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Agosto 2009

Voce di Orentano,n. 8

Agosto 2009versione testuale

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Testo estratto

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N°8 Agosto 2009 - Anno LI

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire Orentano (Pisa) diocesi di san Miniato

Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 3483938435 -- Roberto 3492181150 - Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s. Lorenzo Martire 56020 Orentano (PI) aut.trib. Pisa del 08-11-77 scrivi alla redazione: roberto.agrumi@alice.it--- www. parrocchiadiorentano.it

Carissimi fedeli,

10 agosto san Lorenzo Diacono e Martire

con il mese di agosto entriamo nel cuore Forse da ragazzo ha visto le grandiose feste per i mille anni della dell’estate dove ci attendono due appuntamenti città di Roma, celebrate nel 237-38, regnando l’imperatore Filippo importanti, la festa del nostro patrono, san detto l’Arabo, perché figlio di un notabile della regione siriana.

Poco dopo le feste, Filippo viene detronizzato e ucciso da Decio, Lorenzo e la solennità dell’Assunta. Due date duro persecutore dei cristiani, che muore in guerra nel 251. molto significative per la nostra vita spirituale di L’impero è in crisi, minacciato dalla pressione dei popoli germanici cristiani. La festa di san Lorenzo Martire, per gli e dall’aggressività persiana. Contro i persiani combatte anche Orentanesi è un momento caratteristico e l’imperatore Valeriano, salito al trono nel 253: sconfitto particolare che sottolinea l’importanza delle dall’esercito di Shapur I, morirà in prigionia nel 260. Ma già nel nostre tradizioni e delle nostre radici cristiane, 257 ha ordinato una persecuzione anticristiana. Che si sono sempre rafforzate attorno al nostro Ed è qui che incontriamo Lorenzo, della cui vita si sa pochissimo. Caro patrono e protettore. Non c’è orentanese in E’ noto soprattutto per la sua morte, e anche lì con problemi. Le giro per il mondo che il 10 agosto non pensi al antiche fonti lo indicano come arcidiacono di papa Sisto II; cioè il suo paese natale dove sa che in quel giorno è primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana. Festa grande con i fuochi di san Lorenzo, la Assiste il papa nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra le offerte fatte alla Chiesa. Solenne processione e le iniziative collaterali Viene dunque la persecuzione, e dapprima non sembra accanita come le sagre, pizza e bignè o la sfilata del come ai tempi di Decio. Vieta le adunanze di cristiani, blocca gli dolcione, le tombole ecc. Tutto ciò sarebbe accessi alle catacombe, esige rispetto per i riti pagani. Ma non ancora ben poca cosa se da parte nostra non ci obbliga a rinnegare pubblicamente la fede cristiana. Nel 258, però, fosse davvero uno spirito ed un atteggiamento di Valeriano ordina la messa a morte di vescovi e preti. Fede e di vera preghiera. Che la festa del patrono Così il vescovo Cipriano di Cartagine, sia per tutti noi un momento propizio e esiliato nella prima fase, viene poi decapitato. La stessa sorte tocca ad favorevole di ritorno al Signore Gesù Cristo per altri vescovi e allo stesso papa Sisto il quale Lorenzo non esitò, per amor suo, a dare la II, ai primi di agosto del 258. Si sua vita e il suo corpo alle fiamme, testimonianza racconta appunto che Lorenzo lo di fede profonda e fedeltà al Signore Gesù. San incontri e gli parli, mentre va al Lorenzo prega per noi. Anche la solennità supplizio. Poi il prefetto imperiale dell’Assunta, è molto sentita e partecipata dagli ferma lui, chiedendogli di consegnare Orentanesi, con la santa messa e la processione al «i tesori della Chiesa».

Chiesino di Carletti, la sera della vigilia, quasi Nella persecuzione sembra non un prolungamento della festa di san Lorenzo. Mancare un intento di confisca; e il Intorno alla santa Madre di Dio, assunta in cielo prefetto deve essersi convinto che la anima e corpo, tutti i suoi figli devoti si ritrovano Chiesa del tempo possieda chissà per venerarla ed impetrare da Lei, grazie celesti. Quali ricchezze. Lorenzo, comunque, Buon san Lorenzo, buona festa dell’Assunta a chiede solo un po’ di tempo. Si tutti voi che con cuore umile e sincero osate affretta poi a distribuire ai poveri le san Lorenzo Martire offerte di cui è amministratore. Volgere il vostro sguardo al cielo. Patrono di Orentano don Sergio

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Cronaca paesana

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Infine compare davanti al prefetto e gli mostra la turba SAN LORENZO PROGRAMMA RELIGIOSO dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagna, mercoledì 5, giovedì 6 e venerdì 7 triduo di preparazione dicendo: «Ecco, i tesori della Chiesa sono questi».

Allora viene messo a morte. E un’antica «passione», 5 AGOSTO - ORE 21,00 SANTA MESSA PER TUTTE LE raccolta da sant’Ambrogio, precisa: «Bruciato sopra una ASSOCIAZIONI DEL PAESE graticola»: un supplizio che ispirerà opere d’arte, testi di 6 AGOSTO - ORE 21,00 SANTA MESSA SONO pietà e detti popolari per secoli. Ma gli studi dichiarano PARTICOLARMENTE INVITATE LE FAMIGLIE, AL TERMINE leggendaria questa tradizione. Valeriano non ordinò BENEDIZIONE DEI BAMBINI torture. Possiamo ritenere che Lorenzo sia stato decapitato come Sisto II, Cipriano e tanti altri. Il corpo 7 AGOSTO - ORE 21,00 CELEBRAZIONE PENITENZIALE viene deposto poi in una tomba sulla via Tiburtina. Su PER TUTTI SARANNO PRESENTI PiU’ SACERDOTI di essa, Costantino costruirà una basilica, poi ingrandita 8 AGOSTO - MESSA PREFESTIVA ORE 18,00 via via da Pelagio II e da Onorio III; e restaurata nel XX 9 AGOSTO - SANTE MESSE AD ORARIO FESTIVO secolo, dopo i danni del bombardamento americano su 10 AGOSTO SAN LORENZO Roma del 19 luglio 1943. Lorenzo, santo, martire, è sepolto nella cripta della confessione di S. Lorenzo ORE 8,30 PRIMA MESSA, PRESIEDE DON GIOVANNI f.l.m. unitamente ai santi Stefano e Giustino. I resti ORE 11,00 SANTA MESSA SOLENNE, PRESIEDE MONS. furono rinvenuti nel corso dei restauri operati da papa IDILIO LAZZERI, VICARIO GENERALE, CONCELEBRANO I Silvia Pagliaro Pelagio II. Numerosissime furono le chiese in Roma a SACERDOTI DEL VICARIATO lui dedicate, tra le tante è da annoverarsi quella di S.

ORE 18,00 SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO Lorenzo in Palatio, ovvero l’oratorio privato del papa nel patriarchio lateranense, dove, fra le reliquie ORE 21,00 VESPRI DI SAN LORENZO A SEGUIRE custodite, vi era il capo. L’insigne resto fu portato sotto PROCESSIONE PER LE VIE DEL PAESE Sisto V al Laterano; nel 1600 venne custodito nella PRESTERA’ SERVIZIO LA FILARMONICA LEONE LOTTI. Cappella Sistina e nel 1708, sotto Pio VI, nella cappella VENERDI’ 14 AGOSTO del Quirinale ed infine in quella Matilde a S. Pietro in ORE 21,00 S.

MESSA E PROCESSIONE AL CHIESINO Vaticano. Adriano II donò a Carlo Magno alcune reliquie del santo, oggi onorate nella Cattedrale di SABATO 15 AGOSTO Strasburgo.

SANTE MESSE AD ORARIO FESTIVO - AL TERMINE

Le stelle cadenti Il giorno di san Lorenzo si assiste tradizionalmente al fenomeno delle stelle cadenti, in realtà una pioggia di piccoli meteore, che è particolarmente visibile in quei giorni. Celebre la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto, dal giorno dedicato al santo: 10 agosto « San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla... »

GITA A MIRABILANDIA. Ormai è diventato un appuntamento, la gita premio per i chierichetti.

Anche quest’anno la partecipazione è stata notevole.

Una giornata di divertimento assieme ai ragazzi di Villa Campanile. Prima dell’ingresso al parco abbiamo celebrato la santa messa in un prato vicino alla biglietteria, pochi i curiosi, molto attenti i nostri ragazzi.

DELL’ULTIMA MESSA - BENEDIZIONE DEGLI AUTOMEZZI GIOVEDI’ 20 AGOSTO GIORNATA DELL’ANZIANO - Alle ore 18,00 nel prato dell’asilo santa messa ed unzione degl’infermi. Al termine cena per tutti.

GIORNATA DEL DONATORE «Annuale festa dei donatori di sangue del gruppo Fratres» di Orentano”

Domenica 26 luglio si è svolta la tradizionale festa del donatore organizzata dal nostro gruppo Fratres.

Sono sempre di più gli orentanesi che decidono di fare qualcosa per chi ha bisogno donando un poco del loro sangue, giusto festeggiarli almeno una volta l’anno.

La festa è iniziata nel tardo pomeriggio con un piccolo rinfresco giusto per accogliere i tanti rappresentanti delle confraternite dei paesi vicini, poi la messa celebrata nella nostra chiesa.

Al termine della messa il nostro presidente Bruno Di Vita, seguito dal presidente provinciale Fratres Angiolo Stiavetti e dal vicesindaco Toti, ha collocato una corona di alloro al monumento dei caduti. Infine la serata si è conclusa allegramente presso la casa dell’associazione amici della Zizzi, luogo scelto per la cena che il nostro gruppo offre ogni anno a tutti i donatori. In occasione della cena sono stati premiati anche alcuni presenti che avevano effettuato da poco la prima donazione oppure che avevano varcato la soglia delle dieci o venticinque donazioni. Il consiglio ringrazia ancora tutti i partecipanti e invita a continuare a donare con regolarità perché le donazioni è vero sono aumentate nel 2008, ma purtroppo in toscana è aumentata in maniera vertiginosa anche la richiesta di sangue. Invitiamo tutti alla donazione, anche chi non lo ha mai fatto prima.

Giulio Ruglioni

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Nella Famiglia Parrocchiale

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BATTESIMI

Hanno ricevuto la Sabato 8 agosto benedizione si sono uniti in 4 luglio nuziale: matrimonio FRANCESCO DANIELE PRIZZI 21 giugno di VINCENZO e ROBERTA AMICO nozze d’oro per 4 luglio GIUSEPPE CASINI e NOEMI GUERRA di MASSIMO e LAURA TINTORI GIULIANA TORCE’ 5 Luglio 30 maggio CHIARA BOLDRINI nozze di diamante di DAVID e SIMONA DAVINI per 18 Luglio Antonio ALDO BUONAGUIDI CRISTIAN DI ROMA Maddalena e di FRANCESCO e SABRINA CRISTIANI e FICINI ROMANA “Ai genitori le nostre più vive felicitazioni, ai piccoli l’augurio Michela «Gli auguri più sentiti» di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia”

Cristiani

DON GIOVACCHINO CI HA LASCIATI Dopo don Gennai e don Gino Menichetti, fu priore di Villa Campanile fino al 1993, anno in cui, per ragioni di salute, lasciò la parrocchia. Abitava a Marlia presso una nipote, è spirato lunedì 13 luglio all’età di 91 anni. Il funerale si è svolto nella chiesa di Marlia, ed ha visto la presenza di molti villesi e numerosi sacerdoti.

Ha celebrato il rito funebre il nostro vescovo mons. Fausto Tardelli.

E’ stato sepolto in quel cimitero.

OFFERTE PER LA CHIESA E VOCE DI ORENTANO Carlini Giorgio, i familiari in memoria di Anna Valle, Lussiena Buoncristiani, Pinucci Maria Grazia (Vicopisano), Marinari Sara, Fosca, Carlini Luciana (FI), Carlini Moreno (FI), Aurelio e Giuseppina Carlini (FI),

CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 26 Giugno RENZO DEL VIGNA di anni 53 18 LUGLIO AIDA ZACCAGNA ved. CARLINI di anni 89 MIRELLA MERENDONI in MASTRANGELO di anni 76

ANNA VALLE 01-03-2009

MARTINA SICHI 07-12-1987=18-08-2004

TORI ORFELIA 23-04-1991

GIOVACCHINO PINELLI 15-04-92

IVANO PINELLI 31-12-2005

nel quinto anniversario della sua salita al cielo, i familiari la ricordano con affetto. Una messa in suo suffragio sarà celebrata venerdì 21 agosto alle ore 18,00 nella nostra chiesa.

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Santiago de Compostela «IL Cammino»

Un percorso affascinante, un’ esperienza alla portata di tutti dove, quasi sempre, per raggiungere la meta, contano più le motivazioni interiori che la preparazione fisica. Il problema infatti non sono le singole tappe, 20 o 25 chilometri come media giornaliera, sono alla portata di tutti, semmai la difficoltà è che non si tratta di fare un’escursione di un giorno, ma di mettersi in marcia ogni santo giorno con ogni tipo di tempo e soprattutto con uno zaino di 10, 12 chili sulle spalle.

Ogni notte si dorme in rifugi antichi e nuovi, a disposizione dei pellegrini. Sono più di mille anni che si cammina verso Santiago e il tracciato attuale, è ancora quello storico dei pellegrini medioevali. Oggi sono migliaia le persone che ogni anno si mettono in cammino, qualcuno per sport, qualcuno per turismo molti però sulle tracce di una ricerca interiore che quì si intesse di silenzio e di grandi spazi di solitudine, ma anche di incontri di grande umanità. Così il Cammino, con la sua storia, che è innanzitutto una storia di fede, si offre e appartiene a tutti, a chiunque decida di percorrerlo per gli 800 km, o a chi si metta in viaggio anche solo pochi giorni. Perfino nei mesi invernali, ormai, quando il freddo gela le gambe e i pensieri, c’è sempre qualcuno che bussa alle porte dei rifugi. Sì, perchè qui l’ospitalità, com’era un tempo, è esperienza quotidiana. La storia, ed in parte la tradizione e la leggenda di Santiago de Compostela affonda le radici nell’epoca apostolica. Dopo la morte e Risurrezione di Gesù, gli apostoli si disperdono ad «annunciare il vangelo fino ai confini della terra». Secondo la tradizione, l’apostolo Giacomo il Maggiore, arriva nella penisola Iberica, attraversa l’ Andalusia e giunge nella remota Galizia.

Ritornato in Palestina muore martire, primo degli apostoli, decapitato.

Due suoi discepoli ne trafugano il corpo, lo trasportano su una barca nuovamente in Galizia, per poi seppellirlo in un bosco, presso il quale erigono un altare di marmo. Così il corpo dell’apostolo torna nelle terre che lo avevano visto all’opera come annunciatore del vangelo. Passano i secoli e la tomba viene dimenticata, fino a perderne le tracce. Nell’anno 813 un eremita e pastore ogni notte comincia a vedere delle luci su di un monte, gli appare quindi in sogno l’apostolo Giacomo, che lo invita a scavare lì per riportare alla luce il suo sepolcro. Durante i lavori viene alla luce un’ arca di marmo nella quale si trovano i resti di un’uomo decapitato. Si grida al miracolo e la notizia della scoperta della tomba di san Giacomo comincia a diffondersi.

Viene eretta una prima chiesa sopra il sepolcro, intorno alla quale si sviluppa un piccolo borgo. Sta nascendo Santiago de Compostela, la terza città santa della cristianità, dopo Gerusalemme e Roma. Inizia così il pellegrinaggio che da tutta l’Europa cristiana porta folle sempre più numerose alla tomba dell’apostolo.

Tra i più illustri pellegrini a Santiago, c’è stato probabilmente san Francesco d’Assisi. Ma anche Dante, nella Divina Commedia, spiega che «pellegrino» è colui che si reca a

Santiago, Chi va a Roma è detto «romeo»,e chi si reca a Gerusalemme è detto «palmario».Siamo partiti in sette, quattro baldi giovani Francesco, Paolo, Lorenzo e Francesca e tre adulti Giovanni, Clara e Roberto. Partenza mercoledì 8 luglio dalla chiesa, dopo la benedizione di don Sergio e il saluto ai parenti. Sosta a Marsiglia per la notte a casa di Lorenzino Ficini, poi tutta una tirata fino a Santander, dove dormiamo in un campeggio. Nel pomeriggio arriviamo a Sarria da dove, il mattino dopo, inizieremo la nostra avventura a piedi. 120 chilometri in 5 giorni, ce la faremo! Mi alzo la mattina e non ho fame, non faccio colazione, questo mi costerà caro, ho mal di testa, ho mal di stomaco, quasi quasi torno indietro, mi pento di esserci venuto, ma chi me l’ha fatto fare!

Troviamo un ristoro, ordiniamo qualcosa, mi portano un panino con la frittata di patate e cipolle, soltanto l’odore mi viene da vomitare. Riesco a mandarne giù una metà, ci bevo sopra e mi vado a sdraiare al fresco sotto un ciliegio. Si riparte, mi sembra di essere rinato, non ho dolori di nessun tipo, arriviamo a Portomarin dopo 24 chilometri di caldo asfissiante, dormiamo in un ostello, 35 lettini in uno stanzone, non me ne importa, dormo come un sasso. La mattina dopo, seconda tappa con arrivo a Palas de Rei, faccio una bella colazione, perchè scopro il pane tostato con burro e marmellata, mi sento benissimo. Per arrivare a Palas de Rei ci sono 23 chilometri di salite e ripide discese, improvvisamente cambia il tempo, vento forte e pioggia a tratti, ma non ci spaventa anzi ci da più coraggio, con il fresco la fatica si sente di meno. Si dorme in un ostello nuovissimo anche quì però in settanta in una stanza. Terzo giorno da Palas de Rei a Melide 18 km, ci sembrano pochi ed arriviamo fino a Salceda in totale i km sono 34. Quarta tappa da Salceda ad Arzua 20 km. Ultima tappa Santiago 21 km, arriviamo col sole, davanti la basilica mi inginocchio e bacio per terra. Sono stati 122 chilometri di fatica, non di sofferenza. La mattina dopo, siamo a giovedì 16, santa messa in cattedrale, celebra il vescovo di Montreal (Canada) nella sua omelia dice che il cammino di Santiago è la sintesi del cammino della nostra vita, dove le difficoltà sono rappresentate dal caldo, dalla pioggia o dal peso della mochilla (così si chiama lo zaino in spagnolo). Dopo la messa partiamo subito per Santo Domingo de Silos, dove ci aspetta padre Clemente nel suo monastero, vi restiamo un giorno intero. Visitiamo anche Burgos e poi tutta una tappa fino a casa dove arriviamo domenica mattina. Dormo tutto il giorno, mi sveglio un attimo per vedere vincere Valentino Rossi e poi dormo fino a sera. Non riesco a vedere nemmeno suore arrivo delle delle suore l’arrivo del giro di Francia. L’L’Arrivo

Roberto

L’ arrivo delle suore