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N° 06 - Giugno 2012 - Anno LIV
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Voce di Orentano
Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire Orentano (Pisa) diocesi di san Miniato Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 3483938436 -- Roberto 3492181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s. Lorenzo Martire 56020 Orentano (PI) aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore resp. Diacono Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it
Cari fedeli, il mese di maggio è ormai terminato e devo dire che anche quest’anno il Rosario che abbiamo celebrato nelle varie corti di Orentano ha visto la partecipazione di molti fedeli. Davvero una bella tradizione ed una vera devozione alla santa Madre di Dio, che merita di essere continuata. La Vergine Maria viene continuamente a noi per suscitare la vera fede, il vero amore al suo figlio Gesù Cristo. Anche molte persone che frequentano un pò meno la parrocchia hanno sentito il bisogno, di fronte al richiamo di Maria, di essere presenti al Rosario. Certamente un’opera del Signore, non di certo un merito nostro, uno dei tanti miracoli della Vergine, bella la presenza dei bambini. Che la Vergine Maria possa sempre continuare a benedire le nostre comunità cristiane di Villa Campanile ed Orentano. Due greggi, un unico pastore, Gesù Cristo. Due figlie, un’unica madre, la Vergine Maria. Prossimo appuntamento il 10 giugno per le prime comunioni. Domenica 13 maggio i nostri ragazzi hanno ricevuto la prima confessione.
Vi benedico tutti vostro don Sergio
Domenica 10 giugno solennità del Corpus Domini riceveranno la prima comunione
Azena Alessio Barbieri Dennis Bertagni Giulia Biondi Michael Botrini Mattia Ciccone Davide Cilindro Sebastiano Colombini Filippo Del Sarto Milena De Peverelli Alberto Di Biagio Alessandro Ficini Lorenzo Guerri Alessandro Melani Alessandro Meucci Manuel MERCOLEDI’ 13 GIUGNO PELLEGRINAGGIO A Miliucci Michele ROMA CON I RAGAZZI DELLA PRIMA COMUNIONE Moranti Riccardo, Pacini Alessandro, Russo Chiara, Russo Maria, Russo Sara, Santosuosso Elisabetta DI VILLA CAMPANILE E DI ORENTANO Tomei Ludovico, Toschi Ohara PER L’UDIENZA DAL SANTO PADRE
Ci troviamo dinanzi alla vostra meravigliosa innocenza, ai vostri occhi sfavillanti, ai vostri irrequieti sorrisi!
Voi siete i prediletti di Gesù: “Lasciate che i fanciulli vengano a me! – diceva il Divin Maestro – Non glielo impedite (Lc 18,16).
Vi siete preparati alla vostra Prima Comunione con tanto impegno e tanta diligenza, e il vostro primo incontro con Gesù è un momento di intensa commozione e di profonda felicità. Ricordate per sempre questo giorno benedetto della Prima Comunione!
Ricordate per sempre il vostro fervore e la vostra gioia purissima! Gesù è presente con noi. Gesù è risorto, è asceso al cielo; ma ha voluto rimanere con noi e per noi, in tutti i luoghi della terra. L’Eucaristia è davvero un’invenzione divina! Prima di morire in Croce, offrendo la sua vita al Padre in sacrificio di adorazione e di amore, Gesù istituì l’Eucaristia, trasformando il pane e il vino nella sua stessa Persona e dando agli Apostoli e ai loro successori, i Vescovi e i Sacerdoti, il potere di renderlo presente nella Santa Messa. Gesù quindi ha voluto rimanere con noi per sempre! Gesù ha voluto unirsi intimamente a noi nella Santa Comunione, per dimostrarci il suo amore direttamente e personalmente. Ognuno può dire: «Gesù mi ama! Io amo Gesù». Gesù è presente nell’Eucaristia per essere incontrato, amato, ricevuto, consolato. Dovunque c’è il sacerdote, lì è presente Gesù, perché la missione e la grandezza del Sacerdote è proprio la celebrazione della Santa Messa. Gesù è presente nelle grandi città e nei piccoli paesi, nelle chiese di montagna e nelle lontane capanne dell’Africa e dell’Asia, negli ospedali e nelle carceri. Cari bambini! Ricevete spesso Gesù! Rimanete in lui; lasciatevi trasformare da lui! Gesù è il vostro più grande Amico. Non dimenticatelo mai! Gesù vuole essere il nostro amico più intimo, il nostro compagno di strada. Certamente avete tanti amici; ma non potete stare sempre con loro e non sempre essi possono aiutarvi, ascoltarvi, consolarvi. Gesù invece è l’amico che non vi abbandona mai; Gesù vi conosce uno per uno, personalmente; conosce il vostro nome, vi segue, vi accompagna, cammina con voi ogni giorno; partecipa alle vostre gioie e vi consola nei momenti del dolore e della tristezza. Gesù è l’amico di cui non si può più fare a meno, quando lo si è incontrato e si è capito che ci ama e vuole il nostro amore. Con lui potete parlare, confidare; a lui potete rivolgervi con affetto e fiducia. Gesù è morto addirittura in Croce per nostro amore! Fate un patto di amicizia con Gesù e non rompetelo mai! In tutte le situazioni della vostra vita, rivolgetevi all’Amico Divino, presente in noi con la sua «grazia», presente con noi e in noi nell’Eucaristia. E siate anche i messaggeri e i testimoni gioiosi dell’Amico Gesù nelle vostre famiglie, tra i vostri compagni, nei luoghi dei vostri giochi e delle vostre vacanze.
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Cronaca locale......
pagina 2 FINE DELLA SCUOLA, TEMPO DI RECITE: I BAMBINI RECITANO E I GENITORI APPLAUDONO Ad Orentano il 4 Maggio 2012 non è andata proprio così.
Tutto è iniziato un anno fa, quando i genitori delle classi terza «A» e «B» si sono organizzati autonomamente ed hanno preparato una recita ad uso e consumo dei loro figli e delle insegnanti: successo completo, ma non poteva finire così! Quest’anno i genitori, bambini e docenti si sono uniti in un progetto comune per l’allestimento di uno spettacolo teatrale «amatoriale»; tutti con ruoli ben precisi, ma interdipendenti e con rapporti improntati alla collaborazione fattiva. Una sinergia di azioni per approntare costumi e scenografie, mettere a punto il copione sotto la regia di Cristiani Tiziana, le parti musicali, ed ecco confezionata una rappresentazione ben riuscita, partecipata, divertente e a tratti commovente che si è svolta nei locali messi a disposizione dall’Ente Carnevale dei Bambini di Orentano presso la «Cittadella del Carnevale». Questo è un modo vero di intendere la scuola, al di là delle parole retoriche; una scuola in cui tutti i componenti lavorano insieme per una partecipazione che va oltre le finalità specifiche, una scuola come officina di idee in movimento che si trasformano in fatti concreti, emozioni e sentimenti! Scuola appunto, Scuola! La scuola primaria «Pascoli» di Orentano ringrazia sentitamente l’Ente Carnevale dei Bambini per aver ospitato gratuitamente la rappresentazione teatrale «amatoriale» e per aver contribuito al raggiungimento di circa 600 euro, che la scuola utilizzerà per l’acquisto di materiale didattico. Gli Insegnanti, i Genitori e i Bambini della scuola primaria
Accordo raggiunto tra la Casa di Riposo e gruppo donatori di sangue Fratres Il gruppo Fratres vuole semplicemente la «Società della Salute» per i 10 posti in convenzione.
E’ stato firmato nei giorni scorsi ringraziare tutte le persone che, sabato 12 e l’accordo tra la Società della Salute domenica 13 maggio, in occasione della festa (composta dalla asl ed i comuni della della mamma, hanno deciso di passare dal zona del Valdarno) e la casa di riposo nostro stand per acquistare un’azalea, ’Madonna del Rosario’ di Orentano, contribuendo così a sostenere la ricerca sul con cui si stabilisce che 10 dei 30 cancro e quindi il lavoro di migliaia di posti totali della struttura sono a ricercatori che, ogni giorno, si recando in laboratorio per cercare di rendere il cancro una malattia sempre disposizione degli enti pubblici per più curabile. Anche quest’anno, scegliendo come regalo le nostre poter inserire le persone in stato di bellissime piante, avete dato un piccolo contributo che, sommato necessità. Questo atto finale conclude a quello di tanti altri, ha permesso a noi di raccogliere l’importante l’iter iniziato da circa un anno. Infatti, somma di 750 euro; somma che è già stata devoluta per intero quando prese nuovamente avvio la all’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro).
Gabriele Toti vice sindaco decisione di portare a compimento la Un grazie di cuore a tutti voi.
Il Consiglio struttura, un passaggio indispensabile di Castelfranco di Sotto per rendere fattibile l’operazione era proprio la necessità di un accordo con la parte pubblica per la garanzia di avere coperti (e quindi anche finanziati) questi dieci posti.
Seguire questo passaggio è stato il ruolo principale del Comune: dialogare con tutti i soggetti interessati, dalla Regione, in prima battuta, fino a alla società della salute e di conseguenza gli altri comuni della nostra zona, perché questi ’posti’ fossero assegnati alla ’nostra’ Casa di Riposo. Il comportamento della Amministrazione Comunale è lo stesso tenuto per la costruzione della sede della Pubblica Assistenza ’Croce Bianca’, destinataria di un finanziamento di 200.000 euro ottenuto dal Comune partecipando ad un bando della Regionale Toscana. La Casa di Riposo è infatti una struttura che va a rispondere ad una esigenza di sostegno alle persone anziane sole o in difficoltà, che necessitano di un supporto fisico, e non solo: far stare insieme contrasta quella malattia non dichiarata che è la solitudine. Una condizione che spesso fa chiudere le persone a riccio, portando ad una diffidenza verso l’esterno. La nostra Casa di Riposo diventa un riferimento del nostro paese al pari di quanto avvenuto in passato con Il Campanile, e l’Asilo Sant’Anna. E’ stata realizzata grazie a quel lavoro corale che è stato compiuto in prima battuta con la partecipazione economica degli orentanesi, cui va il primo ringraziamento per il sostegno Tanti auguri a Manrico Iacopini e in quasi 20 anni di raccolte fondi spontanee, frutto della caparbietà unita all’attaccamento al proprio paese. Erano gli anni dei tanti compaesani nelle principali città italiane, ma Maria Pia de Meo che Domenica 20 soprattutto a Roma, per effetto di quel fenomeno di immigrazione che ha caratterizzato maggio hanno festeggiato il 50° Orentano negli anni del secondo dopoguerra. A questo si aggiunga il forte impulso da parte anniversario di matrimonio. Attorniati del Vescovo Tardelli, nell’individuare il soggetto che completasse l’opera (la fondazione da figli, nipoti, amici e parenti hanno Madonna del Soccorso), per completare il progetto, ed infine l’accordo con il gli enti partecipato alla messa delle 11,30 e pubblici per ’le quote’. Tra una marea difficoltà nella amministrazione, è un orgoglio veder realizzare questi risultati che partono dal basso, dalle persone: soggetti pubblici e privati, ricevuto la benedizione nuziale. Si istituzioni civili e religiose che hanno compiuto un percorso insieme per un risultato finale sposarono il 20 maggio del 1962 nella che accresce il nostro paese e risponde all’esigenza di sostegno agli anziani. Chiesa di san Giovanni Bosco a Roma.
Tanti auguri a....
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Nella famiglia parrocchiale pagina 33 SABATO 26 MAGGIO SONO RINATI NEL BATTESIMO 5 maggio 20 maggio SI SONO UNITI IN MATRIMONIO GIOVANNI MENNA OLIVIA CAPONI DAVIDE FROSINI di Antonio e di Alessandro e e ADELE BIONDI Alina Elena Tiganescu Beata Celinska 19 maggio Alla nuova famiglia i nostri più DENNIS BARBIERI sinceri auguri di Gionata Enrico Carlo 3
e Cristiana Marcon Ai piccoli, auguriamo di crescere come Gesù in età, sapienza e grazia. Ai genitori le nostre più vive felicitazioni!
gli Amici della Zizzi festeggiano un quarto di secolo di vita. Amici, ricordi, momenti di commozione, balli e allegria Amici, ricordi, momenti di commozione, balli ed allegria. Questi gli ingredienti di una serata davvero speciale, che si e’ tenuta sabato 19 maggio ad Orentano per festeggiare i primi 25 anni di attività dell’Associazione Amici della Zizzi Onlus. Fondata nel 1987 da Riccardo Ripoli e Roberta Filice, in onore della mamma di Riccardo, soprannominata appunto Zizzi e prematuramente scomparsa, l’Associazione livornese dalla sua creazione si e’ presa cura senza sosta di bambini e ragazzi con problematiche sociali e familiari. La festa, tenutasi presso la casa dell’Associazione in località Il Macchione, si e’ aperta alle 20.00 con un ricco aperitivo di benvenuto preparato dai volontari dell’Associazione, per poi proseguire con una cena ai tavoli, allietata dalle note del Duo Marco Polo, la band La Tela di Penelope e Noemi Baiocchi. Il momento piu’ significativo della serata e’ stata la consegna, da parte dei responsabili Riccardo Ripoli e Roberta Filice di alcune targhe di riconoscimento per le tante persone che hanno contribuito alla crescita dell’Associazione in questi anni. La prima parte di questa piccola cerimonia e’ stata dedicata ai tanti rappresentati delle istituzioni, che non hanno fatto mancare il loro sostegno in questa occasione. Tra i premiati l’Ammiraglio Pierluigi Rosati, il Vicesindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, l’Assessore alle Politiche Comunitarie della Provincia di Livorno Monica Mannucci, il Consigliere Regionale della Provincia di Pisa Angelo Scaduto, l’ex Vicesindaco di Livorno Cristiano Toncelli e il Consigliere Regionale Toscano Mauro Romanelli. Ognuno di loro ha espresso un pensiero di adesione alle attività dell’Associazione, non dimenticandosi però di onorare le giovani vittime dell’attentato di Brindisi, avvenuto proprio sabato.
Successivamente, un po’ a sorpresa per i destinatari, e’ avvenuta la consegna del piccolo riconoscimento ai tanti volontari, amici, che, spesso in maniera silenziosa, si sono prodigati per aiutare l’Associazione e i ragazzi accolti durante gli anni. E sono stati abbracci, lacrime di gioia e commozione, che hanno reso la serata davvero speciale. E come in ogni festa che si rispetti, la conclusione è stata affidata ad una grande torta a piani, davanti alla quale si è ufficialmente festeggiato questo importante anniversario.«E’ stata una serata molto intensa – commenta il presidente Riccardo Ripoli – e siamo davvero contenti di averla trascorsa insieme alle tante persone che hanno svolto un ruolo importate per noi in questi anni. Ci piace considerare questo anniversario come un punto di partenza, non come un traguardo. Abbiamo ancora tanti obiettivi da realizzare, tanti bambini da aiutare, e quindi speriamo di festeggiare molte altre serate come questa».La serata e’ stata ripresa anche dalle telecamere di Rai Parlamento per uno speciale della trasmissione «Dieci Minuti di…» che andra’ in onda prossimamente su Rai Tre Nazionale.
ANGELINA FRANCHINI 17-05-2011
LEONETTA GIOVANNETTI 18-06-2011
TOMMASINA FASTOSO 05-12-2011
CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 3 maggio NAZZARENO BIAGETTI
di anni 63 6 maggio ERNESTA GIORGI
di anni 90 25maggio GIUSEPPINA BATTAGLIA
ved. Achilli di anni 81
PIETRO CARMIGNANI 27-06-2004
MARIA AMABILE CRISTIANI 24-06-1988
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Il santo del mese... santa Rita da Cascia
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CENTRO DIURNO E CASA DI RIPOSO «MADONNA DEL ROSARIO»
Rita nacque presumibilmente nell’anno 1381 a Forse lo sapranno in pochi, ma la RSA Madonna del Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Rosario di Orentano, è autorizzata anche a funzionare Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e come centro di accoglienza diurna per gli anziani. Il Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la servizio prevede la possibilità, per le famiglie che fanno situazione economica non era agiata ma decorosa e apposita istanza di utilizzare i locali della struttura tranquilla. La storia di S. Rita fu ricolma di eventi come punto di ritrovo, svago ed attività diurna per gli straordinari e uno di questi si mostrò nella sua anziani. E’ un servizio importante per tutte quelle infanzia. La piccina, forse lasciata per qualche famiglie, che non volendo accedere al servizio momento incustodita nella culla in campagna residenziale della Casa di Riposo, ma neppure lasciare mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata incustoditi i propri anziani durante le ore lavorative da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la della giornata, di accompagnarli in struttura piccola ma stranamente non la punsero. Un giornalmente con orari flessibili al servizio delle contadino, che nel contempo si era ferito alla mano esigenze delle famiglie stesse. Gli anziani vi con la falce e stava correndo a farsi medicare, si troveranno, oltre al servizio di vitto e d’assistenza, trovò a passare davanti al cestello dove era riposta anche tutta una serie di attività finalizzate al Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con potenziamento delle loro capacità residue, potendo grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si usufruire del servizio di animazione, fisioterapia e di rimarginava completamente. La tradizione ci tramanda che Rita aveva una tutte le attività svolte in struttura. Per ulteriori precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarla informazioni è possibile contattare la struttura (0583 quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto. Rita avrebbe desiderato farsi 23699) oppure la sede della fondazione Madonna del monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la Soccorso, che gestisce la struttura (050 659200). La promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo modulistica è disponibile presso la RSA di Orentano e carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e le rette sono alla portata di tutti. La priorità, in caso di andò in sposa al giovane ufficiale che comandava la guarnigione di richieste superiori ai posti disponibili, è assicurata agli Collegiacone, presumibilmente verso i 17-18 anni, cioè intorno al 1397–1398. Abitanti delle parrocchie di Orentano e Villa Campanile.
Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Si ricorda a tutti gli interessati che è possibile, in sede Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l’amore, la tenerezza e le di dichiarazione dei redditi, devolvere il 5 X 1000 anche cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a alla Fondazione Madonna del Soccorso, che gestisce la trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile. La vita coniugale di S. casa di riposo di Orentano apponendo la propria firma Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l’assassinio del marito, nel riquadro «sostegno al avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone a qualche chilometro da volontariato ed alle altre Roccaporena mentre tornava a Cascia. Rita fu molto afflitta per l’atrocità o rg dell’avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell’orazione con assidue einserendoilnumero infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito. 90046290509. La fondazione ha Contemporaneamente S. Rita intraprese un’azione per giungere alla necessità di essere sostenuta anche pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la economicamente, considerate le vendetta per la morte del padre. Rita si rese conto che le volontà dei figli non si ingenti spese sostenute per piegavano al perdono, allora la Santa pregò il Signore offrendo la vita dei suoi l’ultimazione dei lavori e l’avvio figli, pur di non vederli macchiati di sangue. »Essi moriranno a meno di un anno della struttura. La direzione della Avv. Riccardo Novi dalla morte del padre"..Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e RSA di Orentano coglie l’occasione per ringraziare senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione pubblicamente tutta la popolazione intervenuta che da giovinetta aveva desiderato realizzare. Rita chiese di entrare come all’inaugurazione della nuova RSA il 4 marzo scorso, le monaca nel Monastero di S. Maria Maddalena, ma per ben tre volte non fu numerose associazioni intervenute, l’Ente Carnevale, ammessa, in quanto vedova di un uomo assassinato. Gli scout per il supporto assicurato, il gruppo bandistico La leggenda narra che S. Rita riuscì a Leone Lotti e tutti i benefattori. Un particolare superare tutti gli sbarramenti e le porte ringraziamento agli orentanesi residenti ed operanti a chiuse grazie all’intercessione di: S.
Nel riquadro
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Roma e nel resto d’Italia che hanno supportato Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola economicamente, con grande generosità l’opera anche da Tolentino che l’aiutarono a spiccare il in questi ultimi mesi. Infine un grazie anche all’Auto-sì volo dallo « Scoglio» fino al Convento di di Altopascio per aver gentilmente donato Cascia in un modo a Lei incomprensibile. Un’autovettura alle nostre suore, la Cassa di Risparmio Le monache convinte dal prodigio e dal suo di San Miniato per il contributo erogato e le famiglie sorriso, la accolsero fra di loro e qui Rita vi Carmignani e Ficini di Orentano che hanno concesso rimase per 40 anni immersa nella gentilmente il diritto di passaggio delle fognature preghiera. Era il Venerdì Santo del 1432, S. proveniente dalla Casa di Riposo nei loro terreni. Il Rita tornò in Convento profondamente Signore e Maria Santissima, cui è intitolata l’opera, turbata, dopo aver sentito un ricolmi tutti di grazie. Predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore. Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella «senza parlare con nessuno se non con Dio», inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: dormiva per terra fino alla fine quando si ammalò e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita. A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell’orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita. Così S. Rita divenne la Santa della «Spina» e la Santa della «Rosa». S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447. S. Rita da Cascia è stata beatificata ben 180 anni dopo il suo decesso e proclamata Santa a 453 anni dalla sua morte.