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Marzo 2019

Voce di Orentano,n. 3

Marzo 2019versione testuale

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Testo estratto

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www. parrocchiadiorentano.it

n° 3 marzo 2019 - anno LXI

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato

Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio Occhipinti tel. 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT34W0623070961000040126084 aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 - direttore responsabile don Roberto Agrumi

roberto.agrumi@alice.it - roberto.agrumi@pec.it

Carissimi fedeli, con mercoledì 6 marzo giorno delle sante ceneri, ha inizio la quaresima e la benedizione delle famiglie nelle case, tempo di preparazione che ci porterà alla santa Pasqua. E’ il tempo liturgico più importante di tutto l’anno. Che questo possa davvero essere un anno diverso. Un tempo di vera conversione e di ritorno al Signore Gesù che viene a morire e risorgere per la nostra salvezza. La benedizione alle famiglie vuol essere un momento di incontro con le persone e non con le case vuote, per poter annunciare a tutti il mistero di Dio fatto uomo. Che la quaresima possa essere per tutti un tempo forte per riscoprire l’amore di Gesù per la nostra vita. In questo periodo si nota una scarsa partecipazione alle messe della Domenica, speriamo in una pronta ripresa anche per amore ai nostri figli che hanno bisogno, da parte dei genitori, di una forte testimonianza sempre più cristiana.

Invito, grandi e piccoli ad essere partecipi della vita della chiesa Vi benedico tutti, vostro don Sergio

DOMENICA 10 FEBBRAIO - CRESIME Filippo Agrumi, Alessandro Banti, Anna Barsali, Lorenzo Buoncristiani, Daniele Casiero, Michele Del Re, Marta Del Seta, Rebecca Dini, Simone Ferrera, Tommaso Fontana, Martina Granziera, Noemi Howard, Laert Kaci, Ester Lazzerini, Alessandro Matranga, Giulia Monti, Tessa Nardi, Andrea Palumbo, Viola Pieri, Massimiliano Santosuosso, Lisa Santosuosso, Giulia Santosuosso, Gennaro Uccello, Marco Volpi, Giuseppe Praino, Maria Antonietta Paletta e Giuseppina Nicolella

Il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, periodo di digiuno e astinenza dalle carni che precede la Pasqua

Cos’è il Mercoledì delle Ceneri? Mercoledì 6 marzo in tanti si porranno questa domanda, chiedendosi il motivo per cui in questa giornata non si mangia carne, inizia il digiuno e prende il via la Quaresima, ovvero il periodo liturgico di preparazione alla Pasqua. Il giorno dopo il Martedì Grasso è detto Mercoledì delle Ceneri. Terminati i festeggiamenti di Carnevale, inizia il periodo di avvicinamento alla Pasqua: le Ceneri si celebrano, infatti, 46 giorni prima di Pasqua (40 giorni se escludiamo le domeniche). Oggi 6 marzo 2019 nelle chiese cristiane si dà inizio alla Quaresima, periodo liturgico in cui si ricordano i 40 giorni di Gesù nel deserto trascorsi tra meditazione e astinenza dal cibo mentre veniva ripetutamente tentato dal Diavolo. Il conteggio dei giorni per Pasqua va proprio dal Mercoledì delle Ceneri fino al sabato che precede la domenica di Pasqua. Il Mercoledì delle Ceneri, in teoria, sarebbe il giorno che inaugura i 40 giorni di astinenza e digiuno, ma viste le eventuali conseguenze sulla salute, specie sui bambini, è più facile che durante la Quaresima si faccia un solo pasto al giorno e uno spuntino. I cattolici praticanti oggi non mangiano carne per osservare il carnem levare dopo i fastosi banchetti di Carnevale, mentre il Venerdì Santo si pratica il digiuno. Col passare del tempo si è un po’ persa questa tradizione e c’è chi decide semplicemente di celebrare la Quaresima facendo un «fioretto». Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno di Quaresima. Secondo la Chiesa cattolica le origini di questa celebrazione si rintracciano nella celebrazione pubblica della penitenza. Questo era il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che avrebbero visto assolti i loro peccati la mattina seguente, ovvero il Giovedì Santo. Perché «delle Ceneri»? Il sacerdote in questo giorno bruciava i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente e cospargeva i capi, recitando le proverbiali parole di Cristo ad Adamo dopo il Peccato originale «Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai». Le ceneri simboleggiano anche il percorso di pentimento dalle azioni malvagie e di rinnovato cammino verso Dio. La Chiesa il Mercoledì delle Ceneri prescrive l’astinenza dalla carne e il digiuno, pratica che via via si è un po’ persa e ridotta ai venerdì di Quaresima e in particolare al Venerdì Santo (che quest’anno cade il 19 aprile 2019).

Domenica 10 febbraio - i nuovi cresimati

I nuovi cresimati di quest’anno, eccoli insieme alla catechista Simona, a don Roberto, don Sergio ed il nostro vescovo Mons. Andrea Migliavacca

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Casa di riposo di Orentano Dalle pagine di questo periodico parrocchiale diamo il lieto annunzio che S. Ecc. Mons. Vescovo Andrea Migliavacca ha stabilito nella data del prossimo 18 Maggio p.v., alle ore 15. 00 il giorno in cui verrà inaugurato l’ampliamento della RSA e Centro aggregato diurno ’Madonna del Rosario’ di Orentano che, in tempi brevissimi, sta per essere portato a termine. Nel prossimo numero daremo tutti i dettagli della festa di inaugurazione e della nuova struttura che, al termine, potrà ospitare ben 80 utenti anziani non autosufficienti in regime residenziale e 18 in regime diurno. Continuiamo a chiedere a tutti preghiere che accompagnino questi lavori impegnativi. Chiediamo anche un possibile supporto economico ringraziando di cuore gli Orentanesi che già hanno contribuito alla crescita dell’opera con donazioni e che sono stati scritti nell’apposito registro della memoria storica. Cogliamo l’occasione per comunicare che stanno procedendo anche i lavori per la realizzazione della progettualità ’Cresciamo insieme’ e cioè il parco animali che circonderà la struttura e che interagiranno con i nonni per le varie attività. Per il progetto ringraziamo i seguenti soggetti che, a vario titolo, hanno collaborato e supportato la sua realizzazione: Parrocchia di Orentano, Comune Fauglia, Comune di Castelfranco di Sotto, SDS di Empoli e Valdarno, SDS di Pisa, Cisl ed UIL FP Segreterie Prov.li di Pisa, Istituto Comprensivo G. Mariti di Fauglia, CIOFS di Livorno, Coldiretti di Pisa, Fondazione Sant’Atto di Pistoia, Centro Koiné Società Cooperativa di Lucca, Agenzia Formativa MDS Impresa Sociale srl, MBV Impresa Sociale srl, Caritas Diocesana di Pistoia. Un ringraziamento particolare va rivolto alla Regione Toscana che ha contribuito al progetto con 10000, 00 euro sull’avviso di ’Contributi in ambito sociale a soggetti del Terzo Settore’. Cogliamo infine l’occasione per ringraziare il Gruppo Bandistico di Orentano che con grande generosità ha offerto una esibizione gratuita ai nonni della RSA ’Madonna del Rosario’ lo scorso 10 Febbraio 2019. ( avv. Riccardo Novi)

Benedizione delle famiglie nelle case - calendario Lunedì 04 marzo Corti Menconi, Brogi, Giola, via Tullio Cristiani fino a Brogino, fam. Biondi e Stefanini, Via Barghini, Scotolone, Nencettino. Martedì 05 marzo Medicino, Ciani e numeri pari di via Tullio Cristiani, fino a fam. Lazzerini Cesare Mercoledì 06 marzo Numeri dispari di via Tullio Cristiani e corte Colombai Giovedì 07 marzo Via delle Fontine e corte Nardi Venerdì 08 marzo via Ponticelli, corte Galligani fino a fam. Dini Lunedì 11 marzo fam Tomei G., corte Casini, Pelato, Pantalone, il Santo e Bartolini.

Martedì 12 marzo Corte Meucci e via Ulivi, corte Bisco, fam.

Conservi, corte Ghiaino Mercoledì 13 marzo Dal Moroni, via Giovanni XXIII fino a Corti Seri e Tommasi, corte Carletti Giovedì 14 marzo Via della Repubblica, dal n° 1 fino al n° 124 fam. Massini C. Venerdì 15 marzo Via della Repubblica fino al Toschi, compreso corti Casini e Nardoni Lunedì 18 marzo Corte Fiorindi e via della Repubblica fino al termine Martedì 19 marzo Corti Cocciolo, Conte, Nencini e Rossi Mercoledì 20 marzo Corti Pelagalli e Fratino Giovedì 21 marzo Via del Confine Venerdì 22 marzo Corte Centrellini, via don Luigi Sturzo, Centrelloni Lunedì 25 marzo Corte Piaggione, Bisti e via Morandi Martedì 26 marzo via della Chiesa dalla Dogana fino alla Cassa di Risparmio di san Miniato Mercoledì 27 marzo Piazza Matteotti, via Martiri della Libertà fino alle scuole vecchie (solo abitazioni) Giovedì 28 marzo Piazza Matteotti, via Martiri della Libertà (solo negozi) Venerdì 29 marzo Via Togliatti, piaz. Buoncristiani e via Lotti

LA BENEDIZIONE INIZIA ALLE 14,30

Rassegna diocesana dei cori ad Orentano Sabato 23 Marzo alle ore 21.15 si terrà l’annuale Rassegna dei Cori Diocesana. Quest’anno la Diocesi di San Miniato ha posto come sede per il Terzo Vicariato proprio la nostra Chiesa «San Lorenzo Martire» di Orentano. Un evento che già da alcuni anni non si presentava nella nostra Parrocchia. In questa sede si esibiranno ben 6 cori: la nostra Corale «San Lorenzo Martire» di Orentano, il nostro coro di Pueri Cantores «Voci Bianche di Orentano», la corale «San Genesio» ed i Pueri Cantores di San Miniato, e altri due cori che vengono da due diocesi diverse: il Coro dell’Oratorio di Pieve Fosciana e il Coro «San Lorenzo» di Castelfiorentino. Vista la qualità dei cori sarà un bellissimo momento per la nostra Parrocchia alla quale, salvo impegni più urgenti, sarà presente anche il nostro Vescovo Mons. Andrea Migliavacca. Al termine dell’evento ci sarà un piccolo rinfresco per tutti i presenti nei locali della casa di riposo Madonna del Soccorso, che ringraziamo infinitamente per la disponibilità.

Invitiamo ognuno di voi a non perdervi questa serata «diversa», che non vuole essere solamente un concerto ma una preghiera costante attraverso la Musica da lui ispirata.(Giacomo Ferrera)

La scuola di Orentano ricorda Antonella da «il cuoio in diretta»

«L’educatrice che sapeva amare», così gli ex alunni descrivono Antonella Duranti, la professoressa dell’Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Orentano venuta improvvisamente a mancare due anni fa. Una perdita che lasciò tutti di stucco: colleghi, ragazzi e familiari. La perdita di Antonella Duranti una persona professionale, ma soprattutto umana, che andava ricordata anche a chi non l’ha conosciuta. Per questo, in suo onore, resta una targa. “Era un pilastro della scuola e una persona speciale per noi e per i ragazzi – spiega la collega Marisa Giorgi –.

Questa però, non è una targa commemorativa, ma ha l’intento di tenere viva una persona che era una collega e amica. La targa serva come riferimento per chi verrà in questa scuola, un esempio da osservare e imitare per chi, in futuro, entrerà qui dentro e leggerà quella targhetta. Quella di Orentano è una scuola piccola e molto spesso gli insegnanti sono di passaggio e alla prima esperienza: vedere la targa servirà per capire come ci si deve comportare in questo istituto”. L’omaggio alla professoressa è stato affisso lunedì 11 febbraio nell’atrio della scuola, in modo che sia visibile a tutti coloro che entreranno e a ricordarla c’erano i colleghi e i suoi ex alunni, la famiglia e Gabriele Toti, sindaco di Castelfranco di Sotto. “I suoi alunni, che ora sono in terza superiore, hanno voluto essere presenti e questo testimonia che Antonella era veramente amata da tutti.

Gentile, umile, disponibile, discreta era una moderatrice. Era una persona giusta, ecco. Io sono stata la promotrice dell’iniziativa, ma è stata dura perché in sei mesi ho perso una persona importantissima per me. Ho trovato il sostegno di tutti perché è stata una persona speciale come madre e come insegnante”. Antonella Duranti era di Orentano, aveva frequentato le scuole della frazione, si era laureata in lettere e dopo qualche anno di insegnamento era entrata di ruolo. Da qualche anno era insegnante e collaboratrice della dirigente, prendendosi sulle spalle un ulteriore carico di lavoro e responsabilità. «Aveva sempre la scuola in mente - ha detto il marito Giuseppe Dal Canto, professore del liceo scientifico di Capannoli –. Anche quando era a casa pensava ai suoi impegni e ai suoi ragazzi». Lascia una traccia nella scuola che non mancherà di esserle riconoscente per le energie spese. «Niente vieta che faremo altre cose per tenerla viva fra le mura della scuola» conclude Giorgi. In qualche modo la prof Duranti è sempre lì, a scuola, dove i suoi ragazzi sapevano di trovarla.

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nella famiglia parrocchiale...

Voci di giovani dalla GMG di Panama Come si presenta la nostra scuola - inaugurata Domenica 24 febbraio Molti sono stati i passaggi colti nelle parole che Papa Francesco ha rivolto ai giovani sia nella veglia che nella Santa Messa. È stata sottolineata dai ragazzi l’importanza delle radici, dell’istruzione, della comunità e della famiglia … momenti e luoghi in cui il Santo Padre «ci ha invitato ad amare e a non aver paura di abbracciare la vita cosi com’è» vivendo l’oggi nella fede. E, proprio a tal proposito, «il puntare sui giovani», ci dice Cecilia, «è stata una fase importante sia per la nostra società che per la nostra vita». Dell’incontro con Kiko la cosa che più ha colpito è stata la chiamata vocazionale dove, pieni di felicità, tantissimi ragazze, ragazzi, famiglie sono state pronte a dare il loro si e la loro vita al Signore. Dopo questi intensi primi giorni, ci racconta Rachele, i giovani hanno visitato la città di Panama vecchia, graziosa, minuta con strade piuttosto piccole, ricche di piazzette, chiese e negozi di souvenir; la città nuova molto più modernizzata con un’ imponente skyline preceduta da una distesa di bandiere di tutto il mondo; il canale; per poi partire per la Costa Rica, dove sono stati ospitati dalle famiglie, hanno evangelizzato, scrutato la parola, ascoltato le catechesi, messo in comune le loro esperienze e visitato il santuario di Cartago dove ognuno di loro ha potuto chiedere una grazia per la loro vita. Un aspetto particolare che ha colpito molti ragazzi e ragazze è stato quello dell’accoglienza da parte della popolazione e delle varie famiglie. I panamensi, secondo quanto riportato da Simone «ci salutavano e suonavano i clacson … la città era piena di cartelli con scritto “Bienvenidos pelegrinos»… per loro è stato un evento incredibile e si respirava aria cristiana». Come dice Edoardo «ci hanno accolto nelle case e sono stati molto accoglienti e calorosi». Cecilia afferma che «nonostante non fossero molto ricchi ci hanno dato l’impossibile». Secondo Lisa è importante sottolineare come questi fratelli nello spirito «si siano privati di beni materiali e comodità per farci stare bene». Questa forza di pace e di bellezza non deve far venire meno un invito: come dice Simone occorre «provare almeno una volta nella vita la GMG perché non si può descrivere cosa si sente», un momento per far propria la parola di Dio, una parola di vita da vivere tra fratelli. Di Francesco Sardi

Continuano gli interventi nella scuola di Orentano. Da poco sono state ampliate quattro aule per una spesa complessiva di 35 mila euro. L’intervento è avvenuto andando a recuperare spazi in precedenza utilizzati come ripostiglio e locali tecnici. Con questi nuovi lavori, é stata effettuata una nuova pavimentazione e provveduto alle imbiancatura degli stessi spazi. Sono ricavate delle aule in grado di ospitare in modo più adeguato classi anche più numerose. Si tratta in buona sostanza di due aule, poste al piano terra della struttura, utilizzate dalle classi elementari e due al piano primo utilizzato dalle classe medie. L’intervento realizzato in poche settimane ha permesso di dare certezza alla disposizione dei laboratori a servizio della scuola. In particolare proprio il laboratorio di informatica è stato da poco allestito con infrastrutture da parte del comune è materiale da parte della scuola e dei genitori. Il laboratorio permetterà di svolgere una attività importante per la formazione dei ragazzi e lo svolgimento delle prove previste dal percorso scolastico. Da qualche giorno, inoltre, è stata accesa la luce per valorizzare i coloratissimi graffiti che nell’autunno scorso hanno ravvivato la facciata esterna della Scuola di Orentano. Il disegno rappresenta un simbolico «percorso evolutivo», dove al centro è raffigurato uno studente di fronte un grande libro pronto ad affrontare l’avventura del sapere, attraverso l’insegnamento. Gli interventi di arte sociale realizzati nell’autunno scorso dai ragazzi del collettivo artistico Edf Crew di Pontedera hanno suscitato grande entusiasmo e sono così ben fatti che ora sono valorizzati con un’illuminazione notturna che la sera li renda ancor più belli. ( di Gabriele Toti )

offerte per Voce di Orentano e alla Chiesa Graziano Dario e Loredana Mirano (Torino) in memoria di Oriella Ficini, Luciano Boni (Roma), Maurizio Martinelli (Roma), Renato Martinelli (Roma), Lola Del Grande (Genova), Moreno Bellandi Savigliano (CN), Attilio Tarabugi (Livorno) in memoria di Natale Tarabugi e Mara Cecchi, Lida Panattoni (Roma), Sauro Cristiani Sara e Giorgio (Roma), Mirena Del Grande Avigliana (TO), Luciano Nelli (Roma), Ines Luperini (Roma) in memoria di Gaetano Luperini e Cesarina Giacomelli, Ennio Capasso (Roma), Giuliano Duranti (Milano), Giovanni Rizzo Pieris (Gorizia), Palmazio Boni (Roma), Giovanni Buonaguidi (Pisa), Oreste Carlini (Roma), Enrico Panattoni (Roma), Rosanna Orlandi (Pontedera), i familiari in memoria di Carla Panattoni, Viana Mori (Viareggio), Carmela Luperini (PG), Dunia Pinelli (Altopascio), Miranda Volpi (Voghera), Costantino Riccomi (Roma), Paola Cristiani (Milano)

OGNI VENERDI’ DI QUARESIMA IN CHIESA ORE 21,00 «VIA CRUCIS» in ricordo dei defunti

CI HANNO PRECEDUTO ALLA CASA DEL PADRE 22 febbraio Laura Fontanari ved. Roberto Giannoni di anni 70 11 febbraio Carla Panattoni ved. Biondi Amato di anni 84 (deceduta a Roma)

08 febbraio Sandrina Galeotti ved. Bachini di anni 85

Aurelia Carlini 06-03-2015

Renzo Andreotti 14-03-2018

Liliana Grazzini 07-02-2019

Carla Panattoni 11-02-2019

07 febbraio Liliana Grazzini ved. Martinelli di anni 88

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4 personaggi che hanno fatto la storia di Orentano La maestra Elena

Mi arrivò un secco schiaffo sulla guancia, che mi lasciò il segno delle mattine, anche nelle giornate cinque dita. Aveva ragione la maestra Elena. Avevo appena sputato sulla camicia nera di Mondo che era davanti a me nel banco di andavamo al monumento per scuola. Raimondo Barghini, era davanti a me, ma c’erano anche partire tutti insieme per la Beppe e Roberto Casini, Gaspero del Marinari, Malvino del scuola. Magari dopo aver Marinari, Beppe dello Stefanelli, Ilio Ficini, Sauro Ruglioni, Bruno mangiato a casa di Ilio Ficini del Masoni (Cecchi), Garibaldi Di Galante, Mara Ficini, Marina del una fetta di polenta gialla, o Banti. Andavamo tutti a scuola, nella scuola «vecchia» alla margine dolce (di farina di castagne) dei «Colombai», dalla maestra Elena. La zia di Danilo. La prima, la arrostita sulla brace (mi è seconda e la terza le facemmo con lei e un pò con la Komianz (una capitato tante volte, perché maestra profuga di Gorizia), dopo con Danilo, suo nipote. La scuola andavo a chiamare Ilio a casa, elementare non si può mai dimenticare, al contrario delle altre che, se non era già pronto al allora erano terrorizzanti. La scuola elementare è il primo impatto monumento. Era sempre buio, del bambino con la società. Dipende tutto dalla maestra o dal ma ci trovavamo lì perché nel maestro, far capire al bambino con la mente ancora vergine, se percorso fino a scuola, un questo incontro avviene con una società «civile» o meno. Ecco chilometro circa, giocavamo a perché ho sempre creduto che i maestri elementari, se sono davvero trillora, di nocchini. Ci voleva Elena Angeli maestri devono chiamarsi così, e non insegnanti. Sono maestri di almeno un’ora per arrivare vita ed oltre alla preparazione scolastica devono essere preparati alla scuola e quando si arrivava, di solito eravamo bagnati, infangati, anche umanamente e spiritualmente. Se devono essere degli sudati, accaldati o infreddoliti ed anche insanguinati per qualche educatori nel vero senso della parola, devono essere individui cazzotto che era volato per i nocchini dati o ricevuti in più o per superiori. Formeranno, così, persone pronte, libere di pensiero, qualche trillora schiantata dai chiodi «ingozzini». La maestra non si uomini. Altrimenti formeranno alla società solo «gregge». scomponeva, nel caso ci lavava il naso che il più delle volte colava L’insegnamento del leggere e dello scrivere, nella scuola moccio insieme a sangue e poi, siccome conosceva tutte le mamme, elementare, è una cosa secondaria rispetto a tutto quanto ciò che alla prima occasione o alla messa la Domenica, raccontava loro le deve essere il maestro per il bambino. E’ secondario quello che deve gesta dei figli. Ed allora erano botte anche dalle mamme, e, nei casi sapere. Così il maestro si ricorda per tutta la vita. I «professori» si più gravi, cintolate anche dai babbi. In primavera la nostra scuola era dimenticano, anzi qualcuno è bene dimenticarlo. Ed io ricordo davvero una bellezza... a parte il puzzo di sudore che noi lasciavamo benissimo la maestra Elena. La ricorderanno anche altri, perché ha nelle aule e che con il caldo si faceva sentire...era immersa tra le educato diverse generazioni di orentanesi. Insieme a Delia Mannini piante da frutto che erano tutte in fiore ... i susini rossi del Guerri, al (mia zia). In un paese piccolo ed isolato, come era allora Orentano, la cancello, ricolmi di fiori bianchi e rosati, i peschi dell’orto ed i peri scuola doveva dare tutto, carattere, cultura, sapere, educazione con i fiori rosa e bianchi, i ciliegi dai fiori bianchi...era tutto un civile, voglia di imparare, voglia di stare insieme e desiderio di profumo di vita che si sprigionava da ogni foglia, l’erba verde e aggregazione. Davvero tutti noi trovavamo questo nella scuola. Ci si tenera che spuntava, i germogli teneri che si affacciavano sui rami picchiava, è vero, ogni giorno all’uscita, nel pratino davanti alla delle piante. Lei ci faceva gustare tutto questo...ci faceva conoscere e margine, ma, dopo qualche sberla e un pò di sangue dal naso tutto era amare la natura... E’ stata ed è ancora una cosa importantissima nella finito, facevamo subito pace e l’amicizia e l’amore fra noi ci rendeva formazione di un individuo. A parte gli scapaccioni e le urlate ricevute uniti e questi vincoli, anche se il tempo li ha allentati, non si sono mai quando le susine rosse del Guerri erano mature e noi ci rotti. Abitava a Colombai, sulla corte, dove è sempre la sua casa. arrampicavamo sui cancelli per coglierle. Anche noi eravamo Aveva i capelli ormai bianchi, ma la voglia di insegnare e la passione Primavera. La vita allora era fatta così. Non credo fosse peggiore di per la scuola non erano affatto diminuite con l’età. Abbiamo ora, in quanto ad educazione dei ragazzi. In questo paese sono imparato da lei non solo le tabelline o come è fatta l’Italia o come si cresciuto e con questi insegnamenti, oltre a quelli dei miei genitori. E scrive qualcosa su un argomento dato, abbiamo imparato la così siamo cresciuti tutti noi. Non credo che qualcuno abbia a disciplina del carattere, l’educazione civica e morale, abbiamo lamentarsene. Anche la maestra Elena riposa nel nostro cimitero. Imparato soprattutto come si diventa uomini e donne degni di far Sulla sua tomba Danilo fece scrivere «Zia e maestra». Per lui è stata parte di una società civile, abbiamo imparato che nella società questo. Per tutti noi solo «maestra». Ma che «maestra» esistono anche gli altri e non soltanto noi stessi. Questo non mi ( da Paese mio di Manrico Mazzoni - ed. Marinari) sembra poco. E’ tutto quanto si deve preporre un maestro. E lei lo metteva in pratica, anche a schiaffi e bacchettate sulle noccole delle mani. Ma noi tutti siamo diventati uomini e donne degni di tale nome. Non ha importanza la strada che uno ha fatto, specialmente se per strada si intende la quantità di soldi come si pensa spesso, importante è che questa strada sia stata diritta. Penso che per tutti noi sia, ormai stata (al passato perché siamo invecchiati) diritta davvero.

Nel riquadro

pi ovose, noi di paese

Forse con tante cunette, buche o avvallamenti, salite e discese, ma diritta. Passava, ogni pomeriggio d’inverno, tempo permettendo, insieme al maestro Lotti, dalla strada delle Fontine, davanti la casa di mia nonna, dove spesso mi trovavo per andare poi nei boschi vicini in cerca di funghi. Era una delle sue passioni ed a volte ne trovavamo tanti. Si soffermava a scambiare qualche parola con mia zia Carolina ed io mi rimpiattavo sotto la capanna, dietro le fascine, per non farmi vedere dalla mia maestra, perché mi vergognavo. Nelle giornate invernali, quando la brina imbiancava l’erba dell’orto e dei campi del Guerri, lei arrivava con lo scialle di lana sulle spalle ed il caldano in mano, pieno di bracina infuocata. A scuola non c’era il Domenica 17 febbraio Orentano ha accolto i numerosi gruppi scout riscaldamento. Portavamo i pantaloni corti fino a quattordici anni. Il della diocesi. Dopo gli incontri della mattinata, il pranzo assieme, la freddo che soffrivamo...ma ci scaldavamo a ....botte. I pantaloncini santa messa celebrata all’aperto dal nostro vescovo mons. Andrea grigio-verde di lana, della divisa da Balilla, che dovevamo indossare Migliavacca. Nella foto si riconoscono, don Sergio, don Luca Carloni, il Sabato o nelle altre occasioni, nelle giornate di tramontana ci don Ernesto Testi, il nostro vescovo Andrea, don Holin D’ Cruz e spellavano le cosce (arrostivano, si diceva così). Quasi tutte le Gabriele Toti, sindaco del comune di Castelfranco di Sotto

Raduno diocesano gruppi scout