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www. parrocchiadiorentano.it
n° 4 aprile 2013
anno LV
Voce di Orentano Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato
Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 3483938436 -Roberto 3492181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 dir. resp. d. Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it
Carissimi fedeli, la santa Pasqua è ormai passata, ma è sempre vivo in noi il mistero del Cristo risorto e poi fino alla festa di Pentecoste, è sempre tempo di Pasqua, ed ogni domenica, Pasqua della settimana, siamo chiamati a vivere questo unico evento della nostra salvezza. Mai come quest’anno si era vista una partecipazione così numerosa al triduo pasquale, sia il Giovedì che il Venerdì santo e specialmente alla processione di Gesù morto e dell’Addolorata. Anche alle sante messe di Pasqua la partecipazione è stata notevole. Può darsi che l’elezione del nuovo papa Francesco, così subito entrato nel cuore della gente, abbia influito molto su un risveglio della coscienza di molte persone, che forse si erano allontanate dalle pratiche religiose.
Speriamo che non sia un fuoco di paglia e che Papa Francesco, con la sua testimonianza possa sempre di più influire sulla nostra vita di cristiani, fatta di preghiera, di partecipazione alla messa e di carità evangelica. Ringraziamo il Signore per il dono di questo Pastore, per il bene della chiesa e del mondo intero. Ricordiamo con nostalgia e affetto anche il Papa emerito Benedetto XVI° nelle nostre preghiere per quanto ha fatto per la chiesa, e non ultimo il grande segno di umiltà, mettendosi da parte per far posto al suo successore, al quale aveva promesso rispetto ed obbedienza ancor prima di essere eletto.
Siamo davvero orgogliosi di appartenere a questa chiesa, così santa e cattolica. La vergine Maria, madre della chiesa interceda per ciascuno di noi. Il Signore risorto vi benedica tutti.
don Sergio
FRATRES ORENTANO NEL 40° anniversario della fondazione del gruppo FRATRES di Orentano invitiamo la cittadinanza all’incontro:
«La strada del sangue: Dopo il dono quale strada per il plasma» SABATO 6 APRILE ORE 15,00 presso la sala riunioni della Croce Bianca Incontro inserito nel programma del corso per volontari: «Impariamo per donare meglio» – terza edizione e finalizzato a promuovere le conoscenze dei volontari attivi e di tutti i donatori sul tema della donazione del sangue e delle leggi che la governano. Relatore: Dott. Medica Danilo – Dirigente Kedrion
In collaborazione con: ANPAS Regionale – Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia – AVO Regionale Toscana – ACLI Regionale Toscana – Azienda Sanitaria USL8 Arezzo – Azienda Sanitaria USL2 Lucca – Azienda Sanitaria USL5 Pisa – Kedrion Biopahrama
ORE 18,00 santa messa nella nostra chiesa, con le rappresentanze dei donatori di sangue e delle Misericordie presieduta da S.E. Mons. Fausto Tardelli vescovo di san Miniato
Un silenzio di preghiera ed ascolto che avvolge piazza San Pietro e la cristianità intera: questa la prima grande opera di Papa Francesco, ovvero Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. Papa Bergoglio, definitosi in primo luogo come vescovo della diocesi di Roma, è un gesuita di origini italiane. Nato in una famiglia di origine piemontese da Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, frazione di Asti, non lontana da Portacomaro, ha studiato dapprima come tecnico chimico, poi in seminario, quindi nel 1958 è entrato a far parte, come novizio, della Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires per laurearsi in filosofia. Durante gli anni giovanili ha lavorato per qualche anno ed avendo anche una fidanzata. Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fè e Buenos Aires, ricevendo poi l’ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969. Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a provinciale dell’Argentina è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel e, nel 1986, è stato in Germania per il completamento del dottorato, prima del ritorno in patria, nella città di Córdoba, dove è diventato direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù. Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca. Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino.
Diventa così primate d’Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina. E’ stato ordinato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2001. La sera del 13 marzo 2013 è stato eletto papa assumendo il nome di Francesco. È il primo papa ad assumere tale nome, il primo gesuita a divenire papa e il primo pontefice americano.
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fatti di cronaca......
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Proteste per il degrado e l’incuria che regna al cimitero (di Benito Martini)
Portare un fiore sulle tombe dei propri cari al cimitero del paese sembra poter mettere a rischio l’incolumità delle persone, soprattutto a quelle più avanti con l’età. Questo almeno è il pensiero di Oriano Billi sostenuto da un nutrito gruppo di orentanesi che vedono il cimitero locale sempre più abbandonato a se stesso e soprattutto pericoloso. Nel mirino del cittadino orentanese sono i molti gradini rotti (non sempre evitabili) che in alcuni casi creano il mancato equilibrio delle persone e rendono difficile scendere le scalinate che portano nelle zone sottostanti. Ma Oriano Billi punta il dito anche sugli escrementi di centinaia di piccioni di città che rendono impresentabile la zona e mettono a rischio la salute dei cittadini. “Purtroppo è proprio così, commenta il Billi, i fatti però sono evidenti e sotto gli occhi di tutti e personalmente ho toccato con mano questa realtà poiché nello scendere una scalinata, già resa viscida dagli escrementi dei piccioni, che si riproducono assai velocemente, dalla borraccina e dal muschio che si crea nel periodo invernale e soprattutto per la mancanza del marmo di uno scalino, sono scivolato fino in fondo riportando alcune escoriazioni e «ammaccature» varie curate e medicate dal medico di famiglia con conseguenze che potevano essere molto più gravi. Inoltre, prosegue, è evidente che questo luogo di culto è frequentato da moltissime persone di ogni età che fanno visita ai propri cari e in alcuni casi bisogna accedere ai piani inferiori e per scendere le varie scalinate a volte c’è la necessità di appoggiarsi ai passamano di sostegno i quali sono sempre pieni di escrementi”. Ma per Oriano Billi, non è da meno la critica situazione che si è venuta a creare a causa degli escrementi dei piccioni. «Infatti, evidenzia, è risaputo che quei volatili sono portatori di zecche, virus, parassiti, funghi che potrebbero trasmettere malattie come salmonella (tifo), coccidi, ascaridi, herpes e candida. Ma ci sono anche diverse carcasse di piccioni morti che attirano topi e ratti ed è risaputo che sono portatori di leptospirosi ma anche animali notturni come le volpi che sono portatori di rogna. Senza fare allarmismi, conclude il Billi, ritengo che per la tutela sanitaria dei cittadini e per l’ambiente sia doveroso da parte delle autorità competenti di voler procedere alla sostituzione dei gradini rotti e provvedere ad una urgente risoluzione degli argomenti citati e soprattutto provvedere alla disinfestazione della zona».Una nota in tal senso è stata sottoscritta da diversi cittadina ed è stata inviata al sindaco del comune di Castelfranco di Sotto e al responsabile Asl 11 di Empoli.
Nel riquadro
IL CARNEVALE ALLA
DOGANA?
MEGLIO
IN
PA E S E
(di Gabriele Toti)
Sullo scorso numero di ’Voce di Orentano’ un articolo riepilogativo del Carnevale 2013, nell’evidenziare i dati positivi con la partecipazione delle persone, le uscite dei carri ed il concorso di disegno e pittura, riportava l’intenzione di trasferire la manifestazione nello spazio in prossimità del ’Capannone’ alla Dogana. Ho letto questa possibilità come una provocazione (confermata poi dal suo presidente), giunta al termine di una edizione in cui c’è stata qualche protesta per la chiusura della strada ed il rumore della musica la domenica mattina. La lamentela è fisiologica nel momento in cui sono organizzati degli eventi: la mia speranza è che se si presentino dei problemi possano essere risolti nel modo più civile possibile. Peraltro la chiusura della strada, quest’anno si è protratta più del solito (fino alle 20) per consentire la pulizia della zona dove si svolge il corso mascherato: togliere coriandoli e bombolette spray, immediatamente, e con più sicurezza perché senza auto.
Lasciarli fino al giorno avrebbe causato disagi, soprattutto in caso di pioggia (come poi avvenuto..) ed è giusto pulire quanto prima...così come accade in altre parti in situazioni analoghe.
Penso, pertanto che il carnevale debba continuare a svolgersi in paese come sempre accaduto dal 1956. Anzi, semmai la considerazione andrebbe fatto in senso opposto. La ’Sagra della Pizza’ al Capannone, ha certamente permesso di superare i problemi legati al rumore ed alla logistica (pensiamo i parcheggi), ma ci lascia la necessità di pensare anche a manifestazioni più coinvolgenti, e che consentano di attrarre persone in paese. Per il Carnevale, penso che siano ben accetti tutti i suggerimenti di idee, proposte fattibili, e volontà di metterle in pratica per arricchire ancora di più la manifestazione, insieme a chi organizza con impegno e passione (di cui ben comprendo l’amarezza di fronte ad alcune proteste), favorendo un maggior coinvolgimento: aiutare ad avvicinare ancora di più la manifestazione al paese.
Per questo c’è sicuramente tempo e spazio, ma anche le idee per esser concretizzate richiedono tempo
«LA RANOCCHIA AL CARNEVALE DEI FANTAVEICOLI DI IMOLA»
Grande successo per il complesso Folkloristico Musicale ’La Ranocchia’ che domenica 10 febbraio si è esibito alla 16° sfilata del carnevale dei Fantaveicoli di Imola, terminando una stagione ’carnevalesca’ ricca di appuntamenti. Il nostro gruppo è partito domenica in pullman da Orentano, al nostro arrivo siamo stati accolti dall’organizzazione e fatti sistemare addirittura dentro al box n°27 all’interno del famoso autodromo di Imola ’Enzo e Dino Ferrari’ e da lì, dopo un pranzo informale organizzato ’in casa’, è partita la grande sfilata che si è snodata fra le vie del centro per terminare in piazza Matteotti dove il Complesso Folk ’La Ranocchia’ con le sue majorette, ha salutato la folla sulle note di un medley dei Village People.
La nostra partecipazione ad una manifestazione di grande rilevanza come questa, ha confermato la giusta direzione che il consiglio direttivo e tutto il gruppo sta percorrendo. E’ rimasto un bellissimo ricordo di questa giornata trascorsa all’insegna del divertimento e della condivisione di una passione. Parallelamente e questa attività, per chi ancora non lo sapesse, il nostro gruppo ha al suo interno anche una Filarmonica denominata ’Leone Lotti’ che si occupa si servizi musicali civili, religiosi, concerti e dello sviluppo della cultura musicale attraverso le nuove generazioni. A conferma di questo abbiamo una nostra scuola di musica interna che attraverso insegnanti qualificati provvede al raggiungimento di questo obiettivo, parallelamente a questo in questo mese, inizieranno i corsi di twirling e ballo per majorette. Per chi volesse la partecipazione del nostro complesso per qualsiasi avvenimento o entrare a far parte del nostro gruppo come musicante, componente del folklore, majorette o altro, può fare riferimento ai contatti indicati di seguito e chiedere anche solo per informazione. Con l’occasione volevo ringraziare tutti i musicisti, componenti del folklore, majorette, insegnanti e tutte quelle persone che si adoperano per la crescita del nostro complesso. Il Presidente Marco Bottoni
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nella famiglia parrocchiale
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FESTA AL CHIESINO 2013
Una grossa pietra che ci opprime Quando cerco di immaginare " Anche la pietra che chiudeva il sepolcro di Gesù, penso ad un grosso macigno che quest’anno il solo con la forza può essere scalzato dal posto dove è stato messo. Lo Gruppo immagino come il nostro peccato, pesante fardello che ci opprime, un donatori di peccato accettato da noi per chiudere dentro il nostro cuore il dolore, la sofferenza, la paura della sangue Fratres morte. Ma ciò che dentro è rinchiuso per la paura di affrontarlo marcisce e corrompe il nostro ha il piacere di corpo e la nostra anima. Occorre una grande forza per far rotolare quel macigno, ed è fin troppo organizzare la chiaro che da soli non potremo mai farlo rotolare via. Abbiamo bisogno di aiuto e l’unico che ha la forza necessaria per sollevarci da tale impedimento è il Signore. La forza dell’amore vale molto di Festa di primavera in Corte Carletti. Più della forza fisica perché, come ha detto Papa Francesco, è con il bene che si combatte il male.
Nel riquadro
tra di zionale
Domenica 14 aprile, a partire dalle Non ho mai visto una vera pace dopo una guerra, ma solo vincitori e vinti, tensioni, propositi di ore 15:00, vi aspettiamo con i vostri vendetta, attentati, fazioni e divisioni. Quando invece un cambiamento avviene con amore, dialogo, ricerca di soluzioni comuni si assiste ad una pace che porta a costruire un futuro buono ragazzi per passare insieme un per tutti, senza imposizioni. Che brutto spettacolo stanno offrendo i politici di oggi ai giovani. Da pomeriggio fatto di giochi, allegria una parte ci sono coloro che sono ancorati al potere e dettano legge, dall’altra invasati che e merenda per tutti. Al termine S. dichiarano «la democrazia siamo noi». Facciamo rotolare questo masso che ci opprime e Messa delle ore 18:00 al Chiesino. Dialoghiamo cercando soluzioni comuni per il bene del prossimo, sarebbe un bell’insegnamento In caso di maltempo la festa sarà per i ragazzi di oggi. Eppure basta vedere come il Papa in pochi giorni di pontificato abbia già ricevuto un altissimo consenso anche tra coloro che non credono, significa che l’amore può molto successiva. Vi aspettiamo più della prepotenza, della forza fisica, dell’imposizione di regole. (Riccardo Zizzi Ripoli) numerosi, cerchiamo di non far morire anche questa bella tradizione S O N O 31 marzo del nostro paese". Il Consiglio.
Nel riquadro
rimandata alla domenica RINATI NEL BATTESIMO
2 marzo
CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 26 febbraio MARTINELLI GRAZIELLA di anni 86
ALESSANDRO SEGHETTI di Claudio e Giada Cristiani
ELIA TOSCANO di Giovanni e Lucia Pulerà (battesimo per immersione durante la veglia pasquale)
Ai piccoli auguriamo di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia. Ai genitori le nostre più vive congratulazioni.
(deceduta a Milano)
Il Papa invita all’evangelizzazione
4 marzo DOMENICO BUONAGUIDI di anni 78
in ricordo Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un «uscire» uscire. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e
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, dei de fu n ti
7 marzo GIACOMO DI BIASE di anni 26 19 marzo LORENZINA FICINI ved. Nelli di anni 97 23 marzo LIVIA GALLIGANI di anni 92 (deceduta a Viareggio)
24 marzo LIDO CESARE NELLI di anni 77
abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo «uscire», cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana. Ricordate bene: uscire da noi, come Gesù, come Dio è uscito da se stesso in Gesù e Gesù è uscito da se stesso per tutti noi.
Qualcuno potrebbe dirmi: «Ma, padre, non ho tempo», «ho tante cose da fare», «è difficile», “che cosa posso fare io con le mie poche forze, anche con il mio peccato, con tante cose? Spesso ci accontentiamo di qualche preghiera, di una Messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo GIUSEPPE MARTINELLI questo coraggio di «uscire» per portare Cristo. La Settimana Santa è 25-03-2011 un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del Nel primo anniversario, i nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie – che pena tante parrocchie chiuse! – dei movimenti, delle associazioni, ed figli lo ricordano «uscire» incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione
25 marzo ANNA VALERIA FICINI nei Martinelli di anni 81 30 marzo PAOLO ASSOGNA di anni 80 (deceduto a Roma)
GINO CRISTIANI 24-04-2006
OFFERTE PER LA CHIESA e VOCE DIORENTANO Ponziani Raffaello, Poggetti Ugo (GE), Buoncristiani Lorenzo (Roma), Freschi Giuseppina (Parma), Billi Luciano (Roma), Parenti Silvano (Roma), Tomei Siliana (Roma), Pavoni Manola (Staffoli), Funelli Remo (Firenze), Botti Dilva (Sanginese), Masini Cecchi Lina (Vicopisano), Mori Viana (Viareggio), Boni Palmazio (Roma), Maria Paola Villani (Asti),la corte Colombai in memoria di Giacomo, Buonaguidi Giovanni (Pisa), Riccomi Manrico (Roma),Martinelli Daniela (Roma), Panattoni Enrico (Roma), Lola del Grande Angelini (Genova), De Romanis Paola (Lido di Ostia RM), Lidia e Cesare in memoria di Lorenzina,
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Il sogno americano - la famiglia Stiavetti - (di Enrico Casini)
1904 a 37 anni Angiolo Stiavetti parte per l’America, lascia a casa una famiglia numerosa che comprende una sorella nubile, la moglie ed otto figli, sette maschi ed una femmina, da 1 a 12 anni Nel 1896 aveva diviso con il cugino Valentino il patrimonio familiare ed intrapreso una nuova attività, sempre di carattere agricolo, acquistando macchine per la trebbiatura e raccolta dei cereali.
Una attività che non dette buoni risultati, forse lo lasciò con qualche debito . I cognati Regoli sistemati in California debbono averlo incoraggiato a seguirli, assicurandogli il loro aiuto nel trovare una buona sistemazione. Furono sufficienti due anni, in parte trascorsi a fare lavori umili nei ristoranti, ma presto in grado di gestirne uno, per prendere la decisione, assai impegnativa, di farsi raggiungere dall’intera famiglia. Nel 1906 partono da Genova con la mn.
Lombardia ed arrivano a N.Y.il 27marzo la moglie Regoli Marta di 35 anni, la sorella Ida di 27 anni e gli otto figli: Ugo anni 14-Deodato 12 – Rosa 11 – Ferrante 10 – Giulio 9 – Dino 7 Giov. Battista 5 – Nello 2. Su quella nave erano imbarcati altri 11 orentanesi, la maggior parte diretti a San Francisco dove, con il lungo viaggio in treno, arrivarono alcuni giorni prima del 18 aprile quando un disastroso terremoto e l’incendio che provocò distrussero ampia parte della città. Sicuramente fu per tutti una esperienza terrificante, trovarsi in una città ancora sconosciuta e maggiormente lo fu per la famiglia di Angiolo con cinque bambini e tre adolescenti da custodire. Quanto ci è riferito da Cheryl figlia di Dino e Joanne figlia di Giulio offre l’immagine di bambini scagliati fuori dal letto, la ricerca affannosa di una barca per attraversare la baia ed allontanarsi dalla città, la difficoltà nel comunicare con altri...Non stettero molto ad Oakland, tornarono a San Francisco trovando casa nel Sunset District. Nel 1908 la sorella Ida sposa Pasquinelli Vittorio di Carlo, arrivato lo stesso anno per riunirsi a fratelli e cugini già stabiliti in California Angiolo aprì una Agenzia immobiliare, presumo che avesse per clienti i nuovi arrivati dall’Italia e che operasse non solo come mediatore. E’ da ritenere sia stata la più proficua fonte di reddito che gli ha consentito di portare dignitosamente all’età del lavoro i propri figli. Che in quel tempo aveva inizio da adolescenti e sicuramente furono avviati presso ditte gestite da italiani per impratichirsi in un qualche buon mestiere..Taluni divennero meccanici, mestiere utile per ottenere un lavoro ben retribuito di conducenti di automezzi commerciali, come vedremo.
Quanto e come questi ragazzi crebbero negli anni lo vediamo in una bella foto della famiglia del 1915, che li ritrae eleganti nel vestire e dignitosamente composti insieme ai genitori sempre giovanili d’aspetto. In altra foto di Angiolo e Marta si coglie quella acutezza d’ingegno e determinazione che consentì loro di superare tanti momenti difficili. Che sicuramente non mancarono, in particolare nei primi anni, quando non avevano ancora acquisito sufficiente conoscenza dell’ambiente da poter cogliere le buone opportunità presenti. I figli Ugo, Giulio, Dino e forse altri fecero il servizio militare negli anni della Prima Guerra Mondiale (WW1). Dino vi restò fino al 1920, perché arruolato nei Marine Corps operanti nel Pacifico. La famiglia conserva ancora i souvenirs ed un album di foto dei porti dell’Oriente asiatico dove era sceso. I rapporti sociali della famiglia erano tutti all’interno della comunità di italiani, assai numerosa nella area Bay di San Francisco. Agli eventi familiari importanti troviamo sempre connazionali ed in particolare i parenti (by law) Regoli, Mancini e Barghini, uniti a loro volta da un intreccio di vincoli matrimoniali. Per i giovani un simbolo di riscatto sociale e raggiunto benessere era il possesso di una autovettura, a fianco della quale amavano essere ripresi. Tutti i figli sposarono donne di origine italiana.: Ugo sposa Florinda Casaretto ed ebbero il figlio Rudolph prima di separarsi Deodato sposa Valentina Barghini da Orentano ed ebbero il figlio Raymond Battista sposa Anita Traverso ebbe il figlio Bobby, restò vedovo e si risposò Ferrante risulta sposato e presto separato, perduta memoria della moglie Nello sposa Marina Botta, ebbero due figli Robert e Stephanie Rosa sposa il lucchese Dante Giannini, ebbero tre figli: Richiard, Alfred e Doris Giulio e Dino sposarono due sorelle Matilde e Alice Chironi figlie di Giuseppe
proveniente da Orzignano, piccolo paese alla periferia di Pisa. Dopo sposati quasi tutti escono dalla città per stabilirsi in cittadine più a sud, dal clima secco e più confortevole. Li troviamo a San Mateo, Santa Clara, San Rafael, Sunnyvale, Redwood city.. Nelle stesse località abbiamo trovato anche altri orentanesi. La famiglia di Dino per prima, seguita preso da quella di Giulio, dovettero trasferirsi a Redwood City perché le loro mogli, sofferenti d’asma, mal sopportavano il clima umido della baia. Trovarono case contigue, con un acro di terreno all’intorno (mq.4.000). Tutte queste informazioni, ed altre seguono, che mi sono state fornite dalle citate Joanne e Cheryl, mi consentono di estendere la narrazione sulle loro due famiglie fino alla prima generazione dei nati in America. Una generazione assai numerosa, tutta anglicizzata nel nome. nei costumi di vita ed anche operosa, a giudicare dalle presenze sui siti Google e Facebook dove pubblicizzano le loro attività, che non possiamo seguire nello spazio di questo libro..Giulio si sposò a 42 anni con Matilde Chironi, più giovane di 11..Per alcuni anni ha lavorato come meccanico, in seguito trovò un miglior lavoro, fino alla pensione, come conducente di automezzo, ritiri e consegne di materiali, per una azienda di pulizie, la Harlow Cleaners. Morì nel 1986. La moglie,di salute cagionevole, era già deceduta nel 1961.. Joanne Sharon nata 1943, loro unica figlia, ha avuto ed ha tuttora una vita laboriosa: ha venduto cartoncini d’auguri (greeting cards), ha fatto la hostess di invito e ricezione di clienti in un rinomato ristorante, ha procacciato dipendenti per un azienda locale ed ora guida dei corsi di formazione per casalinghe (house keeping), per giovani donne che intendono sposarsi.:Nel 1965 sposò John Clifford conducente di grandi automezzi per trasporto di componenti pesanti di impianti industriali, mestiere faticoso tanto che andò in pensione a 55 anni e morì nel 2010. Hanno avuto due figli: Sherri nel 1965, ha lavorato come receptionist in uno studio di avvocati, col primo marito viveva a Boston, separata è tornata in California dove con il nuovo marito conduce una esistenza felice a Fairfield. Il figlio John nato 1966, si occupa di restauri di case, pittura e falegnameria. Dino ha prima lavorato come meccanico, in seguito ha trovato una più proficua occupazione, fino alla pensione, come conducente di automezzo per consegne di prodotti della Safeway Food Stores Nel 1926 sposa Alice Chironi e nel 1936 hanno il primo figlio Russell che lavora alla Lockeed missili e Spazio ed abita a Sunnyvale – nel 1940 nasce la figlia Joyce che sposa un pastore di fede non cattolica ed abita in Texas – Cheryl nata nel 1947 trovò impiego in un affermato Studio Legale Haas & Najarian con sede nel centro di San Francisco. E’ stata responsabile della contabilità (billing manager) e Segretaria del Managing Partner Mr. Louis Haas, con il quale si è sposata nel 1977.
Cheryl, che non ha avuto figli propri, si è preso cura dei due bambini di 4 e 8 anni, che Mr. Haas aveva avuto dalla prima moglie. Ed oggi quarantenni si occupano di brevetti per l’impiego di iphone e ipad.
Torno all’enclave parentale che si era costituito in Redwood, al quale si erano presto aggregate le famiglie di Deodato e Valentina e dell’altro cognato Santino (Sam) Spinelli che aveva sposato la terza figlia Gina di Giuseppe Chironi. Nell’acro di terreno era stato ricavato un orto che dava ortaggi di vario genere in quantità sufficiente per tutte le famiglie e in abbondanza uova e la carne che dava l’allevamento di conigli e pollame. L’orto e gli animali da cortile erano curati con passione da Santino Spinelli che non aveva figli. Nell’area si erano ricavati spazi per lo svago di piccoli e grandi, come campi da gioco per bocce e calcetto, e negli anni una piscina Nei weekend, tavolate colme di piatti ancora di gusto italiano e bottiglie di vino di produttori italiani della Napa Valley. Musica dal giradischi ma anche eseguita dai presenti, Dino con l’accordeon ed il figlio Russell con altri strumenti.
Riecheggiano nella descrizione di Cheryl le corti di Orentano, forse udite raccontare dal nonno Angiolo. Non sappiamo quanto di italianità si conserverà anche nella generazione successiva. Sul termine italoamericano mi corresse l’ambasciatore USA Ronald Spogli che ebbi l’occasione di accompagnare nel corso di una sua visita ai monumenti pisani: dire solo americano discendente da famiglia italiana.
Chiudiamo registrando che Angiolo cessò di vivere nel 1941 preceduto dalla moglie Marta nel 1929. E’ bene si sappia che Angiolo è stato persona di riferimento per molti orentanesi che dopo di lui sono arrivati a San Francisco e che tutte le persone censite negli States con questo cognome provengono da questa famiglia registrata ad Ellis Island al suo arrivo in America .