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n° 1 gennaio 2019 - anno LXI
Voce di Orentano
Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato
Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT34W0623070961000040126084 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore responsabile don Roberto Agrumi
roberto.agrumi@alice.it - roberto.agrumi@pec.it
Carissimi fedeli, con la solennità dell’ Epifania, anche per quest’anno le feste natalizie sono già passate, anche se segnate dalla scomparsa della nostra cara Carla. Già cuoca del nostro asilo per circa venticinque anni, per questo vogliamo rinnovare a tutta la sua famiglia le nostre condoglianze più sincere, specialmente al marito Secondino ed ai figli Antonio ed Elena, a tutti i nipoti ed alle sorelle.
Ricordiamo Carla nelle nostre preghiere. Le feste di Natale e di inizio anno, grazie a Dio, sono state molto partecipate e speriamo solo che la presenza alle sante messe non sia stato solo un incontro casuale con il Signore Gesù ma che possiamo anche durante tutto l’anno continuare ad incontrarci con il Signore, che è nato per noi e vuol camminare con noi. Gli appuntamenti continuano, a febbraio avremo la santa Cresima, poi tutti i lunedì il corso prematrimoniale. Ai primi di marzo la quaresima e l’inizio della benedizione delle famiglie, insomma il lavoro non mancherà. Ogni Domenica vi aspetto alla messa, viviamo insieme la santa Il nostro comune ha premiato le coppie Eucarestia. Vi benedico tutti, vostro don Sergio che sono insieme da oltre 50 anni
La santa Famiglia di Nazareth
S.E. Mons. Andrea Migliavacca, nostro vescovo, sarà con noi domenica 10 febbraio 2019 per amministrare la santa Cresima ai nostri ragazzi
Ricordiamo a tutte le coppie che intendono sposarsi nel 2019, che è obbligatoria la frequenza al corso di preparazione al matrimonio. Inizierà a febbraio, ogni lunedì alle 21,15 nella cappellina dell’asilo.
Cari amici, il buio della notte di Betlemme è illuminato dallo splendore della Santa Famiglia di Nazareth. E’ la luce della santità divina che risplende nell’umiltà della natura umana. Il Bambino Gesù è il Figlio di Dio, Il tre volte Santo, la fonte di ogni santità. Egli è la luce che illumina le tenebre della menzogna e della morte. Egli è la grazia che spezza le catene del peccato e del maligno. Egli è la speranza che conduce alla vita eterna del cielo. Guardiamo a Maria, la Madre di Dio, la Tutta Santa, la sempre Vergine. Fin dal primo istante del suo concepimento è adornata da uno splendore singolare di santità, che le viene interamente dal Figlio. “Più di ogni altra persona creata, il Padre l’ha benedetta con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui l’ha scelta prima della creazione del mondo per essere santa e immacolata al suo cospetto nella carità.
«Maria per la grazia di Dio, è rimasta pura da ogni peccato personale durante tutta la sua esistenza».
Essendo stata concepita tutta santa e avendo corrisposto perfettamente a questa inestimabile grazia, la Chiesa riconosce nella Santissima Vergine Maria «il modello e la sorgente» della santità. Guardiamo a S. Giuseppe, «uomo giusto», che nel momento del turbamento e dell’incertezza, risponde con l’obbedienza della fede alla volontà di Dio e adempie, nell’umiltà e nella fedeltà, la sua missione a fianco di Gesù e Maria. In questo tempo di attacco diabolico alla famiglia, attingiamo alla inesauribile sorgente di santità della Famiglia di Nazareth, affinché le nostre famiglie siano scuole di santità e oasi di pace e di amore.
Vostro Padre Livio
Oriano e Marta, nozze di platino
Sono traguardi difficili da raggiungere insieme. Per testimoniare che le favole esistono, il comune di Castelfranco di Sotto ha messo insieme le coppie che nel 2018 hanno festeggiato le nozze d’oro, di smeraldo, di diamante e addirittura di platino. Sono state 24 le meravigliose coppie che premiate dal sindaco Gabriele Toti. Perché la scelta di passare una vita insieme, nonostante le difficoltà, è una reale testimonianza del contributo dato alla crescita della comunità, con il proprio lavoro, dedizione e attaccamento alla famiglia. Queste persone sono un esempio per tutta la nostra società civile.
Ecco infine le coppie orentanesi premiate.
Oriano Guerri e Augusta Marta Ginanni, Cesare Giulio Frascatani e Romana Ficini, Costantino Licursi e Maria Grazia Carosia, Marino Toti e Margherita Lunghini.
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2 I primi 100 anni di «Vito re della Pizza»
· 100 anni! Davvero tanti! E quando una attività economica taglia questo traguardo significa che é parte della storia e della tradizione di un territorio. Per questo lunedì sera abbiamo festeggiato «Vito Re della Pizza»: nata nel 1918 come ditta «Alessandra Buoncristiani» madre di Vito Andreotti e dal 1960 la pizzeria da tutti conosciuta ed apprezzata. È bello vedere riuniti in questa occasione tanti ospiti ed amici, presidente del consiglio della regione Toscana Eugenio Giani ed il consigliere regionale Andrea Pieroni, il parroco Don Sergio Occhipinti, i rappresentanti delle associazioni locali, ed i dipendenti storici tra cui il Maestro del Lavoro Guido Buoncristiani, Giovanni e Daniele Chiaravallo. E poi... un abbraccio speciale a Ginetta! (Gabriele Toti)
«Teniamoci per mano»
Venerdì 14 Dicembre presso la RSA ’Madonna del Rosario’ di Orentano si è tenuta la giornata di lancio del progetto ’Teniamoci per mano’ presentato dalla Fondazione ’Madonna del soccorso’
ONLUS di Fauglia unitamente a realtà istituzionali ed associative del territorio.
All’iniziativa, ottimamente preparata, hanno preso parte numerose amministrazioni comunali e rappresentanti del territorio che hanno contribuito effettivamente sia alla progettazione del percorso sia - ora - alla sua attuazione.
L’iniziativa si è tenuta presso la sede della RSA ’Madonna del Rosario’ di Orentano ed ha avuto una partecipazione numerosa ed attiva. Il progetto illustrato è stato presentato su apposito bando emesso dal Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.
L’incontro, cui hanno preso parte non solo i partner ma anche altre realtà del territorio, si è poi concluso con buffet-cena offerto a tutti gli intervenuti. Ora prende avvio il percorso di coinvolgimento territoriale e di attivazione di tutte le azioni previste con il prezioso apporto sia di tutti i partner che delle altre istanze sociali ed associative presento ed ivi operanti. L’azione di formazione dei responsabili interni aveva preso avvio già nel mese scorso .(Riccardo)
Festa di Natale alla Fondazione La sera di venerdì 14 Dicembre si è tenuta la festa di Natale alla Fondazione ’Madonna del soccorso’ ONLUS. Quest’anno l’iniziativa si è svolta presso la RSA ’Madonna del Rosario’ di Orentano in corso di ampliamento proprio per far vedere a tutti lo stato di avanzamento dei lavori. All’arrivo del Vescovo accompagnato dal Presidente della Fondazione mons.
Morello Morelli, oltre al Parroco don Sergio, al personale ed ai membri della Fondazione erano presenti la Banda e le realtà associative di Orentano, il Comandante dei Carabinieri di Castelfranco di sotto, i Sindaci ed i rappresentanti dei Comuni di Castelfranco di sotto, Fauglia, S. Croce sull’Arno, Montopoli Valdarno, CrespinaLorenzana, S. Maria a Monte, Pisa, i responsabili delle ASL Toscana Centro e Toscana Nord Ovest e della Società della Salute della Zona Pisana, la CISL ed UIL FP di Pisa, diverse Comunità di religiose, i volontari e le maestranze che sono impegnate nell’opera di ampliamento della RSA ’Madonna del Rosario’.
Appena sceso dall’auto il Vescovo - accolto da un applauso - ha ascoltato il canto ’Vergin Santa’ eseguito dalla Corale della Fondazione. Di seguito l’esibizione della Banda locale e la foto con tutti i presenti. A seguire mons. Vescovo, dopo un primo saluto ai presenti, si è recato presso la Cappella della struttura per una preghiera al SS Sacramento cui è seguita la visita ai nonni ospiti della struttura, sia quelli più autosufficienti, sia gli allettati. E’ stato questo un momento commovente per tutti. Successivamente il Vescovo si è spostato in una sala adiacente per raccogliere il saluto dei responsabili della Fondazione, delle autorità e dei presenti. Il saluto iniziale l’ha fatto il Direttore dell’ente avv. Riccardo Novi cui è seguito l’intervento del Sindaco di Castelfranco Gabriele Toti, di Fauglia Carlo Carli, del Consigliere regionale Andrea Pieroni, dell’ex Direttore della SDS Zona Pisana Alessandro Campani e della dott.sa Rossella Boldrini Direttore Servizi Sociali della ASL Toscana Centro. Tutti gli interventi, compreso l’ultimo spontaneo di un rappresentante del personale dell’Ente, sono stati molto sentiti ed apprezzati.
Terminati i saluti ed i ringraziamenti che le varie autorità hanno rivolto al Vescovo ed alla Fondazione per il servizio costante reso ai più poveri e bisognosi così come alle persone anziane non autosufficienti, è seguito il saluto del Vescovo che, con grande soddisfazione di tutti, ha annunciato - tra l’altro - che l’inaugurazione della RSA ampliata si terrà, salvo imprevisti, nel mese di Maggio 2019. La notizia è stata accolta da grande apprezzamento ed un grande applauso di tutti i presenti. Accompagnati dai canti mariani, i partecipanti si sono recati nella sala ove hanno cenato tutti insieme con la possibilità di assistere anche alla proiezione delle immagini relative allo stato di avanzamento dei lavori con l’illustrazione dettagliata del progetto in corso di realizzazione. E’ stata una serata di preghiera e di grande convivialità ed armonia che segna proprio i rapporti della Fondazione con tutte le realtà sociali e istituzionali del territorio. Ringraziamo da queste pagine mons. Vescovo che ci ha donato la gioia di partecipare alla serata natalizia di festa della Fondazione insieme a tutti gli altri soggetti presenti e con i quali la Fondazione ’cammina’ e collabora durante tutto l’anno. Quest’anno la partecipazione delle istituzioni come delle realtà sindacali e sociali è stata ancora più consistente rispetto agli anni precedenti, segno questo di un apprezzamento per il lavoro congiunto svolto quotidianamente con competenza dall’ente Fondazione al servizio del prossimo. Cogliamo l’occasione per ringraziare anche tutti i Sindaci ed i rappresentanti degli enti istituzionali ed associativi del territorio nonchè i rappresentanti del Club Libera età, Croce Bianca, Scout ed Ente Carnevale che hanno arricchito e reso ancora più bella questa serata di preparazione al S. Natale e di condivisione fraterna. Un grande ringraziamento della Direzione va al personale tutto della Fondazione che ha saputo organizzare un evento così bello, importante e partecipato nonchè a tutti gli orentanesi che sempre collaborano ed aiutano la Fondazione in questo sforzo che sta sostenendo per la realizzazione della nuova opera così come per la preziosa presenza accanto ai nonni. Grazie a tutti (avv. Riccardo Novi)
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nella famiglia parrocchiale... Addio Carla
Quando muore una mamma avvertiamo sempre un enorme senso di vuoto, abbiamo tanta paura. È una morte diversa da tutte le altre, ci sentiamo perduti anche se il lutto non ci riguarda da vicino. Pensiamo, noi che la mamma abbiamo potuto abbracciarla da piccoli e da grandi, a come sarebbe 12 dicembre battesimo di GRETA ALDERIGHI di Luca e stata la nostra vita se tale fortuna ci fosse stata negata. Un’infanzia e Collecchi Elisabetta un’adolescenza senza la propria mamma: immaginarle è terribilmente offerte a Voce di Orentano e alla Chiesa angosciante. Carla è stata la seconda mamma di tanti bambini, da circa La mamma Brunetta e la sorella Maura in memoria di Romano venticinque anni gestiva la mensa dell’asilo nido e della scuola materna Cartei, Moreno Carlini (Firenze), Regoli Umberto (Roma) in parrocchiale e di bambini ne ha visti tantissimi, quanti hanno imparato a memoria di Regoli Ermete e Quirino, Raffaella Marcato e mangiare da lei e quanti soprattutto hanno imparato a farsi il segno della Buonaguidi Sara, Ente Carnevale dei Bambini, Giancarlo croce e a recitare le prime preghiere. Carla lascia un grande vuoto e noi Carlini (Milano), Cristina Stefanelli in memoria dei suoi vogliamo ricordarla così come è nella foto, allegra e sorridente in mezzo ai defunti, Benito ed Eda Martini per le opere parrocchiali. Suoi bambini. (Roberto Agrumi)
Asfalti, lavori nel 2019 Ci hanno preceduto alla casa del Padre 158mila euro sono stati stanziati per la frazione di 14 dicembre 10 dicembre Orentano per alcuni interventi in via della Repubblica, GIULIA CARMIGNANI DINO DI VITA via dei Nencini e via del Fratino. Il primo lotto riguarda ved. Stefanelli di anni 85 il risanamento della pavimentazione in via della di anni 86 Repubblica per un tratto di circa 880 metri tra 30 novembre 26 dicembre l’intersezione con via Martiri della Libertà e il secondo CARMINE EZIO CARLA PINELLI accesso a Corte Nardoni, dove l’attuale manto SANTOSUOSSO in Maddalena di anni 70 bituminoso si trova in un evidente stato di di anni 59 deterioramento. In questo lotto è compresa anche la Dall’archivio parrocchiale anno 2018 realizzazione di opere di urbanizzazioni in via del battesimi 37 - prima comunione 32 Fratino, per un tratto di 100 metri a partire dalla strada Ignazio Occhipinti provinciale, consistenti anche nell’installazione di due cresima 26 - matrimoni 6 - defunti 25 11-01-2015 nuovi punti luce di illuminazione pubblica in corrispondenza dell’intersezione e delle abitazioni. Il secondo lotto riguarda invece un tratto di circa 500 metri in via dei Nencini dove è attualmente in corso un lavoro di Acque per sostituire una tubazione deteriorata dell’acquedotto, che aveva avuto molte rotture, completando l’intervento di asfaltatura.
"Grazie a un’attenta gestione del bilancio si sono aperti degli spazi finanziari che ci hanno permesso di poter inserire importanti interventi da realizzare su tutto il territorio comunale. Per quanto riguarda le frazioni, dopo il corposo intervento su via Ulivi, questa volta operiamo in altre strade importanti. Molto rimane Giovacchino Cherubina Carmignani ancora da fare ma metteremo tutto il nostro impegno»
Ada Carmignani Stefanelli (Gabriele Toti)
26-02-2018 novembre 2018 14-07-1976
Ivano Pinelli 31-12-2005
Ubaldina Comandoli 28-01-2014
Marino Marinari 26-02-1985
Paolo Andreotti 12-01-1988
Sara Andreotti 12-01-1988
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La corte dei Galligani ed i Capasso (dott. Enrico Casini)
Parlando di questa corte ricordo che deve il suo sorgere all’arrivo in Santa Croce di Nicolajo di Joseph proveniente da Gallicano. Venne per stabilirvisi presumendo già programmato il suo matrimonio, registrato nel 1570, con Lorenza figlia di Andrea Buoncristiani da Santa Croce. Normale l’unione di due famiglie di pari eminente condizione sociale nei propri paesi. Ciò favorì la concessione a Nicolajo di un podere a livello in posizione ottimale, già perimetrato lungo la strada che, passando per Galleno, portava direttamente a Santa Croce. In quel posto, le generazioni che seguirono, già nel corso del ’600 iniziarono a edificare le loro abitazioni a schiera, formando nel tempo una corte sul modello lucchese. I primi gruppi familiari che si formarono assunsero il termine Gallicani come toponimo del luogo e patronimico dei residenti, con chiaro riferimento al paese di provenienza del progenitore Intendo parlare delle trasformazioni che si sono avute negli edifici di questa corte, partendo dalla prima metà dello scorso secolo, ad opera di quelle persone, a volte intere famiglie che, salvo eccezioni, ebbero l’animo di svincolarsi dal podere con la convinzione di poter trovare occupazione meglio retribuita in paesi più ricchi ma carenti di forza lavoro. I più ardimentosi sceglievano di varcare l’oceano attratti da quanto si favoleggiava su Brasile e Argentina.
Giovani coppie sposate erano tentate dalla via della Francia, dove era facile trovare un impiego appaiati in lavori domestici, con l’incognita di dover seguire i loro padroni in paesi lontani, dove militari e civili erano chiamati a gestire parti dell’impero coloniale francese. Ovunque andassero covavano il proposito o la speranza di tornare a casa. Sulla nostra corte si contavano i rientri dall’innalzamento di ponteggi a vecchie case da restaurare all’interno della corte e da scavi all’esterno per edificarne di nuove. Sicuramente le nuove case stimolarono quei vicini che, ancora nel primo dopoguerra, fuggivano la povertà ed anziché emigrare avevano scelto di condurre attività commerciali nelle principali città italiane, principalmente a Roma, Milano e Torino. I figli del fabbricante di carri agricoli con ristoranti a Torino, che avevano rinunciata a proseguire l’attività del padre Giuseppe, lasciata al quinto fratello, costruirono all’ingresso della corte una grande casa in condominio ed in tempi più recenti il Viti Gioiello, di vecchia famiglia locale, recuperando resti rurali fatiscenti, ha realizzato ex novo un articolato angolo su fronte strada, per uso abitazione e studi professionali, ed in accosto la sua nuova moderna abitazione. Nella mia ricerca sugli emigrati negli USA ho trovato un unico Galligani di questa corte:
Domenico di Giuseppe (detto il Dosolo da mamma Dosolina Ghimenti), che . per alcuni anni, si presume dal 1903 al 1910, ha lavorato come operaio sulle linee ferroviarie. AI suo ritorno non apportò migliorie alla propria casa, appoggiata al lato nord della schiera di case che si affacciano sulla corte comune. Non mi pongo il problema se avesse o no riportato dei risparmi. Sulla ampia resede della casa, di molte stanze nei parametri di allora, insistono anche due piccoli fabbricati ad uso rurale. Il tutto ancora fatiscente alla sua morte nel 1944 quando venne ereditata dal figlio maggiore Giuseppe (Beppino), già rinomato pasticciere in Roma, che conguagliò in denaro la sorella Dosolina ed il fratello Renato, aiutandoli a mettere anch’essi bottega in Roma. Per oltre vent’anni i fabbricati vennero curati quanto necessario per impedire che cadessero in rovina. Beppino nel 1938 sposò Casini Aldina, sorella di Pietro e Lorenzo anch’essi in quel tempo con bottega in Roma. Nei mesi precedenti le nozze io dodicenne dovetti fare da chaperon alla zia che Beppino usava portare a vedere i bei posti intorno alla Capitale. La casa in corte Galligani veniva raramente occupata durante le vacanze estive. In genere si preferiva soggiornare nella metà casa al Pelato, eredità di Casini Aldina. In casa Galligani, nel 1944, era nata la seconda figlia Rossana che, a sedici anni, aveva conosciuto Ennio Capasso, già diplomato geometra edile Ennio era nato nel 1940 ad Alatri, antico borgo della Ciociaria famoso per le preistoriche pietre megalitiche. Nel 1960 passando di fronte alla pasticceria Galligani era rimasto attratto dal sorriso della ragazzina al banco, che invitava a consumare un dolce ma lui colse anche qualcosa d’altro e non si sbagliava.
Ovviamente queste brevi soste si moltiplicarono, Ennio dovette dare
risposte all’inchiesta di Rossana, da riferire puntualmente al padre che, con tre figlie, non intendeva giocare al buio, ma non era prevenuto con i meridionali, ne aveva conosciuti molti da vicino durante la guerra d’Africa. Da allora fino alle nozze nel 1967, Ennio ha passato ogni anno in Orentano parte delle vacanze estive.
Oltre alla fidanzata, si era fatto molti amici. Ancora ricorda spesso quelli scomparsi, Manrico ed il Ruge. Nel 1966 Ennio vinse il concorso all’lNA e col futuro assicurato decisero di sposarsi. Seppe rendersi utile nel suo lavoro ma occorreva una laurea per salire più in alto, si iscrisse ad Economia e nel 1972 si laureò con 110 e lode e così, in breve tempo, arrivo al livello dirigenziale con funzioni di Direttore amministrativo. Venne invitato dai piani alti della DC capitolina a candidarsi alle amministrative del 1981. Ebbe voti da esser soddisfatto ma non sufficienti a passare. A Beppino pesava molto tenere in quelle condizioni la casa ereditata dal padre ma, già anziano e con molti interessi a Roma, non poteva caricarsi dell’impegno di ridare vita a questa proprietà. Ne parlò col genero Ennio avendo presenti il suo diploma di geometra edile e le sue esperienze di lavoro con il padre. Gli sembrò condividesse pensieri e sentimenti ispirati da beni posseduti da molte generazioni della propria famiglia. Propone pertanto alla figlia Rossana di accettare la proprietà dei beni sulla corte, in acconto alla futura eredità. Non trovò contrarietà. Ritengo che Ennio la considerò una sfida a superare le potenziali difficoltà che non mancano mai nelle questioni che coinvolgono vicini e confinanti. Comunque, con molta pazienza e spesa maggiore al previsto, Ennio ha saputo superare ogni difficoltà insita nei piccoli acquisti di fazzoletti di terra, azzeramenti di diritti prediali, permute ed altro. Oggi sul retro della corte troviamo, oltre la casa che non ha richiesto ampliamenti ed è bene armonizzata all’interno, due piccoli edifici, uno destinato ad ufficio, una vasta resede sempre ordinata ed ingentilita da cespugli di ortensie e rose, con due accessi, sulla corte e su una via vicina le. In ultimo è riuscito ad acquistare anche i resti fatiscenti di un fienile ricavandoci un appartamento per il figlio Flavio che già aveva manifestato la sua preferenza a restare in Orentano. Sposato con un figlio ed una funzione di livello nel campo assicurativo che lo impegna in tutta Toscana ed Umbria.
Anche il figlio maggiore Fabio, con una funzione direttiva in una banca con molte sedi in Toscana. Con l’aiuto del padre abita una vasta casa, in corte Fratino, già occupata con moglie e tre figli, uno di otto anni che già si distingue nel tennis provinciale.
Raramente si trovano nelle famiglie condivisioni spontanee su temi così importanti. A fronte di tanti segni di distacco da Orentano ho assistito a vicende e personaggi che hanno portato, e continuano a portare, segni di arricchimento di una corte e dell’intero paese. Che mi hanno spinto a divulgarli.
BENEFICENZA Don Sergio a nome della parrocchia ringrazia Benito Martini che ha devoluto in beneficenza il ricavato della vendita del suo primo volume «Orentano negli anni», un gesto veramente lodevole.
Sappiamo che è già quasi pronto il secondo volume, di cui anticipiamo la copertina.
Auguri di buon lavoro a Benito ed a sua moglie Eda