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N.8 - Agosto 2008 - Anno L
BOLLETTINO PARROCCHIALE
Voce di Orentano Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi a: Sac. Don Sergio Occhipinti Parrocchia 56020 Orentano Tel.348-3938436 / 349-2181150 Abbon. Annuo € 25,00 su c.c.p. N. 10057560 intestato a: Chiesa arcipretura S.Lorenzo Martire Orentano - Tip: Arti Grafiche Nuova Bonafè Fucecchio aut. trib. Pisa del 8-11-77scrivi alla redazione: -- roberto.agrumi@alice.it collègati al sito www.parrocchiadiorentano.it
Cari Fedeli.
Il popolo di Dio, che in Orentano, grato perennemente al Dio dei santi Martiri, esulta nel Santo Spirito per i 1750 anni del glorioso martirio del patrono San Lorenzo Diacono e Martire e memore di così grandi prodigi ottenuti, per la sua potente intercessione nei secoli, gli riconferma amore e devozione perenne, e con solenni celebrazioni religiose e civili lo onora nel mese di agosto 2008.
Nella speranza di vivere una Santa e fruttuosa festa, ringrazio tutti i parrocchiani, gli Orentanesi rientrati per le vacanze e tutti i collaboratori parrocchiali, le autorità civili e militari per la gentile ed indispensabile collaborazione.
Dio ci benedica e San Lorenzo vegli sempre su di noi con amorevole sguardo!
Don Sergio
10 agosto San Lorenzo Martire (patrono di Orentano)
Le notizie sulla vita di Lorenzo, che pure in passato ha goduto di una devozione popolare notevole, sono scarse. Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei. Ancora giovane, fu mandato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; lì conobbe il futuro papa Sisto II. Questi, che era originario della Grecia, insegnava in quello che era, all’epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un’amicizia e una stima reciproche. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma. Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, che beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Al principio dell’ agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, ordinando che tutti i vescovi, presbiteri e diaconi dovevano essere messi a morte. L’editto fu eseguito immediatamente in Roma. Sorpreso mentre celebrava l’Eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso con quattro diaconi il 6 agosto; quattro giorni dopo fu la volta di Lorenzo. A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella chiesa di Roma.
Costantino I° fu il primo ad edificare un piccolo oratorio nel luogo del suo martirio. Tale costruzione fu ampliata e abbellita da Pelagio II (579-590).Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, con l’abside appoggiato all’antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt’oggi. Papa Damaso (366-384) scrisse un panegirico di Lorenzo in versi, che fu inciso nel marmo e posto sulla sua tomba. Il contemporaneo poeta Prudenzio scrisse pure lui, in toni più poetici, un inno a san Lorenzo. Le vicende più note del martirio di Lorenzo sono descritte, con ricchezza di particolari, nella Passio Polychromì di cui abbiamo tre redazioni (V-VII secolo); che in questo racconto siano contenuti elementi leggendari è un dato di fatto anche se talune notizie qui presentate sono note anche da testimonianze precedenti come quella di Ambrogio nel De Officiis. La prima menzione del 10 agosto come data del martirio risale alla Depositio martyrum, uno scritto dell’anno 354.Per il martirio di Lorenzo abbiamo la testimonianza particolarmente eloquente di Ambrogio nel De Officiis, ripresa, in seguito, da Prudenzio e da Agostino d’Ippona, poi ancora da Massimo di Torino, Pier Crisologo, Leone Magno, e infine da alcune formule liturgiche contenute nei Sacramentali romani, nel Missale Gothicum e nell’Ormionale Visigotico. Ambrogio si dilunga, dapprima, sull’incontro e sul dialogo fra Lorenzo e il Papa, poi allude alla distribuzione dei beni della Chiesa ai poveri, infine menziona la graticola, strumento del supplizio, rimarcando la frase con cui l’arcidiacono della Chiesa di Roma, rivolgendosi ai suoi aguzzini dice: Assum est,... versa et manduca, «Sono cotto da questa parte, girami dall’altra e poi mangiami». La tradizione dice anche in maniera più precisa che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori foto dellaBarsotti Chiesa entro tre giorni. Il 10 agosto quindi Lorenzo si presentò alla testa di un corteo di suoi assistiti dicendo: « Ecco questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono. » Racconti più particolareggiati del martirio di Lorenzo furono composti anche all’inizio del VI secolo. In essi furono collegati tra loro in maniera romantica e totalmente leggendaria vari martiri della via Tiburtina e delle due catacombe di santa Ciriaca e di sant’Ippolito. I dettagli dati in questi atti del martirio di san Lorenzo e della sua attività prima della morte non possono essere considerati credibili. Si racconta secondo la tradizione che un soldato romano che assistette al supplizio – mediante graticola posta su carboni ardenti – raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del Sangue di S. Lorenzo (molto simile al sangue di San Gennaro).
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Piccola Cronaca Paesana
2 ...Poste Italiane... ancora Carissimi fedeli, siamo ormai prossimi alla festa del nostro caro patrono san Lorenzo. Le problemi per le frazioni di confessioni di martedì sera, ed il triduo, sono un’ occasione per prepararci come si deve alla ricorrenza del 10 agosto. Avremo la Orentano e Villa Campanile
presenza del nostro vescovo che presiederà la messa delle 11,30.
L’ occasione di tali festeggiamenti possano essere per noi motivo di riscoperta della nostra fede e del nostro battesimo intorno a colui, san Lorenzo, che per amore di Gesù Cristo non ha rifiutato di vivere in conformità al vangelo dell’amore fraterno e nel donare la sua vita per testimoniare il Risorto.
Sì Lorenzo, martire per amore di Cristo, e noi cosa sappiamo fare?
Cosa siamo disposti a dare per amore di Cristo? La festa del santo patrono è un’occasione, non solo per noi, ma anche per tutti quegli orentanesi emigrati, per riscoprire le nostre radici più profonde di comunità civile e parrocchiale vicino a san Lorenzo, che è stato posto come guida ed esempio della nostra vita cristiana.
Un saluto in modo particolare a tutti quei parrocchiani che per motivi di lavoro sono dovuti emigrare ma che noi continuiamo ugualmente a sentirli vicini e presenti nel nostro cuore, a quelli che potranno ritornare ad Orentano per la festa auguro un buon san Lorenzo.
Lorenzo Diacono e Martire fu ucciso nell’anno 258, quest’ anno cade il 1750° anniversario del suo martirio.
Il nostro Papa Benedetto XVI° chiuderà solennemente l’anno giubilare laurenziano il 30 novembre 2008 nella basilica del Verano in Roma assieme a tutte le parrocchie del mondo che venerano san Lorenzo.
Sarebbe una buona cosa che anche la nostra parrocchia decidesse di partecipare a questo evento.
Le feste di san Lorenzo ci proiettano verso la festa dell’ Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo in anima e corpo il 15 agosto. Il popolo orentanese, molto devoto alla santa Madre di Dio non mancherà di essere presente per propiziarsi e pregare colei che continua ad intercedere per tutti noi.
Buone feste vostro don Sergio
Agosto orentanese.. gli appuntamenti.. ---------Sabato 2 - Festa del volontariato. Org. Croce Bianca.
Domenica 3 - Giornata del donatore. Org. gruppo Fratres Martedì 5 - Confessioni per tutti, in chiesa ore 21,00 Mercoledì 6 - Giovedì 7 - venerdì 8 - santa messa ore 21,00 Sabato 9 - santa messa pre-festiva ore 18,00 Domenica 10 - San Lorenzo, sante messe: ore 8,30 - Ore11,30 Presiede mons Fausto Tardelli vescovo di san Miniato. Ore 18,00 - santa messa di ringraziamento. Ore 21,00 solenni vespri di san Lorenzo e processione per le vie del paese fino alle scuole. Sono invitati i ragazzi della prima comunione. Presterà servizio la filarmonica Leone Lotti.
Lunedì 11 - Tradizionale merenda, alle Mee, organizzata dal gruppo scout, santa messa al campo.
Alle ore 21,30 in piazza Matteotti concerto della filarmonica Leone Lotti e della Ranocchia Martedì 12 - Ore 22,00 spettacolo di danza ore 23,00 tombola, a seguire spettacolo pirotecnico Mercoledì 13- Ore 21,30 finale regionale di miss eleganza (nella nuova piazza in via don Sturzo)
Giovedì 14 - Festa in onore della Madonna, ore 21,00 al Chiesino, santa messa e processione, presterà servizio la Leone Lotti Venerdì 15 - Sante messe ad orario festivo, dopo la messa delle 11,30 benedizione degli automezzi.
Sabato 16 - ore 21,30 spettacolo comico con la Brigata dei Dottori (nella piazza di via don Sturzo)
Domenica 17 - spettacolo del gruppo teatrale l’ Ippogrifo (in corte Centrellini)
Lunedì 18 - ore 21,30 ( in corte Centrellini) presentazione del libro di Francesco Alberoni (Marinari editore)
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(di Giulio Ruglioni)
Sembrano non finire i problemi del servizio postale nelle frazioni di Orentano e Villa Campanile.
Infatti, nonostante i disservizi nei mesi passati e le relative proteste della nostra amministrazione comunale rivolte all’azienda poste s.p.a. il problema sembra persistere ogni mese e pare anche legato a fattori particolari che non fanno ben sperare per una facile soluzione.
Infatti, avendo visto che nel mese di luglio per una settimana di fila il servizio non è stato disponibile, ho deciso di chiedere informazioni direttamente al nostro ufficio postale.
Pare che il problema maggiore sia dato dal sistema che l’azienda, con 51% di partecipazione statale e la restante privata, utilizza nelle assunzioni dei postini; infatti, questa, appoggiandosi alle normali liste di collocamento, stipula una gran numero di contratti ma a breve termine con scadenza trimestrale, e assume solamente ragazzi d’età inferiore ai 24 anni, in modo da poter accedere ai contributi previsti dalla legge Biagi sul pubblico impiego.
Cosi, quando ad un nuovo postino viene assegnata la nostra frazione, deve imparare praticamente tutto comprese le strade del paese e, non avendo nella maggior parte delle volte esperienza di lavoro nelle poste, per imparare gli occorrono settimane, considerando poi che il normale orario di lavoro inizia alle 8 e termina alle 14.
I problemi maggiori sorgono quando uno di questi ragazzi richiede le ferie oppure va in malattia; in questo caso allora spetta al nostro ufficio richiedere un sostituto ma prima che questo arrivi passano diversi giorni e altrettanti per cominciare ad organizzare il lavoro rimasto accumulato e ricominciare a garantire il servizio, senza contare che negli uffici non si accumula solo la posta degli orentanesi ma anche tutta la pubblicità che l’azienda poste ha deciso di fare, assumendo l’impegno con altre aziende o supermercati, come se non avesse abbastanza problemi.
Insomma qui abbiamo un azienda che cerca di fare utili a danno dei cittadini operando in condizioni di monopolio, in quanto a questi non è stata lasciata la possibilità di scegliere fra diversi operatori; possiamo quindi solamente sperare che, a seguito della protesta del mese scorso, la promessa dell’ufficio comunicazione regionale delle poste fatta alla nostra amministrazione venga mantenuta e si decidano finalmente ad affidare l’incarico a postini esperti che lavorino a lungo sul nostro territorio, assumendosi anche le dovute responsabilità e non giusto due mesi, che è il tempo necessario per imparare.
Mercoledì 20 - serata di esibizione delle ginnaste della polisportiva Virtus di Orentano (in piazza Roma)
Giovedì 21 - Giornata dell’anziano - ore 18,00 santa Messa ed unzione degli infermi - seguirà la cena offerta dal solito gruppo di volonterosi. Dalle ore 20,00 alle 23,00- Ciclismo in notturna, per esordienti e allievi.
Venerdì 22 - ore 21,30 spettacolo comico-musicale di Paolino Ruffini, De rock Orror, (nella piazza di via don Sturzo)
Sabato 23 - mercatino in notturna e degustazione vini Domenica 24 - Sagra del bignè. Ore 23,00 tombola, a seguire sfilata del megadolce quest’ anno rappresenterà la Villa Garzoni nel giardino di Collodi.
Buon divertimento a tutti
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Nella Famiglia Parrocchiale
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...Radio Maria. It....
RICORDO DEI DEFUNTI
... Bravo Francesco....
La rappresentativa di Firenze fa doppietta e vince una grande edizione del Trofeo delle Province riservato ai migliori atleti Cadetti e Ragazzi, svoltasi allo stadio Zatopek per l’organizzazione dell’ Atletica Campi Universo Sport. La squadra fiorentina ha battuto sia tra i maschi che tra le femmine la rappresentativa di Livorno, riprendendosi uno scettro che testimonia la grande qualità del movimento fiorentino giovanile.
Per i colori bianco-rossi, vittoria tra i Cadetti di Francesco Bragetti (classe 1994) con metri 5,89 nel salto in lungo.
Francesco, orentanese purosangue, è tesserato per l’ Atletica Fucecchio ed è reduce dal successo ai campionati italiani studenteschi svoltisi a Formia, dove conquistò il titolo italiano con la misura di metri 5,91.
Cari amici, incontrando i giovani di varie parti del mondo in Australia il Papa ha detto che al comando di Cristo «gli apostoli sono partiti per testimoniare la più grande storia di tutti i tempi». La cosa più bella è il fatto che di questa storia anche noi siamo chiamati ad essere protagonisti davanti alla nostra generazione.
E’ la storia incomparabilmente più bella perché è piena di luce, di amore, di speranza e di vita eterna. E’ una storia che si conclude con la vittoria sulla morte e la gloria della resurrezione. E’ una storia a lieto fine, per tutti quelli che si lasceranno coinvolgere. E’ una storia che percorre le vie spericolate e faticose del tempo, ma che termina nell’eternità felice.
Gesù è il cuore di questa storia e l’accompagna fino alla fine del mondo.
Noi siamo i protagonisti insieme con Lui e Numerose sono le persone che si sono iscritte al ognuno ha il suo compito da svolgere, la sua Pellegrinaggio Diocesano a Lourdes guidato dal missione da compiere. Non è necessario che la nostro Vescovo. Dal 14 al 20 settembre. I Chiesa conquisti il mondo, ma è necessario che pellegrini avranno modo di visitare i posti più sia il sale, la luce e il lievito. Significativi della località francese, dai luoghi I cristiani sono l’avanguardia di questa storia e dove Bernadette ha vissuto, alla grotta delle apparizioni, partecipando ad intensi momenti di hanno il compito indicare il cammino che porta alla meta. formazione e di preghiera.
Questo viaggio santo è evento importante per In modo speciale i giovani devono raccogliere il tutta la chiesa di san Miniato. Dalle parrocchie alle testimone di questa magnifica avventura. La associazioni e ai movimenti. Dai malati ai giovani, missione degli apostoli ricomincia ad ogni fino agli anziani. Il Vescovo non ha mancato di generazione. Anche oggi Cristo chiama, come incoraggiare i fedeli ed i parroci a vivere questo ieri ha chiamato Pietro, Paolo, Benedetto, pellegrinaggio come «segno concreto di Francesco, Ignazio, Don Bosco, Padre Pio, Karol comunione» ed occasione di crescita spirituale e Wojtyla... di fecondità dello spirito.
E’ ancora possibile prenotare gli ultimi posti E’ più che mai tempo di speciali chiamate e di disponibili. Per le informazioni e le iscrizioni rivolgersi generose risposte. Al proprio parroco Vostro Padre Livio
ALDO PALUMBO «I familiari e gli amici lo ricordano con affetto»
Pellegrinaggio a Lourdes
..«Resterai sempre nel cuore di quanti ti vollero bene»...
CATASTINI FOSCA 06-08-1991
GIUSEPPE SICHI 28-12-1971
MARINA BIONDI 26-08-2007
AMLETO SEGHETTI 02-07-2006
ORFELIA TORI PINELLI 23-04-1991
IVANO PINELLI 31-12-2005
ARISTIDE CRISTIANI 04-08-2006
AMBROGIO BUONAGUIDI 24-07-2006
MARTINA SICHI 18-08-2004
GIOVACCHINO PINELLI 15-04-1992
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Una pagina per riflettere.....
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FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL «PARADISO» SENZA CROCIFISSI…”
Lloret de Mar come metafora del nostro tempo... I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è – come ha spiegato Vittorino Andreoli – la cattedrale pagana di «un grande rito di trasformazione collettiva» che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa «nuova religione» sono noti, con il solito comandamento: «vietato vietare». La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello?
Nessuno ci riflette. Nell’euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché dalla vita pubblica. Anzi, l’immagine del crocifisso o quella della Madonna vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà d’espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle manifestazioni di piazza della sedicente «Italia dei migliori». E la fede cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero subito l’accusa di intolleranza o razzismo.
Oriano Guerri Contro Gesù Cristo invece sembra che tutto sia permesso.
Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo all’orrore, gridiamo furenti – col dito accusatore – «dov’è Dio?», «Perché non ha impedito tutto questo?». Dopo l’ecatombe dell’ 11 settembre a New York si alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in televisione rispose così: «per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite. E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima esigiamo che ci lasci soli?».
Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva “che si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole americane. Quella stessa Bibbia che dice: ‘Non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo come te stesso...’, e gli americani hanno detto OK. Poi, in molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: ‘Lasciamo che le nostre figlie abortiscano, se lo vogliono, senza neanche avvisare i propri genitori’.
Ed il mondo ha detto OK”. i girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com’è normale che, secondo le statistiche, un bimbo Oriano Guerri Oriano Guerri italiano, prima di aver terminato le elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza, ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola ché sarebbe un atto di «violenza psicologica». ”Ora” proseguiva quella donna americana «ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi. Probabilmente perché, com’è stato scritto, ‘l’uomo miete ciò che ha seminato’ (Galati 6:7). Uno studente ha ‘sinceramente’ chiesto: ‘Caro Dio, perché non hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?’. Risposta: ‘Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole americane. Sinceramente, Dio’ ». Tutto questo non è solo americano. Dopo Auschwitz una folla di intellettuali accusò Dio: “Dov’eri?
Come hai potuto permettere tutto questo?”. Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l’immagine di Gesù crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata sola a sostenerlo. Dov’erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939 e il 1940, spazzò via migliaia di «crocifissi viventi», una eutanasia di massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite indegne di essere vissute e dettero loro «la morte pietosa», ma anche in quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola perché nei cuori il crocifisso era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov’era Dio?
Era stato cacciato da tempo.
E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi.
Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l’ateismo di Stato: l’impero comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini e popoli. Tutto questo c’insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane dell’albero europeo? Ed eccoci all’inverno demografico, al declino e all’invasione islamica.
Un grande economista come Giulio Tremonti, nel suo celebre libro, ha affermato che il riscatto è possibile solo con una rinascita spirituale. Ma noi siamo «gli uomini impagliati» di Eliot, con la testa piena di vento e il cuore pieno di solitudine. Abbiamo sputato su Gesù Cristo e sulla Chiesa credendo che questo fosse «libertà», poi ci troviamo soli o disperati e allora puntiamo il dito accusatore sulla presunta «indifferenza» di Dio. Di quel Dio che non cessa un solo giorno di darci il respiro e di farsi incontro a noi.
Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai propri figli, che vede addensarsi all’orizzonte nubi cupe di crisi planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della «Regina della Pace», presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana e dell’Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche, perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque cosa, anziché essere veramente amati.
Questa stagione iniziò nel ’68, quando si cominciò a sparare sulla religione come «oppio dei popoli», così oggi l’oppio (o la cocaina) è diventata la religione dei popoli, anche di notai, industriali e deputati. Nietsche tuonò contro il crocifisso perché – scrisse – abolì i sacrifici umani che erano il motore della storia pagana. E infatti oggi, cancellato il crocifisso dai cuori, sono tornati i sacrifici umani.
Siamo la generazione che ha assistito tranquillamente in 30 anni allo sterminio – con leggi degli Stati – di un miliardo di piccole vite umane nascenti, il più immane sacrificio umano della storia. La generazione che torna a discettare di vite «indegne di essere vissute», che pretende di trasformare i più piccoli esseri umani in cavie da laboratorio, che esige – specialmente «in nome della scienza» - che tutto sia permesso. In effetti «se Dio non c’è, tutto è permesso». Ma con quali conseguenze?
L’abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha osservato:
«Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all’inferno».
Antonio Socci ( «Libero», 11 luglio 2008)