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Anno LVIII n° 02- marzo-aprile 2020
www.parrocchiadiorentano.it
L’VillaAraldo Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
roberto.agrumi@alice.it -- roberto.agrumi@pec.it Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT59O0623070961000040134370
VISTO IL PROTRARSI DELL’ Domenica 12 aprile EMERGENZA SANITARIA Pasqua di Risurrezione TUTTO IL PROGRAMMA DI Tra qualche giorno si festeggia la Pasqua ossia la resurrezione di Gesù Cristo. Un cardine della nostra fede religiosa. Ma che PASQUA E’ PROVVISORIO. Significato ha il concetto di resurrezione nella vita reale OGNI E QUALSIASI dell’uomo oggi ? Tutte le religioni, in fondo, nascono per dare EVENTO PROGRAMMATO una risposta consolatoria alla madre di tutte le paure umane: la paura della morte. L’uomo ha bisogno di sentirsi dire che non IN PRECEDENZA SARA’ EFFETTUATO SE morirà mai. Ogni religione inventa un paradiso, una CI SARANNO LE DISPOSIZIONI reincarnazione, una rinascita, una vita oltre la vita. In questo senso, il Cristianesimo non fa eccezione. Tuttavia, nel NECESSARIE. FINO AD ALLORA LE Cristianesimo la resurrezione acquista un significato particolare.
FUNZIONI DEL TEMPO PASQUALE Secondo la Bibbia, infatti, l’uomo non è sempre stato mortale.
Adamo ed Eva nell’Eden non conoscevano fatica, dolore o SARANNO CELEBRATE A PORTE morte. Solo in conseguenza del loro peccato, l’umanità ha CHIUSE. SARANNO TRASMESSE IN scoperto queste realtà dell’esistenza. In quest’ottica, Dio ha DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FB inviato Gesù Cristo presso di noi in qualità di agnello sacrificale che si fa carico di tutti i peccati del mondo allo scopo di lavarli PARROCCHIA SAN LORENZO via. In altre parole, la missione di Gesù è sacrificarsi per redimere MARTIRE ORENTANO. L’umanità dal peccato originale e restituire ad essa la vita eterna.
QUESTO MESE IL GIORNALINO PARROCCHIALE NON SARA’ STAMPATO SARA’ VISIBILE SUL SITO DELLA PARROCCHIA E SULLE PAGINE DEI VARI GRUPPI PAESANI
vi benedico tutti, vostro don Sergio
Settimana Santa - orari delle celebrazioni 5 aprile - Domenica delle Palme Ore 9,30 - Benedizione dei rami d’ulivo e delle palme in piazza della chiesa e processione fino al mulino. Al rientro in chiesa, celebrazione della santa messa e lettura della Passione. 7 e 8 aprile - Sante quarantore Martedì 16 – ore 16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa Mercoledì 17 - ore 16,00 esposizione del Santissimo. Ore 17,00 santa messa 9 aprile Giovedì santo ore 17,00 santa messa in ricordo della cena del Signore. Lavanda dei piedi, benedizione del pane. Ore 21,00 - Adorazione del SS. 10 aprile Venerdì santo Dalle ore 9,00 alle 12,00 Adorazione del SS. Ore 17,00 - Celebrazione della Passione del Signore. Letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione. 11 aprile Sabato santo Dalle ore 15,00 alle 17,00 – confessioni per adulti: Ore 21,00 VEGLIA PASQUALE - benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, liturgia eucaristica 12 aprile SANTA PASQUA Ore 10,00 - Santa messa nel giorno della risurrezione 13 aprile Lunedì dell’ Angelo Ore 10,00 - Santa messa
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Lunedì 9 marzo - Veronica si laurea presso l’ Università di Pisa - facoltà Scienze Biologiche In questo tempo siamo tutti dipartimento di Farmacia - UNIPI - Scienze dei prodotti erboristici e della salute - Informazione per intensamente la preghiera la salute. Laurearsi ai tempi del COVID-19! personale e comunitaria,
Nel riquadro
Ogni tanto ricordiamoci in vita ti aprati care più
dei poveri
riscoprire il digiuno e la sobrietà, distaccandoci da ciò che imprigiona la nostra vita e che non è indispensabile, e ovviamente anche a ricordarci dei più poveri. Quando facciamo la spesa per le necessità della nostra famiglia, ricordiamoci anche di chi non la può fare perché povero e acquistiamo perciò qualche alimento da depositare nella capiente cesta, dove tutti coloro che lo desiderano possono depositare pacchetti di pasta, scatolame e alimenti a lunga conservazione da destinare a coloro che sono assistiti dalla nostra parrocchia. Questa cesta, che si trova all’ingresso, accanto alla porta di destra, vuole infatti accogliere tutte le nostre piccole o grandi offerte, in modo particolare pasta, biscotti, scatolame, latte e altri generi alimentari a lunga conservazione, che saranno destinate alle persone più povere della nostra comunità. Acquistiamo anche noi qualche prodotto a lunga conservazione e depositiamolo nella cesta!!!
È proprio questo il titolo che voglio dare alla mia laurea. Ho pianto fino al giorno stesso con la paura di non vedere realizzare uno dei più grandi obiettivi che avrei potuto raggiungere nella vita, non tanto per me, che l’ho vissuta a pieno giorno dopo giorno, ma per tutte le persone care a cui voglio bene. Non Veronica Fantauzzi con mandiamocelo a dire: è mamma e papà un momento ricco di emozioni e non lo si può capire se non lo si vive. Sono stata fortunata e lo riconosco, c’è chi ha dovuto e dovrà sostenerla da casa, su Skype o chi riceverà una semplice email. Quindi si, sono stata fortunata e voglio dirlo, non per egoismo personale, ma perché a volte la vita ci sorride, anche in momenti in cui nessuno ci avrebbe mai sperato. Nonostante tutto riconosco che forse non sarebbe potuto andare diversamente, è stato un giorno perfettamente in linea con me: o tutto o nulla! E dunque voglio ancora ringraziare chi mi ha sostenuto in questo giorno così importante. Partendo da mia sorella Jessica per cui non voglio aggiungere niente (perché tu sai e io so.
Anche se non siamo presenti, ci siamo SEMPRE!). I miei genitori Susanna e Antonio che non hanno mai smesso di crederci e mi hanno dato la possibilità di intraprendere questo percorso, sostenendomi in ogni scelta fatta. Devis, che ha saputo perfettamente incarnarsi in una sorella premurosa e mettermi ansia al pari di un fratello (quale per me è). Voglio ringraziare Luca «il mio punto di riferimento nei momenti di sconforto» e il mio braccio destro in tutti i giorni della vita. Sei la mia ancora e la mia roccia e sarà sempre così. Voglio ringraziare i miei zii che per me ci sono sempre e i quali da sempre mi hanno dimostrato cosa significhi davvero essere zio e zia. La mia famiglia acquisita Sara, Giulio, Simonetta e Filippo che mi hanno accolta con tanto amore e per la quale non potrei davvero chiedere di più, perché non avrei saputo io stessa scegliere di meglio. Ed in fine Linda e Lara, due delle mie più care amiche, nelle quali ho visto la gioia negli occhi e dei sorrisi di felicità che a stento riuscirò a scordare; credo fortemente che sia questo il vero significato del voler bene ad una persona e forse anche dell’amicizia. Per questo non si può chiedere di meglio.
Voglio infine ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuta da casa e nei giorni passati, in particolare la mia famiglia di Hdemia Krilù la quale è da sempre parte centrale della mia vita e mi ha permesso di raggiungere questo traguardo con la faccia tosta e la grinta che solo una ballerina sa sfoggiare con la «puzza sotto al naso».
Le parole di Don Camillo, conforto in questo tempo
È di grande conforto rileggere quanto Guareschi fa dire al suo immortale don Camillo in occasione di una disastrosa alluvione del Po, che aveva portato morte e devastazione. La gente è fuggita.
Don Camillo, unico a rimanere in paese, dalla sua chiesa sommersa dalle acque parla al popolo lontano: «Fratelli, sono addolorato di non poter celebrare l’ufficio divino con voi, ma sono vicino a voi per elevare una preghiera verso l’alto dei cieli. Non è la prima volta che il Fiume invade le nostre case. Un giorno però le acque si ritireranno ed il sole tornerà a splendere, e allora ci ricorderemo della fratellanza che ci ha unito in queste ore terribili e con la tenacia che Dio ci ha dato ricominceremo a lottare perché il sole sia più splendente, i fiori più belli e la miseria sparisca dalle nostre città e dai nostri villaggi. Dimenticheremo le discordie e quando avremo voglia di morte cercheremo di sorridere, così tutto sarà più facile ed il nostro Paese diverrà un piccolo paradiso in Terra. Andate, io resto qui per salutare il primo sole e portare a voi, lontano, con la voce delle campane, il lieto annuncio del risveglio. Che Iddio vi accompagni. E così sia». (Diocesi san Miniato)
ultimo aggiornamento
(Veronica Fantauzzi) CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE
La celebrazione di prime comunioni e cresime, previste generalmente nelle parrocchie nel periodo di maggio e giugno, sono rinviate all’autunno, «per consentire la giusta preparazione di bambini e ragazzi» al momento non possibile data l’emergenza da Coronavirus. È quanto deciso dalla Cet, la Conferenza episcopale Toscana, nel corso della riunione in teleconferenza, di lunedì 23 marzo. Ugualmente è stato deciso che «ogni manifestazione esterna di pietà popolare solite compiersi durante la settimana santa, siano soppresse o rinviate». Inoltre, i vescovi toscani doneranno un mese del loro stipendio per contribuire ad attrezzare alcune ambulanze con i dispositivi e le strumentazioni necessari per intervenire sui pazienti affetti da Coronavirus. Il fondo di solidarietà, costituito dalla Cet, sarà in particolare devoluto alla Confederazione delle Misericordie della Toscana, per sostenere il servizio che le Misericordie svolgono a favore di tutti i cittadini nell’ambito del Sistema sanitario regionale. Il progetto prevede, in particolare, l’allestimento in ciascun mezzo di un letto mobile di rianimazione dotato di ventilatori polmonari, pompe ad infusione e defibrillatore, predisposto per il biocontenimento ad alta intensità, come lo sono i letti di rianimazione presenti negli ospedali. (il Tirreno LI)
Bilancio parrocchiale
12 marzo
17 marzo
25 marzo
26 marzo
consuntivo anno 2019
ved. Gianfaldoni di anni 89 (sepolta ad Orentano)
ved. Lazzerii di anni 94 (sepolta a Villa Campanile)
ved. Bandini di anni 86 (deceduta ad Altopascio)
ved. Cristiani di anni 97 (sepolta a Villa Campanile)
Questo è il riepilogo generale. Chiunque volesse vedere nel dettaglio le entrate e le uscite è sufficiente chiederlo
ENTRATE € 14.260,71 Rosa Barghini Ginetta Mazzanti Amelia Nardi Carolina Moroni USCITE € 14.660,71 totale € -400,00
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nella famiglia parrocchiale .......
LA PRIMA CONFESSIONE PER I L’ultima Messa (di Francesco Fisoni)
In quella sconvolgente apocalisse NOSTRI RAGAZZI CHE SI cinematografica che è «Salvate il soldato Ryan», PREPARANO A RICEVERE LA a un certo punto Steven Spielberg incastona COMUNIONE magistralmente un cammeo di struggente lirismo:
Che cos’è la Confessione? E’ un sacramento, cioè un il drappello di uomini che il capitano Miller segno con il quale Gesù continua ad essere presente (interpretato da Tom Hanks) sta guidando oltre le tra noi e a volerci bene. Che significa che è un segno? Linee nemiche, trascorre la notte in una chiesa Quando da qualche parte vediamo il fumo vuol dire abbandonata. Qui il soldato Wade, mentre scrive che c’è qualcosa che sta bruciando. Noi il fuoco non alla famiglia di uno dei compagni caduti, racconta lo vediamo, ma vediamo il fumo. Allora il fumo che di quando sua madre era medico in ospedale e vediamo è il segno del fuoco che non vediamo, ma lavorava fino a tarda notte. «L’unico momento c’è. Come il sacerdote è il segno che vediamo di Gesù che aveva per parlare di qualcosa con me – dice che non vediamo, ma c’è. Chi ha istituito il Wade – era quando tornava. A volte tornava a casa prima e io fingevo di dormire. Lei restava in piedi sacramento della Confessione? L’ha istituito Gesù quando, apparendo agli undici sulla porta e mi guardava, e io sempre con gli dopo che era risorto dice a loro: “...ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati occhi chiusi…». Poi, in lacrime, prosegue: saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi…“ (Giovanni 20, 22«Sapevo che voleva solo informarsi sulla mia 23). Gesù affida agli apostoli e ai loro successori il suo potere di rimettere, cioè di giornata, e che era tornata prima solo per parlare perdonare, i peccati. La Confessione è solo il perdono dei peccati? No, la Confessione con me… ma io non mi muovevo, facevo solo e è innanzitutto un incontro con Gesù nel quale Lui mi accoglie, mi abbraccia e perdona sempre finta di dormire… Non so perché lo i miei peccati se io sono sinceramente pentito. E’ un incontro in cui posso sperimentare facevo». È un’esperienza comune, quasi banale, il suo amore e la sua misericordia verso di me. Che cos’è il peccato? Il peccato è un restituita su pellicola con rarefatta bellezza e che pensiero, una parola, un’azione che io compio senza Gesù. Se la mamma vi fa un dice come la struttura cognitiva dell’essere umano regalo, il più bello che c’è e voi lo distruggete, avete fatto un peccato perché avete è impostata su principi di economia psichica. In distrutto non il regalo ma l’amore della mamma verso di voi. La stessa cosa avviene una parola: non siamo quasi mai capaci di con Gesù: lui ci regala se stesso e noi con le nostre azioni spesso distruggiamo il suo percepire il reale valore delle cose, diamo regalo. Che cos’è il perdono? Gesù capisce che i nostri peccati ci farebbero morire. Lui facilmente per scontato quanto abbiamo e quanto però non vuole che moriamo. Ci perdona perché vuole che continuiamo a vivere e ci accade. Era stata la grande intuizione di gustare la bellezza di essere in sua compagnia. Il perdono è l’abbraccio di Gesù a noi, è Heschel: «Circondati da meraviglie, abbiamo il gesto di amore più bello e più grande che dimostra per noi. ESAME DI smarrito la meraviglia». Accade anche con la cosa COSCIENZA: Nelle mie giornate considero sempre Dio più importante di ogni altra più sacra: se è a portata di mano, nella migliore cosa? Lo ringrazio di tutti i suoi doni? Ho pregato ogni giorno? Prima di fare qualcosa delle ipotesi riceve un’attenzione relativa. Di importante chiedo a Gesù di starmi vicino e di consigliarmi? Ho partecipato con Quando però quella stessa cosa, per una qualsiasi interesse al catechismo? Mi sto preparando bene alla prima Comunione? Mi sono ragione, ci è tolta, ecco che tutto finisce sotto una vergognato di essere cristiano o di andare in Chiesa? Il mio rapporto con gli altri luce inedita e malinconica. Questa in sintesi Faccio qualche opera buona per aiutare chi è meno fortunato di me? Mi ricordo che gli l’esperienza che molti mi stanno testimoniando in altri, anche se poco simpatici, sono tutti miei fratelli? Ho disubbidito ai genitori e ai queste ore rispetto alla celebrazione eucaristica, maestri? Sono stato irrispettoso verso di loro? Li ascolto quando mi consigliano di cui siamo digiuni dalla domenica scorsa. Se qualcosa? Mi faccio spesso rimproverare per il mio comportamento e la mia condotta questo maledetto virus, alla fine della partita che a scuola? Aiuto i miei genitori? Il mio rapporto con me stesso Ho detto bugie? Stiamo giocando, avrà avuto un merito, sarà stato Inganno i genitori o le maestre o le persone che incontro? Ho messo in difficoltà proprio quello di averci fatto riscoprire il valore qualcuno raccontando cose non vere nei suoi riguardi? Faccio sempre i compiti che mi della Messa e soprattutto il tesoro enorme che è la assegnano i maestri? Sono svogliato e disattento a scuola? Se c’è qualche peccato di possibilità di comunicarci, anche tutti i giorni, al cui ti vergogni puoi dire al sacerdote: c’è un peccato di cui mi vergogno. Il sacerdote Sanità e santità di Francesco Fisoni corpo di Cristo. Non è scontato. Non è banale. Capirà.
Non accade ovunque. Proprio nei giorni scorsi, un È risaputo che in guerra la scienza procede ad ampie falcate. I conflitti sono infatti un fine commentatore ha intelligentemente scritto: volano poderoso per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Così come nei «Quando potrò tornare a Messa, soffocherò sul frangenti emergenziali, nei tempi di ristrettezza e penuria, l’agire umano inforca le ali nascere ogni titubanza, ogni pigrizia, ogni e guadagna, come non mai, in creatività. In questo periodo di isolamento obbligato, lamentela: ci andrò e basta. Anzi, mi recherò in quarantena e quasi coprifuoco, parroci e sparuti accoliti al seguito, hanno fatto chiesa svariati minuti prima e, inginocchiato, acrobazie per far arrivare Messa e liturgie quaresimali in tutte le case e su tutti gli osserverò con rinnovato stupore le colonne, le smartphone. Se la gente non va a Messa, la Messa va dalla gente. Abbiamo così volte e le statue del Duomo, in attesa che la assistito a Messe feriali con oltre 100 contatti Facebook stabili. Ci sarebbe da gridare celebrazione abbia inizio. E se la mia panca si al miracolo, dato che non accade mai di vedere cento persone a una messa feriale. Un affollerà di gente che mi stringerà in un angolo, nostro collaboratore ci raccontava di aver condiviso sulla sua pagina la diretta non batterò ciglio. E se pure l’omelia sarà noiosa, streaming della celebrazione eucaristica della sua parrocchia e di essersi accorto che a l’ascolterò con più attenzione del solito. Perché seguirla insieme a lui c’erano «contatti Facebook» che han sempre fatto preclara nella mente avrò stampato un pensiero prima professione di agnosticismo, se non addirittura ateismo: «Sembra di cogliere – mi dimenticato: essere cristiani significa essere diceva – una misteriosa fame di senso in tutto quello che ci sta accadendo, quasi un grati». Ricordiamolo anche noi allora: credere è bisogno «carbonaro» di Dio». E così, tra un microfono avvicinato in camera, un riverbero da smorzare, un’inquadratura da aggiustare, i nostri parroci sono diventati inanzitutto ringraziare cineoperatori e tecnici del suono, acquisendo velocemente anche una certa padronanza spazio-scenica per non sforare dall’inquadratura della telecamera fissa. Che dire?! Giorni terribili e meravigliosi sono questi, di marasma e pandemonio che ci costringono in un territorio in cui è raro avventurarsi: il nostro mondo interiore, un planisfero dove interi settori recano ancora la scritta che campeggiava sulle antiche carte geografiche: «hic sunt leones». Abbiamo allora una grande occasione. Con scienza e un pizzico di disciplina interiore, possiamo trasformare la nostra obbligata clausura, in un luminoso itinerario verso Dio. E se a qualcuno fosse venuta una sorta di «nostalgia canaglia» per il chiostro, che in fondo abita il cuore di ogni uomo (anche se non lo sa), siamo qui per ricordare che accedervi è semplice: basta andare sul sito della Diocesi o sulla pagina Facebook «Diocesi di San Miniato – Comunicazioni». Trovate il post dal titolo «Messe e funzioni dalla diocesi in diretta». Qui sono linkate Messe feriali e festive. Potrete recitare il rosario con Marti e fare adorazione eucaristica con Fucecchio.
Via crucis o devozione alla Divina Misericordia con Santa Maria a Monte e compieta da Lazzeretto, ecc. Senza dimenticare la lectio del vescovo al mercoledì. Le Messe sono celebrate senza concorso di popolo, ma sembra davvero di essere più uniti di prima.
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W i nonni !!!
Nonni, figura importante e piacevolissima per tutti i nipoti e, in specialmodo, da noi ragazzi degli anni sessanta settanta, nelle rarissime feste dove riuscivamo ad ottenere qualche gradito regalo dai propri nonni, quello che la natura poteva offrire loro. Il contadino, attività intrapresa per necessità. Oppure qualche torta della nonna od altre prelibatezze stagionali, le materie prime per tali golosità non mancavano certo, grandissima euforia quando veniva battuto il grano ed granturco, dove andavamo ad tuffarci nelle sfoglie da esso prodotte, divertimento allo stato puro anche se abbastanza prurito, oppure alla vendemmia ed alla macellazione del suino, dove amici e familiari riuniti insieme, davano sfoggio dell’arte contadina, contentissimi quando andavamo a fare visita loro insieme alle loro figlie, poi nostre mamme, narrandoci storie di altri tempi, vissuti tra stenti e sacrifici, sapendosi adattare alla vita grama ed austera dove mettevano insieme all’ arte dei mestieri più disparati tra loro, l’arte di tirare a campare, in virtù delle poche lire che circolavano nelle loro tasche, gente d’altri tempi, passavamo intere serate ad ascoltare le storie della loro vita passata, alcune veritiere, altre di pura fantasia, come solo loro sapevano raccontare, attentissimi alle parole di monito della vita passata. Purtroppo ora possiamo ricordarli nei nostri pensieri, ciao dal vostro Attilio, il ciaba.
I FRATRES di Villa Campanile al 3°
corso mascherato di Orentano Febbraio, periodo abbastanza freddo, burrascoso ed imprevedibile metereologicamente, tempo anche di carnevale, festoso, gioioso, allegro, dove grandi e pargoli insieme alla propria fantasia riescono ad immedesimarsi in travestimenti assai fantasiosi, allora i Fratres donatori di sangue made in Villa Campanile, ospitati dell’Ente Carnevale dei Bambini di Orentano, insieme al loro caratteristico gazebo, domenica 16 febbraio, cercando di reclutare nuovi donatori, perché l’oro rosso necessita sempre, cercate tutti di fare un piccolo sforzo ed avvicinarsi all’associazione più vicina a voi, dove troverete volontari ad istruirvi sulla donazione del sangue, il nostro gazebo è stato visitato abbastanza, in virtù anche dei pittoreschi e caratteristici volontari presenti al gazebo, presente anche la chiromante della tombola, la tata Anna. Al corso mascherato hanno sfilato i pargoli della scuola materna di Villa Campanile, la scuola elementare di Orentano, tutti rigorosamente mascherati, così tutti hanno potuto ammirare il nostro inconfondibile stand, mostrare ci siamo mostrati, il futuro darà la risposta. Una piccola constatazione carnevalesca: gli unici costumi, intravisti al corso mascherato, che ricordo è quello di Zorro, Topolino pochi, Pinocchio, Arlecchino e tutte le altre maschere! Il tempo trascorre, le maschere si rinnovano, la magia del Carnevale rimane innata nel tempo. Un grazie all’ente Carnevale di Orentano, che gentilmente ha ospitato «l’operazione gazebo on the road», un grazie anche ai volontari che si sono impegnati affinchè tutto sia andato bene dall’ inizio alla fine della suddetta operazione. Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
U.S: Lazzeri ciclismo
Correva l’anno 1977 in Villa Campanile, quando la società sportiva US Lazzeri composta da atleti, dirigenti amministratori tutti rigorosamente made in Villa Campanile e sede annessa al piccolo borgo, la passione per le due ruote scorreva nelle vene della famiglia Lazzeri, così papà Omero ricopre la carica di Presidente, Claudio Giusti vice presidente, Stefano Giannotti cassiere, Vitaliano e Marco Lazzeri, Mireno Giannotti e Claudio Giusti atleti della suddetta unione sportiva villese, corsa dopo corsa cominciano ad arrivare le prime soddisfazioni ed affermazioni, lo sport delle due ruote è passione, sacrificio, fatica, tutte componenti che alla U. S. Lazzeri non mancano, ed allora pedalata su pedalata, circuiti salite ed arrivi, iniziano i primi positivi risultati in competizioni toscane, ma anche fuori dai confini nazionali. Sapendo della professionalità del team villese, fu una delle pochissime squadre dilettantistiche ad essere invitata a partecipare al trofeo Baracchi, gara a coppie che si snodava sulle strade della provincia di Pisa, portando così il nostro piccolo borgo di Villa Campanile, alle cronache nazionali. In quegli anni grazie alla u. s Lazzeri potevamo imbatterci in campioni delle due ruote come, Cipollini, Baronchelli, Riccomi ed altri professionisti in voga allora, praticamente la famiglia Lazzeri compreso mamma Anna il figlio Francesco primogenito masticavano pane e ciclismo, anni memorabili per le due ruote made in Villa Campanile, ancora oggi la passione per la bici è rimasta tale e la u.s Lazzeri rimarrà negli annali di Villa Campanile, ciao a tutti il vostro Attilio Boni, il Ciaba.
I NONNI La paura oggi di fronte al Covid 19, questo virus misterioso, ma reale, aumenta certo l’inquietudine familiare, in special modo quando in famiglia vi sono uno o più anziani. Sono i nonni che fin che possono, accudiscono con impegno alla casa, ai bambini, ad adempiere ai compiti che avvolgono la comunità familiare. «I nonni, ci dice, ancora papa Francesco, sono un tesoro nella famiglia. Per favore, abbiate cura dei nonni, amateli e fateli parlare con i bambini!». Il Covid 19 ci intimorisce, ci costringe a rinchiuderci in casa, e il suo pericolo a sopportare e vincere la nostra inquietudine. La famiglia porto sicuro La famiglia è il porto sicuro da avversità e calamità, dove i suoi valori sono resi trasparenti e condivisibili, dove, in questa comunità familiare, si impara ad ascoltare, a condividere, a sopportare, a rispettare, ad aiutare. Non dimentichiamoci della preghiera, questa sconosciuta: viviamo in anni difficili, per la Chiesa e per l’Italia, e spesso ci siamo allontanati da Dio, fondarsi su di Lui, ma Dio non si è allontanato da noi. La nostra vita e la nostra speranza possono e devono, attraverso la nostra famiglia, (Antonio Baroncini)
Omero con i suoi ragazzi