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Aprile 2009

Voce di Orentano,n. 4

Aprile 2009versione testuale

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Testo estratto

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N.4 - Aprile - 2009 - Anno LI

Voce di Orentano BOLLETTINO PARROCCHIALE

Per corrispondenza ed abbonamenti rivolgersi a: Sac. Don Sergio Occhipinti Parrocchia 56020 Orentano Tel.348-3938436 / Roberto 349-2181150 Abbon. Annuo € 25,00 su c.c.p. N. 10057560 intestato a: Chiesa arcipretura S.Lorenzo M. Orentano - 0583 23017Stampa Punto Copie Altopascio aut. trib. Pisa del 08-11-77scrivi alla redazione: -- roberto.agrumi@alice.it - sito internet www.parrocchiadiorentano.it

Carissimi fedeli, dopo questo lungo cammino

Settimana Santa orari delle celebrazioni

quaresimale, siamo prossimi alle festività pasquali. Con domenica 12 aprile la festa di Pasqua troverà il suo 5 aprile - DOMENICA DELLE PALME compimento nel mistero del Risorto per la nostra salvezza. Ore 11,00 - Benedizione dei rami di ulivo e delle Ricordo però che, centro di tutto l’anno liturgico, è il triduo palme davanti l’Asilo, processione, passando da via pasquale, il venerdì santo con la passione e morte di nostro Giovanni XXIII e corte Piaggione. Celebrazione Signore, il sabato santo, dove si celebra la discesa agli inferi di della santa messa e lettura della Passione. Tutti i Gesù per liberare coloro che la morte teneva prigionieri e la ragazzi sono invitati a partecipare ed imitare i notte di Pasqua dove Gesù risorge per aprirci così le porte del bambini di Gerusalemme che andarono incontro a paradiso con la sua vittoria sulla morte e sul peccato. La Gesù cantando e portando palme e rami di ulivo. Settimana santa, inizia con la domenica delle Palme, dove Gesù entrando solennemente in Gerusalemme viene accolto ed 6-7-8 aprile - SANTE QUARANTORE osannato come il figlio di David, il Messia tanto atteso.

Lunedì - Ore 17,00 esposizione del SS. Ore 18,00 Il giovedì santo, nella messa vespertina, si celebra invece santa Messa. Ore 21,00 celebrazione del sacramento l’istituzione della santissima Eucaristia nell’ultima cena, dopo della confessione per tutti i parrocchiani. Saranno la quale, Gesù sarà arrestato nell’orto degli Ulivi dando inizio presenti più sacerdoti. Così alla sua passione. Carissimi fedeli, se anche durante la Martedì e mercoledì ore 16,30 esposizione del SS. quaresima non avessimo fatto nulla per la nostra conversione, Ore 18,00 santa messa.

9 aprile - GIOVEDI’ SANTO che almeno nella settimana santa, con tutti i suoi riti e Ore 21,00 santa messa in ricordo della cena del celebrazioni, possiamo trovare motivo ed occasione di un incontro sempre più vivo e profondo con il Signore Gesù, che Signore, lavanda dei piedi, benedizione del pane.

10 aprile -VENERDI’ SANTO viene a morire e risorgere per la nostra salvezza. Buona Pasqua a tutti. Gesù è veramente risorto.

don Sergio

Buona Pasqua !!

Ore 9,00 recita dell’ufficio delle letture e delle lodi Ore 14,30 via crucis e confessioni per i ragazzi.

Ore 20,30 Celebrazione della Passione del Signore, letture, preghiera dei fedeli, adorazione della croce, santa comunione. Ore 21,30 processione di Gesù morto, fino a piazza Roma.

11 aprile - SABATO SANTO Ore 9,00 recita dell’ufficio delle letture e delle lodi Dalle 17,30 confessioni per adulti. Ore 22,30 Veglia Pasquale benedizione del fuoco e del cero, annuncio della risurrezione, liturgia della parola, benedizione dell’acqua battesimale, battesimi per immersione, liturgia eucaristica. Al termine agape nel salone dell’asilo.

12 aprile - SANTA PASQUA Ore 8,30 ed 11,30 sante messe della risurrezione 13 aprile - LUNEDI’ DELL’ANGELO Ore 8,30 ed 11,30 sante messe

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Pasqua di risurrezione Siamo arrivati alla Pasqua dopo aver seguito Gesù nei suoi ultimi giorni di vita. Domenica scorsa abbiamo agitato con gioia i rami di ulivo per accoglierlo mentre entrava in Gerusalemme. Lo abbiamo poi seguito negli ultimi tre giorni: ci ha accolti al cenacolo, con un desiderio struggente di amicizia, tanto da abbassarsi sino a lavare i piedi e donarsi come pane «spezzato» e sangue «versato». E poi ci ha voluti accanto a sé nell’orto degli Ulivi, quando la tristezza e l’angoscia gli opprimevano il cuore tanto da farlo sudare sangue. Il bisogno di amicizia fattosi ancora più prepotente non fu capito; i tre più amici, prima si addormentarono e, poi, assieme a tutti gli altri, lo abbandonarono.

La tristezza di Maria per la perdita del Signore, anche solo del suo corpo morto, è uno schiaffo alla nostra freddezza e alla nostra dimenticanza di Gesù vivo. Oggi, questa donna è un alto esempio per tutti i credenti, per ciascuno di noi. Solo con i suoi sentimenti nel cuore è possibile incontrare il Signore risorto. È lei e la sua disperazione, infatti, che muovono Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava.

Essi corrono immediatamente verso il sepolcro vuoto; dopo aver iniziato assieme a seguire il Signore durante la passione, sebbene da lontano, ora si trovano a «correre entrambi», per non stargli lontano. È una corsa che esprime bene l’ansia di Il giorno dopo lo troviamo in croce, solo e nudo; le guardie lo ogni discepolo, direi di ogni comunità, che cerca il Signore. Avevano spogliato della tunica; in verità lui stesso si era già spogliato Anche noi, forse, dobbiamo riprendere a correre. La nostra della vita. Davvero ha dato tutto se stesso per la nostra salvezza. Il andatura è diventata troppo lenta, forse appesantita dalla paura sabatoPagliaro è stato triste; un giorno vuoto anche per noi. Gesù stava oltre di scivolare e di perdere qualcosa di nostro, dalla pigrizia di un Silvia quella pietra pesante. Eppure, anche senza vita, ha continuato a realismo triste che non fa sperare più nulla, dalla rassegnazione donarla «scendendo agli inferi», ossia nel punto più basso possibile: di fronte alla guerra e alla violenza che sembrano inesorabili. Ha voluto portare sino al limite estremo la sua solidarietà con gli Bisogna riprovare a correre, lasciare quel cenacolo dalle porte uomini, fino ad Adamo, come ci ricorda la tradizione d’Oriente. chiuse e andare verso il Signore. Sì, la Pasqua è anche fretta.

Il Vangelo di Pasqua parte proprio da questo estremo limite, dalla Giunse per primo alla tomba il discepolo dell’amore: l’amore notte buia. Scrive l’evangelista Giovanni che «era ancora buio» fa correre più veloci. Ma anche il passo più lento di Pietro lo quando Maria di Magdala si recò al sepolcro. Era buio fuori, ma portò sulla soglia della tomba; ed ambedue entrarono. Pietro Oriano Guerri soprattutto dentro il cuore di quella donna (come nel cuore di per primo, e osservò un ordine perfetto: le bende stavano al loro chiunque altro amava quel profeta che «aveva fatto bene ogni cosa»); posto come svuotate del corpo di Gesù e il sudario «ripiegato in il buio per la perdita dell’unico che l’aveva capita: le aveva detto un angolo a parte». Non c’era stata né manomissione né cosa aveva nel cuore e soprattutto l’aveva liberata da ciò che trafugamento: Gesù si era come liberato da solo. Non era stato l’opprimeva più di ogni altra cosa. Con il cuore triste Maria si recava necessario sciogliere le bende come per Lazzaro. Le bende erano lì, come svuotate. Anche l’altro discepolo entrò e «vide» al sepolcro. La stessa scena: «Vide e credette», nota il Vangelo. Si erano trovati davanti ai segni della resurrezione e si lasciarono toccare il cuore.

Fino ad allora infatti – prosegue l’evangelista – «non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti». Questa è spesso la nostra vita: una vita senza resurrezione e senza Pasqua, rassegnata di fronte ai dolori degli uomini, rinchiusa nella tristezza della propria rassegnazione.

La Pasqua è venuta, la pietra pesante è stata rovesciata e il sepolcro si è aperto. Il Signore ha vinto la morte e vive per sempre. Non possiamo più starcene chiusi come se il Vangelo della resurrezione non ci sia stato comunicato. Il Vangelo è resurrezione, è rinascita a vita nuova. E va gridato sui tetti, va comunicato nei cuori.

Forse ricordava i giorni precedenti la passione, quando gli asciugava i piedi dopo averglieli bagnati con unguento prezioso, e gli anni, pochi ma intensi, passati con quel profeta. Con Gesù l’amicizia è sempre prendente; si potrebbe dire che quest’uomo non lo si può seguire da lontano, come ha fatto Pietro in questi giorni. Arriva il momento della resa dei conti e quindi della scelta di un rapporto definitivo. L’amicizia di Gesù è di quella specie che porta a considerare gli altri più di se stessi: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», aveva detto Gesù.

Maria di Magdala lo constata di persona quel mattino, quand’è ancora buio. Il suo amico è morto perché ha voluto bene a lei e a tutti i discepoli, Giuda compreso.

Appena giunta al sepolcro ella vede che la pietra posta sull’ingresso, una lastra pesante come ogni morte e ogni distacco, è stata ribaltata.

Neppure entra. Corre subito da Pietro e da Giovanni: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro!», grida, trafelata.

Neanche da morto, pensa, lo vogliono. E aggiunge con tristezza:

«Non sappiamo dove l’abbiano messo».

Questa Pasqua non può passare invano; non può essere un rito che più o meno stancamente si ripete uguale ogni anno; essa deve cambiare il cuore e la vita di ogni discepolo, di ogni comunità cristiana, del mondo intero. Si tratta di spalancare le porte al Risorto che viene in mezzo a noi, come leggeremo nei giorni prossimi durante le apparizioni ai discepoli. Egli deposita nei cuori degli uomini il soffio della resurrezione, l’energia della pace, la potenza dello Spirito che rinnova.

Scrive l’apostolo: «Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio» (Col 3, 3). La nostra vita è come coinvolta in Gesù risorto e resa partecipe della sua vittoria sulla morte e sul male. Assieme al Risorto entrerà nei nostri cuori il mondo intero con le sue attese e i suoi dolori. Entrerà questo mondo d’inizio millennio ferito dalla guerra e da tanta violenza ma anche percorso da un grande anelito di pace. Potremmo dire che questo mondo ferito è presente nel corpo stesso di Gesù, nelle piaghe che sono ancora nel suo corpo. Egli le presenta a noi come le presentò ai discepoli, perché possiamo cooperare con lui alla nascita di un cielo nuovo e di una terra nuova, ove non c’è più né lutto né lacrima, né morte né tristezza, perché Dio sarà tutto in tutti. (M. Vincenzo Paglia)

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Nella Famiglia Parrocchiale

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Mario Parrini ci ha lasciato, al termine di una infermità che non è stata lunga ma assai penosa per uno come lui portato a

tenersi sempre impegnato su più fronti e tanto amante dello stare in compagnia. Partendo dal basso, Mario ed il fratello erano riusciti a impiantare una industria in Pontedera, seconda solo alla Piaggio. Nella fase crescente dell’attività si erano divisi l’azienda. Al fratello la meccanica di precisione, indotto di grandi industrie nazionali. A Mario la piegatura lamiere, mobili metallici da ufficio e verniciature, indotto di Olivetti e Piaggio. L’Olivetti chiuse la produzione industriale, la Piaggio cambiò la sua politica nell’affidare ad aziende esterne la produzione di componenti. Segnarono il declino ed infine la chiusura dello Stabilimento Parrini in Pontedera che aveva dato occupazione fino a 500 dipendenti, per primo anche ad immigrati africani.

Fin qui i tratti essenziali dell’industriale Mario Parrini. Gli orentanesi lo hanno conosciuto ed oggi lo ricordano con rimpianto anche per molti altri aspetti.

Amante della campagna, acquistò una vasta proprietà in Orentano, al Grugno, un posto suggestivo, con reminiscenze storiche che ha conservato il nome del contadino Grugnus che vi era vissuto mille anni innanzi. E’ stato posto di dogana ed infine proprietà agricola con Casino di caccia dei nobili Baciocchi Rosselli Del Turco.

Mario aveva ristrutturato signorilmente la piccola villa e le case coloniche adiacenti, trasformato la vasta area all’intorno, già di boschi e campi, in un magnifico parco con vasta piscina. Per molti anni, nel periodo estivo, vi ha organizzato una festa animata da artisti di fama, aperta a chiunque volesse parteciparvi. Non si limita a questo la presenza di Mario in Orentano. Già generoso sostenitore dei sodalizi sportivi di Pontedera, dopo poco il suo arrivo prese le redini e gli oneri del Gruppo Sportivo Orentanese che mantenne per diverse stagioni con buoni risultati. C’era sempre folla a seguire la squadra, in casa ed in trasferta.

Volle occuparsi e divenne Presidente dell’Ente Carnevale dei Bambini, che aveva preso avvio nel 1956 e sviluppato una produzione di carri allegorici che ci erano invidiati da altri paesi carnevaleschi. Potenziò il complesso musicale folkloristico La Ranocchia che si esibì con successo in molte città d’Italia ed all’estero. Con il suo animo generoso, dietro l’apparente ruvidezza, ed il piglio imprenditoriale nel decidere, riuscì a coinvolgere il paese in tutte le iniziative. In tanti partecipavano, non da spettatori, a costruire i carri, a far parte della Ranocchia che contava oltre cento MORENA BANDINI FRANCO PINUCCI componenti. E’ stata una lunga e felice stagione per Orentano.

01-01-1990 21-03-2000 Grazie Mario. Non sarai dimenticato.

LIVIO BANDINI 18-08-2004

BUONCRISTIANI ANGIOLINA RICCOMI LIBARDO 20-3-1981 03-10-1990

SAURO CRISTIANI ANGIOLO MARTINELLI 28-04-2006 06-02-2003

GINO CRISTIANI 24-04-2006

TINA GIORGI 25-04-2007

MAURO RICCOMI 29-05-1999

MARIO NATALINI 25-12-2008

LUIGI DI STEFANO 01-05-1999

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Antonio Socci ----la mia News letter DIVAMPA LA CRISI, AUMENTA LA FAME E… CRESCONO LE SPESE PER GLI ARMAMENTI.

sconvolgente accorgersi che tre quarti di essi risiede in sette Paesi alcuni dei quali (come la Cina) sono quelli in cui più cresce la spesa per il riarmo. Facendo crescere l’insicurezza (non a caso nel 2007 abbiamo trovato il modo di fare 14 guerre). E’ difficile capire cosa si può fare, ma almeno bisogna cominciare a rifletterci, a ragionare, a immaginare iniziative.

Lunedì prossimo la Fondazione Farefuturo con Charta Minuta ha chiamato il ministro Frattini a discutere con Giuliano Amato e Adolfo Urso sulla «governance mondiale» facendo un bilancio del cammino «che va dai G20 di Washington e Londra al summit che il nostro paese ospiterà a luglio alla Maddalena».

La domanda che si pongono è: «Quale sarà il ruolo dell’Italia nei nuovi assetti mondiali?».

Non sembra che si voglia mettere a tema lo scandalo del riarmo nel tempo della grande crisi. E invece si potrebbe approfittare proprio del G8 della Maddalena, quello in cui si tenterà una LA CHIESA SOLA GRIDA! Strategia coordinata contro il crollo dell’economia mondiale, Imperversa la crisi, chiudono le attività, le famiglie si per sollevare il caso. E l’Italia potrebbe trovare proprio un suo ruolo importante. Il premier italiano sarebbe infatti titolatissimo riempiono di disoccupati e di debiti, le vie di per lanciare l’allarme: perché è l’ospite del vertice, perché si è mendicanti, non si arriva alla quarta e neanche alla sempre distinto per una politica di distensione fra Est e Ovest, terza settimana, ma incredibilmente in questo quartiere invece di rimboccarsi le maniche e lavorare, anche con scelte coraggiose e storiche (vedi il vertice di Pratica d’improvviso tutti si mettono a dar fondo ai risparmi, di Mare), perché subito dopo l’elezione del nuovo presidente americano ha esortato Obama e i leader russi a incontrarsi facendo enormi spese, per comprare fucili, pistole, presto rinsaldando il dialogo e perché tutta la sua politica estera bombe a mano, sistemi computerizzati di sicurezza, per installare campi minati nei giardini, razzi, cariche (vedi anche la recente chiusura dell’antica controversia con la Libia o l’intervento su Gaza e la ricostruzione del Medio di tritolo, ognuno per essere più armato del vicino e poterlo minacciare. Con il risultato infine che si sono Oriente) è improntata al dialogo e alla pace che sono le vere condizioni per il benessere economico. Certo, sarebbe svuotati i portafogli, ma la sicurezza di tutti è velleitario sopravvalutare il peso dell’Italia. Non siamo una diminuita e il rischio complessivo è enormemente grande potenza e nessun premier può fare miracoli. Ma aumentato perché basterà un piccolo incidente, o un abbiamo comunque voce in capitolo e Berlusconi ci ha abituato gatto che salta su una mina, per far esplodere tutto alle sorprese, a quei gesti di coraggio «visionario» che ogni demolendo l’intero quartiere. Tanto occorrono per interrompere la corsa verso il baratro.

Ecco, si direbbe che tutto questo è pazzesco, roba da Anche se può sembrare utopico. Matti. Eppure questo quartiere esiste ed è il mondo Ma stupefacente è la corsa al riarmo in un’area come l’America attuale. Dove la realtà è perfino peggiore. Proprio in latina, dove i problemi sociali sono tantissimi: obiettivamente questi mesi in cui esplode la più colossale crisi non si comprende quale minaccia militare strategica gravi su finanziaria ed economia dal 1929 e addirittura interi stati rischiano la bancarotta e la fame cresce in molte quell’area. Eppure nel 2008, questi paesi hanno speso più di 47 miliardi di dollari in armamenti. Ma «il caso più triste» parti del mondo, le spese per armamenti, già ingentissime, sono in folle aumento. Anche negli Stati sottolinea la rivista dei Gesuiti «è quello dell’Africa, la quale spende gran parte delle sue scarse risorse per l’acquisto di armi, più poveri dove la gente letteralmente sopravvive che stanno insanguinando il continente in guerre e guerriglie anzi muore - con un dollaro al giorno. Senza fine, con la conseguenza della crescita della povertà, Le spese militari stanno aumentando dal 2001, ma, della fame, delle malattie e del sottosviluppo». scrive «La Civiltà cattolica» nel numero in uscita, a crisi economica esplosa l’assurda tendenza continua e E in via secondaria con la crescita dell’immigrazione selvaggia e disperata verso l’Europa e delle organizzazioni si accentua: «la spesa mondiale per le armi sempre criminali che ci lucrano. E’ possibile che solo la Chiesa, con il difensive, si capisce! Nel 2007 è aumentata del 6% Papa, alzi la sua voce contro questo scandaloso e con punte del 15% negli Stati dell’Europa orientale, pericolosissimo dispendio di risorse, soprattutto oggi, nel raggiungendo 1.339 miliardi di dollari, e c’è il rischio tempo della grande crisi e della fame galoppante? E l’America che nel 2008 abbia raggiunto 1.500 miliardi». di Obama? Non doveva ispirarsi a Martin Luther King e alla Così «nel 2007 ogni abitante del pianeta anche quelli sua predicazione evangelica? E non sono proprio gli Stati Uniti l’epicentro della crisi finanziaria ed economica che sta che vivono con un dollaro al giorno ha speso per le armi 202 dollari, il 2,5% del Pil di tutti i Paesi messi diventando dramma sociale? E l’Unione europea dov’è? Esiste ancora? Ha una qualche dimensione politica e morale? O insieme». dobbiamo sprofondare nella crisi economica, magari nell’attesa Non è assurdo? Considerato che siamo sull’orlo del baratro economico, non sarebbe il caso di mettere fine di saltare tutti per aria per l’enorme apparato di armamenti a questa follia collettiva? Oltretutto la crisi mondiale nucleari allestiti sul pianeta e perennemente a rischio di incidente che solo la Provvidenza finora ha scongiurato? Ha ormai portato a un miliardo il numero delle L’L’Arrivo suore arrivo delle delle suore Antonio Socci - Libero 7 marzo 2009 persone che rischiano la morte per fame ed è

L’ arrivo delle suore