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Maggio–giugno 2019

L’Araldo di Villa Campanile,n. 3

Maggio–giugno 2019versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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Anno LVII n° 03 - maggio-giugno 2019

www.parrocchiadiorentano.it

L’VillaAraldo Campanile

di

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT59O0623070961000040134370

Carissimi fedeli, terminato il mese di maggio dedicato alla Mercoledì 26 giugno - pellegrinaggio a Madonna, col maggetto nelle corti, con notevole partecipazione, Roma per l’udienza dal santo Padre con il mese di giugno la nostra comunità parrocchiale vede Francesco con i ragazzi della prima comunione di Orentano terminare il catechismo per la pausa estiva. Ma anche questo mese e Villa Campanile riserva appuntamenti importanti, il 16 giugno festa della ss. Trinità, 12 -------dei nostri ragazzi riceveranno la Prima Comunione, poi il 23 giugno partenza ore 3,00 dall’asilo di Orentano solennità del Corpus Domini, la messa inizierà un po’ prima perché arrivo a Roma ore 8,00 circa termineremo con la processione e poi mercoledì 26 andremo a Roma per udienza ore 10,00 l’udienza da Papa Francesco. Tutti momenti questi, in cui anche noi pranzo da Remo e Romolo ore 12,30 adulti siamo chiamati a riscoprire l’importanza della partecipazione alla visita al Colosseo ore 15,00 s. messa. Vi aspetto e vi benedico tutti, vostro don Sergio partenza per Orentano ore 17,00 Domenica 16 giugno prima comunione per:

Gabriele Benigni Maicol Biagini Caterina Botrini Mattia Brogi Amalia Chiriac Cristian Carbone Ashly Giuffrida Daren Giuffrida Noemi Guerra Rebecca Licursi Mattia Reino Jacopo Volpicelli

rientro ore 22,00 circa

iscrizioni in sacrestia

La prima comunione è un sacramento fondamentale per la crescita spirituale e religiosa di un bambino. Grazie alla comunione entra nella comunità di fedeli. Dopo l’ammissione tramite il battesimo e la comprensione del perdono attraverso la confessione, il bambino diventa con la comunione protagonista, e non più solo spettatore, della propria vita spirituale. Con la comunione il bambino riceve il corpo e il sangue di Gesù per la prima volta e da questo momento potrà accedere al sacramento ogni volta che presiederà alla messa. Per questo motivo viene preparato con attenzione: la comunione non è infatti un sacramento da prendere alla leggera. La comunione nella liturgia cattolica è strettamente legata alla Pasqua, in quanto trae le sue origini dall’episodio dell’Ultima Cena che precedette la cattura, la crocifissione e la resurrezione di Gesù Cristo. Quattro fonti del Nuovo Testamento narrano l’istituzione dell’Eucarestia durante l’Ultima Cena: il Vangelo secondo Matteo, Marco e Luca e la prima lettera ai Corinzi. L’episodio mostra Gesù spezzare il pane e distribuire il vino ai discepoli come suo corpo e suo sangue, prima di essere tradito da Giuda. Durante il rito egli incaricò i discepoli di continuare a fare lo stesso in sua memoria. La celebrazione dell’Eucarestia è quindi considerata a livello storico e religioso un impegno lasciato alla chiesa cattolica da Gesù stesso. Per questo viene riproposta durante la messa come rinnovamento dell’incarico di Cristo. La parola Eucarestia deriva dal greco e significa letteralmente «rendo grazie». Essa rappresenta il momento centrale della celebrazione liturgica della messa, nonché il cuore stesso della religione cristiano-cattolica. Durante l’Eucarestia infatti si verifica quella che viene chiamata «transustanziazione» del pane e del vino, cioè la loro trasformazione in corpo e sangue di Cristo per mezzo dello spirito Santo. Pane e vino, pur mantenendo le loro caratteristiche esteriori, diventano realmente, e non solo simbolicamente, parte stessa di Gesù, il quale le offrì in sacrificio all’umanità per la salvezza e la redenzione. Poiché la comunione è un sacramento così importante e ricco di significati, non ci si può avvicinare ad essa con leggerezza o come se fosse una festa qualunque. È importante al contrario prepararla con cura e serietà. In passato il sacramento non veniva celebrato prima dei dodici anni: si pensava infatti che fosse necessaria una grande consapevolezza e maturità per riceverla. Dopo il 1910 l’età necessaria per poter fare la prima comunione è stata abbassata. Solitamente oggi si fa la prima comunione intorno ai dieci anni (tra la terza e la quarta elementare). È il percorso di catechismo a preparare il bambino e la bambina a ricevere il corpo e il sangue di Gesù. Il catechismo li aiuterà anche a conoscere i segni, i riti, le formule e gli atteggiamenti corretti da tenere durante la messa e durante la celebrazione. È importante che i bambini vengano accompagnati anche nella risposta alle domande e ai dubbi. Fondamentali sono quindi non solo i catechisti, ma anche il sacerdote, ed i genitori: persone adulte che hanno già compiuto il loro percorso nei sacramenti e che potranno aiutare il bambino a capire fino in fondo l’importanza di quanto sta per fare.

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2 ORDINAZIONE DIACONALE DI FEDERICO CIFELLI 25 aprile - Festa della Liberazione La sera del 28 aprile, Domenica Il 25 aprile è della Divina Misericordia, il ufficialmente una delle seminarista Federico Cifelli ha festività civili della ricevuto l’Ordinazione Diaconale Repubblica italiana, nella chiesa parrocchiale di scelta per ricordare la Orentano, gremita di fedeli e di fine dell’occupazione amici, la sua parrocchia dove è tedesca in Italia, del nata e maturata la sua vocazione al regime fascista e della sacerdozio ministeriale e dove tre Seconda guerra anni fa, il 16 marzo 2016, iniziò il mondiale suo percorso con la Candidatura simbolicamente agli ordini sacri. Il ministero del indicata al 25 aprile, diaconato nasce in seno alla 1945 La data del 25 aprile venne stabilita ufficialmente nel 1949, e fu scelta convenzionalmente perché fu il giorno della Federico con il vescovo liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Atti degli Apostoli sappiamo infatti che, Torino, ma la guerra continuò perqualche giorno ancora, fino dopo la Pentecoste, aumentando sempre ai primi giorni di maggio. Ogni anno anche aVilla Campanile più il numero dei cristiani, gli apostoli se ne celebra il ricordo. La cerimonia si è tenuta alle ore 11,30 dovettero scegliersi dei collaboratori con il corteo che dalla chiesa ha percorso via Dori fino ad che li aiutassero a compiere il loro arrivare al parco della rimembranza. Accompagnati dalle servizio nella comunità cristiana, musiche della Leone Lotti di Orentano, i partecipanti, con i soprattutto nel ministero della parola e labari delle associazioni del paese, hanno deposto una corona della carità. La stessa cosa continua a di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre. Hanno poi fare il vescovo, successore degli preso la parola le autorità che hanno tracciato un breve apostoli ogni volta che ordina un ricordo della manifestazione ed hanno poi spiegato «che diacono: per mezzo dell’imposizione quest’anno abbiamo deciso di dare la parola ad alcuni alunni delle mani e della preghiera, lo rende delle scuole» per Villa Campanile ha parlato Alice De Luca e partecipe del suo stesso ministero. Il riporto qui di seguito le sue parole: diacono, sostenuto dalla grazia Ciao a tutti, sono Alice e frequento la sacramentale e dal dono dello Spirito scuola media di Orentano, il brano Santo, nel ministero della predicazione, che segue è tratto dal tema che ho della liturgia e della carità, servirà il scelto per il concorso indetto dall’ popolo di Dio, in comunione con il ANED (associazione nazionale ex vescovo e i suoi sacerdoti. Questa deportati) e che mi ha permesso di don Roberto e don Sergio missione, che è partecipazione di quella partecipare al pellegrinaggio negli stessa di Gesù, impone loro di essere vestono il nuovo Diacono Alice De Luca misericordiosi, attivi, camminanti nella verità del ignore, il quale si è fatto servo di tutti” Tutti siamo invitati a pregare per Federico e a sostenerlo in un Sin dall’antichità troppe persone iniziarono a pensare che la forte abbraccio in questo importante passo tappa verso il sacerdozio. Propria «razza» fosse migliore delle altre. Quando gli Dall’omelia del Vescovo Andrea: «Caro Federico, hai imparato a conoscere europei andarono dai nativi americani e, pensando di essere chi sono i poveri. Li hai incontrati nella nostra terra toscana, li hai incontrati migliori, rubarono loro tutto e li rinchiusero in riserve nei tempi vari della tua vita, li ha conosciuti e hai condiviso con loro un speciali: questo è un esempio. Ma non c’è stato solo questo tratto di cammino alla Sanità a Napoli. Segni e prodigi sono loro, i poveri. Avvenimento. Anche nella prima guerra mondiale, un Sono loro che ci regalano, che ti regalano di toccare le piaghe del Signore gruppo di persone, i «nazionalisti», pensavano che il proprio Crocifisso e risorto e di sperimentare l’amore. Il diacono deve servire tutti e, stato fosse migliore degli altri e che l’obbiettivo principale in particolare, i poveri, quasi che loro ti possano prendere la mano e portarla fosse conquistare e sottomettere tutti gli altri. Questo a toccare Gesù piagato, Gesù l’amante. Segni e prodigi devi compiere, caro pensiero però man mano si evolse fino a diventare Federico, nel servizio umile della carità, del dono della vita, del toccare i «nazismo» e persino «razzismo». Quando, anche in Italia, piagati della storia di oggi e della nostra società e potrai scoprire che i segni vennero istituite le leggi raziali, questa povera gente, che si era integrata benissimo, fu trattata malissimo, come degli che compirai sono i segni di Gesù».

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Chiesa apostoli c a. D agli ex campi di sterminio

W LA MAMMA animali, tanto da sentirsi «diversi», non sentirsi più italiani:

Sabato 11 e domenica 12 maggio in venivano rappresentati nei giornali e su alcuni manifesti occasione della festa della mamma, i brutti, gobbi e con il naso adunco. Veniva sparsa la voce che fratres ,donatori di sangue, per erano truffatori e persone orribili, così che anche la omaggiare la mamma, insostituibile popolazione cominciò a credere tutto ciò. I campi di presenza della nostra vita, hanno sterminio inizialmente erano stati costruiti per torturare e allestito il loro stand davanti la chiesa, uccidere politici contrari al pensiero nazista, poi però per distribuire le piantine floreali. La vennero ampliati e vennero portati là ebrei, omosessuali, mamma è sempre la mamma, lo sinti, testimoni di Geova, disabili e persone con disturbi sappiamo bene tutti, anche se qualche mentali, tutte persone che non facevano parte della razza incomprensione può nascere, nel modo «ariana» o perfetta. Io penso che essere razzisti sia una cosa di pensare loro ed il nostro di figli. Da ignoranti, perché pensare di essere superiore agli altri Talvolta nascono incomprensioni, incomprensioni, a volte anche notevoli, solo perché si ha la pelle o la cultura diversa, è ingiusto e per poi rientrare subito, con uno sguardo di mamma. Ce ne accorgiamo discriminante; penso inoltre che sia una cosa priva di senso, quando viene a mancare, allora rimpiangiamo certi momenti più o meno perché nessuno è perfetto. Anche oggi, nonostante i tranquilli passati insieme alla mamma, un pezzo di noi che insieme a lei molteplici avvenimenti storici e le innumerevoli prove, scomparirà, come una piccola tessera di un gigantesco puzzle che si ancora interi popoli pensano di essere superiori agli altri. Chiama vita, lasciando ricordi indelebili. Auguri a tutte le mamme del «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali mondo e noi figli godiamoci questo privilegio immenso a nostra davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di disposizione. Rinnovo l’occasione per invitarvi a donare sangue, una lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni necessità sempre attuale, specialmente nel periodo vacanziero. (Attilio B.) personali e sociali». ( articolo 3 della costituzione italiana)

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nella famiglia parrocchiale .......

40° Sabato 25 maggio Antonio (Tony) Fusco ed Alessandra Regoli hanno festeggiato le nozze di rubino, 40 anni di matrimonio. Si sposarono nella nostra chiesa il 24 maggio 1979, era priore don Giovacchino Fabrizi. Agli sposi i nostri più sinceri auguri.

Il consiglio del gruppo FRATRES in visita dal nostro vescovo mons. Andrea Migliavacca

Il nostro vescovo, cortesemente, ha esaudito la nostra richiesta di udienza , una piccola rappresentanza villese, parte del consiglio dei volontari FRATRES, giovedì 28 marzo si è Solenne inaugurazione ’Madonna del Rosario’ Orentano recato a san Miniato per l’ udienza . Il nostro vescovo, molto gentilmente, ha ascoltato le tematiche che gli abbiamo esposto la simbiosi e il rispetto tra le varie associazioni di volontariato villese, collaborando con la nostra parrocchia , amministrata dal priore don Sergio Occhipinti e dal diacono don Roberto Agrumi , le varie iniziative, ad esempio la tombola nel periodo natalizio fino all’Epifania, la pesca di beneficenza, nel primo fine settimana di agosto, in concomitanza con la festa del contadino, anch’essa una manifestazione del volontariato villese, gestita dalla locale Pro-loco ed altre iniziative nell’arco del panorama festaiolo villese, tutto in perfetta armonia con la parrocchia. Molto entusiasta e soddisfatto delle iniziative di tale associazione, S.E. ci ha esortato a continuare in questa direzione, cercando e coinvolgendo la gioventù . Abbiamo colto l’occasione per invitarlo a presenziare la nostra festa sociale nella ricorrenza del cinquantenario dell’associazione del volontariato FRATRES paesano. Purtroppo a causa di impegni nel periodo della nostra festa non potrà essere presente. Dispiaciuti, ma ugualmente soddisfatti , avendo scambiato le nostre impressioni assieme al nostro vescovo, Il 18 Maggio u.s. è stato solennemente inaugurato l’ampliamento della sicuramente avremo altre occasioni di poterlo incontrare, RSA e Centro aggregato diurno ’Madonna del Rosario’ di Orentano. La magari il 20 di ottobre per la Cresima. Tornando qualche passo bellissima cerimonia ha avuto inizio alle ore 14. 00 con l’accoglienza, da addietro, mons. Andrea ci ricordava che la prima parrocchia parte delle autorità, delle realtà associative e del popolo, di S. Em. Rev.ma della diocesi ad accoglierlo, durante l’insediamento come Card. Francesco Coccopalmerio e S. Ecc. Mons. Vescovo Andrea vescovo di san Miniato, fu proprio Villa Campanile, per Migliavacca. Dopo il saluto di accoglienza del parroco don Sergio

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questo ne se rberàsempreunottimo ricordo.

Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba Occhipinti i Pueri Cantores ed un anziano ospite della RSA hanno consegnato al Cardinale ed la Vescovo due ADORAZIONE mazzolini di gigli bianchi e, a seguire, la banda di Orentano ha EUCARISTICA intonato ’Noi vogliam Dio’. Al termine ha avuto inizio la S.

Messa presieduta dal Cardinale ed animata dalle bellissime voci delle corali di Orentano, S. Miniato e Fauglia.

Terminata la S. Messa haavuto avvio la processione con la statua della Madonna di Fatima che si è snodata fino al monumento ai caduti e da lì fino al retro della nuova ala della Casa di riposo passando per la scalinata ed il viale in Gianpiero Pieri 08-06-2009 pietra appena realizzate.

Arrivati nei pressi della Caro babbo, anche se sono struttura il Cardinale ed il trascorsi 10 anni dalla tua Vescovo, dopo il tradizionale scomparsa, noi ti abbiamo rullo dei tamburi della banda, sempre nei nostri cuori. Ci hanno tagliato il nastro Erasmo Bianucci 26-06-2009 manchi immensamente e ti VENERDI’ 21 giugno tricolore e, quindi, benedetto i pensiamo sempre. Ti «Per sempre nei dalle 21,00 alle 22,00 nuovi locali della struttura. Vogliamo bene. La famiglia nostri cuori» La famiglia

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4 Nella nostra chiesa, appena si entra, c’è il fonte battesimale, su cui spicca un affresco del pittore samminiatese Dilvo Lotti, rappresenta il battesimo di Gesù. Sotto il dipinto alla destra vi è una targa in marmo, posta dal padre Giuseppe, in ricordo del figlio Adriano Fenili, tragicamente scomparso all’età di 16 anni. Ho cercato di ricostruire la storia, grazie anche all’aiuto di Enrico Grassi che, da Torino mi ha inviato la pagina de «La Stampa» che riportava il fatto e che ho trascritto qui sotto.

Da «La Stampa» (quotidiano torinese) di martedì 25 giugno 1968 Un ragazzo è annegato per salvare un amico. La disgrazia è accaduta ieri pomeriggio al Sangone, a trecento metri dalla strada per Stupinigi. La vittima si chiamava Adriano Fenili, aveva 16 anni frequentava le medie e aiutava il fratello Giancarlo di 28 anni che gestisce il ristorante in via Montevecchio 13. Ieri giornata di festa e di sole, Adriano è andato al torrente con due amici, Antonio Siciliano di undici anni e Giuseppe Robilotta di 15 e sono scesi con il pulman nella località Borgaretto. Oltre il pioppeto, hanno raggiunto una spiaggetta sassosa. Indossati i costumi da bagno, il Robilotta è rimasto sdraiato all’ombra, gli altri due hanno incominciato a rincorrersi ed a scherzare in riva al torrente. Erano da poco passate le 16. In questo tratto il torrente è largo 8 metri, l’acqua arriva alla cintola, ma vi sono buche profonde due o tre metri e la corrente è forte per le recenti piogge. Comunque i ragazzi non avevano intenzione di bagnarsi. Ma, correndo, il Siciliano ha perso uno zoccolo che è finito nel torrente. Ha cercato di recuperarlo ma è finito con l’acqua fino alla gola. Ha annaspato, è stato preso dal panico e ha gridato. Il Fenili lo ha visto in difficoltà ed è accorso in aiuto. Era un discreto nuotatore e non ha esitato a tuffarsi, ha raggiunto l’amico che si è aggrappato a lui disperatamente, rendendogli difficili i movimenti. La situazione è diventata disperata anche per il Fenili. Lo hanno visto sorreggere l’amico mentre egli affondava sempre di più scomparendo sott’ acqua. Sulla riva opposta vi erano tre giovani ed uno di loro, Pietro Martinazzo, di 17 anni si è gettato in acqua, ha nuotato verso i due che stavano annegando, ha afferrato il Siciliano, che ormai aveva perso i sensi, e lo ha portato a riva. Poi si è voltato per soccorrere il Fenili, ma non lo ha più visto. Si è immerso ma ha dovuto rinunciare alla ricerca perché l’acqua era torbida e assai profonda in quel punto. Intanto il Robilotta, ed altre persone, cercavano, con la respirazione artificiale di rianimare il Siciliano. Dopo qualche minuto il ragazzo ha dato segni di vita, ma era ancora privo di conoscenza. Qualcuno è corso alla strada per Stupinigi ed ha incontrato una pattuglia della Stradale che, via radio, ha chiamato i Vigili del Fuoco e la Croce Rossa. Poco dopo l’ambulanza ha trasportato il Siciliano alle Molinette, dove è stato facilmente rianimato. I pompieri stavano scandagliando il torrente per recuperare il cadavere quando, poco dopo le 18, è arrivato il fratello Giancarlo «ma non è possibile – diceva – Adriano sa nuotare». Ma pochi minuti dopo hanno portato in

superficie il corpo del ragazzo «Adriano dovevi restare con me» ha gridato Giancarlo cadendo sulle ginocchia e scoppiando in singhiozzi. Poi siccome i necrofori tardavano ad arrivare, ha caricato il cadavere del fratello sulla propria auto e lo ha trasportato al cimitero di Beinasco, alla camera mortuaria per le constatazioni di legge. In occasione del 50° anniversario della morte di Adriano, la famiglia di Enrico Grassi ha voluto fare una elargizione alla parrocchia di Villa . Ci ha lasciato il dott. Luciano

Botoni, per oltre 40 anni è stato il medico di tutti

Venerdì 26 aprile è deceduto all’ospedale di Pescia all’età di 88 anni.

Era nato a Foligno (PG) il 15 gennaio 1931 - dal 2000 era in pensione Le parole del nostro sindaco: Apprendo con profondo dolore la scomparsa di Luciano Botoni per una vita ’Il Dottore ’ di Orentano e Villa Campanile. Ha curato intere generazioni, in quella professione che rappresentava una vera e propria missione (senza le tecnologie che conosciamo oggi) ed una disponibilità verso gli assistiti che era nelle 24 ore del giorno.

I miei ricordi, e in generale degli assistiti, sono legati ad una figura sempre presente nel momento del bisogno: persona preparata, capace di darti la diagnosi, già dopo la prima occhiata: conosceva tutto di te, anche il tuo ceppo familiare. Così in caso di qualche lamentela per una malattia che si ripeteva, finiva sempre col chiudere sicuro la conversazione: “guarda che l’ aveva anche quel tuo parente... «. Per tutti era ’Il dottore’: un punto di riferimento per la comunità ed in quella espressione non c’era solamente l’aspetto professionale ma un misto di stima e gratitudine guadagnata ’sul campo’. Negli ultimi anni mi aveva molto colpito quel »vademedicum": un libro in cui riportava le storie di un medico immaginario (ma non troppo...) di un piccolo paese. In pratica, con un fare da bravo scrittore, aveva descritto aneddoti e sensazioni di tanti anni di vita professionale, ma soprattutto di servizio, carichi di infinita competenza e umanità. Ci mancherà dottore! Un abbraccio ai figli ed ai familiari. (Gabriele Toti)