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Marzo–aprile 2021

L’Araldo di Villa Campanile,n. 2

Marzo–aprile 2021versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

www.parrocchiadiorentano.it

Anno LIX n° 02 - Marzo - Aprile 2021

L’VillaAraldo Campanile

di

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

email parrocchia roberto.agrumi@alice.it

Credit Agricole IBAN

Carissimi fedeli, con la domenica delle palme, siamo già entrati nella settimana santa, che con il triduo pasquale ci porterà a celeb rare la santa Pas quadi Risurrezione. Da una parte ringraziamo Dio che almeno quest’anno ci è permesso di fare tutte le celebrazioni liturgiche, d’altra parte però in tono ridotto e semplificato, a causa delle restrizioni sanitarie. Quindi saranno omesse sia ad Orentano che a Villa Campanile, la lavanda dei piedi, la benedizione del pane al giovedì santo, il bacio della croce e la processione di Gesù morto al venerdì santo. La veglia pasquale sarà anticipata a Villa alle 17,00 e ad Orentano alle 19,00, non ci saranno la distribuzione delle candeline e neanche le boccettine di acqua benedetta. La domenica delle palme, sarà benedetto l’ulivo solo in chiesa, non ci saranno le consuete processioni.

Attenzione però, tutto questo non toglie nulla al mistero che si celebra, passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Un caloroso saluto a sr. Mery che è venuta a stare con noi e presterà servizio alla nostra scuola materna. Ringrazio anche il gruppo scout di Orentano che ha devoluto l’incasso dei loro calendari, per le famiglie bisognose della parrocchia. Un forte invito quindi a tutti i fedeli a partecipare alle celebrazioni del triduo pasquale.

vi benedico tutti, vostro don Sergio

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La prima comunione è un rito fondamentale nelle vita di un cattolico, un’esperienza decisamente suggestiva da vivere per un bambino di dieci anni. Il terzo sacramento viene, infatti, somministrato in tenera età, all’incirca quando il comunicando frequenta la quarta elementare, in virtù della scelta compiuta da Papa X, agli inizi del secolo scorso, di anticipare l’età dell’avvicinamento all’eucarestia. In seguito a tale riforma non è più necessario attendere l’adolescenza per ricevere il corpo di Cristo, ripercorrendo il rituale tracciato da Gesù. Il sacramento ci riconduce direttamente all’ultima cena, facendoci rivivere l’episodio di Gesù che riunisce i suoi discepoli per compiere il rito del pane e del vino, attraverso il quale egli si è concesso all’intera umanità in maniera eterna. «Questo è il mio corpo e questo è il mio sangue» è la formula che da migliaia d’anni accompagna il rito dell’eucaristia, il quale acquisisce una connotazione ancora maggiore quando il bambino per la prima volta assume il corpo di Dio tramite l’ostia consacrata. Tutti i ragazzini attendono con ansia e trepidazione il fatidico giorno in cui potranno partecipare al rito culminate della Messa, avvicinandosi all’ostia consacrata che vedono abitualmente essere incorporata dagli adulti. Ovviamente i comunicandi sono ben consapevoli del significato profondo del rituale dell’eucarestia, della presenza di Gesù e dell’immenso sacrificio da egli compiuto sulla Croce, che hanno approfondito grazie all’opera del priore, del catechista e delle famiglie figure che rivestono una grande importanza nel giorno della prima comunione.

Nel 2020 non abbiamo potuto celebrare il sacramento della prima comunione, lo faremo quest’anno anticipando di una domenica la tradizionale data della festa della ss. Trinità. Pertanto il 23 maggio riceveranno la comunione: Saphira Banci, Kevin Bertini, Amelia Caggiano, Viola Cristiani, Marta Del Sarto, Sara Ferri, Irene Morini, Martina Mucci, Francesco Padula, Claudia Pagani, Diego Pellegrini, Martina Taglianetti, Gioele Pietro Urbani, Agnese Vannelli. Il 30 maggio festa della ss. Trinità riceveranno per la prima volta il Corpo di Cristo: Noemi Buralli, Giada Circelli, Gabriele Fiscella, Alyssa Mazzei, Matilde Monti, Oliver Rosati, Ryan Tonfoni. «Quello che farete oggi sarà l’incontro più importante, perchè determinerà la buona riuscita del vostro viaggio nella vita»

Testo estratto

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2 Quando facciamo la spesa, ricordiamoci dei poveri Purtroppo, a causa di questa emergenza virus, ogni giorno si fa più sentire la mancanza di lavoro e di occupazione, insieme ad un salario sempre in bilico, la povertà nella popolazione è in aumento e gli operai sono ridotti alla soglia di povertà. E’ un continuo rivolgersi sempre con maggiore frequenza alle Caritas o centri di distribuzione di genere alimentari, nell’ intenzione di racimolare qualche prodotto alimentare da destinare alle proprie famiglie, oppure qualche pasto caldo per potersi rifocillare all’istante. Persone che fino ad ora lavoravano, persa la propria occupazione, è dovuta ricorrere a tali strutture o associazioni di volontariato a disposizione del popolo. Qualche fortunato, contando sull’aiuto economico e non solo dei propri genitori, nonni, parenti, riesce a sbarcare il lunario, il mondo del volontariato è sempre presente in occasioni di emergenza come questo, movimentando diversi operatori nelle varie circostanze di necessità, svolgendo le più disparate attività, recandosi anche al domicilio di persone che non possono lasciare la propria abitazione perché anziane, per fare la spesa oppure per le medicine ed altro, accompagnandole in qualche struttura sanitaria, sia per coloro che hanno bisogno di qualche esame o visita specialistica, meno male che per questi compiti ci sono sempre dei volontari a disposizione. Anche le parrocchie aiutano i più bisognosi, anche la nostra piccola parrocchia di Villa Campanile aiuta le persone bisognose, allora cerchiamo di aiutarle per migliorare il loro momento di difficoltà. Quando facciamo la spesa per le necessità della nostra famiglia, ricordiamoci anche di chi non la può fare perché povero e acquistiamo perciò qualche alimento da depositare nella capiente cesta, dove tutti coloro che lo desiderano possono depositare pacchetti di pasta, scatolame e alimenti a lunga conservazione da destinare a coloro che sono assistiti dalla nostra parrocchia. Questa cesta, che si trova all’ingresso, accanto alla porta di destra, vuole infatti accogliere tutte le nostre piccole o grandi offerte, in modo particolare pasta, biscotti, scatolame, latte e altri generi alimentari a lunga conservazione, che saranno destinate alle persone più povere della nostra comunità. Acquistiamo anche noi qualche prodotto a lunga conservazione e depositiamolo nella cesta!!! Cerchiamo di provvedere a tale iniziativa, grazie della vostra collaborazione. Alcune persone hanno dovuto rivolgersi alle varie agenzie dei pegni, appunto per impegnare oggetti di valore, non solo economico ma anche affettivo, in cambio di qualche euro per acquistare prodotti alimentari e beni necessari per il fabbisogno di tutti i giorni. Purtroppo questa emergenza virus, ci ha reso più poveri economicamente, certamente alcune nostre certezze hanno cominciato ad ricredersi, condividere certi valori un pochino accantonati, certamente è emersa una umanità più sentita e vicina ai bisognosi. Riscontro che moltissime persone, volenterose, si mettono a disposizione del prossimo, ogni tanto pensiamo a tutto questo e doniamo qualche alimento ai più bisognosi e ringrazio i vari volontari di questa emergenza. Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.

SETTIMANA SANTA orari delle celebrazioni Sabato 27 e domenica 28 marzo - Domenica delle Palme, ore 10,00 benedizione dei rami d’ulivo e delle palme in chiesa. 30 e 31 marzo Sante quarantore. Martedì 30 – ore 16,00 esposizione del Santissimo, ore 17,00 santa messa. Mercoledì 31 - ore 16,00 esposizione del Santissimo, ore 17,00 santa messa. 1° aprile Giovedì santo, ore 17,00 santa messa in ricordo della cena del Signore. 2 aprile Venerdì santo dalle ore 9,00 alle 12,00, la chiesa è aperta per l’adorazione del SS. Ore 17,00, celebrazione della Passione del Signore. Letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione. 3 aprile Sabato santo dalle ore 14,30 alle 16,30 – confessioni per adulti: Ore 17,00 VEGLIA PASQUALE - benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, liturgia eucaristica. 4 aprile SANTA PASQUA ore 10,00 - Santa messa nel giorno della risurrezione. 5 aprile Lunedì dell’ Angelo ore 10,00 - Santa messa.

Questa mattina alle ore 11,00 abbiamo rispettato un minuto di silenzio davanti al Palazzo Comunale. Insieme ad alcuni Capigruppo Consiliari, il Comandante della Polizia Municipale e il Comandante della stazione dei Carabinieri, ci siamo raccolti davanti le bandiere listate a lutto. Un’iniziativa a livello nazionale che unisce da nord a sud tutti i Comuni nel ricordo delle persone che non ce l’hanno fatta. Sessanta secondi di raccoglimento e profonda commozione per una tragedia ancora in corso. In un anno di pandemia a Castelfranco di Sotto si contano 1008 persone contagiate.

Sono state 13 le persone decedute a causa del Covid-19.

Attualmente sono 858 i guariti, 137 i positivi, di cui 6 ricoverati in ospedale. Non possiamo che stringerci in uno spirito di solidarietà e collaborazione che non può che passare dal rispetto delle regole e di noi stessi. (Gabriele Toti) In ricordo dei defunti per Covid - 19 e con il grazie ai medici, il personale sanitario, gli infermieri e infermiere, le forze dell’ordine, gli amministratori, i sacerdoti e tutti i volontari che fanno fronte alla emergenza sanitaria, sociale, economica e comunitaria. Come Chiesa assicuriamo la preghiera per i defunti e per tutti coloro che sono impegnati a fronteggiare la difficile situazione. In contemporanea nella Cattedrale, da cui arriva il suono delle campane, erano riuniti in silenzio e in preghiera i preti della diocesi in occasione del ritiro mensile. (Mons. Andrea Migliavacca, nostro vescovo)

Preghiera per le vittime del Covid Signore Padre buono e misericordioso, ascolta la preghiera delle tue figlie e dei tuoi figli in questo tempo oscurato dalle ombre della malattia e della morte. La Pasqua di Cristo, verso la quale siamo incamminati, illumini il nostro pellegrinare.

Donaci occhi, mente e cuore per sostenere le famiglie, soprattutto le più provate; per prenderci cura dei bambini, accompagnare i giovani, dare forza ai genitori e custodire gli anziani. Dona guarigione agli ammalati, pace eterna a chi muore. Indica ai governanti la via per decisioni sagge e appropriate alla gravità di quest’ora. Dona forza ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, a chi si occupa dell’ordine pubblico e della sicurezza, affinché siano generosi, sensibili e perseveranti. Illumina i ricercatori scientifici, rendi acute le loro menti ed efficaci le loro ricerche. Lo Spirito del Risorto sostenga la nostra speranza.

Per la forza del suo Amore, o Padre, rendi ciascuno artigiano di giustizia, di solidarietà e di pace, esperto di umanità.

Donaci il gusto dell’essenziale, del bello e del bene, e i gesti di tutti profumino di carità fraterna per essere testimoni del Vangelo della gioia, fino al giorno in cui ci introdurrai, con la beata Vergine Maria, san Giuseppe e tutti i santi, al banchetto eterno del Regno. Amen.

Testo estratto

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nella famiglia parrocchiale ....... CONFESSIONE Un pensiero per il PRIMA per i ragazzi che si preparano alla prima tempo di quaresima comunione

«Felicità e illusione»

Ormai la maggior parte della gente non ricorda più, caso mai l’avesse saputo, che stiamo vivendo un tempo speciale, chiamato forte, perché incentrato sulle dinamiche dello spirito umano che dovrebbe condurci a scoprire lo stupore di un uomo vivo da duemila anni che ha lasciato una traccia talmente profonda che non potrà mai essere cancellata. Anche se inconsapevoli, attraversa la nostra vita ed è l’artefice di tutto ciò che più amiamo. Il pensiero e la riflessione sono una necessità per tutti gli esseri umani e il tempo di quaresima fu pensato dagli antichi per questo ed anche se con modalità diverse è patrimonio delle grandi religioni. L’esercizio del pensiero è alla base del nostro status di esseri umani. Quando non si è più capaci di parlare con noi stessi, inizia il tempo della disumanità, il nostro tempo dove l’egoismo domina e il piacere si consuma in un attimo. Un tempo che rischia di essere di smarrimento collettivo. Il distanziamento dovuto alla pandemia ha peggiorato le relazioni anche perché l’altro è un potenziale nemico della tua salute. La costituzione americana annovera fra i diritti, la felicità, ma a ben guardare anche in quel grande paese mi sembra un diritto disatteso. Ho pensato tante volte che dobbiamo raggiungere nella vita stadi permanenti di felicità, ma ora che sono anziano mi sento disilluso; ho incontrato persone serene ma non felici, stabilmente felici. La felicità è uno stato temporaneo, talvolta sfuggente. Ho visto troppa sofferenza e paura nel mondo per credere nella felicità terrena.

Ho incontrato persone che avevano tutto per essere felici e finivano in terapia. Ho visto persone che erano prove dei requisiti che secondo i nostri canoni sono quelli necessari per essere felici e li ho trovati forti e talvolta gioiosi. Mi sono fatto l’idea che circondati da tante persone assillate da gravi problemi come salute, lavoro, famiglia, non sia possibile essere felici da soli. Quando ho pensato Shalom mi pareva una terapia per il cuore. Curare l’infelicità era il suo scopo, prospettare il progetto di un mondo abitato dalla felicità questo era il sogno. E per questo ogni membro di Shalom opera per costruire un mondo più giusto. Tanta sofferenza che attraversa il globo non è sopportabile e se tutto finisse qui la vita sarebbe una beffa e Dio un terribile demiurgo. Ecco il mio invito a riappropriarci dello spirito e del pensiero, per vivere un tempo forte, non da soli come dei disperati condannati a morte, ma in compagnia di Colui che solo potrà renderci felici tutti. (don Andrea Cristiani)

----Domenica 18 aprile alle ore 15,00 in chiesa è obbligatoria la presenza di almeno un genitore Non è facile spiegare a un bambino cosa sia la Confessione. Non è facile perché non è facile spiegargli cosa sia il concetto di Peccato.

Eppure è fondamentale per la sua crescita come essere umano e come cristiano fargli comprendere cosa significhi peccare, e ancora di più, cosa significhi poter confessare i propri peccati a Dio, che è infinitamente buono e misericordioso. Infatti la questione fondamentale della Confessione risiede in questo: essere consapevoli che, per quanto possiamo esserci macchiati di colpe grandi e piccole, Dio Padre è pronto a perdonarci, se ci mostriamo davvero pentiti. Non è così banale. Bambini cresciuti con la minaccia di «Non fare questo perché è peccato», senza che tuttavia nessuno si sia dato pena di spiegare loro che cosa sia davvero peccato e quali conseguenze comporti, possono incorrere in una visione errata di Dio, immaginandolo come una presenza crudele e pronta a punire in modo arbitrario chiunque commetta degli errori. Alcuni bambini, infatti, tendono a ingigantire il proprio senso di colpa, anche per mancanze minime, e a vivere male la propria età. Probabilmente la prima cosa da far capire a un bambino è proprio che Dio è buono, che ha creato ogni cosa bella e perfetta per noi, e che ha sacrificato suo figlio Gesù solo per amor nostro. Come potrebbe un Padre così buono e generoso condannarci senza possibilità di appello? Anzi, Dio è sempre pronto a riaccoglierci nel suo abbraccio, come il padre accolse il figlio minore nella Parabola del Figlio prodigo, dimostrando che nessuna colpa era davvero grave davanti all’Amore. Dio è amore, dunque, e Dio perdona.

Nel cuore degli uomini c’è un germe di Male che non può essere distrutto da nessuno, nemmeno da Dio. Eppure lui non si dà per vinto, fin dalla notte dei tempi. Ha cercato di ripulire il mondo dai cattivi col Diluvio, ma vedendo che era inutile ha mandato i suoi profeti a predicare il Bene, e alla fine ha mandato il suo stesso Figlio, Gesù, a mostrare agli uomini il cammino dell’Amore. Perché il solo modo per aiutare gli uomini a essere migliori è mostrare loro la via del bene, e convertirli ad essa. Dio ha fatto e continua a fare tutto per noi, anche se noi continuiamo a offenderlo con le nostre azioni cattive, con i nostri pensieri cattivi. Per nostra fortuna la sua Misericordia è infinita, la sua capacità di perdonare sconfinata.

Bilancio parrocchiale anno 2020 USCITE € 12.360,75 ENTRATE € 10.333,37 disavanzo - 2.027,38 questo è il riepilogo generale, chiunque volesse vedere nel dettaglio le voci, una per una, basta chiedere. Il bilancio è in rosso, quest’anno la chiesa è stata chiusa, causa emergenza sanitaria, da febbraio a maggio, non ci sono state le messe, le prime comunioni e neanche la benedizione delle famiglie, che per la nostra piccola parrocchia rappresenta una entrata notevole, non ci sono stati i contributi dalle varie associazioni, sicuramente anche loro in difficoltà, insomma sono mancate alcune entrate, la parrocchia confida, come sempre nella generosità del popolo villese.

Francesco Grasso 01-04-2020

10 marzo Antonio Francescato di anni 86 (dec. a Pescia)

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AMARCORD la pagina del Ciaba..........

Torniamo a ricordare i tempi di qualche primavera passata. La fotografia in questione vede alcuni villesi riuniti in una bottega, forse da calzolaio, visti alcuni oggetti da lavoro sopra un banchino di legno, si intravedono alcuni attrezzi tipici del calzolaio, potrebbe essere la calzoleria di Giacco Ghimenti, in pieno centro di Villa, un ritrovo per parlare del carnevale, oppure per qualche altra manifestazione di Villa Campanile, da sinistra possiamo riconoscere Loreno Lorenzini ed Emiliano Lazzeri, gli altri componenti del gruppetto in fotografia, anche indagando insieme ai nostri agenti segreti, villesi con qualche esperienza di vita in più, non siamo riusciti ad risalire alle loro identità purtroppo, appunto una bottega, usata come luogo di ritrovo, come il bar con annesso alimentari, dove la gente poteva ritrovarsi per assaporare un buon caffè. Inconfondibili sapori, profumi che assaporavi quando ti recavi a fare la spesa, la merce veniva venduta rigorosamente sfusa ed inebriava tutto intorno, una miriade di sapori e sensazioni irripetibili, insieme alle chiacchiere paesane, appunto anche alimentari merce genuina, frutta e verdura coltivate dai contadini nostrani, dove le nostre nonne e mamme si recavano ad acquistare generi alimentari, anche a Villa Campanile, Vincenzo e sua moglie Oriana e figli gestivano il bar alimentari edicola cartoleria dirimpetto la bottega di Giacco, calzolaio in Villa Campanile, la botteghina di Amleto e Giuseppina, con annesso pallaio, campo per il gioco delle bocce, assai frequentato, altro bar alimentari trattoria, dove poter gustare specialità culinarie, specialmente a base di cacciagione, visto ritrovo e sede dei cacciatori locali, il Molino dove i contadini portavano alla macinatura il grano, seminato e raccolto rigorosamente e faticosamente a mano, anche il lattaio recapitava il latte alle abitazioni, dopo che il contadino aveva munto la propria mucca da latte, il panaio anche lui passava di casa in casa, pane e focacce fumanti del panificio artigianale Regoli sempre in Villa Campanile, oppure il panificio Colletti in Spianate, che ancora oggi recapita la dose giornaliera casa per casa. La bottega del mitico sarto Alvaro Colletti insieme alla sua inseparabile cornetta musicale che in occasione di un evento intonava un motivetto serale, il meccanico Marino dove noi ragazzi degli anni sessanta settanta andavamo a farsi consigliare come poter fare andare più veloci i nostri motorini e vespini.

In pieno centro urbano c’era la bottega di abbigliamento gestita dalle figlie di Vincenzo e Oriana, la bottega del Mandroni, un pochino fuori dal paese, altro esercizio alimentare ancora gestito dalla terza generazione della famiglia Mandroni, la barberia situata quasi davanti al bar Regoli, ritrovo e fucina di chiacchiericci più o meno caratteristici dei piccoli paesini di campagna, il barbiere di Villa, il compaesano Giampiero, ritrovo di villesi per parlare di vicende paesane e molto altro, tutto all’insegna del genuino e sano umore villese, la bottega di casalinghi e mesticheria gestita da Maria moglie di Fiorenzo, falegname insieme a Valente, mandavano avanti la falegnameria di famiglia, veri e propri artigiani del legno, sita vicino alla bottega di casalinghi di Maria, la macelleria in via Ulivi gestita da Franco del Dotto, macellaio lucchese, insieme al suo biroldo nonché il mallegato detto alla villese insomma, la parrucchiera di villa Paola, insieme alle sorelle accanto alla macelleria, le botteghe di un tempo che stanno tornando abbastanza di moda, visto la qualità delle merci che offrono, in virtù di un migliore tenore di vita più genuino, un ritorno alle origini che riescono a darci.

Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.

C’è in atto un’altra emergenza, quella della raccolta sangue. Per effetto della paura di Covid-19, nella prima settimana di marzo le donazioni sono calate in media del dieci per cento in tutta Italia. Dopo i tanti appelli alla donazione dei giorni scorsi, l’afflusso dei donatori è tornato a crescere. Ora è importante mantenere questo trend per continuare a garantire le terapie degli altri malati. Eventuali riduzioni «mettono a rischio i 1800 pazienti che ogni giorno hanno bisogno di trasfusioni e se non lo facciamo potranno ingolfare gli ospedali per le complicanze della loro anemia». Ribadiamo la necessità di non interrompere questo gesto di solidarietà. Donare il sangue è sicuro, infatti, anche ai tempi del nuovo coronavirus, e non ha alcuna controindicazione: «I centri di raccolta sono attrezzati e organizzati per garantire tutte le misure di sicurezza per il Covid-19».

Uscire di casa per andare a donare il sangue è tra gli spostamenti di necessità, inclusi nelle ultime restrizioni decise dal governo per contrastare l’epidemia.

Il diciannove marzo, festa del papà, oppure babbo alla toscana, insieme ad altre diciture dialettali regionali, san Giuseppe papà putativo di Gesù sembra che in tale data sia attribuita la sua scomparsa. Il babbo, che insieme alla mamma, costituisce il principio di famiglia, mettendoci al mondo, capostipite della nostra famiglia piccola oppure numerosa, sarà colui che cercherà di indirizzarci verso il cammino della vita futura, che dovremo intraprendere tra mille difficoltà e mille pericoli e tentazioni di percorso, lasciando che in qualche istante facciamo di testa nostra commettendo qualche errore, maturando esperienze sul cammino della nostra vita. Il babbo, figura fondamentale nelle nostre vite di figli alcuni di noi hanno avuto la fortuna di avere un lungo rapporto con lui e godere di tale compagnia e affetto, purtroppo altri invece causa decesso non hanno avuto tale fortuna. Il babbo, nostro guru, alcuni figli intraprendono carriere e mestieri, si dice appunto di padre in figlio, come dice il proverbio: tale padre tale figlio. Il 19 marzo san Giuseppe frittellaio, perlomeno in Toscana, frittelle di riso, dolcetti tipici della tradizione legata a quel giorno. In alcune regioni san Giuseppe è il protettore degli orfani, i più sfortunati, in altre regioni vengono ospitati i più bisognosi da alcune famiglie, oppure nelle associazioni di volontariato, per offrire loro un pasto caldo e accogliente, insomma tutti festeggiano tale ricorrenza popolare. Ricordi scolastici: in tale giornata non frequentavamo la scuola, perché era festa poi soppressa con nostro dispiacere, oggi che siamo papà o babbi, alcuni di noi rammentano i vari consigli e scapaccioni, ripensandoci, avevano ragione, per tutte le raccomandazioni non sempre ascoltate.

Auguri a tutti i papa’ o babbi che vogliate.

Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.