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L’ Araldo
n° 4 luglio-agosto 2026 anno LIX aut. trib. Pisa n° 22 del 9-3-1972
di Villa Campanile
bollettino della parrocchia san Pietro d’ Alcantara dir. responsabile don Roberto Agrumi
p. Ivan Pinto 333 49 16 789 - d. Roberto Agrumi 349 21 81 150 abb.. € 15,00 Credit Agricole IBAN IT59O0623070961000040134370 e-mail parrocchia: roberto.agrumi@alice.it sito parrocchia parrocchiadiorentano.it
Carissimi amici, i mesi di Luglio e agosto, sono i mesi di riposo e di vacanze. Però l’amore e la fede non vanno in vacanza. Durante il mese di agosto celebriamo la festa dei contadini, benedicendo i trattori che i contadini utilizzano per arare la terra. Però nel mese di agosto celebriamo la festa più importante del mese è la festa dell’Assunta.
L’Assunta ci ricorda che la vera nostra patria è il cielo e ci offre il suo aiuto materno per prepararci all’incontro definitivo con Cristo, al termine del nostro pellegrinaggio sulla terra.
La festa, dunque, ci riporta al progetto divino che ha previsto particolari doni di grazia a Maria, per i meriti del figlio e per il bene di tutta l’umanità. Mentre siamo aggrappati al nostro presente, questa festa ci parla del nostro futuro; Maria assunta in cielo è la creatura che più di tutte testimonia che il Paradiso è possibile e lei ha già raggiunto la pienezza della salvezza e la trasfigurazione del suo corpo mortale. Tutte le volte che festeggiamo la Madonna è un richiamo e la prospettiva del cielo; lei ci aspetta e allo stesso tempo ci sollecita a camminare verso il regno di Dio. La Madre del Signore, immagine della chiesa stessa, è la garanzia luminosa che il destino di salvezza è assicurato a tutti perché, come in lei, così in tutti noi. Il Risorto attuerà pienamente la sua redenzione; ella è già quello che anche noi saremo nella nostra pasqua.
Maria Assunta ci aiuta ad alzare gli occhi dalla terra al cielo. Allora questa festa ci riconsegna una verità che può rendere il senso a una vita intera: Maria si trova già in Dio, dove dovremmo desiderare di essere tutti un giorno. In lei la Chiesa e l’umanità, pellegrini sulla terra, intravede la propria destinazione finale, il proprio futuro sicuro. Il 15 agosto non è solo Ferragosto, termine latino indicante le ferie estive, per un adeguato periodo di riposo; è soprattutto e anzitutto la solennità dell’Assunzione di Maria vergine: segno di sicura speranza e consolazione per il nostro tempo e per la nostra eternità. Buona festa a tutti voi. E buone vacanze. Vostro Padre Ivan SETTEMBRE 4-6 settembre all’Isola d’ Elba con i ragazzi della parrocchia di Villa e Orentano domenica 6 settembre «Giornata dell’ anziano» ore 18,00 s. messa con l’ unzione degli infermi - al 31 luglio ultimo venerdì del mese. Alle ore 21,00 termine tutti a cena, ospiti della pro-loco recita del santo rosario, alle 21,30 santa messa, la 7 e 8 settembre visita e comunione agli anziani e preghiera per la liberazione e guarigione e malati. Benedizione. (nella chiesa di Orentano) sabato 12 Settembre matrimonio tra Stefano Masucci e Noemi Arrigoni AGOSTO domenica 13 settembre 2 agosto Benedizione dei Trattori. Alle 10:00 pellegrinaggio a MONTENERO S. Messa AL QUERCIONE (sarà all’aperto) partenza da Villa ore 14,15 partenza da Orentano 14,30 5 e 6 agosto visita e comunione per gli anziani e rientro previsto ore 20-20,30 malati. Santa messa ore 17,00 15 agosto S. Messa alle ore 10:00 dell’Assunta. contributo andata e ritorno €15,00 iscrizioni in sacrestia 19-24 agosto pellegrinaggio a Medjugorje 20 Sett. festa di Donatori di Sangue 28 agosto alle ore 21:00 S. Rosario e alle ore 21:30 dal 21 – 25 sett. sarò assente per il convegno degli S. Messa, Adorazione – Preghiera per la guarigione . esorcisti e liberazione e benedizione .(Orentano)
Venerdì, 25 settembre alle ore 21:00 S. Rosario e 30 agosto matrimonio tra Filippo Biondi e alle ore 21:30 S. Messa, Adorazione – Preghiera per la Ludovica Ghimenti (nella chiesa di Orentano) guarigione e liberazione e benedizione .(Orentano)
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La stola non è un op onal, neanche so o la casula·
Tradizionalmente nella solennità del Sacro Cuore di Gesù si celebra la Giornata di santificazione sacerdotale.
Preghiamo davvero per tutti i sacerdoti oggi, domani, sempre. «La gente pensa che fare il prete sia un mestiere.
Uno che magari si sveglia la mattina ed è convinto di poter mettere su una bancarella per vendere parole, benedizioni, e santini. La gente pensa che fare il prete sia BAR C’ ERA UNA VOLTA una roba fuori dal mondo. Uno che magari fa fatica a stare dentro le cose e per questo si rifugia in una qualche sagrestia. Lo sanno tutti che certe volte con la scusa di amare Dio alla fine si rischia di non amare nessuno. Ma è vero anche che certe volte tu ti accorgi che Dio lo hai incontrato perché non puoi fare a meno di amare tutti. E amare non è un mestiere, è sentirsi responsabili. Fare il prete non è un mestiere. È la stessa cosa che capita a chi perde la testa per amore: non c’è più il calcolo ma solo l’ostinato desiderio di non perderti il bandolo della matassa che pensi di aver incontrato in qualcuno o in qualcosa. Uno pensa che basta mettersi una tonaca e la magia è fatta. Ma la tonaca non funziona se sotto non c’è un uomo, uno che sa che è il più miserabile di tutti, eppure è stato scelto, eppure è stato amato. E quanto è difficile accettare il peso di quella tonaca che oggi appare più inzozzata dal tradimento di chi avrebbe dovuto amare e 15 anni di attività. Un traguardo che ci riempie di orgoglio. Oggi abbiamo invece se n’è solo servito. Ma poco importa se bisogna avuto l’onore di ricevere una targa dal Sindaco per i nostri 15 anni di caricarsi anche sulle spalle l’infamia degli altri. Non si attività. La accogliamo con grande emozione e gratitudine, è un gesto che diventa preti per essere benvisti. Si diventa preti per ci rende davvero orgogliosi e che rappresenta per noi un’importante diventare servi inutili proprio come diceva Gesù. Servi testimonianza del percorso costruito in questi anni. Un sincero grazie al inutili a tempo pieno! Servi senza un utile. Servi gratuiti.
Sindaco Fabio Mini, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali che hanno L’amore salva solo se è gratuito. È questo lo scopo di ogni voluto dimostrarci la loro vicinanza e il loro apprezzamento. La vostra vero amore: amare senza contraccambio. Amare a fondo presenza e questo pensiero hanno reso ancora più speciale questo perduto. Amare e basta. Come fa una madre, un padre, un traguardo. Il grazie più grande va però a tutti i nostri clienti, amici e a chi, vero amico, o chiunque fa le cose con amore. L’amore ogni giorno, continua a sceglierci, se oggi possiamo festeggiare questi 15 quando è gratuito fa miracoli. Per questo ha senso un anni è soprattutto grazie a voi. Continueremo a fare il nostro lavoro con la prete. Perché è messo lì in mezzo alla gente a ricordare stessa passione e semplicità di sempre. Grazie di cuore a tutti! Che c’è qualcosa per cui vale la pena vivere, combattere e in alcuni casi anche perdere. È messo lì perché ognuno possa avere il diritto di avere anche paura della vita, della morte, delle cose belle e brutte che capitano e che molto spesso sono più grandi delle nostre forze e proprio per questo ci danno le vertigini. Ma avere il diritto di poter avere paura non significa lasciare che essa decida al posto nostro. Chi ti ama non ti dice che non soffrirai mai, che non sbaglierai mai, che non avrai mai paura delle cose che ti succederanno, ma ti dice che tu puoi vivere tutto, accettare tutto, affrontare tutto. E te lo dice perché è con te. La sua presenza è la cosa più convincente, non le sue parole, i suoi ragionamenti, le sue raccomandazioni. Si diventa preti per essere una presenza. Si diventa preti per rendere l’invisibile visibile. Come accade sull’altare. Come accade quando si ascolta, senza pretese, senza giudicare.
Come quando si stringe una mano per infondere forza. Come quando si tiene in braccio un bambino che piange, o come si accarezza la fronte di uno che muore.
Fare il prete non è un mestiere, è un modo inutile di amare. Inutile come ogni amore. Inutile come l’aria.»
mercoledì 24 giugno. Pellegrinaggio a Roma, per l’ udienza dal Papa Leone XIV, con i ragazzi della prima comunione di Orentano e Villa Campanile. Erano presenti: padre Ivan, le catechiste, le suore ed alcuni genitori
6 luglio, l’ anno non si dice, buon compleanno don Sergio. Nella foto è con il fratello
Come sogliono cantare i viandanti, canta ma cammina; cantando, consolati della fatica, ma non amare la pigrizia. Canta e cammina ! Cosa vuol dire «cammina» ? Avanza, avanza nel bene ! Canta e cammina (Agostino di Ippona)
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Domenica 28 giugno Battesimo di Alex De Bitonti di Francesco e Valentina Tummonilo. Padrino Ivan Mici, madrina Alessia De Bitonti
7 giugno, infiorata davanti la chiesa opera di Alessia, Filomena e Maria
Felice Boni 27-09-1978
Gianpiero Pieri 08-06-2009
Vincenza Rosania 13-06-2017
La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è fissata il 15 agosto già nel V secolo, con il senso di «Nascita al cielo» o, nella tradizione bizantina, «Dormizione». A Roma la festa viene celebrata dalla metà del VII secolo, ma si dovrà aspettare il 1° novembre 1950, con Pio XII, per la proclamazione del dogma dedicato a Maria assunta in cielo in corpo e anima. Nel Credo apostolico, professiamo la nostra fede nella «Risurrezione della carne» e nella «vita eterna», fine e senso ultimo del cammino della vita. Questa promessa di fede, è già compiuta in Maria, quale «segno di consolazione e di sicura speranza» (Prefazio). Un privilegio, quello di Maria, strettamente legato al fatto di essere Madre di Gesù: dato che la morte e la corruzione del corpo umano sono conseguenza del peccato, non era opportuno che la Vergine Maria – esente dal peccato – fosse intaccata a questa legge umana. Da qui, il mistero della «Dormizione» o «Assunzione in cielo». Il fatto che Maria sia già assunta in cielo, è per noi motivo di letizia, di gioia, di speranza: «Già e non ancora». Una creatura di Dio – Maria – è già in cielo: con e come lei, anche noi, creature di Dio, un giorno lo saremo. Il destino di Maria, unita al corpo trasfigurato e glorioso di Gesù, sarà dunque il destino di tutti coloro che sono uniti al Signore Gesù nella fede e nell’amore. Interessante notare che la liturgia – attraverso i testi biblici tratti dal libro dell’Apocalisse e di Luca, con il canto del Magnificat – miri a farci non tanto riflettere quanto pregare: il vangelo infatti suggerisce di leggere il mistero di Maria alla luce della sua preghiera, il Magnificat: l’amore gratuito che si estende di generazione in generazione, e la predilezione per gli ultimi e i poveri trova in Maria il frutto migliore, si potrebbe dire il suo capolavoro, specchio nel quale l’intero popolo di Dio può riflettere i propri lineamenti. La solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, in corpo e anima, è il segno eloquente di quanto non solo «l’anima» ma anche la «corporeità» si confermi una «cosa molto bella» tanto che, come nella Vergine Maria, la «nostra La chiesa carne» sarà assunta in cielo.
Rosa Boni 26-09-2000
Padre Ivan è disponibile per le confessioni tutti i sabati dalle ore 10,00 alle 12,00 nella chiesa di Orentano
Emiliano Lazzeri Luana Frediani Nadina Signorini 14-09-2018 13-07-2026 06-08-2013
ringrazia Francesco e Valentina in occasione del battesimo
del figlio Alex
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4 Gosta e Vale
Due personaggi caratteristici ed iconici nel periodo che stiamo vivendo, l’estate tempo di raccolta di toballe, vista la fotografia, modellate Lunedì 8 giugno, i catechisti di Orentano e Villa Campanile,si sr oi m paticamente a marito e moglie, che sono ritrovati, per la conclusione dell’ anno catechistico 2025- simbolicamente chiameremo Gosta e Vale. Quando 26, a casa di Roberto e Sandra per una pizzata insieme Gosta si svegliava e si alzava dal letto per recarsi al centro trasfusionale, in prossimità della vostra abitazione, donando il sangue, sicuramente in qualsiasi ospedale altri esseri umani aspettano fiduciosi e speranzosi di tale prodotto salvavita, Gosta un pochino di iniziativa e buona volontà.
Non indugiate, sicuramente sarete ricompensati moralmente, sentirete un senso di appagamento, di La povertà è una realtà sempre più dilagante nel nostro paese. Ma non si muore avere agito correttamente e altruisticamente. «Vale» solo di fame, anche di solitudine. Quando andiamo a fare la spesa, ricordiamoci quanto vale salvare una vita umana, avendo anche di chi è in condizioni meno fortunate di noi. C’è una cesta all’ingresso della effettuato una donazione di sangue, Vale assai chiesa, sulla destra, in cui siamo invitati a mettere: una scatola di fagioli, un molto più di lingotti d’oro, diamanti, monili pacco di pasta, una confezione di zucchero, una bottiglia d’olio, generi alimentari intarsiati di diamanti e altre ricchezze simili. Vale di vario genere, che poi verranno distribuiti ai più bisognosi della nostra moltissimo donare sangue ed i propri derivati ad parrocchia. «Tendi la mano al povero» fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento essi che necessitano di queste sostanze vitali. Gosta di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di e Vale i personaggi della foto, non possono donare il cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo sangue naturalmente essendo la loro costituzione di quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose! Tendere la mano è un fieno e paglia, ma voi villesi esseri umani altro che segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, se lo potete donare, in virtù che le prime donazioni partire dallo sguardo d’amore che ognuno di noi è capace di dare. Lo stesso villesi sono state effettuate da molti contadini, sguardo che duemila anni fa Gesù rivolgeva a chiunque lo incontrava. Di quello mestiere di molti paesani, anni orsono. Domenica sguardo, abbiamo tutti bisogno. Venti settembre, come da consuetudine, la Fratres di Villa Campanile festeggia la nascita della associazione di volontariato dei donatori di sangue.
Alle ore nove rinfresco di benvenuto, nel prato della nostra canonica, per tutti gli intervenuti, alle ore dieci s. messa ossequiata da Padre Ivan e Don Roberto, dopo la messa corteo al monumento ai caduti di tutte le guerre, deporremo un omaggio floreale alla memoria, in seguito convivio al ristorante il Valico di Altopascio. Coloro che volessero partecipare al convivio, oppure intenzionati a donare sangue possono telefonare al 3276603330 Attilio, oppure al 3926230421 Massimo. Grazie dell’attenzione dalla Fratres di Benedizione del nuovo carro funebre Villa Campanile.
Inizieranno tra breve alcuni lavori edili alla cosiddetta, stanza del carro, di proprietà della Misericordia di Villa Campanile, viste anche le condizioni abbastanza precarie dello stabile, sito dietro la chiesa. Per alcuni decenni addietro è stato alloggio del carro funebre, in legno adornato con drappelli neri, con sovraimpressa una croce di colore oro, trainato da un cavallo, per il trasporto del defunto verso il camposanto di Villa Campanile, anch’esso di proprietà dalla Misericordia locale, il cavallo di proprietà e accudito dal sig. Gino Lazzeri, membro della confraternita. Il suddetto quadrupede veniva impiegato anche nella lavorazione dei prodotti che i campi potevano offrire, per la maggiore parte di villesi, che allora erano contadini, all’ occorrenza veniva impiegato per i defunti, accompagnando al cimitero, insieme alla «compagnia» della Misericordia, sempre presente, ad accompagnare il defunto per l’ultimo viaggio terreno. Passano gli anni, bisogna stare al passo dei tempi che corrono meno velocemente di adesso, la Misericordia acquista un carro funebre motorizzato.
Per Villa Campanile un evento, per la popolazione villese. Il primo Maggio 1976, dopo la messa, viene in augurato e benedetto tale carro funebre, interviene l’onorevole Alfredo Merlini, presidente delle Misericordie nazionali, vengono premiati ventidue confratelli, con pergamena per la loro solidarietà umana e altrettante medaglie ricordo della manifestazione, purtroppo oggigiorno di tali ricordi rimane solamente alcune foto della manifestazione. La stanza del «carro» è la sola testimonianza del passato, sopravvissuta nel tempo, ancora ubicata in prossimità della chiesa. Altri lavori, in un futuro prossimo, saranno intrapresi al nostro cimitero, dalla Misericordia paesana.
Un piccolo aneddoto riguardante il carro trainato dal cavallo, accaduto non lontano da Villa Campanile, il proprietario del suddetto cavallo prestando servizio ai vari funerali aveva abituato il proprio quadrupede, lavorando nei campi, a fermarsi in prossimità del bar cittadino per gustarsi un caffè, oppure un gottino di vino. A qualche servizio funebre del trasporto della salma verso il cimitero, nel tragitto se incontrava un bar, il cavallo abituato a rallentare e si accostava verso il bar, era addestrato così dal conducente del carro.
Un grazie dal consiglio della Misericordia di Villa Campanile.
Tendi la mano al povero