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Maggio 2011

Voce di Orentano,n. 5

Maggio 2011versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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N° 05 Maggio 2011 - Anno LIII

www. parrocchiadiorentano.it

Voce di Orentano Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire

Orentano (Pisa) diocesi di san Miniato Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 3483938435 -- Roberto 3492181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s. Lorenzo Martire 56020 Orentano (PI)

aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore resp. Rev. diac. Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, nonostante il tempo un po’ incerto, abbiamo Maggio mese del rosario

celebrato una bella settimana santa. Non mi interessano certo i La Madonna si è riservata a sé il mese di Maggio bagni di folla, però devo constatare, con piacere, che ancora qui ad per poterci avere più vicini al suo Cuore Orentano le feste religiose sono abbastanza sentite e partecipate. Immacolato. Proprio il 13 di questo mese, Dalla domenica delle Palme a tutto il triduo pasquale c’è stata apparendo a Fatima, la Madonna ha dato inizio al davvero una buona partecipazione di fedeli. Tutto esaurito, solo suo grande piano per preservare il mondo posti in piedi! La sera del Giovedì santo, con la lavanda dei piedi, la dall’autodistruzione e per salvare le anime dal celebrazione della passione di nostro Signore Gesù Cristo con la fuoco dell’inferno. Dobbiamo donare questo mese consueta processione, accompagnata dalla nostra banda, la veglia a Maria innanzi tutto con la recita quotidiana del Santo Rosario, sia personalmente come in pasquale, con il battesimo di Costanza, e le messe del mattino di famiglia. Rinnoviamo, per quanto possibile, la Pasqua con due battesimi, di Lara e Sophia, sono state tradizione del rosario serale, recitato nelle nostre incredibilmente partecipate più degli scorsi anni. Spero proprio che parrocchie e negli angoli dei paesi e delle città ci sia un risveglio delle nostre coscienze cristiane, specie nelle dove ci sono le edicole e le immagini della generazioni più giovani, che ancora sono un po’ carenti. Questo è Madonna. La recita del Rosario in famiglia è la vero, però non facciamoci troppe illusioni, a poco servirebbe avere più valida protezione contro gli attacchi che le panche piene e le chiese gremite se poi il Signore non entrasse a satana in questi tempi rivolge contro la famiglia e pieno ed in profondità nei nostri cuori portandoci così a quella vera il matrimonio. Quando una famiglia recita il conversione spirituale che solo Lui può compiere in noi. Spero solo che questa santa Pasqua possa aver segnato un cambiamento positivo dentro ciascuno di noi. Cristo morto e risorto per la nostra salvezza continuamente ci invita a seguirlo sulla via della croce per poi partecipare anche alla sua risurrezione.

In Maria e Gesù vi benedico tutti vostro don Sergio Doppio impegno per il gruppo Fratres nel fine settimana del 7 e 8 maggio: vendita azalee per la ricerca e festa al Chiesino. Anche quest’anno ci troverete al nostro stand in piazza Roma per comprare le azalee in occasione della festa della mamma. La vendita, che servirà a raccogliere fondi per l’AIRC (Associazione italiana ricerca sul cancro), comincerà la mattina di sabato 7 e proseguirà fino a fine Rosario, la Madonna entra in quella casa e la mattinata di domenica. Il pomeriggio invece saremo impegnati con la prende sotto il suo manto. Fa crescere nei cuori, la tradizionale FESTA DI PRIMAVERA in Corte Carletti. Giochi, merenda, fede, la pace e l’amore. La famiglia prende il volto corsa campestre per tutti. Vi aspettiamo numerosi, grandi e piccini!!! della Santa Famiglia di Nazareth. La recita personale del Rosario è un momento di silenzio e di pace che rinnova e rinfranca. Maria ci avvolge con la sua tenerezza materna e ci conduce alla divina presenza. Proprio perché siamo stanchi, stressati e vuoti, dobbiamo recitare il Rosario. E’ la medicina di Dio in questo tempo di oscurità e di lunedì 2 corte Colombai sbandamenti. Accogliamo la Madonna come mercoledì 4 corte Nardi Madre e lasciamoci condurre da Lei. In questo venerdì 6 corte Seri mese cresciamo nella confidenza filiale, nella lunedì 9 corte il Santo fiducia e nell’abbandono. Il suo Cuore di Madre è il nostro ristoro e il suo sorriso materno è una fonte mercoledì 11 corte Bisti inesauribile di forza e di coraggio. Le sue mani ci giovedi’ 12 corte Centrelloni sosteranno fino alla fine, fino alla gioia eterna.

mese di maggio rosario e messa nelle corti

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Cronaca paesana

pagina 2 Sabato 26 marzo - XX Rassegna dei Cori Parrocchiali OTTIMO ESORDIO PER LA NOSTRA CORALE Il canto e la musica sacra possono essere indubbiamente motivo di gioia e di orgoglio per tutta la nostra diocesi di San Miniato. Ne sono una dimostrazione tutti i cantori e le persone che si adoperano con amore e spirito di servizio per il canto nella liturgia e che ogni anno rispondono volentieri e con una ricca partecipazione a questo appuntamento annuale iniziato tanti anni fa e portato avanti dalla commissione di musica sacra con lo scopo di favorire la sensibilità al canto sacro e stimolare la formazione di coloro che ricoprono il ruolo di animatori, in particolar modo gli organisti, e i direttori dei cori. Anche a Santa Maria a Monte, terzo appuntamento di questa edizione della rassegna, abbiamo goduto di altri cinque cori che ci hanno proposto diversi brani, sottolineando il tema di quest’anno: la Vergine Maria.

Primi a presentarsi il coro di Santa Maria a monte guidato da Dario e Daria Panicucci, e il Coro di San Lorenzo di Orentano guidato da Francesco Ricci e Federico Cifelli; tutti e due per la prima volta ospiti della rassegna. Nei due gruppi abbiamo notato un grande entusiasmo e una buona preparazione che diventerà sicuramente un germe di arricchimento per le loro comunità parrocchiali. A seguire, sotto la direzione di Benedetto Deri si è presentato il Coro delle Colline pisane, che raccoglie alcuni cantori delle parrocchie di Fauglia e la zona di Perignano e infine i due cori di Castelfranco, le dolcissime voci bianche seguite dal giovane Paolo Bini e la storica Corale «San Severo» che mantiene da anni con generoso impegno, il servizio canoro alle celebrazioni più importanti dell’anno liturgico nella parrocchia di Castelfranco di Sotto. Un ringraziamento particolare a don Marco Pupeschi che ha calorosamente accolto l’iniziativa mettendo a disposizione un ricco buffet preparato nei locali della canonica

Ginevra Parrini sfiora il titolo nazionale Ginevra Parrini conquista la medaglia d’argento ai campionati nazionali di categoria di ginnastica ritmica che si sono svolti recentemente sul parquet del Palasport di Parma. Un secondo posto che conferma le indiscusse qualità atletiche della giovanissima ginnasta orentanese. Oggi portacolori della società Etruria di Prato, l’atleta di Orentano svolge i primi passi sportivi con i colori della locale polisportiva Virtus presieduta da Massimiliano Andreotti.

Sotto la competente guida della preparatrice russa Tatiana Grevtseva, Ginevra Parrini diviene ben presto la indiscussa punta di diamante della ginnastica ritmica locale. Infatti, anno dopo anno, le ginnaste di scuola «grevtsevana» con in prima fila proprio la Parrini conquistano allori importanti sia in Italia che soprattutto all’estero laddove in diverse occasioni Ginevra Parrini porta il tricolore a sventolare sul pennone più alto. Poi il salto di qualità nella prestigiosa società pratese dove entra a far parte della sezione agonistica allenata dalle indiscusse doti tecniche di Olga Domenica 10 aprile benedizione della nuova Tishina, Natalia Nesvetova e Olga Makarova e dal coreografo sede della Croce Bianca da parte di S.E. Mons.

Fausto Tardelli vescovo di san Miniato ArmandoSantini.

Indubbiamente, nella categoria allieve 2° fascia, le quattro prove nazionali effettuate dalla Parrini di Riccardo Zizzi Ripoli Qualche giorno fa mi trovavo ad una riunione con (corpo libero, palla, cerchio, delle persone intenzionate ad aiutarci nella nastro), hanno sfiorato la realizzazione del progetto Casa Zizzi. Parlando perfezione ed il punteggio finale è dei costi una persona mi chiese «come farete a stato di conseguenza. Una trovare 5 milioni» e sorridendo risposi «e che ci esecuzione esemplare che ha vuole, sono solo 5 milioni», al che un mio emozionato lo staff della società pratese ma anche i diversi carissimo amico disse «Riccardo è un sognatore». Si, lo sono e questo sostenitori orentanesi, con in mio amico ha poi aggiunto che la mia forza sono appunto i sogni nei quali prima fila i genitori di Ginevra, credo e che porto avanti con gioia e con forza, credendo profondamente Luca e Annalisa, i quali hanno nella loro realizzazione. Questa convinzione è radicata in me, è passione, partecipato alla trasferta nella è entusiasmo, è gioia. Tante volte ho visto i miei sogni più reconditi realizzarsi, mai nei tempi previsti, mai senza fatica e senza dolore, ma sostenere la ginnasta orentanese. Sempre realizzati. Sarà così anche per Casa Zizzi, non è una sogno, è una Tra i prossimi impegni di Ginevra certezza, è già realtà. Il Signore nel Vangelo dice «chiedete e vi sarà dato».

Nel riquadro

cittadina parmigiana per

Parrini, spicca un test nazionale al Non chiedo per me, non chiedo per noi, chiedo per tanti Bambini che quale assisteranno Marina Piazza attraverso noi gridano la loro solitudine, il loro abbandono, la loro (direttrice tecnica nazionale) ed sofferenza ... come si fa a non ascoltarli? Come si può pensare di lasciare Emanuela Maccarani (allenatrice un bambino all’interno di una famiglia che ne abusa, come si lasciare che della squadra azzurra). Un un Bambino cresca senza amore, senza accudimento, senza un sorriso, appuntamento importante senza una carezza? Se la nostra società ha qualcosa che non va dipende da destinato a lanciare Ginevra tutti noi. Oggi abbiamo la possibilità di far si che un Bambino non diventi Parrini nell’orbita della squadra domani un genitore cattivo, un drogato, un rapinatore. (Benito Martini) Tutti insieme possiamo farcela: sono solo 5 milioni!!! azzurra.

ESSERE SOGNATORI

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Nella famiglia parrocchiale

pagina 33 3

SONO RINATI NEL BATTESIMO 9 aprile FERHATI NICOLAS di Alfred e Ferhati Ersida 24 aprile LARA ULIVIERI di Gabriele e Sara Allegrini 24 aprile SOPHIA CAPPERONI di Stefano e Ailenei Gabriela DURANTE LA VEGLIA PASQUALE BATTESIMO PER IMMERSIONE COSTANZA DI TIRRO di Damiano e Maddalena Elena «Ai piccoli l’augurio di crescere come Gesù, in età sapienza e grazia. Ai genitori le nostre più vive congratulazioni»

CI HA PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 23 aprile EDA TANTAZZI ved. Bianucci di anni 87

OGNI PRIMO VENERDI ’ DEL MESE ILGRUPPO DI PREGHIERA PADRE PIO DA PIETRELCINA VI ASPETTA IN CHIESA ALLE ORE 18,00 PER LA SANTA MESSA

LA NOTTE (di Pietro Guerri 1930–2009)

La notte scende e le ultime rondini stridono nell’aria;

Le prime luci si accendono nella contrada.

La cerimonia è finita e beato chi l’ha fatta bene;

E chi viceversa aspetta domani, perché gli conviene!

Si mettono in moto animali notturni: la civetta e la volpe furbacchiona;

Il «viveur» entra in azione per trovarne una più «buona»!

In campagna tutto dorme, c’è il grillo che fa la cantilena;

Il contadino riposa per far sì che domani sia una giornata più serena.

E’ indicata anche dai gatti quando vanno in amore;

Perché non sono disturbati dal frastuono e dalle macchine a motore.

Ha il privilegio di essere più riposante per vari motivi;

Raffresca, l’aria è migliore, il sonno ed i sogni sono più positivi.

E’ bella la notte quando c’è la luna piena;

Ti dà voglia di vivere, qualunque cosa sia, dopo aver fatto una buona cena.

E’ consigliata per il ballo, meglio all’aperto;

Se trovi una buona compagnia fai bella figura, anche se sei inesperto!

In gioventù fai tanti sogni specialmente sessuali;

Ti alzi la mattina ed i giorni son sempre uguali.

Dice che la notte porta consigli;

Crediamoci, che porti amore e fratellanza anche ai nostri figli!

E’ il momento del riposo, dei sogni e dell’amore;

Notte profonda dacci bontà, speranza e che tutto venga al cuore!

Notte di silenzio e di mestizia;

Dio ci dia la salute e ci rafforzi l’amicizia.

RICORDO DEI DEFUNTI

Don Mario Santucci, 72 anni, dopo breve malattia, ha cessato di vivere nel tempo il 7 aprile 2011. Ha sorpreso tutti la sua scomparsa. A Fucecchio dal 1963, anno in cui fu ordinato presbitero, prima come coadiutore in Collegiata poi, dal 17 dicembre 2006, come parroco nella parrocchia di S. Maria delle Vedute. Anche la parrocchia di S. Gregorio a Torre lo ha avuto per diversi anni come preziosa ed apprezzata guida. 47 anni di servizio pastorale in cui don Mario ha sentito i fucecchiesi come suoi familiari e Fucecchio lo ha considerato sempre fratello e padre. Le parrocchie della Collegiata, dellaTorre, di S.

Maria delle Vedute hanno fatto esperienza della fede viva, dell’entusiasmo con cui viveva la sua missione di pastore.

Ognuno potrebbe raccontare come lo ha sentito vicino nei momenti di gioia e in quelli della sofferenza: le coppie che ha preparato e sposato, gli ammalati che ha visitato, persone che hanno trovato in lui sensibilità di ascolto e conforto. Per Fucecchio don Mario è stato un riferimento per tutti. In lui tutto era finalizzato a compiere bene la missione da Dio affidatagli: la meditazione costante sulla parola di Dio, il nuovo respiro offerto dal Concilio Vaticano II da lui raccolto e diventato, insieme ad altri, oggetto di particolare riflessione (gli anni del «Poggio»), l’attenzione a quanto avveniva nella società, il desiderio di relazionarsi con tutti, la percezione del ruolo di educare alla fede, la ricerca di come annunciare Cristo in un mondo secolarizzato. Non possiamo dimenticare il tempo e la passione impegnati nell’amministrazione del sacramento della penitenza e la ricerca costante da parte di molti della sua guida spirituale. Di questo era felice come lo era di essere prete. Ha comunicato con gioia il messaggio cristiano. Non ha mai perso tempo nella sua vita sempre aggrappata all’essenziale. E anche la morte lo ha colto nel suo campo di lavoro. La formazione dei giovani ha trovato in don Mario l’impegno maggiore: la scuola cui ha donato il meglio di sé anche in tempi difficili; i gruppi parrocchiali da cui sono sorte vocazioni al sacerdozio o a seri impegni nel sociale; la formazione dei catechisti anche a livello diocesano. Non è mai mancato di creatività, di fantasia per annunciare il Signore ai piccoli. La sua nutrita cultura e la sua personalità lo hanno fatto apprezzare nel mondo della scuola (alunni e colleghi), ma questo non gli ha mai impedito di farsi vicino alla persona povera, ultima. La chiesa di S. Maria delle Vedute, ove la salma è stata esposta fin dal mattino dell’8 aprile, è stata costantemente gremita di gente per rendere omaggio al defunto; alla preghiera di suffragio dopo cena si sono resi presenti in molti specialmente giovani. Alla Messa esequiale presieduta dal Vescovo e concelebrata da quasi tutti i sacerdoti della diocesi la chiesa non è riuscita a contenere i partecipanti. Sul volto di tutti il dolore, la riconoscenza, lo stupore per un distacco imprevisto.

Fucecchio e la diocesi perdono un sacerdote che ha regalato a tutti una grande ricchezza di fede e di impegno pastorale. Ma non viene meno la speranza che i molti giovani che hanno avuto la gioia di conoscere e di apprezzare la testimonianza di don Mario, come si è espresso il Vescovo al termine della celebrazione, sia feconda di nuove vocazioni al ministero presbiterale. È la fecondità che tutti ci aspettiamo dalla sua vita generosamente offerta per la Chiesa, per la società. (m. Idilio Lazzeri)

RICORDO DEI DEFUNTI

« Caro Papà sono 2 anni che ci manchi costantemente ogni giorno che Dio fa nascere....ma sei sempre vivo nei nostri ricordi e nei nostri cuori. Ti vogliamo bene..... »

PIETRO GUERRI 15-05-2009

ALDO PAGLIARO 14-05-2004

FELICE CARMIGNANI 07-05-1986

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ORENTANESI IN AMERICA

ricerca storica del dott. Enrico Casini

Fantozzi Alberto di S.Salvatore da tempo a Chicago è citato da Inizio a parlare dei circa 300 orentanesi che nei diversi Ficini; Bongiorni Giuseppe stabilito a Granite Falls in primi due decenni del’900 scelsero di emigrare North Carolina è citato da Buoncristiani Antonio di Davino negli Stati Uniti d’America, facilitato in questa emigrato nel 1911. Grazie a queste citazioni referenziali troviamo ricerca dal fatto che nella quasi totalità anche molti nomi dei primi emigranti orentanesi che, non essendo sbarcarono nel porto di New York. Come ho già registrati a Ellis Island, sarebbero sfuggiti a questa ricerca come: riferito in altra occasione i documenti Degli Innocenti Emilio e Augusto figli di Domizio (il fabbro), di conservati nel Centro di accoglienza di Ellis corte Galligani, stabiliti a Chicago, poi rientrati, sono citati da Island, relativi a 24 milioni di immigrati nel diversi amici emigrati nel 1903; a Boni Giovanni di Via del periodo 1892–1924, sono stati informatizzati, Grugno stabilito a N.Y. fanno riferimento i suoi fratelli emigrati costituendo una banca dati di libero accesso. Successivamente; a Biondi Vincenzo di corte Menconi stabilito a Che non esaurisce il problema perché molti dei Chicago fanno riferimento i suoi fratelli Agostino e Anastasio nomi e cognomi (first & last names) e luogo di emigrati nel 1903; a Ghimenti Bernardo di corte Frediano provenienza appaiono scritti deformati nel emigrato fin dal n1897 fanno riferimento altri Ghimenti e nel 1907 certificato di sbarco (passenger record) ed ho potuto rintracciarli, in lo raggiungono moglie e quattro figli; a Tognetti Giuseppe di parte, scorrendo le lunghe liste dei passeggeri delle navi che talvolta Vincenzo della corte Pelato stabilito a S.Francisco fanno presentano larghi vuoti per il deterioramento di parte del materiale riferimento gli altri Tognetti ed amici di paese partiti in anni cartaceo accatastato da un secolo e oltre. Mi sono stati d’aiuto i successivi; a Carlini Cesare di corte Fratino fa riferimento il questionari d’ingresso (ship manifest) compilati a cura del cugino Buoncristiani Augusto (dei Macchioni) partito nel 1911. Comandante della nave, sui quali le generalità sono scritte Molti altri nomi potremmo citare sulla base delle informazioni correttamente, ma purtroppo talvolta sono illeggibili o del tutto contenute negli ship manifest rischiando di rendere noiosa la mancanti. Questo documento questionario, disposto da un Atto del lettura. Li troveremo comunque nel contesto della ricerca.

Congresso nel 1903, quando l’immigrazione negli USA aveva già assunto dimensioni enormi, ci fa conoscere le regole e le condizioni per ottenere libero accesso al paese ed insieme ci fornisce II documento più antico che riferisce dei Buoncristiani risale al informazioni interessanti su ogni persona scesa dalla nave. Domande XIII secolo. Nell’anno 1262 certo Bandino Buoncristiani riceve che pone: Cognome, nome, età e luogo di provenienzasposato o in affitto dalla Abbazia di Pozzeveri, fondata secoli prima da una singolochi ha pagato il biglietto per il viaggio su navesa leggere e ricca famiglia feudale, un podere posto nella pianura lucchese con scrivere- è già stato negli USA- che lavoro ha fatto e intende qui fareun fabbricato dove erano accolte ed assistite le persone malate di nazionalitàrazza- dove intende recarsiha un parente od amico che lebbra, malattia che si era diffusa in quei tempi portata da soldati e l’aspettaha il biglietto per il viaggiodi quanto denaro disponepellegrini reduci dalle crociate in Terrasanta. Per beneficiare dei pratica la poligamia- è affiliato o simpatizzante di movimenti redditi del podere, Bandino doveva dare ospitalità ed assistenza ai anarchici- è in salute fisica e mentaleha deformazioni o ferite al lebbrosi che spesso transitavano sulla vicina Via Francigena, un fisico e loro causa. Risposte dei nostri orentanesi: Come luogo di itinerario europeo assai frequentato, che da Roma portava fino alle provenienza indicano spesso Orentano (scritto deformato in vari isole britanniche. I portatori di questa malattia erano infatti esposti modi), Castelfranco, Santa Croce, S. Miniato e talvolta Firenze (tutte alla ostilità della gente che temeva di essere contagiata. Si suppone circoscrizioni di vario grado) - taluni, partenti da Genova, dichiarano che Bandino appartenesse alla famiglia Buoncristiani che da che il viaggio per mare l’ha pagato il padre – nella quasi totalità si lungo tempo abitava sul vicino colle di S.Gennaro, come risulta da dicono alfabetizzati, operai generici o lavoratori agricoli (workman un documento di dieci anni più tardo, del 1272, che parla di un or farmer) – razza: per la regione di provenienza (o aspetto fisico) gli certo Bocciomeo di Riccomo Buoncristiani il quale destina in italiani erano allora classificati north or south – la maggior parte non eredità certi suoi beni alla Chiesa locale dei SS. Antonio e Paolino. Dispone più di 20 dollari - come vedremo i più si dicono diretti a Ancora nel 1281 il Capitolo della Cattedrale di Lucca beneficia di Chicago, Illinois, o San Francisco in California, hanno il denaro per i un canone annuo di X staia dì mosto di uva calpestata da Iuncta lungo viaggio in treno e danno il nome ed indirizzo del parente od (Giunta) Buoncristiani di S. Gennaro. In diverse raccolte di amico sul quale contare – rispondono, come ci si aspetta, in positivo documenti antichi conservate all’Archivio Storico di Lucca si alle altre domande. Il Governo americano usava indagare sulla trovano altre notizie su questa famiglia nel corso del’300. Un veridicità delle risposte, anche a distanza di anni. Quando uno documento importante riferisce che alcuni Buoncristiani nei primi immigrato creava problemi di anarchismo, mafia od altro genere li anni del’300 si trasferirono in Lucca, presso la porta di S.Donato, e rispediva al paese di provenienza. Penso che molti abbiano letto di nel 1332 furono chiamati a prestare giuramento di fedeltà al personaggi di trista fama dovuti tornare in Italia. Ritengo vicario dell’Imperatore, Giovanni re di Boemia, che era stato interessante anche per il lettore soffermarmi su quelle persone citate acclamato Signore della città per averla difesa contro altre città nel questionario come parenti od amici sui quali poter contare per toscane. In tutti questi documenti è riportato lo stemma della superare le prime difficoltà nell’ambientarsi in un contesto socio famiglia Buoncristiani, una torre di guardia, come ne esistevano culturale assai diverso da quello ove sono vissuti finora. Sicuramente allora, e talune si sono conservate, collocate sulle alture intorno erano persone da tempo presenti nel paese che avremmo ignorato alle città. Consentivano di avvistare e segnalare l’avvicinarsi di perché non rinvenute nella documentazione rammentata, che forse gente ostile e probabilmente i Buoncristiani erano i custodi della fecero scalo in altri porti dell’Atlantico e, se dirette in California, la torre collocata sul colle di S.Gennaro. Sempre nel corso del ’300, stessa rotta di Capo Horn seguita da liguri e siciliani nella prima metà al tempo dei Guelfi e Ghibellini che provocavano aspre rivalità fra dell’800. I primi referenti che troviamo sono persone provenienti da famiglie della stessa città, alcuni Buoncristiani appartenenti alla Altopascio e dai vicini paesi della piana lucchese e di Valdinievole. Fazione Guelfa perdente vennero cacciati e trovarono rifugio nella Ne riportiamo alcune il cui arrivo in America si presume sia avvenuto Valle dell’Arno, nei nuovi borghi cintati di mura di Santa Croce e nell’ultima decade dell’800 o primi anni ’900: Andreotti Valentino da Castelfranco Alcuni documenti fanno ritenere che la famiglia Altopascio stabilito a Chicago è indicato da Barghini Angelo ed altri fosse di buone condizioni economiche, forse per i proventi di una emigrati nel 1903; Malanca Giovanni da Badia Pozzeveri stabilito a qualche attività artigiana o mercantile. Lo si evince dai generosi Chicago è indicato da Barghini Giuseppe emigrato nel 1903; Guelfi lasciti testamentari: nel 1327 al Convento dei Frati di Castelfranco Giuseppe da Altopascio stabilito a Chicago è indicato da Barghini ed ancora nel 1344 al Monastero Femminile di Castelfranco. Dai Luca arrivato nel 1904; Lorenzi Antonio da Capannori stabilito a numerosi atti privati del ’400 e ’500 che riferiscono di congrue doti Chicago è citato da Ficini Giuseppe di Serafino (delle Pape, stava al nuziali a loro donne che sposavano giovani di affluenti famiglie Palazzo) emigrato con l’intera famiglia nel 1903; Della Maggiora locali, contratti di acquisto di terreni e case. I Buoncristiani erano Leopoldo da Staffoli da tempo in California è citato dal nipote una delle nove famiglie di S.Croce fra le quali veniva scelto il Mancini Attilio stava a Campanile (Villa) emigrato nel 1902; Gonfaloniere, il magistrato di più alto grado nella cittadina.

I BUONCRISTIANI