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Anno LVIII n° 01- gennaio - febbraio 2020
www.parrocchiadiorentano.it
L’VillaAraldo Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
Croberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT59O0623070961000040134370
arissimi fedeli, con i mesi di Benedizione delle famiglie, nelle case febbraio e marzo inizierò la La benedizione pasquale delle benedizione delle famiglie ad famiglie costituisce un’antica Orentano e Villa Campanile. Per noi tradizione della Chiesa. Parroci questo è un momento Attraverso questa modalità il importante d’incontro e per annunciare parroco o chi per lui visita le il vangelo della salvezza e per famiglie portando la pace. Non conoscere ed essere presenti alle varie si tratta allora di una generica difficoltà dei nostri parrocchiani. E’ Gesù che entra di casa in «Spruzzatina» d’acqua santa su casa portando la sua pace e la sua benedizione. Come sarebbe pareti e mobili di una casa bello poter incontrare tutte le famiglie e condividere con loro vuota, ma l’incontro con chi gioie e dolori, speranze e certezze. Spesso, invece troviamo «vive» la casa e nella casa, porte chiuse e famiglie che ci scacciano rifiutando così appunto la famiglia. Cristo è la l’incontro con il sacerdote e pastore, ma l’annuncio di Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza, vale per tutti anche per gratuitamente a tutti. Questa coloro che non l’accettano. Il Signore non fa differenze di pace così offerta, costituisce il fondamento e il sostegno di persone ed ama tutti allo stesso modo. Spero almeno quest’ ogni impegno per la pace, non solo di quella nel mondo, ma anche di anno di trovare accoglienza. Aprite le porte a Cristo !!! quella nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nelle nostre relazioni
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nostra pace offerta,
vi benedico tutti, vostro don Sergio
Babbo Natale alla scuola materna Potrebbe essere una notizia da telegiornale...l’arrivo alla scuola materna di Villa Campanile dell’anziano signore vestito di rosso con capelli e barba lunga bianca .....arrivato con il mezzo di locomozione la slitta trainata da renne ...con a capo Rudolf con il suo caratteristico naso la mpeggiante riconoscendo tale percorso arrivando alla scuola dell’infanzia...portando vari doni didattici e giochi omaggiati dalle varie associazioni del volontariato del paese pro-loco e fratres donatori di sangue, una miscela di emozioni all’arrivo di questo signore recandosi sezione per sezione dove .i pargoli tutti euforici lo hanno accolto con poesie e canzoni attinenti al Santo Natale.....tempestandolo anche di tante domande fantasiose e pittoresche mettendo anche quasi in difficoltà il povero nonnino. Quest’anno il nostro caro babbo natale era accompagnato da due assistenti Anna e Nunzia le fantastiche tate dei bambini della scuola materna- Una bellissima iniziativa messa in atto dal volontariato Villlese ringraziamo tutti... un grazie particolare alle insegnanti della scuola materna di Villa che ci hanno permesso di far entrare questo simpatico signore..., sperando che questa bellissima iniziativa continui in futuro magari proprio con alcuni di questi bambini trovati proprio qui oggi...... Attilio....il Ciaba
quotidiane. Anche la famiglia allora come la Chiesa, diventa «casa e scuola di comunione». Una casa, la famiglia costruita sul saldo fondamento della Parola di Dio, roccia stabile e sicura, su cui trovare forza, costanza, decisione di perseverare nell’ impegno di fedeltà, verità e indissolubilità a suo tempo assunto (Mt 7,24-27). Con questo augurio ci accingiamo a farvi visita, per portare a tutti la benedizione di Dio e potere insieme benedire il Signore. «L’anima mia magnifica il Signore…» è il canto di gioia e di umiltà della Vergine Maria «tempio - casa - di Dio»
calendario
Lunedì 23 marzo da P.zza Pertini, fam Vannelli, via Ulivi fino alla fam. Barghini. Martedì 24 marzo Via Signorini, dal n°1 (Rigon), fino alla corte Signorini.
Mercoledì 25 marzo Corti: Belvedere, Nandone, via Ponticelli 213, Mengaccino, Bistone, Cherubino, Guerrino e Bacarino. Giovedì 26 marzo Via del campo sportivo, Foresto, Monello, Luini, Lo Scorpione, via Ulivi fino alla via Romana. Venerdì 27 marzo Via Romana, da corte Montanelli fino a Chimenti. Lunedì 30 marzo P.za Gennai, via Pini, Corti Camillino, Lippo, La Toppa, Mennino, Menconi, Lo Spettore, Lelli. Martedì 31 marzo Via Tullio Cristiani, da fam. Barbieri, Buonaguidi, Gattorosso, Giannella, Bertoncini e corte Dori. Mercoledì 1° aprile Via Dori, partendo dalla Chiesa, Bisti, Regoli, Tasciuano, fam. Megaro, via Romana fino a fam. Bocciardi. Giovedì 2 aprile Dall’ asilo via Ulivi fino a corte Lazzeri, via della Vite e via Cerro Venerdì 3 aprile P.za san Pietro d’ Alcàntara e via della Pace, via Dori dal bar fino alla chiesa.
INIZIO BENEDIZIONE ORE 15,00
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2 ADORAZIONE EUCARISTICA Una volta al mese ci ritroviamo in chiesa per l’adorazione.
Questa volta, in preparazione alla Pasqua, abbiamo anticipato l’orario VENERDI’ 28 febbraio per dare modo a tutti di dalle 16,00 alle 17,00 partecipare (prima della Via Crucis)
How great thou art
di Alessandro Bianucci How great thou art è un inno cristiano basato su una poesia scritta dal poeta e predicatore Riformato svedese Carl Boberg nel 1885 dal titolo O Store Gud. Il titolo, che significa «o grande Dio», fa riferimento al passo biblico del Deuteronomio: «Nessuno è pari al Dio di Iesurun, che cavalca sui cieli per venirti in aiuto e sulle nubi nella sua maestà.» (Deuteronomio 33,26 -> cfr. Esodo 15,11; 1 Samuele 2,2; 2 Samuele 7,22;
Geremia 10,6) Il testo è stato tradotto in inglese negli anni ’20 dal missionario Metodista inglese Stuart Hine ed è diventato popolare durante le conferenze di Billy Graham, noto predicatore Battista americano e apprezzato negli ambienti cattolici d’America. Billy Graham ha detto di questo inno: “La ragione per cui mi piace «How Great Thou Art» è perché glorifica Dio.
Questo canto rivolge lo sguardo dei cristiani verso Dio, piuttosto che su se stessi. Io lo uso il più spesso possibile perché è un canto che onora Dio.” L’autore compose questa poesia dopo aver fatto una bella passeggiata, quando all’improvviso scoppiò un temporale e un vento forte cominciò a soffiare. Finito il temporale, Boberg guardò sulla baia chiara ed udì una campana in lontananza. Ci fu una così grande calma dopo la tempesta che egli poté pronunciare solo queste parole di pace.
O mio Signor! Allor che con rispetto, io miro il ciel che fece il Tuo voler, e lo splendor di stelle o sento il tuono. E il mondo inter che narra il Tuo poter. Rit. Un canto il cuor innalza a Te, Signor: Grande sei Tu! Grande sei Tu! Un canto il cuor innalza a Te, Signor: Grande sei Tu! Grande sei Tu! Allor che vo’ vagando su pei monti e degli uccel io sento il cinguettar, e vedo giù gl’immensi prati verdi, e d’un ruscel ascolto il mormorar. (Rit.) E nel pensar che il Salvator qui in terra venne a soffrir per l’uomo peccator. Ch’Egli portò sul Golgota i miei mali e che morì per darmi pace e amor. (Rit.) Quando Gesù ritornerà dal cielo e gioia appieno mi darà lassù; Mi prostrerò davanti al Suo bel trono per proclamar: Signor, grande sei Tu! (Rit.)
Michela Gatta 11-04-2014
Gina Carbone 08-12-2007
Ogni tanto ricordiamoci dei poveri Continua la raccolta di generi alimentari a lunga conservazione.
In fondo alla chiesa c’è una cesta, dove chiunque, anonimamente, può depositare qualcosa, pasta, riso, farina, zucchero ecc.. per aiutare persone e famiglie in difficoltà, fino ad ora siamo riusciti a consegnare ad alcune famiglie, due pacchi di derrate alimentari ogni mese. È un impegno importante che, come parrocchia, ci siamo assunti da circa un anno e ad oggi sono stati compiuti molti interventi a sostegno del benessere familiare di persone in grave difficoltà, soprattutto sul nostro territorio, all’apparenza ricco, ma ci sono sacche di povertà che cerchiamo di fronteggiare anche grazie alla generosità di tanta gente, che ci sostengono e non vogliono assolutamente apparire TOMBOLA IN postnatalizie anche PARROCCHIA in questo fine decennio, sono state caratterizzate dalla tombola paesana, Vi organizzata come ogni anno dalle, ormai conosciutissime, Chiromanti della Tombola. Questa edizione ha registrato un piccolo calo nelle affluenze, un poco al di sotto delle nostre aspettative. Sarà stato il primo freddo d’inverno o la concomitanza di altre manifestazioni nei paesi limitrofi. Grazie agli irriducibili affezionati, abbiamo messo da parte qualche soldino, intanto dopo la messa delle 10, il giorno dell’ Epifania abbiamo distribuito ai ragazzi la calza della Befana e qualche altra cosa faremo cammin facendo. Vedremo come destinarlo e ve lo faremo sapere. Intanto noi del volontariato villese stiamo già pensando alla nuova avventura. Vorrei ringraziare la parrocchia, che ci ha messo a disposizione la canonica e tutti i volontari che si sono alternati affinchè tutto filasse liscio . Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba
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Le se rate ma dei n l la Campanile,
Carl Boberg
Nicola Carbone 10-07-2005
ricordo dei defunti
Pierluigi Barbieri 13-09-2005
Mauro Barbieri 31-01-1999
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nella famiglia parrocchiale .......
La «Via Cricis» tutti i venerdì di quaresima in chiesa ore 17,00, animata dal catechismo Propriamente è il cammino percorso da Gesù Cristo sotto il peso della croce dal pretorio di Pilato, dove fu condannato a morte, fino alla cima del Calvario, dove fu crocifisso. Non vi è dubbio, e se ne hanno accenni entusiastici negli scritti di S.
Girolamo, che i primi cristiani e poi numerosi pellegrini si, recassero a venerare la via dolorosa; ma è solo dopo le crociate che questa fu universalmente conosciuta e visitata. Non potendo però tutti portarsi nella Giudea s’introdusse nei nostri paesi l’usanza di commemorare la passione del Redentore percorrendo un dato cammino e soffermandosi di tanto in tanto dinnanzi a una rappresentazione (cappella, altare, scultura, pittura) dei varî episodî svoltisi lungo la via di Gerusalemme. Quest’uso fu portato nella Spagna dal beato Alvaro domenicano (m. 1420) al suo ritorno dai Luoghi Santi. L’Alvaro fece riprodurre alcune di quelle scene nel convento di S. Domenico presso Cordova. Dopo di lui i minori francescani, che dal 1342 avevano la custodia della Terrasanta, e che soli o con i pellegrini solevano percorrere la via del Calvario, portarono in Europa e propagarono dappertutto queste rappresentazioni, dette stazioni. Alla diffusione di questo pio esercizio contribuì lo zelo del francescano S. Leonardo da Porto Maurizio, che in varie parti d’Italia eresse 572 via crucis, tra le quali quella del Colosseo a Roma (27 dicembre 1750). Il nome, il numero e l’ordine delle stazioni non furono sempre gli stessi; fu solo alla fine del sec. XVII, e forse più tardi, che vennero fissati nella forma odierna. Attualmente, sia nella via dolorosa di Gerusalemme sia negli altri luoghi, la via crucis si compone di 14 stazioni. Il privilegio di erigere la via crucis è esclusivo dell’ordine francescano.
ricordo del Geo, Claudio
Inizia il tempo della Quaresima, tempo di conversione che introduce al mistero pasquale. Ci avviciniamo al momento fondante della nostra fede. Lo Spirito della Resurrezione che già si profila all’orizzonte di questo tempo è il faro capace di rigenerare la nostra speranza. Una «speranza viva» scrive Pietro nella sua prima lettera al capitolo 1, versetto 3 ed è questa la speranza che siamo chiamati a testimoniare in un tempo nel quale sembra manifestarsi l’oblio di questa dimensione profonda del nostro credere. La rigenerazione di questo anelito passa, evidentemente, per strade e sentieri nei quali la quotidianità ne deve mostrare l’evidenza. Ma attraverso quali canali? Ancora una volta è la famiglia che deve rinsaldare le file, stringere i denti e provare a tirare in avanti il soffio che sussurra parole piene di futuro. Ma perché proprio la famiglia è chiamata a questo compito? Crediamo che questa «missione» sia il cuore dell’impegno e della testimonianza di un uomo e di una donna che, consapevolmente, hanno saputo dire Si all’amore e che lo hanno fatto davanti al Signore in un giorno particolare della loro esistenza: il giorno del matrimonio. La famiglia, nella quale l’uno diventa sostegno per l’altro, nella quale la sofferenza di uno è motivo di condivisione per l’altro, nella quale le gioie si vivono insieme e insieme aiutano a vivere è veramente il luogo nel quale la solidarietà e l’amore, la com-passione si fa storia e costruisce cammini di fraternità e di amore che sanno mostrarsi. Certo, a volte, e, oggi sempre più spesso, proprio la famiglia mostra il fianco agli attacchi del maligno incarnando uno scenario di concretezza che è negazione dei valori naturali e, quindi, del disegno di Dio. Da queste miserie nasce e cresce una società che vive il disagio, la paura, la sofferenza e piange miseramente la propria disfatta. Ma non possiamo accettare questo scenario di futuro. Ecco allora che proprio le famiglie sono chiamate a riannodare i fili e a rilanciare la propria missione nel mondo testimoniando il proprio credo nella Resurrezione. Questo tempo di quaresima, perciò, può diventare il tempo di un rilancio e di una «rigenerazione» che apre il cuore e la mente alla «speranza viva».
Rivolgiamo a Lui il nostro grido di aiuto affinché intervenga a sostenere questo nostro proposito trasformandoci in messaggeri della Sua Parola.
Buona Quaresima di conversione.
Ciao, caro amico Claudio, avventuriero per Villa Campanile dove ti conoscevamo come il «Geo» in virtù della tua professione di geometra, stimato e benvoluto, accatastavi terreni ed abitazioni, è vero perchè questo era il tuo lavoro, ma nel tuo DNA scorreva il cromosomoV , volontariato per Villa Campanile.
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quel lo del
26 dicembre, Claudio Giusti ci ha lasciato Distinguendosi insieme all’amico Fiacca, per l’interpretazione di vari ed esilaranti sketch teatrali, in Correval’anno 1 9 8 3 , p i ù giro nei vari teatrini delle feste paesane. Organizzatore e precisamente il mese di maggio, il concorrente alla settimana del villeggiante, la nostra festa giorno 19, quando 15 Villesi si paesana, convertitasi poi nella festa del contadino, organizzata trovarono davanti al Dr. Pier dalla Pro-loco, dove contribuisti alla sua nascita, ricoprendo Antonio Donnini (Notaro in anche la carica di presidente. Collaboratore non stop dei fratres, Altopascio), per costituire la PROdonatori di sangue, volontario della Misericordia paesana, LOCO VILLA CAMPANILE, tra i consigliere comunale, battendosi sempre per migliorare i vari quindici costituenti vi era il giovane disagi di Villa Campanile e non solo. Intraprendente talent scout geometra Claudio Giusti, in seguito ingaggiando le promesse calcistiche, tutte villesi, soprannominato «geometra» o «geo» materializzando la mitica compagine calcistica amatoriale dai più giovani. Persona ironica, con GSWK1 - molte sono state le iniziative, più o meno folkloristiche, grande passione per le feste e per targate Villa Campanile, ad esempio l’arrivo di Babbo Natale alla tutte le occasioni che in maniera spontanea, creavano scuola materna e nelle varie botteghe dei commercianti di Villa, aggregazione e comunità. Per oltre 30 anni è stato un attivista accompagnatore della Befana, per recapitare doni casa per casa, dell’associazione, a fine anni 90 ne fu Presidente, all’epoca io le varie birbate di paese, insieme agli amici di sempre, avevo 16/17 anni, in quel periodo, grazie a lui, maturai la mia sicuramente dimentico qualcosa e chiedo scusa, le tue gesta passione per l’associazionismo.
Claudio Giusti è stato protagonista verranno ricordate nel tempo da noi popolo di Villa. Un immortale, tale e quale ad altri villesi, adoperandosi senza in molte altre attività villesi, tra le quali la squadra di calcio villese, risparmiarsi per Villa. Sei stato protagonista del tuo tempo, un il gruppo cacciatori, ecc.. ecc.. E’ anche stato uno dei fondatori e giorno quando ci incontreremo, riprenderemo la dove il tempo attuale amministratore di questo gruppo. Claudio.. o meglio Geo ti saluto senza troppa tristezza, perché la tristezza è un sentimento tiranno aveva interrottole nostre scorribande per Villa. Che non ti apparteneva. Ciao Presidente! (Simone Benedetti)
Ciao dagli amici villesi
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Avventure sulla Francigena
Uno zaino, un sacco a pelo, un viaggio.
famiglia francese da Brest fino a Roma martedì 3 dicembre si sono fermati a Villa Campanile
Andiamo a fare un cammino ?
in cammino verso Roma
In effetti li aspettavo, sapevo del loro viaggio a Roma, appassionato come sono dei cammini, avevo seguito il loro percorso ed avevo calcolato giusto, martedì sarebbero passati da Villa Campanile. Nella mia passeggiata, quasi quotidiana, includo sempre un tratto della Francigena al contrario e, sovente incontro pellegrini o semplici camminatori, con cui scambio le mie impressioni. Martedì come
al solito faccio il mio tratto, ma di questa famiglia nemmeno l’ombra.
Poi verso le undici sono venuto alla posta ed ho visto due asinelli legati ad un segnale stradale, mi son detto: vuoi scommettere che sono arrivati i francesi, entro nel bar di Villa Campanile e li trovo a far colazione, Niels, Elise ed i loro tre figli Martino, Lupo e Agostina. Tappa ad Assisi Mi presento, faccio alcune foto ed una piccola intervista. Sono di Brest in Normandia, hanno finito i loro studi, entrambi dottori e si sono regalati una splendida avventura, essere a Roma per Natale. Hanno iniziato il loro cammino partendo da Bordeaux, con due asinelli per portare l’occorrente ed i due ragazzini più grandi, mentre la piccola è nello zaino del papà. Alla fine avranno percorso circa 2.500 chilometri. E così sono ripartiti, la piccola grande famigliola francese in cammino da 8 mesi con meta Roma. Li hanno avvistati in molti ed a tutti hanno disegnato un sorriso sul volto, vederli insieme con quei due asinelli suscita un senso di pace e di simpatia. Forse perché, inevitabilmente, il viaggio ha già di per sé qualcosa di misterioso, un senso di ricerca spirituale, soprattutto se nel farlo si percorrono le vie del Cammino di Francesco arrivando da molto lontano. Gli asinelli sono stati acquistati appositamente per questo viaggio, abbandonando la casa in cui erano in affitto e stipando tutti i loro mobili in un magazzino «Ora viviamo sul Cammino – spiega papà Niels esprimendosi in italiano - la nostra nuova casa è una tenda, abbiamo acqua, cibo e poi libri per fare scuola lungo la strada. Per cinque anni abbiamo risparmiato per concederci questa esperienza. Il mese più difficile è stato novembre, assai piovoso, dormiamo negli ostelli che troviamo sulla strada. Per noi questo pellegrinaggio rappresenta l’unità familiare nella fede, lasciando il nostro presente alla Provvidenza. Sul Cammino abbiamo avuto molti regali inattesi, e nel frattempo abbiamo portato la nostra testimonianza, insegnando che è possibile camminare con i bambini accanto, osservate la loro contentezza! Abbiamo il sole con noi! La famiglia intende anche lasciare in Italia, nel caso fosse possibile, i propri compagni di viaggio, i due asinelli, che in molti hanno coccolato. Si può inviare una richiesta via email a andiamoaroma@payelle.bzh Nello scrivere questo breve pensiero, se dovessi dargli un titolo direi » Molti si domandano...."
Già, nel vederli procedere lentamente insieme ai loro asinelli, sorge spostando il quesito....Perché?....cosa spinge due medici francesi a partire con i propri tre figlioletti, la piccola avrà poco più di un anno, con due somarelli e poche cose ad avventurarsi in un cammino abbastanza complicato? Sicuramente stanno dimostrando come sia possibile vivere con poco, in armonia con il creato e con i suoi abitanti, umani o animali che siano. Il Mondo di Sopra non prevede ne dogane né permessi di sbarco, si accoglie....punto e basta. Tanti auguri a questa famiglia dolcissima e determinata. (don Roberto) ndr: il giorno 17 gennaio sono finalmente arrivati a Roma
Una volta, sulla via Francigena, mi fermai a dormire a S. Gemignano, sul banco c’era un registro con una domanda: perché cammini?
Ognuno aveva scritto le sue impressioni, ed anch’io aggiunsi la mia. «Cammino perché, se il Signore voleva che io volassi, mi faceva nascere con un paio d’ali».
Perché cammini ?” Me lo avevano chiesto più volte prima, dopo e durante i miei pellegrinaggi e confesso di essermelo chiesto anch’io quando avanzavo faticosamente sui miei piedi dolenti, per sentieri polverosi, in zone desolate battute dal vento e bruciate dal sole. La domanda riecheggia (Roberto, ma chi ti chiama?) e la risposta è già insita nella domanda. «Perché?» Perché a questo sei chiamato. E il richiamo risuona dentro di te con forza, non puoi ignorarlo né fingere di non sentire, non c’è altra risposta, puoi dire solo «Si!». Ho incontrato persone che camminavano per i motivi più diversi e spesso solamente per il gusto dell’avventura, per sfida o per il gesto sportivo.
Ma tutti più o meno consapevolmente, altro non facevano che rispondere a questa intima chiamata ad uscire dal proprio paese e farsi straniero per imparare ad accogliere, a toccare i propri limiti per poter tollerare quelli del prossimo, ad abbandonare le proprie abitudini e sicurezze per aprirsi alla novità, a riscoprire l’essenziale, a non temere la solitudine perché indispensabile per guardarsi dentro e per ritrovare il piacere dell’incontro con uomini e donne sconosciuti e scoprirli fratelli e sperimentare con loro, e spesso attraverso di loro, l’incredibile passione che ha Dio per l’uomo e la sua amorevole attenzione per il suo faticoso avanzare. Anche quando si tratta di un’attività apparentemente banale e quotidiana come camminare, Dio sollecita, segue, sostiene e guida ogni nostro passo.
Per quanto uno possa pensare, informarsi, allenarsi, programmare, organizzare, scoprirà ben presto che è il Cammino a condurlo e non lui a fare il Cammino. Non siamo i padroni della nostra vita, ma è il Signore che ci dà vita. Ho già fatto il cammino di Santiago per quattro volte, nel 2020 tornerò, ho già programmato il viaggio. Molte persone scelgono di fare il Cammino «a rate» dedicandogli 7/10 giorni all’anno e riprendendo ogni anno là dove avevano lasciato l’anno precedente, solo negli anni lo percorrono per intero. Fermo restando che ognuno fa ciò che vuole e molto più spesso, ciò che può, penso che, raggiungere Santiago, la meta finale che ci si era prefissati, è importante e aggiunge senso all’andare, permette di sperimentare gli stati d’animo più diversi, passando dall’entusiasmo della partenza ai dolori dovuti alla mancanza di allenamento, perché mai in allenamento si potranno riprodurre le condizioni, soprattutto la continuità dello sforzo unito spesso allo scarso riposo, che si verificano sul Cammino o alle scarpe strette. Continuando ad andare si scoprirà che a tutto ci si abitua e si godrà di un periodo d’oro. La stanchezza tornerà poi inevitabilmente a farsi sentire, nei tratti solitari si dubiterà fortemente di poter arrivare, non perché non regga il fisico, bensì saranno le motivazioni a vacillare “Ma chi me lo fa fare?
Cosa ci faccio qui? Perseverando ci si troverà prossimi alla meta a dirsi: “Siamo già qui? Ma allora è quasi finito!
Come è passato in fretta il tempo.”. Arrivare alla meta, abbracciare l’apostolo, guardarsi alle spalle e vedere le mille difficoltà piccole e grandi superate, godersi il meritato riposo è una gioia inesprimibile. (don Roberto)