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Anno LVIII n° 04- luglio-agosto 2020
L’VillaAraldo Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
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C
Federico Cifelli, sacerdote arissimi fedeli, Sabato 27 giugno, il vescovo della quest’anno si presenta un diocesi di San Miniato Andrea agosto poco festeggiato e Migliavacca ha celebrato la santa messa senza tante iniziative Agosto, in cattedrale per l’ordinazione presbiterale di don Federico Cifelli. Il suo mese di ferie e di vacanze, ma servizio da sacerdote, per il momento, lo dove la nostra fede è sempre svolgerà nella parrocchia di Santa Croce chiamata a rinnovarsi nel Signore Gesù. Un invito dunque a non lasciar passare invano sull’Arno con don Donato. Agostinelli.
Domenica 28 giugno don Federico ha questo appuntamento così importante, la festa della celebrato la sua prima messa nelle sue Beata Vergine Maria, assunta in cielo anima e corpo. Parrocchie, quelle dei primi sacramenti, Purtroppo abbiamo riscontrato un forte calo di del primo volontariato, dell’organo partecipazione alle sante messe sia feriali che festive. Suonato in chiesa e di quella chiamata alla vita consacrata arrivata sempre più forte, Speriamo che con il mese di settembre, ci sia un po’ di alle ore 10,00 nella parrocchia di Villa ripresa. Vi aspetto tutti alle nostre celebrazioni. Un Campanile e alle ore 11,30 nella augurio di buon riposo a coloro che partono per le ferie parrocchia di Orentano. Ed anche a coloro che ritornano al Mons. Migliavacca, imponendomi le mani, ha invocato lo Spirito santo su di me e mi ha ordinato prete. 27 e 28 giugno nostro paese, dopo aver trascorso un 2020: due giorni molto intensi, che rimarranno impressi anno lontano da casa. Che il Signore e indelebilmente nel mio cuore. Grato al Signore per avermi la Beata Vergine Maria vi proteggano e scelto tra gli ultimi e fatto suo Sacerdote in eterno!
Ringrazio tutti voi che avete partecipato in ogni modo a vi custodiscano nel loro amore.
un momento della cerimonia
questi bei momenti e che mi siete stati vicini con grandissimo affetto! Ed ora al lavoro... «come umile operaio nella vigna del Signore». Affinché questo continui ad essere lo spirito che mi accompagna per tutta la mia vita sacerdotale, vi Il saluto del nostro sindaco chiedo di continuare a pregare per me! (don Federico)
Una emozione del tutto particolare: è quella che ho provato stamattina all’ordinazione presbiterale di Federico Cifelli. È stata una cerimonia toccante. Da oggi Federico è un sacerdote a «tutti gli effetti. Ma per me, come per tanti sei e sarai sempre Federico di Orentano. Un ragazzo bravissimo, conosciuto da tutti che suona l’organo e canta in Chiesa. Che ad Orentano sei cresciuto, hai fatto volontariato, magari hai coltivato la tua vocazione. Per questo oggi è un giorno di festa anche per il tuo paese. L’ultimo parroco di Orentano era il pievano Giuliano Buonaguidi, il cui nome è legato alla inaugurazione del campanile ai primi del 900. In questo passaggio c’è una elemento di una portata »storica" nella nostra realtà locale. Ti mando un grosso abbraccio, che è l’abbraccio di chi ti conosce da sempre, ma è anche Federico, con il vescovo, dopo l’ordinazione l’abbraccio virtuale del tuo comune e del tuo paese in questa tua grande missione. (Gabriele Toti)
vi benedico tutti, vostro don Sergio
Federico, già sacerdote, concelebra con il vescovo
la sua prima messa nella nostra chiesa
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La gioia di tornare a Messa in chiesa
Domenica 28 giugno don Federico, ha celebrato la sua prima messa nella nostra chiesa
Carissimo don Federico, è una grande gioia per noi tutti partecipare alla tua prima messa; e per me è motivo di commozione e di confusione: di commozione perché ti ho visto nascere, di confusione poiché quanto sto per dire circa la santità sacerdotale sarà per te d’augurio e per me di monito. La gloria di Dio, innanzi tutto e soprattutto, è il fine della vita sacerdotale. Il ministro di Dio non dovrebbe avere altra preoccupazione in tutto ciò che fa o patisce; quando celebra i sacri misteri, quando amministra i sacramenti, quando istruisce i fedeli, affinché li possano ricevere con le disposizioni richieste, quando studia, affinché l’istruzione che dà ai fedeli, sia conforme ai desideri della Chiesa. In ogni altra circostanza della sua vita, in ogni momento della sua giornata, egli abitualmente non ricercherà altro: nel fare ciò che gli è penoso, la consapevolezza di compiere la volontà di Dio, ed in tal modo di rendergli la gloria che gli è dovuta lo sosterrà nella pena, che diverrà allora dolce e lieve; quando invece i doveri saranno conformi alla sua indole, nel Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 18, Gesù promette:
«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in compierli si sforzerà di ricercare al di sopra del proprio compiacimento mezzo a loro». Con l’avvento del Covid-19, il virus della ancora una volta la volontà e la gloria di Dio, che attende da lui non solo paura, la sospensione delle liturgie con la presenza dei quell’opera, ma anche il diletto che essa comporta. Il Sacerdote tuttavia non fedeli nelle nostre chiese, in special modo la celebrazione ignora che tutta la gloria che la SS. Trinità riceve dai figli degli uomini deve della Santa Messa è stata un grosso colpo, dobbiamo dirlo, salire ad essa a per mezzo di Cristo, con Cristo ed in Cristo. E chi meglio di lui per i credenti, privati del sacramento dell’Eucarestia. può comprendere questa verità? Ma il Sacerdote sa anche che, per la grazia Durante questa chiusura, la nostra chiesa è divenuta la santificante e per la grazia sacramentale, gode di un’unione più intima con famiglia, dove «due o tre» siamo riuniti con affetto. Ma nostro Signore che gli permette di compiere ogni azione con Lui, acquistando seppur a casa nostra, ovile d’amore, la casa del Nostro in tal modo un valore immenso, come la goccia d’acqua che di per sé non vale Signore ci mancava. Seppur le chiese non siano mai state nulla, ma, versata nel calice e mescolata col vino del sacrificio, si converte nel chiuse, quanto silenzio vi è regnato! Un silenzio sangue di Cristo. Quanto importa allora al Sacerdote richiamare sempre allo assordante, che ci invitava alla preghiera, alla speranza, spirito questa verità per rendere migliore ogni sua azione, purificandone all’essenziale, alla promessa di Gesù, in cui mettere fede e l’intenzione; e quanto ancora gli è utile richiamare allo spirito questa verità per fiducia: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del combattere e vincere mondo». Ecco la nuova e definitiva alleanza con la quale l’abitudine, Dio si è legato al suo popolo: «Io sarò il Dio-con voi». È che si parso quasi che Cristo avesse trasferito la sua presenza insinua e altrove: negli ospedali, nelle case di cura, nelle RSA dove rischia di la carità per i sofferenti, l’amore per i malati in terapia rovinare e intensiva, la pietà per le migliaia di morti ci avesse guastare d’incanto riuniti tutti in un unico Cenacolo: «Dov’è carità e anche le amore, qui c’è Dio». Ci poniamo però una domanda: poteva bastare sapere che Cristo era là? Siamo stati azioni più sacre. E ansiosi, sofferenti nel pensare di non poterlo ricevere questa nell’Ostia consacrata, pur riconoscendo, umanamente, il grande impegno di medici, infermieri, volontari. È bastato, unione così stretta, invece, che il pericolo della pandemia si allentasse un poco questa che a gran voce la Comunità dei figli di Dio chiedesse di identità che ritornare ai Sacramenti, alla Messa partecipata il sacerdote direttamente, accorgendosi che l’assenza dalle pratiche non deve religiose era un «debito dello spirito» non più a lungo mai rimandabile. Quanta gioia, di conseguenza, è esplosa, smettere di quando è stato permesso lo svolgimento dell’Eucarestia ricercare, con il popolo! Un amico all’uscita della Messa mi ha detto:
«Ricevuta l’Ostia per la comunione, non riuscivo a non dev’essere a suo solo profitto. Egli senz’altro deve tendere sempre alla togliermela dalla mano, da quanto ero preso perfezione e alla santità, ma secondo l’intenzione di colui che l’ha chiamato al nell’ammirarla, pensando alla forza che i Sacramenti ci sacerdozio; per rinnovare sull’altare il sacrificio del Golgota, e rendere in tal donano. Contemplavo in essa il Corpo del Signore e modo a Dio la gloria che gli è dovuta, ma anche per distribuire alle anime le l’emozione si faceva sempre più forte, impedendomi di grazie che Nostro Signore ha meritato sulla croce; per adorare ed onorare Dio e distaccarne lo sguardo». Una testimonianza che conferma per portare col suo ministero e con la sua vita Dio alle anime e le anime a Dio. quanto i Sacramenti siano segni visibili ed efficaci della Compito arduo e impossibile all’umana fragilità e miseria! Non possono grazia invisibile di Cristo. In ciascuno di essi è lo stesso quindi mancare neppure al sacerdote i momenti di sconforto e i penosissimi Signore Risorto che opera attraverso il ministro, agendo momenti di desolazione. Ma troverà ancora una volta nella messa il mezzo per nella vita del credente, che riceve il dono di una nuova riprendersi, il sostegno sicuro al quale reggersi per non cadere. E così, nella dignità e di una nuova grazia santificante per opera dello Sacra Scrittura, nel breviario, nella Santa Messa, nel rituale troverà il sacerdote scoraggiato un’infinità di richiami, di esortazioni di stimoli alla Spirito Santo. (Antonio Baroncini) confidenza e alla pazienza nelle prove e nelle tribolazioni. La santità e la purezza sono di Dio solo e noi vi partecipiamo nella misura in cui ci apprestiamo a ricevere e conservare la verità e la grazia divina come il più prezioso dei beni da proteggere e difendere a costo di ogni fatica e rinuncia. La diffidenza di sé e la confidenza in Dio solo sono necessarie ad ogni cristiano, ma in modo tutto speciale al sacerdote proprio per la sua intimità sacramentale con Nostro Signore. Con queste considerazione non termina per te l’augurio né per me il monito, e proprio per questa ragione siamo nella necessità di chiedere a Dio con preghiera insistente, specialmente per l’intercessione della Madonna, la Madre dei sacerdoti, la grazia di poter essere e rimanere fedeli ai nostri impegni di perseverare nel rendere a Dio la gloria che gli è dovuta, per Cristo con Cristo, ed in Cristo. E preghiamo ancora per le vocazioni, sacerdotali e religiose affinché Dio mandi degli operai nella Sua vigna. (Roberto Agrumi)
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nella famiglia parrocchiale ....... 3 giugno 1990 - 3 giugno 2020 Solennità di Considerazioni personali sul sinodo per l’Amazzonia Pentecoste 30 anni di sacerdozio per don Sergio Dal 6 al 27 ottobre dello scorso anno si è svolta l’Assemblea speciale
Caro Sergio, quale vangelo più appropriato se non quello dell’invio, per ricordare la tua chiamata. Gesù manda i suoi per realizzare il nucleo della comunità........e tu don Sergio hai obbedito. Il Signore ammette, caro Sergio, che sarai sempre suo servo, nel piccolo ma anche nella grandezza del tuo cuore e premierà questa tua fedeltà…….Il Signore Gesù è amico fedele soprattutto dei don Sergio, 30 anni fa suoi strumenti, ministri di Dio Padre Onnipotente. In questa ricchezza inestimabile ( 30 anni di sacerdozio) dell’annunciare con la parola le cose secondo il cuore di Dio, non possiamo che ringraziarti di aver risposto con gioia a questo Suo invito. San Paolo ci dice che tutti facciamo parte del progetto di Dio, ma l’essere testimoni di tanta fede lo scorgiamo nel tuo esempio luminoso. Dire «grazie» a Dio di farci percorrere questo tratto di strada della nostra vita insieme a te è solo una semplice parola, ma dettata da sentimenti e affetti profondi. L’ augurio è: che il Signore ti conceda ancora tantissimi anni di salute e vigore spirituale. Noi ti accompagneremo con la nostra preghiera. (Roberto Agrumi)
mons. Andrea Migliavacca, nostro vescovo, sarà a Villa Campanile domenica 18 ottobre alle ore 17:00, per amministrare la santa Cresima ai nati nel 2008 A seguito della riunione con i genitori dei ragazzi che avrebbero dovuto fare la prima comunione quest’anno, è stato stabilito che recupereranno Domenica 23 maggio 2021. Coloro che saranno in quarta elementare Domenica 30 maggio, 2021 come da tradizione.
CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 25 luglio Angelo Ghimenti di anni 92 23 luglio Lida Marchi in Regoli di anni 91
Felice Boni 27-09-1978
Vincenza Rosania 13-06-2017
ricordo dei defunti
Rosa Boni 26-09-2000
del Sinodo dei vescovi. Il tema più discusso è stato quello dei «viri probati», ovvero, l’ordinazione al presbiterato di uomini sposati da poter scegliere anche tra i diaconi permanenti. Nonostante la maggioranza dei padri sinodali abbia votato a favore di questa apertura, Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica «Querida Amazonia», ha ribadito il suo no a questa svolta come i precedenti pontefici. Ma questa disciplina riguarda tutta la Chiesa Cattolica? Nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica leggiamo: «Per l’episcopato è sempre richiesto il celibato. Per il presbiterato, nella Chiesa latina sono ordinariamente scelti uomini credenti che vivono da celibi e che intendono conservare il celibato «per il regno dei cieli» (Mt 19,12); nelle Chiese Orientali non è consentito sposarsi dopo aver ricevuto l’ordinazione. Al diaconato permanente possono accedere anche uomini già sposati.» (334. È richiesto il celibato a chi riceve il Sacramento dell’Ordine?) Anche nella Costituzione Apostolica «Anglicanorum Coetibus» di Papa Benedetto XVI leggiamo: «Coloro che hanno esercitato il ministero di diaconi, presbiteri o vescovi anglicani, che rispondono ai requisiti stabiliti dal diritto canonico e non sono impediti da irregolarità o altri impedimenti, possono essere accettati dall’Ordinario come candidati ai Sacri Ordini nella Chiesa Cattolica. Per i ministri coniugati devono essere osservate le norme dell’Enciclica di Paolo VI Sacerdotalis coelibatus, n. 42 e della Dichiarazione In June. I ministri non coniugati debbono sottostare alla norma del celibato clericale secondo il can. 277, §1.» In base alla Tradizione Apostolica e al Magistero della Chiesa il celibato sacerdotale anche prima dell’ordinazione riguarda solo il rito romano; se tra gli ex ministri anglicani ci sono vescovi sposati, costoro devono essere retrocessi al grado di presbitero. In ogni caso devono ricevere nuovamente tutti i gradi del sacerdozio poiché sta scritto nella Lettera «Apostolicae Curae» di Papa Leone XIII «Pertanto, approvando in modo globale tutti i decreti dei Nostri predecessori su questo problema, e confermandoli e rinnovandoli pienamente, in forza della Nostra autorità, di nostra iniziativa, per sicura conoscenza. Noi dichiariamo e proclamiamo che le ordinazioni compiute con il rito anglicano sono state del tutto invalide e sono assolutamente nulle.» Questa disciplina vale anche per gli altri ministri appartenenti alle altre chiese protestanti che hanno mantenuto in qualche maniera la gerarchia cattolica, come i luterani o i riformati. Spero che questo articolo possa servire per confutare i vani ragionamenti di coloro che dicono che nel cattolicesimo non esistono i preti sposati (sono presenti anche sul nostro territorio, nelle Eparchie di Piana degli Albanesi in Sicilia e di Lungro in Calabria) e a noi credenti possa servire per non stare a soffermarci troppo su questa tematica ma su tematiche più importanti che sono prese di mira e in quanto cattolici vanno difese, come i dogmi mariani, la transustanziazione, etc. (Alessandro Bianucci)
Ogni tanto ricordiamoci dei poveri
17 luglio In questo tempo siamo tutti invitati a praticare più intensamente la Toscano Carlini preghiera personale e comunitaria, riscoprire il digiuno e la di anni 88 sobrietà, distaccandoci da ciò che imprigiona la nostra vita e che non è indispensabile, e ovviamente anche a ricordarci dei più 23 giugno poveri.
Quando facciamo la spesa per le necessità della nostra Gerardo Ragazzo famiglia, ricordiamoci anche di chi non la può fare perché povero e di anni 81 acquistiamo perciò qualche alimento da depositare nella capiente 1° giugno cesta, dove tutti coloro che lo desiderano possono depositare Roberto Claudio pacchetti di pasta, scatolame e alimenti a lunga conservazione da Agostiniani destinare a coloro che sono assistiti dalla nostra parrocchia. Questa di anni 72 cesta, che si trova all’ingresso, accanto alla porta di destra, vuole 14 giugno infatti accogliere tutte le nostre piccole o grandi offerte, in modo Pierina Massari particolare pasta, biscotti, scatolame, latte e altri generi alimentari ved. Barbieri a lunga conservazione, che saranno destinate alle persone più di anni 84 povere della nostra comunità. Acquistiamo anche noi qualche (deceduta a Roma) prodotto a lunga conservazione e depositiamolo nella cesta!!!
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4 la pagina del Ciaba.......... Noi che.....negli anni 80.... Appello dei donatori di sangue
Noi ragazzi degli anni ottanta ricordiamo molto volentieri gli anni della nostra giovinezza, specialmente nel periodo attuale, di astinenza dalla vita abitudinaria di tutti i giorni, rimanendo per molto tempo chiusi nelle proprie abitazioni a causa dell’ emergenza sanitaria in corso. Alcune emittenti radiofoniche trasmettono melodie musicali, aneddoti, curiosità, commedie, fatti di cronaca attinenti al periodo in questione, noi « ottantini» abbiamo dovuto ad apprendere tale tecnologia con qualche difficoltà non indifferente. I nostri computer, erano dei fogliettini scritti alla rinfusa, cercando di ricordarsi le varie ambasciate scolaresche. Il telefono di casa, color grigio topo, oppure in alcuni casi bianco o marroncino, con disco e sottostanti numeri, per comporre le varie chiamate ai parenti ed amici. In alcuni casi i genitori applicavano un lucchetto al disco rotante del telefono, per limitarne il consumo, dicevano: «ma quanto mi costi» praticamente potevamo solo riceverle le telefonate, allora ricorrevamo alle poche gabine telefoniche gialle, corredate di telefono a gettoni, ricordandosi i numeri telefonici a memoria, come le poesie a scuola. Difficili da avere i suddetti gettoni, visto le nostre scarse finanze economiche. I bigliettini scritti agli amici, dove incontrarsi nel pomeriggio, dove recarsi ad inventare qualche nuova marachella, oppure alle bimbe carine, che ci interessavano e volevamo che fossero le nostre amichette. Questo era il nostro Whats App. Il postino che recapitava, posta, telegrammi e bollette, anche allora era il Messenger. Poi i selfie, entravamo il maggior numero di individui in quei distributori dove venivano scattate foto tessera per carte di identità ecc ecc. Il divertimento per noi era assicurato. La scuola iniziava il primo di ottobre, san Remigio, per questo gli scolari erano detti «i Remigini».
Gli esami, quelli veri, in quinta elementare. Quando la maestra entrava in aula la salutavamo dicendo «buongiorno signora maestra», ora di maestre non ce ne sono più, si sono estinte, sono state sostituite da cinque o sei insegnanti. Nel pomeriggio facevamo i compiti assegnatici la mattina «non sempre» la sera andavamo a dormire dopo Carosello, un contenitore di piccoli filmati pubblicitari. Ancora oggi, alcuni personaggi, sono vivi nei nostri ricordi, come Calimero, un pulcino tutto nero, Joe Condor, un volatile, Speedy Gonzales, un topolino in competizione col gatto Silvestro. Ne ho ricordato qualcuno, ma erano molti di più, alcuni episodi, interpretati dagli attori di allora erano dei mini film. Dopo in camera, recitavamo la preghiera e poi nanna, la mattina partiamo soli per la scuola, durante il tragitto qualcuno si aggregava, avevamo anche il tempo di suonare qualche campanello e darsela a gambe senza farsi scoprire dal proprietario dell’abitazione, strada facendo, l’unione fa la forza delle marachelle e delle birbonerie, così non arrivavamo mai soli a scuola.
Specialmente nelle sere d’estate, giocavamo fino allo sfinimento con i giochi più gettonati: nascondino, palla prigioniera, ai quattro cantoni ed altri a nostro piacimento. Anche, dopo cena, nel periodo delle vacanze la sinfonia giochi era la solita. Di giorno, con approvvigionamento di ciliege e frutti di stagione, la domenica pomeriggio organizzavamo festicciole in casa di questo o quello, insieme agli immancabili lenti musicali, alcuni portavano i dischi, altri lo stereo, qualche bibita reperita con gli ultimi spiccioli, il divertimento era assicurato, consideravamo anziani le persone da quarant’anni ed oltre, tutto era diverso anche quello di nascere, la cosiddetta Balia che faceva partorire in casa le nostre mamme di nome Genovina, insieme al suo caratteristico vespino, confrontare la Balia di quegli anni con oggi, è impossibile non so se dire peggio, oppure meglio, altri tempi che non torneranno mai più, soltanto un paragone, dalle diversità dei ragazzi targati anni ottanta.
Ciao dal vostro Attilio il ciaba.
I donatori di sangue locali richiamano la vostra amorevole collaborazione ad unirsi ai fratres donando il nettare rosso, c’è un grande bisogno di sangue e suoi derivati in qualsiasi periodo dell’anno, ma specialmente ora a causa di questo virus, il sangue non si può riprodurre in laboratorio oppure industrialmente solamente il corpo umano possiede tale caratteristica.
L’appello è rivolto ai donatori abitudinari coloro che frequentemente donano durante l’anno, bravissimi!! Magari fatelo un pò più spesso. Ai donatori occasionali diamo un piccolo incoraggiamento, ai cosiddetti dormienti chiediamo di riattivare la propria attività donativa. A tutti voi che sareste interessati ma che non avete mai donato, potete contattarci tranquillamente, sapremo condurvi in a questa avventura umanitaria e gratificante. Donare un pochino di noi stessi per il bene altrui, non può che farci sentire una persona migliore, posso garantirvelo personalmente, io che da donatore, ho poi avuto bisogno delle trasfusioni, sangue donato da chissà chi, donatori anonimi sparsi in tutta Italia, a causa i miei guai di salute. Non vi piace Villa ? Accorrete ai fratres in prossimità vostra, vicini a voi, non rimanete nell’anonimato, fatevi riconoscere. Noi fratres già ci conoscete, non siate timidi, oppure timorosi di un piccola punturina indolore per il bene altrui.
Soprattutto voi giovani, nostro futuro imminente, insieme alle vostre idee innovative, fatevi avanti donate sangue, l’ oro rosso della vita. Purtroppo quest’ anno la nostra caratteristica festa fratres in onore dei donatori di sangue, di fine agosto, molto probabilmente sarà rimandata al prossimo anno, causa corona virus, vedremo strada facendo. Alcuni pazienti, contagiati dal suddetto virus, curati e migliorati di salute, con il plasma dei guariti, cioè contenente anticorpi che combattono il maledetto virus, , Contattateci, sapremo soddisfare ogni vostra perplessità, un personale grazie ad don Roberto e don Sergio dai fratres villesi che attraverso l’Araldo, giornalino di informazione paesana, ci hanno sempre dato lo spazio necessario. Per ogni informazione rivolgetevi telefonicamente al 3276603330 Attilio, al 3926230421 Massimo. Ciao dal vostro Attilio il ciaba.
Corte Lazzeri, non la ferma neanche il virus Causa le restrizioni per il coronavirus, quest’anno non abbiamo potuto celebrare il maggio nelle corti. Però in corte Lazzeri i residenti non hanno avuto paura del covid19, virus maledetto di questo inizio duemilaventi, che non è riuscito a sconfiggere la nostra devozione alla Madonna, madre di Gesù. Ogni sera del mese di maggio abbiamo recitato il rosario in prossimità della margine costruita nella corte, davanti la casa del fabbro. In ottemperanza alla sicurezza, poichè le riunioni e gli assembramenti, non erano consigliati, alcuni fedeli hanno recitato il rosario alla Madonna, con le dovute accortezze, distanza di sicurezza tra loro, mascherina anticontagio, e cosi il maggetto si è recitato tutte le sere di maggio, anche se alcune sere, il tempo è stato inclemente, non ha fermato la devozione verso la Madonna, speriamo che tutto questa emergenza sanitaria finisca per ritornare alla« normalità ». Un pensiero purtroppo, a chi ha pagato con la propria vita questa emergenza virale, un piccolo momento di aggregazione spirituale in circostanze difficili e complicate della nostra esistenza, il futuro sempre precario davanti a noi, siamo nati per combattere la nostra sorte, senza arrendersi mai guardando sempre avanti positivamente, anche quando vediamo il buio davanti a noi e pieno di incognite, possiamo ritrovare noi stessi, come nelle sere ossequiate alla Madonna. Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il ciaba.