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L’ Araldo
n° 2 marzo-aprile 2026 anno LIX aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972
di Villa Campanile bollettino della parrocchia san Pietro d’ Alcantara dir. responsabile don Roberto Agrumi
padre Ivan 333 49 16 789 - don Roberto 349 21 81 150 abb.. € 15,00 Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370 e-mail parrocchia: roberto.agrumi@alice.it sito parrocchia parrocchiadiorentano.it arissimi amici, Pasqua è passaggio dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dalla angoscia alla speranza, dalla paura al coraggio. In una parola è la vittoria di Cristo sulla morte. La Settimana Santa ci invita meditare profondamente la passione e il mistero Pasquale di Cristo. La Domenica delle Palme e della Passione del Signore apre i riti intensi e significativi della Settimana Santa. Tutto, in questa Settimana, rende visibile fino a dove può giungere l’amore di Dio. Il Triduo pasquale -Le celebrazioni del Giovedì Santo, il Venerdì Santo e la Veglia Pasquale, portano al culmine dell’Anno liturgico. Il triduo pasquale della Passione e della Risurrezione del Signore ha inizio della Messa”Cena del Signore”, ha il suo fulcro nella Veglia Pasquale e termina con i Vespri della domenica di Risurrezione. E noi siamo cristiani perché crediamo che Gesù è risorto da morte, è vivo, è in mezzo a noi, è presente nella storia, è sorgente di vita nuova, primizia della nostra partecipazione alla natura divina e, quindi, garante della dignità umana in ogni occasione e contro ogni evidenza del male. Giustamente san Gregorio di Nissa, in un’omelia di Pasqua, affermava: «È apparsa un’altra generazione, un’altra vita, un’altra maniera di vivere, un cambio della nostra stessa natura». Davvero il Risorto è l’orizzonte necessario di tutto ciò che , siamo e facciamo, il cuore di ogni realtà, il segno di una scossa a favore dell’uomo, che non deve fermarsi di fronte a nessun ostacolo. Il Risorto è presente nella nostra vita ogni volta che ripetiamo i suoi gesti, le sue parole, le sue azioni; ogni volta che viviamo gli atteggiamenti evangelici. Il Risorto è presente nell’ Eucaristia; è nei nostri cuori mossi dalla forza dello Spirito. La nostra esistenza quotidiana ha già, nella sua modestia e quasi nella sua insignificanza, i segni della risurrezione. E il Risorto sostiene anche con la sua grazia gli operatori di giustizia e di pace, tutti coloro che si sforzano di andare al di là delle armi, che si impegnano negli aiuti umanitari e invocano con sincerità la pace; tutti coloro che si rendono presenti in tanti luoghi dove permane la guerra, per compiere gesti di solidarietà e di amicizia. Preghiamo quindi, in questa Pasqua, affinché tutti abbiano la forza di operare il bene e non siano vinti dalla frustrazione e dalla stanchezza. Vi ringrazio di cuore per la vostra accoglienza quando siamo stati a casa vostra per le benedizione delle famiglie. Vi auguro a tutti voi buona Settimana Santa e buona Pasqua. Il Signore Risorto riempia i vostri cuori con gioia e amore. Il Cristo è veramente risorto.
Alleluia. BUONA PASQUA vostro Padre Ivan
C
Buona Pasqua
26 e 27 marzo visita e comunione agli anziani ed ai malati dalle 9,00 alle 12,30
Domenica delle Palme Padre Ivan è disponibile per le confessioni
Sabato 28 marzo alla messa delle 17,00 sarà benedetto l’ ulivo Domenica 29 marzo come l’ 27 marzo ultimo anno scorso faremo la venerdì del mese. benedizione dell’ ulivo Alle ore 21,00 recita presso la marginina in corte del santo rosario, Lazzeri (vicino alla casa del alle 21,30 santa fabbro). Alle 9 , 3 0 messa, la preghiera benedizione dei rami d’ ulivo per la liberazione e e delle palme, processione guarigione e verso la chiesa per la messa benedizione. Delle ore 10,00
tutti i sabati dalle ore 10,00 alle 12,00 nella chiesa di Orentano
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2 CALENDARIO Martedì 31 marzo e mercoledì 1° aprile Sante Quarantore, alle 16,00 esposizione del SS. alle 17,00 santa messa. Giovedì 2 aprile GIOVEDI’ SANTO ore 17,00 s. messa in ricordo della cena del Signore, lavanda dei piedi, benedizione del pane..
Dalle 21,00 alle 22,00 Adorazione Venerdì 3 aprile VENERDI’ SANTO dalle 9,00 alle 12,00 la chiesa sarà aperta per l’ adorazione. Ore 17,00 Celebrazione della Passione del Signore, letture, preghiera dei fedeli, adorazione della Croce, santa comunione. Sabato 4 aprile SABATO SANTO dalle 15,00 alle 17,00 confessioni per adulti. Ore 21,00 Veglia Pasquale, benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’ acqua battesimale, liturgia eucaristica. Domenica 5 aprile SANTA PASQUA ore 10,00 s. messa nel giorno della risurrezione.
Lunedì 6 aprile LUNEDI’ DELL’ ANGELO ore 10,00 s. messa (durante le messe del 4, 5, 6 aprile, saranno benedette le uova)
10 aprile ore 21,00 incontro con i genitori della 2a media 13 aprile incontro con i genitori della 3a elementare. 24 aprile ultimo venerdì del mese, alle 21,00 recita del s. rosario, alle 21,30 s. messa con preghiera per la liberazione e guarigione e benedizione. 26 aprile alle 15,30 Festa del Perdono. Prima confessione per i ragazzi che riceveranno la prima comunione.
3 maggio alla messa delle 10 presentazione dei bambini della prima comunione 7 maggio incontro con i genitori della prima comunione 10 maggio RITIRO per i bambini della prima comunione presso Oasi Mariana via Del Tiglio 55 Calcinaia (PI) (insieme ai ragazzi di Orentano) 14 maggio ore 21,00 prova per i bimbi e confessione per i genitori 15 maggio prove e confessioni per i bambini della prima comunione. 16 maggio durante la messa delle 17,00 battesimo di Lorenzo e Tommaso Maggi 17 maggio ore 10,00 Prima Comunione. 29 maggio ultimo venerdì del mese ore 21,00 recita del santo rosario, ore 21,30 santa messa la preghiera per la liberazione e guarigione e benedizione (chiesa di Orentano)
PELLEGRINAGGI 24 giugno a Roma per l’ udienza dal Papa con i bambini della prima comunione di Orentano e Villa 19-24 agosto a Medjugorje
Eccoci ancora, noi I Fratres donatori di sangue, cercando di reperire nuovi donatori, assieme al nostro gazebo itinerante, compito assai arduo ma non impossibile, andremo sempre alla ricerca di nuovi donatori, nell’occasione abbiamo adoperato tutto il nostro tempo libero, di convincimento intervenendo ai variopinti allegri corsi mascherati del carnevale dei bambini di Orentano, ospitati molto gentilmente dall’Ente Carnevale dai Bambini, all’insegna del divertimento dell’allegria degli scherzi carnevaleschi, cercando di sensibilizzare le menti delle varie persone, ad aderire alla donazione del sangue. Abbastanza frequentato il nostro gazebo, speriamo che tale interessamento dia i suoi frutti, vedremo in futuro. Hanno visitato, piacevolmente accolti dai Fratres, personaggi conosciutissimi dai bambini presenti ai corsi mascherati del carnevale. Un simpaticissimo Topolino, accompagnato dall’eterna fidanzata Minnie, gli eterni innamorati, una nutrita rappresentanza dei Puffi, Gargamella incluso, una famigliola di allegri e variopinti pagliacci, una versione adattata ai sette nani, con barba bianca, lunga e composta da mammolà Babbolò e nonnolà, entità abbastanza fantasiose. Un personaggio dei cartoni animati, conosciutissimo dai pargoli, Olaff un pupazzo di neve del mondo di Frozen. Tutti i vari personaggi sopracitati fanno parte dell’immaginazione di ognuno di noi, sopratutto dei pargoli e delle loro favole, purtroppo essendo personaggi di fantasia non possono diventare donatori di sangue e dei propri derivati, invece voi esseri umani altro che dovete donare senza tante esitazioni, accorrete ad informarvi immediatamente, per ulteriori chiarimenti contattateci al 3276603330 Attilio oppure il 3926239421 Massimo, anche inviando un messaggio Wattsapp.
Un Grazie di cuore all’ Ente del Carnevale dei Bambini di Orentano per l’ospitalità dimostrata nei nostri confronti.
Il consiglio dei Fratres di Villa Campanile.
SEMINATORI DI PACE
Sabato 7 marzo siamo stati presenti alla presentazione del libro «Anna Frank – 761 giorni di silenzio e coraggio» di Federica Pannocchia, con illustrazioni di Luca Verduchi È stata un’occasione preziosa per rivivere una delle pagine più delicate e dolorose della nostra storia, ma soprattutto un momento fondamentale per sensibilizzare i nostri bambini ai valori della solidarietà e della tolleranza. Vederli leggere alcuni passaggi del libro con tanta attenzione ci riempie d’orgoglio: è così che si seminano futuri di pace. Grazie a Federica alla Associazione Un ponte per Anna Frank per camminare al nostro fianco in questo percorso educativo.
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19 marzo - solennità di san Giuseppe San Giuseppe, padre adottivo di Gesù e sposo di Maria, è una figura centrale nella tradizione cristiana, per il ruolo nell’economia della salvezza e come modello di virtù. Sebbene si sappia poco di lui dalle fonti bibliche, la sua figura emerge principalmente nei Vangeli di Matteo e Luca.
Originario di Betlemme, Giuseppe era un falegname che viveva e lavorava a Nazareth. Viene descritto nel Vangelo di Matteo come «il Giusto», un uomo che discendeva dalla famiglia di re Davide. Quando Maria, sua sposa, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo, Giuseppe, uomo giusto, decise inizialmente di lasciarla in segreto per non esporla al disonore. Tuttavia, un angelo gli apparve in sogno, esortandolo a prendere Maria come sua moglie e ad accogliere il Bambino che sarebbe nato da lei, poiché il figlio era frutto dello Spirito Santo. Giuseppe obbedì e sposò Maria, prendendo in custodia il Bambino Gesù. Dopo la nascita di Gesù, Giuseppe agì come padre adottivo, proteggendo la Sacra Famiglia dalla furia di re Erode, che cercava di uccidere il neonato. Giuseppe fuggì con Maria e Gesù in Egitto, dove rimasero fino alla morte di Erode. La sua ultima menzione nei Vangeli avviene quando Gesù, adolescente, rimane nel Tempio di Gerusalemme, suscitando preoccupazione in lui e in Maria. Giuseppe è noto anche per la sua umiltà, la sua laboriosità e la sua dolcezza. La tradizione lo considera un lavoratore instancabile e devoto, capace di una profonda fede e obbedienza a Dio. Si ritiene che Giuseppe sia morto prima dell’inizio del ministero pubblico di Gesù, ma che sia stato al fianco di Maria e Gesù nei momenti finali della sua vita, rendendolo il patrono invocato per un’assistenza divina nell’ora della morte. San Giuseppe viene celebrato il 19 marzo, una festa istituita da Gregorio XV nel 1621, anche se le prime celebrazioni di marzo in suo onore risalgono all’anno 800. Il mese di marzo è dedicato a San Giuseppe, e i fedeli sono invitati a riflettere sulle sue virtù. Nel 1870, Pio IX lo proclamò Patrono della Chiesa universale. Nel 1889, Leone XIII lo dichiarò Patrono dei padri di famiglia e dei lavoratori, e nel 1955, Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Artigiano il 1° maggio, mettendo in risalto la figura di Giuseppe come patrono dei lavoratori. Il 1° maggio 2013, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in virtù delle facoltà concesse da Papa Francesco ha decretato che il nome di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, «sia d’ora in avanti aggiunto nelle Preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano, apposto dopo il nome della Beata Vergine Maria».
Ricordo di Guido Bandettini Ci sono persone che nascono con uno spiccato dono per la socialità, l’aggregazione, l’amicizia e che durante la vita lavorano in silenzio per costruire l’ambiente in cui coltivare questi valori, Guido era una di queste rare persone! Guido, in queste ultime ore ho fatto un viaggio nei ricordi degli ultimi 16 anni in cui abbiamo lavorato insieme per la Festa del Contadino, sono passato dalla Pro-Loco e ti ho visto da tutte le parti.. nel pavimento, posato mattone per mattone, nel forno, la sera a saldare fino all’una di notte, nel bar, costruito tutti insieme.. in ogni angolo c’è la tua mano, il tuo serio impegno, il tuo lavoro che iniziava con passione la mattina alle 5.00. Ti ho rivisto in pista a ballare con Lela, a tavola a fare il nostro tipico brindisino, ho rivisto le nostre chiacchierate alle 3.00 di notte per parlare di come era andata la serata, servirebbe un libro per poter scrivere tutti i ricordi. Sono stato fortunato ad avere avuto l’opportunità di conoscerti, ho imparato tanto da te. Ci lasci una grossa eredità; l’esempio di come si vive l’associazionismo di come ci si comporta da dirigenti di un associazione, l’esempio di come non si deve mollare mai! In questo ultimo saluto, pubblico 3 foto che ti rappresentano: una in bosco, durante uno dei nostri pic nic, organizzati dalla Pro-Loco, per il 25 aprile, in questa foto c’è rappresentata la tua grande socialità, nell’altra sei al bar durante la festa del Patrono, rappresenta la tua spiccata positività, nell’ultima sei con la bombola dell’ossigeno ma con in mano i forbicioni per potare la siepe, qui si vede la tua tenacia la tua volontà di non mollare mai! Non sarà facile rispettare la tua volontà di non essere tristi! Ciao Grande uomo! Ciao Amico mio! (Simone Benedetti)
METTERSI IN GINOCCHIO
L’inginocchiarsi è forse un gesto estraneo alla cultura moderna, nella misura in cui tale cultura si è allontanata dalla fede e che non conosce più colui di fronte al quale inginocchiarsi è l’atteggiamento giusto, anzi quello interiormente necessario. Chi impara a credere, impara a inginocchiarsi; una fede o una liturgia che non conoscano più l’atto di inginocchiarsi sono ammalate in un punto centrale. Dove questo gesto è andato perduto, dobbiamo nuovamente apprenderlo, così da rimanere con la nostra preghiera nella comunione degli apostoli e dei martiri, nella comunione di tutto il cosmo, nell’unità con Gesù cristo stesso.
CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 18 gennaio 11 marzo Iolanda Turri Carmela Cappelluzzo nei Martinelli ved. Grieco Felice di anni 78 di anni 85
14 febbraio Rocco Ilaria
Moreno Birindelli 15-08-2025
Francesco Grasso 01-04-2020
25 gennaio Dante Giusti di anni 80
14 febbraio Rocco Ilaria di anni 67
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Tempo di olimpiadi invernali sono passati vent’anni dopo Torino 2006 le varie discipline olimpiche tornano in Italia precisamente a Milano-Cortina 2026.Diversi atleti da tutte le nazioni del mondo hanno gareggiato per accaparrarsi le tre medaglie più ambite, in particolare un gioco non tanto conosciuto e caratteristico almeno per il sottoscritto penso anche per molti, il Carling praticato da uomini e donne oppure squadre miste, giocato con una gigantesca sfera di pietra con un manico nella parte superiore, aiutati da una specie di asta al cui termine una specie di rettangolo una specie di scopa delle massaie delle nostre nonne, cercando di posizionare la pietra assai vicina a diversi cerchi, chi riesce a posizionare le pietre vicino ai suddetti cerchi si aggiudica il punto, praticamente il gioco delle bocce adattato alla versione sopra il ghiaccio insieme a nuove regole e strumentazione. Anche a Villa Campanile, alcuni anni orsono, c’ erano ben due pallai, uno al Bar Regoli al centro del paese, un’ altro al Bar la Botteghina, da Amleto. Un passatempo assai diffuso, gli amatori bocciofili non mancavano allora, giocatori villesi e anche delle località vicine, davano il meglio di loro stessi in sfide accesissime, insieme allo sfottò genuino, toscano e casereccio, un immancabile ritrovo serale dopocena, anche pomeridiano, in alcuni giorni delle varie feste bastava ritrovarsi tutti assieme e passare qualche ora spensierata, avendo faticato tutto il giorno oppure la settimana in lavori, alcuni faticosi, altri un pochino meno. Nella partita potevano contrapporsi, due giocatori uno contro uno, oppure quattro, sei, addirittura in otto, il massimo delle bocce messe a disposizione, quattro per ogni squadra. Le partite si svolgevano assai agonisticamente, insieme alle tattiche più o meno fantasiose e tutte da decifrare, un giocatore aveva mappato geograficamente il pallaio sapeva anche se scorreva un ruscello o una collinetta in esso, però qualcuno sapeva ancora di più di tutti gli altri messi assieme, neanche l’enciclopedia Treccani, sapeva più di esso, suggerendo al compagno di squadra dove indirizzare la boccia. Alcuni spettatori assistendo alla sfida, sorseggiando una birra, oppure gustando un gelato, esclamavano è corta, allora potevano accendersi pareri e discussioni ed anche qualche Santo veniva rammentato, altri fatti santi al momento.
Quando dovevano verificare quale delle due bocce sarebbe più vicina alla pallino, per aggiudicarsi il punto, una delle due squadre in competizione, ricorreva o al classico bastoncino di legno, tipo rabdomante. Un contendente, assai evoluto, tirava fuori dalla tasca dei pantaloni un metro arrotolato, da sarta, la moglie a casa lo starà cercando da quindici anni, pensando dove posso averlo riposto, Ritrovandosi la sera successiva a gareggiare assieme appassionatamente. Un tempo, non molto lontano ,a Villa Campanile accadeva tutto ciò, senza togliere niente al curling disciplina olimpica, tanto di cappello.
Ciao a tutti dal vostro Attilio Boni, il Ciaba.
La povertà è una realtà sempre più dilagante nel nostro paese. Ma non si muore solo di fame, anche di solitudine. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici.
L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello sguardo, abbiamo tutti bisogno.
Tendi la mano al povero
La via Romana Antica strada che da Altopascio, che dopo aver attraversato l’ abitato di Chimenti, porta a Galleno. Essa delimita a nord il territorio di Orentano a confine con Altopascio.
Lungo questa via, nei pressi di Galleno, si trovava l’ antica osteria di Greppi, aperta alla metà del quattrocento per dare ristoro ai viandanti. In passato questa strada costituiva un tratto importante della via Francigena, di storica memoria, in quanto collegandosi con la via Cassia nei pressi di Radicofani, divenne un’ arteria principale della viabilità in direzione Roma, da questo il nome di via Romana. Questa strada raggiunse una grande importanza durante il Medioevo; da qui passarono eserciti, condottieri, sovrani ed una moltitudine di pellegrini provenienti dal nord Italia e dalla Francia per cui venne detta Francigena o Francesca. Ancora oggi questa strada rientra nel percorso praticato a piedi dai pellegrini diretti a Roma, i così detti Romei, il cui transito si intensifica in occasione di ogni Anno Santo.