, giunto alla sua quarta edizione in collaborazione con la Regione Toscana, riesce a coniugare storia, ambiente, bellezze naturali e buon cibo. Dopo una camminata al tramonto ed un’ottima cena negli stands della Pro loco di Villa Campanile, la serata è proseguita con il gran finale in notturna, ad osservare le stelle cadenti e i pianeti Marte, Saturno e Giove. Il tratto castelfranchese della via Francigena, tra Galleno e Villa Campanile, è uno dei pochi a conservare ancora il selciato storico tardo medievale rendendo la tappa ricca di fascino. «Un boom di partecipanti provenienti da tutta la Toscana – hanno detto il sindaco Gabriele Toti e l’assessore all’ambiente Federico Grossi - che confermano la bontà dell’evento promosso dall’amministrazione comunale e deve impegnare tutti, Comune e associazioni, a promuovere continuamente eventi come questi che sappiano distinguersi e che siano capaci di suscitare interesse. La quarte edizione dell’evento ci fornisce spunti per migliorare ulteriormente la prossima edizione. Le Cerbaie e la via Francigena sono dei beni materiali che fanno parte del nostro territorio comunale che meritano di essere promossi e conosciuti con l’aiuto di tutti i soggetti, pubblici e privati». (Cuoioindiretta)

state leggendo bene, ma ora vi darò la spiegazione di questo titolo un po’ frivolo e grottesco. Fantasmi, riferito ai donatori di sangue Fratres paesani, che riescono a scomparire e ricomparire in qualsiasi manifestazione, che riescono a pensarla e materializzarla nell’arco dell’anno, sempre pro volontariato villese. La nostra entità di fantasmi, in questa occasione, si è manifestata non in un castello con merli e torre, dove veniva rinchiusa qualche principessa, come siamo abituati a vedere nei film, oppure in qualche racconto di un nonno ai nipotini, ma bensì nell’oratorio, messoci a disposizione dalla nostra parrocchia, dove i fantasmi Fratres si sono materializzati in diverse attrattive abbastanza conosciute: come la pesca di beneficenza, con premi per tutti, forniti e regalati dal popolo villese ed anche dai commercianti dei paesi vicini. Un’altra attrazione era il tiro al barattolo che consisteva in una piramide di barattoli, nel nostro caso erano dei pelati di pomodoro, ovviamente vuoti perché l’avevamo adoperati per la salsa, ogni giocatore aveva a disposizione tre palline per abbattere il maggior numero di barattoli, con premio a seconda della prestazione. Questa attrazione è stata molto frequentata dai giovanissimi, e da alcuni con qualche primavera sulle spalle che hanno messo alla prova la loro destrezza di franchi tiratori. Dulcis in fundo, il nostro caratteristico gazebo, purtroppo divenuto un fantasma anch’esso, visto che un colpo di vento, all’improvviso ha messo fine alla sua carriera. Durante i giorni della Festa del Contadino abbiamo cercato di reclutare donatori intenzionati ad avvicinarsi al mondo FRATRES, specialmente in questo periodo di vacanze, di sangue ce n’è sempre più bisogno. Purtroppo non avevamo con noi il nostro Rappresentante più longevo Gosto del posto che brinda in ogni risto, sorseggiando un pochino troppo ed incappando accidentalmente in una cantina, urtava un fiasco di buon vino rosso, lo abbiamo portato al pronto intervento restauri, prontamente rimpiazzato da Marione il Baffone, anch’esso alza abbastanza spesso il gomitone con un bicchiere di rossone. Materializzandosi i suddetti fantasmi nell’oratorio di Villa, versione anni moderni, visto i divertimenti di allora rimangono un nostalgico ricordo. Il calciobalilla o bigliardino, l’altalena oppure svaghi pensati e messi in pratica all’istante. Puro divertimento per noi ragazzi di allora e socializzazione, non solo per noi, ma anche per i nostri genitori che ritrovandosi a «veglia» così potevano controllarci, e scambiare qualche chiacchiera tra loro. Bei tempi che tornano solamente nei nostri ricordi, i ragazzi di oggi, tutti social tecnologici, ma distanti tra loro. Dovremmo cercare di riattivare questo tipo di aggregazione, molto più social dei vari Facebook, Google ed altre tecnologie. Vedendo l’affluenza alla pesca di beneficenza ed al gioco dei barattoli, i fantasmi Fratres possono ritenersi soddisfatti dell’ iniziativa intrapresa. Un doveroso ringraziamento a tutti coloro che ci hanno regalato gli oggetti per la fiera ed anche a coloro che si sono adoperati affinchè tutto filasse liscio. Complimenti ed un bravo a tutti, arrivederci alle prossime fantasmagoriche iniziative. Ciao , il Ciaba.

Manutenzione straordinaria al nostro cimitero Te wall, motivo famoso dei Pink Floid, Il muro tradotto nel nostro caso di Villa Campanile vuol dire che la locale Misericordia, gestendo il cimitero ha portato a compimento il ripristino del muro perimetrale, viste le ormai fatiscenti condizioni in cui si trovava, ne aveva proprio bisogno, considerato che dall’ultimo intervento sono trascorsi molti anni.

Stonacatura, messa in sicurezza della mantellina pericolante che ricopre il muro, rifatto l’intonaco con materiale antiumido, scossalina di alluminio a protezione della pioggia.

All’interno, dove si trova il rubinetto dell’acqua, tutto rivestito di mattonelle e pittura finale. Un buon lavoro, bene eseguito da una ditta di Villa Campanile. Prossimamente il nostro cimitero necessiterà di altri interventi di restauro, diamo tempo al tempo ed i volontari della Misericordia si organizzeranno per reperire qualche finanziamento, visto che dal tempo dei tempi a noi Villesi piace fare le cose da noi, anche orgogliosamente.

Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato. Vostro Attilio, il Ciaba

Che la serata riprenda! Dopo la solita ed abbondante «pausa cena» alla Pro Loco di Villa Campanile, si riparte a caccia di stelle .... per i desideri. Abbiamo uno splendido territorio, con i meravigliosi boschi delle Cerbaie, di cui essere orgogliosi e anche con queste iniziative in tanti possono apprezzarlo in pieno: bello vedere persone che provengono da tutta la regione per questa caratteristica occasione. In attesa di San Lorenzo, andiamo a spenderci «nelle Cerbaie LA TELENOVELA DI VIA ULIVI Se nel numero scorso avevamo tra le via Francigena e il ringraziato la nostra Amministrazione Comunale per l’eccellente lavoro, ora a poca nulla» , ma che per noi, in distanza di tempo dobbiamo esternare il nostro rammarico. Ecco come si presenta oggi realtà rappresenta così via Ulivi a 2/3 mesi dalla conclusione dei lavori di riqualificazione durati circa 9 mesi. tanto! (Gabriele Toti) Possibile che non si potessero evitare questi ulteriori scavi ad asfalto finito?

foto di Riccardo Vannelli

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nella famiglia parrocchiale .......

Bacarino, la corte più vivace di Villa Campanile. Anche quest’anno si sono ritrovati tutti assieme, per una bella scorpacciata in allegria. Sono le belle tradizioni da conservare e trasmettere.

Lorenzo & Salvatore Lorenzo Gambaccini, villese d.o.c. un immortale, quando ricorderemo i tempi passati raccontando Villa Campanile, il suo nome verrà nominato sicuramente.

Promotore e presidente del Carnevale paesano negli anni sessanta, molto caratteristico e assai ingegnoso per quegli anni, tanto da far invidia al Carnevale di Viareggio. Sempre pronto a spronare e collaborare i villesi per la sua riuscita, organizzatore delle sfilate che si svolgevano la domenica pomeriggio. Alcuni carri venivano costruiti al mulino, che gestiva insieme al figlio Enzo. Ricordo un carro con un missile. Finita l’euforia del Carnevale, Lorenzo come altri villesi, intraprese una nuova avventura: «organizzare la Settimana del Villeggiante», sponsorizzando anche tale manifestazione. Un’altra fantastica ed innovativa performance dei villesi di quei tempi, poi trasformatasi nella festa del contadino, dove, neanche a dirlo, Lorenzo comincia una nuova ed affascinante collaborazione.

Con la sua esperienza, volersi mettere a disposizione ancora del volontariato made in Villa Campanile.

Membro della Confraternita di Misericordia paesana, insieme ad un altro immortale un tal Salvatore Mottini, per molti anni sono stati collaboratori pro Villa (attenti a quei due) simpatizzante con i Fratres, donatori di sangue, elargendo sempre la sua disponibilità per loro, un villese a 360 gradi. Ricordo che, Lorenzo, un giorno, rivolgendosi a noi giovani di quel tempo, disse:

«continuate così collaboratori di Villa, voi avrete un futuro in loco», io pensai: «ma cosa avrà visto mai Lorenzo», un precursore dei tempi. Ora ci guarda dal cielo, penso anche soddisfatto, che il volontariato villese vada spedito verso il futuro, merito anche tuo Lorenzo. Penso faccia piacere ricordare certe persone che si sono adoperate per Villa. Ciao da Attilio, il Ciaba

Vincenza Rosania 13-06-2017

Tutti noi, prima o poi, attraversiamo un momento di sconforto, sentiamo il peso della solitudine, siamo attanagliati dai debiti, la moglie o il marito ci hanno lasciato, i figli ci han girato le spalle, siamo vessati da ogni parte, provati, amareggiati dalla vita ed è facile arrivare ad un certo punto e cedere le armi, sdraiarsi sotto un albero e lasciarsi morire di fame, lasciarsi andare al bere, alla droga lasciandosi morire se non fisicamente almeno dentro smettendo di lottare, di camminare vero la fine naturale della vita compiendo tutte le tappe che Dio, o il destino se preferite, vorrà proporci. Davanti a tanta desolazione non riesco a capire come facciano gli amici atei a ritrovare la forza per alzarsi, per camminare, per darsi coraggio dinanzi alle avversità quando tutto rema contro di loro, quando su questa terra non c’è più nessuno disposto a dar loro una mano.

Non a caso è in questi momenti che anche coloro che non hanno fede alzano gli occhi al cielo, quasi in un grido muto di speranza, come fosse l’ultima spiaggia che per tutta la vita hanno rifiutato e spesso offeso prendendo in giro chi invece avesse avuto fede. Ma in questi momenti di grande difficoltà ogni uomo è accomunato agli altri perché chi sia in difficoltà lo è comunque e a qualunque credo appartenga, sia esso cattolico, musulmano, ebreo, ateo ed in questi momenti ciascun uomo può essere preso da un momento di dolore al punto da desiderare la morte più di ogni altra cosa, al punto da mettersi all’ombra di un sicomoro ed attendere che tutto si compia. Ma in questi casi il Signore è comunque presente ed anche se non è chiamato manda i suoi angeli a donarci quel cibo che è il pane della vita, quel nutrimento che ci possa dare la forza di rialzarci e ricominciare a lottare. Quando è morta la mia mamma il mio unico desiderio per i primi nove mesi era quello di morire, non reagivo alla tragedia che mi aveva colpito e, pur non essendo apatico ma cercando di impegnarmi in mille situazioni, non provavo né piacere né gioia in nessuna delle cose che facevo. Ero a terra e stavo morendo dentro, ma ecco che un giorno c’è stato l’incontro con un angelo mandato da Dio, nei panni di Don Luigi, un angelo che mi ha consegnato la pergamena con le istruzioni per uscire dalla crisi «ci sono qui tante persone da aiutare». Una verità sotto gli occhi di tutti, ma una realtà a me sconosciuta e impensabile, un cibo che non mi ha fatto morire allora e da quel giorno mi alimenta e mi sostiene donandomi quella forza necessaria a camminare sulla strada di accoglienza a bambini e ragazzi. Quando siete in crisi chiedete a Dio il pane della vita e state certi che vi manderà i suoi angeli a sostenervi ma, mi raccomando, non abbiate fretta, sarà il Signore a decidere quando sarete pronti per mangiare il cibo che vorrà inviarvi. (Riccardo Ripoli)

Felice Boni 27-09-1978

CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 30 agosto ALINA SIGNORINI ved. Giovanni Poggetti di anni 92 14 settembre LUANA FREDIANI ved. Emiliano Lazzeri di anni 82

Rosa Boni 26-09-2000

28 luglio MARIA ELISABETTA LA PENNA nei Toto di anni 64

Valfredo Bertoncini 30 settembre 2016

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Vita di san Pietro d’Alcàntaraaffabile, - patrono di Villa Campanile anche se di poche parole, tranne quando veniva

Pietro nacque ad Alcántara, Cáceres (Spagna), nell’anno 1499 e fu battezzato con il nome di Juan. I suoi genitori, Alonso Garavito e Maria Villela, si distinguevano per la loro pietà e per le qualità personali. Il signor Alonso, che aveva studiato diritto ed esercitava come governatore del paese, morì quando Juan aveva otto anni. Sua madre si risposò con Alfonso Barrantes. Fin da molto piccolo Juan si distinse per la sua grande forza di volontà e la sua pietà. Realizzò i suoi primi studi ad Alcántara e più tardi fu mandato dal suo patrigno a Salamanca. All’età di soli 16 anni, quando frequentava l’università, decise di farsi francescano. Entrò tra i francescani del convento di Majarretes (Cáceres) nel 1515. In questa comunità era sorto un desiderio di vivere più rigorosamente l’osservanza della Regola di San Francesco d’Assisi e un ardente spirito di penitenza, aspetti che attrassero subito Juan. Nel ricevere l’abito, prese il nome di Fra’ Pietro. Nel periodo del noviziato gli furono affidati vari incarichi, come quello di sacrestano e di portiere. Fin dal primo momento, Fra’ Pietro si propose di lottare veramente per la santità e si donò al Signore con una generosità esemplare. Era estremamente austero e penitente: guardava sempre in basso, non si concedeva alcun gusto né soddisfazione, trascorreva la maggior parte del tempo in preghiera, dormiva per terra… Ma tutto questo lo faceva per amore verso Dio, ed era unito a una donazione incondizionata agli altri. Pur essendo ancora molto giovane, prima di ricevere gli ordini sacri, fu nominato guardiano del convento di Badajoz. Nel 1524, una volta completati gli studi ecclesiastici, fu ordinato sacerdote. Fu superiore di vari conventi in Estremadura e si dedicò principalmente alla predicazione. Grazie alla sua parola e al suo esempio furono beneficiate molte anime. Viveva così intimamente unito a Dio che poteva trasmetterlo senza dover ricorrere a grandi discorsi, anche se pure per questo aveva un grande dono, visto che possedeva la saggezza che viene dalla contemplazione dei misteri divini. C’erano molti che solo vedendolo salire al pulpito comprendevano che dovevano cambiare vita e si pentivano dei loro peccati. Viaggiò molto in Estremadura e in Portogallo, svolgendo un grande lavoro come fondatore di vari conventi, come superiore, come predicatore e come direttore spirituale. La sua fama di santità si diffuse. Il re del Portogallo, Giovanni III, gli offrì un posto nella sua corte. Pure l’ imperatore Carlo V gli chiese di diventare il suo direttore spirituale. Ma San Pietro rifiutò entrambe le proposte. Egli sentì insistentemente la chiamata del Signore a una vita più austera di preghiera, povertà e penitenza.

Nel 1554 San Pietro d’Alcántara propose ai suoi superiori il progetto di istituire una comunità con una regola più rigorosa.

All’inizio trovò opposizione, ma più avanti gli fu concesso il permesso di ritirarsi con un confratello a fare vita eremitica. A loro si unirono altri frati con le stesse inquietudini e si fondò il convento de «El Palancar», a Pedroso de Acim (Cáceres), in una piccola casa a loro ceduta. Le celle erano molto piccole, i giacigli erano delle assi per terra, andavano sempre scalzi, si sottomettevano a digiuni rigorosi e dedicavano lunghe ore alla preghiera. Per se stesso le penitenze erano ancora più dure: mangiava una volta ogni tre giorni; ridusse il tempo del sonno a un’ora e mezza, trascorrendo il resto della notte in preghiera, e il poco riposo che si concedeva stava seduto su una pietra, appoggiando la testa a una trave; aveva un solo abito, vecchio e rammendato...San Pietro di Alcántara aveva frequenti estasi e lievitava nella preghiera. Nel 1560, passando per Ávila, il Signore gli ordinò di visitare il convento dell’Incarnazione. Lì si incontrò per la prima volta con Santa Teresa, che in quel momento passava un periodo di oscurità e di scrupoli. La santa rimase impressionata dalla santità di quest’uomo, che descrive nella sua autobiografia con queste parole: «Ed essendo molto vecchio quando io lo conobbi, era di così estrema magrezza che sembrava fatto di radici d’albero. Nonostante questa sua assoluta santità, era molto

interrogato; e allora diceva cose molto acute, Il santo poté rasserenare l’anima di Teresa, dandole appoggio e consiglio. Sorse tra loro una santa amicizia. Ella stessa affermò nella sua autobiografia: «Quasi subito vidi che mi capiva per esperienza, e ciò era proprio quello di cui io avevo bisogno. Questo sant’uomo mi illuminò». Qualche tempo dopo, offrirono a San Pietro una chiesetta nel paese di Arenas. Egli visitò il luogo e gli parve perfetto per una nuova fondazione. Oltre a piacergli, sentì interiormente che Dio aveva dei grandi disegni su quella chiesetta. Subito preparò tutto quanto era necessario per la fondazione, costruendo le piccole celle ed eremi per i frati. Fin dal 1562 San Pietro rimase ad Arenas.

L’esaurimento fisico e la malattia minavano il suo corpo, ma il santo rifiutava qualunque mitigazione nelle penitenze. Verso la metà di ottobre, quando era in viaggio, peggiorò la malattia. Il santo chiese di essere portato ad Arenas per morire tra i suoi fratelli. Il giorno 18 si svegliò molto contento e iniziò a pregare il «Miserere». Poi esclamò:

«Quale gioia, quando mi dissero, andremo alla casa del Signore!».

In quel momento chiese aiuto per mettersi in ginocchio e così morì. a notizia della sua morte si diffuse immediatamente per tutta la zona e accorsero i vicini di Arenas e di altri paesi per congedarsi dal sant’uomo. Il suo sepolcro si convertì, fin dall’inizio, in luogo di pellegrinaggio. Papa Gregorio XV lo beatificò il 18 aprile 1622. Fu canonizzato da Clemente IX il 28/4/1669.

49a edizione della festa del gruppo Domenica 26 agosto la manifestazione dei Fratres donatori di sangue sicuramente verrà ricordata visto l’imprevedibilità del tempo, abbastanza ventoso e piuttosto freschino, in serata al convivio presso la pizzeria da Carlo, visto che eravamo sotto un cielo di stelle, alcuni presenti sono dovuti intervenire con maglioncini o felpe per ripararsi dalla brezza, oppure sorseggiando un bicchierino di buon vino.

La festa Fratres ha avuto inizio con la santa messa, in onore dei donatori di sangue, al termine dopo la benedizione ha fatto un saluto il nostro sindaco Gabriele, poi si è formato il corteo con la deposizione di una composizione a forma di cuore al monumento ai caduti di tutte le guerre. Premiazione dei donatori benemeriti. Per la prima donazione sono stati premiati:

Marta Lorenzelli, Davide Lazzeri, Alessandro Fiorini, Ludovica Lo Martire e Lauro Lazzeri. Per la decima donazione Giancarlo Ghimenti ed infine per la quarantesima donazione Elena Funaro.

Infine la lotteria con premi ricevuti in regalo dai nostri sponsor, circa una trentina. Il prossimo anno festeggeremo i nostri primi 50 anni di volontariato, mezzo secolo è passato da quel magico 1969 quando Villa contava poco più di 400 anime dobbiamo dar merito a coloro che con spirito umanitario intrapresero la strada dei volontari del sangue. Da una nostra ricerca siamo riusciti a sapere che i fratres villesi sono il nono gruppo costituitosi a livello nazionale cosa non da poco per il nostro piccolo borgo. Alcuni villesi fondatori, ormai ci guardano dal cielo, altri invece assistono di persona alle nostre manifestazioni paesane. Grazie a tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita della festa. Arrivederci al prossimo anno Ciao, il Ciaba