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L’Araldo
Anno LXII n°03 maggio-giugno 2024
di Villa Campanile
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa)
padre Ivan Clifford 333 49 16 789 - Don Roberto Agrumi 349 21 81 150 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
email parrocchia roberto.agrumi@alice.it - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa)
oppure Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370
www.parrocchiadiorentano.it
Madre Teresa dice: «Mi è difficile credere che la gente possa vedere il Corpo di Cristo in un pezzo di pane e non lo possa vedere nelle persone, negli uomini e nei volti».
Ma sarà più facile vedere Dio nel volto di tua moglie che in un pezzo di pane, o no?
Sarà più facile vedere Dio nel volto di tuo figlio che non in un pezzo di pane? Sarà più facile vedere Dio in un tramonto, in uno sguardo intenso, in un dialogo profondo e intimo, in una mano che ti aiuta, negli occhi di chi ha sofferto, che non in un po’ di vino? Un noto predicatore diceva: «Non so se chi ama Dio ami l’uomo. Ma so che chi ama l’uomo, ama Dio». Molte persone non si danno mai, non si concedono mai: se parli con loro non ti fanno mai vedere quello che hanno dentro; altre hanno troppo paura di impegnarsi per qualcosa di vero, di bello.
Altre si giustificano dicendo: «E’troppo difficile». Non riescono cioè a donarsi. Temono di perdersi, di sbagliare e non si danno. E facendo così si perdono. E tra marito e moglie? A che serve condividere il corpo quando neppure ci si parla? A che serve condividere il letto quando non ci si racconta, non ci si apre? Possiamo dire che «stiamo insieme» perché facciamo tante cose insieme, ma non che «siamo insieme», se non c’è comunicazione, se le nostre anime non si incontrano, non si toccano, non si parlano, e se i nostri occhi non si penetrano. Il dono più grande che io genitore posso fare per te figlio mio non è darti i miei soldi, né il mio cognome famoso, né i miei beni, né un’adeguata posizione sociale. Il vero dono è darti ciò che io ho dentro, la mia parte più vera, più profonda; è darti la mia anima, i miei dubbi, le mie paure, i miei slanci. Perché se ti do tante cose ma non me stesso tu non mi avrai mai, tu non mi conoscerai mai, tu non potrai avermi con te nel tuo cuore e nella tua anima. Gesù non ci ha lasciato nulla: non una casa, non un libro, neppure una dottrina, neppure una regola. Gesù ci ha lasciato solo un po’ di pane e di vino da mangiare. «Io sono come il pane e il vino, siate anche voi così». La vita è donarsi: ho bisogno di servire, ho bisogno di alimentare altre vite, ho bisogno che la mia vita produca vita, così il mio morire sarà vitale. Altrimenti è solo morire. Buona Festa del Corpus Domini.
Vostro padre Ivan
Padre Ivan è disponibile, ogni Sabato, per le confessioni, dalle 10,00 alle 12,00 nella chiesa di Orentano 10 Giugno alle ore 21:15 «Conosciamo la Bibbia» lettura e spiegazione della bibbia nella chiesa parrocchiale di Orentano..
26 maggio - prima comunione per Simone , Greta, Emma, Aurora, Massimo, Michele, Alessandro, Alberto, Mia, Elijah, Elisa, Gabriele ,Matteo, Gaia, Tancredi e Tommaso. Eccoli nella foto di gruppo insieme alle loro catechiste suor Trisa e suor Teresa, don Roberto, Padre Ivan e Giovannino
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Pizzeria GiGi
Do il benvenuto a GiGi che ha rilevato la pizzeria da Carlo... poteva investire altrove, ed invece lo ha fatto qui a Villa Campanile.... Sono dell’idea che coloro che investono nella nostra Villa Campanile con le loro attività sia di interesse Campanile...Si è concluso il Progetto paesanosupportarlied «Cerbaie» con la nostra Carla... Sempre incoraggiarli a migliorare e dare bello andare alla scoperta dei tesori della loro la certezza che fanno bene a nostra Via Francigena, assieme ai nostri continuare a rimanere, perchè è sempre meglio un negozio bambini e bambine aperto con la vetrina accesa che una saracinesca abbassata con un’insegna spenta per sempre...Siamo liberi fare acquisti e di andare dove più ci piace, anche al paese accanto o in un’altra provincia, però ricordiamoci sempre del nostro paese, infatti stasera sono andata da GiGi perchè ero al corrente di questo cambiamento, ma vivendo a Roma non c’ero mai stata. Ringrazio tutti i commercianti che con le loro attività rendono viva la nostra bella Villa Campanile. (di Paola Signorini)
Nel riquadro
Scuola Infanzia Villa
Ma del flipper, ne vogliamo parlare?
Fino a venti o trenta di Cristiano anni fa non esisteva bar Roscini in cui non fosse presente e spesso c’era la fila per riuscire a fare una partita. In quello del mio paese lo avevano piazzato di fronte ai cabinati, in una zona in cui c’erano pure il biliardo e un divano: cos’altro potevamo chiedere di più? Io me li ricordo bene, quei pomeriggi. Di solito arrivavo al bar verso le tre, dopo aver pranzato ed essere riuscito a dribblare le domande dei miei riguardo ai compiti da fare. Passavo davanti al bancone per incassare il solito brick di Estathé e poi via di corsa nel nostro ufficio privato, per gustarmi una sigaretta al riparo da occhi indiscreti. Il mio amico Roberto era già lì, lui praticamente viveva al bar: ho sempre pensato che pranzasse con l’imbuto, vista la velocità con cui riusciva a uscire di casa. Grattava qualche moneta da duecento lire dal portafogli di sua madre e tanto bastava per impegnare la giornata: si piazzava davanti al flipper con l’immancabile sigaretta tra le dita e andava avanti così per almeno un’ora, tra avvisi di tilt e i «tac» che annunciavano la vincita di un’altra partita. Quando stabiliva un nuovo record, perché ogni tanto accadeva, celebrava il successo applaudendosi da solo e richiamando l’attenzione dei presenti per mostrare a tutti il suo trionfo. Man mano arrivava anche il resto del gruppo, alla spicciolata, non c’era impegno scolastico che c’impedisse di vederci quotidianamente. Anche se non c’era niente in programma, uscire di casa era una sorta di dovere morale, guai a mancare un solo giorno. «Per noi la compagnia era tutto e più, una necessità»… ed era proprio così, per ciascuno di noi: il bar, gli amici e qualche risata, tanto a studiare ci penseremo più tardi, c’è tempo.
Scuola Infanzia Villa Campanile ... Con grande soddisfazione e emozione, si è concluso il « Progetto Sport e Emozioni». È stata una scoperta muoversi in acqua come dei pesciolini e giocare insieme ai nostri amici della Scuola Secondaria di Orentano.. Autonomia, fiducia in sé stessi, divertimento, questi erano, per noi, gli obiettivi del Progetto che abbiamo pienamente raggiunto. Ringraziamo il Nostro Dirigente Sandro Sodini, l’ Assessora Ilaria Duranti, la professoressa Sabrina Marianelli e gli istruttori della piscina intercomunale di Fucecchio, per averci permesso di vivere questa bellissima esperienza. Da parte nostra grazie alla maestra Barbara Tatini
Quante persiane chiuse ....
Talvolta recandomi a far visita agli amici, per interloquire con essi presso la loro corte dove alloggiano, informandomi dello scorrere della vita e altre chiacchiere, accorgendomi che qualcosa è cambiato purtroppo, le persiane chiuse nelle abitazioni dei propri genitori, un tempo sempre aperte, un brulicare di vita paesana, vissuta nella semplicità e umanità, sana, genuina, profumando di sapori culinari, sempre pronti ad offrirci una loro prelibatezza, come il castagnaccio, le frittelle di riso, la pizza, pane e pomodoro, in qualsiasi tempo dell’anno fossimo. A differenza di questi tempi, quando incontri per strada dei carabinieri e fermandoti per accertamenti dicono: « hai bevuto ?» Loro invece domandavano se avevamo mangiato qualcosa e allora dai, partiva un super assaggio, assai gustoso e gradito , in altre abitazioni manca la melodia, la musica, lo schiamazzare degli animali da cortile, galline, polli, oche e altri animali caratteristici di allora. In alcune abitazioni sono stato ospite delle nuove generazioni, che occupano le residenze di coloro che, purtroppo, adesso sono scomparsi deceduti, una sensazione strana indefinibile quasi surreale, inspiegabile vederla vissuta dalle generazioni recenti cercando di paragonare il passato con il presente. Pensando che tutte queste persiane chiuse possano riaprirsi da un momento all’altro e tutto ritorni ai fasti di un tempo, però purtroppo non succederà, la vita scorre inesorabile per tutti, senza regole ben definite, non replicando niente a nessuno. Tutto questo manca terribilmente oggi, alla generazione degli over, degli anni sessanta e settanta, scomparendo i nostri genitori, ultimi baluardi di una Villa Campanile, che inevitabilmente volge al futuro, senza le serate a giocare a nascondino, li schiamazzi nella corte, smettendo di giocare al pallone, quando la mamma urlava: “ la cena e’pronta “ praticamente avevamo poco e niente, avevamo la spensieratezza, la voglia di stare insieme, felicissimi di poterlo fare, oggigiorno questi passatempi hanno subito un rallentamento, visto il lento chiudersi delle persiane ed riaprirsi alle nuove generazioni. Allora avanti verso il futuro, però quanta nostalgia nel ricordare certi istanti.
Ciao a tutti dal vostro Attilio, il Ciaba.
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nella famiglia parrocchiale .......
Paolo Camillo Signorini 08-05-2014 E così caro babbo con oggi, 8 maggio 2024, sono 10 anni che non ci sei più.... e sono tanti anni che non ci parliamo, non ridiamo insieme, che non litighiamo ... quante liti perchè ero troppo ribelle per te!!!! Eppure alla fine mi hai ringraziato ed eri felice di avere una figlia così ribelle, Ti h o accompagnato fino al tuo ultimo respiro e ti ho consegnato nelle mani di nostro Signore... Grazie di essere stato un bravo padre, mi hai insegnato tantissimo e te ne sarò sempre grata e finché vivrò tu vivrai in me... (Paola)
Nel riquadro
ma sempre presente.
Ritiro, a Cerretti, assieme alla parrocchia di Orentano, per i ragazzi che prossimamente riceveranno, per la prima volta, il Corpo e il Sangue di Cristo Ci hanno preceduto 2 giugno Corpus Domini: alle ore 09,30 Visita ai Santa Messa e processione. Dopo la malati e agli alla casa del Padre processione rinfresco preparato dai 5 maggio anziani : parrocchiani e dalle famiglie dei bambini del Giuseppa Contei lunedi 3 e catechismo. Il percorso della processione ved. Ugo Colonnata Chiesa – Via Dori – fino a piazza Pertini – via martedi 4 di anni 71 Dori – chiesa. Ordine della processione: lo dalle ore 9 aprile stendardola croceil popolole 09.30 alle Gianfranca Sani associazioni paesane con il loro stendardoil ved. Adriano Briganti ore 12.30 coro parrocchiale- i bambini e i ragazzi e le di anni 92 ragazze del catechismoil bambini della 2 8 giugno 24 marzo Prima Comunione in veste bianca – il l’ultimo Cesare Tintori Santissimo. Vorrei ringraziare ed invocare la vene rdìdel di anni 92 benedizione del Signore, per coloro che si messe. Alle sono impegnati nel servizio della parrocchia, ore 21,00, nella chiesa di Orentano coloro che hanno partecipato e organizzato e contribuito per stare insieme e pregare il S. Rosario- 21:30 S. Messarosario e celebrare l’Eucaristia nelle corti e Adorazione – la preghiera per la per la Prima Comunione .
Liberazione e la Guarigione QUANDO MUORI Quando muori, non preoccuparti del tuo corpo... i tuoi parenti faranno tutto il necessario secondo le loro possibilità. Ti toglieranno i vestiti, ti laveranno, ti vestiranno, ti porteranno via di casa e ti porteranno al tuo nuovo indirizzo. Molti verranno al tuo funerale per «addio».
Alcuni cancelleranno gli impegni e salteranno persino il lavoro per andare al tuo funerale. I tuoi averi, anche quello che Franco Galligani Graziella Barbieri non ti piaceva prestare, saranno venduti, regalati o bruciati. Le 21-11-2019 27-12-2011 tue chiavi, i tuoi attrezzi, i tuoi libri, le tue scarpe, i tuoi Mia dolce Mamma, una parola che ha vestiti.. E stai sicuro che il mondo non si fermerà a piangere per te. L’economia continuerà. Molti significati, ma anche poesia Nel tuo lavoro, sarai sostituito. Qualcuno con le stesse o migliori capacità prenderà il tuo pura...In Mamma c’è amore sentimento posto. I tuoi beni andranno ai tuoi eredi... E non dubitare che continuerai ad essere citato, amicizia dolcezza e maestra di vita. Io e te giudicato, interrogato e criticato per le piccole e grandi cose che hai fatto nella vita. Le siamo sempre state una cosa sola, non persone che ti conoscevano solo per il tuo viso diranno: Povero uomo o donna! O lui o lei si come tanti dicono morbose, ma il nostro divertiva molto! I tuoi amici sinceri piangeranno per qualche ora o qualche giorno, ma poi cordone era tagliato ma è stato sempre un torneranno a ridere. Gli «amici» che ti tiravano alle pachanga, si dimenticheranno di te più filo invisibile che ci teneva legate, anche velocemente. I tuoi animali si abitueranno al nuovo padrone. Le tue foto, per un po’ di quando siamo state lontane. Mi hai dato tempo, rimarranno appese al muro o continueranno su qualche mobile, ma poi forse forza anche quando ero lontano da te, saranno conservate in fondo a un cassetto. E vivremo solo nel ricordo di coloro che ci talmente vicine con il pensiero, che hanno amato. Qualcun altro siederà sul tuo divano e mangerà al tuo tavolo. Il dolore appena alzavamo il telefono eravamo già profondo a casa tua durerà una settimana, due, un mese, due, un anno, due... Poi sarai in linea, coincidenza o pura casualità? Chi aggiunto ai ricordi e poi la tua storia è finita. È finita tra la gente, è finita qui, è finita in lo sà, ma per me amore allo stato puro. Ora questo mondo. Ma inizia la tua storia nella tua nuova realtà... nella tua vita dopo la morte. Che non ci sei più, vorrei prendere il La tua vita dove non hai potuto trasferirti con le cose di qui perché poi, andando via, hanno telefono per poter ascoltare la tua voce, perso il valore che avevano. Corpo, Bellezza, Aspetto, Cognome, Comodità, Credito, sentire un tuo consiglio, sentirmi dire"
Stato, Posizione, Conto bancario, Casa, Macchina, Professione, Titolo, Diplomi, amore che stai facendo?«,invece non è Medaglie, Trofei, Amici, Luoghi, Coniuge, Famiglia...Nella tua nuova vita avrai solo possibile, sono passati già un anno e bisogno del tuo spirito. E il valore che hai accumulato qui, sarà l’unica fortuna su cui quattro mesi domani dalla tua scomparsa, contare lì. Questa fortuna è l’unica che prenderai e accumulata durante il tempo in cui sei e ogni giorno istante della mia vita il mio qui. Quando vivi una vita di amore verso gli altri e in pace con il prossimo, stai pensiero è rivolto a te, aiutami sempre nel accumulando la tua fortuna spirituale. Per questo cerca di vivere pienamente e sii felice affrontare la mia vita, grazie per essere la mentre sei qui perché: »Da qui non prenderai quello che hai. Prenderai solo quello che hai mia mamma, Ti amo all’infinito la tua dato. (Angelica Bonaita) bimba Gloria
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Stiamo cercando di reclutare nuovi donatori, con qualsiasi mezzo e località, mare, monti, piazze, condomini, come potrete intuire dalla foto, donatori pronti a donare il sangue, oppure riattivare coloro che al momento sono fermi. Magari hanno donato in passato, per motivi di salute, sperando di averli risolti per mancanza di tempo, di voglia, conoscenza, timore, cercarli ed invitarli a ritornare a donare, che non è mai troppo tardi. Allora abbiamo messo in moto la nostra inventiva e caparbietà e non solo, anche le nostre mitiche vespe, rosso sangue, altreché noi volontari, che non ci spengiamo mai, siamo sempre sulla ricerca del nettare rosso, nettare di vita per tutti, appunto siate consapevoli nel donare un pochino di sangue, che scorre libero e potente nelle vostre vene, linfa vitale per voi e per coloro che necessitano di tale sostanza insostituibile, trovandosi in qualche corsia ospedaliera, o in strutture ambulatoriali di conseguenza, non indugiate affrettatevi, voi che godete di buona salute, avvicinatevi e muovete un passo in avanti e porgano il loro braccio «non per simulare il gesto dell’ombrello» bensì bel recarsi in qualche centro trasfusionale dove gli addetti, cioè dottori e infermieri, preleveranno il ’nettare rosso’ ed i suoi derivati che scorre impetuoso nelle vostre vene. Qualcuno godrà del gesto umanitario altruista, certo dobbiamo trovare il tempo necessario per recarsi presso tali centri trasfusionali, dove tutti corriamo dietro a problemi giornalieri, settimanali e mensili, ad avvicinarsi alle varie associazioni di volontariato della donazione del sangue, perché la vita può cambiare da un momento all’altro, per tutti e necessitare di tale prodotto salvavita, noi stessi indaffarati nelle nostre vite. Sicuramente dovremo rivedere l’opinione sulla donazione del sangue, che non viene prodotta in fabbrica in serie come, automobili, motorini ecc, ecc. Il nostro, perfetto, corpo umano lo produce, a sufficienza per tutti i bisognosi, fatevi avanti, non indugiate, affrettatevi, unitevi ai Fratres donatori di sangue locali sapremo guidarvi attraverso le varie tipologie del sangue. Per ulteriori informazioni inviateci un messaggio wattsapp al 3276603330 ATTILIO oppure al 3926230421 MASSIMO, un appello per coloro che volessero omaggiarci di gadget statuine centrini e tutti qualsiasi oggetto riteniate adatto per la pesca di beneficenza sicuramente sarà ben accettato rivolgendosi ai numeri di telefono sopracitati grazie sino da ora, i Fratres di Villa Campanile.
La Fratres è un’associazione di ispirazione cristiana che crede nell’importanza della donazione come gesto di solidarietà e generosità. Si avvale di volontari, persone impegnate, preparate, attente agli altri. La donazione è un atto volontario, anonimo, periodico, gratuito e soprattutto responsabile. E’ un piccolo gesto che rende grandi. Per tutti noi che abbiamo a cuore la vita, la donazione è un gesto di vita. La Fratres dedica il suo impegno a chi crede nella forza della donazione. E’ gente autentica, che si rimbocca le maniche, che fa la sua parte.
Nasce nel 1971 come Ente morale, con l’obiettivo di invitare la gente alla donazione anonima, gratuita, periodica e responsabile del sangue, del sangue midollare e degli organi. La Fratres è un’associazione approvata da un decreto ministeriale del 1994, e si avvale di volontari, persone impegnate, attente alle problematiche dei propri simili e soprattutto preparate. Il lavoro preliminare è, infatti, l’informazione circa l’importanza della donazione e il superamento di quelle piccole paure e resistenze che ci bloccano davanti ad un gesto così semplice eppure così solidale. Sì, perché la fraternità costituisce il fondamento di questa Consociazione, che opera per la tutela della salute dei donatori e dei riceventi. La Fratres sviluppa un’azione permanente a tutti i livelli della vita sociale, specialmente nel mondo giovanile e studentesco, per la diffusione dell’educazione sanitaria e per la formazione della cultura del dono. Tutto questo seguendo il progresso e l’aggiornamento scientifico nel campo trasfusionale, contribuendo ad uno sviluppo più intenso della ricerca e della utilizzazione del sangue e dei suoi derivati e favorendone il buon uso. Ora anche tu sei chiamato a condividere questo risultato, perché lì fuori c’è qualcuno che aspetta di tornare a vivere con tutta la sua forza. E con un po’ della tua.
Tendi la tua mano al povero La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi C’è una cesta all’ingresso della chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, all’amore. Un piccolo-grande impero della carità, costruito a partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno
Amarcord.....
Qualche tempo fa diciamo, a Villa, due rioni si sfidavano calcisticamente, la Botteghina in maglia giallorossa e Villa centro, in maglia bianco blu, naturalmente finita il match calcistico, tutti insieme in una mega mangiata e sfottò a gogò, riuniti sotto un unica bandiera, quella di Villa Campanile. Storie di altri tempi, ma di amicizia vera, esistente ancora come allora. Ciao da Attilio Boni, il Ciaba