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N° 11 Novembre 2009 - Anno LI
Voce di Orentano Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire
Orentano (Pisa) diocesi di san Miniato Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 3483938435 -- Roberto 3492181150 - Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s.Lorenzo Martire 56020 Orentano (PI) aut.trib. Pisa del 08-11-77 scrivi alla redazione: roberto.agrumi@alice.it www. parrocchiadiorentano.it
Carissimi fedeli, siamo già alla fine di ottobre, col
DUE NOVEMBRE RICORDO DEI DEFUNTI
mese di novembre, inizia per noi un momento molto particolare e doloroso, la ricorrenza di tutti i fedeli La giornata odierna è dominata dal pio e affettuoso ricordo defunti. La festa dei nostri morti diventa per noi motivo delle persone defunte che in vita ci sono state care. Ognuno di nostalgia e di rimpianto per i nostri cari che ci hanno di noi, specialmente dopo una certa età, ha il suo piccolo lasciato prima del tempo e per sempre, però chi ha fede necrologio nel cuore; i nomi che vi sono stati scritti di fresco sono naturalmente quelli che salgono prima alla mente, che in Gesù Cristo, sa che la morte è solo un passaggio, un ridestano ricordi, fremiti e rimpianto. E’ giusto che oggi ponte, che ci permetterà di entrare nella vita eterna. Diamo spazio a queste persone care perché possano rivivere Il Cristo risorto, è vivente, ed ha sconfitto la morte una nel nostro pio affetto e nella nostra preghiera. Un nostro volta per sempre. Non per niente, la commemorazione di grande poeta ha scritto un poema - i Sepolcri - per dire che è tutti i fedeli defunti il 2 novembre è preceduta dalla festa solo questa la piccola, evanescente vita che c’è dopo la di tutti i Santi, proprio perché la chiesa vuol farci vedere morte: vivere nel ricordo di chi resta e in nessun altro modo. e capire che coloro che ci hanno lasciato per sempre, Noi cristiani dobbiamo credere che i nostri morti vivono in hanno raggiunto la santità di Dio e di questa vengono ad senso ben piú vero e pieno di questo: vivono « in Dio ». Se andiamo a visitare il loro sepolcro non è, perciò, soltanto per esserne partecipi per tutta l’ eternità.
Prepariamoci, dunque, anche noi con una vita sempre ridestare un ricordo, per rivivere il momento doloroso del più cristiana e degna dei figli di Dio per poter un giorno, distacco, ma per stabilire, attraverso questi segni sensibili, un contatto reale con essi, per imparare da essi qualcosa attraverso la nostra morte, entrare nella gloria di Dio, intorno al grande viaggio che anche noi, presto o tardi, riservata ai suoi eletti e quanti, durante la vita terrena, dovremo compiere. La cosa piú utile che possiamo fare, hanno fatto di Gesù Cristo e della Vergine Maria il mentre siamo riuniti ad ascoltare la parola di Dio, non è, centro della loro vita. Domenica primo novembre e dunque, quella di parlare dei morti, quanto quella di parlare lunedì, festa di tutti i defunti, riempiamo pure i cimiteri, della morte. « Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio ma a poco servirà, se prima non ci saremo incontrati dice la Scrittura - e nessun tormento ormai le può con il Signore Gesù, attraverso la santa eucarestia. Raggiungere » (Sap. 3, ). La morte, invece, ci riguarda da Dio vi benedica tutti e vi protegga vostro don Sergio vicino e tutti. Di fronte ad essa, siamo radicalmente uguali,
tutti indifesi ed esposti, come bambini che, nel buio della notte, soli nel letto grande dei genitori, si stringono tra loro per la paura. Potremmo continuare a parlare della morte in questo tono, considerandola per questo suo volto terribile che è quello con cui si annida nel fondo dei nostri pensieri. Ma a che servirebbe parlarne cosi? A nulla, se non ad aumentare inutilmente la nostra angoscia. Di questa morte sappiamo tutto per conto nostro; non occorre che né la Chiesa né i predicatori ce ne istruiscano. Se lo fanno ci infastidiscono, perché abbiamo l’impressione che si voglia speculare sulla nostra fragilità e sulla nostra paura, tentando di conquistarci con uno spauracchio, come si fa con i bambini irrequieti. Di fronte a quel volto oscuro della morte, non resta a noi credenti -- come a tutti gli altri - che piangere, senza freddi moralismi: piangere come pianse Gesú sulla tomba dell’amico Lazzaro e come pianse lacrime di sangue sulla propria morte, là, nell’orto degli ulivi. Noi non parleremo, perciò, di questa morte. Parleremo dell’altro volto di essa: quello che solo la parola di Dio è in grado di svelarci. Il volto della morte « che ha perso il suo pungiglione e che è stata inghiottita dalla vittoria » (1 Cor. 15, 54), che non minaccia piú, perciò, il nostro essere di distruzione totale. Per capire questo linguaggio, dobbiamo avere la fede, dobbiamo credere che la morte è stata vinta, una volta per sempre, nel momento che Gesú Cristo è passato attraverso di essa, ne ha succhiato, per cosí dire, tutto il veleno ed è risorto da morte.
LUNEDI’ 2 NOVEMBRE ORE 15,00 SANTA MESSA AL CIMITERO AL TERMINE BENEDIZIONE DELLE TOMBE
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cronaca paesana
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ENTE CARNEVALE DEI BAMBINI «Elezioni per il rinnovo del consiglio»
Nella giornata di domenica 11 ottobre, si sono svolte le votazioni per il rinnovo del consiglio dell’ Ente Carnevale dei Bambini.
Nella settimana stessa c’è stata la riunione ESTATE 2009 ..TEMPO DI BILANCIO per l’assegnazione delle cariche. Il nuovo consiglio risulta Un’estate a dir poco intensa, piena di incontri e così composto: Presidente Uliviero Ponziani, Vice Paolo interessantissime quanto bellissime esperienza di vite, Nelli, Cassiere Pierlorenzo Buoncristiani, Segretari per adulti e ragazzi. Difficile poter esplicitare le Stefano Carmignani e Ettorina Parenti, Addetti:alla sensazioni, ma attraverso le pagine del nostro sito e le stampa Benito Martini, pubblicità Marino Toti e Jessica foto in esso contenute speriamo di potervi dare almeno il Marinari, Magazzino Moreno Bernardini, Sicurezza dott. senso delle tante emozioni provate in questi tre mesi Claudio Colombini, Costruzione carri Resp. Stefano estivi. Dal 21 luglio al 3 agosto abbiamo ospitato 5 Tintori, Claudio Guerriero, Giuseppe Santosuosso, bambini provenienti dalla Sicilia. Il 23 luglio abbiamo Daniele Bernardini, Curri Angelo. Amministratore ricevuto la visita ufficiale del nuovo assessore per la Maurizio Ficini (esterno, non componente del consiglio) Qualità Sociale ed il Volontariato della Provincia di Livorno, la dott.ssa Monica Mannucci. Alcune sere ci Silvia PagliaroAUGURI DI BUON LAVORO siamo divertiti ad aiutare l’Ente Carnevale durante la POLISPORTIVA VIRTUS SEZ. PODISMO Sagra della Pizza. Dal 24 al 30 luglio sono stati con noi 13 Scout provenienti da Camerano (AN). Il 19 agosto «Grande successo della Marcia dell’Orcino» abbiamo organizzato, su richiesta dell’Ente Carnevale, Ancora un grande successo per la nostra uno spettacolo di magia e cabaret con Magico Renzo, polisportiva. La sezione podismo ha organizzato Claudio Marmugi, Giovanni Bondi e Michele Crestacci domenica 18 ottobre la 14a edizione della provenienti da Zelig. Il 3 settembre ci siamo recati marcia dell’Orcino. Una stupenda sull’Isola di Gorgona per un tuffo nella natura manifestazione, non competitiva, aperta a tutti, incontaminata. L’11, il 12 ed il 13 Agosto abbiamo attraverso i boschi e le corti di Orentano e Villa Campanile. Oltre 2000 sono stati i partecipanti, che si sono organizzato un corso di Musicoterapia. Il 12 agosto cimentati nei percorsi di 2,6,12 e i 21 chilometri della mezza abbiamo accolto il gruppo dei ragazzi della sezione maratona. Sono stati nostri graditi ospiti anche un gruppo di ANFFAS di Firenze. Una giornata speciale conclusasi marciatori provenienti da Chatillon, in Valle d’Aosta. Il tempo con la Santa Messa ed una cena alla quale hanno ci è stato favorevole e la manifestazione si è svolta nel migliore partecipato anche il Sindaco Marvogli e Don Sergio. Il 5 dei modi. I percorsi, ben distribuiti tra il verde della campagna settembre siamo stati ospiti di Murabilia, la mostra ed il pochissimo asfalto hanno reso ancor più piacevole la mercato del giardinaggio amatoriale di Lucca. Inoltre mattinata orentanese. I punti di ristoro, numerosi ed abbondanti, tantissime le persone, le associazioni, con cui abbiamo il premio individuale e la premiazione per tutte le società, sono avuto il piacere di intrattenerci a cena: la Pro Loco, l’Ente stati premiati ben 73 gruppi, fanno sì che alla corsa di Orentano Carnevale, Gr. Donatori Sangue Fratres di Orentano, la si faccia sempre il pieno. I nostri complimenti al presidente Polizia Penitenziaria di Livorno e tanti altri ancora.
Massimiliano Andreotti ed ai suoi collaboratori..
L’estate è ormai alle spalle ed il ritmo frenetico della quotidianità riprende il suo corso. Sei ragazzi alle superiori, di cui quattro fuori Livorno, uno in terza media e un altro all’università sono un bell’impegno. Quando Prosegue alla grande il cammino dell’Orentano, dopo sei parlo di affido sento spesso parlare della sofferenza di giornate di campionato, capeggia la classifica del girone B della dover lasciare che un bimbo lasci la casa degli affidatari, prima categoria toscana. Domenica scorsa ha battuto la della paura di dover affrontare famiglie difficili, della capolista san Miniato con un secco 3-0. Un punteggio che non difficoltà a dover dialogare con i servizi sociali. Le lascia discussioni, tanto è stata la supremazia dei nostri difficoltà nell’affidamento ci sono, ma questi ragazzi giallo-rossi. Domenica prossima ci sarà l’insidiosa trasferta ad hanno bisogno di noi, hanno bisogno di voi. Nell’affido ci Agliana, ma la nostra squadra, almeno per quanto abbiamo visto sono tante difficoltà, ma ce ne sono tante anche fino ad ora non dovrebbe avere problemi, sarà comunque il nell’allevare un figlio proprio, o nello sposarsi, o nel campo a dare il verdetto. Auguri di un buon proseguimento lavorare ... ma non ci facciamo troppi problemi e ed un pronto ritorno nella categoria superiore. Andiamo avanti. Perché fermarsi troppo a pensare davanti FRANCESCO campione toscano di salto in lungo all’affidamento di un bambino che ha sofferto e che Francesco Bragetti non finirà mai di stupirci, chiede solo un po’ di amore, per un periodo e talvolta per sabato 26 settembre ha disputato a Firenze il sempre. Questo è egoismo. Carichiamo sulle nostre campionato toscano di salto in lungo. Ha spalle la loro Croce e aiutiamoli a camminare perché stravinto con la misura di metri 6,55 secondo anche se ci sono difficoltà da superare, tutto il resto è amore. Amore che doniamo, Amore che ritorna dai Renai (6,16) ,terzo Ciardi (5,96). ragazzi, Amore per Dio, Amore per le Persone.
Un podio di tutto rispetto. Forza Francesco, ti manca un solo metro per essere campione Accantoniamo un po’ del nostro egoismo per far spazio a italiano e due metri per diventare campione chi chiede solo un po’ di coccole ed impariamo a donare la del mondo. Non mollare, Auguri!! nostra parte migliore aprendo il nostro cuore.(Zizzi.org)
TUTTO IL RESTO E’ AMORE
Arrivederci all’edizione 2010
ORENTANO - CALCIO
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Nella Famiglia Parrocchiale
Halloween, la zucca vuota «Trick or treat»: «Dolcetti o scherzetti». È la frase magica con la quale fino a ieri nelle città e nei paesi del New England, oggi in gran parte del mondo comprese Russia e India torme di bambini vestiti da diavoletti, da scheletrucci, da streghine e da fantasmelli bussano di casa in casa teneramente mendicando piccoli doni e minacciando, in caso li si rimandi a mani vuote, ritorsioni anche infantilmente feroci, tipo pesticciare i fiori in giardino, far pipì sulla soglia di casa o legare un petardo alla coda del gatto domestico.
Il giocoso ma un po’ macabro carnevale americano d’autunno si è ormai fortemente affermato anche nella nostra Europa; e, da noi in Italia, è strano come certe comunità nelle quali circolano insistenti le parole d’ordine della tutela dell’identità e delle tradizioni pensiamo alle regioni del Nordest si siano adattate senza far una piega a una tradizione tanto lontana ed estranea rispetto alle nostre Un nonsenso da combattere con tutte le forze, nel nome dell’ortodossia cattolica, della coscienza identitaria cristiano-europea, del buon senso e del buon gusto. I cattolici debbono piantarla di truccare i loro bambini da demonietti, da scheletrucci, da streghine e da fantasmelli. È necessaria al riguardo anche una rigorosa campagna di «pulizia dell’immaginario», di liberazione dal kitsch sado-funebre ormai troppo diffuso specie nel cinema e in Tv sull’onda dei cascami della cultura romantica passati attraverso il macabro alla Poe e alla Stocker. Tra 1° e 2 novembre, portiamo i nostri ragazzi e i nostri bambini a messa e a visitare i cimiteri, parliamo loro dei nostri cari che non ci sono più e dei quali essi probabilmente ignorano perfino i nomi: insegniamo loro a riallacciare di nuovo i legami che collegano tutti i figli di Dio nel nome della «Comunione dei Santi», un’espressione teologica tanto sublime quanto oggi dimenticata e fraintesa. E torniamoci sul serio, perdinci, alle nostre tradizioni; riscopriamola e tuteliamola davvero, perbacco, la nostra identità. (Franco Cardini)
sabato 17 ottobre CI HA PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE
di anni 88
28-10-1959 = 28-10-2009 GIOIELLO VITI ELISA MARTINELLI
11-10-1959 = 11-10-2009 ADOLFO CRISTIANI CARLA MORONI
LORIS MARTINELLI 15-11-2001
SABATO 26 SETTEMBRE SI SONO UNITI IN MATRIMONIO
BATTESIMO 27 Settembre
LEONARDO PICCAROZZI di TONI E VANJA BOSINI
RICORDO DEI DEFUNTI
RINA RUGLIONI 08-11-2001
NOZZE D’ORO
«Ai genitori i nostri auguri, al piccolo l’augurio di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia»
RITA DURANTI
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OSCAR CRISTIANI 30-11-1979
ROSINA VITI 07-05-1998
MATTHIAS ZEITER e ANTONELLA PATUTO AUGURI VIVISSIMI!!
IGINO SILLEONI 21-11-2007
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Il santo del mese 11 Novembre - san Martino
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Martino di Tours ( 8 novembre 397) Vescovo e Confessore, Decise, più tardi, di venerato come santo dalla Chiesa cattolica (è uno tra i primi lasciare l’esercito e santi non martiri proclamati dalla Chiesa), dalla Chiesa divenne un monaco ortodossa e da quella copta, era nativo di Sabaria presto seguito da alcuni (Szombathely), in Pannonia (l’odierna Ungheria). Secondo compagni, fondando alcune fonti san Martino sarebbe invece nato a Pannonhalma. La ricorrenza cade l’11 novembre, giorno dei suoi funerali monastero d’occidente, Tours.
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quello che si può ad efinireil primo
Suo padre, che era un importante ufficiale dell’esercito nei pressi della città di dell’Impero Romano, gli diede il nome di Martino in onore di Poitiers, a Ligugè, sotto Marte, il dio della guerra. Con la famiglia si spostò a Pavia, elaprotezione del quindicenne, in quanto figlio di un ufficiale, dovette entrare egli Poitiers. Stesso nell’esercito. Venne quindi mandato in Gallia.
Nel riquadro
vescovo Il ariodi
Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava Martino si adoperò per la conversione al cristianesimo un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere della popolazione gallica, facendo molti viaggi per era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che predicare nella Francia centrale e occidentale, soprattutto lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi nelle aree rurali, demolendo templi e altari pagani. Nel corso di questa opera divenne estremamente popolare, e stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. «Poveretto, - nel 371 i cittadini di Tours lo vollero loro vescovo. Pensa - morirà per il gelo!»
E pensa come fare per dargli Martino fu un vescovo attivo ed un energico propagatore un po’ di sollievo. Basterebbe della fede. Il suo prestigio si impose e si irradiò ovunque, una coperta, ma non ne ha. sorretto dalle sue doti di carità, giustizia e sobrietà e dalla Sarebbe sufficiente del fama di taumaturgo. Percorse le diocesi vicine denaro, con il quale il povero spingendosi nel territorio degli Edui di Autun e fino a potrebbe comprarsi una Vienne nel Delfinato. Egli aveva della sua missione di coperta o un vestito; ma per «pastore» un concetto assai ampio, a differenza di molti caso il cavaliere non ha con sé vescovi del tempo, uomini di abitudini cittadine poco conoscitori della campagna e dei suoi abitanti. Martino, nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel uomo di preghiera e di azione, percorreva personalmente i pesante mantello che lo copre distretti abitati dai servi agricoltori, le cui necessità tutto. Gli viene un’idea e, spirituali erano immense, mettendo in pratica la sua poiché gli appare buona, non grande intuizione: l’evangelizzazione delle campagne. A Tours Martino fondò un monastero a poca distanza dalle ci pensa due volte.
Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una mura che divenne, per qualche tempo, la sua residenza. Il metà al poveretto. «Dio ve ne renda merito!», balbetta il monastero, noto in latino come Maius monasterium (monastero grande), divenne in seguito noto come mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo Marmoutier. L’ultimo suo atto fu ancora un gesto di e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che concordia: si era recato, infatti, a Candes per mettere pace mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via tra il clero locale, dove sopraggiunse la morte l’8 di anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti novembre 397. pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a San Martino di Tours viene ricordato l’11 novembre, poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, sebbene questa non sia la data della sua morte. Nei primi l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando secoli del cristianesimo, il culto reso ai santi spesso si collegava alla data della depositio nella tomba. Questa il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Data è diventata una festa straordinaria in tutto Ecco l’estate di San Martino, che si l’Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al rinnova ogni anno per festeggiare numero notevole di cristiani che portavano il nome di un bell’atto di carità ed anche per Martino. Nel Concilio di Macon, era stato deciso che ricordarci che la carità verso i sarebbe stata una festa non lavorativa. Poveri è il dono più gradito a Dio.
La basilica a lui dedicata in Tours, l’edificio religioso Ma la storia di San Martino non francese più grande di quei tempi, fu tradizionale meta di finisce qui. Durante la notte, pellegrinaggi medievali. Nel 1562 in seguito alle lotte di infatti, Martino sognò Gesù che lo religione che insanguinarono la Francia, essa fu messa al ringraziava mostrandogli la metà sacco dai protestanti e le sue spoglie date alle fiamme, del mantello, quasi per fargli tanto era il suo richiamo simbolico. Durante il periodo capire che il mendicante della rivoluzione francese la basilica fu demolita quasi incontrato era proprio lui in completamente; rimasero due torri, ancora oggi visibili. Persona.
Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che fu Il sogno ebbe un tale impatto su consacrata nel 1925.
Martino, che egli, già catecumeno, Molte chiese in Europa sono dedicate a san Martino. Tra venne battezzato la Pasqua delle suore L’Arrivo arrivo delle suore queste Lucca ha dedicato a SanL’ Martino il suo Duomo. Seguente e divenne cristiano.
L’ arrivo delle suore