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Anno LX n° 06 novembre-dicembre 2022
www.parrocchiadiorentano.it
L’Araldo Villa Campanile
di
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa) don Sergio Occhipinti tel 348 3938436 - Don Roberto Agrumi 349 2181150 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
email parrocchia roberto.agrumi@alice.it - Abb. annuo€ 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa)
oppure Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370
Carissimi fedeli, con domenica 27 novembre, siamo già entrati nel tempo di avvento, che ci porterà a celebrare il nuovo santo Natale.
Un tempo di avvento, quest’anno un po’ particolare, perché vedrà il nostro vescovo Andrea entrare nella diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro e l’ arrivo delle nuove suore carmelitane, nel convento accanto alla chiesa, come servizio alla casa di riposo e poi, a tempo pieno, nel costruendo ospedalino. Da parte mia, continuerò ad essere tra voi fino al 19 febbraio 2023, perché il vescovo ha stabilito per quella data il mio ingresso nelle nuove parrocchie di Larciano (PT) e Cecina di Larciano. L’ Avvento come tempo liturgico in preparazione al Natale, con le novene e la nostra partecipazione alle messe ed alla vita di parrocchia. Un invito, quindi, ad essere sempre presenti ed a ringraziare il Signore anche per il nuovo priore don Paolo Barnini, che verrà a sostituirmi domenica 26 febbraio. Con l’arrivo delle nuove suore carmelitane, saranno così presenti, ad Orentano, tre ordini di suore, una vera manna del Signore.
Accogliamole con gioia e preghiamo il Signore che continui a mandare operai per la sua messe.
Preghiamo anche per le vocazioni alla vita sacerdotale e diaconale. Affidiamoci tutti alla santa Vergine Maria, madre della chiesa e madre nostra
vi benedico tutti, vostro don Sergio
Il nuovo priore di Villa Campanile sarà don Paolo Barnini, attualmente priore in Selvatelle, comune di Terricciola. Entrerà in possesso delle parrocchie di Orentano e Villa Campanile, domenica 26 febbraio 2023. Don Paolo è nativo di Ponsacco (30-01-1965) ed è stato ordinato sacerdote il 20-03-2011
25 dicembre - Natale del Signore
Oggi è il giorno in cui Dio si fa bambino ed entra nella Storia. Il nostro Salvatore viene per liberarci dal peccato e come buon pastore ci riconduce con instancabile amore al Padre. Il Natale, come la Pasqua infatti, rende presente il passaggio del cristiano dalla morte alla vita con Cristo. Si può affermare che l’oggetto della festività natalizia è il mistero della redenzione, che ha nella Pasqua il suo momento culminante. Nel Natale si tratta solo del punto di partenza dell’opera della salvezza. La celebrazione del Natale suscita sempre delle grandi emozioni nel cuore umano, a seconda della maturità di fede di ognuno
tempo di Natale - orari delle celebrazioni Giovedì 15 dicembre, inizio della novena di Natale, ogni giorno fino a venerdì 23, alle ore 17,00. Domenica 18 dicembre, quarta domenica di avvento, alla messa delle 10,00 tutti siamo invitati a portare doni per poi distribuire ai più poveri, i ragazzi porteranno i loro salvadanai. Sabato 24 dicembre, dalle 15,00 alle 17,00 confessioni, Ore 21,00 santa messa in ricordo della nascita del Signore. Domenica 25 dicembre Natale del Signore s. messa ore 10,00 Lunedì 26 santo Stefano, santa messa ore 10,00 sabato31 dicembre, ore 16,00 esposizione del SS. rosario e benedizione eucaristica.
Ore 17,00 santa messa di ringraziamento e canto del Te Deum. domenica 01-01-2023 santa messa alle ore 10,00. Venerdì 6 gennaio 2023 Epifania dopo la messa delle ore 10,00 sarà distribuita ai ragazzi presenti la calza della befana offerta dal gruppo Fratres, dalla Misericordia e dalla Pro-loco.
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2 commemorato, insieme ad una solenne manifestazione, l’anniversario del quattro novembre, per onorare i caduti di tutte le guerre, coloro che hanno contribuito con la loro vita all’indipendenza dell’ Italia.
Nel riquadro
Ogni anno viene
Il nostro comune sempre presente rappresentato, quest ’anno dall’ assessore Ilaria Duranti, erano presenti anche le associazioni di volontariato paesane, i combattenti e reduci di Villa e Orentano, la pro loco, la misericordia, i fratres donatori di sangue. Dopo la messa e la benedizione della corona di alloro, si è formato il corteo per depositare la corona al monumento dei caduti. Il corteo, allietato dalle note della filarmonica Leone Lotti di Orentano,ha visto, piacevolmente, la presenza dei ragazzi del catechismo, tutti muniti di bandierine tricolori.
Raggiunto il monumento dei caduti, l’assessore Ilaria Duranti ha tenuto un discorso di circostanza.
Questa ed altre manifestazioni commemorative, mi sembra che vadano un pochino nel dimenticatoio del cittadino comune, non dimentichiamoci che oggigiorno viviamo la nostra esistenza insieme ad i vari ’confort,’ chiamiamoli così, lo dobbiamo ad essi, appunto ai caduti in una guerra lontana nel tempo, ma non troppo.
Anche Villa Campanile, purtroppo, piange i suoi caduti che vorrei nominare per non dimenticare: Gino Caponi, Giovacchino Toci, Martino Sevieri, Alberto Toci, Pietro Rovina, Gino Regoli, Francesco Pieri, Claudio Maranzana, Antonio Lazzeri, Pellegrino Lazzeri, Graziano Chimenti, Ugo Lazzeri, Pietro Cantoni, Raffaello Barbieri, Giovacchino Andreotti, Giovanni Andreotti, Aladino Birindelli, Adriano Birindelli, Duilio Barbieri, Walter Barbieri, Aldo Barbieri, Gioiello Casini, Marina Bicchi Cristiani, Oliviero Regoli, Gino Bellandi, alcuni di essi erano dei civili altri arruolati dall’esercito. Grazie a tutti coloro che sono intervenuti alla manifestazione. Ciao dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
Rivolgiamo ancora un appello a donare un poco del vostro tempo, per la causa, donazione del sangue racchiuso in voi, purtroppo tale sostanza ed i propri derivati, il plasma, le piastrine, ma anche il sangue midollare e quello ombelicale, quest’ ultimo appartenenti alle donne in stato interessante e nel dopo parto possono effettuare la donazione, dove sono presenti cellule staminali capaci di generare cellule del sangue da trapiantare, curano pazienti affetti da malattie dello stesso sangue come: leucemie, linfomi che affliggono l’essere umano, pensateci e rifletteteci, la donazione del sangue è indispensabile, per coloro che necessitano di tale prodotto, visto che non possiamo ricrearlo artificialmente in nessun laboratorio. Le piastrine, un derivato del sangue che si avvicina ’assai ’ alla tonalità di colore simile ad una bibita alcolica, ma con altre caratteristiche, curando malattie assai diffuse come: l’aplasia midollare, terapie ad base di chemio.
La procedura della donazione si chiama aferesi e dura circa sessanta minuti. Armatevi di pazienza, se dovete effettuare una donazione di piastrine, la donazione del sangue deve essere una scelta vostra, dell’altruismo vostro, dal profondo del cuore. Noi Fratres non possiamo che aiutarvi nel percorrere tale strada che porta alla donazione in se stessa e divenire donatore. Per informazioni contattare con messaggio WhatsApp, oppure anche telefonando al numero di cellulare 3276603330 Attilio, oppure al 3926230421 Massimo, mi raccomando contattateci. Un sentito grazie dai Fratres villesi a Don Roberto e Don Sergio, che ci danno la possibilità di pubblicare questi piccoli articoletti a favore della donazione del sangue, facendoci conoscere nel nostro piccolo borgo e far conoscere certe tradizioni villesi. Grazie ancora, il consiglio dei Fratres di Villa Campanile.
Cresime 2022 a Villa Campanile - 17 ragazzi, tre maschi e quattordici femmine - eccoli nella foto di gruppo con il vescovo Andrea Migliavacca, don Sergio, don Roberto e Giovanni. Gioele Urbani, Diego Pellegrini, Iacopo Tognetti, Saphira Banci, Martina Mucci, Amelia Caggiano, Claudia Pagani, Martina Taglianetti, Agnese Vannelli, Bianca Paolini, Irene Morini, Aurora Ferri, Francesca Barbensi, Alessia De Bitonti, Valentina Tummolillo, Maria Pia Gargiulo e Vincenza Gargiulo.
Foto PC arte Altopascio
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nella famiglia parrocchiale .......
In data 13 Novembre, XXXIII Domenica del T.O. La Curia Ve dell’Amministratore diocesano Mons. Andrea Migliavacca, del Rev.do don Paolo Barnini a Parroco delle parrocchie di San Lorenzo martire ad Orentano e di San Pietro d’Alcantara a Villa Campanile. L’ingresso nelle nuove parrocchie è fissato per il 26 Febbraio 2023. Il sostituto di don Paolo Barnini a Selvatelle sarà annunciato in seguito. In data 16 Ottobre, XXIX Domenica del Tempo Ordinario, la Cancelleria Vescovile ha reso noto le seguenti nomine che diventeranno effettive con le rispettive prese di possesso delle parrocchie, da programmare nei mesi di Gennaio e Febbraio 2023. A seguito della rinuncia del Rev.do Mons. Angiolo Falchi, il Rev.do Don Raimondo Gueli, già parroco a Montecalvoli, è stato nominato Parroco delle parrocchie di S. Maria Assunta Te re nzomarti re a Collemontanino, dei Ss. Quirico e Giulitta a Parlascio e di Domenica 2 ottobre, Enzo Gambaccini e Graziella Regoli Sant’Ermete martire a Sant’Ermo. A seguito della rinuncia del Rev.do Mons. Bruno Meini e del suddetto trasferimento di hanno festeggiato le nozze d’oro. Si sposarono nella nostra don Raimondo Gueli, il Rev.do Don Sunil Augustine chiesa il 28 settembre 1972 Thottathussery, già parroco a Larciano e a Cecina di Sabato 29 ottobre battesimo di Andrea Del Larciano, è stato nominato Parroco delle parrocchie di San Villano, di Alessio e Chiara Tomei. Padrino Giovanni evangelista a S.Maria a Monte, dei Ss. Giuseppe e Francesco Giorgio e Annunziata Circelli Anna a San Donato e dei Ss. Iacopo e Giorgio a Montecalvoli; il Rev.do Don Sunil Augustine Thottathussery Al piccolo auguriamo di crescere come sarà coadiuvato nel servizio pastorale delle medesime Gesù, in età, sapienza e grazia. Ai genitori parrocchie dal Rev.do don Patrice Nizeye Zimulinda in le nostre più vive congratulazioni. Qualità di Vicario Parrocchiale, che risiederà a Montecalvoli, e dal Rev.do don Marco Casalini in qualità di Collaboratore Storia di una tradizione, made in Villa Campanile, la ricevuta, il Parrocchiale. Infine, a seguito del suddetto trasferimento di cedolino, nel nostro caso, stiamo parlando della riscossione delle luci Don Sunil Augustine Thottathussery a Santa Maria a Monte, il votive del nostro cimitero, sulle tombe dei cari defunti, che purtroppo Rev.do Don Sergio Occhipinti, già parroco a Orentano e Villa hanno lasciato un vuoto in tutti noi. Il nostro cimitero è proprietà della Campanile, è stato nominato Parroco della parrocchia di San Misericordia di Villa Campanile, tale camposanto fu fondato e Rocco a Larciano e di S. Niccolò vescovo a Cecina di costruito dai confratelli alcuni anni orsono. Il primo ad essere sepolto Larciano. La nomina del sostituto di don Sergio Occhipinti a nel cimitero fu un villese di nome Emilio Lazzeri nell anno 1924, sono Orentano e Villa Campanile sarà annunciata in seguito. In data quasi cento anni che la confraternita accudisce il nostro camposanto, 9 Ottobre, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, prendendosene cura, migliorandone i propri servizi. Appunto il L’Amministratore Diocesano, S.E.R. Mons. Andrea cedolino, oppure ricevuta, come la vogliamo chiamare, praticamente la Migliavacca, a seguito della rinuncia di don Giovanni Fiaschi, riscossione del consumo energetico delle lampadine votive, la pulizia, ha nominato il Rev.do Can. Francesco Ricciarelli il decoro del luogo, tale mansione è sempre stata svolta dai volontari, in Amministratore parrocchiale delle parrocchie del Sacro questo caso, esattori della misericordia locale. Una situazione Cuore di Gesù a Ponte a Egola e di San Bartolomeo abbastanza singolare, visto il periodo tecnologico ed innovativo che apostolo a Stibbio. Ha inoltre nominato il Rev.do Don stiamo attraversando, dove il «contribuente» deve recarsi a saldare la Federico Cifelli Vicario Parrocchiale e il Rev.do Don suddetta onoranza, recandosi direttamente al cimitero dagli esattori Massimo Meini Collaboratore Parrocchiale delle medesime confratelli della misericordia. Questa singolare esattoria è una parrocchie. Opportunità per molti villesi, che non risiedono più in Villa Campanile per ritrovarsi e scambiare opinioni, sul proprio territorio, sulla vita di tutti i giorni e sul fare ritorno al loro paese natio. Con le giornate frenetiche e piene di impegni, riusciamo a malapena a salutarci con un buongiorno e una buonasera. Per molti anni questa singolare mansione fu gestita e amministrata dal compianto Ivo Buoncristiani, insieme ad altri confratelli paesani della misericardia locale, purtroppo deceduti nel tempo, anch’essi una tradizione tutta villese, che il progresso non è riuscito ad risucchiare e fare scomparire. In altri cimiteri, quelli comunali e non solo, le luci votive devono essere pagate con i bollettini, recandosi agli uffici postali, oppure alla sedi bancarie, insieme alle leggi burocratiche di oggigiorno e fogli e scartoffie varie. Certamente la misericordia stessa è aggiornata al mondo di oggi, insieme alle varie normative, però questa caratteristica è ormai divenuta quasi abitudine per molti contribuenti delle luci votive, alcune persone che non possono recarsi a saldare il pagamento della luce votiva, la misericordia stessa invia un bollettino postale al destinatario, coloro che in questi giorni sono stati in visita ai propri cari al cimitero di Villa Campanile Hanno potuto notare dei lavori all’interno di esso, come il muro interno ristrutturato ed imbiancato, sono state costruite altre tombe in muratura, entro la fine dell’anno verranno riesumati alcuni defunti in terra comune, perché purtroppo necessitano posti. Il cimitero stesso è un fiore all’occhiello, una piccola soddisfazione per il nostro paese ed i suoi abitanti. Urgono altri lavori di manutenzione e di ristrutturazione, diamo Giovanni Valles tempo al tempo, la misericordia interverrà sicuramente in tempi futuri. Ciao, Attilio Boni, il Ciaba.
Nel riquadro
s c o vi le ha annunciato la nomina, da parte a C a s ci a n a rme, di San Lo
Cimitero news.....
ricordo dei defunti
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La pianta dell’ulivo tra folklore, proprietà curative e sacralità
Quanti proverbi accomuna questo mese autunnale: si invoca la pioggia per la semina (ottobre piovoso, campo prosperoso); si riempiono le botti dopo la prima fermentazione (vino e cantina dalla sera alla mattina); si fanno pronostici (se d’ottobre la foglia sta sul ramo inverno freddo e neve aspettiamo). Questi detti popolari caratterizzano un mese di utili, ricche attività agresti e una particolare previsione meteo che nell’insieme lo distinguono come tempo propiziatorio per i frutti che ci verranno elargiti nelle prossime stagioni. Ricordare solo quanto questi proverbi ci espongono sarebbe però riduttivo, poiché mancherebbe il prodotto più caratteristico di questo mese: l’olio d’oliva, l’alimento più usato dalla nostra cucina e sempre presente sulla nostra tavola.
È in questo mese che abbiamo la completa maturazione delle olive dalla cui polpa estraiamo questo alimento dall’aspetto fluido con un profumo caratteristico ed un colore verde intenso, appena uscito dal frantoio. Le sue proprietà sono ben note: si tratta di un alimento dalle molteplici virtù. Durante l’infanzia contribuisce all’accrescimento corporeo, al processo di «mielinizzazione» del cervello (la maturazione ultima del sistema nervoso centrale per una più veloce ed efficiente veicolazione dell’informazione) e alla formazione delle ossa, con molta efficienza come coadiuvante nella resistenza alle infezioni. Durante l’età adulta è efficace nella prevenzione dei disturbi delle arterie e del cuore, abbassa il livello di colesterolo nel sangue. Ha una funzione antiinvecchiamento per la pelle e per le ossa in quanto è ricco di vitamina E che protegge da decalcificazione, osteoporosi e fratture. Quante importanti proprietà possiede l’olio d’oliva per l’uomo! Chi lo produce? Quale pianta ha questa forza produttiva? È l’ulivo, un albero sempre verde, proveniente dall’Asia minore che vanta nella storia una sacralità, un’immagine solenne per cui è stato circondato di onore e rispetto. È interessante conoscere la sua storia e le attenzioni culturali, religiose che a lui sono state riservate. Ci possiamo avvalere dei passi biblici che richiamano e giustificano la sua «sacralità» simbolica. Nel libro della Genesi abbiamo la prima citazione dell’ulivo, quando la colomba prta a Noé, come segno di pace e di salvezza, un ramoscello d’ulivo,o simbolo di fecondità, benessere, benedizione e riconciliazione tra Dio e l’uomo. L’ulivo è uno dei sette prodotti (frumento, riso, viti, fichi, melograni, miele) simbolo della ricchezza della Terra promessa per il popolo d’Israele e simbolo della sua identità:
«Ulivo verde, maestoso, era il nome che il Signore ti aveva imposto» (Ger 11, 16). Nel periodo post-esilico, l’ulivo diviene segno di speranza, come il profeta Zaccaria manifesta nel presentarci un candelabro d’oro con in cima un recipiente con sette lucerne e sette beccucci per le lucerne, con due ulivi che gli stanno vicino, uno a destra e l’altro a sinistra, rappresentando il re Zorobabele di stirpe davidica e Giosué, sommo sacerdote. Questi due personaggi, definiti «figli dell’ulivo» simboleggiano il sommo sacerdozio e la regalità, che infondono nuova speranza nel
popolo. L’ulivo è presente in diversi Salmi, uno dei quali definisce i figli del credente come «virgulti d’ulivo», perché segno di benessere e ricchezza (Sal 128). La figura dell’ulivo più conosciuta e ricordata è quella che appare negli ultimi giorni di Gesù sulla terra, durante il suo ingresso a Gerusalemme, che viene commemorato all’inizio della Settimana Santa. Gesù è accolto a Gerusalemme, come un re, su tappeti stesi sulle strade e con rami di alberi d’ulivo e di palma.
Prima di morire se ne andò al monte degli Ulivi per pregare. La sua preghiera profonda avviene nel Getsemani che significa frantoio dell’olio: «Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani» (Mt 26,36; Mc 14,32). Nell’agonia del Getsemani Gesù sarà torchiato e spremuto come si spremono le olive. Egli è l’olivo verdeggiante da cui sgorga la pace, la riconciliazione, la resurrezione e dona l’olio del benessere, della benedizioni, della vita. Questi aspetti della «sacralità simbolica» dell’ulivo giungono e si mantengono ancora oggi, sia nella coltivazione sia nel luogo della spremitura delle olive, dove quasi liturgicamente il «frantoiano» gestisce tutto il processo di produzione. È la lui la figura cardine di questa produzione ed a lui è affidato il compito di riconoscere lo stato di salute delle olive, il loro grado di maturazione, le condizioni di raccolta. Più che colpisce, però, di questa figura è la sua «meticolosità» con cui gestisce l’olio, offrendo, forse anche involontariamente, quelle descrizioni bibliche, rivivendo in cuor suo non solo quel tempo storico, ma soprattutto la Passione di Nostro Signore Gesù L’ulivo mantiene nella sua bellezza di albero, quella «sacralità simbolica» che lo distingue dalle altre piante e l’uomo di fronte a questo si inchina in rigoroso rispetto e le sue azioni su questa pianta e sul suo eccellente prodotto sono come preghiere di ringraziamento per il dono ricevuto nella sua completa ricchezza e bellezza di Antonio Baroncini
Te
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n di la tu a mano al povero
La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa in cui siamo invitati a mettere una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, all’amore Un piccolo-grande impero della carità, costruito a partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.