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Anno LIX n° 01 - GENNAIO-FEBBRAIO 2021
L’VillaAraldo Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
email parrocchia roberto.agrumi@alice.it
C
Credit Agricole IBAN
arissimi fedeli, quest’anno le feste natalizie sono passate nel centro della pandemia, così c’è stato un forte calo di partecipazione a tutte le celebrazioni del tempo di Natale. Ora, con il mese di febbraio, abbiamo degli appuntamenti importanti, come il 2 febbraio la Presentazione di Gesù al Tempio, la così detta Candelora, poi il 17 l’inizio della quaresima, con il mercoledì delle Ceneri, ogni venerdì di quaresima la Via Crucis alle ore 17,00. Mi auguro solo di poter vincere ogni timore di contagio e di riprendere il nostro consueto cammino di fede, con una buona partecipazione, vi raccomando almeno la domenica portate i bambini alla messa. Abbiamo messo in calendario la benedizione delle famiglie, ma non sappiamo se potremo farla, aspettiamo una comunicazione del Vescovo. Vorrei ringraziare il Comitato della Tombola, che ogni anno ci regala le calze della Befana. Il Signore Gesù ci aiuti a vincere ogni nostra paura, la santa Vergine Maria vi protegga e vi preservi da ogni male, vi aspettiamo numerosi
vi benedico tutti, vostro don Sergio BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE - CALENDARIO NOI LA PROPONIAMO E SI FARA’ SE TUTTO ANDRA’ BENE - L’ EMERGENZA SANITARIA AVRA’ LA PRECEDENZA - INIZIO ORE 14,30 Lunedì 15 marzo da P.zza Pertini, fam Vannelli, via Ulivi fino alla fam. Barghini. Martedì 16marzo Via Signorini, dal n°1 (Rigon), fino alla corte Signorini. Mercoledì 17 marzo Corti:
Belvedere, via Ponticelli 213, Nandone, Mengaccino, Bistone, Frediano, Cherubino, Guerrino e Bacarino. Giovedì 18 marzo Via del campo sportivo, Foresto, Monello, Luini, Lo Scorpione, via Ulivi fino alla via Romana. Venerdì 19 marzo Via Romana, da corte Montanelli fino a Chimenti. Lunedì 22 marzo P.za Gennai, Corti Camillino, Lippo, La Toppa, Mennino, Menconi, Lo Spettore, Lelli. Martedì 23 marzo Via Tullio Cristiani, da fam. Barbieri, Buonaguidi, Gattorosso, Giannella, Bertoncini e corte Dori. Mercoledì 24 marzo Via Dori, partendo dalla Chiesa, Bisti, Regoli, Tasciuano, fam.
Megaro, via Romana fino a fam. Bocciardi. Giovedì 25 marzo Dall’ asilo via Ulivi fino a corte Lazzeri, via della Vite e via Cerro Venerdì 26 marzo P. za san Pietro d’ Alcàntara e via della Pace,, via Dori dal bar fino alla chiesa.
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benedizione delle famiglie Affonda le sue radici nell’eredità del Concilio di Trento, la tradizione di benedire le famiglie nel tempo di Quaresima e di Pasqua che, a distanza di quasi cinquecento anni, marca ancora la vita di una parte consistente delle parrocchie italiane. Quando era nata, la benedizione annuale dei nuclei familiari rappresentava un momento per consolidare la comunità e preservarla dalle correnti ereticali. Oggi il Benedizionale la definisce un’«occasione preziosa» che i sacerdoti e i loro collaboratori «particolarmente a cuore» per «avvicinare e conoscere tutte le famiglie» di un territorio.
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devo no avere
Certo, in un contesto multireligioso come il nostro, segnato da sistemi e ritmi di lavoro che costringono alla mobilità svuotando o quasi durante il giorno interi paesi, questa attività pastorale trova non poche difficoltà. Eppure, resta come un punto fermo nelle agende parrocchiali: non solo in quelle dei piccoli paesi ma anche delle grandi città. Il Benedizionale tiene a precisare che «non si deve fare la benedizione delle case senza la presenza di coloro che vi abitano». Del resto il significato di questa consuetudine può essere compreso dalle parole con cui il sacerdote introduce il rito: «Con la visita del pastore – afferma appena varcata la porta d’ingresso –, è Gesù stesso che entra in questa casa e vi porta la sua gioia e la sua pace». Proprio l’annuncio della «pace» di Cristo è il cuore di questa iniziativa. Non è un caso che la Chiesa inviti i parroci a considerare «uno dei compiti privilegiati della loro azione pastorale la cura di visitare le famiglie», ed ecco che il primo saluto del sacerdote è oggi: «Pace a questa casa e ai suoi abitanti». Inoltre l’incontro del presbitero con le famiglie diventa opportunità per un «discreto annuncio del Vangelo». E la benedizione annuale è anche un richiamo a riconosce nel Signore «il principio e il fondamento sul quale si basa e si consolida l’unità della famiglia». Segno concreto è l’aspersione con l’acqua benedetta. Tanto che, in molte parrocchie la benedizione delle famiglie, continua ad essere chiamata l’«acqua santa». Si tratta di un’occasione per fare memoria del Battesimo con il quale il Signore «aggrega la società domestica alla grande famiglia dello Spirito» e per «rinnovare» l’adesione a Cristo, dice il sacerdote mentre compie il rito. Da ricordare che la benedizione annuale è un impulso a rinsaldare i legami con la parrocchia e a riflettere sul percorso comunitario. Ma vuol essere anche una possibilità per individuare le difficoltà e le sfide che una parrocchia è chiamata ad affrontare.
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VIA CRUCIS 2021 Celebreremo in chiesa alle ore 17,00 tutti i venerdì di quaresima, incominciando dal 19 febbraio, poi il 26, il 5 marzo, il 12, il 19 per concludere il 26 marzo.
La Via Crucis, chiamata anche Via della Croce o Via Dolorosa, ripercorre il percorso che condusse Gesù fino al Golgota, luogo della Crocifissione. La Via Crucis ha in effetti origini molto antiche ed è legata ai luoghi santi che si trovano a Gerusalemme. Un tempo infatti per compiere la Via Crucis bisognava recarsi fisicamente in Palestina e, percorrendo il tragitto di Gesù, si poteva ottenere l’indulgenza dai peccati. Naturalmente nell’antichità il viaggio poteva rivelarsi pericoloso, oltre che estremamente faticoso, e quindi la Via Crucis non era alla portata di tutti i fedeli. Proprio per questa ragione alcuni sacerdoti si adoperarono per trovare una formula che consentisse ai cristiani di seguire il cammino della Via Crucis senza necessariamente compiere il viaggio fino a Gerusalemme. Si crearono quindi una serie di quadri corrispondenti alle stazioni della Via Crucis originale e si sistemarono in chiesa affinché chi desiderasse, potesse percorrerle e meditare e pregare su ciascuna di esse. Questo rito si diffuse inizialmente in Spagna e quindi arrivò anche in Italia ad opera dei frati francescani, diventando in seguito una pratica molto seguita. Le stazioni della Via Crucis tradizionale sono 14. In realtà c’è anche chi aggiunge una stazione finale, quella dedicata alla Resurrezione, ma bisogna comunque sottolineare che non rientra nelle 14 stazioni canoniche della Via Crucis e che si tende a preferire la versione classica.
Bilancio parrocchiale anno 2020 USCITE € 12.360,75 ENTRATE € 10.333,37 disavanzo - 2.027,38 questo è il riepilogo generale, chiunque volesse vedere nel dettaglio le voci, una per una, basta chiedere. Il bilancio è in rosso, quest’anno la chiesa è stata chiusa, causa emergenza sanitaria, da febbraio a maggio, non ci sono state le messe, le prime comunioni e neanche la benedizione delle famiglie, che per la nostra piccola parrocchia rappresenta una entrata notevole, non ci sono stati i contributi dalle varie associazioni, sicuramente anche loro in difficoltà, insomma sono mancate alcune entrate, la parrocchia confida, come sempre nella generosità del popolo villese.
Con il Mercoledì delle Ceneri, quest’anno cade il 17 di febbraio, inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua, ed è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, astensione che la Chiesa richiede per tutti i venerdì dell’anno ma che negli ultimi decenni è stato ridotta ai soli venerdì di Quaresima. L’altro giorno di digiuno e astinenza è previsto il Venerdì Santo. «Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris», ovvero: «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Queste parole compaiono in Genesi 3,19 allorché Dio, dopo il peccato originale, cacciando Adamo dal giardino dell’Eden lo condanna alla fatica del lavoro e alla morte: «Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». Questa frase veniva recitata il giorno delle Ceneri quando il sacerdote imponeva le ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente – ai fedeli. Dopo la riforma liturgica, seguita al Concilio Vaticano II, la frase è stata mutata con la locuzione:
«Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) che esprime, oltre a quello penitenziale, l’aspetto positivo della Quaresima che è tempo di conversione, preghiera assidua e ritorno a Dio. La celebrazione delle Ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Dal punto di vista liturgico, le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma, avvertono i liturgisti, è opportuno indicare una celebrazione comunitaria «privilegiata» nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando. Il digiuno è importante per tutte le religioni: i musulmani celebrano il mese di Ramadan, gli ebrei il kippur e i cristiani la Quaresima.
NUOVE DISPOSIZIONI PER IL RITO DELLE CENERI In vista dell’inizio della Quaresima di quest’anno, mercoledì 17 febbraio, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha reso note sul suo sito web le disposizioni cui dovranno attenersi i celebranti nel rito di imposizione delle Ceneri. Dopo aver benedetto le ceneri e averle asperse con l’acqua benedetta, il sacerdote – precisa la nota – si rivolge ai presenti recitando “una volta sola per tutti la formula come nel Messale Romano: “Convertitevi e credete al Vangelo», oppure: «Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai». Quindi, prosegue la nota, «il sacerdote asterge le mani e indossa la mascherina a protezione di naso e bocca, poi impone le ceneri a quanti si avvicinano a lui o, se opportuno, egli stesso si avvicina a quanti stanno in piedi al loro posto». Il sacerdote, si conclude, «prende le ceneri e le lascia cadere sul capo di ciascuno, senza dire nulla».
Quando facciamo la spesa, ricordiamoci dei poveri In questo tempo siamo tutti invitati a praticare più intensamente la preghiera personale e comunitaria, riscoprire il digiuno e la sobrietà, distaccandoci da ciò che imprigiona la nostra vita e che non è indispensabile, e ovviamente anche a ricordarci dei più poveri.
Quando facciamo la spesa per le necessità della nostra famiglia, ricordiamoci anche di chi non la può fare perché povero e acquistiamo perciò qualche alimento da depositare nella capiente cesta, dove tutti coloro che lo desiderano possono depositare pacchetti di pasta, scatolame e alimenti a lunga conservazione da destinare a coloro che sono assistiti dalla nostra parrocchia. Questa cesta, che si trova all’ingresso, accanto alla porta di destra, vuole infatti accogliere tutte le nostre piccole o grandi offerte, in modo particolare pasta, biscotti, scatolame, latte e altri generi alimentari a lunga conservazione, che saranno destinate alle persone più povere della nostra comunità. Acquistiamo anche noi qualche prodotto a lunga conservazione e depositiamolo nella cesta!!!
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nella famiglia parrocchiale .......
Tutti coloro che pensano di celebrare il sacramento del matrimonio durante il 2021, sono tenuti a frequentare il CORSO PA MATRIMONIO. Si terrà nei locali dell’asilo s. Anna ad Orentano con inizio alle 19,30 Il corso inizierà lunedì 8 febbraio. Per ulteriori informazioni e chiarimenti rivolgersi in parrocchia
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DIPRE RAZIONEAL
statistica anno 2020 battesimi 6 prime comunioni rimandate al 2021 cresime 6 defunti 17 (di questi 6 sono deceduti fuori parrocchia, però sepolti a Villa)
24 gennaio battesimo di Linda Ardito di Thomas e Gessica Terreni padrino Daniele Landi, madrina Elisa Ardito
Ricordo di Ivo Buoncristiani
(di Attilio Boni)
Chi non ha conosciuto o ha avuto a che fare con lui, Ivo, il sacrestano per antonomasia, il campanaro. Quando le campane si rintoccavano con le funi, certi salti…. mi ricordo che ci tiravano su come birilli, per noi ragazzi, chierichetti di quel tempo, era il nostro punto di riferimento. Sia quando andavamo per l’acqua santa a benedire le famiglie dei paesani o a servire la messa o a qualche funerale o al catechismo in canonica, era il nostro svago di allora, è vero che erano altri tempi, però bastava poco per ritrovarsi e divertirsi tra di noi. Purtroppo Ivo Ivo Buoncristiani se ne è andato. E’ stato uno dei primi 5 gennaio 2015 villeggiante”, che nei primi tempi si faceva dietro la Chiesa, nello spazio ora adibito a parcheggio, si trasformò poi in «Festa del Contadino» e si trasferì nella piazza del Paese, ora intitolata a Sandro Pertini. Caro Ivo, tante battaglie ti hanno visto protagonista sempre insieme ad altri di Villa, per l’ Ufficio Postale, in modo che anche noi Villesi potessimo avere un ufficio tutto nostro, per tanti anni hai portato avanti l’amministrazione della Misericordia, forse molti non sanno che ha la proprietà del Cimitero, con tutti i problemi che ci sono, perché le leggi c’erano anche allora, sei riuscito a mandare avanti l’ambulatorio, accanto al mulino, contribuisti alla realizzazione del monumento ai Caduti con tutti i cippi che ricordano i Villesi caduti nelle guerre e dove ogni anno, il 25 aprile e il 4 novembre se ne fa memoria. Avevi il compito di riscuotere la luce del cimitero e la manutenzione dello stesso, ti mettevi davanti casa, dove ti ho visto abitare per molti anni ed eri un esattore infallibile, Equitalia non avrebbe fatto meglio ! Sei stato fondatore dei FRATRES, il gruppo dei donatori di sangue, uno dei primi nella provincia di Pisa, gruppo che ha festeggiato nel 2014, la bellezza di 45 anni di attività. Dimenticavo il Carnevale, agli inizi degli anni 60. Sempre prodigo d’iniziative paesane. Per tornare un pò indietro al tempo dei chierichetti, devo confessarti che qualche marachella te l’abbiamo combinata, qualche volta ti abbiamo nascosto le ostie, una volta il tagliaerba che usavi intorno alla chiesa, ti abbiamo pure bevuto il vino della messa e si doveva allungare con l’acqua. Ogni tanto però te ne accorgevi e allora volavano scapaccioni e anche qualche nocchino. Ma ce li siamo sempre meritati. Poi passava tutto e tu eri sempre disponibile, più di prima. Come ha detto don Sergio nell’omelia al tuo funerale, la tua famiglia era Villa Campanile ed i Villesi. Chiudo con un piccolo rammarico, da parte mia, al tuo funerale ho notato che pochi paesani erano presenti, io me ne aspettavo molti di più, perché te li meritavi. Ciao Ivo, Villese di buon cuore e di immensa umanità !!
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collaboratori alla“ Settimana del
Adesso la pubblicità Motivo degli anni settanta, inizio anni ottanta, del cantautore romano Claudio Baglioni, anche in tempi lontani la pubblicità occupava parte della nostra vita condizionandone anche il nostro modo di pensare, con caratteristiche di una qualità invece di un’altra, del fabbisogno quotidiano di un prodotto, oppure l’altro. Oggigiorno la pubblicità è in grado di reclamizzare qualsiasi prodotto, dagli alimenti per gli animali, ai viaggi aerei, di tutto di più, giornali, televisioni, radio, sui social, per la strada, nei cartelloni pubblicitari, la troviamo dappertutto, un bombardamento mediatico al nostro cervello. Alcune pubblicità, mirate ad problemi umanitari e alla salvaguardia del nostro pianeta, cioè di noi stessi, molto utili secondo me, pubblicità proposte molto bene per invogliare le persone ad acquistare tale merce.
Dietro tutto questo, professionisti del mestiere, veri geni del marcheting, d’altra parte, come si dice, la pubblicità è l’anima del commercio. In alcuni casi però l’articolo pubblicizzato non corrisponde propriamente, vogliono farci credere una realtà differente dalla nostra, molti slogan sono diventati comuni nel parlare di tutti i giorni e possiamo udirli per strada, al negozio sotto casa,oppure enunciarli proprio noi stessi. Come non ricordare il nostalgico «Carosello» ,programma televisivo degli anni sessanta e settanta, contenitore pubblicitario di vari prodotti, veri minifilm, anche nel nostro piccolo anche noi pubblicizziamo qualcosa, una festa di compleanno, oppure una manifestazione paesana o qualsiasi evento. Un proverbio dice così: «il bruco lavora, però è la farfalla che trae beneficio dalla pubblicità».
Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba
Ci hanno preceduto alla casa del Padre 28 dicembre Cesarino Marraccini di anni 92
16 dicembre Luigi Serra di anni 94
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4 Giovacchino, calzolaio in Villa Campanile
Il duemilaventi ormai è alle spalle ed anche il volontario di Villa Campanile, causa questo maledetto virus che è ancora in mezzo alle nostre vite, hanno dovuto mutare oppure cancellare alcune delle manifestazioni folkloristiche del nostro piccolo paese, movimentandolo in alcuni momenti festosi, in allegria, come noi villesi sappiamo fare, in ordine di tempo: la domenica di marzo in onore al papà, il babbo detto alla tasconaccia, dove i nostri fratres distribuivano le immancabili frittelle di riso, caratteristico dolcetto di San Giuseppe «frittellaio» il 19 marzo, subito dopo, in omaggio alla festa della mamma, manifestazione sempre organizzata dai fratres, dove venivano vendute fiori e piantine da acquistare e omaggiare alla propria mamma, oppure a chi volete voi, verso la metà del mese di giugno iniziava la Sagra del Contadino, nel giorno del sabato sera, propagandosi nel tempo fino al gran finale, ai primi di agosto, dove non solo gente di Villa, ma anche dai paesi limitrofi, intervenivano per gustare prodotti locali della caratteristica cucina villese e toscana, insieme all’intrattenimento musicale e canoro. Nel mese di agosto anche i donatori di sangue fratres festeggiavano la loro associazione in onore dei vari volontari del sangue (che necessita in ogni periodo dell ’anno), poi il consueto regalo natalizio del panettone e spumante, recapitato alle persone «anziane» diciamo, iniziativa assieme alla Misericordia e la Pro Loco, anche alla festa del nostro patrono San Pietro dal’Alcantara, solo due messe, la processione purtroppo non è stata effettuata, la tradizionale caldarrostata innaffiata con del buon vin novo dopo la processione, è stata rimandata, la caratteristica e funambolica tombola, da voi «tombolieri» amata molto, organizzata nel periodo natalizio dalle «chiromanti della tombola», l’ometto vestito di rosso con barba bianca insieme alle sue renne non lo abbiamo visto aggirarsi in paese,forse si e dimenticato di Villa, queste sono alcune manifestazioni che sono state soppresse, causa virus.
Torneremo a manifestare tali tradizioni, lasciate in sospeso nel duemilaventi. Assai vogliosi di riappropriarsi delle nostre manifestazioni villesi, insieme alla voglia di rimetterci a disposizione del volontariato paesano, non tutto il mondo del volontariato villese è stato inoperoso, alcuni volontari della Pro Loco, hanno distribuito le mascherine proteggi virus, messe a diposizione dalla sanità pubblica, infine la Misericordia e i Fratres, collaborando tra loro, hanno omaggiato la scuola materna con del materiale, che necessitava al momento, recapitandolo alcuni giorni prima delle vacanze natalizie, il sei gennaio dopo la messa, è stata distribuita la calzetta della Befana, gentilmente offerta dal comitato della tombola. Insomma il volontariato villese nel suo piccolo è stato abbastanza« impegnato», vedremo strada facendo e virus permettendo. Ciao a tutti , Attilio il Ciaba.
La visita pastorale del vescovo, interesserà anche il nostro vicariato, sarà con noi nella settimana dal 17 al 24 ottobre in cui visiterà le parrocchie di Orentano e Villa Campanile. In quella settimana sarà celebrata anche la Cresima
M ricordo di un personaggio semplice e buono, senza molta importanza, ma presente e vivo nella mia mente, come credo in tutti quelli che lo hanno conosciuto, per la sua semplicità e le sue battute. Giovacchino Chimenti, detto Giovacco, scomparso circa trentacinque anni fa, era il calzolaio del paese, aveva un piccolo banchetto dove teneva alla rinfusa tutti i suoi attrezzi, tanto che anche per lui era difficile trovarli, la sua bottega era nel centro del paese ed è lì dove io, specialmente nei giorni d’inverno, andavo a chiacchierare. C’ era sempre qualche altra persona che non sapeva come passare il tempo e veniva li a trovarlo per sentirgli raccontare qualche battuta e dei programmi che faceva per il futuro.
Diceva di aspettare la primavera per andare nei boschi della Simoneta a sentir cantare il cuculo, così durante le prime domeniche di maggio, secondo lui il momento migliore, partiva col suo triciclo a motore, che gli avevano costruito apposta, essendo impedito nel camminare. Un’ altra battuta era, quando diceva......” vedi, se tengo accesa questa lampada da 15 candele sopra il banco di lavoro, stai tranquillo che vado in rimessa”.
Le sue giornate Giovacco le passava al banco di lavoro aspettando i clienti, i più avevano da attaccare un toppino, o dare due punti ad una scarpa (perché quaranta anni fa era così che si faceva) quasi nessuno aveva un paio di scarpe per ogni stagione, le stesse dovevano servire per tutto l’anno e per questo motivo che spesso andavano risistemate e lui con pazienza lo faceva e quando il cliente le veniva a riprendere e le doveva pagare, gli diceva, quanto fa ? Lui sempre scherzoso, li guardava coi suoi grandi occhi neri e con gli occhiali in cima al naso “ o cosa mi vuoi dare, è una cosa da poco “ e tante volte non riscuoteva per il lavoro che aveva fatto. Comunque di lavoro ne aveva tanto, quasi tutti i giorni gli portavano le scarpe rattoppate e non mancava di certo chi le voleva con urgenza, al che lui prendeva le scarpe, le guardava sopra e sotto poi guardava fisso la persona dalla testa ai piedi e diceva “ va bene “ poi le buttava nel mucchio con tutte le altre nel cantone. La cosa buffa era, quando le doveva riprendere per aggiustarle, poteva, infatti passare anche mezz’ora prima che le ritrovasse, perché nel mucchio si erano tutte mescolate. Un giorno mi raccontò una delle sue grandi imprese. «Sai, mi disse, ieri che era domenica sono andato alla fattoria delle Pianore, quando sono arrivato davanti alla casa del fattore, che per entrare ci sono 4 o 5 scalini mi sono detto, chissà in passato quanti contadini li hanno scesi piangendo»... e questo lo penso anch’io, risposi. Vi voglio raccontare un’altra delle sue passate, la sua famiglia aveva un piccolo podere con una casa dove si alternavano i contadini. Mi disse, sai sono andato a conoscere il nuovo contadino e dopo aver chiacchierato un pò gli ho detto che quello vecchio, per la battitura, mi invitava sempre a pranzo, dentro di me ricordavo, che pranzi ! Il nuovo mi ha detto: padrone, anch’io per la battitura lo inviterò a pranzo, infatti, il giorno prima della battitura è venuto a dirmi, padrone domani viene la trebbia, venite anche voi, dissi di sì, più che altro per la curiosità, non essendo una famiglia toscana chissà quali specialità avrebbero preparato, ma arrivato sull’aia, la trebbia batteva il grano, entrando in casa pensavo di vedere pentole e tegami sui fornelli, invece c’era il gatto che dormiva, pensate voi a cosa voleva riferirsi, era un uomo semplice e buono, un personaggio ricordato volentieri da me, per la sua simpatia e le sue piccole storie. (G: Riccomi)