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Giugno 2019

Voce di Orentano,n. 6

Giugno 2019versione testuale

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Testo estratto

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www. parrocchiadiorentano.it

n°6 giugno 2019 - anno LXI

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato

Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole fil. Orentano IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore responsabile don Roberto Agrumi - email parrocchia - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, terminato Domenica 23 giugno il mese di maggio Solennità del Corpus Domini dedicato alla Madonna, col maggetto nelle corti, con notevole partecipazione, il mese di giugno la nostra comunità parrocchiale vede terminare il catechismo per la pausa estiva. Ma anche questo mese riserva appuntamenti importanti, il 16 giugno festa della ss. Trinità, a Villa Campanile 12 ragazzi riceveranno la Prima Comunione, poi il 23 giugno Lorenzo Bagnoli, Giovanni Barghini, Thomas solennità del Corpus Domini, 26 dei nostri ragazzi, Buonaguidi, Francesco Casiero, Guido Cerbioni, che frequentano la quarta elementare, alla messa Jonathan Ciancia, Viola Ciancia, Angelica delle 11,00, passeranno a Prima Comunione, al pomeriggio ore 18,00 solenne processione e poi Competiello, Benedetta Cormaci, Gabriele mercoledì 26 andremo a Roma, insieme ai ragazzi di Corvino, Jenny Cupiti, Sonia Degli Innocenti, Villa Campanile, per l’udienza da Papa Francesco.

Alessandro di Monaco, Federico di Monaco, Tutti momenti questi, in cui anche noi adulti siamo chiamati a riscoprire l’importanza della Giada di Perri, Cristian Di Roma, Lorenzo Ficini, partecipazione alla santa messa.

Vi aspetto Melissa Grossi, Sara Ingrosso, Marco Lardieri,

Per:

e vi benedico tutti, vostro don Sergio Cecilia Malandrini, Dennis Oliva, Samuele Pizzi, Vittoria Rosica, Luca Stelluto, Iacopo Tognetti Mercoledì 26 giugno - pellegrinaggio a Roma per l’udienza dal santo Padre Francesco con i ragazzi della prima comunione di Orentano e Villa Campanile -------partenza ore 3,00 dall’asilo di Orentano arrivo a Roma ore 8,00 circa udienza ore 10,00 pranzo da Remo e Romolo ore 12,30 visita al Colosseo ore 15,00 partenza per Orentano ore 17,00 rientro ore 22,00 circa

iscrizioni in sacrestia

L’Eucaristia è il punto di arrivo dell’Iniziazione Cristiana: il Battesimo ci ha fatto cristiani, la Confermazione ci ha consacrati a Cristo e alla Chiesa con il sigillo dello Spirito Santo, l’Eucaristia ci inserisce pienamente nella Chiesa. La parola greca «Eucaristia» significa «rendimento di grazie» ed è il termine che Gesù ha usato nell’Ultima Cena. Altri nomi che le vengono dati sono: «Frazione del pane», utilizzato nel libro degli Atti degli Apostoli; "Cena del Signore. Nel Nuovo Testamento è lo stesso Gesù che prepara e realizza il sacramento dell’Eucaristia.

L’evangelista Giovanni nel capitolo 6 del suo Vangelo, mostra Gesù che promette un pane vivo disceso dal cielo. Nel racconto dell’Ultima Cena, Matteo, Marco e Luca ricordano il momento in cui Gesù istituisce l’Eucaristia e le parole della nuova ed eterna alleanza. L’Eucaristia è il centro della vita di tutta la Chiesa perché è Cristo stesso che vive ed agisce in essa ed è anche il centro della vita cristiana perché è sempre Cristo che vive e agisce in noi. L’Eucaristia, cioè Gesù che si fa cibo, opera in noi tre effetti: ci nutre, ci fa divenire una cosa sola con Lui e ci unisce gli uni con gli altri. Gesù ha sottolineato rigorosamente il valore di «nutrimento» dicendo: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna» Egli ci nutre e fortifica perché possiamo fare il bene, combattere il male, trasformare il mondo rendendolo più giusto, più cristiano. Per questo l’Eucaristia viene chiamata «Sacramento». Essa infatti è un segno (pane) che fa ciò che significa (nutre). Per ricevere degnamente il sacramento dell’Eucaristia occorre una certa preparazione. Noi sappiamo che è Gesù, non possiamo trattarlo male quando viene in noi, non è giusto. Se la nostra coscienza non è serena c’è il sacramento della penitenza, la semplice ora di digiuno da cibi solidi, prima di comunicarsi è un atto di rispetto. La concentrazione è necessaria per pensare bene a quello che facciamo. Il colloquio con il Signore deve essere spontaneo, prima e dopo averlo ricevuto: un colloquio di amicizia e di ringraziamento. Diciamo quello che vogliamo, tanto Gesù ci conosce, ma soprattutto ci attende.

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2 Chiesa di s. Lorenzo Martire - Orentano 28 aprile -Ordinazione diaconale di Federico Cifelli La sera del 28 aprile, Carissimi fratelli e sorelle, amici di cammino della mia amata diocesi. In molti Domenica della Divina siete intervenuti alla celebrazione della mia ordinazione diaconale. Il vostro affetto mi vivifica, mi incoraggia e mi conferma nella strada che il Signore mi seminarista Federico ha dato di percorrere. Nel salutarvi, a margine della celebrazione, molti di voi mi hanno fatto le congratulazioni. Congratulazioni! Si, ma per che cosa? E l’Ordinazione Diaconale soprattutto a chi? Al Signore per il coraggio di avermi scelto. Perché tutto nella chiesa parrocchiale quello che sto vivendo non lo merito ma è un dono che mi viene dato da Lui. Il di Orentano, gremita di vescovo Andrea, nella sua omelia giustamente ha ricordato che l’incontro con fedeli e di amici, la sua il Dio vivo nasce dal sepolcro vuoto. Ecco, riflettendo su queste parole posso parrocchia dove è nata e dire che il sepolcro vuoto, che visitai per la prima volta nel pellegrinaggio in Terra Santa ben dieci anni fa, ha smosso qualcosa nel mio animo, mi ha fatto vocazione al sacerdozio percepire che la vita che vivevo nel mio lavoro, nelle serate di baldoria in Federico con il vescovo mi nisteriale. Discoteca o in giro per feste, non mi bastava più. Mi sentivo come una canna sbattuta dal vento. Ma il Signore mi ha tratto in salvo! Mi ha riempito la vita con il servizio al prossimo e alla sua Chiesa. Adesso posso dire di vivere una vita nella sua pienezza. A più riprese ho sempre affermato che la vita di un ragazzo che si consacra a Dio non è una «vita a metà». Il ministro di Dio non ha nulla da invidiare al padre di famiglia anzi. L’uomo a cui è affidata la cura di una comunità, vede in questa una grande e magnifica famiglia, dove poter esercitare la propria completa paternità.

Nel riquadro

Mi se ricor dia, il Cifelli ha ricevuto ma tu ratala sua

Questo lo dico soprattutto a tutti quei giovani che sono riluttanti rispetto alla chiamata di Dio. Posso dire con certezza che quando il Signore ci da la grazia di compiere la scelta di seguirlo nel percorso verso il sacerdozio, non ci fa mai mancare il suo sostegno. Da parte mia, la prima incertezza nel dirgli questo «Si», la sentivo derivare dal fatto che non sono mai stato un grande studioso e gli esami di teologia mi facevano molta paura. Ma sin dall’inizio, inspiegabilmente, ho visto che sono stato preso per mano, vedendo che, non solo per merito, mio filava tutto liscio e gli esami passavano. Poi si sono presentate le varie difficoltà emotive, affettive e familiari. La scomparsa della mia mamma, il dover crescere all’improvviso per pensare oltre che al Seminario anche alle cose di casa. Ma il Signore non mi ha mai abbandonato, nonostante la mia diffidenza. Adesso, sono desideroso di andare a raccontare a tutti che il sepolcro è vuoto! Che il Signore è vivo e cammina accanto a me e ad ognuno di noi. Che se nella vita mettiamo Gesù, tutto ha un colore diverso. Anche i peccati che ci schiacciano e non ci fanno camminare, vengono cancellati. Non c’è nessun peccato che ci toglie dallo sguardo misericordioso di Dio ed io ne sono l’esempio vivente. S. Paolo afferma: «Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, don Roberto e don Sergio né presente né avvenire, né potenze, né altezza né vestono il nuovo Diacono profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore».

Tommaso ha messo le: mani nella carne del Signore, il Signore ha messo le mani nella mia carne, nelle mie ferite sanandole e facendole diventare strumento della sua grazia.

Sono certo che il Signore non farà mai mancare di mostrarmi il Suo volto, come ha fatto fino ad ora. Nel mio «santinoricordo» ho scritto il salmo 26: «Il tuo volto Signore io cerco.

Non nascondermi il tuo volto». Pregate per me il Signore che mi dia la grazia di cercare in eterno il suo sguardo e che mi riempia sempre di quello zelo apostolico grazie al quale gli altri in me possano vedere il volto di Cristo, in modo che possa farmi strumento di salvezza per ogni mio prossimo Il mio primo grazie quindi va al Signore, alla mia mamma che oggi vede l’esaudirsidelle sue tante preghiere, alle comunità parrocchiali, i cori e i gruppi che hanno condiviso con me questo tratto di strada, al vescovo Fausto Tardelli che mi accolse nel Seminario ed al nostro vescovo Andrea che ha sempre percepito ciò di cui avevo bisogno per il raggiungimento di questa importante tappa della mia vita, che adesso è sempre più Vostra e di Gesù. Sia lodato Gesù lo scambio della pace la «chiamata»

Cristo! (don Federico Cifelli)

La scuola media di Orentano si distingue

La Classe 1A delle scuole medie di Orentano, con la loro opera «Beatrice d’Este», è una delle quattro classi vincitrici del progetto: "Rispetto a colori... Pitturiamo la Vita. Per il terzo anno di questa iniziativa, sono state esposte le opere realizzate dai ragazzi di Prima Media di Santa Croce sull’Arno, Staffoli, Castelfranco di Sotto e Orentano. Gli studenti, si sono impegnati nel progetto grafico di quest’anno.dedicato a due importanti opere di Leonardo Da Vinci; in occasione del cinquecentenario della sua morte.

Festa dello Sport

È stata una bella mattinata di sport quella di Sabato 11 maggio, divertimento e attività all’aria aperta per i bambini delle scuole elementari ad Orentano. Primo appuntamento stamani per la Festa dello Sport dove 130 giovanissimi alunni hanno potuto provare varie discipline, grazie alla partecipazione delle associazioni sportive del territorio. Un grazie agli Uffici Comunali per l’organizzazione e alle tante famiglie che hanno partecipato. Lo sport è un veicolo di salute, benessere ed educazione allo stare insieme. Viva lo sport!

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19 maggio battesimo di Alysea Martino di Giovanni e Maira Tufano

22 aprile battesimo di Emma Danu di Cornel e Margherita Crispino

05 maggio battesimo diFrancesco Drappa di Emanuele e Ninoska Sancet

28 aprile battesimo di Federico Lotti di Alfredo e Sabrina Goliandi

Loriano Bernardini 05-03-2005

Quinta Lucchesi 04-07-1986

12 maggio battesimo di Nicole Chiaravallo di Cristian e Pamela Foscarini

tornati alla casa ricordo di zio Sere - Serafino Martinelli del padre Se ci scrivessi su un racconto lo comincerei 21 aprile probabilmente parafrasando un romanzo di Francesco Martinelli Pavese: «lo chiamavano Sere perché suonava la di anni 70 fisarmonica..». Mio zio Serafino Martinelli, il 1° maggio fratello giovane di mia madre, è morto. Da un Gemma Natali paio di anni era attanagliato da quelle malattie ved. Forteschi dalle quali non si torna indietro. Quando ero di anni 98 bambino e lui aveva 25 o 30 anni lo zio Sere era 1° maggio una di quelle figure che sembravano inventate Enza Milli ved. Carmignani dalla provvidenza. Lavorava a Roma nella pasticceria del fratello in via Scire’ e ogni agosto, ogni Natale e Pasqua di anni 86 tornava e faceva felici i nipoti, cioè me, con le sue gag, la sua 8 maggio Antonio Bonavita fisarmonica e soprattutto la sua umanità. Poi passano gli anni, cresci, la di anni 89 vita ti allontana e ritrovi dopo trent’anni lo zio Sere pensionato che 13 maggio torna a Orentano a vivere con mia madre solo, gravato dalle malattie e Serafino Martinelli dalla depressione. Non è più lo zio Sere di un tempo. Se ne sta rintanato di anni 84 nelle sue due stanze ed esce solo ogni tanto per venire al circolo o al bar 14 maggio per un tressette e un caffè o al tabacchino per una giocata al lotto. Basta.

Gabriele Bacci Mai più un dolce, mai più uno zuccotto o una crema pasticcera. Solo di anni 46 ogni tanto una suonata di fisarmonica con i suoi valzerini e i tanghi, 20 maggio Pietro Buoncristianisempre gli stessi. Lo ritrovo ai pranzi di Pasqua o di Natale fisso sul cibo, sempre più indifferente verso le di anni 92

Flora Tognetti 12-06-2016

Alvaro Bartoli 09-05-1978

Gabriele Bacci 14-05-2019

cose e le persone. Anche quando sorrideva. Io, mia sorella e Daniela volevamo bene allo zio Sere e lo abbiamo accompagnato fin qui come abbiamo potuto. Come lui ci aveva chiesto. Mia sorella e mio cognato soprattutto lo hanno accudito come con mio padre e mia madre. Con lui se ne va una parte importante della mia vita affettiva.

Era un Martinelli. Figlio di Lorenzo, il nonno socialista che era Leonetta Giovannetti scappato in America.

Ciao zio Sere..(Ivo Ruglioni)

Orlando Forteschi 15-10-2004

Gemma Natali 01-05-2019

Roberto Andreotti 01-06-2017

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Ampliamento RSA La Casa di Riposo di Orentano cresce ancora. Inaugurati, Sabato 18 maggio, presenti il cardinale Coccopalmerio, il nostro vescovo Andrea Migliavacca, i nuovi locali pronti ad ospitare i nostri «nonni». La Fondazione Madonna del Soccorso, guidata da Mons.

Morello Morelli e dall’avv.

Riccardo Novi, mette a disposizione degli ospiti spazi belli, luminosi e funzionali, ambienti per usi sociali, un parco popolato da animali di ogni razza è provenienza.

4 «ranocchi» per Leonardo Mercoledì 2 BREVI RIFLESSIONI SULLA CACCIA maggio, organizzata dalla Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, nel parco antistante il complesso teatrale si è svolta la manifestazione «Leonardo Machine» per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci I nostri «ranocchi» FERDINANDO, SERGIO, ROMEO e FLAVIO hanno accettato di buon grado la proposta di partecipare a questo concerto per ottoni e percussioni, e così si sono ritrovati a suonare cinque brani (quattro classici e l’inedito «Leonardo Machine» scritto per l’occasione da Giorgio Battistelli) diretti dal Maestro Fabiano Fiorenzani (1° trombone del Maggio Musicale) ed affiancati, oltre che dagli allievi delle scuole di musica, dei licei e delle accademie musicali di tutta la Toscana, anche dai professori d’orchestra del Teatro del Maggio Musicale. Bella musica e bellissima esperienza per i nostri giovani musicisti e per il pubblico numeroso. Bravi ragazzi e bravi gli insegnanti che stanno facendo «crescere la vostra musica». (Marco Botoni)

Terminato il campionato di L’Orentano resta in prima cat.

L’ Orentano calcio conclude l’annata calcistica 2018/19 raggiungendo l’ obiettivo prefissato, la salvezza, e quindi la permanenza nella prima categoria della FIGC . Non è stato facile, perché al 10 luglio 2018 la società doveva cessare l’attività, poi c’è stato un ripensamento e siamo ripartiti con l’aiuto di nuovi dirigenti, ma ormai i giocatori migliori si erano accasati con altre società e quindi l’inizio del campionato fu carente di risultati positivi, con l’apertura del mercato invernale ci siamo rafforzati trovando buoni calciatori che ci hanno aiutato a risalire la china, verso la fine di febbraio, alcuni infortuni ad uomini importanti ci hanno danneggiato non poco ed eravamo precipitati nella zona play-out ma, con il cuore dei ragazzi e la maestria del mister Capioni, siamo arrivati allo scontro diretto, fuori casa, contro lo Staffoli, in modo eccezionale vincendo la partita per 3 reti a 2 nonostante un nostro errore dal dischetto. L’ultima giornata era una gara casalinga contro il Don Bosco Fossone, squadra in lotta per i play-off, ma con una gara magistrale, li abbiamo sconfitti per due reti a zero, sbagliando ancora un calcio di rigore e con tante parate miracolose del portiere ospite. Appuntamento a dopo ferragosto per la ripresa della preparazione, in vista del nuovo campionato. (Gioiello Buonaguidi)

Nel nostro paese, come da antica tradizione, l’attività venatoria rimane viva eprosegue, nonostante le problematiche che la riguardano. Il nostro intento descrivere le caratteristiche che secondo noi possono contraddistinguere la vera caccia e il vero cacciatore.

Nel riquadro

è quello di

Nell’affrontare questi temi vengono alla luce - nel nostro immaginario - gli elementi caratteristici del nostro territorio, costituito da ampie zone boschive e faunistiche che ci riportano in tempi antichi, dove l’uomo considerava la natura come sacra e immagine di Dio. Essa non era alterata dalle espressioni più devastanti della modernità. Queste zone popolate da cinghiali, volpi, caprioli, lepri e molte altre specie contribuiscono a un tutt’uno con il prototipo caratteristico europeo. La caccia, come abbiamo già accennato in precedenza, è una delle attività più antiche praticate dall’uomo, in primis per procurarsi cibo e per istinto di sopravvivenza. Oggi lo si fa perlopiù per altri motivi, come ad esempio quello di bilanciare determinate specie in un territorio. Ma il vero cacciatore sa queste cose e ha un’etica: rispetta e difende la natura, gli animali rari e protetti, non va nei boschi per il gusto di sparare a qualsiasi animale. Ecco dove sta la differenza tra il Cacciatore e lo sparatore mitomane. A Orentano – come in molte altre zone, ovviamente – la caccia e la pesca si praticavano per sostentamento e per limitare la proliferazione di alcune specie considerate dannose. Ad esempio, animali come cinghiali e volpi non erano presenti in maniera così numerosa come negli ultimi anni. Ma come mai siamo arrivati a questo punto? Perchè l’uomo ha limitato il loro spazio vitale altrove?

Perchè le lepri non sono quasi più presenti? Arriviamo, ora, a citare alcuni cacciatori «storici» orentanesi. Per rimanere ancorati alle lepri, in molti ricorderanno un personaggio come Poldino «de’ Bisti». Con Poldino,, possiamo citarne anche altri.

Ad esempio, tra gli «uccellatori» c’era Tognino altro grande appassionato di animali. O Felice, detto «Bigano», che passò la sua vita a fare il cacciatore, ma anche il calzolaio e il pizzaiolo.

Oltre a questi Cesare Barsotti, Sauro Cristiani, detto «Gazzarra», Felice Carmignani, detto «Cice» e, decano tra i cacciatori, Libaldo. Concludiamo queste brevi righe mettendo in evidenza l’autentica passione per la caccia e per gli animali che avevano queste persone. Stiamo parlando di veri cacciatori. Alcuni, negli anni, hanno messo in cattiva luce l’attività venatoria, non lo si può negare. Da questi dobbiamo ovviamente prendere le giuste distanze. Ma la caccia è fatta anche e soprattutto di persone che portano avanti il loro percorso secondo una precisa etica e un grande rigore. Questo, con rispetto del territorio, della natura e degli animali. (a cura di Cum panis)