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Novembre–dicembre 2025

L’Araldo di Villa Campanile,n. 6

Novembre–dicembre 2025versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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1 n° 06 novembre - dicembre 2025 anno LXIII

L’ Araldo

aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972

di Villa Campanile bollettino della parrocchia san Pietro d’ Alcantara dir. responsabile don Roberto Agrumi

padre Ivan 333 49 16 789 - don Roberto 349 21 81 150 abb. ann. € 15,00 Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370 e-mail parrocchia: roberto.agrumi@alice.it sito parrocchia parrocchiadiorentano.it Domenica 30 novembre inizia un nuovo anno liturgico. Il centro della liturgia è la persona di Gesù e il mistero della sua Risurrezione. Infatti, la Risurrezione è il cuore della fede e Gesù risorto. San Paolo dice: « Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede…. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor. 15:1,18). Se il culmine della storia della salvezza è la Risurrezione del Signore anche l’incarnazione del Signore l’inizio del questo mistero. San Paolo dice nella lettera ai Filippessi « La sua natura umana: in questo modo divenne simile a noi in tutto, tranne che nel peccato.» L’Avvento ci porta alla celebrazione del Natale del Signore – L’Incarnazione del Signore. Per questo San Paolo afferma nella lettera ai Galati: «Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna..» Questa donna è la Madonna e di cui celebriamo la festa dell’Immacolata. L’Avvento è un tempo dell’attesa. Maria l’icona dell’attesa. Come Maria ha atteso l’arrivo del Salvatore anche noi attendiamo l’arrivo del nostro Salvatore. Nella vigilia della festa dell’Immacolata i nostri 13 ragazzi e le ragazze e 8 adulti riceveranno il sacramento della Confermazione. Per quest’occasione faremmo adorazione Eucaristica dalle ore 08:00 alle ore 18:00 essendo il 1° venerdì del mese.. Tutta la nostra comunità parrocchiale invitata pregare per questi nostri fratelli. Invito ai nostri parrocchiani dedicare qualche tempo in preghiera davanti al Santissimo. Preghiamo anche per tante persone non hanno niente di attendere, perché sono perseguitati oppure sono sotto la sofferenza. Via auguro un Buon Avvento. Vostro Padre Ivan

15 dicembre inizia la novena di Natale tutti i giorni ore 17,00 venerdì 19 dicembre, in chiesa alle ore 21:00 liturgia penitenziale per tutti. (Nella chiesa di Orentano)

Saranno presenti più sacerdoti.

Domenica 21 dopo la messa delle 10,00 benedizione dei Bambinelli mercoledì 24 alle ore 21,00 veglia di Natale, giovedì 25 Natale del Signore, messa ore 10,00, venerdì 26 s.

Stefano, 27 ore 17,00 messa prefestiva della santa Famiglia, domenica 28 ore 10,00 s. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Mercoledì 31 ultimo giorno dell’ anno, ore 17,00 messa di ringraziamento e canto del Te Deum. Giovedì 1° gennaio 2026 primo giorno dell’anno, messa ore 10,00.

Lunedì 07 febbraio inizia le benedizione delle famiglie. (nel prossimo numero pubblicheremo il calendario) martedì 6 gennaio, Epifania del Signore, dopo la messa delle 10,00 sarà distribuita, ai ragazzi presenti, la calza della Befana, offerta dai Fratres, dalla proloco e dalla Misericordia Nel mese di febbraio inizia il corso prematrimoniale in preparazione del matrimonio

Mercoledì 31 Dicembre 2025 , venerdì 2 gennaio 2026 visita e comunione ai malati e agli anziani.

CONFESSIONI Sabato 20 dicembre dalle 16,15 alle 17,00 Martedì 23 dicembre dalle 15,00 alle ore 17,00

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2 Dicembre ultimo mese dell’anno, non ultimo di importanza, arriveranno i primi freddi la festività della Madonna Vergine, delle festività natalizie alla nascita di Gesù, mese delle scintillanti e fosforescente colorate sfarzose luminarie per le strade cittadine e paesane, nelle nostre case, di tutti noi esseri umani. Dicembre mese di regali ai propri genitori, pargoli, parenti, amici fraterni e meritevoli di tali attenzioni. Cerchiamo di regalare un dono «alternativo» questo dicembre, recandoci presso un trasfusionale assai vicino effettuando una donazione di sangue, sicuramente coloro che necessitano di questa sostanza e usufruiranno di tale nettare rosso saranno soddisfatti e riconoscenti di questo genere di dono, senza neanche conoscervi, perché la donazione del sangue rimane anonima per coloro che la ricevono, senza immaginare il regalo che omaggerete proprio a voi stessi, in seguito alla donazione di sangue, sentirete dentro voi stessi un cambiamento in positivo e umano. A voi nuove generazioni, fatevi avanti, insieme a doni alternativi, come sopra elencati. Non indugiate, nonostante alcune leggende metropolitane raccontino circostanze non molto veritiere nella donazione del sangue ed i propri derivati, recatevi a trovarci, sapremo darvi supporto e informazioni giuste ed esaurienti accompagnandovi nel percorso che avvicina alla donazione, per ulteriori informazioni inviateci un massaggio wattsapp al numero 3276603330 Attilio, oppure 3926320421 Massimo, un grazie ad Padre Ivan e Don Roberto, permettendoci di comunicare, insieme a coloro che leggono i nostri articoli, stampati sull’ Araldo, giornalino di notizie paesane ed altro. I Fratres, donatori di sangue, di Villa Campanile, un benevolo Natale e un buon 2026 dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.

Ciao caro amico Claudio, compagno di cento, mille e molte altre più zingarate dei ragazzacci degli anni passati, irripetibili e malinconici di avventure targate Villa Campanile. Conosciuto

Claudio Giusti come il «GEO» in virtù della professione di geometra, la fantasia è il mettersi ad disposizione del piccolo paese, ma grande di cuore e anima di antichi valori di Villa Campanile. Demograficamente cresciuto negli anni orsono, persona di grande impegno sociale in una moltitudine di eventi e manifestazioni nell’immenso mondo del volontariato paesano. Quel ventisei dicembre duemiladiciannove, ci lasciavi dispiaciuti è orfani del tuo talento organizzativo. Dagli inizi delle prime parodie comiche e surreali, insieme alla compagnia spettacolo del compianto Aldo Dal Canto, conosciutissimo come il pagliaccio «FIACCA» e altri attori, saltimbanchi, guitti, provenienti dal’ «actors studio» di Villa Campanile, esibendosi in alcuni teatrini, nelle feste paesane dei paesi vicini. Una delle date più prestigiose, nel panorama festaiolo di allora, in piazza ed unica al centro del paese, alla manifestazione popolare della settimana del villeggiante in quel di Villa Campanile, dove interpretavi una improbabile ed amorevole infermiera, dedita al suo lavoro, alla bene e meglio, insieme agli altri arrembanti ragazzacci villesi.

Formasti una compagine calcistica, di agguerritissimi e funambolici paesani doc, riscuotendo abbastanza risultati nel rettangolo di gioco. In seguito, collaboratore alla conosciutissima festa del contadino crostini e vino, kermesse folkloristica paesana, di alcuni anni addietro, ancora in voga tale manifestazione paesana ai giorni nostri, con assai successo, fra coloro che videro e fondarono la nascita della pro-loco paesana, associazione organizzatrice di alcune edizioni della sopracitata festa del contadino, divenendo per alcuni anni consigliere, in seguito, la carica di presidente tuttofare. Come non dimenticare la tua disponibilità nei confronti dei Fratres donatori di sangue locali, in alcuni consigli con la mansione di vice cassiere di un certo Ivo Buocristiani. Collaboratore nelle varie manifestazioni promosse dai Fratres, confratello della locale Misericordia, ricoprendo diversi incarichi per essa. Altre iniziative pensate e messe in scena sul momento: esempio, il vecchietto vestito di rosso, barba e capelli bianchi, aggirandosi per le caratteristiche stradine, insieme alla slitta trainata dalle renne, bensì era un calesse accompagnato da un mansueto cavallo gioa. A coloro che incontrava sul proprio cammino, spensierato e allegro, oppure all’arzilla nonnina Castelfranco di Sotto, Orentano e Villa Campanile, nella giornata di domenica scorsa, 9 novembre, hanno vestita, non molto alla celebrato il 4 novembre, commemorando le Forze armate, i loro caduti e l’Unità nazionale, tre cerimonie moda, cavalcando un solenni, accompagnate dalla celebrazione di messe in suffragio dei caduti. L’amministrazione comunale di scopacasereccia, Fabio Mini era presente in ogni celebrazioni con consiglieri comunali ed esponenti dell’esecutivo. A recando regali e doni e Castelfranco con il sindaco, a Orentano con l’assessore Nicola Sgueo, a Villa Campanile con l’assessore carbone, per alcuni Davide Bartoli «Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e le associazioni presenti» ha detto il sindaco Fabio pargoli birbanti, dentro Mini. « Come ogni anno, - poi spiegato il primo cittadino - abbiamo commemorato il Giorno dell’Unità una calzetta appesa al Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. I nomi dei caduti villesi allo scempio della guerra, per non caminetto. Ed in oltre dimenticarli: Gino Capini soldato, Gioacchino Toci soldato, Martino Sevieri soldato, Alberto Toci soldato, Pietro Rovina soldato, Gino Regoli soldato, Francesco Pieri soldato, Claudio Maranzana capitano, Antonio dell’Epifania e molte Lazzeri soldato , Pellegrino Lazzeri soldato, Ugo Lazzeri sergente, Graziano Chimenti sotto tenente , Pietro altre manifestazioni Cantori soldato, Raffaello Barbieri soldato, Giovanni Andreotti soldato, Adriano Birindelli soldato, Aladino tutte paesane. La tua Birindelli soldato, Duilio Barbieri capitano, Walter Barbieri capitano maggiore, Aldo Barbieri soldato, Villa Campanile non ti Gioiello Casini tenente, Marina Bucchi Cristiani civile, Oliviero Regoli soldato, Gino Bellandi soldato. Così di dimenticherà ciao onoriamo il sacrificio di chi, con coraggio e dedizione, ha difeso la libertà e l’unità della nostra Patria. Il loro caro amico Claudio, I esempio vive nei valori che ancora oggi ispirano le donne e gli uomini in uniforme, al servizio della Nazione. Onore a chi ha servito e a chi continua a servire l’Italia con valore, impegno e spirito di sacrificio». zingarate esilaranti".

Nel riquadro

la fa ti di canotte " ragazzacci delle

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3 E così è arrivato anche il 19 Ottobre, il giorno della festa dei villesi, il giorno di San Pietro, il giorno delle celebrazioni, della processione e dello stare tutti insieme.

Alle 10,00, è stata celebrata la Santa Messa, quest’ anno cadevadi festa del domenica. Nel patrono di Pomeriggio alle Villa san 17.00 festa del Pietro patrono di Villa san d’Alcàntara Pietro d’ Alcàntara, con la messa e la processione, celebrata da padre Ivan e concelebrata dal nostro mai dimenticato don Giovanni e da don Roberto, messa a cui hanno preso parte anche le autorità comunali, il gruppo Fratres, la Pro Loco e la Confraternita di Misericordia, tutti rappresentati dai labari, esposti in chiesa. La statua raffigurante San Pietro, ornata da splendidi fiori, ha accolto i tanti fedeli, che sono venuti a rendere omaggio al nostro protettore. Alla fine della celebrazione, gli uomini hanno fatto a turno a portare a spalla il Santo per le strade del paese, in processione, con l’accompagnamento musicale e solenne della Filarmonica Leone Lotti di Orentano. Al ritorno in Chiesa, il bacio della Santa reliquia e la solenne benedizione di padre Ivan, alle note dell’inno a San Pietro, con le voci della corale. Fuori, dietro la Chiesa, al Quercione, la Pro-loco di Villa Campanile, aveva preparato una bella cena, con pizze, cecina, castagne arrostite e vino novello. La banda ha suonato per tutti in mezzo al prato, il clima era veramente sereno e festoso. Bello conservare queste tradizioni, vedere tutti i villesi in festa, tante persone che si prodigano per queste occasioni.

· QUANDO VEDIAMO UN PRETE CHE INDOSSA

LA TALARE

(conosciamo il suo significato)

La talare è segno della consacrazione a Dio. Il suo colore nero è segno di lutto allo spirito del mondo. Infatti il prete è morto per il mondo, perché tutto ciò che è mondano non dovrebbe attrarlo più. Essa è ornata da 33 bottoni sul davanti, che rappresentano l’età di Nostro Signore. Può avere sui copri maniche 5 bottoni che rappresentano le 5 piaghe di Nostro Signore. Possiede anche 2 lacci laterali sotto le ascelle che simboleggiano le due nature ossia l’umanità e la divinità di nostro Signore. Il prete la indossa con una fascia in vita, simbolo della castità. Alcune possiedono altri 7 bottoni sulla parte superiore del braccio, che simboleggiano i 7 sacramenti, con i quali il prete conforta i fedeli. Il colletto bianco simboleggia la purezza della vita. La talare è anche un santo rimedio contro la vanità. Mentre un uomo normale ha bisogno di trascorrere del tempo davanti al suo guardaroba o a uno specchio per controllare se questa giacca si abbina a quella maglietta o se il colore della cravatta è adatto, il prete indossa la sua talare e basta. Non c’è bisogno di chiedere ′′cosa indosserò oggi?". Il suo vestito è solo uno. Ecco perché è anche simbolo di fedeltà e costanza. Nei battesimi, il pete usa la talare! Se è un matrimonio: talare ! E se fosse un funerale?

Talare. Nella gioia e nella tristezza, in salute e in malattia... è sempre la stessa cosa. E non poteva essere diversamente , poiché il prete è il rappresentante di nostro Signore Gesù Cristo che è lo stesso: ieri, oggi e sempre !!

Padre Ivan è disponibile per le confessioni tutti i sabati dalle ore 10,00 alle 12,00 nella chiesa di Orentano

Domenica 26 ottobre, nella nostra chiesa, hanno ricevuto la santa Cresima: Alina, Nicole, Viviana, Sofia, Azzurra, Matteo, Lorenzo, Dylan e Ryan – Eccoli nella foto ricordo assieme a Giovannino, don Roberto, il nostro vescovo Giovanni, padre Ivan e il loro catechista Santino

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È venuto a mancare CI HANNO PRECEDUTO all’età di 86 anni ALLA CASA DEL don Luigi Foggi, sacerdote che ha PADRE dedicato sessant’anni della

30 settembre sua vita al servizio Maria Scinto pastorale, ved. Luigi Bongo lasciando un segno indelebile nelle comunità che ha di anni 90

Martedì venticinque novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un appuntamento simbolico, nella realtà purtroppo ai giorni nostri nel 2025 più di cinquanta donne uccise da chi pensava di « amarle». Altre hanno subito violenza, giornata scelta dalle Nazioni Unite nel 1999, in memoria delle sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise appunto il 25 novembre 1960, nella repubblica Domenicana.

Diversi simboli associati alla suddetta giornata: la gerbera rossa, questo fiore bellissimo e delicato di colore forte e acceso, le scarpe di colore rosso, il vuoto dei passi lasciati dalle donne vittime, uccise e violentate, dal il sangue versato. La panchina rossa, donata lo scorso anno dai Fratres di Villa Campanile, posizionata in Piazza Pertini, in prossimità del parco giochi. Aderendo alle varie iniziative nazionali, la Fratres stessa il 25 novembre 2025 ha deposto un mazzo di rose rosse sopra la panchina, un gesto simbolico per dire stop alla violenza contro le donne, che non passino inosservate coloro che hanno subito tali situazioni, certi crimini meritano punizioni assai severe e condanne adeguate.

Grazie ai cittadini villesi e coloro che sono intervenuti alla manifestazione. I Fratres di Villa campanile.

servito, in particolare a Castelfranco di Sotto.

Nato a Derna, in Libia, il 13 31 ottobre aprile 1939, don Luigi giunse bambino Daniela Chiriac a Castelfranco di Sotto con la sua di anni 48 famiglia dopo la guerra. Qui visse gli anni difficili della ricostruzione, 10 novembre frequentando dal 1945 la scuola Marusca Cristiani elementare Carlo Guerrazzi. La vocazione sacerdotale maturò sotto la nei Bassetti guida spirituale di don Agostino di anni 70 Doccini

I bambini di Villa Campanile, di Orentano e Castelfranco celebrano la giornata degli alberi

Un giovane chiese al nonno:

«Nonno, come facevi a vivere in passato senza tecnologia...senza computer . bitcoin...senza connessione . .. senza condizionatori...senza auto...senza telefoni cellulari? Il nonno rispose: »Proprio come vive la tua generazione oggi...senza preghiere, senza compassione, senza rispetto, senza buona educazione, senza vera istruzione, con una personalità povera, senza gentilezza umana, senza vergogna, senza modestia, senza onestà. Noi, le persone nate tra il 1930 e il 1980, eravamo i benedetti. Le nostre vite ne sono una prova vivente."

Nel riquadro

.. senza droni... senza internet... se nzaTV

Giocavamo e andavamo in bicicletta senza mai indossare il casco.

Dopo la scuola, facevamo i compiti da soli e giocavamo nei prati fino al tramonto. Avevamo amici veri, non amici virtuali. Quando avevamo sete, bevevamo dalla fontana, dalle cascate o dal rubinetto, non dall’acqua minerale. Non ci preoccupavamo né ci ammalavamo, anche se condividevamo la stessa tazza o piatto con gli amici. Non ingrassavamo, nonostante mangiassimo pane e pasta ogni giorno.

Camminavamo a piedi nudi e non ci succedeva nulla. Non prendevamo integratori alimentari per rimanere in salute. Creavamo i nostri giocattoli e ci giocavamo. I nostri genitori non erano ricchi, ma ci davano amore, non beni materiali. Non avevamo telefoni cellulari, DVD, PSP, console per videogiochi, PC, chat su internet… ma avevamo amici veri. Andavamo a trovare i nostri amici senza bisogno di inviti e condividevamo con loro il cibo e il tempo. I genitori vivevano vicino a noi, e il tempo in famiglia era prezioso.

Le nostre foto erano in bianco e nero, ma i ricordi erano pieni di colori. Siamo una generazione unica e la più comprensiva, perché siamo l’ultima che ha ascoltato i propri genitori. E siamo anche i primi che sono stati costretti ad ascoltare i propri figli. Siamo un’edizione limitata. Approfitta di noi. Impara da noi. Siamo un tesoro destinato a scomparire presto

Tre alberi, a Villa Campanile, Orentano e Castelfranco di Sotto per ricordare a tutti l’importanza della natura e di questi grandi vegetali, che garantiscono all’uomo l’ossigeno, legno, la bellezza che li contraddistingue e tutti ciò che evocano. Un’iniziativa realizzata dall’assessorato alla scuola in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci e i carabinieri forestali del nucleo Biodiversita di Montefalcone

Tendi la mano al povero La povertà è una realtà sempre più dilagante nel nostro paese.

Ma non si muore solo di fame, anche di solitudine. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici.

L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.