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Anno LIX n° 05 - settembre-ottobre 2021
L’VillaAraldo Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
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Carissimi fedeli, anche noi, come le scuole, nel mese di ottobre, dovremmo riprendere il catechismo in presenza, corona virus permettendo, dalla prima elementare alla terza media, quest’anno potremo contare sulla presenza delle nostre suore, sia dell’asilo che della casa di riposo. Il mese di ottobre segna martedì 19 l’inizio delle nuove attività pastorali. La ottobre consueta catechesi per adulti sarà spostata a gennaio. Finite le vacanze festa estive e ripresa la scuola speriamo che patronale con l’inizio dell’anno catechistico si possano rivedere i ragazzi alla messa della sante messe domenica, ma questo dipende sempre alle ore dalle famiglie. Genitori conto su di voi, non 11,00 ed li fate dormire fino a mezzogiorno, alle ore svegliateli prima e magari accompagnateli alla messa, così ci restate anche voi. Spero 17,00 solo che voi genitori possiate essere Ad Alcantara, piccola città della Estremadura nella Spagna, nacque S. comunque i veri catechisti dei vostri figli, Pietro verso l’anno 1499. La vita di questo Santo fu quanto mai varia ed insegnategli almeno il segno della croce e attiva. Era figlio di Alfonso Garavito, governatore di quella città e di Maria le preghiere più fondamentali. Rinnovo Villela, ambedue nobili e pii. Compiuti gli studi inferiori e quelli filosofici nel paese natio, fu inviato a studiare il diritto canonico nell’Università di l’invito ai genitori di Orentano e di Villa Salamanca.
Quivi rimase due anni: per la sua applicazione e singolare pietà, Campanile a portare i propri figli alla era riguardato come modello. Intanto il Signore gli ispirò di abbracciare lo messa, a Villa alle 10,00 ad Orentano alle stato religioso nell’ordine di S. Francesco. Prese il sacro abito nel convento di Maniarez, e dopo il noviziato e la professione religiosa, fu mandato nel 11,30. vi benedico tutti, vostro
don Sergio Domenica 7 novembre ore 17,00 CRESIMA per i nati fino al 2009 Noi andiamo a catechismo alla Villa
Ogni Domenica dalle 11,00 alle 11,45 a partire da domenica 10 ottobre
convento di Bolvisa. Pietro aveva portato nel chiostro, oltre all’innocenza, un grande spirito di mortificazione, e questo fu il carattere particolare della sua santità. Mangiava e dormiva poco e tutto il tempo che gli rimaneva libero dalle ordinarie occupazioni lo spendeva nei più umili e faticosi uffici del convento. Appena ventenne, fu mandato superiore della nuova casa di Badacos, dove tre anni dopo ricevette l’ordinazione sacerdotale. Fu guardiano del convento della Madonna degli Angeli, e qui rifulse maggiormente la sua santità. Ritiratosi nel convento di S. Onofrio di Lapa, scrisse un’operetta sul modo di pregare; opera che fu lodata da tutti i maestri di spirito di quel tempo. Lo stesso re del Portogallo, Giovanni III, volle conoscere l’autore, e lo chiamò a sé. Frutto di questo viaggio furono la conversione di alcuni grandi signori della corte e la risoluzione che prese la sorella del re, Maria Incanta, di rinunziare al mondo e farsi religiosa. Andato poi a comporre alcune discordie sorte tra i cittadini di Alcantara, venne eletto provinciale del convento di Albuqueque. Ammirabile fu l’amore a Dio e lo zelo per le anime. Nel 1551 fondò la congregazione degli Alcantarini, basata particolarmente sull’austerità. Già in età avanzata aveva iniziata una visita a tutti i conventi da lui fondati, ma a Visiosa cadde gravemente ammalato. Si fece allora trasportare nel convento di Arenas, ma quivi all’età di 63 anni morì. Era il 18 ottobre 1562. Aveva aiutato in vita S. Teresa nella sua riforma e, dopo la morte, le manifestò la sua gloria rivolgendole queste parole : « Felice penitenza che mi hai meritato una gloria sì grande ».
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Domenica 29 agosto il gruppo Fratres donatori di sangue di Villa Campanile hanno omaggiato la propria associazione e i donatori presenti, futuri e passati con una solenne messa celebrata da don Sergio e don Roberto. Purtroppo questo maledetto virus continua a modificare le attività di volontariato paesano anche la nostra quotidianità, sicuramente combattendolo ritorneremo a festeggiare come in tempo passato, assai partecipata la messa dal popolo di fedeli villese, insieme alla gradita presenza dell’assessore allo sviluppo economico del nostro comune, Ilaria Duranti, la ringraziamo di cuore, come sempre rivolgo un invito a tutti, giovani e meno giovani, di avvicinarsi al mondo dei donatori di sangue, qualsiasi sia l’associazione più vicina ad voi, specialmente mi rivolgo ai giovani, sarete voi il nostro futuro, voi che sicuramente cambierete il nostro mondo, anzi lo state già facendo con la vostra intraprendenza tecnologica e solo un pochino difficile da interpretare da noi matusa, la vostra voglia di intraprendere, nuove esperienze, nuovi traguardi da raggiungere, allora fatevi riconoscere, non indugiate, unitevi ai fratres donatori di sangue, insieme possiamo creare un esercito umanitario di benessere altrui e lenire il dolore dei sofferenti donando un pochino di noi stessi, appunto il nettare rosso che ognuno di noi possiede, noi non smetteremo mai di propagandare la donazione del sangue perché purtroppo tutti noi possiamo necessitarne ,nessuno è un supereroe dei fumetti, perciò avvicinatevi sapremo consigliarvi e darvi spiegazioni sulla donazione. Contattateci per ogni vostro dubbio, Attilio 3276603330 oppure Massimo 3926230421. Il consiglio dei fratres di ringrazia tutti coloro che hanno partecipato ed aiutato alla ’manifestazione’ pro fratres. Ciao dai fratres di Villa
Verso il Giubileo Diocesano Una delle più sensate affermazioni in cui mi sono imbattuto nei mesi scorsi, quando ancora vivevamo la chiusura forzata di molte attività e l’impossibilità di riunirci liberamente è stata che «non c’è modo migliore per distrarsi dal presente, che programmare il futuro» E questa affermazione me la sono annotata su un quaderno dove tengo tutto ciò che a mio parere ha un senso: aforismi, citazioni, spezzoni di poesie, canzoni o film. E riguardando la frase annotata velocemente nel febbraio scorso, ho pensato di scrivere dell’importanza del «guardare avanti» e in particolare di guardare al 2022 come anno irripetibile. Il prossimo anno solare sarà costellato infatti di ricorrenze e celebrazioni.
La più importante per i fedeli è certamente quella del .Giubileo diocesano 1622–2022 Quattro secoli dall’istituzione della «cattedra di San Miniato», che verranno vissuti a partire dal 5 dicembre 2022. Una commissione storica appositamente creata, in collaborazione con gli uffici diocesani, avanzerà un cartellone di eventi per vivere appieno il cammino di approfondimento e preparazione per l’importante evento.
Molteplici i progetti in cantiere che coinvolgeranno sia il mondo scolastico che le parrocchie. Ma pensare, adesso, a cose che avverranno nell’immediato futuro, credo che possa servire a tutti per darsi degli obiettivi: che sono obiettivi di crescita, di apprendimento, quindi occasioni di arricchimento. Ma il 2022 è segnato anche da altre celebrazioni che in qualche modo coinvolgeranno la diocesi. A ottobre sarà ricordato il bicentenario dalla nascita dell’Accademia degli Euteleti. Fu proprio un vescovo, Torello Pierazzi, insieme ad altri uomini di cultura della città, a ridar vita al consesso che a metà Seicento aveva fondato un altro presule, monsignor Strozzi, con il nome di Accademia degli Affidati. Gli Euteleti hanno avuto tra i propri membri illustri personaggi dell’arte, della scienza della letteratura. Tutti i vescovi ne hanno fatto parte; molti canonici e sacerdoti. Non solo: fino al primo conflitto mondiale gli accademici si riunivano proprio «a casa del vescovo», cioè nelle stanze dell’Episcopio. Anche dagli ambienti dell’Accademia trapelano importanti progetti per il futuro: un voluminoso libro celebrativo, cicli di conferenze e prodotti web accessibili a tutti. Infine come non ricordare l’anniversario del Dramma popolare di San Miniato: 15 lustri di vita per quello che è il più antico e longevo teatro di produzione italiana. Anche il Dramma popolare ha annoverato, tra i suoi fondatori un sacerdote, don Micheletti. E altri sacerdoti di cultura hanno rivestito ruoli di prim’ordine (don Ruggini e don Marrucci ne sono stati direttori artistici). Anche il Dramma ricorderà il suo anniversario con iniziative importanti per la città. Insomma, guardare al futuro, ci aiuta ad aprire le nostre prospettive per i mesi che verranno. E in cammino verso il 2022, anno delle celebrazioni, i passi da compiere non sono pochi. (Alex di Bartolo)
Dino di Menconi Dino Buonaguidi, conosciuto da tutti come Dino di Menconi. Menconi era la corte rurale dove abitava, nei piccoli paesi come il nostro, è abbastanza comune dare un soprannome per identificare un personaggio caratteristico, nel caso nostro riferito all’abitazione paesana.
Dino, personaggio con la pi maiuscola, amante del buon vino, specialmente quello prodotto in Villa Campanile. Tanto è vero che lo potevamo trovare alla Festa del Contadino come cantiniere, cioè allo stand del succo d’uva, dove i contadini di Villa, portavano il loro migliore vino prodotto nell’anno, donandolo per la Festa. Dino mesceva, a coloro che degustavano tale spremuta d’uva, offrendogli due bicchieri, uno per il degustatore e uno per sé, così poteva constatare di persona la qualità del prodotto stesso, praticamente un sommelier di Villa.
Dino era sempre pronto a prestarsi e dare il proprio contributo per Villa Campanile, nelle varie manifestazioni folkloristiche e religiose paesane, sempre pronto ad salutarti, allo scherzo, allo sfottò puro e genuino, certe sue caratterizzazioni per esempio: gli occhiali da visita senza lenti, così diceva di ammirare meglio le femmine. Ricordo, ad una gita organizzata dalla parrocchia, un piccolo aneddoto, il pulman fece sosta all’autogrill, allora alcuni di noi si recarono in prossimità del bar, anche Dino che ordinò circa duemila lire di vino (circa quattro bicchieri i cosiddetti quartini) essendogli accanto, gli mormorai, se il vino non fosse stato poco gradevole, sarebbe rimasto insoddisfatto. Lui disse: ma sarà sicuramente meno amaro delle medicina.
Daccordissimo sulla risposta data, un vero personaggio, buono e generoso purtroppo gente di quella tempra così, non ne fabbricano più, mancano fortemente al popolo di Villa Campanile, ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
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nella famiglia parrocchiale .......
8 agosto battesimo di Emily Karol Maria Borghini di Fabio e Sonia Ventura. Padrino Sandro Borghini, madrina Serenella Ventura. Mercoledì 22 settembre Lando Martinelli e Maristella Ronchi hanno celebrato le nozze d’argento. Si sposarono a Firenze il 13 luglio 1996
Da sabato 25 settembre, Don Roberto Pacini inizia il servizio come Vicario Generale della Diocesi
Sabato 18 settembre battesimo di Paolo Di Grande di Giuseppe e Raissa Ancillotti Padrino Andrea Ancillotti, Madrina Oana Ionescu
Ci hanno preceduto alla casa del Padre 5 agosto Mioara Feher in Cristiani di anni 78 9 agosto Maria Domitilla Paolini ved. Ulivieri di anni 92 18 settembre Carmine Pietrantuono di anni 71 20 settembre Giuliana Pallari di anni 77
Don Roberto Pacini, 63 anni, originario di Fucecchio, da sabato 25 settembre diventa per decreto vescovile il nuovo vicario generale della diocesi.
Succede a monsignor Morello Morelli che era in carica dal 2011.«Il vicario generale è il primo collaboratore del vescovo e munito della medesima potestà esecutiva. A motivo di questo è chiamato a maturare una sempre più profonda sintonia con il pastore della diocesi, di cui fa le veci: lo rappresenta quando le circostanze lo richiedono, lo sostituisce qualora se ne presenti la necessità. Ha ricevuto un’investitura per prestare aiuto al presule nel governo della Chiesa particolare, con la facoltà di gestire tutti gli atti amministrativi che non richiedano, a norma del diritto canonico, un mandato speciale. In virtù di questo, al vicario è richiesto di aderire alla sensibilità, agli orientamenti e alle decisioni del vescovo per profonda convinzione, per vocazione e per fedeltà al mandato, prima ancora che per obbedienza alle norme. E in questo momento non posso quindi non essere stupito e grato verso monsignor Migliavacca.
LUNEDI’ PRIMO NOVEMBRE SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI IN CHIESA ORE 10,00 S. MESSA ------AL CIMITERO ORE 14,30 ROSARIO, ORE 15,00 SANTA MESSA DEI DEFUNTI -------AD ORENTANO 2 NOVEMBRE ORE 15,00 MESSA DEI DEFUNTI -------AL TERMINE BENEDIZIONE DELLE TOMBE
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4 LETTERA DI UN PAPA’ SCOUT
′′ Qualcuno mi ha chiesto - Perché sprechi denaro e tempo per far stare i tuoi figli negli scout, fare attività e andare in campeggio? LA MIA RISPOSTA È STATA: Bene, ho una confessione da fare, non pago e do del mio tempo per far indossare ai miei figli un’uniforme e frequentare i campi. Sai perché sto investendo? Perché i miei figli imparino ad essere disciplinati. Perché i miei figli imparino a prendersi cura del loro corpo e della loro mente. Perché apprezzino e valorizzino la natura. Perché i miei figli imparino a lavorare con gli altri e siano buoni compagni di squadra. Per sviluppare la loro creatività. Affinché i miei figli imparino ad affrontare la delusione quando non ottengono ciò che aspettavano, e scopriranno che la chiave è lavorare più duramente. Perché imparino a raggiungere i loro obiettivi. Perché i miei figli capiscano che ci vogliono ore e ore di duro lavoro e allenamenti per ottenere risultati, e che il successo non avviene dalla notte alla mattina. Per l’opportunità che avranno i miei figli di fare amicizia per tutta la vita. Affinché i miei figli stiano imparando e non davanti alla TV. Per quei momenti in cui i miei figli tornano così stanchi che vogliono solo andare a riposarsi e non pensano né hanno tempo di andare in giro per i fannulloni o per le cose brutte. Per tutti gli insegnamenti che questo grande movimento dà loro: ′′ responsabilità, consegna, impegno, civismo, rispetto, amore per la natura, convivenza, ecc ecc.". Potrei continuare, ma per essere breve;
Non pago per lezioni di scuotismo, perché anche i loro scouter sono volontari, non ricevono compensi per offrire il loro tempo, la loro creatività e la loro conoscenza, tanto meno per il loro affetto e la loro pazienza. Grazie per le opportunità offerte dal movimento scout per sviluppare attributi e competenze che le saranno molto utili nel corso della sua vita e dargli la possibilità di dare valore alla vita, di COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE ′′ (Gr uppo Scout)
Benedizione dei trattori Nell’ambito della «Festa del Contadino», domenica 8 agosto si è tenuto l’annuale raduno dei trattori e dei trattoristi. Numerosi i partecipanti convenuti anche dai paesi vicini, presente anche il sindaco Toti. La manifestazione è stata organizzata dalla locale pro-loco capitanata da Simone Benedetti
Terminata, per ora, la ristrutturazione del cimitero
Tendi la tua mano al povero Tendi la tua mano al povero« con queste parole tratte dalla Sacra Scrittura Papa Francesco anche quest’anno ci sprona a tenere alta l’attenzione sul rapporto con i poveri che incontriamo nelle concrete situazioni della nostra vita. Ci invita a farci attenti, a non essere concentrati solo su noi stessi e sulla realizzazione dei nostri progetti per quanto buoni e importanti, ma a lasciare che i poveri creino delle interferenze nei nostri programmi giornalieri perchè possiamo trovare una sintonia diversa anche con loro. »La scelta di dedicare attenzione ai poveri, ai loro tanti e diversi bisogni, non può essere condizionata dal tempo a disposizione o da interessi privati, né da progetti pastorali o sociali disincarnati. Non si può soffocare la forza della grazia di Dio per la tendenza narcisistica di mettere sempre sé stessi al primo posto.
Tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina." È necessario tendere la mano. Quante mani tese abbiamo visto in questi mesi condizionati dalla pandemia da parte di medici, infermieri, volontari e da molte persone di buona volontà. Un infinità di piccoli gesti silenziosi attraverso cui è stata costruita una trama di bene che ha sostenuto la vita di molti portando aiuto concreto e consolazione. Il tempo della pandemia costituisce per tutti noi una sfida nuova. Ci viene richiesto oggi un surplus di attenzione e uno sguardo attento. Molte persone, famiglie e attività sono entrate in difficoltà economica. Chi già era in situazione difficile prima ora ha visto aggravarsi la sua posizione.
Situazioni che non sono ancora esplose, non tutte almeno. Pensiamo poi alla solitudine che l’isolamento per motivi sanitari ha indotto in molti, sopratutto anziani. Non dimentichiamo le famiglie che si trovano ad affrontare i lutti provocati dal coronavirus. C’è una cesta all’ingresso della chiesa in cui siamo invitati a mettere una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio. Un piccolo-grande impero della carità, costruito a partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.
Sono terminati i nuovi lavori di ristrutturazione e manutenzione con ulteriore risanamento e messa in sicurezza al nostro incantevole e caratteristico cimitero.
Certamente i lavori avranno creato qualche disagio alle persone, che normalmente vi si recano a fare una visita ai propri cari, hanno dovuto imbattersi in ponteggi, materiale edile oppure da imbiancatura, però il risultato di tali disagi è stato ripagato con il Campanile). risultato del nuovo look (usiamo l’aggettivo all’inglese), la ristrutturazione della nostra suggestiva e amata cappellina quasi per intero, la copertura è stata risanata e messa in sicurezza, ormai divenuta assai logora dal tempo, stonacata e dopo rintonacata e imbiancata con materiale antiumido, fino ad una certa altezza e imbiancata all’esterno come all’interno, anche le arcate dentro e all’esterno hanno subito il solito trattamento della cappellina, come pure Il lotto dei loculi a sinistra e a destra e il lato dei fornini. Per accedere all ’entrata della cappellina sono stati ricostruiti gli scalini e rivestiti con marmo assai bello da vedere, anche i gradini lato fornini sono stati messi in sicurezza e forniti di un corrimano. Ai «visitatori» del cimitero, non sarà passato inosservato, certo urgono altre migliorie e ristrutturazioni per renderlo più sicuro e accessibile, diamo tempo al tempo la Misericordia per ora ha pensato al futuro prossimo, ringraziamo tutti per la pazienza dimostrata nella durata dei lavori al nostro cimitero. (Il magistrato della Misericordia di Villa