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Dicembre 2014

Voce di Orentano,n. 12

Dicembre 2014versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

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www. parrocchiadiorentano.it

n° 12 dicembre 2014

anno LVI

Voce di Orentano Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato

Per corrispondenza e abbonamenti rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa arcipretura s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore responsabile don Roberto Agrumi - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, con il mese di dicembre entriamo TEMPO DI NATALE - PROGRAMMA nelle festività natalizie, è forse il mese più DELLE CELEBRAZIONI nostalgico e sentimentale dell’anno, perché tutti ci sentiamo un pò più bambini per essere più vicini al quel Lunedì 15 dicembre Inizio della novena di Natale, Dio che in Gesù si fa piccino. Tempo di Avvento che con ogni sera alle 20,45. Domenica 21 dicembre (IV di le sante novene ci porterà a prepararci al santo Natale, avvento) alla messa delle 11,30 i ragazzi porteranno i alla nascita dell’ Emmanuele, il Dio con noi, che loro salvadanai, gli adulti sono invitati a portare generi alimentari da distribuire ai più bisognosi. Cammina con noi, che vuol farsi uno di noi. Cari genitori è Lunedì 22 dicembre (dopo la novena) Liturgia importantecheivostrifiglisipreparino penitenziale per tutti, saranno presenti più sacerdoti. Convenientemente a queste feste natalizie, Martedì 23 dicembre la luce di Betlemme, in chiesa partecipando assiduamente al catechismo ed alla ore 21,00 a cura del gruppo scout di Orentano. Messa domenicale. Vi benedico tutti Mercoledì 24 dicembre, vigilia di Natale, dalle 17,30

don Sergio

confessioni per i ritardatari. Alle 23,00 veglia d’ attesa, curata dai ragazzi del catechismo. Alle 24,00 santa messa della Natività. Giovedì 25 dicembre santo Natale messe ad orario festivo.

Venerdì 26 dicembre (santo Stefano) messe ad orario festivo. Domenica 28, alle ore 15,00, in chiesa tradizionale arrivo dei Re Magi. Mercoledì 31 Tra pochi giorni sarà Natale. Da anni ormai non riesco a percepirne dicembre ore 15,30 esposizione del S.S., rosario, l’atmosfera. Il clima natalizio «forzatamente» gioioso mi genera benedizione, ore 17,30 santa messa di tristezza. Il calendario obbliga ad affrontare e sopportare anche ringraziamento, canto del Te Deum. Giovedì 1° questi giorni. In giro vedo moltitudini erranti a caccia di acquisti per i gennaio 2015 messe ad orario festivo, alle ore 17,00 loro cari, tutti che sembrano più buoni e gentili, tutti che santa messa. Martedì 6 gennaio Epifania - messe ad programmano le vacanze….e io? Io, lo vivo in un mondo tutto mio, orario festivo, al termine dell’ ultima messa sarà un mondo di ricordi…ricordi dei natali scorsi. E’ bello ricordare il distribuita ai ragazzi presenti la calza della Befana.

Natale dei tempi passati, il tempo in cui eravamo «poveri». Ogni rito sacro era sempre pieno di fascino. Il Natale era una occasione di partecipazione a una celebrazione che univa il divino all’umano, si preparava il presepio, allora non si usava l’albero, e in tante case veniva ricordata la Nascita di Gesù bambino. La notte Santa si andava a messa e se al paesaggio si univa qualche fiocco di neve, tutto diventava più magico. Ci si riuniva attorno al camino o al braciere si tiravano fuori i fichi secchi, imbiancati di zucchero naturale, si rendevano ancora più squisiti se venivano farciti con mandorle tostate o noci. Non mancava il buon vino, che scaldava il corpo e anche il cuore. Tutta questa semplicità ci faceva sentire a nostro agio, e i doni che accompagnavano il Natale erano fatti di cose semplici che trovavamo vicino al presepio o sotto il cuscino, mia nonna mi raccontava che ai suoi tempi mandarini, qualche arancio, fichi secchi, qualche mandorla, le caramelle erano cose rare che non tutti conoscevamo. I più piccoli leggevano la poesia del Natale ed era gioia. Oggi abbiamo perso il gusto e la poesia del Natale, la fede è stata sostituita dai beni di consumo, con l’illusione che si possa comprare anche la felicità. Da piccolo, nella casa di famiglia allestivamo un presepe che di anno in anno diventava più grande e si arricchiva di personaggi, a mezzanotte il più piccolo della famiglia deponeva Gesù bambino nella mangiatoia e si intonavano le filastrocche natalizie. A casa mia, anche quest’anno, abbiamo allestito il presepe, un presepe che diventa sempre più piccolo per ragioni di spazio, nella speranza di riuscire a percepire la magica atmosfera del Natale. Del Natale ci piacciono le luci, i colori, i regali, ma abbiamo sloggiato il Bambino ho l’impressione che non pensiamo più al senso della natività. Anche se sono tendente alle nostalgie, ho la convinzione che il tempo migliore non è quello passato, caso mai fare esperienza del passato per vivere meglio il presente e migliorare il futuro. Il senso del Natale non si trova nei festeggiamenti, nei costosi regali, pranzi speciali e dolci, ma presso coloro «che involtano in carta da regalo il cuore» cioè che sanno dare amore. L’invito a seguire il senso vero del Natale.

«Andiamo a Betlemme» significa volgiamo lo sguardo ai bambini come Gesù, che nascono nella miseria. Natale torna ogni anno insieme all’inverno rigido, si presenta emblematicamente come un raggio di amore che spunta nel gelo del rancore e dell’egoismo e invita ad amare e, non mi scoccia ammetterlo, ancora oggi malgrado le mie disillusioni una vocina mi sussurra«non lasciarti prendere dal ghiaccio di questo inverno estremo…» (dott. Giuseppe Selvaggi)

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L’abbraccio della Diocesi al Vescovo Fausto - Il saluto prima del trasferimento a Pistoia Domenica, 9 novembre, la diocesi si è stretta attorno al Vescovo Fausto in un grosso abbraccio per un ultimo saluto al suo Pastore che per oltre dieci anni l’ha guidata con amore premura e saggezza.

Oltre ai sacerdoti, diaconi, seminaristi religiosi e religiose e alle autorità civili e militari, era presente una grande folla di persone che non volevamo mancare a questo appuntamento per dimostrare il proprio affetto a Mons. Tardelli ed essergli vicino in questo momento di passaggio.

All’inizio della celebrazione si sono seguiti gli indirizzi di saluto del Vicario Generale Mons.

Morello Morelli, del Sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, che ha parlato a nome di tutti i sindaci della Diocesi e il Segretario del Consiglio Pastorale Diocesano, Riccardo Ceccatelli. Tutti si sono sentiti in dovere di ringraziare il Vescovo, toccando diversi aspetti del suo ministero episcopale in mezzo a noi. Il Vescovo, a sua volta, nella toccante omelia ha detto di essere lui stesso a dover ringraziare noi per primo per l’affetto sincero e filiale che gli abbiamo sempre dimostrato e a chiedere perdono per tutte le sue eventuali mancanze o inadempienze nei nostri confronti. Al termine della celebrazione ha voluto prender la parola anche il sig. Cheli che, a nome dei cittadini di San Miniato ,ha desiderato esprimere un cordiale e sentito saluto al Vescovo. Al termine della celebrazione è stato donato al Vescovo un calice con inciso il suo stemma episcopale e i Santi Genesio e Miniato, patroni della nostra Diocesi, in ricordo di questi anni di episcopato nella Chiesa di San Miniato che oggi sono stati consegnati alla storia. Al termine il Vescovo in ricordo ha consegnato un santino con l’effige della Madonna di Cigoli, la Madre dei Bimbi, a lui particolarmente cara. (fonte Diocesi s. Miniato)

Calcio, un Orentano da migliorare .... Le Voci Bianche Dopo nove giornate del girone B del campionato di calcio di Seconda categoria, questo è il tabellino dell’Orentano: 4 partite augurano a tutti un vinte 1 pareggio 4 sconfitte 9 gol fatti 10 subiti. Risultati che attualmente valgono una tranquilla posizione a metà classifica Felice Natale!

Anche quest’anno i nostri piccoli Cantori hanno deciso di partecipare, insieme ai cori dei bambini della Diocesi, al Concerto di Natale che si terrà il 20 Dicembre alle ore 21:15 nella Cattedrale di San Miniato.

Un’occasione molto bella per questi «pueri» di passare una serata all’insegna del Canto e dell’aria Natalizia, un modo per prepararsi con gioia alla Nascita di Gesù ed un momento per augurare a tutti i presenti un Felice e Sereno Natale. Le Voci Bianche si stanno preparando con entusiasmo per questo evento speciale, con Canti e melodie nuove, ritrovandosi tutte le settimane non solo per le «quotidiane» prove, ma anche per passare un po’ di tempo insieme, scoprendo il piacere di lodare il Signore con la Musica e la Preghiera.

GRAZIE… Vorremmo approfittare delle colonne di questo giornalino per salutare due dei «pilastri» della Scuola di Orentano: la maestra Daniela Dini e la custode Orietta Frosoni. Dopo tanti anni di onorevole e prestigioso servizio, dedicato con amore all’educazione e alla formazione personale e culturale dei ragazzi, i due riferimenti dell’istituzione scolastica orentanese hanno maturato il diritto alla pensione. Un sentito ringraziamento da tutti gli alunni, gli ex alunni, i colleghi e i genitori e dalla redazione di Voce di Orentano.

CI HA PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 13 novembre VINCENZA SCALIA ved. Sciara Pasquale di anni 76

ma che sicuramente non rientra nei piani e nelle aspettative della società e della tifoseria locale. Per approfondire meglio questa prima fase del campionato e soprattutto dei deludenti risultati fin qui conseguiti dall’Orentano, abbiamo interpellato il presidente del sodalizio giallorosso, Gioiello Buonaguidi.

«Indubbiamente dell’attuale posizione non siamo per nulla soddisfatti, commenta il presidente, anche se obiettivamente da come si è mossa la squadra fino ad oggi e sui risultati ottenuti dobbiamo farcene una ragione poiché non abbiamo nulla da recriminare anche se è ovvio che dobbiamo migliorare Paolo Floris e risalire la china quanto prima». Infatti, dopo l’ottimo campionato della passata stagione, ci si aspettava un avvio decisamente migliore magari da poter viaggiare ai vertici della classifica ma qualcosa, almeno finora, non ha girato a dovere e nell’aria persiste anche un evidente clima di amarezza sul comportamento di alcuni giocatori in campo.«Sì, conferma il presidente, da una parte ci sono alcuni uomini-guida della squadra che attualmente non sono nelle migliori condizioni di forma e tra questi spiccano i fratelli Napoli i quali però sono reduci da infortuni e su cui la società conta molto per rilanciare la squadra e migliorare l’attuale classifica, ma ci sono anche alcuni giocatori che scendono in campo nervosi e soprattutto con la lingua troppo lunga con il risultato di finire, spesso e volentieri, sul taccuino del direttore di gara. Con i cartellini rossi scattano le squalifiche e l’allenatore la domenica successiva si trova in seria difficoltà, in una rosa assai ristretta, a schierare una formazione competitiva». Infatti, oltre agli squalificati, ad aumentare le difficoltà del trainer Franco Rotonda dobbiamo registrare una serie di infortuni che «pesano» poiché, come ricordato dal presidente, l’organico è assai limitato dovuto principalmente dall’impossibilità finanziaria di acquistare nuovi giocatori.«Comunque sia il team dirigenziale dell’Orentano non tollera questa situazione, tuona il presidente Buonaguidi, la società giallorossa è stata più volte insignita del premio disciplina per il leale e corretto comportamento dei propri giocatori in campo e di fronte a questa serie di ammonizioni e squalifiche stiamo mettendo a punto una serie di provvedimenti disciplinari che andranno a colpire i giocatori che saranno sanzionati dal direttore di gara».

Eppure, dopo una giornata di lavoro, il gruppo, scende in campo con grande impegno ed entusiasmo nel corso degli allenamenti settimanali per poi non riuscire a trovare la giusta concentrazione nel corso della partita domenicale. E da quanto ci ha appena detto il presidente la rosa è questa e non ci saranno nuovi arrivi per indossare la casacca giallorossa. “E’ evidente che dovremo lavorare per limitare questo problema, riprende il presidente, poiché ogni domenica non possiamo permetterci di «regalare» un titolare agli avversari anche perché nel team abbiamo diversi giovanissimi che devono maturare e non hanno ancora la necessaria esperienza per la categoria”.Se possiamo spezzare una lancia a favore della squadra possiamo dire che in alcuni incontri la Dea bendata non è stata dalla parte dell’undici giallorosso poiché pali, traverse e «portieroni» della domenica hanno impedito alla squadra di mettere a segno qualche rete in più per raggiungere la vittoria o magari per recuperare un risultato negativo. Come ad esempio nella trasferta a Capanne laddove nonostante una netta supremazia territoriale, un clamoroso palo, una serie di errori degli attaccanti dell’Orentano e il portiere di casa in vena di straordinari la squadra giallorossa non è andata oltre lo 0-0. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla netta sconfitta interna (0-4) nella partita forse più attesa: il derby con il Castelfranco. Risultato clamoroso favorito anche da una «svista» difensiva nei primi minuti di gioco e da una espulsione alquanto affrettata. Di Benito Martini

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nella famiglia parrocchiale.........

Nasce l’Associazione Cattolica Musicale RESTAURO DELL’ORGANO: SI PARTE Corale «San Lorenzo Martire»

CON LA RICERCA DEI FONDI Il 22 Novembre 2014, nel giorno in cui ricordiamo Santa Cecilia, la Corale «San Lorenzo Martire» di Orentano diventa Associazione. Perché abbiamo deciso di diventare un’Associazione? I motivi sono molti, ma tra tutti uno in particolare: finalmente dopo molte strade intraprese per cercare quale fosse il vero senso del Canto nella Liturgia, il Signore ci ha fatto comprendere, attraverso varie esperienze, che adesso il cammino che stiamo svolgendo è quello più giusto. In questa prospettiva, affinché quelli che verranno dopo di noi comprendano l’esperienza che abbiamo vissuto e come mai siamo arrivati a tali conclusioni, vogliamo dare una testimonianza tangibile dove, nei futuri momenti di smarrimento, si possa guardare per non sviare da quello che è il nostro servizio durante la Messa ed al di fuori di essa.

Primo Passo e Cambio dell’Orario Domenicale. Adesso però il nostro dovere è principalmente quello di trasmettere tutto ciò che abbiamo appreso all’Assemblea. Per questo, a partire dalla Prima Domenica di Avvento (Domenica 30 Novembre), in accordo con il Nostro Parroco Don Sergio, i fedeli sono invitati a presentarsi in Chiesa alle ore 11,15, dove nel tempo precedente alla Messa (delle ore 11,30) cercheremo di presentare i canti della Domenica, insegnandoli quando necessario e spiegando il significato di determinate scelte, fino ad arrivare alla Catechesi Musicale presente in ogni Celebrazione Liturgica. Capiamo perfettamente che per vari motivi non tutti i fedeli riusciranno ad essere presenti a quell’ora, ma vi preghiamo di fare uno sforzo, poiché partecipare a questo quarto d’ora iniziale vi aiuterà a comprendere al meglio cosa il Signore ha preparato per noi quella Domenica e non solo. Quando la Chiesa celebra cantando esprime nel modo più autentico la verità del suo essere Corpo e Sposa di Cristo, popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Cuore di questa celebrazione è l’esperienza viva ed effettiva dell’agape, comunione di vita che continuamente traduce nella Storia l’amore inesauribile del Padre. (Lumen Gentium di San Cipriano). In tutto questo che c’entra il canto dell’Assemblea? Non c’è il coro?

E se c’è l’Assemblea che canta a che serve la polifonia del Coro? Il Signore ha fatto sì che la dimensione musicale sia per sua natura polifonia ed unisono allo stesso tempo. La polifonia del coro è l’espressione della diversità nell’unità:

«pur essendo molti, siamo un corpo solo» (1Cor 10,17). L’unisono dell’assemblea è l’espressione dell’unità nella diversità: «un solo corpo, un solo spirito…un solo Signore, una sola Fede, un solo Battesimo» (Ef 4,4.5).

Quindi ognuno cantando, che sia un membro del coro o un membro dell’assemblea, svolge l’armonia di un unico tema, l’agape, manifestazione di essere un solo Corpo con Cristo pur essendo diversi. In questa armonia l’Io personale viene trasformato nel Noi corale che rivela il mistero della Comunione d’Amore. Avete capito quale importanza ha il Canto nella Messa?

Non è solo una preghiera ma è manifestazione dell’Amore di Dio. Voi stessi diventate strumenti del Suo Amore. Ed è per questo che cantando con il Cuore si cancella qualunque discordia con il prossimo che canta insieme a Te la medesima Lode. Come dice Sant’Agostino:”Se tu stai lodando il Signore e anch’io sto lodandolo, perché siamo tra noi in discordia? Solo la carità loda Dio: la discordia lo bestemmia”.Vi aspettiamo tutti! (La Corale )

Domenica 28 dic. alle ore 15,00 nella nostra chiesa come ogni anno passeranno i Re Magi diretti a Betlemme.

«Fu davvero un momento emozionante, quando finalmente i Re Magi giunsero alla grotta di Betlemme? Non avevano badato a nulla pur di onorare il neonato divino. Erano partiti con i loro eleganti abiti e, senza la Stella Cometa. Non sarebbero mai arrivati. Portavano in dono oro, incenso e mirra e tanta fede che, infatti, ha premiato la loro ricerca.»

Tutti i bambini sono invitati !!!

SILVIO OCCHIPINTI 26-12-2008

Finalmente dopo 2 Mesi di attesa siamo riusciti a comprendere, grazie al parere di organari ed organisti esperti, il tipo di intervento che è più giusto effettuare sul nostro antico Organo, il quale ancora, malgrado i sonori acciacchi che porteranno al suo spegnimento, accompagna tutte le Messe Domenicali e non solo. A breve verrà convocata la Commissione per l’Organo composta da fedeli orentanesi e da esperti nel settore organistico per decidere a chi affidare i lavori di restauro dello strumento e le strade per la ricerca di fondi. Siamo inoltre riusciti ad avere 3 preventivi di intervento (uno lo abbiamo già in mano, gli altri 2 dovrebbero arrivare a breve) che verranno discussi in sede di riunione della suddetta Commissione. Purtroppo nonostante gli aiuti che probabilmente arriveranno dall’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici, la cifra è sempre molto alta. A causa di ciò, già fin da ora, è possibile effettuare una donazione con un bonifico bancario attraverso il codice IBAN IT35 K063 0070 961C C110 0201 368 oppure rivolgendosi all’Organista del Coro, Ferrera Giacomo, o al parroco Don Sergio. Chiunque effettuerà una donazione sarà ringraziato ufficialmente sul giornalino mensile «Voce di Orentano» indicando, con il permesso del donatore, nominativo e importo.

Questo, oltre ad essere un modo per ringraziare chi farà tale offerta, vuol essere anche una garanzia che quei soldi saranno utilizzati solo ed esclusivamente per il restauro.

La direzione e le dipendenti dell’Asilo sant’ Anna ringraziano sentitamente, per la generosa offerta in memoria di Luciano Cristiani, la segreteria e le scuole dell’ Istituto comprensivo di Bientina, a testimonianza dell’affetto che tutti avevano per «Lucianone»

Augusto Duranti 22 ottobre Ciao, Augusto, un’altro orentanese d.o.c. che se ne va.... Grande volontario della Pubblica Assistenza, insieme alla moglie Matilde, brava centralinista. Voglio ricordare soprattutto Augusto per il suo attaccamento al paese natio. Infaticabile lavoratore alla sagra della pizza ed alla festa dei pasticceri, quante volte lasciava il negozio a Roma per essere presente con gli amici orentanesi. La sua specialità era essere al forno per i crostini. Grande Augusto !! Orentano non ti dimenticherà mai!! ( il tuo amico Marino Toti)

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Passeggiando Passeggiando, passeggiando, per le vie della mia città. A causa di infermità che mi hanno reso mezzo invalido (o tutto ?) devo camminare più che posso ma, purtroppo, aiutato da un deambulatore, così chiamasi una specie di « barroccino» al quale mi appoggio, con quattro ruote, non motrici, perché devo spingerle e, meno male, una piastra che serve per riposare frequentemente perché il deambulare (cosiddetto, ma non sarebbe meglio dire semplicemente camminare ?) con questo attrezzo è piuttosto faticoso. Ebbene io deambulo spesso e a lungo su questi marciapiedi mezzi scassati o lungo le piste ciclabili (pochissime) che servono, poco per le biciclette perché noi siamo fatti così in tutto: lasciamo la macchina fuori delle strisce in seconda e terza fila, andiamo in bicicletta per le strada normale e a piedi sulla pista ciclabile. Solo qualche bicicletta ogni tanto. Dicevo che passeggio (diciamo così) per le vie del mio quartiere, ed è ormai tanto tempo che vi passeggio, sempre a causa di diverse infermità che mi hanno rotto i coglioni, (mi devo sfogare !) che conosco a memoria non solo tutti i negozi che vi sono ma anche molti nominativi di famiglie che vi abitano.

Cioè i loro indirizzi. Ovviamente non li ho memorizzati perché non mi interessa tenerli a memoria, solo per avere un diversivo nella «deambulazione». Mi trovo spesso a riflettere sulla mia scarogna che, unita alla «tardetta» età, non mi consente più di fare quello che mi pare e quando mi pare. Ho detto scarogna, ma me ne pento, perché non mi piace né voglio lamentarmi , non ne ho motivo. Sono arrivato a questa tardetta età senza mai avere nulla riguardante la salute e se ora mi trovo in queste condizioni non posso assolutamente lamentarmi considerando anche gli «altri».

Come «vita» dal punto di vista della salute, la mia, la considero fortunata ! Oltre alle riflessioni sulla vita stessa e ad alcune altre considerazioni, che non sto a riportare per non rompermi le scatole anche scrivendo oltre che pensando, faccio delle osservazioni, sulla natura, sul tempo che fa, sulle stagioni che si susseguono, sui fiori che vedo nei vari giardini e che mi piacciono molto, sulle persone che incontro e che attirano la mia attenzione. Poi stamani, in particolare, forse a causa del tempo bello, quasi caldo primaverile e con un sole che comincia a scaldare, i marciapiedi erano più affollati del solito. Tanti «diversamente abili» come me, uomini e donne, chi con il deambulatore, chi con il bastone ma tutti accompagnati anche da un’altra persona che li teneva a braccetto: filippini bassotti; piccole cicciotelle cittadine dell’America centrale o sudamericane; bionde alte, ben piazzate fisicamente, cittadine dell’Europa dell’est di certo. Insomma campionari di varia umanità più o meno sofferente, ma tutti coinvolti da un unico destino: acciacchi vari, gravi e vecchiaia. Per farla breve tutti affetti da patologie ormai croniche. Chi zoppicava da una parte chi dall’altra ma tutti che non ci reggevamo in piedi da soli. Vedendo ,quindi, chi erano gli occupanti il suolo pubblico passeggiando, mi è venuto un pensiero: perché non cambiare il nome delle vie ? Si potrebbe intitolare non una via soltanto ma diverse vie insieme: Vie o quartiere della «pace dei sensi». Perché propongo questo nome ? secondo te, eventuale lettore, perché? È molto semplice: perché i passeggiatori in questione sono persone che ormai hanno raggiunto la «pace dei sensi». E questo, presumo, considerando me stesso, valutandomi senza indulgenze e proprio senza benevolenza egoistica ma astrattamente, ho dedotto che anche gli altri e le altre abitanti provvisoriamente ma abitualmente dei marciapiedi della zona, siano, come me, al di là della frontiera che divide la giovinezza e la pienezza dei sensi, con l’affievolirsi

una riflessione di Manrico Mazzoni

4 della potenza dei medesimi. Raggiunta, ringraziando Dio, dopo una lunga giovinezza soddisfatta se non al massimo, almeno in modo abbastanza soddisfacente. Infatti cominciamo la valutazione a freddo di questi sensi di riferimento: Vista: tutti portiamo occhiali per non inciampare e per scansare le molteplici cacche di cane che infiorano ogni pietra, si può dire, di tutti i marciapiedi. Per non parlare poi dei pratini dei giardinetti dove sono installate, pochissime, panchine. Tantissimi portano a spasso il cane senza nemmeno farsi sfiorare dal pensiero degli «altri» che avrebbe obbligato, loro, a munirsi di un sacchettino di plastica per lasciare indenni le scarpe del prossimo. E chi non porta gli occhiali, se uno vuole confessarsi sinceramente, dirà senz’altro che si è operato di cataratta e, come me ad ambedue gli occhi. Ogni tanto però, ci «rifacciamo» gli occhi vedendo, fra la nebbia delle cataratte o attraverso le lenti, qualcosa di veramente bono… Non fraintendetemi, voglio dire; qualche bella moto o qualche bella automobile. Ora siamo tranquilli, la pace del senso della vista l’abbiamo raggiunta tutti. Udito: scommetto che a rivolgere la parola ad ogni persona che passeggia, la stesso direbbe « eh!… cosa ha detto ? Non ho capito». Oppure se risponde, anche se non a tono, significa che dentro gli orecchi ha quei minuscoli amplificatori che costano un «occhio» e che vanno posizionati negli orecchi. Lo so per esperienza avendola fatta personalmente e pagando un mucchietto di pensioni mensili. Quindi per udire ancora qualcosa, oltre le bischerate della tv o quelle che escono sovente dalla bocca di eventuali interlocutori (non sto a riportarne altrimenti potrei scrivere mille pagine a questo proposito) occorre esser muniti di tecnologia carissima. Così anche la pace dell’udito, che qualche volta ci fa essere soddisfatti perché ci esime dall’udire e quindi dal rispondere, è accertata. Gusto: ma che significato dobbiamo dare a questa parola che ormai nel nostro vocabolario di anzianotti non esiste più ? Chi si ricorda più il gusto di un buon cacciucco alla livornese, o di una rosticciana ben arrostita in forno con fagioli, sempre cotti in forno, con un po’ di cipolla, annaffiati da un canalotto di ottimo vino ? Oppure di un’abbondante fetta di torta con sempre abbondante panna montata seguiti da un bicchierino di rum o da un”grappino”? (basta con i ricordi altrimenti prendo una indigestione soltanto a pensarli)..Però non posso non risentire il gusto pregnante di una giovane lingua che aiutava a crescere e vivere. Tutte queste cose sono andate nel dimenticatoio …..e non ritorneranno più, salvo qualche mangiatella e bevutella all’insaputa della moglie o dei figli o del medico curante. Anche il gusto è andato a farsi friggere, tanto per rimanere in argomento. Tatto: quanti anni sono ormai che non si «tocca» più nulla di buono......... ed anche se lo potessimo fare, forse ci mancherebbero le connessioni neuroni che per poterle gustare appieno e desiderare di continuare……a farlo. Se poi ci si riferisce al “comportamento da noi «ghiozzi» non ci si può aspettare nulla di buono e quindi meglio non parlarne. Anche questo senso o non funziona più o è fuori uso da tempo, ma non si può rottamare ! Olfatto: quando si invecchia si puzza e puzzano anche gli altri. Ma, è l’olfatto che è diventato carente o si è specializzato soltanto per i vari puzzi ? Non si sente più, per esempio, un buon odore di Chanel n.5 o di altro simile.

Soltanto cattivo odore di vecchiaia qualche volte misto a puzzo di sudore. Io per ravvivarmi un po’ adopero un dopo barba profumato almeno per qualche ora sento un buon odore. Almeno il mio. Così i cinque sensi sono finiti quasi nel nulla. O devo aggiungere anche il sesso? Meglio sorvolare! Anzi volare alto per non vedere né ricordare! Ciao ! Scribacchio queste bischerate per mantenere in efficienza, almeno un po,’ la parte del cervello che ancora rimane integra !

L’eventuale lettore mi perdoni !