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Novembre–dicembre 2020

L’Araldo di Villa Campanile,n. 6

Novembre–dicembre 2020versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

www.parrocchiadiorentano.it

Anno LVIII n° 06 - novembre-dicembre 2020

L’VillaAraldo Campanile

di

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

email parrocchia roberto.agrumi@alice.it

Credit Agricole IBAN

IT59O0623070961000040134370

Carissimi fedeli, siamo già a dicembre e le 8 dicembre - Immacolata Concezione feste di Natale sono ormai prossime, di Nel dogma sicuro non saranno come gli altri anni, ma dell’Immacolata all’insegna dell’ austerità , niente Concezione viene sancito consumismo, niente regali e poco altro che la Vergine Maria, ancora. Anche i vari cenoni, di Natale e di madre di Gesù, è immune fine anno, saranno sicuramente vietati. Dal peccato originale. Il significato della Speriamo solo che questa pandemia vada celebrazione è molto diminuendo e ci permetta almeno di celebrare le sante messe e le profondo; tuttavia, è carico novene come Dio comanda. Purtroppo, da quando la Toscana è di equivoci da sfatare. Diventata zona rossa, le presenze sono calate ancora, perché L’Immacolata Concezione molti fedeli hanno giustamente paura di un’ eventuale contagio e è un dogma - cioè una per chi viene dai paesi vicini o fuori comune, delle multe. Io credo, Verità di Fede - in cui viene però, che un vero atteggiamento di fede nel Signore Gesù, ci sancito che la Beata dovrebbe far vincere e superare certi timori. La chiesa non è mai Vergine Maria è stata stata luogo e fonte di contagio. Osservare la distanza, portare la preservata dal peccato originale, fin dal primo mascherina e sanificarsi le mani, sono le norme da seguire, le istante del Suo concepimento. Nel giorno panche e le sedie, dopo ogni celebrazione, vengono sanificate. Dell’Immacolata Concezione si celebra Maria di Gesù ci ricorda «coraggio, non abbiate timore, io ho vinto il Nazareth, che fu concepita immacolata per accogliere nel Suo grembo, pura e senza peccato, il figlio Gesù. mondo». Vi auguro un santo Natale e vi aspetto numerosi

vi benedico tutti, vostro don Sergio

La festa del Natale è stata inserita nel calendario cristiano nel 354 d.C., con l’imperatore Costantino. Nei primi secoli i cristiani festeggiavano solo la festa di Pasqua, che veniva chiamata «Giorno del Sole» perché ricordava la resurrezione di Cristo. A Roma il 25 dicembre era il giorno della festa del solstizio d’inverno e dell’approssimarsi della primavera. Era una festa caratterizzata da un’incontenibile gioia perché il sole ricominciava a splendere. I cristiani battezzarono questa festa pagana per la fede in Gesù «Sole di Giustizia» venuto a visitarci dall’alto, per illuminare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte (cfr. Gv 1). Il Natale è un punto di luce che ci riporta ai ricordi di affetto, di infanzia e di famiglia. Sul Natale ciascuno di noi ha tante storie da raccontare: regali, albero, presepe, luci, babbo natale, centri commerciali… Piazze, case, strade e vetrine illuminate ci richiamano e ce ne svelano l’importanza. Troppe sono le attività che si svolgono, le preparazioni, le corse, tanto da farci scordare il festeggiato: Gesù Cristo.

L’Emmanuele, il Dio con noi, che ha diviso la storia in: a.C. e d.C. L’origine pagana della festa minaccia sempre la sconsacrazione del Natale, ed è proprio per questo che risulta importante ricordare e chiarire che il Natale significa «la nascita di Gesù». Dunque augurandoci buon Natale ci auguriamo la «buona rinascita in Gesù».

Secondo il catechismo della Chiesa cattolica, sarebbe stato impensabile che il figlio di Dio potesse nascere da una donna toccata dal peccato originale: per questo, Dio scelse proprio Lei, la Beata Vergine Maria, come donna pura, esente da ogni peccato. Erroneamente, molte persone intendono l’Immacolata Concezione come il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria. In realtà, in questa celebrazione, si ricorda l’Immunità di Maria di Nazareth dal peccato originale. Il termine «Immacolata» riferito a Maria di Nazareth ha un duplice significato: È Immacolata perché priva di Peccato. È Immacolata perché ha dato vita a Gesù, Vero Dio e Vero Uomo in un solo corpo. Alla domanda: «perché proprio l’8 dicembre?» si trova una facile risposta: questa data precede di 9 mesi esatti la Natività di Maria, celebrata in data 8 settembre. La festa della Natività di Maria fu introdotta dal Papa Sergio I intorno al 500. A Maria Nascente sono dedicate molte opere d’arte: alcune di esse, le possiamo trovare nel Duomo di Milano. In una delle sue guglie, spicca la statua della «Madunina», attraverso la quale Maria è venerata come Protettrice di Milano. Nella devozione cattolica, l’Immacolata Maria è collegata ad un evento religioso importante, che ha fornito un’ulteriore conferma del dogma: Apparizioni di Lourdes: esattamente 4 anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata (1858), a Lourdes, la ragazzina Bernadette Soubirous confidò al sacerdote di aver visto una «piccola signora giovane» in una grotta; in quest’apparizione, Maria si presentò alla ragazzina come «l’Immacolata Concezione». Maria di Nazareth fu concepita da Sant’Anna e San Gioacchino, così come vengono concepiti tutti i figli; tuttavia, Lei fu scelta come colei che avrebbe ospitato Gesù.

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Siamo tutti sulla stessa barca Dottoressa Ludovica Uno degli effetti collaterali più dolorosi

Ludovica Ghimenti

l 14 ottobre si è laureata dottoressa in agraria all’università di Pisa. Da oggi ti chiameremo Dottore, ma ricordati una cosa: la tua consulenza per noi rimarrà sempre gratuita! I nostri più sinceri complimenti!

Congratulazioni alla neo Dottoressa! Hai concluso un importante percorso e ti auguriamo successi e grandi soddisfazioni.

Affettuosi auguri di un brillante avvenire.

FRATELLI TUTTI di don Armando Zappolini, direttore Caritas diocesana L’enciclica «Fratelli tutti», firmata il 3 ottobre scorso ad Assisi sulla tomba di san Francesco è l’ultimo grande dono che papa Francesco fa alla Chiesa. Un documento con parole forti che riassumono il pensiero della Chiesa del Concilio Vaticano II e in particolare della «Gaudium et spes». Un testo in cui si rintracciano temi e pensieri cari a una Chiesa che si fa carico dei problemi del mondo, che si fa carico della fatica e della sofferenza della gente. Un profilo di Chiesa capace anche di alzare la voce con la denuncia e con l’annuncio. La denuncia di un mondo costruito sulla guerra e sulla politica a servizio dei grandi interessi, la denuncia di un liberismo economico che distrugge popoli interi e condanna alla povertà milioni e milioni di uomini. E l’annuncio di una società nuova che invece rifiuta la guerra, che mette al centro la dignità di ogni uomo, che accoglie e sostiene la povertà delle persone. Un annuncio e una denuncia che non possono lasciare indifferenti i cristiani, sempre più a disagio in una sacrestia lontana dal mondo e sempre più attesi sulle strade della vita.

2 (di Tommaso Giani)

della pandemia è la sindrome del «tutti contro tutti». Chi deve chiudere l’attività dopo l’ultimo decreto contro chi ha ancora il permesso di tenere aperto. Chi ha perso il lavoro contro chi ha ancora lo stipendio di sempre. Chi è più affamato di socialità (anche a costo di prendersi qualche rischio di troppo) contro chi non esce di casa nemmeno per andare a prendere un caffè sotto casa. Chi è giovane contro chi è anziano, chi fa sport contro chi è chiesa di Villa Campanile sedentario. Tutti contro tutti, appunto: a colpi di commenti al vetriolo su internet e di giudizi sferzanti pronunciati per strada. Oggi a sfogare tutto il loro dispiacere sono, fra gli altri, i miei amici Facebook che lavorano nel mondo del teatro più di uno di loro, con toni civili ma amareggiati e velatamente polemici, mi fa notare che mentre le platee delle chiese per le funzioni religiose restano consentite, quelle degli spettacoli teatrali non più. Eppure sempre di platee si tratta. E dov’è la differenza? Un cattolico come me può dire che per lui la Messa ha una valenza spirituale non comparabile con uno spettacolo teatrale, ma chi non è cattolico e quella valenza non la percepisce? Dal suo punto di vista un non cattolico amante del teatro o lavoratore nell’ambito del teatro ha tutte le ragioni del mondo per sentirsi trascurato, o di serie B, rispetto al popolo delle Messe. Questo grido di dolore del mondo del teatro indirettamente rivolto a noi cattolici mi colpisce, e non mi lascia indifferente. Mi tornano in mente le parole di papa Francesco durante la benedizione Urbi et Orbi nel cuore della prima ondata pandemica: «Nessuno si salva da solo, siamo tutti sulla stessa barca». E allora mi viene da rispondere ai miei amici vittime più di me dei teatri chiusi:

«Noi cattolici non siamo vostri rivali, noi siamo con voi, siamo dalla vostra parte». Il fatto che il governo abbia fatto una scelta che lascia «aperti» noi dell’altare e non voi del palcoscenico non mi fa affatto ghignare di superbia, e nemmeno sospirare per lo scampato pericolo («menomale, è toccato a loro e non a noi»), ma mi fa sentire doppiamente responsabile. Se il governo e la Chiesa si accordano per mantenere le funzioni religiose aperte al pubblico, io vorrei che le preoccupazioni, la frustrazione e la paura del futuro dei lavoratori teatrali entrassero nel cuore delle nostre Messe: con attori, direttori di teatro, scenografi o costumisti dei nostri territori invitati sull’altare per una testimonianza, per un’empatia da risvegliare, per una preghiera laica da condividere, per sentirci davvero tutti fratelli. Ho parlato del teatro, ma lo stesso vale per tutte le categorie sociali ed economiche più toccate da queste restrizioni.

Chiudono le palestre, io sono un cliente già da un po’ di tempo di quella struttura. Il prossimo mese e forse anche quello successivo risparmio la quota di iscrizione, 100 euro in più in tasca.

Magari li spendo per un abbonamento alle serie tv o per comprarmi un completo nuovo da ginnastica. O se invece li spendessi pagando comunque la quota alla palestra chiusa, senza salire sui tapis-roulant e senza pesi da sollevare? Senza servizio? Così, solo perché io la mia palestra non la lascio sola? Beh, probabilmente sarebbe solo una goccia nel mare per il bilancio in sofferenza di quella attività. Però pensate al valore simbolico, alla commozione e alla gratitudine di quel gestore che si vede consegnata comunque la quota da parte di uno dei suoi clienti. Forse un po’ della rabbia che lo tiene prigioniero se ne andrebbe: «Sì, le difficoltà restano tutte, però non sono solo, c’è qualcuno che non si è dimenticato di me». Certo, il governo, la regione, la società della salute… Giusto continuare a farsi sentire perché le istituzioni facciano il possibile e l’impossibile per aiutare chi è rimasto indietro: lo sforzo più importante deve farlo lo Stato, di qui non si scappa. Però questa consapevolezza non deve essere una scusa per il disimpegno e per una delega totale. Tutti noi il cui stipendio o i cui spazi di vita non sono stati intaccati dalle restrizioni siamo chiamati a fare la nostra parte, a far sentire concretamente la vicinanza a chi ora è più attanagliato dalla paura o dal senso di inutilità. E allora in mezzo alle preghiere per il Papa e per il popolo di Dio, perché dall’altare domenica prossima non facciamo riflettere anche sull’importanza e sulla necessità di una bella cena da asporto da prenotare a uno dei ristoranti del paese? Anche questo è carità. Anche questo è Vangelo. Quando facciamo la spesa, ricordiamoci dei poveri In questo tempo siamo tutti invitati a praticare più intensamente la preghiera personale e comunitaria, riscoprire il digiuno e la sobrietà, distaccandoci da ciò che imprigiona la nostra vita e che non è indispensabile, e ovviamente anche a ricordarci dei più poveri.

Quando facciamo la spesa per le necessità della nostra amiglia, ricordiamoci anche di chi non la può fare perché povero e acquistiamo perciò qualche alimento da depositare nella capiente cesta, dove tutti coloro che lo desiderano possono depositare pacchetti di pasta, scatolame e alimenti a lunga conservazione da destinare a coloro che sono assistiti dalla nostra parrocchia. Questa cesta, che si trova all’ingresso, accanto alla porta di destra, vuole infatti accogliere tutte le nostre piccole o grandi offerte, in modo particolare pasta, biscotti, scatolame, latte e altir generi alimentari a lunga conservazione, che saranno destinate alle persone più povere della nostra comunità. Acquistiamo anche noi qualche prodotto a lunga conservazione e depositiamolo nella cesta!!!

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nella famiglia parrocchiale .......

Pasquale Garofalo e Filomena Bufo hanno festeggiato 18/10 - battesimo di Alessia Rovina di Sergio e Maria Ferro. Domenica 18 ottobre, il loro 50° anniversario di matrimonio. Si Padrino Ciro Manuel Castigliego, madrina Federica Ferro sposarono nella chiesa di San Bartolomeo in Galdo il 6 aprile 1970

22/11- 25° anniversario di nozze per Claudio Orsi e Roberta Gentili Loriano Caietti e Giuliana Bagnoli hanno festeggiato Sabato 3 ottobre il loro 51° anniversario di matrimonio. Si sposarono nella chiesa di Staffoli il 4 ottobre 1969

Ci hanno preceduto alla casa del Padre 13 Novembre Don Enrico Carocci di anni 80 (dec. ad Altopascio) 3 ottobre Zita Biondi ved. Mariani di anni 85 (dec. ad Altopascio)

14 novembre Renza Grazzini ved. Pilade Regoli di anni 90 (dec. ad Altopascio)

25 ottobre In forma molto Bruna Martinelli ridotta, anche il 19 di anni 48 Graziella Barbieri Franco Galligani ottobre, festa del 27-12-2011 21-11-2019 nostro patrono, san « I Miei amori mamma e papà». Come passa veloce il Pietro d’ Alcàntara, tempo, tu papà un anno e tu mamma nove anni, a volte abbiamo voluto ho la paura di non ricordare più la vostra voce, ma poi salvare il senso più guardo nei video fatti da te papà, lì allora nella mia religioso alla festa mente affiorano tutti i nostri momenti belli, le risate, i patronale, messa alle pianti, ma è bello risentirli nella mia mente. Siete 11,00 celebrata da andati via troppo presto e anche con dolore, ma siete don Sergio e messa stati entrambi con una dignità che io, non so se sarei alle ore 1 7 , 0 0 riuscita ad affrontare tutto il vostro dolore. Mi mancate celebrata da don da morire, ma so che da lassù voi mi siete vicini e mi Fede ricoCifelli «Don Enrico si è lasciato baciare e abbracciare da Dio». auguro che siate fieri di me, un pensiero anche a mio neoparroco, causa le Con queste parole don Bruno De Rosa ha comunicato ai fratello Ilario che dopo 39 anni ha tutti e due i suoi nuove direttive in fedeli la morte, sopraggiunta nel pomeriggio di venerdì 13 genitori insieme a lui, uniti nell’eternità. Vi amo tanto, vigore, niente novembre, di don Enrico Carocci, 80 anni, più della metà grazie per i genitori che siete stati e l’educazione che processione e nessun trascorsi come sacerdote nelle parrocchie di Altopascio e mi avete dato. Amori miei, la vostra bimba Gloria omaggio musicale . della Valdinievole

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la pagina del Ciaba..........

Domenica 8 novembre abbiamo ricordato la festività del 4 Tempo di Natale - orari delle celebrazioni novembre, per la commemorazione dei caduti delle due guerre Martedì 15 dicembre, inizio della novena di Natale, mondiali, al termine della santa messa l’ assessore Ilaria Duranti in ogni giorno fino a mercoledì 23, alle ore 17,00. rappresentanza del nostro comune, ha fatto un intervento in cui ha spiegato i motivi della ricorrenza, poi si è formato un piccolo corteo, Domenica 20 dicembre, quarta domenica di avvento, con il gonfalone del Comune, quello dei Fratres e la Misericordia di alla messa delle 10,00 tutti siamo invitati a portare doni Villa per deporre una corona di alloro davanti al monumento dei per poi distribuire ai più poveri. Giovedì 24 dicembre, caduti. Aspettiamo a quando questo maledetto virus ci permetterà di effettuare le nostre abitudini di volontariato paesano, noi siamo dalle 15,00 alle 17,00 confessioni, ore 21,00 santa abbastanza fiduciosi. Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba. Messa in ricordo della nascita del Signore. Venerdì 25

nuovi lavori al cimitero dicembre, santo Natale messa alle ore 10,00. Sabato La cappellina, appena entrate la vedete di fronte ad voi, il tempo e le 26 santo Stefano, santa messa ore 10,00, Ore 17,00 intemperie avevano messo in condizioni tali, che aveva bisogno di un restauro imminente, prima che deperisse ancora, anche per l’incolumità delle persone che frequentano il cimitero. La Misericordia di Villa Campanile, che gestisce il cimitero, tempo fa dette il via alla restaurazione, mettendo così in sicurezza la cappellina ed il piccolo campanile adiacente. Adesso la struttura è presentabile, in futuro, non tanto prossimo anche all’interno della chiesina saranno intrapresi altri lavori di ristrutturazione e imbiancatura, anche le due loggiate a destra e a sinistra hanno bisogno di un messa in rifacimento, l’utilizzo della cappellina è limitato alla ricorrenza dei defunti e ognissanti, il 1° e il 2 novembre e raramente a qualche funerale, oppure a qualche visitatore di passaggio. Quest’anno purtroppo, causa l’ emergenza sanitaria, pochi fedeli hanno visitato la cappellina e il cimitero, calata notevolmente l’affluenza a trovare i propri cari defunti. Aspettiamo tempi migliori e quando tutto sarà passato, si ritorni alla normalità

No al decreto Zan

In questi giorni, le famiglie vivono nell’angoscia del lockdown e della crisi economica; dopo appena un mese dall’apertura, la scuola che già lo scorso anno aveva interrotto le lezioni a marzo, chiude ora la didattica in presenza con danni enormi per un’intera generazione; l’Europa vive attentati islamici che mettono a rischio la nostra libertà. Mentre accade tutto questo, il Governo occupa il Parlamento in una marcia a tappe forzate per votare –se serve, restando anche in aula fino a mezzanotte– una legge (il cosiddetto disegno di legge Zan dal nome del deputato PD proponente) liberticida che divide ancora una volta la società. Se approvata, essa avrà infatti due conseguenze devastanti Di fatto, e sotto mentite spoglie, introdurrà «nelle scuole di ogni ordine grado» l’insegnamento gender mettendogli a disposizione una Giornata nazionale obbligatoria: anche nelle scuole cattoliche!?. I genitori saranno così espropriati della possibilità di educare i figli secondo la morale perché qualsiasi

insegnante potrà inculcare loro i principi di questa stravagante teoria secondo la quale ci si può innamorare indifferentemente tra persone dello stesso sesso.si possono affidare i bambini a coppie omosessuali e, quel che è ancora peggio, che è lecita la pratica dell’utero in affitto.

Una tecnica mediante la quale ricche coppie omosessuali si rivolgono a sofisticate Agenzie commerciali per acquistare ovuli o spermatozoi provenienti da baldi giovani o belle ragazze scelti su catalogo. Se i due omosessuali sono maschi, gli ovuli saranno quindi inseminati in qualche ragazza del terzo mondo che, pur di guadagnare qualcosa, si accontenta solo di 500 o 1000 euro: una parte irrisoria della lauta torta pagata dai due all’Agenzia. Dopo che l’avrà avuto in grembo 9 mesi, il bambino le sarà tolto alla nascita per essere affidato alla coppia omosessuale e così privato per sempre della figura materna o paterna: ed è per andare in questa direzione che il parlamento viene riunito anche durante il lockdown. Ma quel che non è meno terribile (ed ecco la seconda colpa della legge) è il fatto che chiunque protesterà dicendo che uomini e donne sono diversi e fatti l’uno per l’altra, che i bambini debbono avere una mamma ed un babbo e che il matrimonio è solo tra uomini e donne, potrà incorrere in severe sanzioni penali tacciato di omofobia. Vorrei appunto ricordare in merito le parole del Santo Padre che definisce il gender ’Colonizzazione ideologica’, ed è quello che sta accadendo. Confidiamo nel Signore e Maria Santissima e preghiamo dunque affinché questa sciagurata legge non sia approvata ed intanto, con una punta di amaro sarcasmo, concludiamo con le profetiche parole di una grande scrittore cattolico inglese della prima metà del ’900, Gilbert Keith Chesterton che sembrano proprio presagire il gender: «quando tutti saranno senza sesso, ci sarà uguaglianza e ci sarà più fraternità, libera ed eguale. L’unica consolazione sarà che ciò non durerà che per una sola generazione».

Avv. Andrea Gasperini Fond. Madonna del Soccorso

messa pre-festiva della domenica Giovedì 31 dicembre, ore 16,00 esposizione del SS. rosario e benedizione eucaristica. Ore 17,00 santa messa di ringraziamento e canto del Te Deum. Venerdì 01-012021 santa messa alle ore 10,00. Mercoledì 6 gennaio 2021 Epifania dopo la messa delle ore 10,00 sarà distribuita ai ragazzi presenti la calza della befana offerta dal comitato della tombola.

Ma da dove dobbiamo iniziare ed in quale modo visto che piano piano siamo proprio noi, il genere umano, che lo stiamo distruggendo. Centrali atomiche, scorie radioattive, smog delle nostre città, incendi delle foreste, gas di scarico delle nostre automobili ed altri mezzi di trasporto, inquinandolo con la nostra spazzatura. La iniziamo ad accumulare quando ci rechiamo ai vari supermercati ad acquistare prodotti di prima necessità alimentare e non solo, confezionati in involucri protetti di plastica, le bibite in bottiglie di plastica, oppure pvc, alcune catene di supermercati hanno tolto dai propri scaffali prodotti di plastica, come bicchieri piatti ecc. sostituendoli con prodotti biodegradabili, cercando di ridurre i prodotti derivati dal petrolio, perciò meno spazzatura = meno inquinamento. Però sono sempre troppi i prodotti sopracitati che, distruggendoli, soprattutto sbarazzandosene in modo incivile, disperdendoli nell’ambiente, inquinando fiumi, campi, falde d’acqua. Cerchiamo piuttosto di ripulirlo, insieme ad iniziative sociali, insegnando ai giovani come tenere pulito il nostro pianeta.

Altro tipo di inquinamento sono le fabbriche che, negli anni trascorsi, non essendoci delle leggi ben precise, hanno fatto il buono e cattivo tempo prima di mettersi in regola, costruendo dei dispositivi a norma di legge, cercando così di ridurre il rischio ambientale, anche il nostro prezioso mare è abbastanza malato, dove purtroppo ogni anno qualche catastrofe, causa negligenza umana, succede sempre, vedi incidenti in piattaforme petrolifere, petroliere in collisione, procurando fuoriuscite di sostanze inquinanti dove procurano danni a tutto il territorio marino e l’ecosistema che ne deriva. Piccola parentesi, post petrolio, avrete notato che per il fermitutti, causa virus, l’aria era più respirabile, perchè auto e aerei circolavano di meno, quindi non inquinavano, tutte queste situazioni creano al nostro pianeta un cambiamento climatico assai preoccupante. Purtroppo siamo sempre noi umani ad avere attivato questo meccanismo di distruzione, dove possono manifestarsi e propagarsi di vecchie e nuove malattie, potremmo ricorrere a dei ripari incominciando proprio da noi stessi nel nostro piccolo quotidiano, gli scienziati stanno cercando soluzioni al nostro futuro più prossimo, alcuni governi stanno rimediando in parte a tale problema, per potere limitare il rischio ambientale, speriamo che non sia troppo tardi!! Vedremo che mondo potremo lasciare ai nostri giovani, sperando che essi agiscano in modo un pochino più consapevole del nostro tempo.

Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.