Cerca
Settembre 2018

Voce di Orentano,n. 9

Settembre 2018versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

Pagina 1

www. parrocchiadiorentano.it

n° 09 settembre 2018 - anno LX

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato

Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT34W0623070961000040126084 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it - roberto.agrumi@pec.it

Carissimi fedeli, anche per quest’anno l’agosto orentanese con le sue feste e le sagre paesane è già passato e con il mese di settembre la vita riprende a scorrere come prima, nella sua normalità e nella sua tranquillità anche se alcune famiglie sono ancora nella sofferenza e nella precarietà economica.

Solo la fede in Gesù ci può aiutare a superare le difficoltà della vita quotidiana e l’abbandono fiducioso nelle mani di Maria santissima. Anche quest’anno le feste di san Lorenzo e dell’Assunta con le consuete processioni sono state molto partecipate sia dai paesani che dai molti fedeli presenti per varie occasioni.

Quest’anno, dopo tanti anni alla processione del Chiesino è mancata la banda, colpa della crisi economica che stiamo attraversando? Mah!! La processione mariana si è comunque svolta lo stesso molto bene e con una notevole partecipazione, abbiamo cantato di più. Ringrazio in modo particolare quanti, in corte Carletti, si sono adoperati per gli addobbi e per le luci e per l’abbondante rinfresco offerto a tutti. .

Ringrazio davvero il Signore Gesù per i tanti doni e di avermi chiamato qui ad Orentano e Villa Campanile pur senza averne alcun merito. Veramente le misericordie del Signore non sono finite. Ora con settembre si rimettono i remi in barca, si ammainano le vele e riprendiamo il nostro cammino cristiano nella quotidianità, dove Gesù si lascia incontrare e vedere, nelle faccende e nel lavoro di tutti i giorni. Vi invito tutti insieme, Orentano e Villa, al santuario Madonna delle Grazie di Montenero per domenica 30 settembre.

DOMENICA 30 SETTEMBRE PELLEGRINAGGIO A MONTENERO INSIEME ALLA PARROCCHIA DI VILLA CAMPANILE - SANTA MESSA ORE 17,00 PARTENZA DA VILLA ORE 14,15 PARTENZA DA ORENTANO 14,30 ISCRIZIONI IN SACRESTIA

Santuario di Montenero (LI)

Orentano calcio

Orentano calcio al via del campionato di prima categoria, girone A - prima partita Domenica 16 settembre ore 16,00 Orentano negli Anni. A me ha fatto molto piacere presentare proprio nel mese di agosto agli orentanesi e non il primo volume di «Orentano negli Anni». Una raccolta di alcuni dei miei articoli pubblicati nelle pagine dei quotidiani locali La Nazione e Il Tirreno, che nell’occasione si riferiscono agli anni 1989–1992. Purtroppo, per una serie di inconvenienti non è stato possibile, almeno fino ad oggi, presentare il libro nel migliore dei modi e cioè attraverso una serata dedicata esclusivamente all’evento. Comunque, a portare a conoscenza la popolazione orentanese della pubblicazione del libro ci hanno pensato don Sergio, che ringrazio, ma soprattutto Gino Carmignani il quale attraverso la sua Tabaccheria-Edicola si è preso anche l’onere di diffondere la vendita del libro senza percepire alcun compenso. Grazie Gino. Anche a Villa Campanile c’è un punto di riferimento per la visione del libro poiché si è cortesemente messa a disposizione Claudia del Mulino Gambaccini che ringrazio di cuore.

Come più volte evidenziato ricordo che i proventi della pubblicazione, escluse le spese di gestione e di stampa, saranno devoluti alle parrocchie di Orentano-Villa Campanile. Chi ne fosse interessato mi può contattare direttamente tramite posta elettronica al seguente indirizzo: benito.martini045@gmail.com. Mi è grata l’occasione per ringraziare le persone che mi hanno esternato la propria soddisfazione nel rileggere avvenimenti di quel periodo. Per la cronaca porto a conoscenza dei lettori di Voce di Orentano che ho già messo mano ad un secondo volume…magari da pubblicare nel mese di agosto dell’anno prossimo!!! (Benito Martini)

Vi benedico tutti, vostro don Sergio

Testo estratto

Pagina 2

2 Nel primo dopoguerra, mentre a 50° festa Pontedera nasceva la Vespa molti del bignè orentanesi emigravano portando con sé l’arte della pasticceria. Ad agosto tornavano in paese per ritrovarsi e ritrovare la loro terra.

Da qui la tradizione del Dolcione di Agosto che si solito in questi anni ha rappresentato una piazza o un monumento di quelle città dove erano emigrati. Quest’anno invece la cinquantesima sagra del bignè ha dedicato il Mega-Dolcione alla Vespa, ed ai 50 anni della Vespa Primavera in particolare. È stato un vero piacere rappresentare la Vespa in quella sede unendo idealmente il Comune di Pontedera e il VESPA CLUB Con il lancio delle lanterne, liberate in PONTEDERA , i cui soci hanno scortato la Mega-Vespa, con un pensiero particolare al nuovo cielo dai bambini, è terminata la lunga Museo Piaggio che conserva la storia di questo simbolo italiano: una rete di soggetti che insieme giornata di San Lorenzo, patrono di vogliono valorizzare la Vespa come simbolo di Pontedera e di un intero territorio. Grazie ancora Orentano. Questo giorno è del tutto al Comitato del Carnevale di Orentano, a tutta la comunità del borgo e al Sindaco Gabriele Toti particolare: festa religiosa e riferimento per l’ idea e per l’accoglienza. (Eugenio Leone) Concerto della «Leone Lotti» · per la comunità nel suo complesso. Un Tradizionale appuntamento legame molto forte che ancora unisce c on il concerto della Orentano e gli orentanesi con il suo filarmonica Leone Lotti di Patrono: dato che emerge ancora con più Orentano durante i forza nella tendenza generale festeggiamenti dell’agosto all’affievolirsi dei riferimenti valoriali. A Orentanese iniziato con la conferma della importanza di questa festa patronale di San occasione così solenne, abbiamo Lorenzo e che si concluderà partecipato in forma ufficiale col domenica prossima con la gonfalone del comune alla processione di sfilata del dolcione. La To t i ) musica rappresenta una forma di cultura, una espressione di arte;

Nel riquadro

questa sera.( Gabriele

50° anniversario della festa del bignè soprattutto costituisce un linguaggio 50° anniversario della vespa Primavera universale capace di parlare, di comunicare a persone diverse per cultura, nazionalità e lingua.

Complimenti alla «banda» : la presenza di tanti giovani è indice di un lavoro compiuto negli anni con tanta passione ed attenzione, costruito con Ma quanto era bella corte Carletti la voglia di tramandare questa bella martedì14 agosto addobbata per la festa realtà culturale. In questo gruppo si della Madonna. Molti i paesani presenti nota la forte ventata di gioventù con il alla messa ed alla processione. Giusto mix di esperienza: la ricetta per Buonissime le frittelle cucinate in far proseguire questa esperienza. È maniera egregia. Non perdiamo queste anche tramite queste associazioni ed belle tradizioni che sono anche un attività che viene aiutato quel senso di momento per socializzare. Ve comunità, con persone unite da valori c o m p li m e n ti a g li organizzatori . e riferimenti, alla base dello stare nella foto i «frittellai» della corte Carletti insieme. ( Gabriele To t i )

Nel riquadro

rame n te

La musica della Ranocchia. Poi i motori delle Vespe del club di Pontedera e di altre di appassionati e di altri Vespa club che hanno saputo della serata e, poi, i volontari dell’Ente carnevale dei bambini di Orentano hanno aperto la strada alla super Vespa primavera, il dolcione della Sagra del bigné che ha chiuso l’Agosto orentanese 2018. Ferie finite, così, per gli orentanesi di tutta Italia che da 50 anni continuano a ritrovarsi all’ombra del monumento alla dolcezza, quest’anno più orentanese che mai, alle prese con la nostalgia di ciò che è stato e i sogni per il futuro, come si fa a ogni compleanno importante. E il mezzo secolo lo è. Perché i 50 anni sono un po’ il giro di boa e perché chi ha messo i primi bignè uno sull’altro è diventato grande e come ogni nonno, guarda con affetto i nipoti che ripercorrono i suoi passi, li consiglia e li bacchetta, con l’amore e l’orgoglio immenso di ogni nonno. A rappresentarli tutti, quei nonni, domenica 19 agosto, a sera tarda, sul palco allestito al centro del paese è salito Oriano Guerri, tra i fondatori della sagra e ideatori del dolcione, abbracciato dall’applauso di un paese pieno di gente, come lo è stato per tutti gli altri eventi del mese, particolarmente partecipati. Una festa di Orentano, per il lavoro dei volontari impegnati in modo intensissimo negli ultimi due mesi, con il viso stanco, magari, ma dietro un sorriso immenso, che racconta della fatica ripagata dalla partecipazione, dalla consapevolezza di aver tenuto insieme il paese, anche per quest’anno. E di averlo mostrato nella sua massima forma a tutti quanti hanno avuto la voglia di arrampicarsi fin là, per godersi lo spettacolo. Tutta orentanese anche la tombola, vinta da due abitanti di Orentano, cosa accaduta di rado e non di recente. Un omaggio nell’omaggio anche il dolce offerto ai partecipanti: non il pan di spagna, come accadeva di solito, ma i bignè, omaggio ai primi dolcioni profiterol. Una festa, insomma, quella offerta domenica sera, capace di far divertire tutti, ma di commuovere e stringere gli orentanesi. Idealmente legati ai pontederesi, che hanno partecipato numerosi guidati dal consigliere comunale Eugenio Leone. Il rumore e l’odore delle Vespa che riporta la mente subito indietro ha introdotto l’omaggio: una Vespa alta 4 metri che portava il dolcione a 4 piani su una struttura di 12 metri per 4 e alta 6 metri e mezzo. Un colosso opera dei carristi del Carnevale ricoperto da 40mila bignè, opera dei pasticceri di Orentano. Uniti e aiutati dai volontari della frazione. Tutti, insieme e poi singolarmente, li hanno ringraziati il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti e il presidente dell’Ente carnevale Maurizio Ficini.

Presenti anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale Andrea Pieroni. (Elisa Venturi)

San Lorenzo sotto le stelle

Testo estratto

Pagina 3

nella famiglia parrocchiale... Bravo Tommy !!

26 agosto Tommaso Cappiello di Francesco e Paola Crispino

11 agosto battesimo di MARTA MONACO di Alessio e Daiana Guerzoni

NOZZE D’ORO…Marino Toti e Margherita Lunghini

50° Strepitosa vittoria del nostro Tommaso Capasso nel torneo di tennis del circuito Sabatini a Serravalle Pistoiese dove oltre alla coppa di vincitore ha ricevuto la targa di miglior giocatore del torneo da un rappresentante del comune di Serravalle.

Complimenti a Tommy e..avanti così!! (Patrizia)

Ci hanno preceduto alla casa del Padre 20 luglio CARMELA SANTOSUOSSO nei Caputo di anni 87 (deceduta a Londra GB)

16 agosto MARIA GIOVANNA PELLEGRINI di anni 89 20 agosto ROMANO CARTEI di anni 68

11 agosto battesimo di Giulia Cristiani di Marco e Agnese Regoli.

Le nozze d’oro sono un traguardo importantissimo e magico nella vita di una coppia! 50 anni passati insieme, che rarità al giorno d’oggi, nella buona e nella cattiva sorte e con la grande capacità e determinazione di rimanere uniti nonostante le diverse difficoltà, la routine ed i problemi quotidiani, i litigi ed i sacrifici, le ansie e le pene che in un periodo così lungo è normale che la vita vi abbia messo davanti. Avete riso insieme , pianto insieme, litigato e sempre insieme avete mantenuto vivo il vostro Amore mettendo sempre l’altro prima di voi stessi, il bene e la felicità dell’altro prima della vostra, dando così a tutti una bella lezione di vita!

Il vostro esempio, non solo semplici parole, ci ha dimostrato che un sentimento vero e forte è in grado di superare tutto, che l’amore può smarrirsi ma non perdersi e che il volersi bene non può essere messo in discussione alla prima Iris Giugni 23/05/2007 - Sergio Giaconi 07/09/2014 - Qui stavano festeggiando il loro arrabbiatura. Amarsi è scegliere di dire una cosa buona invece di dieci cattive, è capire che il silenzio a volte è più 50° di Matrimonio. Sarebbe bello poter importante delle parole, è non darsi per scontati, è rivivere quel giorno tutti insieme, ma purtroppo mi devo consolare pensando, che manifestare il proprio amore con piccoli gesti inaspettati, è scegliersi ogni giorno ed onorare il sentimento che vi ha loro ora sono così vicini come nella foto, a uniti, è guardarsi negli occhi ed amarsi oggi più di ieri, è vegliare su di noi . Mamma e Babbo vi accettare tutto ciò che è stato, sarà o non sarà! Tante sono voglio tanto bene. Vostra figlia Elsa state e sono le gioie, i meravigliosi momenti trascorsi insieme, il batticuore e le farfalle nello stomaco dei primi tempi, i ricordi che ancora vi emozionano e soprattutto la «costruzione» di una meravigliosa famiglia. Oggi siete qui a festeggiare le vostre nozze d’oro, mezzo secolo trascorso insieme, mezzo secolo d’Amore con la persona che avete scelto ogni giorno di avere al vostro fianco! Tanti, tanti auguri, vi aspetto per le nozze di diamante (Roberto)

offerte per Voce di Orentano e per la chiesa Anna Valeria Ficini Claudio Buoncristiani 15-08-1987 25-03-2013

Aldemaro Milli 17-09-2012

Giuseppina Carlini (Firenze), Luciana Carlini Montesi (Sesto Fiorentino), Ambra Marinari (Roma), Mirena Del Grande (TO), fam. Annibale Ficini, Francesco Martinelli (Montecarlo LU), N.N. (Firenze),

Testo estratto

Pagina 4

Lorenzo Marinari - da generazioni, ultimo artigiano del ferro battuto Un po’ ovunque le antiche attività lavorative stanno lenta mente scomparendo portandosi dietro un enorme bagaglio di ricordi, un valore unico da non dimenticare e non disperdere nel tempo. Soprattutto quelle strettamente artigianali laddove, oltre alle capacità manuali, bisogna Lorenzo Marinari necessariamente affiancare la passione per il lavoro intrapreso: duro e faticoso. Come per esempio la lavorazione del ferro o meglio il fabbro, in una bottega che fino a pochi anni orsono, in modo particolare dalle nostre parti, era un preciso punto di riferimento per la gente del paese poiché, in diverse circostanze, l’artigiano era chiamato anche per situazioni d’emergenza. A tale proposito, nel nostro piccolo, abbiamo ancora un fabbro, preciso e meticoloso, che prosegue in quella attività mettendo a fuoco, oltre che all’esperienza acquisita, i preziosi insegnamenti ricevuti dal padre Gaspero, recentemente scomparso. Si tratta di Lorenzo Marinari, il quale nella sua «bottega del ferro» oltre alle lavorazioni attuali, di routine, si notano attrezzi e macchinari del passato, tutti in qualche modo legati al mondo di casa nostra. Le testimonianze più antiche riguardano alcuni attrezzi agricoli «firmati» con le iniziali, così come voleva la tradizione, per sancire l’autenticità della provenienza e soprattutto come garanzia del lavoro fatto, come ad esempio un falcione che risale al 1845 del trisnonno del Marinari. Ma anche una incredibile esposizione di utensili utilizzati nel passato per il lavoro e per la casa, sono ben visibili all’interno della struttura in ricordo di quei congegni che allora erano di uso quotidiano, mentre oggi sono stati ampiamente superati da una sempre più moderna e sofisticata tecnologia. Resta il fatto che rivedendoli mantengono sempre un fascino del tutto particolare. Si tratta comunque di una tradizione che Lorenzo Marinari fin da giovanissimo ha seguito passo dopo passo sulle orme del padre proseguendo l’attività nell’officina di famiglia. «Si, conferma con un pizzico di velata soddisfazione Lorenzo Marinari, ho mosso i primi passi all’interno di quella che era la bottega per la lavorazione del ferro di mio padre, ricorda, laddove fin da piccolo ho intrapreso e mi sono appassionato a questa attività». «Buon sangue non mente» recita un vecchio adagio, che calza a pennello per Lorenzo Marinari poiché, a piccoli passi e per un certo periodo affiancato dal padre, ha saputo seguire l’iter della trasformazione degli indispensabili lavori che il fabbro quotidianamente svolgeva per le più disparate esigenze della popolazione e soprattutto per le attrezzature legate al mondo contadino. Infatti, ad un primo colpo d’occhio si può notare una vasta esposizione che è dedicata agli attrezzi di uso quotidiano: vanghe, zappe, badili e picconi per lavorare la terra, falci e falciotti completi di incudini sulle quali si batteva la lama della falce e della frullana per rinnovarne l’affinatura del taglio ma anche forche e rastrelli per la fienagione; correggiati per battere il grano; scuri, accette, mazze e cunei per il taglio del bosco; bilance a piatti, stadere per pesare i prodotti agricoli. Ovviamente ai giorni nostri diverse attrezzature sono superate dal tempo e non sono più necessarie così come tanti lavori strettamente artigianali. Come ad esempio quelli per attingere acqua dal pozzo con la brocca (lavorata dal fabbro) con tanto di fune e carrucola e successivamente attinta con un motore e, visto che il progresso era in continua evoluzione, di portare anche l’acqua attraverso delle tubazioni al lavandino di casa per arrivare poi in tutte le stanze. Ma anche coltelli per la cucina e da macellazione, imbuti e mezze lune, catinelle di rame e «raffi» per l’eventuale recupero della brocca in fondo al pozzo. Ma anche una comune padella che veniva elaborata per la cottura delle castagne, chiavi e cerniere per le porte ordinate dai falegnami per il proprio lavoro.

Insomma questa breve carrellata dimostra che il fabbro in quegli anni era un preciso punto di riferimento per la popolazione. Inoltre, fra tanti lavori della civiltà contadina del fabbro, c’era anche il ferrare mucche e cavalli e c’è un curioso episodio ricordato dal Marinari. Un contadino prese un appuntamento con mio padre per ferrare una mucca

un giovedì dopo il mercato di Altopascio. Ricordo che io, giovanissimo, con un legno dovevo battere sulle corna del bovino poiché pare fosse un modo per intorpidirne la sensibilità e renderla più tranquilla anche perché si doveva legare una gamba della mucca e appoggiarla su quella del contadino ad un’altezza che il fabbro ci potesse lavorare. Piantato i chiodi per la tenuta del ferro sullo zoccolo del bovino, poco prima che venissero messi in sicurezza (mediante una piegatura con il reinserimento nello zoccolo) la mucca, probabilmente, punta da un «moscone» ebbe una reazione improvvisa ed i ferri ancora non ripiegati strapparono i pantaloni al contadino procurandogli anche una ferita assai profonda. Ancora oggi ricordo le parole di quella persona la quale, incurante della ferita assai profonda riportata, era invece molto preoccupato ricordando quanto detto poco prima dalla moglie: «quando torni dal mercato e prima di andare da Gaspero, togliti i pantaloni nuovi»!!!

Oggi nell’attrezzatissima officina metallica Marinari si lavora sempre con la professionalità acquisita nel tempo anche se tanti lavori, soprattutto quelli del mondo contadino e dell’utenza casalinga, sono un lontano ricordo. La professionalità dell’azienda Marinari non è passata inosservata agli addetti ai lavori poiché, nel 2011, ha ricevuto un gratificante attestato dalla mani del presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini, per la «Fedeltà al lavoro e progresso economico per la lunga, ininterrotta attività lavorativa».

Insomma, una vera e propria passione nel lavoro ma soprattutto per Orentano laddove la famiglia Marinari ha avuto e tuttora ha un grande impegno verso le iniziative del paese. Infatti, così come il padre, in un recente passato Lorenzo Marinari è stato consigliere comunale nelle fila del Partito Comunista Italiano, ed in quel ruolo si è sempre distinto per contribuire a migliorare l’aspetto del paese e successivamente si è reso promotore, nei primi anni ’Settanta, sempre al fianco del padre Gaspero, all’apertura del Circolo ricreativo-culturale Arci Mondo Nuovo.

Così come la stretta vicinanza alle manifestazioni del carnevale dei bambini poiché, in passato assai recente, diversi carri allegorici sono stati allestiti proprio nell’officina Marinari .

Anche diversi lavori paesani di interesse pubblico sono stati messi a punto dal Marinari non ultimi alcuni lavori al monumento ai caduti ed i cancelli all’asilo Sant’Anna senza pretendere nessuna retribuzione. Ma il sogno di Lorenzo Marinari è quello di poter esporre al pubblico una così grande raccolta di attrezzi inerenti alla civiltà contadina. «Sì conferma, sarei ben lieto di catalogare ed esporre i vari pezzi raccolti e spiegare, soprattutto ai più giovani, a cosa servivano e come si usavano quegli attrezzi. Saper conservare, trasmettere le abitudini e lo stile di vita contadina della nostra campagna, conclude Marinari, ritengo sia un progetto particolarmente importante per tutti noi, da non disperdere nel tempo» (Nella foto in bianco e nero Gaspero Marinari e Palmazio di Meucci mentre ferrano una mucca)

Benito Martini