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Anno LX n° 04 luglio-agosto 2022
www.parrocchiadiorentano.it
L’Araldo Villa Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150
email parrocchia roberto.agrumi@alice.it - Abb. annuo€ 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa)
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Carissimi fedeli, anche quest’anno siamo giunti alla festa dell’Assunta, il 15 agosto, nel mare dell’estate rimane per noi, comunità cristiana, un appuntamento mariano imperdibile. La Vergine assunta in cielo anima e corpo è per noi motivo di speranza viva.
Anche noi, in Maria, chiamati un giorno a salire al cielo dove il signore Gesù misericordioso ci concederà, se ce lo saremo meritati, ad entrare nella gloria del Padre dove con lo Spirito Santo saremo nella gioia del paradiso. Sì la festa dell’Assunta ci richiama alla nostra vera vocazione che ci accomuna tutti, il paradiso, la vita eterna. Affidiamoci a Lei, nostra madre del cielo perché interceda per ciascuno di noi presso suo figlio Gesù nostro signore. Spero che la comunità cristiana di Villa Campanile sia sempre più fervente e zelante e possa essere Sua eccellenza, mons. come ha sempre dimostrato, fedele devota della beata Vergine Maria Andrea Migliavacca partecipando numerosi alle sante messe. E’ vero che di questi tempi la crisi sarà a Villa Campanile, economica ha coinvolto un pò tutti, ma nessuna paura sarà la Vergine Maria domenica 6 novembre ad illuminare il nostro cuore ed accenderlo di vero amore per il suo Figlio Gesù alle ore 17,00 per ed a rallegrarlo con la sua armonia divina. A tutta la comunità di Villa amministrare la Campanile un augurio sincero di buon ferragosto in Gesù e Maria.
Cresima ai nati fino al Domenica 12 giugno, solennità della ss. Trinità, hanno ricevuto per la prima volta, il corpo e il sangue di Cristo, nove dei nostri ragazzi. Eccoli nella foto insieme a don Roberto, don Sergio la chierichetta Noemi Buralli e suor Teresa:
Dylan Tonfoni, Lorenzo Degl’Innocenti, Matteo Carbone, Lorenzo Zia, Nikoll Mercaldo, Azzurra Carbone, Sofia Nardi, Alina Banci e Viviana Catania
vi benedico tutti, vostro don Sergio
Domenica 12 giugno solennità della ss. Trinità - prime comunioni
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Una storia lunga sessantanni
Compagni di classe, difficile dimenticare certi momenti di vita beata e spensierata, piena di gioia, amicizia, allegria ed anche alcune delusioni ’sentimentali’ diciamo, vissute insieme ai compagni di classe, dove gli spintoni, il lancio della cartella verso un compagno, pacche sul groppone, ridersi uno contro l’altro, libri che volavano per il corridoio, prima del suono della campanella, poi tutti in classe a salutare il maestro. Ritrovarsi dopo alcuni decenni, per una occasione specialissima, come il compimento del sessantesimo compleanno di ognuno dei compagni di classe appunto, una cena per riunire i vari scolari e confrontarsi sulle proprie esperienze di vita passata, che ha fatto il proprio corso, alcuni persi di vista dai tempi della scuola, qualcuno divenuto genitore e qualcuno anche nonno, oppure rimasti singoli, magari con qualche capello in meno ed un pochino più chiaro, per non dire bianco. Con il passare del tempo, per alcuni la fisionomia è stata un pochino modificata, in altri è rimasta abbastanza inalterata, certamente questo vale per i ragazzi, invece le signorine, sempre in formissima ed eleganti. Certamente il tempo è trascorso, gli urti della vita e della propria esistenza, li abbiamo dovuti combattere tutti, chi più chi meno. I compagni di classe, felicissimi di ritrovarsi e raccontarsi le proprie esperienze e vicissitudini della vita, ormai lasciata indietro nel tempo, magari qualche progetto futuro, bravi anzi bravissimi gli organizzatori della ’cena di classe’ tutto suggestivo ed emotivo, rivivere insieme certi momenti che rimarranno indelebili nelle nostre menti, certe emozioni contribuiscono alla mente e soprattutto al cuore per rimanere giovani. Un compagno di classe che, purtroppo, non è potuto intervenire. Ciao a tutti.
Luana Frediani 14-09-2018
Emiliano Lazzeri 06-08-2013
AMLETO e la sua«botteghina»
Amleto Seghetti, insieme alla consorte Giuseppina, per tanti anni hanno gestito il bar alimentari la ’Botteghina’, dove le nostre nonne e in seguito le nostre mamme, acquistavano i vari prodotti locali, genuini: latte, farina, pasta asciutta del territorio, acquistando anche alcune mercanzie sfuse. La botteghina, era frequentata sia dai villesi, che dagli abitanti dei pesi limitrofi, specialmente dagli amanti della caccia, dove appunto Amleto fungeva da presidente dell’ associazione cacciatori. La sera a veglia, ogni cacciatore poteva raccontare le proprie vicende venatorie, più o meno avventurose e pittoresche, aggiungendo qualche dettaglio abbastanza divertente e realistico. La botteghina fungeva anche da trattoria, in occasione di qualche cena a base di cacciagione, visto la clientela amante della selvaggina e non solo, neanche ad dirlo, Amleto sapeva cavarsela anche dietro ai fornelli. In occasione della settimana del villeggiante, alcune serate della manifestazione si svolgevano alla botteghina, giochi di abilità, proiezioni di film, serate danzanti, tornei di bocce, sport molto praticato allora con pallaio appunto dietro il bar. Dalla cucina della botteghina alla cucina della festa del contadino, per Amleto era abbastanza naturale, preparava i succulenti sughetti per il crostini, alimento principe della manifestazione, per questo si guadagnò il soprannome, storpiandolo un pochino il cognome, da Seghetti a’sughetti’. Appassionato delle due ruote, la domenica dopo la festa di agosto, veniva organizzata una gara ciclistica, con partenza ed arrivo alla ’botteghina’. Artefice del raduno dei trattori, in virtù del mestiere intrapreso in gioventù, mettendo in scena la mietitura del grano, come avveniva un tempo, tramandandolo alle generazioni future. Amleto è stato uno di quei personaggi pro Villa Campanile, sempre pronto a metterci tutto se stesso in quello che organizzava. Un immortale Villese. Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
ricordo dei defunti Ci hanno preceduto alla casa del Padre 9 luglio Vanda Bulleri ved. Lido Boni di anni 96 16 luglio Lucia (Luciana)
Marconi ved. Ranieri Morelli di anni 83
Vincenza Rosania 13-06-2017
Rosa Boni 26-09-2000
Giampiero Pieri 08-06-2009
Felice Boni 27-09-1978
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nella famiglia parrocchiale .......
pellegrinaggio a Pavia col vescovo Andrea La diocesi di San Miniato in pellegrinaggio con il suo vescovo a Pavia, crocevia dei cammini d’Europa. Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla Compagnia dei Cavalieri del Tau che si inserisce nel cammino verso l’Anno Giubilare del quarto centenario dalla fondazione della Diocesi e che si svolgerà il 7 e 8 settembre prossimi. I partecipanti viaggeranno in pullman gran turismo fino a Pavia dove, nel pomeriggio della prima giornata, potranno usufruire di una visita guidata al centro storico della città: dal Castello al Ponte Coperto, scoprendo a piedi, fra le stradine acciottolate, la chiesa di San Michele, capolavoro di architettura e scultura romanica, la chiesa del Carmine, il Duomo, ovvero la cattedrale rinascimentale voluta dal duca di Milano Ludovico il Moro, San Pietro in Ciel d’Oro che ospita l’Arca di Sant’Agostino e la reliquia del Santo. La visita proseguirà attraverso l’antica Università con i suoi splendidi cortili neoclassici, che hanno visto passare personaggi del calibro di Alessandro Volta e Ugo Foscolo, le torri medievali che caratterizzano l’immagine del centro storico della città, il Ponte Coperto che attraversa il Ticino con le sue arcate in mattoni e tante curiosità e storie popolari. Al termine della prima giornata, il gruppo rientrerà in hotel per la cena. Giovedì 8 settembre, dopo un po’ di tempo libero da trascorrere in centro, avrà luogo la Celebrazione 26 giugno - battesimo di Matteo Fusco di Stefano e eucaristica presieduta dal vescovo Andrea presso il Duomo. Dopo Marta Lorenzelli - madrine Sara e Claudia Gambaccini pranzo, la comitiva si trasferirà alla Certosa di Pavia, che sorge per Piccole storie di Villa Campanile, insieme ad volontà dei Visconti alla fine del XIV secolo come una sorta di mausoleo di famiglia e viene completata un secolo più tardi dalla un grande patrimonio culturale della storia dinastia degli Sforza. Dal Gotico al Rinascimento fino al Barocco, in un rievocativa paesana. Paesaggio affascinante e dominato dal silenzio. Il complesso della Certosa comprende diversi edifici che saranno visitati in parte con la guida e in parte con uno dei monaci Cistercensi che oggi abitano il monastero. Al termine della visita, rientro a San Miniato. Per : informazioni e prenotazioni contattare entro il 31 luglio i.
compagnia@compagniac
Ciao Luciana, sei sempre stata una avalierideltau.it o grande sostenitrice della Festa del Contadino, sempre la prima! La prima telefonare a Claudio Gaiotto a fare la tessera, la prima a prenotare il (338.4046405) o a Patrizia tavolo per ogni evento, la prima ad Manetti (348.81825127) arrivare alla sagra! Stasera, per la prima volta, il primo tavolo sarà E così un altro pezzo della vuoto... per noi sarai sempre là, quello storia di Villa Campanile ci ha resterà il tavolo di Luciana! Siamo lasciato. Quante volte ne sicuri che continuerai a fare festa con abbiamo parlato io e te di Luciana Marconi Ranieri Morelli questo momento dicendo noi da lassù! (Simone Benedetti)
16-07-2022 21-06-2012 presto e bene senza dare Purtroppo, con la scomparsa di Lucia Marconi, conosciuta come Luciana di Bacarino, in riferimento alla fastidio a nessuno. Te ci sei Corte dove risiedeva nonché consorte di ’Balilli’ (Ranieri Morelli), l’ultima abitante della suddetta corte, riuscita, troppo presto te ne sei in ordine di tempo a decedere. In alcune occasioni, dovendo recarmi appunto in corte Bacarino per andata, spero senza soffrire alcune commissioni, presso l’abitazione di Luciana, in giardino riunite nei pressi del dondolo, troppo.
Mi mancherà il tuo intravedevo delle signore, anch’esse abitanti della corte Bacarino, Luciana, Bruna, Annina, Lina ed in «chi lo vuole il caffè?»e alcune occasione mi intrattenevo con loro rievocando alcune manifestazioni di Villa Campanile, gli albori del carnevale, tutto made in Villa, quando le strade erano polverose e non asfaltate, praticamente quando ce lì portavi ti dei sentieri, alle feste in maschera del martedì grasso, alla settimana del villeggiante, nel mese di agosto, ricordavi di chi era quello con poi negli anni sessanta e inizio anni settanta le prime feste dei donatori di sangue Fratres e le consorelle lo zucchero, quelli senza, chi della Misericordia paesana, tutte volontarie della festa del Contadino, rievocando anche come il piccolo corretto. Mitico il caffè della borgo di Villa Campanile col passare degli anni si sia evoluto da non saperlo riconoscere, soprattutto nella Lucianina. Non so cosa ci sia popolazione attuale. Alcuni racconti della guerra e anche dopo, soprattutto visto la loro giovane età allora. Di là. Io immagino prati verdi Un’ appassionato come il sottoscritto di Villa Campanile, erano una fucina di cultura, aneddoti, nozioni, pieni di fiori, mari azzurri e memorie, chiacchiere paesane e oltre, una vera manna, altro che google ed enciclopedie incorporate. Tanta pace, ma soprattutto la Quando necessitavo di qualsiasi informazione, di qualsiasi genere, oppure di qualche personaggio villese, che in fotografia non conoscevo, ricorrevo a loro, mi recavo in corte Bacarino, facendogli visita, cerchiamo qua e mai siamo contentissime di fornirmi tali informazioni. C’è bisogno che qualcuno tramandi il sapere di Villa completamente felici. Ciao Campanile alle future generazioni, purtroppo insieme alla scomparsa di Luciana, scompare un pezzo di Luciana,che la terra ti sia lieve .R.I.P. (Cristina Ulivieri)
Nel riquadro
felicità, che tantola
Villa Campanile. Ora che sei riunita a tuo marito Ranieri, Luciana prega per noi. (Attilio Boni, il Ciaba)
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Quando l’ amore è un ombrello Chi ha avuto la fortuna di vederla l’ avrà riconosciuta subito: eccola là, la vecchina del Galleno. Ce l’hanno raccontata fin da bambini, quella bella storia d’amore che portò, forse, alla follia. Non so ancora il nome, ma lo sto cercando.
Per ora la chiamo Maria. Abitava in una casetta al Galleno, sulla strada che si faceva, e si fa ancora oggi, per andare al mare. Siamo intorno al 1915, Maria ha un fidanzato e tanti progetti. Scoppia la Guerra e il fidanzato, come tanti ragazzi di quell’età, parte. E’ un giorno di pioggia. Per l’addio, che sarà l’ultimo, ci vuole l’ombrello. E si saranno dati un bacio, lunghissimo, sotto una pioggia triste, come loro. La guerra finisce e probabilmente il fidanzato è tra i dispersi.
Nemmeno una certezza, una tomba su cui piangere. Maria è giovane non si rassegna. Tornerà dice e si mette ad aspettare. Alla finestra, al primo piano, lo sguardo fisso sulla strada, là dove ha visto il suo amore per l’ultima volta. E se ancora dovesse piovere, quando torna? L’ombrello è lì pronto accanto a lei. Gli anni passano, avranno cercato di convincerla a rassegnarsi, a rifarsi una vita, lei così giovane... Ma lei non abbandona la sua speranza, o è la speranza che non abbandona lei. Tornerà, si ripete con un sorriso, tornerà in un giorno di pioggia, e saremo felici, insieme. Passano gli anni, tanti, e lei sempre lì, con il suo ombrello. E i villeggianti , d’estate, diretti al mare, passando davanti alla casa del Galleno, avranno raccontato ai bambini la storia, e indicando l’ombrello e la signora con i capelli bianchi, poverina, matta per amore. Poi un giorno sparì, la casa cambiò aspetto, da rurale diventò civile, perse tutto il suo fascino e la sua leggenda. Ma sempre, passando da quelle parti, immancabile ci prende il ricordo. Il pensiero corre a lei, all’ombrello, all’amore che, quando è infinito, porta qualche volta alla follia. Si continua a raccontare ai nostri figli questa storia, anche se la casa non si riconosce più.... Sapete, bambini, qui una volta c’era una signora con l’ombrello.......(di Paolo Pianigiani)
Tendi
la
tua
mano
al
povero
Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa in cui siamo invitati a mettere una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. Un piccolo-grande impero della carità, costruito a partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.
Un fiore sulla tomba della Donna alla finestra (di Franco Polidori)
La storia della donna alla finestra, la vecchina del Galleno, un tempo giovane che attese il suo grande amore per lunghissimi anni. Il fidanzato era partito per la guerra, senza mai più fare ritorno. Una storia che ha appassionato molti lettori. Ma quesito importante, dov’è sepolta? C’è la possibilità di posare un fiore anche piccolo sulla sua tomba? Oppure La Donna alla finestra è in un ossario anonimo di un cimitero? Si. Ma quale cimitero: quello del Galleno, di Fucecchio, di Castelfranco, di Santa Croce, oppure riposa a Altopascio dove molte volte la Donna alla finestra si recava a piedi nel giorno del mercato settimanale? Ma quelle erano uscite rapide, repentine. Ecco perché chi la vedeva con il suo ombrellino nero anche nelle giornate soleggiate, notava il suo passo svelto. Doveva rientrare a casa dopo il mercato e tornare al suo posto.... alla finestra.
Magari il suo fidanzato sarebbe tornato e lei doveva essere pronta a accoglierlo. La sua figura è diventata leggendaria. La gente si soffermava a vederla, là alla finestra della casa al Galleno. Quella figura minuta con lo sguardo sempre rivolto all’orizzonte. Di notte alla finestra con una candela accesa. Un punto di luce di riferimento per lui. C’è chi dice che preparava i pasti per due persone. Perché anche se lui era partito, doveva essere sempre presente. Accanto a lei, vicino a lei. Ma la donna alla finestra non lo vide più nonostante la lunghissima attesa. Poi in un giorno di pioggia anche lei si spense e lasciò la vita terrena, ma fino all’ultimo tenne accesa la speranza di poter rivedere il fidanzato. Non accadde. Anche quando esalò l’ultimo respiro. Pensò sempre a lui e disse chiudendo per l’ultima volta gli occhi: «Quando tornerà, mi porterà un fiore sulla mia tomba..» Si. Ma dove?
Domenica 28 agosto festa dei donatori di sangue locali fratres. Cerchiamo di riportare un pochino di normalità con le tradizioni ormai consolidate nella vita del volontariato di Villa Campanile, come la festa dei donatori di sangue fratres. Il programma prevede, alle ore 10,00 solenne messa in onore di tutti i donatori di sangue, finita la funzione religiosa, corteo con omaggio floreale al monumento dei caduti di tutte le guerre, in onore a coloro che con il proprio sangue, versato per noi. Verso le ore tredici convivio per donatori villesi e simpatizzanti fratres, ovviamente con un piccolo contributo, questi ultimi per ulteriori informazioni potete contattarci ai seguenti numeri 3476592845 Giuseppina oppure al 3922927089 Giovanna. Grazie dell’interessamento, rinnoviamo l’invito è la speranza di unirvi ai donatori di sangue, abbiamo bisogno di rimpiazzo, perché gran parte di noi ha una certa età, diventate donatori, perché sicuramente qualcuno, che non conoscete (e questo è il bello della donazione) ha bisogno di tale derivato, salvandogli oppure migliorandogli la vita futura. Giovani, meno giovani, maturi, qualsiasi sia la vostra età. Inoltre il sei e sette agosto saremo ospiti della canonica, insieme alla nostra celeberrima pesca di beneficienza, in concomitanza alla festa del contadino, organizzata dalla pro loco paesana, perciò intervenite numerosi. Grazie ed arrivederci a tutti, il consiglio dei fratres donatori di sangue di Villa Campanile