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n° 04 aprile 2018 - anno LX
Voce di Orentano
Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato
Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure C.R.S. Miniato fil. Orentano IBAN IT82D0630070961CC1100100167 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore responsabile don Roberto Agrumi
roberto.agrumi@alice.it - roberto.agrumi@pec.it
Carissimi fedeli, anche quest’anno la quaresima è giunta al suo culmine con le festività delle celebrazioni pasquali. Ancora le nostre comunità parrocchiali di Orentano e Villa Campanile non si smentiscono mai ed almeno per le solennità più importanti si fanno vedere e partecipano numerosamente ed attivamente, di questo ringraziamo il Signore. La santa Pasqua che stiamo celebrando altro non è che la vittoria di Cristo Risorto, sul peccato e la morte e come anche noi in Cristo Gesù, siamo chiamati alla vita eterna, al cielo, al Paradiso. Dalla Pasqua, un invito al coraggio della comunione e della condivisione.
Rendere migliore la vita degli altri: è il segno distintivo di ogni cristiano. E’ la misura ideale della fede nella risurrezione. Tutti i problemi che oggi ci agitano: la povertà, la crisi, l’accoglienza, sono i banchi di prova della nostra fede nel Risorto, perché ci obbligano a metterci in discussione ogni giorno. La vita risorta si nasconde nella vita quotidiana e si manifesta orientandosi verso l’alto, lasciandosi affascinare dal pensiero della risurrezione piuttosto che dalla rassegnazione – come capita spesso! – alla morte. Che questa santa Pasqua 2018 possa essere per ciascuno di noi occasione per riprendere slancio per un cammino di fede e di conversione sempre più evangelico e colmo di fede, speranza e carità anche e soprattutto per i vostri figli, per le nuove generazioni per un futuro sempre migliore e santo. Auguro a tutti una santa Pasqua
Vi benedico vostro don Sergio
MERCOLEDI’ 25 APRILE
PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DELLA MADONNA DI S. LUCA (BOLOGNA) organizzato dai gruppi di adorazione di Orentano e Villa Campanile Partenza ore 7,15 rientro previsto ore 20,00 ISCRIZIONI E PRENOTAZIONI IN SACRESTIA
La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste. La Pasqua è la festività cristiana che ricorda la risurrezione di Gesù, con l’instaurazione della Nuova alleanza e l’avvento del Regno di Dio. Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l’attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture. I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali:
Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nei giorni in cui ricorreva la festa ebraica; inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive: « Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »
L’accento si pone dunque sull’adempimento delle sacre scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per poi superare anche il ricordo dell’Esodo, per rivestirla di nuovo significato, cioè la seconda venuta di Cristo e il ricordo della Passione e risurrezione. Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive: « Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità ». Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell’anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati.
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La Festa della Donna alla P.A. Croce Bianca 2
“Di solito siamo abituati a incontri con la popolazione per argomenti che riguardano problemi sanitari o di formazione ma la grande partecipazione in occasione della «Festa della Donna» è stata una grande sorpresa anche per noi”. Parole della presidente della P.A. Croce Bianca di Orentano, Silvia Benvenuti, la quale ha così voluto salutare e ringraziare le molte persone presenti alla «serata rosa» organizzata in collaborazione con Adriana Zollo, responsabile della sportello di Ascolto Donna, e dall’Avis presente con il vice presidente regionale Luciano Franchi, Nicola Calandriello e Roberto Mussini rispettivamente presidente e segretario dell’associazione di Altopascio. Molto gradita da parte degli organizzatori la presenza e il saluto Posa prima pietra ampliamento portato a nome dell’amministrazione comunale dal primo cittadino Gabriele foto Toti e dall’assessore alla cultura Chiara Bonciolini. “Un’occasione per aprire, RSA ’Madonna del Rosario’
Valeria Rapacci con questa «festa pilota», la porta ad altre iniziative di questo genere che si Il 3 Marzo 2018 alle ore 15. 00 presso gli attuali locali della susseguiranno nel tempo, ha evidenziato Silvia Benvenuti, per ritrovare, RSA ’Madonna del Rosario’ si è tenuta la festa per la posa insieme, serate allegre e di festa come questa e di mettere a fuoco che la della prima pietra dell’ampliamento della medesima RSA. «Pubblica» non è attiva soltanto per le emergenze e per i servizi sociali ma Era presente Mons. Andrea Migliavacca Vescovo della anche e soprattutto nel voler stare insieme”. Come coordinatrice dello Diocesi di San Miniato unitamente alla Presidenza, alla Sportello Ascolto Donna di Orentano la dottoressa Zollo evidenzia di «aver Direzione ed al personale della RSA, le religiose, il parroco, i voluto testimoniare questo evento, la giornata dedicata alle donne, per nonni ospiti della struttura con i loro familiari, tante ricordare le conquiste politiche sociali ed economiche, le discriminazioni e le associazioni del paese e la popolazione. Dopo l’accoglienza di violenze che subiscono ogni giorno. Ad un anno dalla apertura dello Mons. Vescovo si è tenuta la benedizione della prima pietra cui sono seguiti gli interventi del Presidente della Fondazione Mons. Morello Morelli, del Sindaco di Castelfranco di sotto Gabriele Toti e del Consigliere Regionale Andrea Pieroni. Il Vescovo nel suo intervento ha ricordato l’importanza di assicurare servizi agli anziani non autosufficienti in coerenza con lo spirito cristiano di misericordia, accoglienza e cura di tutte le persone a partire dalle più deboli. Il Presidente dell’ente Fondazione ha ricordato a tutti il grande impegno che richiederà la costruzione di questa opera e l’impegno profuso da tutto il personale in servizio. Sindaco ed il Consigliere Pieroni hanno invece fatto riferimento sia all’ottima qualità dei servizi assicurati dalla RSA ’Madonna Silvia Benvenuti, Adriana Zollo, Gabriele Toti e Chiara Bonciolini del Rosario’ di Orentano, sia all’importante collaborazione tra enti privati e pubblici sul territorio nell’ottica di assicurare sportello-ascolto, sono diverse le donne che si sono rivolte a noi, sia per sempre maggiori servizi alla popolazione. A seguire, consulenza ed assistenza legale sia per richieste di informazioni, per consigli accompagnati da un canto mariano, il Vescovo - unitamente a e strategie per consulenza psicologica. La nostra missione, conclude, è di tutti i presenti - si è portato all’esterno della struttura dove ha fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, ricca di dignità e collocato materialmente la prima pietra, a seguire una saggezza». Successivamente, sempre a cura della Zollo, è stato proiettato e bottiglia contenente una pergamena commemorativa della illustrato un cortometraggio nel quale sono state evidenziate alcune tra le più celebrazione e - infine - ha avviato simbolicamente a porvi il diffuse violenze sulle donne anche da parte del partner che si è concluso con cemento quale inizio della nuova opera. La festa e terminata parole chiare: «se ti fa male non ti ama». Ricordiamo che lo sportello Ascolto con un buffet offerto a tutti i presenti che hanno avuto modo di Donna è un servizio assolutamente gratuito ed è aperto tutti i martedì dalle poter visionare le planimetrie illustrative dell’intervento di 10 alle 13 nei locali della Croce Bianca. Sulla stessa lunghezza d’onde anche ampliamento. Nell’occasione sono stati esposti anche i il sindaco Gabriele Toti il quale ha ricordato i vari passaggi delle conquiste resoconti dei contributi 8 per mille ricevuti dalla Fondazione sociali e culturali delle donne ma nonostante ciò è evidente che «le immagini sul fondo carità. La Fondazione vuol ringraziare tutti presenti di violenza sono, purtroppo, scene cruenti e quotidiane che devono essere all’iniziativa, il Vescovo, il Parroco don Sergio Occhipinti, le sempre denunciate». Dalla regia non è mancato un tocco di allegria da parte religiose, il Sindaco e gli Amministratori Comunali presenti, i dell’ex presidente della P.A. Croce Bianca, Alessandro Granchi, il quale, lo nonni ed i familiari nonchè i rappresentanti delle numerose ricordiamo, era alla guida dell’associazione di volontariato e tra i più realtà associative del territorio intervenute alla cerimonia. E’ convinti sostenitori della costruzione dell’immobile che oggi è la sede stato un bel momento di festa sia per la struttura che per la ufficiale della Croce Bianca di Orentano. Nel corso della serata la presidente comunità. (Valeria Mori)
Benvenuti ha consegnato un attestato di livello di base ai volontari che hanno frequentato il corso che sono: Monica Soldi, Sharon Curri, Artemiza Giulia Botoni Giusca e Alessandro Granchi. Dopo la ricorrenza «ufficiale» della dottoressa in manifestazione, Silvia Benvenuti ha dato il via libera all’Apericena a buffet che si è conclusa con l’augurale «dolce-mimosa». ( Benito Martini) ingegneria chimica
il 2 marzo 2018 Giulia Botoni, si è brillantemente laureata in ingegneria chimica all’Università degli studi di Pisa - relatore prof. ing. Andrea Lazzeri, controrelatore prof. ing.
Giovanni Polacco.
Alla neo-dottoressa gli auguri di Voce di Orentano
8 marzo - Milo Cristiani premiato Sommelier 2018
Per la Festa della Donna sono stati festeggiati i nuovi Sommelier 2018 presso la Tr attoria Montecarlo, a Montecarlo di Lucca. Daniela Monari (Direttore di Corso) e il Delegato Giorgio Bimbi hanno consegnato gli attestati e i taste vin ai nuovi Sommelier della nostra Delegazione
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nella famiglia parrocchiale...
Non rubateci la festa del papà e della mamma
corso prematrimoniale 2018
«Mum’s the word» è un’espressione gergale inglese che letteralmente vuol dire «mamma è la parola» ma il cui significato equivale all’italiano «acqua in bocca». Il giornale britannico Sunday Times ha giocato su questo modo di dire per ironizzare sul fenomeno del linguaggio Con una bella tavolata si è concluso il corso prematrimoniale per le coppie che «politicamente corretto», e ha intitolato un suo recente intendono sposarsi ad Orentano e Villa Campanile durante l’anno 2018. Il corso che corsivo «Mum’s not the word», ovvero «Mamma non è si è svolto nei mesi di febbraio e marzo è stato guidato da don Sergio e don Roberto. La parola». S’intende: non è la parola da usare sui Alla fine della serata è stato consegnato a tutti i partecipanti una pergamena a biglietti d’auguri. L’annuale ricorrenza dedicata alle ricordo del corso. Rinnoviamo a tutte le coppie gli auguri di una felice unione. Mamme, celebrata in diversi Paesi del mondo, in Offerte Inghilterra cadeva domenica scorsa, la quarta di Quaresima, il giorno in cui un tempo i bambini che per alla Chiesa e necessità vivevano e lavoravano lontani dalle famiglie per Voce di tornavano a casa. L’usanza di portare alla mamma fiori e regali in quell’occasione ha dato origine al Orentano «Mothering Sunday» (Domenica Materna), che La parrocchia corrisponde alla nostra Festa della Mamma. Il Sunday ringrazia tutte le Times ha preso di mira i biglietti d’auguri persone che hanno commercializzati da una catena britannica di fatto offerte durante supermercati in cui la parola «mamma» è stata censurata per non offendere le persone che non sono la benedizione delle madri o che non si identificano come tali. Le cartoline famiglie ed inoltre: riportavano la scritta «Happy You Day» (più o meno, 11 febbraio battesimo di Artiom Micheloni di Saura Volpi (Roma), «Giornata del Beato Te»). E non solo, continua il Stefano e Katia Giannoni Mirta Botti (Bari), corsivo del quotidiano britannico: «alcune scuole Remo Funelli hanno invitato i bambini a celebrare la Festa della (Firenze), Giuseppina e Persona Speciale - con l’evidente rischio di offendere le Gaspero Lazzerini in persone non speciali». Una trovata che ricorda memoria di Silvano, analoghi tentativi, portati avanti anche qui in Italia da fam. Cristiani in solerti insegnanti, di sostituire le feste della Mamma e del Papà con un’ipocrita «Festa di chi ti vuole memoria di Armida, i bene».«Sembra che abbiamo raggiunto - nota il Sunday familiari in memoria di Times - un livello nel quale qualsiasi celebrazione Renzo Andreotti,Lola formale rischia di infastidire coloro che non vengono del Grande Angelini celebrati. Allora che dobbiamo fare? La risposta più (Genova), Carla ovvia è celebrare tutti, sempre, per assicurarsi che Panattoni (Roma).
18 febbraio battesimo di Jennifer Minuti nessuno venga escluso, anche se questo allontanerà le di Andrea e Antonella Cacciola persone a cui non piacciono le grandi cerimonie.
Oppure potremmo cambiare le formule e, in questo spirito, augurare Buona Festa delle Persone di Qualsiasi Genere oppure di Nessun Genere che si identificano come Madri o che Svolgono una Funzione Materna Riconosciuta. Com’è complicata la vita!». Il problema da noi, c’è da scommetterci, si porrà di nuovo il 19 marzo, per la Festa del Papà, e il 13 maggio, per la Festa della Mamma. Per non complicarsi la vita con inutili contorsioni linguistiche converrà ricordare che tutti siamo nati da una mamma e da un papà. Anche gli orfani, o i figli di genitori separati o divorziati, o i bambini che vivono in una «famiglia arcobaleno». Gli Armida Landini Rocco Vitillo Giuseppa Finocchio adulti dovranno trovare il coraggio di spiegare alle 20-02-2018 02-12-2010 26-05-2017 nuove generazioni come stanno davvero le cose e assumersi eventualmente la responsabilità di aver privato i bambini della possibilità di vivere e di crescere con i loro genitori. Don Francesco Ricciarelli
Ci hanno preceduto alla casa del Padre 26 febbraio 02 marzo 21 marzo Cherubina Matilde Rosini Edda Buralli Carmignani ved. Rinaldi ved. Machelutti di anni 89 di anni 85 di anni 83 14 marzo 27 febbraio 28 febbraio Renzo Andreotti Natale Daniele di anni 97 Cinquegrani Pierotello (deceduto a Roma) di anni 88 (deceduto a Livorno)
Vanda Guerri 27-04-2005
Giustino Buoncristiani Renato Buoncristiani 07-12-2007 10-03-2008
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Galleria di personaggi Orentanesi tratto da «Paese mio» di Manrico Mazzoni Buoncristiani Fortunato, ma per tutti gli orentanesi le sue avventure amorose da don Giovanni paesano.
«Capino». Un gran lavoratore. Un raffinato, per Perchè, anche lui, era stato, come si suol dire, un quanto riguardava i lavori di giardinaggio e di donnaiolo. Bisogna anche saper piangere, se questo orticultura, un amico di tutti noi grandi e piccini. Serve a raggiungere lo scopo, ci insegnava. Anche L’ho conosciuto molto bene, perché eravamo molto questi racconti e queste lezioni ci facevano crepare amici. Abitava in corte «Centrelloni», e quando dalle risate. Insomma, allora non c’erano i cosiddetti veniva in paese, camminava piano piano lungo la divertimenti di oggi e le serate le passavamo così, in via, con la sigaretta su un lato della bocca, compagnia di amici a chiacchierare, a ridere e gesticolando e parlando fra sé e sé a voce alta. scherzare ed a raccontarci avventure più o meno Quando ero giovane, insieme a tutti gli altri ragazzi, piccanti. Alle volte facevamo qualche partita a carte ci mettevamo vicino a lui, sempre al bar da «Perso», briscola o scopa, soltanto per passare le lunghe d’estate sulle panchine al fresco, d’inverno ad un serate d’inverno.
Si finiva sempre con la vincita o la tavolo, dentro, e ci facevamo raccontare tantissime «Capino» perdita di un caffè, venti o trenta centesimi, poi sue avventure. Fra vere ed inventate, ne aveva moltissime da raccontare. Ne ricordo una in particolare. Era passato a cinquanta e poi a una lira. Ho lavorato con Capino anche stato un combattente della «Grande Guerra» e durante la permanenza ai «Piani Fanfani» dove facevamo lavori da terrazzieri, scavare al fronte fa mandato alla frontiera francese insieme alle truppe con piccone e pala, fossi e fare strade o altri lavori di sterro. Per i francesi a presidiare non so che cosa. Lui, che sapeva fare tutto e movimenti di terra non esistevano le macchine di oggi e doveva essere stato, anche allora, un simpaticone che allietava tutti dovevamo trasportare la terra di scavo con le carrette a mano o con con i suoi racconti, ottenne la simpatia e l’amicizia anche dei le barelle. Era un lavoro duro e faticoso, ma siccome c’era bisogno commilitoni francesi. Siccome si vantava di saper fare bene il cuoco, di guadagnare qualcosa, ogni lavoro era buono purchè fruttasse in modo di essere assegnato alle cucine, per soddisfare le esigenze qualche liretta. Si guadagnava cinquecento lire al giorno. Era dello stomaco, un bel giorno fu chiamato da un ufficiale francese che finita la guerra. La seconda guerra mondiale. Le giornate passate gli chiese di preparargli un «gateau». Sorpreso dalla richiesta, ma... insieme a Capino ed a tutti gli altri amici ai Piani Fanfani, furono in guerra e con la fame si possono mangiare anche i gatti, cominciò a davvero belle, faticose ma belle, passavano in fretta forse perché scervellarsi per poter trovare un gatto. Non era facile al fronte, dove si lavorava gioiosamente. Alla sosta per la colazione, Capino era piovevano pallottole e cannonate ogni momento, trovare un gatto e sempre in mezzo a raccontare qualcosa. Ed aveva sempre un per di più disponibile a farsi ammazzare e cucinare. Lui, per argomento. Anche lo sfottò, la presa in giro molto amichevole, era soddisfare la fame dell’ufficiale francese ed anche dei suoi ammessa, anzi era uno degli spassi favoriti e ben accetti, perfino commilitoni, sguinzagliò tutti i suoi amici in cerca di un gatto. Da coloro che erano presi di mira, anche perché, prima o poi, Finalmente l’animale fu trovato, nero, bello e grasso. Glielo portarono e lui corse subito, per farsi bello, a farlo vedere all’ufficiale toccava a tutti essere presi in giro, magari per un’avventura fallita francese. Questi assentì serio ed accigliato, chiamò il «piantone» e o per qualsiasi altro motivo. E lui stava sempre a sedere vicino a fece adunare la compagnia di soldati francesi. Appena i soldati colui che quel giorno era l’oggetto della sfottitura: Il Mugni, furono schierati, chiamò il soldato italiano, «Capino» e disse che Verardo de’ Nardi o qualsiasi altro, tanto ce n’era per tutti. E così si aveva chiesto che gli fosse preparato un «gateau» e l’amico italiano rideva, si lavorava e ci si rilassava ridendo senza pensieri né l’aveva preparato, meno male che era ancora vivo. Mostrò a questo preoccupazioni. O meglio, erano così tanti e così grossi i pensieri e le preoccupazioni, punto il bel gatto che «Capino» gli aveva portato. Ovviamente tutti c he, per non scoppiarono a ridere e la cosa finì in una gran bevuta di vino con rimanerne conseguente sbronza, quasi generale. «Capino» ci rideva sempre schiacciati, si ogni volta che ricordava questa storia e faceva ridere anche noi, che rimuovevano. Gliela facevamo raccontare ad ogni occasione, perché la fiorettava Nessuno, forse sempre di più, con la mimica facciale e la gestualità che aveva, nemmeno i Medici di interpretava i suoi racconti sempre in maniera diversa e spassosa. Era anche un «tenditore», uno che andava a catturare gli uccelli con le reti allora conoscevano la alla «prodina», si diceva così quando le reti venivano, di solito, depressione o lo piazzate vicino ad una «proda» di viti. Uccelli ce n’erano tantissimi stress. Quando in sia in padule che in terra, quelli che catturava li vendeva per paese qualcuno arrotondare i soldi per la spesa. Ad Orentano, in quei tempi, c’erano doveva sistemare famiglie che vivevano di caccia e pesca. C’era moltissima l’orto o il giardino o selvaggina, stanziale e di passo e tanti pesci nei fossi del padule, da la vigna davanti e far vivere molte famiglie. Nulla era inquinato. Né l’acqua, né la dietro casa, chiamava terra....né le menti, né le coscienze.....Un’altra gustosa avventura che Fortunato Buoncristiani «Capino» Capino. Lui tirava i facevamo raccontare a Capino era questa, riferita appunto all’attività 06-07-1896 = 05-02-1991 fili di ferro delle di Tenditore: una volta era andato alla tesa con il mitico «Bastogi»: Si vigne come nessun altro, diritti, tesi e quando le viti erano grandi e erano alzati prestissimo perché gli uccellini passavano molto presto e l’uva matura, queste vigne erano giardini, tanto erano belle. Dopo aver disteso le reti e preparato il capanno, Capino disse a Erano dei capolavori. Le aiuole dei giardini, le disegnava, le Bastogi di stare dentro al capanno a fare le eventuali tirate, che lui lisciava, accarezzava l’erbetta fresca e verde e metteva le piantine sarebbe andato a fare la parata, cioè a scacciare gli uccellini dai dei fiori con gran gusto, da vero artista. Le verdure degli orti campi vicini, perché andassero verso le reti. Partì, ma per finta, perchè si nascose nella fossetta vicina. Ad un certo punto, arrivò un coltivati da lui, erano le più belle , le più gustose. Se lavorava da nugolo di uccellini che si posò dentro le reti. Capino cominciò ad solo, chiacchierava con se stesso. Quante volte anch’io l’ho urlare: «Bastooo..tira..tira...che se ne chiappa un fottio». Bastogi sentito, passando, ed al mio «ma che brontoli ?» rispondeva: sono tirò, ma siccome Capino aveva intaccato con il coltello la corda per solo, e per passare il tempo mi racconto delle storie, così ci tirare le reti, questa si strappò e Bastogi finì a gambe levate e picchiò ripenso e mi diverto. Infatti ci rideva anche lui. Di Capino potrei una gropponata che se lo sono sempre ricordato, ed anche tutti noi ce raccontarne a non finire. Di racconti, di avventure spassose e lo siamo ricordato e ce lo ricorderemo sempre, fra tante risate. Ed divertenti ed anche tristi, ne narrerei all’infinito, ma l’importante anche Bastogi ci rideva di gusto, quando il fatto lo raccontavano è tratteggiare una figura, un personaggio, in modo da suscitare in insieme. Anche questo racconto, sceneggiato da lui stesso, era un chi legge, se è un orentanese, qualche ricordo e, se possibile, nel divertimento per una serata. Era spassoso anche quando raccontava ricordo di Capino, anche un sorriso.