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N.12 - Dicembre 2008 - Anno L
BOLLETTINO PARROCCHIALE
Voce di Orentano Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi a: Sac. Don Sergio Occhipinti Parrocchia 56020 Orentano Tel.348-3938436 / 349-2181150 Abbon. Annuo € 25,00 su c.c.p. N. 10057560 intestato a: Chiesa arcipretura S.Lorenzo M. Orentano - 0583 23017Stampa Nuova Bonafè Fucecchio aut. trib. Pisa del 8-11-77scrivi alla redazione: -- roberto.agrumi@alice.it - sito internet www.parrocchiadiorentano.it
Carissimi fedeli, con domenica 30 novembre ha avuto inizio il
Il Natale
sia per tutti la festa della pace. Oggi tempo di avvento, periodo liturgico che ci prepara al santo Natale. La preghiera della Chiesa si fa più L’ avvento è un tempo di attesa, caratterizzato dalla speranza che un evento atteso, sta per compiersi, per realizzarsi. Avvento, inteso come intensa, affinché si realizzino le evento storico ormai arrivato alla sua conclusione. Sì, direbbe l’ speranze di pace, di salvezza, di apostolo Paolo, il mistero nascosto nei secoli si è manifestato a noi nella giustizia, di cui ancora oggi il nascita del Figlio di Dio, fatto uomo per la nostra salvezza, il Bambino mondo ha urgentemente bisogno.
Gesù. Tutto l’ Antico Testamento, da Abramo a Mosè, dalla legge ai Chiediamo a Dio che la violenza sia profeti, è stato un tempo di avvento, di preparazione al mistero dell’ vinta dalla forza dell’amore, le incarnazione del Dio fatto uomo, Gesù Cristo. Come in una sorte di contrapposizioni cedano il posto alla gravidanza umana, la storia si preparava a partorire un figlio divino che riconciliazione, la volontà di sarebbe diventato il salvatore del mondo. Per noi l’ avvento, come ogni sopraffazione si trasformi in anno, è quel tempo liturgico che ci prepara, con la conversione del cuore e la preghiera ad accogliere colui che viene dal grembo verginale di desiderio di perdono di giustizia e di pace.”
Maria Santissima, il suo divin Figlio Gesù, l’ Emmanuele, il Dio con noi. L’ avvento è caratterizzato dall’ annuncio dell’ angelo a Maria “avrai un figlio, lo darai alla luce, sarà grande e chiamato figlio di Dio. Prepariamoci, dunque anche quest’ anno al santo Natale, ad accogliere il Signore che viene per ognuno di noi.
Vi benedico tutti e vi auguro un santo Natale e un felice anno nuovo.
Vostro don Sergio
-Santo Natale - Orari delle celebrazioniLunedì 15 dicembre - Inizio della novena di Natale, ogni sera alle ore 20,45.
Venerdì 19 dic. ( dopo la novena) Liturgia penitenziale per tutti (saranno presenti più sacerdoti)
Domenica 21 dic. IV domenica di avvento, alla messa delle 11,30, mentre i ragazzi porteranno i loro salvadanai, gli adulti sono invitati a portare generi alimentari che saranno in seguito distribuiti ai più bisognosi.
Mercoledì 24 dic. vigilia di Natale dalle 17,30 confessioni per i ritardatari.
Alle 22,30 veglia d’ attesa curata dai ragazzi del catechismo. Alle 24,00 santa Messa della Natività Giovedì 25 dic. Santo Natale - messe ad orario festivo Venerdì 26 dic. Santo Stefano - messe ad orario festivo Mercoledì 31 dic. ore 15,30 esposizione del SS., rosario benedizione, ore 17,30 santa messa di ringraziamento - canto del Te Deum.
Giovedì 1° gennaio 2009 - Messe ad orario festivo - Alle ore 15,00, in chiesa, arrivo dei re Magi.
Martedì 6 gennaio - Epifania - messe ad orario festivo al termine dell’ultima messa sarà distribuita, ai ragazzi, la calza della Befana.
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Lucio Lami,
Amici della Zizzi
di famiglia Orentanese, ha presentato, a Fucecchio, il suo nuovo libro
Silvia Pagliaro
Il 2008 è stato un anno pieno di bellissime iniziative e di grandi soddisfazioni. Il 2009 si annuncia persino migliore ed è con gioia che vogliamo condividere tanti bei momenti con tutti voi attraverso il nostro Calendario.
Per il 2009 l’allenatore della Nazionale di calcio ha deciso di schierarsi dalla nostra parte, dalla parte dei bambini.
Ha deciso di giocare una bella partita in campo con noi.
La sua disponibilità è stata fulminea e totale ed il suo «Si, sono con voi» spontaneo ed immediato. L’incontro con Marcello non è stato solo un momento, ma l’inizio di una bellissima Amicizia che darà grandi frutti e farà conoscere a molti l’Associazione e il mondo dell’Affido.
Dal mese di dicembre potrete ritirare il calendario anche presso la parrocchia
Sabato, 15 novembre, , presso la Fondazione MontanelliBassi di Fucecchio, è stato presentato il libro di Lucio Lami «La cacciata dei musulmani dall’Europa» (Il principe Eugenio, il Papato e l’ultima crociata contro i turchi Oriano Guerri 1683/1718) edito da Mursia. L’autore è particolarmente felice di questa occasione per due ragioni: in primo luogo perché essa rappresenta una rimpatriata nella terra dove i Lami sono presenti da secoli e particolarmente a Orentano dove i suoi Filarmonica «Leone Lotti» genitori sono sepolti. In secondo luogo, perché l’ autore ha Complesso folkloristico «La Ranocchia» (Elezioni del nuovo consiglio)
Nel riquadro
lavorato per più d iv enti anni con Indro
Montanelli, come inviato speciale e corrispondente di guerra del Giornale. Lucio Lami, di famiglia toscana, è nato nel 1936, Domenica 9 novembre 2008 si sono svolte nella sede di Via Nencini, le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo della in Lombardia, dove suo padre, Renato, si era trasferito da Fil. Leone Lotti & Complesso Folkloristico la Ranocchia. Molti Orentano per ragioni di lavoro.. Esordì nel giornalismo nel sono stati i partecipanti al voto, ecco qui di seguito i nuovi eletti:
1960 lavorando poi con i grandi editori dell’epoca, Angelo PRESIDENTE: Del Grande Gasperino VICE PRESIDENTE:
Rizzoli, Arnoldo Mondatori. Edilio Rusconi, Gianni Bottoni Marco TESORIERI: Buoncristiani P.Lorenzo, Mazzocchi. Nel 1974, con la nascita de «Il Giornale», entrò a Ficini Serafino SEGRETARIA: Mangino Tintori Rosanna far parte della redazione di Indro Montanelli e per oltre RAPPORTI CON ENTI E ISTITUZIONI: Buoncristiani vent’anni ha viaggiato in tutto il mondo come inviato speciale e P.,Lorenzo CAPOBANDA: Ficini Francesco CONSIGLIERI corrispondente di guerra. E’ stato sui fronti di: Cambogia, Laos, (con varie mansioni) Caponi Alessandro, Ficini Federico, (occupato dai russi), Prima e Seconda Guerra del Golfo, Martinelli Sara, Marinari Jessica, Buonaguidi Davide, Libano, Ciad, Polisario, Somalia, Angola, Mozambico, Panattoni P.,Vittorio, Buoncristiani Erika, Cacchio Tronci Rosanna, Valori Maurizio.
Nicaragua, Panama, Salvador, Perù... Per anni si è occupato dei rapporti tra politica e cultura: ha fondato la rivista Commentari, Il neonato consiglio è un mix di giovani ed «esperti» così da chiamando a collaborarvi le gradi firme internazionali, da assicurare nuove idee e nuova linfa alle file del locale gruppo, Popper a J.F.Revel. Lasciato il Giornale, ha diretto il cercando di rinnovare e di migliorare dove sarà possibile. Con quotidiano L’Indipendente. Per la sua attività giornalistica ha l’occasione ringraziamo tutte le persone che ci hanno sostenuto con il tesseramento nei mesi scorsi e ricordiamo che è aperta una vinto il Premio Max David (1980), il Premio Hemingway scuola di musica per ragazzi e adulti TOTALMENTE (1986) il Premio Ultimo Novecento (Astrolabio) (2000), alla GRATUITA. Diamo appuntamento a tutti gli appassionati di carriera. Come scrittore e saggista ha vinto il Premio Estense musica al ‘Concerto di Natale’ che si terrà presso la palestra, (1981) e il Premio Sacharov (1986) con il volume «Il grido Domenica 20 dicembre 2008. Delle formiche», sul dissenso sovietico.
Il gruppo di preghiera Altri suoi libri di saggistica: La scuola del plagio, Dai confini dell’Impero, Morire per Kabul, Giorni di guerra, Cuba libre san Pio da Pietrelcina era solo un cockteil, Giornalismo all’italiana, Visti e vi aspetta ogni raccontati. Tra i suoi libri di storia: Isbuscenskij l’ultima carica, primo venerdì del mese La signora di Verrua, Garibaldi e Anita corsari, Il re di maggio, in chiesa La cacciata dei musulmani dall’Europa. Libri di narrativa: La donna dell’orso, Il paradiso violato. Di poesia, Vulnera. E’ ore 16,00 esposiz. Del SS. tradotto in vari Paesi d’Europa e in America Latina. E’ rosario, vespri presidente onorario del P.E.N. Club Italiano. E’ stato docente di ore 17,00 santa Messa giornalismo all’Università Cattolica di Milano.
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Nella Famiglia Parrocchiale
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Gruppo donatori di sangue Fratres dal barbiere.... Il centro trasfusionale di Fucecchio, a cui il nostro gruppo fa capo, ci ha comunicato Un tizio si reca da un barbiere per farsi tagliare i
capelli e radere la barba. Appena il barbiere che in quest’ ultimo mese c’è bisogno di sangue intero. Pertanto invitiamo tutti i comincia a lavorare, iniziano ad avere una buona nostri donatori, che non si recano al centro da un pò di tempo ( tre mesi per gli conversazione. Parlano di tante cose e di vari uomini, sei mesi per le donne) di farlo al più presto. Chi invece non è ancora argomenti. Quando alla fine toccano l’argomento donatore, ma è interessato a diventarlo può chiedere informazioni ad Attilio (0583 Dio, il barbiere dice: Io non credo che Dio esista. 23432). Inoltre informiamo che nel mese di dicembre il centro trasfusionale di Perché dice questo? Chiede il cliente. Beh, basta Fucecchio sarà aperto in via eccezionale domenica 14 dalle ore otto in poi. uscire per strada per rendersi conto che Dio non Il gruppo Fratres dedica, per il quarto anno consecutivo, questa giornata alla esiste. Mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero così memoria di Martina Sichi, giovanissima orentanese, scomparsa per un male tante persone malate? Ci sarebbero bambini incurabile. Abbandonati? Se Dio esistesse, non ci sarebbero Il gruppo coglie l’ occasione per augurare a tutti, buon Natale e felice anno nuovo. Più sofferenza né dolore. Io non posso immaginare che un Dio amorevole permetta tutte queste cose. Il cliente pensa per un momento, ma non replica perchè non vuole iniziare una Il consiglio dell’ Ente Carnevale ha deliberato la costituzione dell’ associazione discussione. Il barbiere finisce il suo lavoro ed il turistica Pro Loco di Orentano. C’ è un pizzico di entusiasmo nelle parole espresse cliente lascia il negozio. Appena dopo aver dal presidente Uliviero Ponziani nel commentare la decisione presa. L’ iniziativa era lasciato il negozio del barbiere, vede un uomo in da tempo nell’ aria ed abbiamo lavorato a lungo per mettere a punto la bozza dello strada con dei capelli lunghi, annodati e sporchi e statuto, che poi è stato approvato all’ unanimità dal consiglio. Una statuto che con la barba sfatta. Sembrava sporco e trasandato. Recentemente è stato consegnato al sindaco Umberto Marvogli il quale, conoscendo Il cliente torna indietro ed entra di nuovo nel a fondo la realtà Orentanese e le iniziative che si susseguono ad Orentano, non si è negozio del barbiere e gli dice: La sa una cosa? I meravigliato più di tanto, ma ha avuto parole di compiacimento sulla decisione barbieri non esistono. Come può dire ciò? Chiede intrapresa inerente la costituzione della Pro Loco. Il consiglio direttivo, riprende il barbiere sorpreso. Io sono qui e sono un Ponziani, sarà composto dai 15 consiglieri dell’ Ente Carnevale e dai presidenti delle barbiere. Ed ho appena lavorato su di lei! altre associazioni orentanesi: il GS: Orentano Calcio, la filarmonica Leone Lotti-la No! Esclama il cliente. I barbieri non esistono Ranocchia, la polisportiva Virtus. La P.A.Croce Bianca, il gruppo Scout, il gruppo perchè se esistessero non ci sarebbero persone donatori di sangue Fratres. E’ previsto anche un presidente onorario. Anche la con lunghi capelli sporchi e barbe sfatte come composizione del consiglio è stata accolta positivamente dal primo cittadino, il quell’ uomo là fuori. Ma i barbieri ESISTONO! Quale ha evidenziato che “il paese è ben rappresentato, poiché ogni associazione ha Questo è ciò che succede quando la gente non voce in capitolo attraverso il presidente od un suo viene da me. Esattamente! Afferma il cliente. Rappresentante, questo è sicuramente un fatto Questo è proprio il punto! Anche Dio ESISTE! Positivo. Nel 1968 nacque la Pro-Loco Orentano.
Questo è ciò che succede quando la gente non va L’ iniziativa era da tempo caldeggiata dal parroco di da Lui e cerca il Suo aiuto. Questo è il motivo per allora don Gino Frediani. Il consiglio era costituito da: Ranieri Carlini, Enrico Casini, Menotti Orlandi, cui c’è tanto dolore e sofferenza nel mondo Agostino Carmignani, Virgilio Poggetti, Vito Andreotti, Carlo Buoncristiani, Oriano Guerri, Americo Lami. Quindi l’ attuale iniziativa dell’ Ente Carnevale rappresenta un tuffo nel passato, con gli accorgimenti dei giorni nostri e con l’ intento di Giancarlo, Aurelia e Giuseppina migliorare sempre le iniziative di Orentano.
Carlini in memoria di Eufrasia Storicamente, l’ Ente Carnevale ha esercitato di fatto Buoncristiani, Enrico e Carmela la funzione di una Pro-Loco organizzando importanti Panattoni in memoria dei loro manifestazioni folkloristiche e patronali ed anche a defunti, Regoli Luano, Marta carattere culturale (mostra di disegno e pittura) la Benetti Botoni in memoria dei pubblicazione di un giornale (Inoltre..).Ha propri defunti, Andreotti Roberto provveduto anche all’illuminazione del paese durante Derna Cristiani e Franca in memoria di Semira, le feste natalizie e nel mese di agosto. Da non Milli Ivo (Roma), Cristiani 17-03-1913 dimenticare i vari contributi che vengono elargiti alle Romana (Viterbo), Viviana 01-12-2005 associazioni del paese.
Valori, Ente Carnevale dei Benito Martini “Mamma, sei sempre bambini
Dopo 40 anni torna a nascere la Pro Loco
RICORDO DEI DEFUNTI
Offerte per la chiesa e per Voce di Orentano
con noi”
Ci hanno preceduto alla casa del Padre
9 novembre Michelangelo Ferrera di anni 87
29 ottobre Maria Cristina Carli ved. Martinelli di anni 80
Semira Biagi ved. Cristiani 17-12-1912 02-11-2008
Duilio Caramelli 06-06-1992
Marianna Buoncristiani 505-11-1990
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IL SENSO DELLA VITA NASCOSTO NELLA DEPRESSIONE… A proposito di Buffon e delle suore… Cosa dà senso alla vita? Cosa le dà valore e gusto? Il soldi? Il successo? La salute? Per cosa vale la pena vivere? Mi ha colpito, in questi giorni, il casuale intrecciarsi sui giornali di storie apparentemente lontanissime. Tre storie.
Quella di Gigi Buffon, il portierone della Juventus e della Nazionale, quella di Eluana Englaro e quella di altre due donne, Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, sequestrate cinque giorni fa in Kenia dove vivono come missionarie.
Buffon ha pubblicato un libro dove racconta la sua storia: «Numero 1».
Secondo il senso comune questo allegro giovanottone ha tutto per essere felice. Cosa gli manca? E’ il più grande portiere del mondo, ha la giovinezza, la salute, la celebrità, la prestanza fisica, il successo, i soldi, gli amori, gli amici, un lavoro che è la sua passione, perfino un carattere solare, la simpatia e il buonumore. Non gli manca niente. Eppure proprio lui racconta come un giorno di dicembre del 2003 gli si è spalancato sotto i piedi l’abisso della depressione. Senza motivi particolari. Un velo scuro sempre più opprimente, uno smarrimento progressivo: «cosa mi succedeva?». Racconta di momenti in cui si sentiva sprofondare: «ero impaurito… mi tremavano le gambe all’improvviso, un malessere continuo mi attraversava… come se fossi continuamente altrove». Quello di Buffon non è un caso strano. In forme diverse è quasi la normalità per i cosiddetti «uomini di successo». Cesare Pavese diceva: «c’è qualcosa di peggio del fallire nei propri progetti: è riuscirci». Perché è lì, quando sei «arrivato», quando stringi fra le mani quello che volevi possedere, che avverti il nulla e ti scopri insoddisfatto, destabilizzato. Tanto da smarrirti. Per superare questo senso «di paura e insicurezza» Buffon si è fatto aiutare. E comunque un giorno, d’improvviso, il sole è tornato: paradossalmente è tornato a splendere proprio con «l’orrenda partita Italia-Danimarca 0-0», a dimostrazione che davvero il «male di vivere» non dipende da circostanze negative. Ma sta nell’anima.
L’uscita del tunnel Oggi il celebre calciatore racconta cosa comprese all’uscita dal tunnel: «I soldi non sono tutto. In testa mi rimbalzavano queste parole. E all’improvviso capii quanto fossero vere. Mi resi conto che in certe situazioni i soldi con la tua vita non c’entrano nulla, non c’entrano coi tuoi valori, con quello che hai imparato, che impari ogni giorno e che puoi trasmettere a chi ti sta accanto».
Quel gorgo oscuro – che sembrerebbe solo una disgrazia – in realtà gli ha lasciato un regalo prezioso, una consapevolezza più vera della vita, di ciò per cui vale la pena vivere. Tante cose possono farci capire meglio l’esistenza e renderci più umani e più saggi.
Anche circostanze dolorose. Tutto può aprirci gli occhi e rivelarsi una carezza misteriosamente amica che dà una percezione più giusta della vita, che rende più autentici. Sì, perfino il dolore. Proprio attraverso di esso alcuni hanno fatto incontri che hanno dato senso alla loro vita, sono diventati uomini eccezionali che danno speranza agli altri. Perle preziose. E’ il caso – per citare un altro campione del calcio – di Stefano Borgonovo che, a 44 anni, dopo la gloria dei prati verdi si è scoperto ammalato di Sla, una tremenda croce che gli impedisce ogni movimento, cosicché da tre anni vive su un letto, attaccato a un respiratore. La mentalità di oggi definirebbe tutto questo «un inferno». E invece chi ha incontrato Stefano, chi ha visto l’amore da cui è circondato dalla sua bella famiglia, chi ha potuto stupirsi dalla luce, dalla positività e dalla forza che emanano dal suo volto, come tanti amici calciatori (a partire da Roberto Baggio), commossi dalla sua umanità (due mesi fa gli hanno dedicato una partita allo stadio di Firenze, con lui a bordo campo) ebbene chi lo ha incontrato testimonia che è difficile trovare un uomo così vero, umano e appassionato alla vita.
Uomini così sono la speranza del mondo. Sembra incredibile, ma c’è un’impressionante quantità di persone così speciali che – nella malattia – vivono una vita più piena e umana di noi che magari scoppiamo di salute, ma non sappiamo perché siamo al mondo. Si può fare a meno di tutto, ma non del senso dell’esistenza. Che è la cosa essenziale e misteriosa che ti manca quando sembra non ti manchi niente. Tutto in noi lo desidera, lo cerca. Siamo come mendicanti, senza saperlo. Non sapere chi sei e perché stai al mondo, non percepire l’utilità della tua esistenza, non sentirsi amati e non amare: questo è l’inferno. Non la mancanza di denaro o di salute.
Spettro della solitudine Soldi, successo e salute non mettono al riparo dalla solitudine, dalla tristezza e dalla disperazione. Anzi, la nostra epoca mostra il contrario. Lo prova l’uso industriale che nelle società opulente si fa di psicofarmaci, alcol e droghe, cioè di trucchi chimici per eludere il «male di vivere». L’uso compulsivo e congestionato del sesso, che caratterizza il nostro tempo di pornomania di massa, è un’altra droga per anestetizzare la solitudine, la sensazione d’inesistenza che ci avvolge. Non c’è sciagura più grande, diceva Teilhard de Chardin, della perdita del gusto di vivere. Questa infelicità è un’epidemia dilagante. Nel mondo si verifica un suicidio ogni 40 secondi, un milione di morti l’anno. Secondo l’Oms dal 1950 al 1995 la percentuale dei suicidi è cresciuta del 60 per cento.
In Italia se ne contano 4000 ogni anno ed è molto significativo che l’area più «colpita» sia il Nord-Est (Friuli 9,8 per cento), mentre la percentuale più bassa di suicidi si registra in Campania (2,6 per cento). Prova ulteriore che davvero non è il benessere economico, né il contesto sociale degradato, né la difficoltà materiale della vita a definire l’infelicità. Per questo mi chiedo se la rappresentazione del presente che continuamente facciamo su giornali e televisione sia giusta. Non parliamo che di soldi, di bollette, di mutui, di sprechi, di tagli, di questioni sociali. Cose importanti – sia chiaro – ma la realtà è tutta qui? Noi siamo solo i nostri problemi sociali? Siamo sicuri che il benessere che inseguiamo, come meta unica e assoluta, sia veramente la felicità? Certi ripetitivi programmi di informazione fanno pensare a una battuta di Bruce Marshall: “Oggi la gente vive nel benessere senza gioia.
In fondo a una lunga sfilata di bollette della luce, del telefono e del gas, non intravede altro che il conto delle Onoranze funebri”.
Eppure ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne veda la filosofia marxisteggiante ed economicista che ci domina: le cose che rendono la vita degna di essere vissuta, per le quali si può dare tutto, di solito sono oscurate. Perché non parlarne? Perché non raccontare le tante persone che testimoniano una speranza più grande delle difficoltà e delle sofferenze? Dal rapimento, cinque giorni fa, delle due suore italiane in Kenia, scopriamo che ci sono fra noi persone – di cui i media non si occupano – che sono capaci di scelte di vita eccezionali, di un eroismo quotidiano (così pure le suore che da anni assistono amorevolmente Eluana).
Perché lo fanno? Da cosa sono mosse? Cos’hanno conosciuto loro che noi non sappiamo? Quale tesoro hanno trovato che sa trasformare il dolore in amore? Abbiamo bisogno di saperlo, perché scoprire la speranza, per un popolo, è più importante che scoprire il petrolio. E’ la risorsa più preziosa, come dimostra la nostra storia. Come c’insegnò don Giussani all’indomani di Nassiriya, davanti alla testimonianza della moglie del brigadiere Coletta. Nel dopoguerra avevamo un paese in ginocchio, uno stato a pezzi, un popolo sconfitto. Ed eravamo già prima una terra povera, senza materie prime. Eppure la nostra gente seppe esprimere un’energia inaudita che, nel giro di pochi anni, ci ha trasformato in una grande potenza economica. Da quali radici dimenticate è venuta quell’energia morale? Da quale speranza? Quale sconosciuta gioia di vivere sa ricostruire sulle macerie?
Antonio Socci 16-11-2008