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Settembre–ottobre 2025

L’Araldo di Villa Campanile,n. 5

Settembre–ottobre 2025versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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1 n° 05 settembre-ottobre 2025 anno LXIII

L’ Araldo

aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972

di Villa Campanile bollettino della parrocchia san Pietro d’ Alcantara dir. responsabile don Roberto Agrumi

padre Ivan 333 49 16 789 - don Roberto 349 21 81 150 abb. ann. € 15,00 Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370 e-mail parrocchia: roberto.agrumi@alice.it sito parrocchia parrocchiadiorentano.it

Il mese di ottobre è un ’tempo forte’ dedicato alla missione universale della Chiesa. Il mese inizia con la celebrazione della memoria di Santa Teresa di Lisieux, dottore e patrona delle missioni universali. Una santa, che ha vissuto dentro le quattro mura della clausura per 24 anni, proclamata patrona delle missioni con San Francesco Saverio. Mentre San Francesco Saverio dopo aver convertito circa trentamila pagani, percorrendo distanze, circa ottanta mila km, con una media di sessanta al giorno, Santa Teresa rimase nella clausura senza fare un Km. Invocata e conosciuta in tutto il mondo, Teresa di Lisieux, non è andata all’università, né ha compiuto grandi opere. Eppure la sua eredità spirituale è immensa e sempre attuale. Questo ci incoraggia perché anche noi possiamo essere missionari non necessariamente percorrendo le strade del mondo, ma anche essendo in casa possiamo essere missionari con preghiera e vivendo nell’amore del Signore e degli altri. Questo mese anche dedicato alla recita del rosario. Una preghiera semplice e efficace. Con il Rosario, infatti, invochiamo colei che, per prima, ha accolto le parole del Signore, permettendo a Dio di incarnarsi e di operare cosi l’inizio della redenzione. Santa Teresa di Gesù Bambino scrive: «Quanto è dunque grande la potenza della preghiera! Non è necessario per essere esauditi leggere in un libro una bella formula composta per l’occorrenza; non ho il coraggio di costringermi a cercare nei libri delle belle preghiere, la cosa mi fa venire il mal di testa, ce ne sono tante!... e poi sono tutte una più bella dell’altra... Io non saprei recitarle tutte e non sapendo quale scegliere, faccio come i bambini che non sanno leggere, dico con tutta semplicità al buon Dio quello che gli voglio dire, senza costruire belle frasi e sempre Egli mi capisce... Per me, la preghiera, è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di riconoscenza e d’amore in mezzo alla prova come in mezzo alla gioia, alla fine è qualcosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù.» La preghiera del Rosario non ci allontana dalle preoccupazioni della Vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi. Iniziamo anche nel mese di ottobre il catechismo: non per prendere la Prima comunione e la cresima, ma conoscere Gesù di più e fare di lui il nostro tutto. Abbiamo tante attività nell’anno e nell’ora del 19 ottobre catechismo, ma le parole di Gesù sono chiare: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? Auguro a tutti voi san Pietro d’ Alcàntara patrono di bambini e bambine, ragazze e ragazzi e genitori e nonni a scegliere una cosa buona e Villa Campanile giusta. Non ce né un’altra cosa più buona e giusta che conoscere e amare Gesù. Anche un Sabato 18 ottobre alle 17,00 s. incoraggiamento a tutti i catechisti ad essere pazienti e perseveranti.vostro Padre Ivan

messa prefestiva. Domenica 19 ore 10,00 s. messa, alle ore 7 e 8 ottobre dalle ore 9,00 alle ore 12,30 comunione e visita agli anziani e malati. 17,30 s. messa solenne, al 11 ottobre il pellegrinaggio Giubilare a Roma – sospesa la S. Messa delle ore termine processione, alle 17,00 (con il decreto del vescovo). 12 ottobre ore 10,00 mandato ai catechisti e 19,00 circa tutti a cena, al l’iscrizione al catechismo. Ore 19,00 incontro dei giovani e dopo cresima. (ad Quercione, offerta dalla proOrentano) 15 ottobre alle ore 21,00 incontro genitori della Cresima 18 ottobre loco. Percorso processione: ritiro per i ragazzi e le ragazze della Cresima a La Verna. 21 ottobre prova e Chiesa, via Dori, via Ulivi, via confessioni per i genitori e ragazzi e ragazze della cresima con padrino e della Pace, Chiesa. Durante la madrine, ore 21,00. 26 ottobre alle ore 17,00 le Cresime. 31 ottobre alle ore 21,00 processione presterà servizio S. Rosario e ore 21,30 S. Messa – Adorazione – preghiera per la guarigione e la filarmonica Leone Lotti di liberazione e benedizione. (nella chiesa di Orentano)

Orentano

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raduno dei trattoristi

Più di cento mezzi agricoli hanno sfilato questa mattina 3 agosto, alla giornata conclusiva della Festa del Contadino organizzata dalla pro loco Villa Campanile. Un appuntamento che è diventato tradizionale per richiamare le tradizioni del nostro territorio. Dopo la messa celebrata al Quercione da Padre Ivan, il corteo con il caratteristico sottofondo dei Landini a testa calda, hanno sfilato fino a Orentano al Capannone dell’Ente Carnevale, scortati dalla Polizia Municipale e dalla Croce Bianca. Complimenti a Simone Benedetti e tutto lo staff con un plauso speciale ai tanti giovani volontari

Tendi la mano al povero

La povertà è una realtà sempre più dilagante nel nostro paese. Ma non si muore solo di fame, anche di solitudine. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.

Addio amaro dietro al bancone, la fine ingiusta della carriera di Monica Per oltre trent’anni è stata una presenza fissa, rassicurante e competente per intere generazioni. Una figura discreta, ma Domenica 14 settembre le parrocchie di Orentano e Villa Campanile, fondamentale: quella della farcista di paese, che non si con due pullman, si sono ritrovate a Montenero per l’ annuale limitava a distribuire medicine, ma ascoltava, consigliava, pellegrinaggio. Questo anno abbiamo avuto la presenza dei bambini che confortava. Oggi, a sessant’ anni a pochi passi dalla hanno ricevuto la prima comunione, abbiamo recitato il rosario, dal pensione, quella donna – simbolo di dedizione e parcheggio dei pullman fino al santuario. C’è un momento, salendo il colle di servizio – si ritrova con una notifica di licenziamento Montenero, in cui il paesaggio cambia respiro. Le case di Livorno si fanno in mano. La motivazione? L’acquisizione della lontane, i rumori si stemperano nel vento salmastro che arriva dal mare, e il farmacia in cui lavorava da parte di una grande cielo, spalancandosi sopra le ginestre e i lecci, sembra volersi inginocchiare. È catena. Una scelta fredda, impersonale, che cancella qui che la bellezza si fa preghiera. Il Santuario non appare subito. Si lascia con un colpo di penna decenni di umanità e desiderare, come fanno le cose sacre. Lo si intravede tra i cipressi, con le sue professionalità. Perché non si tratta solo di un posto forme austere e morbide, e quel bianco che riflette la luce del giorno come una di lavoro: si tratta di un ruolo sociale costruito giorno promessa. Quando finalmente si varca il portico, non si entra soltanto in un dopo giorno, nella quotidianità dei paesi, dove luogo: si attraversa una soglia. Quella che separa il mondo visibile da quello Monica è stata spesso primo riferimento in caso di che pulsa sotto la pelle delle cose. Le sale si susseguono come stanze bisogno, un volto amico, un punto fermo. Ha lavorato dell’anima: la penombra accarezza le volte, l’incenso fluttua lento, e ogni con dedizione anche nei momenti più duri, senza affresco sussurra una storia di fede e di lotta, di miracoli attesi o già accaduti. Risparmiarsi, garantendo un servizio fondamentale in Qui il dolore si fa offerta. E la speranza, materia viva. La Galleria degli ex voto territori spesso trascurati. Ha conosciuto le famiglie, è una cattedrale nella cattedrale. Centinaia di piccole tele, appese come battiti ha visto crescere i bambini, ha assistito gli anziani, ha del cuore, raccontano di naufragi evitati, bambini risorti, malati guariti, vite condiviso le preoccupazioni dei malati. Ha fatto salvate da un filo invisibile che porta dritto al cuore di Maria. Alcuni dipinti molto più di quanto previsto dal suo contratto. Ma sono ingenui, altri firmati da grandi nomi, ma tutti hanno la stessa potenza: ora, con l’arrivo della grande catena, tutto questo quella della gratitudine. (Roberto) sembra non avere valore. Contano i numeri, non le relazioni. Conta l’efficienza, non l’esperienza. Conta Domenica 7 settembre, giornata dell’anziano. il profitto, non l’umanità. E così, proprio quando avrebbe meritato riconoscimento e rispetto, le viene voltata la faccia. Il licenziamento di Monica non è solo un torto personale: è lo specchio di un sistema che dimentica l’importanza del capitale umano, che sacrifica le persone sull’altare delle strategie aziendali. Ed è un’offesa anche alla comunità, privata di una figura che ha significato tanto. La sua storia merita di essere raccontata, perché non si perda il valore di chi ha lavorato con onestà e cuore per gli altri. E perché il silenzio non copra l’ingiustizia. A lei Una bella festa, con la santa messa e l’unzione degli infermi. A seguire siamo va il grazie sincero delle persone, di chi l’ha stati tutti invitati dalla pro-loco ad una cena, abbondante e ben preparata. La incontrata e apprezzata. Alla logica che l’ha liceziata, parrocchia ringrazia tutti gli intervenuti e quanti si sono adoperati per la buona la condanna di chi crede ancora nel valore delle riuscita. Grazie alla pro-loco che sempre si presta per gli Prossimamente la festa del Patrono persone (Gli amici di Villa Campanile)

Nel riquadro

avvenimenti parrocchia li.

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3 CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE

domenica 7 settembre battesimo di Martina Ruggiero di Matteo e Sabrina Benfari. Padrino Luca Ruggiero e madrina Francesca Benfari

21 settembre Rossano Meucci di anni 60

Caro amico Rossano, villese doc, una persona sempre pronta al saluto, alla parola gentile, disponibile allo scherzo, allo sfottò, genuino con tutti, davi colore alla tua vita, anche a quella dei tuoi vari amici, anche delle tue colorazioni lavorative con le sfumature, che solo tu potevi effettuare e immaginare, come anche la vita stessa può esprimere, nessuno avrebbe immaginato però la tua triste e prematura lasci un vuoto alla tua famiglia e a Ci siamo conosciuti in un epoca dove non esistevano i tutti coloro che telefonini e la playstation, ma c’erano tanti motorini e vespe che hanno avuto il davano il primo senso di indipendenza e libertà a noi ragazzi piacere e la dell’epoca, tu li hai colorati arcobaleno, perlati, fluorescenti, fortuna di averti schizzati, aerografati, insoma hai lasciato un pò della tua arte conosciuto e indelebile su qumei mezzi che erano mezzo di comunicazione, apprezzato per le di amicizia. Oggi ci lasci tutti un pò più tristi, ma con te lassù, il tue doti umane. Cielo sarà un pò più colorato. Ciao Rox! (Simone Benedetti)

Gli amici di Villa Campanile 15 agosto Moreno Birindelli di anni 66

Medjugorje - cronaca di un pellegrinaggio Il 29 agosto, da Orentano, un pullman di pellegrini, guidati da padre Ivan, è partito alla volta di Medjugorje. È stata una esperienza che, se dovessi definire con una sola parola, direi complessa, non complicata o difficile, complessa, perché la complessità può essere una opportunità da abbracciare. Medjugorje, una città da business delle apparizioni, non bella, tante case nuove sorte un po’ a caso, la chiesa principale dedicata a San Giacomo è stata terminata nel 1969, bella ma non bellissima per noi abituati alle chiese romaniche, gotiche, rinascimentali, colme di opere d’arte. La prima impressione dunque è stata un po’ deludente, ma noi non turisti, bensì pellegrini, siamo andati oltre e oltre abbiamo avuto incontri emozionanti, toccato con mano esperienze (Suor Cornelia, il cittadino di Medjugorje testimone del clima spirituale della città, i giovani sposi provenienti dal Veneto rinati a Medjugorje, la cappella madre della vita, la tomba di padre Slavko, la statua del Cristo risorto, la croce blu…), partecipato a celebrazioni intense e poi…. la salita alla collina delle apparizioni sul Podbrdo e sul Krizevac il monte della croce bianca. Un percorso ripido, difficile, costellato da massi aguzzi, eppure una marea di persone di tutte le età, anziani, bambini, sulle quali non avrei scommesso un centesimo, si sono inerpicate, talvolta anche a piedi scalzi, e sono salite realizzando una impresa che, con ragione, avrei detto impossibile e poi?... La commozione all’arrivo, con gli occhi fissi nel volto dell’immagine di Maria alla quale, come ha gridato commossa una pellegrina dando corpo ai nostri pensieri, abbiamo portato tutte le nostre lacrime e dalla quale abbiamo ricevuto una carezza. Di fonte all’immagine della Madonna non si ricordano più i rumorosi negozi di souvenir di Medjugorje ma si sente solo il silenzio, il rumore dei passi sulle pietre, le preghiere e i canti. Ognuno di noi ha vissuto una esperienza diversa, personale, ma il minimo comun denominatore sono stati la commozione, le lacrime, il sollievo, la certezza di essere aspettati da tanto ed accolti con amore. La cifra di questo pellegrinaggio è stata senz’altro la salita al monte, metafora della nostra vita di pellegrini sulla terra, la salita impegnativa alla ricerca di Dio, della fede, con fatica, sotto il peso della nostra cultura, degli ideali del mondo, delle nostre debolezze, delle nostre delusioni, dei nostri dolori e poi la discesa, come la vita dopo la conquista della fede, un cammino, non più sotto il peso del nostro fardello di umanità, ma che va fatto con attenzione, con cautela, per evitare di scivolare e ritornare da dove siamo partiti all’inizio della salita, vinti. Ho scelto di riportare questa esperienza senza fare una cronaca, ma un racconto delle emozioni che ho provato e credo di aver in parte condiviso con i miei compagni di viaggio.

Ho forte la sensazione che il pellegrinaggio a Medjugorje non sia finito così, riportando a casa assieme ai souvenir un bagaglio di emozioni; abbiamo collezionato tante esperienze intense che hanno però ora bisogno di sedimentare, di essere rielaborate, per capire veramente cosa questa esperienza ha voluto dire a ciascuno di noi. (Luisella Del Vigna)

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L’HAI MAI NOTATO NELLA CHIESA DI VILLA?

Vi siete mai chiesti, all’ingresso della nostra chiesa, guardando dritto verso il santuario, e poi camminando lentamente in avanti? Avete notato qualcosa? La navata principale, dove, a volte, si svolge la processione d’ingresso, incontra le navate laterali, a forma di croce, con la «testa» poggiata sull’altare dove si celebra la Santa Messa. Questa non è solo architettura.

Questa è teologia scolpita nella pietra. Questa è la fede esposta nel design. La chiesa è costituita a forma di Croce. La disposizione della maggior parte delle chiese cattoliche, con la navata (navata principale) che interseca il transetto (navata orizzontale), è un costante ricordo del Calvario. Quando percorrete quella navata, state camminando nel mistero della Croce. State camminando verso la morte e la resurrezione di Gesù. L’altare, il cuore e la testa di questa croce, è il luogo del sacrificio, dove il Corpo e il Sangue di Cristo sono presenti per noi. L’edificio della chiesa diventa catechesi silenziosa, insegnandoci ogni volta che entriamo: «Stai entrando nel mistero salvifico della Croce.» Perché la corsia porta all’ altare ? La navata principale non è solo per le processioni. È la via del pellegrinaggio, che simboleggia il nostro viaggio verso Dio. Ai matrimoni, la sposa percorre questa navata, rappresentando la Chiesa, la Sposa di Cristo, andando ad incontrare lo Sposo all’altare. Ai funerali, la bara viene posta in cima a questa navata, simboleggiando il viaggio verso casa di un’anima, trasportata dalla speranza di resurrezione. Ogni domenica, percorriamo tutti questa navata per ricevere l’Eucaristia, il pregusto del cielo. Ci conduce sempre a Cristo crocifisso e risorto reso presente sull’altare. La Croce nel cuore della Chiesa. Il disegno a croce (crociforme) dell’edificio della chiesa ci ricorda che tutto nella vita cristiana scorre dalla Croce: Il nostro battesimo sta morendo e risorgendo con Cristo. I nostri voti di matrimonio sono sigillati dall’amore sacrificale. I nostri funerali sono segnati dalla speranza in Colui che ha vinto la morte. Ogni navata è come un fascio di quella grande Croce, convergente all’altare, il luogo dove il cielo bacia la terra durante l’Eucaristia. Una bellezza che spesso dimentichiamo. La prossima volta che entri in chiesa, fermati un attimo all’ingresso. Guarda all’altare e immagina questo: Stai camminando sul sentiero della Croce, ma alla fine c’è vittoria, non sconfitta. Alla fine c’è l’altare, il luogo della vita, dell’amore, e della speranza eterna. La chiesa non è solo un edificio. È un’icona vivente della nostra storia della salvezza. Quindi, la navata non è solo dove avvengono le processioni. È una chiamata al viaggio con Cristo, a portare le nostre croci, e ad incontrarlo all’altare, luogo del suo sacrificio e della sua gloria eterna. Quindi, la prossima volta che entri in chiesa, entra come se stessi camminando nel Calvario e risorgendo nella Resurrezione . Dio ti benedica

Padre Ivan è disponibile per le confessioni tutti i sabati dalle ore 10 alle 12 nella chiesa di Orentano

4 Domenica ventuno settembre festa dei Fratres, donatori di sangue, di Villa Campanile. 56° anniversario, 1969, anno di nascita della suddetta associazione di volontariato. Durante la festa vengono ricordati tutti i donatori attuali, coloro praticano questa nobile «usanza» salvavita, coloro che in funzione della propria salute hanno dovuto abbandonare, malgrado la loro volontà, la donazione del sangue, ex donatori purtroppo che non sono più in vita, ma che in passato sono stati le colonne portanti per la nascita dei Fratres, altrimenti noi donatori attuali non saremo oggi a festeggiare tale evento e tramandare la donazione del sangue e dei suoi derivati, cercando di mantenere accesa la fiamma del volontariato paesano e trasmetterlo ai futuri villesi. Come non ricordarsi di un signore di nome Salvatore Mottini, colui che, insieme ad altri villesi, ha creduto nella potenzialità della donazione del sangue. Primo presidente dei Fratres, Ivo Buoncristiani, un tuttofare, un manager paesano, non da meno Secondo Lazzeri, per i villesi Secondino, per la statura minuta, ma di grande spessore umano, Emiliano Lazzeri, un villese che aveva incominciato a donare il sangue ancora prima che costituissero i Fratres locali, Gianpiero Pieri, anch’esso uno dei primi donatori dei Fratres, Luigi Cicconi «Gigio», Lorenzo Lorenzini, Bruno Vettori, Otello Ghimenti, anch’essi primi donatori Fratres. Otello Ghimenti compose una strofetta pensata, scritta e musicata in alcune feste Fratres, intonata da lui stesso con grande apprezzamento di coloro che udivano tali parole. Altri collaboratori Fratres, Guerrino Gambaccini, Giovanni Garofalo, Aldo Dal Canto, sicuramente dimenticherò qualcuno, non meno importante collaboratore dei tempi orsono, chiediamo scusa di questa mancanza commemorativa. L’associazione di volontariato Fratres, si appresta a festeggiare il compleanno numero 56 in questo 2025, un traguardo invidiabile, uno fra i primi della provincia di Pisa, cercheremo di proseguire per altri cinquanta sei anni e oltre, magari aiutati dalle nuove generazioni di Villa, giovani buttatevi nel volontariato di qualsiasi tipo, Misericordia, Fratres, altre associazione di volontariato, desiderate mettervi a disposizione degli altri, aiutarli nella vita quotidiana, ad adempiere le faccende più semplici fino quelle più complesse e difficoltose, non c’è gioia maggiore che essere ripagati con un sorriso, una stretta di mano, una carezza, un semplice apprezzamento. Giovani non indugiare, accorrete a farci visita ai Fratres villesi, La cinquantaseiesima festa Fratres di Villa Campanile è iniziata con un ritrovo presso la nostra canonica, sotto un sole settembrino, alle ore diciassette, insieme ai Fratres dei paesi limitrofi e tutti coloro che sono intervenuti, alle ore diciotto la funzione religiosa, in onore dei donatori di sangue defunti, concelebrata da padre Ivan, Don Giovanni e Don Roberto, in seguito corteo per deporre un omaggio floreale al monumento dei caduti, in virtù di coloro che hanno donato la propria vita e il proprio sangue per la nostra patria. In seguito convivio al ristorante il Cigno Nero in località Bientina, premiata in occasione della sua prima donazione Lisa D’ Andrea. Il consiglio nazionale della Fratres ha consegnato una targa a ricordo della manifestazione e per l’impegno sociale in tutti questi anni. Ringraziamo di cuore il consiglio nazionale Fratres, un piccolo pensiero è stato donato anche alle varie associazioni Fratres intervenute alla manifestazione. In seguito la lotteria, premi per i più fortunati. Premi offerti dagli esercizi commerciali di Villa Campanile e oltre paese, ringraziandoli, perché in ogni occasione, pro volontariato, andiamo a bussare alla propria porta, loro rispondono sempre presente, insieme alla propria disponibilità e carineria nei nostri confronti. Le attività coinvolte sono: bar C’era una Volta, alimentari Colletti, Alessia air style 2000, acconciature Barbara, molitoria Gambaccini, lavorazioni in ferro di Lauro e Alessandro Lazzeri, pizzeria da Carlo, tutte queste attività situate in Villa Campanile ed ancora panificio Colletti di Spianate, Idee Fiorite di Altopascio, la bottega del Mandroni Spianate, abbigliamento Fontana in Orentano, la Misericordia di Villa Campanile e alcune persone di buon cuore che vogliono rimanere anonime. Grazie a tutte queste attività commerciali, un ringraziamento di cuore a tutti coloro che con il loro impegno si sono adoperati per la buona riuscita della manifestazione. Chi volesse avvicinarsi alla donazione del sangue, può contarci inviandoci un messaggio wattsapp al 3276603330 Attilio, oppure al 3926230421 Massimo.

Grazie dal consiglio Fratres di Villa Campanile.