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Gennaio–febbraio 2019

L’Araldo di Villa Campanile,n. 1

Gennaio–febbraio 2019versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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Anno LVII n° 01 - gennaio - febbraio 2019

www.parrocchiadiorentano.it

L’VillaAraldo Campanile

di

don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT59O0623070961000040134370

PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

Carissimi fedeli, siamo già

La festa ha per nel tempo ordinario di protagonisti Gesù, febbraio, tempo di attesa e Maria e Giuseppe: di preparazione alla santa Gesù compie quaresima che inizierà con il l’oblazione di sé al mercoledì delle ceneri, il 6 marzo.

Padre, che si compirà Un tempo questo in cui siamo chiamati a poi sulla Croce. E Maria, assieme a manifestare al Signore la nostra fedeltà e il Giuseppe, offre il suo nostro amore partecipando assiduamente alla divin Figlio: inizia per santa messa domenicale e mandando i vostri Lei la lacerazione figli al catechismo in preparazione ai sacramenti intima di una rinuncia che inaugura la sua missione di Corredentrice del genere umano. La processione con le della fede. Un invito perciò ad candele benedette sviluppa il tema di Cristo che è «Luce del mondo». San Luca ci racconta essere cristiani attivi e partecipi come San Giuseppe e la Madonna, secondo la Legge di Mosè, portano il Bambino Gesù a della vita della chiesa. Solo nei Gerusalemme per presentarlo al Signore. Essi lo offrono per noi al Padre, e un giorno Egli sacramenti ci è dato di incontrarci sarà come Agnello Immacolato che verrà sacrificato per noi sulla Croce. Mistero santo che si rinnova in ogni Sacrificio Eucaristico. Gesù è portato al Tempio per la circoncisione: è un veramente con il Signore Gesù. segno di obbedienza alla Legge da parte dei suoi genitori che non si sentono diversi o Non siate pigri, non lasciatevi migliori, ma appartenenti ad un popolo ricco di tradizioni religiose che essi vogliono prendere dallo scoraggiamento , rispettare. Nel momento dell’offerta del primogenito a Dio, Maria e Giuseppe incontrano il nella consapevolezza che chi vecchio e sconfortato Simeone che, illuminato dallo Spirito Santo, percepisce subito la avrà perseverato fino alla fine novità di quanto sta accadendo: non sono delle creature umane che presentano un bambino a Dio, ma è Dio che presenta il suo Bambino agli uomini: «introduce il Primogenito nel sarà salvo. Venite alla santa mondo». Simeone è il simbolo della fedeltà del popolo di Israele che aspetta con fiducia la messa, il Signore Gesù vi aspetta venuta del Messia, da tutta la vita sale al Tempio sperando di vederlo, ma ora è anziano e Luca per essere in voi fonte di gioia e di ci lascia intuire la sua stanchezza interiore, che è la stanchezza di tanti anziani che pace Vi benedico tutti, incontriamo ogni giorno. Simeone è il simbolo del nostro vecchio mondo, un mondo vostro don Sergio invecchiato negli anni, ma dove lo Spirito ringiovanisce la vista della fede, e permette di distinguere il segno della presenza di Dio anche là dove non si vede nulla. Simeone è il OGNI VENERDI’ simbolo dell’ansia profonda di ogni uomo, perché la vita è desiderio insoddisfatto, la vita è DI QUARESIMA cammino, la vita è attesa. Attesa di luce, di salvezza, di un qualche senso che sbrogli la «VIA CRUCIS» matassa delle nostre inquietudini e dei nostri «perché». La preghiera intensa di Simeone che IN CHIESA finalmente vede l’atteso, è bellissima: ora è sazio, soddisfatto, ora ha capito, ora può andare, ora tutto torna. Sono sufficienti tre minuti per dare senso e luce a tutta una vita di sofferenze, ORE 17,00 tre minuti per dare luce ad una vita di attesa. L’importante è avere un cuore spalancato, MARZO 8, 15, 22, capace, non rinchiuso dal dolore e dalla rabbia, non asfaltato, non superficiale. In questa festa 29, APRILE 5, 12 della luce, che il Signore doni a ciascuno di noi, specialmente a chi è affaticato e sconfortato, di stare desto, di non accasciarsi, di non arrendersi, per vedere nella propria vita, la traccia del passaggio di Dio. Il bisogno di incontrare, di vedere Dio è l’anelito inconfessato d’ogni cuore pensoso: tutti gli uomini – dice san Paolo – «andando come a tentoni» cercano Dio «se mai arrivino a trovarlo». Ebbene oggi troviamo un uomo che Dio l’ha incontrato, ed esclama con gioia: Signore, ora posso morire in pace perché i miei occhi hanno visto il tuo Salvatore venuto per tutti gli uomini! Ma solo i poveri e i piccoli lo sanno riconoscere, divenendo quindi, questo Gesù, in mezzo agli uomini «segno di contraddizione». «Ti benedico, o Padre – ebbe un giorno a pregare Gesù – perché hai tenuto nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» E’ la piccolezza della fede, che non presume di sapere e risolvere la vita da sé, ma accetta la visione delle cose dalla Parola di Dio e si abbandona fiducioso nel Dio che si offre fratello e salvatore all’uomo che si riconosce bisognoso del suo amore e della sua pienezza di vita. Appunto l’uomo che, come Maria, come Simeone e Anna, sono mossi dallo Spirito: ”Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio”. «Poi Simeone parlò a Maria: E anche a te una spada trafiggerà l’anima». E’ la grande prova della fede di Maria, quando soprattutto ai piedi della croce vedrà il suo figlio schiacciato dai malvagi; la prova di divenire partecipe della sofferenza di Lui per essere con Gesù corredentrice degli uomini peccatori. «La madre e il padre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.» Non ci deve meravigliare il fatto che si stupiscano; è normale che puntano a vivere la presenza di questo figlio come una cosa il più normale possibile. Ma le frasi di Simeone hanno colpito Maria. Gli sono entrate dentro come una verità bella, ma anche dura, che viene a completare ciò che già sa di questo bambino. Maria l’avrà percepite tanto vere quanto incomprensibili. Sono parole che gli entrano dentro, come una luce che si illumina sempre di più, con il passare degli anni, seguendo Gesù fino alla Croce. Perciò dopo, non può fare a meno di raccontalo; perché è successo tutto come aveva detto Simeone!

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2 Gli amici della Zizzi - conosciamoli meglio Tombola in parrocchia

la sede di Orentano Anna Sofia, detta «Zizzi», una bella persona molto conosciuta e stimata a Livorno come professoressa di stenografia, morì per un tumore all’età di 47 anni. Il figlio Riccardo, dopo un periodo di profondo dolore, iniziò a dedicare la propria vita, insieme a Roberta, ai tanti bambini a rischio della città. Nacquero così gli «Amici della Zizzi» La sede si trova a Livorno. L’allora Circoscrizione 7 concesse l’uso dei locali di Via Piemonte, sede storica dell’Associazione dove ogni giorno tantissimi bambini venivano seguiti nei compiti scolastici e nel gioco. 04/01/86 – Morte della Zizzi, mamma del fondatore Riccardo Ripoli 10/09/86 – Riccardo Ripoli e Roberta Filice iniziano privatamente a dare ripetizioni a bambini con disagio - 19/05/87 – Fondazione con atto notarile dell’Associazione «Amici della Zizzi» - 10/09/87 – Inizio delle attività nella sede di Via Piemonte concessa dal Comune di Livorno. Sin da subito nacque l’esigenza di dare qualcosa di più ai bambini per insegnare loro ad avere cura di sé stessi, fare in modo che si lavassero e che avessero cibo in abbondanza. Con grande sacrificio venne stipulato il compromesso per l’acquisto di una casa in campagna a cinquanta chilometri da Livorno dove passare i fine settimana ed il periodo estivo, cui seguì anni dopo l’acquisto di una casa più grande e con più terreno. Nel frattempo vennero condonate le strutture di Via Piemonte che in seguito furono vendute all’Associazione Amici della Zizzi dalla famiglia Fremura.

01/07/90 – Acquisto della prima casa in campagna ad Orentano.

10/05/94 – Iscrizione all’Albo Regionale del Volontariato presso la Regione Toscana - 12/05/94 – Acquisto seconda Casa di campagna ad Orentano e inizio ristrutturazione - 31/12/94 – Condono edilizio della sede di Via Piemonte, abusivamente costruita dal Comune di Livorno. Serena, una volontaria

10 maggio 2012 Riccardo e Roberta ricevono una targa dal sindaco Gabriele Toti per i loro 25 anni di attività

Altra mirabolante, immancabile ed attesa iniziativa nel palinsesto pro-villa campanile è stata senz’altro la tombola gestita dalle chiromanti in maniera allegra e pimpante insieme a voi assidui ed imperterriti frequentatori, un’ unica e grande famiglia, un’ insieme di nonni, zii, genitori, nipoti ecc., la nostra tombola accomuna tutte le generazioni .

Le Chiromanti ringraziano tutti per questo grande affetto (Attilio Boni) dell’Associazione, offrì per tre anni una casa che aveva ereditato per ospitare in maniera residenziale dei bambini, e da quel momento molti bambini cominciarono ad essere accolti in affidamento. Nel frattempo morì anche il nonno di Riccardo e venne organizzata un’asta con quadri di valore che permiserol’acquisto di una casa ove accogliere altri bambini in affidamento. 10/09/96 – Concessione in uso di una palazzina a Livorno, adibita a casa famiglia. 22/12/97 – Acquisto terreni ove sorge la sede di Via Piemonte. 11/03/99 – Trasformazione dell’Associazione in O.N.L.U.S. 21/04/99 – Acquisto di una casa a Livorno destinata all’Affidamento. L’Associazione cominciava a farsi conoscere ed apprezzare, tanto che l’On. Luciano Violante, allora Presidente della Camera volle conoscere i fondatori, per poi venire successivamente a Livorno per far visita ai ragazzi. Nacque così una bella amicizia. Fu in quegli anni che venne alla luce un portale dedicato esclusivamente all’Affido per dare consigli sul come poter accogliere un bambino denominato: SOS-Affido 10/07/99 – Restituzione casa concessa in uso nel 1996 - 18/10/99 – Vendita prima casa di campagna.

20/07/00 – Visita a Livorno da parte dell’On. Luciano Violante ai bambini dell’Associazione. 19/04/01 – Presentazione del primo portale nazionale sull’Affidamento Sos-Affido. Ebbe inizio la progettazione di Casa Zizzi. Si tratta di una struttura da 2500 mq da far sorgere sul terreno di Via Piemonte, nel quartiere di Coteto a Livorno.

Ma il progetto fu osteggiato dal Comune perché non allineati politicamente, ma gli Amici della Zizzi non si arresero. Così dopo sei anni ottennero l’approvazione del progetto, stipulando anche una convenzione con il Comune, progetto al momento fermo per mancanza di fondi. 09/01/04 – Presentazione Progetto Casa Zizzi da 2500 mq al Comune di Livorno. 27/09/10 – Approvazione Progetto Casa Zizzi da parte del Comune di Livorno. 09/01/11 – Firma Convenzione con Comune di Livorno per Casa Zizzi Recentemente l’Associazione Amici della Zizzi onlus ha acquistato un appartamento a Livorno che è stato adibito a Casa Famiglia per sei minori «Millecolori» Alla realizzazione hanno partecipato Fondazione Livorno e Chiesa Valdese, ricevendo l’autorizzazione al funzionamento dal Comune e l’accreditamento dalla Regione Toscana.

Attualmente ospita sei minori. 22/07/14 – Acquisto Casa a Livorno da Adibire a Casa Famiglia. 30/11/15 – Accreditamento Regionale Casa Famiglia Millecolori. E nel mezzo tanti premi e riconoscimenti, partecipazione a trasmissioni tv, vacanze ed iniziative con i ragazzi, pubblicazione di libri, progetti da realizzare, sogni nel cassetto. Oltre 750 bambini accuditi, di cui 54 in affidamento 24/05/16 – Audizione del Presidente Dott. Riccardo Ripoli presso la Commissione Bicamerale Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza per indagine conoscitiva sui minori fuori famiglia … e la storia continua. Trent’anni sono una tappa, un momento per darci forza per raggiungere nuovi obiettivi ed aiutare tanti altri bambini a trovare amore ed una famiglia che li ami e li rispetti.

Sostieni gli Amici della Zizzi con una donazione. Per venire a trovarci e collaborare con noi e per ogni altro tipo di informazione anche sull’affido: info@zizzi.org 347.18 41 850

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nella famiglia parrocchiale .......

Ricordiamo a tutte le coppie che intendono sposarsi nel 2019, che è obbligatoria la frequenza al corso di preparazione al matrimonio. Inizierà a febbraio, ogni lunedì, dal 4 febbraio alle 21,15 nella cappellina dell’ asilo di Orentano CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE

… «CONVERTITI E CREDI AL VANGELO».

Bilancio parrocchiale consuntivo anno 2018 ENTRATE € 15.553,67 USCITE € 14.724,54 UTILE € 829,13

30 novembre CARMINE EZIO SANTOSUOSSO di anni 70

L’imposizione delle ceneri ha assunto il simbolismo della fragilità e brevità della vita. Il ricordo della morte.

11 gennaio «L’uomo-polvere» è l’uomo che si è allontanato da Dio, ha PIETRO ORLANDINI Questo è il riepilogo generale. Rifiutato il dialogo, è stato sfrattato dalla sua dimora, ha respinto di anni 82 il dinamismo dell’amore per incamminarsi lungo una traiettoria Chiunque volesse vedere nel 22 gennaio di dissoluzione e di morte, si oppone a Dio, volge le spalle al dettaglio le entrate FRANCA MARI suo essere e si condanna al nulla. L’appuntamento con la cenere ved. Niccoli di anni 90 e le uscite è sufficiente chiederlo è fondamentalmente l’appuntamento con la vita. E’ il Signore che continua a correre dietro a noi per dirci di ricominciare a IL NOSTRO vivere la vita, di non rimanere a terra, di continuare a lottare, di NATALE risorgere con lui! Con la solenne liturgia dell’imposizione delle Sacre Ceneri e la celebrazione della Santa Messa si da Negli anni 60 e70, mentre il inizio al TEMPO FORTE della Quaresima in quartettodeiBeatles preparazione alla Santa Pasqua della Redenzione iniziava a cantare le loro BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE NELLE CASE melodie, gradevolissime, io insieme ad altri coetanei, La benedizione pasquale delle venivamo alla luce ed in famiglie costituisce un’antica quegli anni le festività tradizione della Chiesa. Natalizie erano molto diverse dai tempi odierni. Il Natale lo Attraverso questa modalità il incominciavamo ad assaporare fin dal primo giorno di scuola, il primo parroco o chi per lui visita le ottobre, san Remigio. Cominciavamo ad immaginare quali prelibatezze famiglie portando la pace. Non avremmo gustato , cucinate dalle nostre mamme sotto la supervisione si tratta allora di una generica delle nonne. Altro che «Masterchef», autentica goduria alimentare, vista «Spruzzatina» d’acqua santa su l’austerità di quel tempo, ma di grande intraprendenza lavorativa, però le pareti e mobili di una casa finanze erano quel che erano ed il cibo degli orti e qualche frutto, in tavola vuota, ma l’incontro con chi non mancava. Alcuni animali da cortile, allevati caserecciamente, «vive» la casa e nella casa, finivano regolarmente in pentola. Si preparava l’albero, un abete piantato appunto la famiglia. Cristo è la nell’orto alcuni anni fa, fili rossi, argentati o d’oro, lampadine colorate, con nostra pace offerta, lucine intermittenti dai mille colori e l’immancabile punta di vetro gratuitamente a tutti. Questa colorato. Di regali sotto l’albero non ce n’erano molti, qualche volta anche pace così offerta, costituisce il fondamento e il sostegno di ogni impegno per la pace, non solo zero. Davamo la colpa a Babbo Natale che, col passare degli anni e di quella nel mondo, ma anche di quella nel nostro cuore, nella l’aumento del giro vita, non aveva potuto passare attraverso il camino. Nostra famiglia, nelle nostre relazioni quotidiane. Anche la Però la sera della Befana, con la letterina scritta, in cui chiedevamo famiglia allora come la Chiesa, diventa «casa e scuola di all’anziana signora una moltitudine di cose, qualcosa arrivava sempre, non comunione». Una casa, la famiglia costruita sul saldo proprio come le richieste, ma andava bene così. Mi ricordo che un anno, fondamento della Parola di Dio, roccia stabile e sicura, su cui nella calza, trovai noci, frutta e carbone nero da camino, non come quello trovare forza, costanza, decisione di perseverare nell’ impegno d’oggi che è commestibile. La delusione fu tale, che rimasi tutto il giorno di fedeltà, verità e indissolubilità a suo tempo assunto. Con muto, senza dire una parola, neanche ai miei genitori, loro cercavano di questo augurio ci accingiamo a farvi visita, per portare a tutti la convincermi a pensare a come mai la Befana avesse agito così. A volte si benedizione di Dio e potere insieme benedire il Signore. Vedevano in televisione, in bianco e nero, sia Babbo Natale che la Befana, «L’anima mia magnifica il Signore…» è il canto di gioia e di pur sapendo che era vestito di rosso, barba e capelli bianchi, cappello rosso umiltà della Vergine Maria «tempio – casa – di Dio» e viaggiava sopra una slitta trainata da renne, animali che noi ragazzi non Lunedì 1° aprile da P.zza Pertini, fam Vannelli, via Ulivi fino alla fam. avevamo mai visto. Il 6 gennaio, l’arrivo dei Re Magi, che portavano doni a Gesù Bambino, Barghini. Martedì 2 aprile Via Signorini, dal n°1 (Rigon), fino alla corte si collaborava ad allestire il presepe con Signorini. Mercoledì 3 aprile Corti: Belvedere, via Ponticelli 213, fantasia ed impegno, assieme ai nostri Nandone, Mengaccino, Bistone, Cherubino, Guerrino e Bacarino. Giovedì genitori. Frequentavamo il catechismo, senza 4 aprile Via del campo sportivo, Foresto, Monello, Luini, Lo Scorpione, mancare mai alla messa di mezzanotte. Questo via Ulivi fino alla via Romana. Venerdì 5 aprile Via Romana, da corte era il nostro Natale di quegli anni spensierati e felici, non ancora maturi ed inconsapevoli del Montanelli fino a Chimenti. Lunedì 8 aprile P.za Gennai, Corti Camillino, futuro. Il futuro è arrivato piuttosto Lippo, La Toppa, Mennino, Menconi, Lo Spettore, Lelli. Martedì 9 aprile velocemente, non possiamo che ricordare quel Via Tullio Cristiani, da fam. Barbieri, Buonaguidi, Gattorosso, Giannella tempo, raccontandolo malinconicamente alle destra e sinistra, Bertoncini e corte Dori. Mercoledì 10 aprile Via Dori, nuove generazioni, a volte increduli ed partendo dalla Chiesa, Bisti, Regoli, Tasciuano, fam. Megaro, via Romana affascinati da ciò che diciamo, purtroppo quei momenti non potranno tornare, se non in fino a fam. Bocciardi. Giovedì 12 aprile Dall’ asilo via Ulivi fino a corte qualche scritto nostalgico come questo.

Lazzeri, via della Vite e via Cerro Venerdì 13 aprile P.za san Pietro Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba d’ Alcàntara e via della Pace, via Dori e dal bar fino alla chiesa,

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4 Consegna delle calze della Befana ai bambini di Villa Campanile da parte del comitato della tombola

Il tronco caduto C’è una bella leggenda degli indiani Cherokee a riguardo del «rito di passaggio» che dice questo: Il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo. Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino. Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO. Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun altro perché ogni giovane deve diventare uomo da solo.. Il ragazzo è chiaramente terrorizzato … sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz’altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini pericolosi che gli faranno del male. Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo, in fondo è l’unico modo per diventare uomo! Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto sul tronco a fianco a lui. E’ stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva. Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, Dio non ci abbandona mai, e fa la guardia … seduto sul tronco a fianco a noi.

un grazie a tutti coloro che hanno partecipato a queste serate un pò gelide....con tanto entusiasmo.....grazie a tutti di cuore La calza della Befana è una delle tradizioni più attese da tutti i bambini: la calza riserva sempre golose sorprese per tutti coloro che se le meritano! L’Epifania conclude il ciclo delle festività invernali, ed è molto sentita dai bambini che non vedono l’ora di scoprire cosa ha portato l’anziana signora. La befana: una generosa nonnina dall’aspetto trasandato con la sua immancabile scopa che porta doni e leccornie a tutti i bambini. Ma come nasce la figura della Befana? Come succede solitamente a tutte le figure di cui le origini si perdono nel tempo, anche la Befana non fa eccezione. La figura della Befana, come oggi la conosciamo, pare derivi da un adattamento del cristianesimo a tutte le tradizioni pagane esposte in precedenza. La leggenda narra che i Re Magi, durante il loro percorso, chiesero informazioni ad una signora anziana, che però non credette all’avvento del Salvatore. Dopo pochi giorni dalla nascita di Gesù, la vecchietta si pentì del suo comportamento, e per farsi perdonare decise di offrire doni a tutti i bambini nella speranza di darne uno anche al Salvatore. La vecchina era però molto povera, vestiva con abiti trasandati, rattoppati e con le «scarpe tutte rotte»: per questo, tutti gli abitanti del luogo appesero scarpe fuori dalle abitazioni e calze all’interno delle abitazioni, così la vecchietta poteva scegliere se raccogliere calze e scarpe o riempirle di leccornie. ( di Anna Caracciolo)

La corsa dei Babbi Natale Effetto domino per gli impossibili FRATRES villesi al seguito della manifestazione podistica «La corsa dei Babbi Natale» svoltasi sulle strade di Montecatini Terme. Non molto allenati, ma con voglia di mettersi in gioco, stupirsi e stupire, tutti rigorosamente con abito rosso, barba e capelli bianchissimi. Assieme ad altri vestiti allo stesso modo abbiamo intrapreso questa avventura ed avventura è stata, visto lo scarso allenamento. L’atmosfera natalizia ha contagiato tutti al passaggio dei Babbi Natale, salutando e scambiando battute di buon auspicio per la vita vissuta e quella che verrà. Gioia ed incredulità per i più piccoli, alla vista di una folta schiera vestita di rosso, basta una piccola dose di simpatia e due parole pronunciate con il cuore ed ecco un effetto domino di buone azioni. (Attilio Boni)

Come New York è la città che non dorme mai, noi FRATRES, ogni tanto ci addormentiamo, per poi svegliarsi, come la bella addormentata, creando nuove iniziative , oppure dando continuità alle tradizioni iniziate dai nostri predecessori, come la consegna del dono natalizio agli anziani, patrimonio di saggezza e cultura di Villa Campanile. Quest’anno il dono consisteva in una confezione contenente un panettone od un pandoro insieme ad una bottiglia di spumante. Il tutto è stato offerto dalle associazioni paesane di volontariato, Fratres, Misericordia e Pro-loco, speriamo di non aver dimenticato qualcuno che ha compiuto gli anni. Nel nostro piccolo borgo abbiamo notato che gli anziani sono accuditi e assistiti dai propri familiari in modo molto egregio e aggiungo cristiano, perché dando retta a quanto si sente alla tv o si legge nei giornali, c’è da mettersi le mani nei capelli. Dovunque siamo andati, siamo stati ben accolti e ci hanno sempre offerto un caffè od un bicchierino, abbiamo molto volentieri scambiato quattro chiacchiere e siamo venuti via arricchiti nello spirito . Un grazie doveroso a tutti quei volontari che si sono adoperati per la buona riuscita della «missione». I FRATRES hanno anche organizzato il Natale presso il bar «C’era una volta», portando doni per tutti i bambini, non solo caramelle e dolciumi vari, ma anche doni da posizionare poi sotto l’albero. Il carro-slitta è arrivato, ma le renne, quest’anno cagionevoli di salute, non c’erano. Pazienza Babbo Natale si è arrangiato lo stesso.

Nonostante il progresso proceda senza sosta, certe tradizioni hanno ancora il loro fascino. Ancora oggi, che abbiamo tutto a disposizione, ed è sempre festa, anche i ragazzi più tecnologici riescono ad assaporare la magia del Natale, magari la frequenza al catechismo ed alle funzioni in parrocchia, perché il Natale deve essere dentro di noi, Gesù deve nascere di nuovo nel cuore di ognuno di noi. Ma in tanta gioia, il pensiero vada rivolto a chi è in un letto ammalato, oppure in ospedale e si trova lontano dagli affetti familiari. Il sei gennaio, Epifania del Signore, abbiamo distribuito, al termine della messa, le calze della Befana a tutti i bambini presenti ed anche a qualche nonna (Attilio B.)