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n° 10 ottobre 2018 - anno LX
Voce di Orentano
Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato
Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT34W0623070961000040126084 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore responsabile don Roberto Agrumi
roberto.agrumi@alice.it - roberto.agrumi@pec.it
Carissimi fedeli, col mese di ottobre riprende la nostra attività parrocchiale e in modo particolare il catechismo per i bambini, proprio il 7 ottobre, sia ad Orentano che a Villa Campanile avrà inizio l’anno pastorale con la presentazione ed il mandato ai catechisti. Chiedo a voi genitori di far sì che i vostri figli vengano al catechismo e possano così iniziare il nuovo anno, specialmente coloro che si preparano alla prima Comunione ed alla Cresima.
Non permettete che i vostri figli si allontanino dal Signore Gesù e per questo la vostra testimonianza di genitori è particolarmente importante. Vi aspetto tutti Domenica 7 ottobre a Villa alle 10,00 e a Orentano alle 11,30 per l’inizio del nuovo anno catechistico e pastorale. Intanto Domenica 30 settembre tutti a Montenero a pregare la Madonna delle Grazie
Vi benedico tutti, vostro don Sergio Gesù si incontra in modo profondo e personale con ognuno, ma poi è necessario un cammino insieme. Ha voluto lui un gruppo di apostoli, di discepoli che camminavano insieme a lui. Un gruppo che si formava con lui, piano piano. Un gruppo che capiva, sentiva, sperimentava, pregava insieme a lui. Un gruppo che lo seguiva, lo ascoltava, imparava da lui. Un gruppo che aveva lui come modello, guida, riferimento, centro. Un gruppo che insieme a lui realizzava il progetto di Dio. Un gruppo che formava una nuova famiglia. Una famiglia non di sangue o di carne. Una famiglia unita nello spirito Santo. Una famiglia nuova, dove tutti sono fratelli, dove tutti sono figli del Padre nei cieli. Gesù ha fatto queste cose, ci ha insegnato cosa fare e come fare, perché le facessimo anche noi. La catechesi è quindi un cammino insieme. E’ un percorso in cui si cerca di capire, ma ancor più di sentire e di vivere, in cui si sperimenta il Signore.
Insieme. Perché il Signore è presente quando due o più si riuniscono nel suo nome. Si propone un’esperienza, chi vuole, la fa. Si annuncia una occasione nuova, un luogo nuovo, un posto, scelto, voluto, deciso dalla parrocchia, nella parrocchia. Un fare Chiesa, un essere Chiesa, insieme. Un luogo dove va chi vuole capire di più, chi vuole incontrarsi, parlarsi, condividere la fatica di tutti giorni alla luce del Vangelo. Chi vuole cercare, ritrovare la propria fede, perduta, dimenticata. Chi vuole vivere la vita buona del Vangelo.
Catechesi 2018
DOMENICA 7 OTTOBRE INIZIA IL CATECHISMO ------------CRESIMA 10-02-2019 PRIMA COMUNIONE 23-06-2019 Carissimi, vi diciamo un grande grazie a nome del Signore Gesù perché mandate in Chiesa e al Catechismo i vostri figli”. «Quando vi ponete la domanda: »Di che cosa hanno bisogno i nostri figli per crescere e vivere felici?« Voi rispondete che devono essere nutriti perché per vivere bisogna mangiare! E ogni giorno date loro un cibo sano, saporito e condito... con tanto amore. Sapete anche che devono prepararsi alla vita e... li mandate a scuola. Poi devono crescere sani e robusti e... per questo ci sono: la palestra, lo sport, le vacanze al mare o in montagna. È facile costatare che queste cose sono necessarie, ma non sono sufficienti. I vostri figli, oltre ai bisogni fisici, psicologici e culturali, hanno bisogno di coltivare e soddisfare anche le esigenze spirituali». Ed ecco l’importanza dell’aspetto religioso: «Non dimenticate che i figli, prima di essere vostri, sono figli di Dio. Voi li avete generati, ma è Dio che li ha creati. Voi misteriosamente siete stati i collaboratori di Dio. Voi amate i vostri figli e per loro avete fatto e fate tanti sacrifici, tuttavia non dimenticate che Dio li conosce e li ama da sempre, che Gesù li ha amati fino a dare la vita sulla croce per la loro salvezza. I bambini non sono come i gattini. Ai vostri figli non basta il nutrimento materiale, hanno bisogno anche di quello spirituale. Essi hanno bisogno di imparare a pregare, come hanno bisogno di mangiare, di giocare, di studiare. La fede, la preghiera, la sincerità e responsabilità servono non solo quando si è bambini, ma ancora di più quando si è giovani e adulti». «Nel catechismo i ragazzi imparano a conoscere e amare Dio Creatore e Padre di tutti. Ai ragazzi si insegna che i comandamenti di Dio sono regole fondamentali per conoscere ciò che è giusto e per esercitare la vera libertà. Nel catechismo i ragazzi imparano a conoscere Gesù loro Salvatore, la sua vita unica con i suoi meravigliosi esempi e insegnamenti. In molte famiglie, non in tutte però, i figli hanno già ricevuto una prima educazione religiosa, che però ha bisogno di un approfondimento sistematico. A questa esigenza risponde il catechismo». Un caldo invito ai genitori affinché sostengano «l’impegno che la comunità parrocchiale mette per comunicare ai figli la fede nel Signore, per educarli a vivere nell’amore di Dio e del prossimo».
Non scoraggiarti per quello che ti succede, Dio è sempre accanto a te e non è mai indifferente ai tuoi problemi ed alle tue sofferenze
Don Sergio e i catechisti vi invitano ad un ciclo di catechesi che si terranno nella nostra parrocchia, nella cappellina dell’asilo sant’ Anna il lunedì e il giovedì alle ore 21,15 ad iniziare da lunedì 8 ottobre Vieni e ascolta .... per sperimentare la consolazione e la pace che solo Gesù Cristo ti può donare
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2 «Piazzetta dei donatori di sangue». È questo il nome assegnato allo spazio pedonale a ridosso di piazza San Lorenzo. Ieri, in occasione della 45’ festa del gruppo Fratres di Orentano, abbiamo scoperto la targa con la intitolazione. Sono convinto che questa intitolazione rappresenti un riconoscimento simbolico alla donazione del sangue ed ai valori che sono alla base di questo atto.
È una forma concreta aiuto, di solidarietà, di sostegno ad una persona in difficoltà. Le due caratteristiche della donazione , la gratuità e l’anonimato, ne danno un valore ancora più forte. Infatti in una società come la nostra caratterizzata sempre più dall’ edonismo, dalla voglia di apparire, la donazione rappresenta un valore positivo in controtendenza, proprio per il fatto che a questo aiuto gratuito non sappiamo da chi sarà utilizzato. Peraltro i Fratres hanno la loro matrice Ciao Augusto, amico di una vita. Ci hai lasciato così, nella carità Cristiana. È stato bello vedere la partecipazione dei tanti all’improvviso, senza che ci fosse quel premonitore campanello gruppi di donatori della zona e le associazioni locali, a conferma del d’allarme che a volte, soprattutto alla nostra età, ci avvisa e ci mette momento significativo anche per il paese. Quella piazzetta è stata una in guardia. Da tempo non ci frequentavano più così assiduamente delle prime aree ad essere adottata da una associazione in un progetto come in passato ma probabilmente i ricordi di quegli anni hanno che ha visto svilupparsi durante questi anni. Grazie al gruppo di consolidato la nostra amicizia. Tu e Alpina in quel di Marginone Orentano e a tutti i donatori di sangue! (Gabriele Toti) noi a Orentano ma ogni qualvolta che ci siamo incontrati è sempre stata una grande gioia, né di routine né di circostanza, era sempre l’affetto dei vecchi tempi che emergeva, spontaneo. Non a caso ricordavamo spesso un vecchio adagio che a noi calzava a pennello: «gli anni passano ma i veri amici restano». La tua simpatia, le tue briose battute sono sempre all’ordine del giorno, Mamme, Papà, Nonni e Zii , venite ad imparare le rigorosamente precedute da quel «…così come dice il De Vita…». manovre di disostruzione pediatrica per salvare il Purtroppo non ho avuto il tempo di portarti a leggere il libro che ho vostro bambino,! La Pubblica Assistenza Croce da poco terminato nel quale ricordo anche il tuo impegno di Bianca di Orentano, organizza per Sabato 13 Ottobre dalle ore 14.00 volontariato: “a rosolare a puntino bistecche, salsicce e rosticciana circa una lezione teorica e pratica sulle procedure da attuare in caso di alla griglia, nel corso della sagra locale, così come cuocere, nel soffocamento. Tutti possono partecipare con un contributo di 5€ per il forno del panificio Galeotti che gestivi in quegli anni, i bignè che materiale. CORSO DI LIVELLO BASE la Croce Bianca di successivamente venivano riempiti con crema e cioccolato, dai Orentano organizza un corso al quale possono partecipare tutti coloro pasticceri nei primi anni della sagra. Alpina e le tue adorate figlie che vogliono entrare a far parte del mondo del volontariato, ma anche Emanuela e Barbara, i nipoti ti hanno «coccolato» fino all’ultimo semplici cittadini che vogliono rendersi utili in caso di necessità. Palpito del tuo cuore e di questo, credimi, ne devi essere fiero e INIZIO DEL CORSO GIOVEDI’ 4 OTTOBRE con lezioni teoricoorgoglioso. L’aver «creato» una famiglia sempre così unità, nella pratiche bisettimanali. Tutti i martedì e giovedì alle ore 21,00. Fine gioia e nel dolore, nella buona o nella cattiva sorte è l’evidente corso con esame martedì 30 ottobre. La P.a. Croce Bianca di Orentano segnale che ha avuto in te una guida sicura e piena d’amore. coglie l’occasione per ringraziare l’organizzazione della Sagra della Augusto, noi, gli amici di sempre, ti vogliamo ricordare così, con Bistecca di Galleno e il Gruppo Sportivo di Orentano che durante le loro questa foto allegro e sorridente laddove sei al centro con al tuo sagre hanno destinato l’offerta dell’entrata alla nostra Associazione. Con fianco Alpina, la persona che per tutta la vita coniugale ha la somma raccolta la Croce Bianca ha potuto acquistare un riduttore condiviso con te il percorso non sempre facile che la vita riserva ad pediatrico per barella, utilissimo per bambini e neonati che devono ognuno di noi. Una foto, un brindisi che risale al giorno del tuo essere trasportati immobilizzati. Ci auguriamo di continuare la recente 81° compleanno e ci eravamo dati appuntamento all’anno collaborazione con queste due associazioni che sono vicine e sensibili prossimo. Purtroppo, pochi giorni dopo, un amaro destino ha al nostro mondo del volontariato. VI ASPETTIAMO Silvia Benvenuti disdetto quell’appuntamento. Ciao Augusto, ci mancherai. (Benito, Eda, Modesto ed Emanuela).
Nel ricordo di Augusto Di Vita
UNA BELLISSIMA INIZIATIVA Il gruppo cresce!!! Ricordo che ho creato questo gruppo per un progetto arduo e bello! Creare eventi, come raccolta fondi per la creazione di un percorso jogging a cielo aperto con attrezzi fitness.
Sarà una palestra naturale gratuita UN ANGOLO DI PARADISO ... questo è la «SCUOLA per tutti i compaesani orentanesi e DELL’INFANZIA E NIDO SANT’ANNA» !! Un angolo di paradiso in limitrofi. Stiamo portando avanti attesa di piccole marmocchie (bimbi e bimbe) che possano riempire di la progettazione con Maurizio gioia i cuori delle maestre e non solo. Le iscrizioni sono ancora aperte Ficini e Gabriele Toti ed abbiamo sia per il Nido (12-36 mesi) che per la Scuola dell’Infanzia (3-6 anni). chiesto il preventivo per gli Chiamateci o contattateci, saremo felici di organizzare un incontro e attrezzi fitness ad un’azienda farvi visionare questa struttura meravigliosa. Produttrice. Sto creando una Telefono 0583 23249 - scuolainfanzia.santanna@outlook.it rassegna teatrale orentanese per la raccolta fondi. Di soldi ne serviranno tanti, quindi siete tutti pregati di pubblicizzare il più possibile gli spettacoli e far venire molta gente anche da fuori. Chiaramente noi orentanesi dobbiamo essere i primi ad assistere agli spettacoli. Presto darò i dettagli anche sul prezzo del biglietto. Sono accetti, ben accetti, molto accetti, volontari per seguire il progetto. Contattatemi. Scrivete sul gruppo. E’ un progetto per il ben d’essere di tutti e valorizzerà ancora di più il territorio. Inoltre ci sarà una rassegna teatrale orentanese!!! Le prime due date sono Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre, presso il capannone della sagra della pizza, con il musical Pinocchio. Presto i dettagli anche di un altro spettacolo.
Grazie a tutti coloro che si faranno avanti. Anche a coloro che faranno semplicemente passaparola portando molto pubblico. (Enrico Pinna)
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nella famiglia parrocchiale...
9 settembre - Nozze d’argento per Enrico Volpi e Rosalba Cristiani, si sposarono nella nostra chiesa il 5 settembre del 1993
12 settembre matrimonio Luca Martinelli e Antonietta Marino - battesimo di Mario
8 settembre matrimonio di Giovanni Pennucci e Sabrina Valori
offerte per Voce di Orentano Giovacchino Andreotti (Modena), Maddalena Andreotti Sevieri (Milano), Enrico e Rosalba in occasione del loro 25°, Monica Bertoncini, Cesare Panattoni,i familiari in memoria di Loriano Toschi,
Nel riquadro
e per la chiesa
12 settembre Augusto Di Vita - di anni 81 Valfredo Bertoncini (deceduto a Marginone LU) 30 settembre 2016
Angiolino Duranti 03 settembre 2017
1° settembre - Massimiliano Bellagamba e Francesca Pennacchio battesimo di Tommaso
Polisportiva «Virtus Orentano» sez.podismo
Ci ha preceduto alla casa del Padre
Brillante Agrumi 29-ottobre-1994
1° settembre matrimonio di Gionata Mazzoni e Nadia Martino
22a marcia dell’Orcino organizzata dalla nostra polisportiva Virtus, presieduta egregiamente da Moreno Valori, avvenimento che ci ricorda le gesta del brigante Orcino, (brigante buono) ma che rubava agli altri, per tenerselo per sé.
Maestro delle imboscate, imperversava nei nostri boschi, tra la via Francigena e le Cerbaie ed ogni viandante, specialmente se facoltoso, ne faceva le spese. Oggi i tempi sono cambiati ed i veri briganti non stanno più nei boschi, ma in moderni uffici e residenze di lusso.
Ma non ci interessa, perché non ci piacciono ne gli uni ne gli altri.
Domenica 21 ottobre, partenza libera dalle ore 7,30 in poi, ristori frequenti ed abbondanti, premio finale per tutti gli arrivati e premiazione delle società. Buona corsa a tutti !!! (nella foto l’arresto del brigante)
Angela Occhipinti 31 ottobre 2012
Santi Sevieri 26 febbraio 1965
Loriano Toschi 18 settembre 2013
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4 GLI ANNI DRAMMATICI DELLA PRIGIONIA
Qualche tempo prima della sua scomparsa 13-9-2013, Fortunato Del Seta mi rilasciò questa intervista, pubblicata su un giornale locale, che in perfetta sintonia con Roberto Agrumi, direttore responsabile di Voce di Orentano, ripropongo per i lettori del giornalino orentanese.
“Rimpatriato vostro congiunto: condizioni molto gravi.
Somministrato olio santo”. E’ questo l’angoscioso testo del telegramma che da Merano giunge ad Orentano alla famiglia di Fortunato Del Seta alle prime luci del 29 settembre del 1945.
«Sono momenti drammatici in cui lotto tra la vita e la morte dopo gli anni della prigionia nei campi di concentramento tedeschi», ricorda Fortunato Del Seta mostrandomi un documentato estratto dal suo alquanto doloroso «libro dei ricordi». Il suo racconto è emozionante, nonostante gli anni trascorsi dal periodo bellico parla a «braccio» difficilmente consulta i documenti originali dell’epoca e si sofferma nei momenti più difficili trascorsi in quegli anni. Da giovane lavora nella pasticceria del padre a Santa Croce sull’Arno il quale ha anche la licenza ambulante per la vendita di castagnacci, frutta e dolciumi. Un lavoro che viene bruscamente interrotto dall’arrivo della cartolina precetto per il servizio militare: «Presentarsi al Gruppo Artiglieria 27° Raggruppamento Isola d’Elba a Marina di Campo». E’ il 19 marzo del 1940. Il 10 giugno scoppia la guerra. Alcuni ricordi. Nella piccola isola dell’arcipelago toscano la nostra azione operativa è difendere i tentativi di sbarchi soprattutto delle truppe francesi che ben presto capitolano. La resa. La mattina del 16 settembre 1943 l’aviazione germanica bombarda a tappeto l’isola e successivamente i paracadutisti tedeschi l’invadono. Noi siamo prigionieri. Prima della cattura Del Seta assiste ad un episodio che evidenzia quanto sarà cruenta la guerra: un paracadutista tedesco rimane impigliato ad un pino, sopraggiunge un marinaio italiano in bicicletta prende una scala in una casa colonica per tentare di liberarlo ma il soldato tedesco impugna il mitra e lo uccide.
L’inizio della prigionia. Con diversi zatteroni i soldati italiani fatti prigionieri vengono trasferiti a Piombino (campo sportivo) e successivamente, con dei vagoni carichi anche di bestiame, in direzione di Berlino. Nel trentino la tradotta-umana ha una sosta proprio nei pressi di un’azienda produttrice di mele le cui maestranze le stavano cogliendo ed alla nostra visione ce ne offrirono a volontà. Passata la frontiera siamo in Austria, quindi Lipsia e Berlino dove avviene lo smistamento dei soldati italiani che vengono schedati e immatricolati. Noi siamo destinati al campo di concentramento n°780 a Spandau (distretto di Berlino).
Sono la matricola 51087. Il mio lavoro in una fonderia e consisteva nell’immatricolazione delle torrette dei carri armati tedeschi. Attentato. Nel corso di una riunione al quartier generale tedesco c’è un attentato che causa diversi morti. L’attentatore viene arrestato ma nello stesso tempo scatta la repressione nei confronti dei prigionieri e nel giro di pochi giorni dal nostro campo «spariscono» una sessantina di prigionieri italiani. Qualche ora di svago. Tutti in ufficio per foto per un farci un «freind-pass» (passaporto) utile per poter uscire dalla fabbrica senza essere scortati dai tedeschi. Quindi la possibilità di andare al cinema a Gesundbrunnen, zona sempre nei pressi del campo di concentramento. Bombardamenti. Si fanno sempre più frequenti i bombardamenti dell’aviazione americana e russa. Nel corso della proiezione di un film scatta l’allarme aereo: ci rifugiamo negli scantinati e poco dopo una bomba «centra» il cinema che viene distrutto. Rimaniamo tre giorni sotto le macerie. 3 maggio del 45.
I russi liberano il nostro campo ma la libertà è ancora un miraggio poiché le forze tedesche si riorganizzano e nel primo pomeriggio hanno il sopravvento e riconquistano (brevemente il campo). Ma è opinione diffusa che l’armata tedesca sia allo sbando.
Trasferimento. Dal campo di concentramento ci trasferiscono a Charlotten (giardino zoologico di Berlino) dove siamo ripuliti rifocillati. 5 maggio. La guerra è finita ma le sofferenze ancora no.
Siamo all’aeroporto Tempelhof di Berlino e poco dopo in volo verso la Russia. 8 maggio. Una volta a terra c’è un trasferimento.
Oltre a noi prigionieri italiani ci sono 40 ex prigionieri russi, 35 soldati cosacchi e diversi cavalli. Dopo una cinquantina di giorni a piedi raggiungiamo una azienda agricola senza poter
Fortunato Del Seta individuare la località. Secondo noi siamo in territorio ucraino e in questa azienda siamo utilizzati per lavorare. La malattia. 25 luglio siamo impegnati a legare il grano per portarlo all’interno del capannone dell’azienda per la trebbiatura. Improvvisamente si scatena un violento temporale accompagnato da una forte grandinata. Fuggifuggi generale per cercare riparo nel capannone. Io non ce la faccio: il freddo, l’acqua, la grandine hanno il sopravvento. Rimango semisvenuto una ventina di minuti circa. Passato il temporale alcuni commilitoni mi sollevano da terra e mi portano al riparo. Le mie condizioni di salute peggiorano sensibilmente: febbre altissima e broncopolmonite. Comunque, febbre o no, bisognava lavorare.
L’avventura. «A noi servono persone che lavorano», tuona un soldato cosacco rivolto a me ed a altri due soldati che non stavano bene fisicamente, qui siete d’ingombro, se volete tentare di andarvene quella motrice va in Germania, dice indicandoci il mezzo”. Tentiamo l’avventura. E’ il 4 agosto. Dopo quattro giorni sul mezzo che viaggia verso Berlino, siamo ricoverati in una stanza a Poznan in Polonia.
Avevo la febbre a 40. Dopo tante traversie, la mattina del 10 agosto, sentiamo una donna russa che parla italiano!!! «Siamo arrivati al posto giusto, commentiamo». Purtroppo ci fanno sapere che le medicine scarseggiano. Con la carta di Berlino in mano, indico alla russa l’ubicazione di un ospedale militare della Croce Rossa. Con una grossa Jeep veniamo trasferiti verso l’ospedale e appena arrivati ci informano che è in allestimento un treno per l’Italia. Sui vagoni della Croce Rossa ci sono centinaia di feriti e malati. Il 3 settembre si parte per l’Italia ma le disavventure non finiscono mai. Infatti, a Lipsia, il treno si ferma e la locomotiva viene «staccata» poiché serve ripristinare la strada ferrata per l’Italia. Comunque, anche se lentamente e senza viveri (per 3 giorni), il viaggio prosegue, ma non per molto. Poco dopo, siamo nuovamente fermi e senza cibo. Busso al vetro e richiamo l’attenzione di una persona impegnata a ripristinare la ferrovia e chiedo qualcosa da mangiare in cambio gli porgo alcune sigarette. Alla vista di un bene così prezioso per quel periodo, esclamò:
«Toscanì tu di fame non morirai mai!». Per la cronaca io non fumavo ma avevo conservato le sigarette che ci davano nei giorni della prigionia. Arriviamo a Innsbruk (ospedale americano) dove siamo curati e medicati. Successivamente mi portano all’ospedale di Merano.
Le mie condizioni fisiche sono gravissime ed è da qui che parte il telegramma ai miei familiari. 1° ottobre 45 un professore della Croce Rossa Internazionale, docente all’università di Zurigo, individuata la malattia ne indica la terapia necessaria. Nei giorni successivi ricevo la visita dei miei fratelli Leopoldo e Marina e vengo a sapere della morte di mio padre. La ripresa è lenta ma progressiva e nel 1947 la degenza è interrotta per una breve convalescenza a Orentano (una decina di giorni) per poi rientrare all’ospedale di Merano a proseguire la terapia.
Finalmente a casa. Il 29 ottobre del 1949 c’è il definitivo rientro a Orentano. Una pensione di Grande Invalido con accompagnamento è il sostegno iniziale dello Stato italiano per riprendere a piccoli passi il percorso della cosiddetta vita normale. Il matrimonio, due figli e oggi i nipoti mi hanno notevolmente alleviato le indelebili sofferenze della prigionia. In quelle città, in quei luoghi della prigionia che ne hanno segnato la vita, Fortunato Del Seta, le ha ripercorse nel 1997 con la di Benito Martini figlia Lucia.