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Luglio–agosto 2021

L’Araldo di Villa Campanile,n. 4

Luglio–agosto 2021versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

www.parrocchiadiorentano.it

Anno LIX n° 04 - luglio - agosto 2021

L’VillaAraldo Campanile

di

Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi

email parrocchia roberto.agrumi@alice.it

Credit Agricole IBAN

IT59O0623070961000040134370

Carissimi fedeli, purtroppo quest’anno il mese di agosto, sarà celebrato un po’ in sordina senza tante manifestazioni e celebrazioni a causa dell’emergenza sanitaria, con i contagi in continuo aumento. Agosto, mese di ferie e di vacanze, ma dove la nostra fede è sempre chiamata a rinnovarsi nel Signore Gesù.

Una circolare dei vescovi della Toscana ci ha consigliato di evitare ogni processione e festeggiamenti vari, dove si crea assembramento. Un invito dunque a non lasciar passare invano questo appuntamento così importante, la festa della Beata Vergine Maria, assunta in cielo anima e corpo. Purtroppo abbiamo riscontrato un forte calo di partecipazione alle sante messe sia feriali che festive. Speriamo che con il mese di settembre, ci sia un po’ di ripresa. Vi aspetto tutti alle nostre celebrazioni. Un augurio di buon riposo a coloro che partono per le ferie ed anche a coloro che ritornano al nostro paese, dopo aver trascorso un anno lontano da casa. Che il Signore e la Beata Vergine Maria vi proteggano e vi custodiscano nel loro amore.

vi benedico tutti, vostro don Sergio Visto il perdurare dell’ emergenza legata al virus covid 19, l’annuale festa societaria è stata rimandata, celebreremo ugualmente la messa in onore dei FRATRES villesi, domenica 29 agosto alle ore 10,00 alla fine della cerimonia depositeremo al momento dei caduti di tutte le guerre, il nostro cuore floreale.

Rinnovo l’appello, che chiunque volesse avvicinarsi alla nostra associazione e intraprendere la strada della donazione del sangue, può contattarci,sapremo soddisfare ogni dubbio, consigliarvi e rispondere ad ogni vostra perplessità. Non esitate, non siate timidi, fatevi avanti, il sangue è un bene insostituibile, ce ne è sempre bisogno soprattutto in questi momenti di ferie. Per queste vacanze regalate una speranza di vita, regalando a voi stessi un gesto umanitario, mi rivolgo sopratutto alla gioventù del nostro piccolo borgo, voi sarete il noi di domani. Aspettandovi numerosi, telefonate ad Attilio 3276603330 oppure a Massimo 3926230421 Le donazioni di sangue salvano la vita di circa 630mila persone all’anno solo in Italia, in media circa una al minuto. Le trasfusioni di sangue sono indispensabili nel trattamento di moltissime patologie. Un paziente affetto da talassemia, per fare un esempio, ha bisogno di circa 25 trasfusioni di sangue all’anno per vivere.

Dalle 30 alle 40 sacche di sangue servono dopo un intervento chirurgico delicato come un trapianto di cuore. Trasfusioni servono anche per trattare la leucemia o le insufficienze renali croniche. Donare il plasma, la parte liquida del sangue, serve poi a produrre medicinali salvavita, i cosiddetti plasmaderivati come l’albumina o le immunoglobuline, utilizzati per diverse terapie, da quelle per le malattie del fegato fino ai trattamenti antitetano. Il sangue è una risorsa fondamentale e non esiste al momento un’alternativa che possa sostituirlo. Le sperimentazioni sul sangue sintetico, seppure promettenti, molto difficilmente potranno portare a cambiamenti su larga scala, se non in un futuro che è difficile immaginare prossimo.

Il Papa nomina il vescovo Andrea membro della Segnatura Apostolica Lo scorso 21 giugno, il Santo Padre ha nominato il nostro vescovo Andrea Migliavacca, per un quinquennio, membro del Tribunale della Segnatura Apostolica. Si tratta del Tribunale supremo della Santa Sede con funzione di controllo sull’amministrazione della giustizia nella Chiesa universale. Istituito da Pio X nel 1909, questo dicastero trae origine dalla prassi antichissima di ricorrere alla Santa Sede sia per ottenere grazie speciali, sia per appellare nelle controversie giudiziarie. Dato che il Papa doveva firmare (signare) la risposta alle suppliche, il dicastero prese il nome di Segnatura. Questo tribunale è stato riformato da Paolo VI nel 1967, in seguito al Concilio Vaticano II, e da Giovanni Paolo II nel contesto della riforma della Curia Romana attuata con la costituzione apostolica «Pastor bonus» (1988). Tutta la Diocesi si unisce nella preghiera e porge con gioia auguri e felicitazioni al suo Vescovo per questo prestigioso e delicato incarico.

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Antonio Francescato, nel giorno del suo compleanno

Ciao, Sandro

Ciao Sandrino, purtroppo hai dovuto lasciarci, pareva che ancora una volta avresti sconfitto la sorte avversa, come hai dovuto affrontarla innumerevoli volte nell’arco della vita, dalla piccola età dove dovevi rimanere in Sandro Regoli disparte, quando i tuoi amici rincorrevano come indemoniati il pallone, cercando di emulare le gesta dei calciatori di allora, purtroppo insieme alla salute cagionevole, dovevi combattere ogni giorno nella 23 agosto 1934 vita quotidiana, con il passare del tempo la Caro Antonio sono malattia continuava il suo corso, neanche tu trascorsi cinque mesi Sandrino ti arrendevi senza indietreggiare, giusto dalla tua dipartita. La perché chi smette di combattere ha già perso in casa e le serre sono partenza, supportato dai tuoi familiari babbo Angiolo, mamma Lida, la sorella Patrizia e tutti i vuote, ci manchi parenti e tutti noi villesi, alcuni moralmente, altri tanto. Prestandosi a dare una mano fisicamente. Tutta Signore fa che le Villa Campanile ha tifato per te. Sandrino nostre preghiere purtroppo hai dovuto abbandonarci subito, dopo arrivino lassù. Un forte abbraccio da tua babbo Angiolino. Ciao Sandrino sarai ricordato moglie Marta e dalla come un combattente, puro e indomito da noi famiglia Francescato villesi che abbiamo avuto il privilegio di averti conosciuto. I tuoi cari amici villesi.

2 Modifichiamo il DDL ZAN Con grande apprezzamento abbiamo appreso della nota avanzata dalla S. Sede in merito al DDL Zan e, ancor prima, delle ripetute e chiare prese di posizioni gia avanzate dalla Conferenza episcopale italiana in merito alla proposta di legge ingiusta e che vogliamo riportare: avv. Riccardo Novi Questa consapevolezza ci porta a guardare con preoccupazione alle proposte di legge attualmente in corso di esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro i reati di omotransfobia...Anzi, un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte. Per esempio, sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma – e non la duplicazione della stessa figura - significherebbe introdurre un reato di opinione. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l’esercizio di critica e di dissenso. Crediamo fermamente che, oltre ad applicare in maniera oculata le disposizioni già in vigore, si debba promuovere l’impegno educativo nella direzione di una seria prevenzione, che contribuisca a scongiurare e contrastare ogni offesa alla persona. Su questo non servono polemiche o scomuniche reciproche, ma disponibilità a un confronto autentico e intellettualmente onesto. Nella misura in cui tale dialogo avviene nella libertà, ne trarranno beneficio tanto il rispetto della persona quanto la democraticità del Paese (Presidenza CEI)’. Con accorato appello e con ferma determinazione ci uniamo alla S. Sede, al S. Padre ed alla CEI per la richiesta di una correzione urgente di un testo di legge che potrebbe risultare gravemente ingiusto. Tutti siamo pienamente d’accordo con provvedimenti che inaspriscono sanzioni contro le discriminazioni che sono una vergogna dell’umanità ma altra cosa è introdurre, per questa strada, la teoria del gender.

L’arte della pizza e della panificazione Sono stati 54 i bambini, tra gli 8 e gli 11 anni, a partecipare al progetto L’Arte della pizza, nato all’interno dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Castelfranco e realizzato in collaborazione con la Proloco di Villa Campanile. Il progetto L’Arte della Pizza, partito il primo luglio e concluso il 14 con una pizzata finale, era rivolto agli alunni della scuola primaria di Orentano delle classi terze, quarte e quinte. Due settimane di incontri, divisi in due moduli (due gruppi, 3 ore la mattina e 3 ore il pomeriggio), dove i bambini non hanno solo imparato a fare la pizza, ma hanno scoperto la sua storia e i suoi ingredienti nella loro varietà e specificità. Gli incontri sono stati tenuti da Tatiana Di Cesare, insegnante (ideatrice del progetto) e tutor nonché storica membro della Proloco di Villa Campanile, Antonella Petruccelli, insegnante di sostegno, Simone Benedetti, presidente della Proloco, e altri volontari scelti della Proloco. Fondamentale il ruolo dei mastri pizzaioli, Alberto Di Cesare e Daniele Chiaravallo, che si sono occupati con vera maestria della parte del laboratorio, quella propriamente definita «mani in pasta». Il mastro fornaio Doriano Colletti invece, ha insegnato agli alunni a fare il pane. Tutti e tre gli esperti della tecnica della pizzeria e della panificazione, sono volontari della Proloco di Villa Campanile e provengono da una lunghissima esperienza lavorativa in tali settori, ma attualmente sono tutti in pensione e fanno per passione ciò che hanno fatto per lavoro.

La parte relativa all’accoglienza dei genitori invece è stata curata da tre volontarie diciottenni, studentesse del liceo scientifico Majorana di Capannori, che hanno collaborato al progetto in modalità di alternanza scuola-lavoro.«La figura del pizzaiolo nelle frazioni fa parte della tradizione ed è molto bello che i bambini scoprano fin da piccoli questo mestiere che fa parte della storia del nostro paese – ha commentato il sindaco di Castelfranco Gabriele Toti – . Tutti i partecipanti hanno dimostrato un grande entusiasmo, segnale che il progetto ha saputo individuale il bisogno di tornare a stare insieme, divertendosi e imparando cose nuove». “I bambini sono tornati a stare insieme, nel rispetto dei distanziamenti e delle norme anti-contagio, anche tra età e classi diverse, cosa che non hanno potuto fare durante l’anno scolastico – spiega Tatiana Di Cesare, insegnante e tutor del progetto – . Appena abbiamo proposto il progetto alle famiglie, l’adesione è stata altissima. Siamo molto contenti. I bambini hanno imparato tante cose, è stato un lavoro strutturato, fatto di una parte teorica e una pratica di «mani in pasta». E anche dagli elaborati realizzati dai partecipanti si percepiscono la gioia e il coinvolgimento nel progetto”. «Un ringraziamento dovuto va sicuramente all’istituto comprensivo per l’impegno nella realizzazione delle attività dei Pon estivi e a tutte le insegnanti e ai collaboratori che, nonostante il lungo e difficile anno scolastico appena concluso, hanno deciso di portare avanti tante iniziative, importanti per bambini e famiglie», ha concluso Ilaria Duranti, assessore alla scuola

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nella famiglia parrocchiale .......

Bruno Vettori A causa di questo maledetto ed infame virus, ancora un villese è stato portato via ai propri cari, conoscenti ed amici, Bruno Vettori conosciutissimo e ben 12 giugno battesimo di Gioele 20 giugno 25° anniversario di nozze di Andrea voluto, allegro e sempre Giusfredi di Patrizio e Joy Owie.

Giovannelli e Daniela Chimenti disponibile allo scherzo, allo Padrino Lido Giusfredi e madrina Il nostro vescovo sfotto’ caratteristico di un piccolo Valentina Tomsi mons.

Andrea sarà a paese dove tutti si conoscono, Ci ha pronto ad offrirti qualcosa da consumare al bar, insieme alla Villa Campanile sua scanzonata compagnia, conosciuto anche come Bruno preceduto Domenica 17 ottobre l’elettricista, questo il lavoro che svolgeva, riusciva ad far alla casa alle ore 17,00 per funzionare tutto quello che funzionava con l’elettricità. amministrare la del Padre Impegnato da sempre dietro al volontariato villese, ha Cresima ricoperto la carica di consigliere della Misericordia locale e capogruppo dei Fratres donatori di sangue. Anche ai giorni ai nati nel 2009 17 luglio nostri un aiuto lo concedeva sempre al volontariato paesano, 1° giugno Sandro Regoli praticamente un villese doc. Ciao Bruno mancherà il tuo Luano Regoli di anni 57 buonumore e la tua simpatia ai tuoi amici villesi. Di anni 58 Angiolo Regoli all’anagrafe questo era il suo nome, ma noi villesi Antonio e Marco, dopo la morte dei più sanguigni lo conoscevamo come Angiolino di Regoli, la corte propri genitori, la vita cambia molto, dove era nato, emigrato da giovane in giro a trovare un posto di anzi moltissimo. Affrontare la lavoro, come abbiamo fatto tutti noi da ragazzi, visto che un condizione di orfani, persino per una avvenire in Villa Campanile non c’era, se non la vita del contadino. Persona adulta, è un’esperienza Nel commercio e smistamento banane, frutto che allora tutti non terrificante. Nel profondo di tutti noi potevano permetterci, può sembrare inverosimile,ma un piccolo continua a vivere quel bambino che aneddoto raccontatomi dallo stesso Angiolo, era che scaricando un può sempre fare affidamento sulla container, appunto di banane, aprendolo vide uscire un serpente propria mamma o sul proprio papà esotico, allora esclamò: «vieni vieni, diamo ospitalità anche ad te». per sentirsi protetto. Tuttavia, Insomma la dice tutta sul carattere di Angiolo, accomodante con quando se ne vanno, questa opzione tutti, nel periodo delle ferie, oppure quando il poco tempo libero da impegni lavorativi glielo consentiva tornava volentieri al suo paese possiamo più vederli, non solo per Angiolino Regoli natale. Appena raggiunta la meritata pensione e tornato a Villa una settimana, né per un mese, bensì campanile, si mise subito a disposizione del paese, adoperandosi nel mondo del volontariato per il resto della nostra vita. I villese, ricoprì prima la carica di consigliere della Misericordia locale, in seguito assunse la genitori sono le persone che ci carica di governatore della suddetta associazione paesana, collaborando alle altre associazioni mettono al mondo e con le quali villesi. Come la Pro – Loco, i Fratres donatori di sangue, senza dubbio un villese doc, un condividiamo gli aspetti più intimi e bonaccione alla toscanaccia, sempre pronto a scambiare due parole con tutti, Angiolino rimarrai fragili della nostra vita. Ad un certo punto non ci sono più quegli individui che, in un certo modo, ci hanno fatto diventare chi siamo.

Nel riquadro

scompare per sempre. Non sempre nei nostri pensieriericordi, ciao dagli amici villesi.

Non siamo mai pronti del tutto ad affrontare la morte, soprattutto se si tratta della morte di uno dei nostri genitori. Si tratta di una grande ff icilmente riusciamo a superare del tutto. Di solito il massimo che riusciamo a ottenere è accettarla e conviverci.

Nel riquadro

avv ersità che di

Per superarla, almeno in teoria, dovremmo essere in grado di capirla, ma la morte è, in senso stretto, del tutto incomprensibile. È Felice Boni Rosa Boni Vincenza Rosania uno dei grandi misteri della nostra esistenza, forse il più grande di tutti 27-09-1978 26-09-2000 13-06-2017

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Sulle orme dei pellegrini verso Santiago

Tendi la tua mano al povero

C’era una volta la quarta settimana, quando lo stipendio bastava per arrivare a fine mese. Poi fu l’epoca della terza, quando i morsi della crisi si facevano sentire in un numero crescente di famiglie. Oggi molti fanno fatica già alla seconda.

Ma c’è chi le settimane neppure le conta, perché ogni giorno è uguale, ogni giorno è una battaglia per la sopravvivenza, per pagare l’affitto di casa e le bollette, e perfino per mangiare. Sono tanti, i poveri, e stanno aumentando. Viviamo tempi difficili. Tempi nei quali l’estraneità e la paura possono facilmente prendere il sopravvento, facendoci dimenticare chi siamo: uomini, creature fatte per con-vivere, non per chiudersi ciascuna nella propria tana come fossimo animali. Quello che ci viene proposto oggi è un gesto semplice: fare la spesa, una piccola spesa, per chi ha meno di noi. Un gesto di condivisione, nato dalla tradizione cristiana che da sempre lo chiama carità e che equivale ad offrire una mano che sostenga la quotidiana fatica del vivere. C’è una cesta all’ingresso della chiesa in cui siamo invitati a mettere una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio.

Un piccolo-grande impero della carità, costruito a partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.

CINEMA SOTTO LE STELLE presso il Quercione Sabato 21 agosto «La bella e la bestia» martedì 24 agosto «L’agenzia dei bugiardi»

Il 9 gennaio scorso il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli ha aperto la porta santa della sua cattedrale e con essa l’Anno Santo Jacobeo. Se in tanti conoscono il cammino di Sant’Jacopo di Compostela per averlo percorso a piedi in pellegrinaggio, interamente o nelle ultime tappe, molti non sanno che fin dal XII secolo, Pistoia divenne l’unico centro di culto jacopeo ufficialmente riconosciuto in Italia, dopo che, nel 1145, il vescovo Atto riuscì a far arrivare da Santiago di Compostela una reliquia, un frammento del cranio, dell’apostolo Giacomo il Maggiore o Jacopo, che fu proclamato patrono di Pistoia. Altri tempi? Può darsi. Sicuramente gli itinerari che nei secoli hanno compiuto da pellegrini i nostri predecessori nei loro viaggi giubilari erano diversi dai nostri. Essi attraversando le grandi direttrici storiche europee che dal nord Europa portavano a sud, verso Roma come la Romea Strata, dall’Inghilterra come la Francigena, avevano come destinazione finale Roma e la Terra Santa, mentre per chi andava verso ovest la meta era Santiago di Compostela.

Un lungo reticolo di strade che si annodavano lungo le direttive principali, molte di esse riscoperte e valorizzate a partire dal Duemila come una proposta di turismo lento; ma per chi lo percorre con fede e non solo per camminare, rappresenta senza dubbio una possibilità per mettersi in viaggio e scoprire se stessi. Recentemente è stato riproposto su un percorso adeguato ai tempi di oggi il Cammino di San Jacopo che da Firenze tocca le cattedrali di Prato, Pistoia, Pescia, Lucca, Pisa e Livorno ed è senza dubbio interessante percorrerlo per la particolarità dell’itinerario, dove la bellezza della natura incontra la creatività artistica dell’uomo lungo i secoli. Ma quali sono i segni tangibili e le tracce del culto jacobeo oggi nella nostra diocesi di San Miniato? Sull’argomento non c’è una bibliografia approfondita per cui questa chiave di lettura meriterà, da chi vorrà in seguito trattare l’argomento, doverosi approfondimenti e integrazioni. La prima considerazione è di carattere storica. I pellegrini che venivano dall’Europa del nord verso Roma facevano tappa a Pistoia e poi continuavano, scendendo verso sud secondo un cammino logico, percorrendo la Romea Strata, toccando Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio e San Miniato. Lo snodo cruciale del periodo era senza dubbio San Genesio, luogo di incontro di Francigena e Romea Strata con quella che poi sarà la Strada Maestra dei capitani di parte guelfa e poi Via Regia pisana. Da San Genesio, percorrendo la direttrice Firenze-Pisa che costeggiava l’Arno o navigando il fiume, si arrivava alla città dalla torre pendente, importante repubblica marinara e forte della sua potenza navale.

Era di lì che si poteva salpare verso la Sardegna, raggiungere Porto Torres e quindi avventurarsi ancora in mare verso le coste della Spagna per poi proseguire a piedi fino a Santiago de Compostela. La cartina che ci guida ha come tappe i segni che il tempo ci ha lasciato e senza dubbio le antiche chiese che venivano dedicate proprio a Sant’Jacopo sono un valido riferimento. Nelle prossime puntate proveremo a tracciare dunque questa sorta di itinerario jacobeo.

Il Ponte sul Rio dei Greppi sulla Via Francigena è nuovamente percorribile I numerosi pellegrini che ogni giorno percorrono il tratto toscano della Via Francigena da ieri possono di nuovo usufruire del ponticino sul Rio dei Greppi, a Galleno sul confine tra i comuni di Fucecchio (FI) e Castelfranco di Sotto (PI). La passerella pedonale, una struttura in legno lamellare lunga 10 metri e costituita da tre travi, necessitava di lavori di manutenzione in quanto col tempo alcune parti in legno, in particolare la trave esterna posta sul lato nord-est, ha subito un processo di deterioramento. È stato necessario quindi provvedere a realizzare un sistema di puntellamento che rendesse la struttura sicura e percorribile dai pedoni. Il passaggio è stato ripristinato.