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Maggio 2020

Voce di Orentano,n. 5

Maggio 2020versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

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Testo estratto

Pagina 1

www. parrocchiadiorentano.it

n°05 maggio 2020 - anno LXII

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore respons. Don Roberto Agrumi - e-mail parrocchia - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, è con profondo rammarico, ma immensa speranza cristiana che ci troviamo a vivere con questa emergenza che ci sta privando della partecipazione alla santa messa e di ricevere i sacramenti della nostra fede. Mai ci era stato proibito dallo stato italiano di poter partecipare attivamente e fisicamente alla vita della chiesa. Anche nella fase 2 ci aspettavamo un via libera alla partecipazione dei fedeli alle sante messe, pur con tutte le precauzioni del caso, ci sono state negate e proibite. Si può andare a comprare il granturco per i polli e il mangime per gli animali, le sigarette ed il giornale, mentre non si può andare a ricevere il Corpo ed il sangue di Cristo. I grandi magazzini sono sempre pieni di gente per fare la spesa, ma le sante messe con il popolo non si possono ancora celebrare. Nei musei si può andare, in chiesa no. Molte fabbriche riapriranno, operai costretti a lavorare con mascherine, guanti ed a 2 metri di distanza. Davvero uno stato che si sta rivelando ateo, anticlericale ed accanito contro i fedeli di religione cristiana, ma anche mussulmana. La libertà di culto rimane un valore inestimabile e inalienabile, è un sacro diritto di ogni cittadino. Grazie a Dio i nostri vescovi si sono opposti duramente alla decisione del governo per questa fase 2. Speriamo che chi comanda ci ripensi e ci dia il permesso di ritornare alla consueta vita ecclesiale. A causa di questa pandemia sono saltate: la benedizione alle famiglie, i riti della settimana santa, la Pasqua, tutta la vita celebrativa ed anche il maggio nelle corti, aspettando le decisioni del governo e dei nostri vescovi. Le sante messe, per ora saranno trasmesse sulla pagina FB della nostra parrocchia, una volta da Orentano ore 11,00, una volta da Villa ore 10,00. Almeno così ci sentiremo uniti spiritualmente. Preghiamo la santa Vergine perché tutto si risolva.

Lutto per Mons. Vescovo La vicinanza della Diocesi per la morte del babbo Giuseppe. La comunità diocesana di San Miniato si stringe nella preghiera e nell’affetto al proprio Ve Migliavacca, e ai suoi familiari, per la morte del babbo Giuseppe, avvenuta la notte del 15 aprile, nell’abitazione di Binasco (MI), per l’aggravarsi della malattia che si protraeva da lungo tempo; e, col dolore, condivide la speranza che nasce dalla Pasqua del Cristo, crocifisso, morto e risorto.

Nel riquadro

scovo, S. E. Mons. A n d re a

vi benedico tutti, vostro don Sergio La lectio divina del Vescovo

Cos’è la Lectio divina? Un metodo per leggere e approfondire la Parola di Dio; una via ben collaudata per accogliere la Parola, per approfondirla e gustarla, un sistema che costituisce un vero e proprio itinerario spirituale in varie tappe. La Lectio divina è una «pedagogia» per la lettura della Bibbia. La Lectio ha una peculiarità: è lettura della Parola di Dio in colloquio con Dio. Si chiama «divina», non soltanto perché i testi che leggiamo contengono ciò che Dio dice, ma anche perchè è una lettura che si fa in due: chi legge, da una parte e lo Spirito del Risorto, dall’altra. Questa «lettura divina» non è evidentemente una semplice lettura della Bibbia, fatta per curiosità o a scopo di studio o di ministero, e non è neanche semplice lettura spirituale. Lectio divina vuol dire leggere, ascoltare, ritenere, approfondire e soprattutto vivere la Parola di Dio, contenuta nella Scrittura, immergendosi in essa con fede e amore. La Lectio è un ascoltare e assaporare la Sacra Scrittura stando seduti, come Maria, ai piedi di Gesù per non perdere una sola Parola uscita dalle sue labbra. Noi leggiamo la Parola di Dio semplicemente per stare con lui, per ascoltare la sua voce: la Lectio divina è un incontro personale con Dio, un’esperienza di Dio, in essa avviene una comunione di vita con Dio, perché possiamo incontrarlo e sperimentarlo come il «Signore» della nostra vita. Per la pratica corretta della Lectio, quindi, è importante dire: non si legge la Scrittura per diventare maestri, ma unicamente per farcene discepoli; non per insegnare, ma per pregare. Non è serio, quindi, selezionare dei passi biblici, qua e là, quasi a caso… «Non metterti mai a piluccare la Bibbia per scegliere il brano che ti piace» .

Carissimi desidero esprimere la mia gratitudine a tutti per i tanti messaggi di vicinanza, di consolazione, di partecipazione e di preghiera che ho ricevuto in questi giorni in tanti modi e anche qui su fb. Ho sentito davvero tutti vicino e uniti nella amicizia e nella preghiera. Tutto questo è di grande consolazione. Tutti dal cuore ringrazio.

Mio papà è stato per noi dono del Signore; ora so che è in buone mani nella casa della vita. E a Gesù Risorto, nostra speranza, la gratitudine del cuore e l’affidamento più sincero. Il mio grazie anche a nome di mia mamma Chiara, mia sorella Elena e i familiari. La foto che condivido ritrae i miei genitori a cui va il mio grazie più grande. (il vostro Vescovo)

Aiutaci ad aiutare La Fondazione ’Madonna del soccorso’ presente ad Orentano si impegna a sostenere, previa segnalazione di competenti uffici comunali, le persone e famiglie in grave difficoltà economica mediante distribuzione gratuita di pacchi alimentari agli indigenti ed altre misure. A tal motivo siamo a chiedere a tutti di poterci sostenere nei seguenti modi: AIUTI ALIMENTARI: Per chi volesse contribuire agli acquisti di generi alimentari per persone e famiglie indigenti seguire le indicazioni: Fondazione ’Madonna del soccorso’

ONLUS Raccolta straordinaria fondi emergenza alimentare ⮚ Denominazione istituto di credito Banca Popolare di Lajatico - Ag. Cascina ⮚ Intestatario del conto corrente Fondazione ’Madonna del Soccorso’ ONLUS ⮚ Codice IBAN IT 42 A 05232 05493 000030115737 ⮚ CAUSALE (Importante): Acquisto alimenti indigenti. Sono ben accette anche le donazioni dirette degli alimenti a lunga conservazione quali pasta, riso, olio, legumi, biscotti e similari – in questo caso contattare 0583/23699

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2 Il nostro sindaco ha detto «si»

Oggi 27 aprile, Valentina ed io ci siamo sposati. Un rito civile, in comune, solo noi due, alla presenza dei testimoni e di chi ha celebrato.

Verrà il momento della cerimonia religiosa, a cui entrambi teniamo, e della festa con le nostre famiglie, gli amici e gli affetti più cari, così come l’abbiamo sognata. Adesso tutto questo non era possibile. Quello che potevamo fare oggi è firmare un atto che ci lega davanti alla legge e alla comunità, ci rende marito e moglie, da ora in poi una famiglia. Eravamo muniti delle mascherine, regalate per l’occasione: in pizzo per lei..mentre la mia riprendeva il bianco di una camicia e la giacca nera con una -immancabile!-fascia tricolore. Ho riflettuto tanto sulla frase «andrà tutto bene», quella dose di speranza di cui abbiamo bisogno per andare avanti, quell’ottimismo che a volte ci sfugge dalle mani. E poi ho realizzato qual’ è la cosa più importante: insieme ce la faremo. Anche per questo ha senso sposarsi nel bel mezzo di un’emergenza.

Un abito da sposa arrivato da Londra perché in Italia i negozi sono chiusi. E, poi, mascherine «da cerimonia» cucite apposta e regalate, una penna a testa per firmare e pochissime persone fuori dal comune di Castelfranco di Sotto per salutarli. Se è vero che il giorno del matrimonio è indimenticabile, quello del sindaco Gabriele Toti con Valentina Pinori è davvero particolare. Si sono uniti in matrimonio con il solo rito civile oggi 27 aprile, in ancora piena emergenza coronavirus, davanti ai testimoni Antonella Vivaldi (mamma di Valentina) e Matteo Toti (figlio del fratello di Gabriele) e all’assessore Ilaria Duranti. Salire quelle scale, varcare quelle soglie ed entrare in quella sala del consiglio è una cosa che Toti fa ormai da anni, ma oggi è tutta un’altra cosa. «Il virus non può fermare tutto», la convinzione degli sposi che rimandano a quando sarà possibile la cerimonia in chiesa, la festa e anche il primo bacio da marito e moglie che con le mascherine non è proprio facile.

Gabriele, il Gruppo Fratres di Orentano ci tiene, in questo giorno importante per te , nelle tua carica di Sindaco, come Cittadino e soprattutto come nostro eccellente Donatore, a farti i nostri migliori auguri e congratulazioni per il tuo Matrimonio

La Fondazione ’Madonna del soccorso’ comunica ai genitori dei bambini iscritti all’Asilo nido ed alla Scuola d’Infanzia S. Anna di Orentano per l’anno educativo/scolastico 2020/21 che a breve saranno contattati per l’illustrazione degli aspetti organizzativi. Volevamo procedere - come annunciato a gennaio - con la convocazione di una riunione generale delle famiglie ma considerato il momento di emergenza sanitaria sarà nostro impegno contattare tutte le famiglie nei primi 15 giorni del mese di Maggio. Per coloro che hanno intenzione di iscrivere ancora i bambini all’Asilo nido e Scuola d’Infanzia S. Anna possono farlo contattando la segreteria sempre aperta dalle 8. 30 del mattino alle 19. 30 la sera mediante seguente numero: 0583/23699. Si ricorda che le famiglie con bambini iscritti all’Asilo nido ed alla Scuola Materna S. Anna la Fondazione mette gratuitamente a disposizione mascherine chirurgiche per la protezione dal virus contattando il numero della segreteria sopra indicato. Si raccomanda anche di consultare la pagina Facebook dell’Asilo nido e Scuola S. Anna sulla quale troverete tutta l’organizzazione, gli orari ed i costi dei servizi. Si ricorda che i servizi educativi sono dotati in particolare di:

Potenziamento dell’offerta educativa mediante progettualità di lingua, canto ed attività motoria; - Progettualità nel parco animali cresciamo insieme anche con attività a diretto contatto con la natura e gli animali; Orario prolungato ed apertura anche il sabato mattina.

Passare oltre

di Antonio Baroncini

Il termine «Pasqua» deriva dalla parola ebraica «Pesah» che significa «passare oltre». Cosa significa, oggi, per noi, uomini del terzo millennio «passare oltre»? Nei secoli passati, come la storia biblica ci tramanda, già prima dell’avvento di Gesù, Mosè avvisò il Faraone d’Egitto che Dio avrebbe mandato un’ultima, terribile piaga e prima che si scatenasse la sua forza, chiese che gli Israeliti venissero salvati con le loro famiglie. Tutti gli Israeliti avrebbero dovuto macellare un agnello maschio, arrostirne le carni e mangiarle in un pasto frugale. Il sangue degli agnelli, simbolo d’innocenza, sarebbe servito a segnare gli stipiti delle porte delle famiglie ebraiche e così l’angelo sterminatore le avrebbe risparmiate. La Pasqua ebraica segna questo passaggio, ma oggi cosa significa per il cristiano questo verbo «Passare oltre?». La Pasqua cristiana rappresenta il momento in cui Gesù sconfisse la Morte, divenne Redentore, Salvatore, dell’umanità, liberandola dal peccato originale e segna l’inizio di una nuova esistenza, quale luogo di «attesa per tutti i fedeli dopo la Morte». Passare oltre, però, umanamente, vuol dire anche andare oltre al nostro egoismo, alla nostra presunzione di superiorità, al nostro possesso di ricchezze che la vita non a tutti ha offerto, alla nostra indifferenza. Pesah, allora, acquista un significato forte e mette in evidenza la povertà vera, umiliante, ingiustamente punitiva che affligge un nostro fratello nel Signore, togliendogli ogni sua dignità di uomo. Occorre passare oltre, quindi a questa ingiusta cultura dell’indifferenza che non ci permette di vedere la grande quantità dei poveri che noi non vediamo: «i poveri nascosti, dice papa Francesco, e di questi ce ne sono tanti, tanti». La povertà di tanta gente è vittima «dell’ingiustizia strutturale dell’economia mondiale» e tanti di loro si vergognano di far vedere che non arrivano a fine mese; tanti poveri che vanno di nascosto alla Caritas e di nascosto chiedono e provano vergogna. «Ma io li vedo? Io me ne accorgo di questa realtà? Soprattutto di coloro che provano vergogna di dire che non arrivano a fine mese?» così papa Francesco richiama la nostra maturità e sensibilità cristiana.

«La prima domanda che ci farà Gesù è: «Come ti sei comportato con i poveri? Hai dato da mangiare? Quando era in carcere, lo hai visitato? In ospedale, lo hai visto? Hai assistito la vedova, l’orfano? Perché lì ero Io». E su questo saremo giudicati», continua papa Francesco. Non si stanca di ripeterci che «non Il Sindaco saremo giudicati per il 25 Gabriele lusso o i viaggi che aprile facciamo o l ’importanza Toti depone da solo la 2020 sociale che avremo, ma per corona a il nostro rapporto con i memoria nel poveri. Ma se io, oggi, 75 ignoro i poveri, li lascio da anniversario parte, credo che non ci della siano, il Signore mi liberazione ignorerà nel giorno del giudizio». Questa è la nostra Pasqua: passare oltre l’indifferenza e l’ingiustizia verso il nostro prossimo, sofferente ed umiliatoedela rg i r e comprensione ed aiuto, poiché «questo è il centro del Vangelo e noi saremo giudicati su questo».

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nella famiglia parrocchiale...

La notizia della scomparsa del Diacono Francesco Grasso, nonostante fosse un Lo scorso 17 marzo il dato prevedibile per lo stato di salute in n ostro compaesano continuo peggioramento, ha provocato in Augusto Andreotti è andato tutti noi l’esperienza del vuoto e del oltre. Purtroppo, viste le disagio interiore, per il distacco di una restrizioni dovute a questa persona cara a cui tutti abbiamo voluto un pandemia che ha rinchiuso gran bene, per la perdita di un amico con gli italiani nelle loro case cui molti di noi hanno condiviso un tratto da un po’ di tempo, non lo di strada della vita segnato dal dolore e abbiamo nemmeno potuto dalla gioia e per la scomparsa di un salutare come si deve. Nel diacono fedele nell’appartenenza alla sua suo periodo giovanile egli chiesa, nella missione a lui affidata e nel gestiva un negozio di servizio a lui chiesto in vari ambiti. Ma Alimentari con la madre ogni forma di disagio, specie quello interiore, non chiede Martina e il padre Giustino, «accomodamento» ma «superamento». Il vuoto esige di essere colmato. Di in piazza Matteotti. Ma fronte alla morte chi può allora venirci in soccorso? E’ un dato di fatto che negli anni ha reso viva la gli elementi umani, l’affetto per quanto intenso, il ricordo per quanto sua passione, ovvero la vivido, la consapevolezza di aver fatto quanto a noi era possibile ed altro ricerca archeologica sul ancora, non sono sufficienti, anzi dimostrano tutta la propria fragilità. Di nostro territorio. Insieme a fronte alla morte di una persona cara e allo scompenso da essa prodotto, si Viviano Martinelli, Alfio può essere sostenuti solo ed unicamente dalla fede nel Signore Risorto.

Martinelli e Franco Noi credenti in forza di questa fede siamo dei privilegiati perché abbiamo una certezza inscalfibile: oltre la morte c’è la vita. Tale certezza non è Castellacci effettuavano scavi autorizzati. Con la sua tremenda utopia, ma profezia. Il Cristo è Signore della vita e della morte e lo ha passione per il suo paese e di quello che conteneva di più dimostrato. Il libro della Sapienza (3, 1-9) così si esprime: «Le anime dei arcaico e antico, Augusto ebbe anche il merito di aver dato vita, giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli insieme al sovrintendente Ciampoltrini, alla Mostra stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro Archeologica Permanente di Orentano, il nostro Museo. Egli partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. In cambio di una breve aveva un carattere molto riservato, ma il suo tempo impiegato pena riceveranno grandi benefici». Queste parole non solo ci confortano nei confronti degli appassionati di storia locale era infinita. Ma ci danno quella certezza desiderata dal cuore umano. Anche dal cuore Questa disponibilità l’abbiamo provata, spesso, sulla nostra di Francesco. A nome delle parrocchie di Orentano, Villa Campanile, pelle, soprattutto quando ci siamo messi alla ricerca di notizie Ponte a Egola e Stibbio dove faceva servizio, ringrazio tutti coloro che che erano vitali per i nostri scopi. Per ultimo, ricordiamo il suo hanno voluto bene a Francesco e lo hanno anche gratificato con i grande contributo per la nostra ricerca sulla flora e la botanica sentimenti dell’amicizia e con quelli della stima. Un ringraziamento presenti nel nostro territorio. Grazie, Augusto. E che la terra ti particolare lo rivolgo a tutte quelle persone che lo hanno seguito e sia lieve. (Guido Buoncristiani, Nicola Sgueo) confortato nella sua malattia. Un ringraziamento sentito lo esprimo a tutti i suoi familiari che si sono presi cura e premura di Francesco sofferente.

Chiudo con una raccomandazione: preghiamo il Padrone della messe Commerciante storico, di quelli perché mandi nuovi operai per la sua messe. Ma aggiungiamo anche la che dagli anni del boom aveva preghiera a Maria Santissima perché interceda presso il Signore affinchè visto crescere il paese e la comunità, dando il suo contributo doni la giusta ricompensa al suo servo fedele. (Roberto Agrumi) non solo come esercente. Guido Ci hanno preceduto alla casa del Padre Fontana, 82 anni, Domenica 19 12 aprile 9 aprile aprile, se ne andato dopo una lunga Iolanda Barsotti Giuseppa Polidori malattia di cui soffriva da oltre un ved, Boni ved, Poggetti anno. Nato a Santa Maria a di anni 90 di anni 91 Monte, negli anni ’60 si trasferì a Orentano, dove avviò un’attività di 14 aprile 31 marzo emporio, vendendo tessuti e molti altri articoli, poi con gli anni Costantino Nelli Cesare Giulio l’impresa familiare crebbe fino a diventare il negozio di di anni 87 Frascatani abbigliamento che adesso portano avanti i figli Paolo e di anni 84 1° aprile Manuela. Guido, appassionato cacciatore, negli anni aveva 1° aprile Claudio Moroni partecipato alla vita della comunità orentanese, primo Francesco Grasso di anni 77 capogruppo dei Fratres (1976) e poi nel consiglio dell’Ente di anni 68 Carnevale dei Bambini. Guido oltre ai due figli lascia la 5 aprile 19 aprile moglie Rina.

Guido Fontana Francesco del Re Angelina Copercini in ricordo dei defunti di anni 66 25 aprile 2016 di anni 82

NEL RICORDO DI AUGUSTO…

Guido ci ha lasciato....

Florio Buoncristiani 14 marzo 1995

Angelina Franchini 17maggio 2011

Pietro Guerri 15 maggio 2009

Manrico Mazzoni 23 marzo 2018

Luciano Botoni 26 aprile 2019

Pier Paolo Andreotti 10 maggio 2018

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4 don Ferdinando Giovannetti arciprete in Orentano dal 12 agosto 1929 al 1° novembre 1950 Quando sono nato non c’era ancora, ma margini ed eravamo costretti, quindi, a quando ho incominciato a vedere, a sentire, a percorrere in lungo e in largo la campagna capire, c’era. Il Canonico don Ferdinando ed il paese, poiché queste erano situate ai Giovannetti, arciprete in Orentano. E’ stato il margini dei campi. (Forse da questo primo prete che ho conosciuto. E’ da lui che deriva il termine Marginina). La ho avuto la prima formazione religiosa. E’ con benedizione delle case, sempre con Bugi lui che sono cresciuto. E’ stato lui che, in testa, ci precedeva e raccoglieva le assieme ai miei genitori, che mi ha invogliato uova dalle massaie. Nell’estate, poi, l’ a studiare. E’ stato lui che quando ritornavo da arciprete, dopo la festa di san Lorenzo, ci Pescia dalla scuola che frequentavo, allora portava tutti a far merenda dal «Topo».

Istituto tecnico Inferiore, mi riguardava i Era il mezzadro della chiesa, che lavorava compiti di latino e mi dava anche qualche il podere detto «Poderaccio». Faceva salutare scapaccione. Nel mio cuore e nei anche un prosciutto che era degno della miei pensieri ci sarà sempre un posto per lui. tavola di un re. Oggi sarebbe stato DOC.

Nel suo studio che si affacciava sul padule, La fetta stava dritta, ed aveva un aveva appeso un quadro che ricordo sapore….davvero di prosciutto. E il vino benissimo. Era un quadro che conteneva una bianco, anche quello DOC. Poi palla e pergamena ed una medaglia di bronzo (o giochi nel prato del poderaccio fino a d’argento) e la pergamena diceva: Esercito buio. Noi chierichetti aspettavamo quel Italiano – Battaglione Arditi – Al tenente giorno tutto l’anno. Fu il primo ad avere Giovannetti Ferdinando. Si, nella grande don Giovannetti (foto Eugenio Barsotti) l’idea di costruire ad Orentanol’asilo guerra era stato un «ardito», cioè un componente delle squadre infantile. Idea che purtroppo non riuscì a realizzare. Il primo progetto di assalto di allora. Da quel quadro nacquero tantissime mie prevedeva l’ubicazione nel campo della signora Ada, dove successivamente domande e altrettanti racconti, da me, bambino ascoltati a costruì la villa Nello Cristiani, vicino alla corte Colombai. D’accordo con la bocca aperta e che eccitavano la mia fantasia. Dopo la guerra maestra Elena, noi ragazzi più grandicelli della scuola elementare, fu fatto prete e venne ad Orentano. Poi fu sostituito. Era nativo andammo in fila all’impianto, dove in tempi passati sorgeva la centrale di san Donato, quindi un vicino di casa, ma divenne elettrica detta «Impianto» e che ormai era divenuto un mucchio di macerie, orentanese e così è rimasto per sempre nell’animo e nel cuore. In fondo alla via del Grugno e ritornammo con una pietra ciascuno che Ogni san Lorenzo ritornava in mezzo ai suoi compaesani. Mi portammo sulle spalle. Doveva essere l’inizio della costruzione e noi invogliò a fare il chierichetto, mi fece fare una veste da prete e, portammo il primo materiale e lo depositammo nel campo predestinato. Vi è come tutti gli altri ragazzi del resto …Ilio Ficini, Pietro sempre rimasto inutilizzato. L’ idea dell’ asilo la riprese poi l’arciprete don Buoncristiani, Carlo Carlini, Giuseppe e Roberto Casini, Rino Livio Costagli. E la portò a termine. Iniziò con la mano d’opera di un cantiere Luperini (della Dogana), Faliero e Gualtiero Ficini, Armando di lavoro dei «Piani Fanfani», del quale io ero capo cantiere e l’impresa Pasquinelli, Alfredo Ruglioni e tanti altri, mi tenne vicino. Costruttrice era quella di Alfredo Ruglioni. Ora è una delle più belle opere del Non c’erano, allora, per trattenere i ragazzi vicino alla chiesa, paese. L’ arciprete, nel paese di allora, era un Je suis arrivé giochi svariati o costosi, bastava un pò di affetto e manica po’ tutto, il consulente economico, l’avvocato, à quatre-vingt deux larga e tutti correvamo nel prato davanti la canonica a giocare il confessore dentro e fuori del confessionale, a palla con dei palloni fatti di cenci pressati in un pezzo di lo scrivano per gli analfabeti ed altro. Chiunque Il linguaggio garbato calza da donna; nell’orto a mangiare l’uva; la sera dopo cena a avesse bisogno correva da lui. Non ho mai del gallico cugino veglia mentre Piero faceva le ostie, a mangiare i ritagli e ad saputo che qualcuno avesse avuto un rifiuto da può rendere smorzato imparare a cantare la «Missa Angelorum» in Gregoriano o la don Giovannetti. Era sempre disponibile, c’era il natural declino lezione per fare un a solo nella notte di Natale. Io cantavo per tutti. Ad ogni 4 novembre, celebrava una di certe performance «Consolamini», Ilio o Pietrino «Agamus Ergo» e così via. messa per i caduti in guerra e sulla tonaca e conservar nuance Dopo aver cantato da soli e con la voce tremante di paura, ci appendeva le medaglie e le croci di guerra. Alla di mente vivace regalava dieci centesimi o un ventino per comprarci un piccola predica, che seguiva il vangelo, si e interloquio salace castagnaccino con la ricotta dal Sevieri. Ci si alzava alle commuoveva sempre. Forse gli tornavano alla cinque di mattina per andare alle novene di Natale. La brina mente alcuni fatti e scene di guerra che aveva Quatre-vingt deux. scricchiolava sotto i piedi e la campagna era tutta bianca, ma combattuto. In chiesa, all’offertorio la banda Tappa gratificante non si sentiva il freddo, era un impegno morale al quale noi suonava «il Piave» e tutti ci sentivamo di un lungo viaggio ragazzi non volevamo mancare. Magari di soppiatto, accapponare la pelle. Durante la seconda in cui ne ho viste tante accendevamo un fuoco di giornali vecchi in un cantone dietro guerra mondiale, quando in corte Galligani la cereria, la stanzina dove «Bugi» teneva i vari tipi di candele c’erano i carristi tedeschi , un soldato fu trovato che richiedean coraggio.

Ma più di interessanti e che serviva da piccolo magazzino. Andavamo con ferito. Il comandante , credendo che fosse stata e spesso stimolanti l’arciprete, alle «rogazioni» e a benedire le case prima di opera dei partigiani, ordinò di fucilare dieci a produrre battute Pasqua. E a volte, siccome in ogni casa ci davano dei biscotti persone per rappresaglia. Ebbene lui e il dottor sarcastiche od argute. Fatti dalla massaia e un bicchierino di vin santo fatto dal Nitrini, accorsero a curare il ferito, capoccia tornavamo un pò brilli. Mi ricordo che una volta, al intervennero e riuscirono a dimostrare che il ritorno, siccome avevo sbevucchiato, arrivai a casa e la mia ferito si era sparato da solo e così la Tengo attento lo sguardo! Mamma non c’era, allora con un pugno ruppi il vetro della rappresaglia non fu attuata. Dieci orentanesi Pur sapendolo alle porte non vedo il traguardo. Porta della bottega e mi feci un bel taglio profondo nel polso. Sconosciuti gli devono la vita. Non so se fosse Mi medicò con lo spirito in barbieria Oscare del Botti che davvero un esorcista, come dicevano, ricordo E’ miopia o buona sorte? Faceva il barbiere dove ora esercita Massimo. Ho ancora la bene che alcune persone ammalate o parenti di cicatrice. Si partiva per le rogazioni dalla chiesa cantando le queste, si rivolgevano a lui, venivano anche da Non mi pongo il dilemma!

Con la solita flemma litanie dei santi, le sapeva a memoria, con Bugi in testa, l’ fuori e tutte ricevevano una benedizione, affronto questi anni Arciprete e noi ragazzi, poi le donne che seguivano e parole di conforto e di aiuto e se ne andavano, facendo programmi. Cantavano storpiando sia le litanie che i santi e gli altri canti in almeno più tranquille e serene. E’ un uomo che latino. Ci fermavamo ad ogni margine (piccolissima colonna ha lasciato un segno nella storia del paese e nel Con un unico tormento: in muratura o in legno con inserita un’ immagine della cuore degli orentanesi. Almeno quelli che lo ne vedrò il compimento??

Enrico Casini Madonna) e da lì l’arciprete impartiva la benedizione alla conobbero. Nel mio caso sì ! (da Paese Mio di 15-02-2008 ediz. Marinari 2006) campagna circostante. In tutto Orentano erano tante le Manrico Mazzoni