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L’Araldo
Anno LXII n°05 settembre-ottobre 2024
di Villa Campanile
Bollettino della parrocchia san Pietro d’Alcàntara in Villa Campanile diocesi di s. Miniato (Pisa)
padre Ivan Clifford 333 49 16 789 - Don Roberto Agrumi 349 21 81 150 aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972 -Direttore responsabile don Roberto Agrumi
email parrocchia roberto.agrumi@alice.it - Abb. annuo € 15,00 sul c.c.p. n° 11148566 - int. a Parrocchia s. Pietro d’Alcàntara - via Pini 2 - 56022 Villa Campanile (Pisa)
oppure Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370
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Il mese di ottobre è particolarmente dedicato al Santo Rosario e alle missioni, l’unione delle due cose è santa e salutare. Il mese missionario ci ricorda “la perenne validità della missio ad gentes, la missione data alla Chiesa dal Signore risorto di evangelizzare ogni persona e ogni popolo sino ai confini della terra. Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, anche per i frutti di carità che produce, tra cui il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del 19 ottobre mondo; di testimoniare le beatitudini nella vita di ogni giorno. Nel s. Pietro d’ Alcàntara mese di ottobre la comunità parrocchiale di Villa Campanile celebra la patrono di festa del loro patrono: San Pietro d’Alcàntara. Iniziamo l’anno Villa Campanile pastorale e anche il catechismo per i bambini con la festa del Santo Patrono. Il catechismo è come cucinare e l’ Eucaristia (la messa e i sacramenti) è come mangiare. Se noi cuciniamo e poi non mangiamo a che serve cucinare? Così come il catechismo, se veniamo al catechismo e poi non veniamo alla messa è inutile. Se non veniamo al catechismo per un motivo valido, cerchiamo venire alla messaquesto è catechismoperché là ascoltiamo la parola di Dio, il sacerdote spiega la parola di Dio e poi ringraziamo il Signore. La celebrazione eucaristica è azione sacra in risposta al comando del Signore: «Fate questo in memoria di me». Perciò è da dire che non sono corrette le espressioni come: «dire la Messa», «ascoltare la Messa», «prendere la Messa», tanto meno «vedere la Messa». Perciò più corretta é «celebrare», quindi partecipare attivamente: cantando, dando risposte, fare i gesti, sono comprese anche le azione e le processioni; quella del sacerdote che, insieme al diacono e ai ministri, si reca all’altare; quella del diacono che porta all’ambone l’Evangeliario o il libro del Vangelo; quella con la quale i fedeli presentano i doni o si recano a ricevere la comunione. Ringrazio tutti i catechisti e le catechiste e i genitori che sono fatti avanti a testimoniare con la parola la vita l’amore di Dio e trasmettere ai bambini il dono inestimabile della fede e dell’amore.
Ringrazio il diacono Don Roberto Agrumi, Simone Benedetti che gestisce la Proloco e Massimo e Attilio del gruppo Fratres e la Misericordia. Invochiamo la divina benedizione attraverso il nostro Patrono San Pietro d’Alcantara sulla nostra parrocchia, sui nostri parrocchiani e sui nostri bambini. Buona Festa. Buon catechismo. Vostro padre Ivan
2 e 9 ottobre
Venerdì
25 programma: comunione e visita ottobre ore 21.00 Sabato 19 ottobre S. Rosario, alle ore 0re 17,00 s. messa agli anziani e malati 1° Novembre tutti i Santi: S.
21.30 S. Messa, Domenica 20 ottobre Messe alle ore10:00 in chiesa. Al 14 ottobre alle ore Adorazione , le ore 10,00 s. messa Cimitero ore 14.30 S. Rosario e 21:15 «Conosciamo la preghiere per la ore 17,30 s. messa Bibbia» lettura e 15:00 S. Messa . Al termine la guarigione e per la solenne, al termine spiegazione della benedizione delle Tombe. Liberazione e la processione, alle bibbia nella chiesa 2 Novembre tutti i fedeli defunti. Benedizione 19,00 circa tutti a parrocchiale di Alle ore 10:30 S. Messa al (chiesa Orentano) cena, al Quercione, Orentano.. cimitero offerta dalla pro-loco 6 ottobre l’inizio del Padre Ivan è disponibile, ogni catechismoiscrizione la processione 13 ottobre durante la Sabato, per le confessioni, dalle durante presterà servizio la messa delle 10,00 il 10,00 alle 12,00 nella chiesa di filarmonica Leone Lotti Mandato dei Catechisti e di Orentano Orentano benedizione dei bambini.
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2 Giornata insolita ed euforica da ricordare, domenica primo settembre per Villa Campanile, i Fratres, donatori di sangue locali, hanno festeggiato i primi cinquantacinque anni di attività e del volontariato paesano e non solo, come le varie iniziative folkloristiche locali, la divulgazione sulla donazione del sangue ed i propri derivati. La manifestazione ha avuto inizio, come da consuetudine, con la messa delle ore dieci, celebrata da padre Ivan, coadiuvato da don Roberto. Insieme alle varie associazioni Fratres ed anche dei paesi limitrofi, piccola sfilata in direzione di piazza Sandro Pertini per inaugurare una panchina rossa sulle antiviolenze di qualsiasi genere in special modo delle donne, di seguito omaggio floreale a forma di cuore a coloro che hanno versato il sangue per la patria e, grazie anche ad essi, che oggi i Fratres festeggiano tale evento. Di seguito tutti al convivio al ristorante l’Oasi del lago di san Donato Pisa. Sono stati premiati i vari donatori per le loro donazioni effettuate:
Per la prima donazione sono stati omaggiati di una pergamena ricordo e una mascotte, un peluche a forma di squalo di nome Artemisia, la squaletta donatrice di speranza in un futuro migliore. Giulia Cappelli, Gioele Rasea, Manuel Tonfoni tutti per la prima donazione, con dieci Maria Radesca, con venti Alessandro Lazzeri, con trenta Massimo Morelli, con quaranta insieme ad una medaglietta d’argento Roberto Serra, con sessanta e medaglietta d’argento Armando D’Andrea, con settanta e medaglietta d’argento Elena Funaro, una pergamena speciale per la nostra fotografa ufficiale della manifestazione, nonché villese doc, Paola Signorini, in seguito lotteria e premi per i più fortunati. Ritornando alla panchina rossa è stata ubicata nella centralissima Piazza Pertini di Villa Campanile, dove tutti possono ammirarla ed usufruirne in virtù dello stile assai caratteristico e insolito, hanno partecipato anche le autorità comunali, insieme al nostro primo cittadino Fabio Mini, la Lilit, lo sportello di ascolto con sede in Orentano presso la Croce Bianca, dove le donne in difficoltà possono trovare assistenza, telefonando, oppure contattando telefonicamente il numero 1522. Speriamo possa essere un invito a riflettere a non commettere nessuna violenza in assoluto a nessuno, qualcosa che resterà in futuro alle nuove e anche alle meno nuove generazioni, come ha sottolineato il presidente Massimo Morelli, il colore rosso, di tale panchina, è stato scelto per rappresentare il sangue versato dalle vittime di femminicidio, nella vicinanza di alcune panchine, possiamo trovare un paio di scarpe da donna, anch’esse rosse, il loro significato è delle donne uccise a Ciudad Juare, in Messico, il ventidue agosto 2009, un artista, Elina Chavet, realizzò, collocando trentatré paia di scarpe rosse femminili, quante erano le vittime ditale femminicidio. In Italia, nel 2004 a Torino, il venticinque novembre venne ricordata ed inaugurata una panchina rossa. La realizzazione della suddetta panchina è tutta made in Villa Campanile, i Fratres rinnovano l’appello a chi vuole aderire all’associazione e donare un pochino di sangue, si faccia avanti, non indugiate, per informazioni telefonate oppure inviate un messaggio whatsapp al numero 3276603330 Attilio, oppure al 3926230421 Massimo. I Fratres ringraziano la varie attività commerciali di Villa Campanile e paesi limitrofi, che con il loro buon cuore hanno donato i vari premi della lotteria. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito per la buona riuscita della festa .. l consiglio dei Fratres di Villa Campanile.
cinquantacinque anni di Fratres la panchina rossa
Parrocchie di Orentano e Villa Campanile in pellegrinaggio nei luoghi del Santo di Pietrelcina.
I giorni 13, 14 e 15 settembre si è svolto il pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio, la prima tappa è stata a Pietrelcina da dove tutto ebbe inizio e terra che ha dato i natali al Santo. Abbiamo celebrato la santa messa nella chiesa madre di Santa Maria degli Angeli, dove si venera la Madonna della Libera patrona di Pietrelcina, successivamente abbiamo visitato la chiesetta di Sant’Anna dove Padre Pio è stato battezzato infine visitato la casa natale di Padre Pio e la stanza/studio dove il santo aveva i suoi combattimenti con il demonio, dopodiché nel tardo pomeriggio abbiamo proseguito il nostro viaggio per San Giovanni Rotondo. Le successive mattine abbiamo assistito nella chiesa di San Pio alla santa messa concelebrata da Padre Ivan, il quale con la sua presenza è stato fondamentale per la buona riuscita di tutto il pellegrinaggio.
La presenza spirituale di San Pio in quei luoghi è palpabile soprattutto quando ci avviciniamo al Sacramento della riconciliazione, Lui che è stato confessore instancabile e lì presente nel confessionale. Abbiamo visitato a Monte Sant’Angelo «la Celeste» Basilica Santuario, l’unica non consacrata da mano umana ma direttamente da San Michele Arcangelo ed abbiamo assistito alla santa messa nella grotta stracolma. Le pietre e grotte di questo luogo custodiscono la sua Santità e ce ne accorgiamo mano a mano che scendiamo la scalinata per addentrarsi nel cuore antico della Basilica fino ad arrivare alla grotta dove sotto la statua di San Michele Arcangelo posta sull’altare della stessa è custodito l’altare originario in pietra dove è impressa l’impronta del piede del Principe delle Milizie Celesti. Per concludere prima del nostro rientro abbiamo visitato il santuario della Madre di Dio Incoronata di Foggia, dove devoti e pellegrini si ungono con fede e devozione la fronte con il segno della croce nell’apposita cappella dell’unzione, prima di salire la scalinata per venerare l’antica e taumaturgica statua della Madonna. È un gesto semplice ma sempre compiuto con rispetto e sincera venerazione per impetrare dalla Madre celeste grazie e conforto. Sono stati tre giorni intensi, un’esperienza davvero bella e che ti arricchisce, siamo stati veramente in comunione gli uni con gli altri, un ringraziamento a tutti voi, nessuno escluso, per la vostra preziosa presenza, ritorniamo ognuno alle proprie case più sereni e carichi per affrontare con le armi della fede la vita di tutti i giorni, Buon Cammino a tutti. (Milo)
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nella famiglia parrocchiale .......
MATRIMONIO 8 settembre si sono uniti in matrimonio nella chiesa di Orentano Stefano Orsi e Claudia Nannini Purtroppo un’ altra villese ha lasciato questa vita terrena, Amelia Daviddi, vedova di Felio Benedetti, meglio conosciuto, nel nostro piccolo paese, come ’Siena’. Visto le origini prima di accasarsi a Villa Campanile nel lontano 1962, insieme anche alla figlia Luciana.
Amelia, donna gentile ed affabile, semplice dai modi garbati e socievoli con tutti, purtroppo gli ultimi anni della sua vita, una malattia subdola e inguaribile l’hanno allontanata dalla vita vera, e dalla propria famiglia e a noi villesi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerla, mancherà tanto.
Ricordo di Luano
Il catechismo, per tutte le classi, avrà inizio Domenica 6 ottobre, dalle 11,00 alle 11,45 Come pubblicato nel numero scorso, se lo avete letto, il vescovo ha deciso che la cresima si faccia al termine della seconda media. Pertanto quest’ anno non ci sarà la Cresima. Ci sarà il prossimo anno.
Amelia Davitti
Ci hanno preceduto alla casa del Padre 22 luglio Maria Saturnino ved. Valles di anni 90 3 agosto Pietro Palizzotto di anni 66
Non bisogna ricordarsi dei compleanni e fare festa, ma anche degli anniversari di coloro che hanno lasciato questa vita terrena.
3 settembre Mi ricordo di Luano Bandini, Amelia Davitti conosciutissimo a Villa Campanile ved. Benedetti e nei paesi limitrofi. Dal quel di anni 93 quindici ottobre duemila dodici, lasciando tutti costernati dalla dipartita improvvisa e inaspettata, lasciandoci orfani del tuo sapere intellettuale, di porti alle persone in modo garbato e brillante al solito tempo. Tutte queste qualità sono venute affievolendosi dopo la scomparsa dell’amato figlio Stefano, motivo di orgoglio della sua vita, sopravvivere ai figli, non dovrebbe capitare a nessuno, però la vita è una cosa inspiegabile, con una logica tutta sua, incomprensibile e così deve essere accettata. Dal 2004 al 2009 ricoprì la carica di governatore della Misericordia locale, dimostrando di essere all’altezza dell’incarico assunto, svolgendo con intelligenza e sagacia tale impegno, i confratelli ti ricordano per le doti umane dimostrate e per il lavoro svolto negli anni orsono, dove operano nel proseguo del cammino da te intrapreso. Grazie Luano!
I confratelli della Misericordia di Villa Campanile.
3 agosto Pietro Palizzotto di anni 66
Ricordo di Francesco della Maggiore, fondatore dell’Avis di Staffoli.
Non era semplice rintracciare Francesco. Se (come spesso succedeva) non rispondeva al telefono e a casa non c’era, poteva essere soltanto in due posti: nella valle o all’Avis. Se era nella valle lo vedevi da lontano, scendendo la strada di Ferretto: il cancello era aperto e la macchia rossa (negli ultimi tempi bianca) del Porter si staccava inconfondibilmente dal verde dell’erba. Anche lì, spesso, era a preparare qualcosa per l’Avis: raccogliere i sapori per la cucina, costruire qualcosa con il legno come lui sapeva fare, prendere qualche arnese per andare a fare qualcosa lassù. Già, lassù. Perché chi vive l’Avis da dentro basta dire «lassù» per indicare il centro Avis, dove si fanno le feste. Lassù Francesco ci ha passato tanto tempo, tanta vita. Fondatore, a lungo donatore, per sempre avisino dentro nell’organizzazione delle feste. Non solo: muratore e tuttofare d’altri tempi, ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione del Centro Avis come lo conosciamo oggi. Un carattere schietto, forte e senza peli sulla lingua. Non ci voleva molto per discutere con lui. A volte si arrabbiava tanto e andava a casa. Poi passava un ora e lo vedevi ritornare, calmissimo, e tutto era passato.
Sempre pronto alla risata e alle battute, sono memorabili le feste invernali e le gite in sua presenza. Indimenticabili anche le ultime scenette che abbiamo realizzato con lui, e quelle fatte per la Festa della Carità. La sua vita, la sua storia, è un tutt’uno con la nostra e ci piace pensare di trovare ancora una volta il Porter lassù, parcheggiato davanti la cucina o dietro la pizzeria, e lui intento a preparare le sue famose patate al forno. Lassù. Si, lassù Francesco.
Ancora, stavolta ancora più su. Alziamo gli occhi verso il cielo e vediamo un puntino rosso in più: è il Porter. Si, Francesco è lassù.
Giovanni Valles 06-12-1995
22 luglio Maria Saturnino ved. Valles di anni 90
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3 agosto (presso la pro-loco)
Tendi la tua mano al povero Non mangiava da più di 12 ore, vagava da sola a passo lento per le strade di Torino. Al mattino era andata in banca per ritirare i soldi per la spesa, ma, al momento di prelevare, si è accorta che il conto era completamente vuoto. Quattro agenti le sono accorsi in aiuto, a loro ha detto: - ho bisogno di mangiare qualcosa… Un colpo al cuore per gli agenti che le hanno subito comprato il suo piatto preferito. Pollo arrosto con patate, e le hanno fatto la spesa riempiendole il frigorifero. La nonnina novantenne li ha ringraziati con un sorriso per averla sfamata e dato un po’ di calore. Come lei sono tanti gli anziani che vivono nella solitudine, nella speranza di reperire quei pochi soldi che tolte le spese, bastino per sopravvivere. La povertà è una realtà sempre più dilagante nel nostro paese. Ma non si muore solo di fame, anche di solitudine. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose!
Eccoci qua, siamo sempre gli irriducibili e romantici Fratres donatori di sangue di Villa Campanile, ospiti della festa del Contadino, nel giorno di sabato tre agosto, anch’essa una manifestazione popolare organizzata dalla proloco paesana. Abbiamo allestito uno stand nello spazio festa, cercando di reclutare ed invogliare nuovi donatori di sangue, salvavita per noi esseri umani mortali, pubblicizzando tale volontariato, iniziando magari dai pargoli, futuri donatori, offrendo loro palloncini gonfiati ad aria, cercando di sensibilizzare anche babbo, mamma, zii, ad avvicinarsi alla donazione. In nostro aiuto è accorso il pagliaccio Arturo, che dona speranza e futuro. Come sarebbe il mondo, senza le varie associazioni di volontariato, qualsiasi esse siano nel sociale, nel sanitario etc etc.
Nelle piccole e grandi necessità, superando inefficienze burocratiche di ogni genere, meglio così, non indaghiamo, lasciamo come’ in questo momento. Un grazie a tutti coloro che sacrificano il loro tempo, magari sottraendolo alle proprie famiglie, adoperandosi per tali esigenze, bravi, bravi. Bravi. La mattina successiva, dopo la messa delle dieci, quest’ anno celebrata all’ aperto nei locali della Festa del Contadino, messi a disposizione dalla proloco, al raduno degli amanti delle macchine agricole, per lo più trattori, di ogni epoca e dimensione.
Anche i Fratres, hanno partecipato, insieme al loro caratteristico folklore, addobbando alcuni mezzi con bandiere e con il logo Fratres, reclamizzare la donazione del sangue cercando di rimuovere le vostre titubanze e perplessità, per reperire nuovi donatori con qualsiasi mezzo e strumento. Cercheremo sempre e ovunque donatori e donatrici. Un pochino di trambusto per le vie paesane e anche ad Orentano ,ogni tanto bisogna smuovere la quotidianità paesana, in gioco c’è da salvare qualche vita umana, donando il sangue, miglioriamo anche noi, come esseri umani e siamo più consapevoli delle piccole e grandi necessità che dobbiamo affrontare nel quotidiano. Provate e dopo ne riparleremo. Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
Voglio tornare bambino e rivivere le emozioni, i sentimenti, le paure, l’
Innocenza di allora, le stagioni facevano il loro corso cioè, assomigliavano alle stagioni la primavera riempiva di colori campi giardini piante da frutta insieme ai propri profumi inconfondibili, nemmeno pittori assai affermati riuscivano a trasmettere nei propri dipinti. Riuscivano ad disegnarli meglio, ,potevamo ammirare il bagliore che emanavano le lucciole nel mese di maggio quando il grano iniziava a mettere la spiga ancora verde, quasi del tutto scomparse oggi giorno, insieme alla favola raccontata dai nostri genitori, che se riuscivamo a catturare avrebbero prodotto un soldino, così potevamo permetterci di acquistare alcune prelibatezze per noi bimbi. Il profumo del pane appena sfornato, ogni corte possedeva il forno adoperato da tutti i cortigiani, anche per altre prelibatezze alimentari oltre al pane. Aspettavamo con trepidazione, ed un freddo pungente e insidioso entrava nelle ossa, l’ arrivo di Babbo Natale e la Befana per qualche regalo assai gradito, perché era l’ unica occasione dell’ ’anno che poteva capitare. Voglio tornare bambino, quando correvamo a perdifiato in questa natura incontaminata e favolosa, correvamo come fulmini, anche quando suonavamo i campanelli delle abitazioni per non farsi riconoscere. Il nostro punto di ritrovo era il bar, oppure qualche muretto preferito , l’oratorio della parrocchia, anche questi luoghi abbastanza frequentati, partite di calcio interminabili, anche se il punteggio della partita era di 13 ad 2 vinceva chi segnava l’ultima rete e terminava solo quando udivi la mamma che strillava: la cena è in tavola, appena finito di cenare via come treni a ritrovarsi per iniziare altri divertimenti, alla ricerca di avventure per procurarsi alcune prelibatezze (ciliegie, albicocche) magari senza chiedere il consenso del proprietario, qualche marachella andava combinata mentre le nostre mamme all’ombra della sera si ritrovano a «veglia» insieme ai cortigiani e amici comuni. Facendo 1 3 una piccola raccolta dei pochi spiccioli che avevamo nelle tasche di ognuno di Alle ore 15:30 nel Santuario del SS. Crocifisso noi, potevamo permetterci un ghiacciolo a testa, oppure un pacchetto di (San Miniato) ritrovodopo una breve sigarette, confezione da 10. La domenica andavamo alla messa, alcune volte introduzione usciremo in processione silenziosa come chierichetti, in alcune situazioni frequentavamo l’ oratorio della dietro al Crocifisso, che aprirà il cammino, verso parrocchia, divertendoci con i vari divertimenti di allora, la mamma che San Domenico. Li pregheremo il Rosario per la diceva, avendo scoperto qualche nostra birbonata, vieni qui che non ti faccio pace, nella Festa della Madonna, e ripartiremo in niente, quel niente che ci preoccupava. Dovremmo inventare una macchina del silenzio verso la Cattedrale dove celebreremo la tempo, che possa viaggiare nel passato, per poter rivivere certe emozioni di SS. Eucaristia, al termine della quale sarà allora, però purtroppo la scienza e l’ingegneria non sono ancora riuscite a consegnato il Mandato a tutti coloro che in tanti a realizzare tale mezzo, certi istanti e situazioni rivivono solamente nelle nostre tutti cloro chi in tanti modi si mettono al servizio menti e nei film. Voglio tornare bambino.
Nel riquadro
DOMENICA OTTOBRE
Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba. Della missione della comunità ecclesiale.