Cerca
Giugno 2020

Voce di Orentano,n. 6

Giugno 2020versione testuale

Il testo del bollettino, pagina per pagina, da leggere con caratteri grandi o con il lettore di schermo.

Testo estratto automaticamente dal PDF: può contenere piccoli errori. Fa fede l’edizione stampata.

Testo estratto

Pagina 1

www. parrocchiadiorentano.it

n°06 giugno 2020 - anno LXII

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore respons. Don Roberto Agrumi - e-mail parrocchia - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, come avete FEDERICO CIFELLI ben visto e sentito, grazie a NOVELLO SACERDOTE Dio, dal 18 maggio, «Se qualcuno vuol venire abbiamo potuto riaprire le chiese dietro a me, rinneghi se per le celebrazioni pubbliche e stesso, prenda la sua comunitarie, per i nostri cristiani. Croce e mi segua»

Basta quindi con le mese Questo Vangelo è quello che mi trasmesse alla tv o sul telefonino, ha accompagnato anche se rimangono un valido costantemente nel percorso di aiuto per gli anziani o gli impossibilitati a recarsi in chiesa, seminario, fin dal primo per sentirsi in comunione e in preghiera col Signore. La momento in cui il Signore ha santa messa, come pure tutte le altre celebrazioni liturgiche, scelto la mia umile e indegna comportano ed esigono una presenza fisica, dove si persona per seguirlo e fare la sua manifesta il vero senso della comunità che partecipa volontà. Forse non è un caso ma vivamente alla vita della chiesa. Prendete e mangiate, a risonanza di questo passo, (il cui parallelo di S. Giovanni ascoltiamo nel giorno del nostro patrono prendete e bevete questo è il mio corpo, il mio sangue, Lorenzo), detti il mio primo annuncio a Voi del mio ingresso in spezzato e versato per voi, fate questo in memoria di me, seminario ed affidai la mia scelta nelle mani dell’allora vescovo Fausto rimangono momenti salienti ed insostituibili della nostra Tardelli. Ancora non ho capito cosa significhi rinnegare me stesso, fede, della nostra pratica religiosa. Durante la forzata prendere la mia croce, ma di una cosa sono sicuro: che nel seguirlo, sia permanenza nelle nostre case, specialmente la domenica, nelle gioie che nei dolori ho trovato la serenità e la pienezza di vita. In chissà quante volte abbiamo desiderato ritornare alle nostre questi anni di formazione ho affrontato tanti avvenimenti segnanti della chiese, di partecipare alle nostre messe, eppure invece, mia vita, ma il Signore è sempre stato presente: nei fratelli di seminario, appena ci è stata data questa possibilità, non l’abbiamo nei tanti volti della gente che ho conosciuto nelle varie parrocchie e nei accolta. Che tristezza, che delusione !! Appena hanno momenti di incontro e condivisione con i tanti giovani e nelle realtà dei riaperto ristoranti, pizzerie, barbieri, parrucchieri e centri cori parrocchiali della diocesi. Ringrazio il Signore per avermi dato una particolare sensibilità nei confronti della liturgia e della musica sacra, estetici, si sono subito riempite di clienti, tanto che ci sono realtà tramite le quali ho potuto contemplare più da vicino e più volute le prenotazioni. Al contrario le nostre chiese sono profondamente il Suo volto. Una particolare grazia è quella di poter rimaste più vuote del solito, quasi deserte, con pochissimi seguire i miei fratelli delle comunità neocatecumenali, un aiuto fedeli. Che questo virus abbia infettato anche la nostra fede, fondamentale per approfondire, riuscire a vivere, incarnare la Parola di tanto da indebolirla ? Speriamo e preghiamo che, Dio. Liturgia e Parola, quindi, stanno alla base della mia formazione e prossimamente, possa ritornare l’affluenza che c’era prima, del mio essere. Ora tutto questo lo offro al Popolo di Dio che mi sarà magari anche di più, per riportare nuovi e convinti fedeli ad affidato ed al quale io stesso mi affido. «Ecco ora il momento una fede sempre più pronta e generosa. Coraggio, il Signore favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!» (2 Cor 6,2). Adesso è è risorto, è veramente risorto, affidiamoci allora al cuore giunto il giorno in cui il Signore affida alle mie umili mani questo immacolato di Maria che ci aiuterà a riscoprire sempre più straordinario ministero: essere portatore di Salvezza; ed è proprio questo il mandato che Gesù dette ai suoi apostoli: «In verità vi dico: l’amore che Dio ha per ciascuno di noi. L’emergenza tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto Coronavirus ha fatto saltare le celebrazioni di Pasqua, il quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.» (Mt maggio nelle corti, slittare Comunioni e Cresime, non ci 18,18). Mi affido alle vostre preghiere affinché si realizzi in me la sarà neanche la processione per il Corpus Domini, lo ha parola evangelica di Giovanni: «Io sono il buon pastore, conosco le mie annunciato la nostra Diocesi con una comunicazione pecore e le mie pecore conoscono me» (Gv 10,14). Voglio ringraziare ufficiale firmata dal nostro vescovo. L’amministrazione dei tutti voi parrocchiani di Orentano e Villa Campanile, perché siete il sacramenti (Confermazione e Prima Eucarestia) viene vivaio nel quale sono nato, cresciuto, e che ha visto maturare la mia rimandata in autunno. «Sarà possibile farlo, nelle modalità vocazione al sacerdozio. Ringrazio prima di tutti il nostro Vescovo che saranno comunicate, a partire dalle domeniche finali Andrea, che ha permesso che potessi proseguire e terminare i miei studi del mese di settembre e nel mese di novembre 2020, fino e compiere un vero e proprio percorso di discernimento; i miei parroci, don Giovanni Fiaschi, che mi ha seguito sin da quando ero un bambino e alla solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re don Sergio Occhipinti che mi ha accompagnato nell’ingresso in dell’Universo» si legge nella nota. Tutto rinviato dunque a seminario e tutt’ora mi nutre della sua splendida fraternità. Vi aspetto per causa della situazione di criticità, motivo per cui restano celebrare insieme a tutti voi, l’ordinazione presbiterale, Sabato 27 confermate le disposizioni entrate in vigore lo scorso 8 Giugno alle ore 10 in Cattedrale a S.Miniato e Domenica 28 Giugno ad marzo con alcuni aggiornamenti.

Orentano e Villa Campanile, le mie prime messe.

Vi benedico tutti, vostro don Sergio

Di Cuore Vi benedico tutti, Don Federico.

Testo estratto

Pagina 2

2 Guido e Nicola di nuovo all’opera emergenza sanitaria. Caritas e Vescovo insieme A.Di Bernardo Stiamo facendo una ricerca sulla storia del Carnevale dei bambini di Orentano, dalla nascita, fino ai nostri giorni.

Avremmo bisogno di materiale come foto, documenti e testimonianze dirette. Il nostro interesse va anche al periodo del Carnevale di Villa Campanile. Vi ringraziamo in anticipo. Contatti Guido Buoncristiani: 328 2050183 - Nicola Sgueo: 345 4790554

RSA Madonna del Rosario Covid Free La Direzione comunica che la RSA Madonna del Rosario di Orentano è sempre rimasta Covid-Free e nessun anziano assistito come nessun dipendente addetto all’assistenza dei nonni è mai stato contagiato dal Covid-19. La Fondazione ringrazia il personale per la professionalità mostrata e la Vergine ed Immacolata Maria per la protezione assicurata. La strada è ancora lunga e l’attenzione da impiegare tanta per evitare eventuali e futuri contagi. Le misure hanno prodotto il loro effetto e ringraziamo tutti per la vicinanza sempre manifestata. Si coglie l’occasione per ringraziare la Fondazione Cassa di risparmio di S.

Miniato per il contributo concesso per l’acquisto di zanzariere ed altri strumenti per la RSA Madonna del Rosario. Ave Maria.

Ostia in lutto, è morta a Rossella Duranti: una vita contro il fascismo Ostia piange Rossella Duranti, morta a 65 anni.

Madre di due figli Lorenzo e Stefano, tramandava insieme con loro e con tanti compagni di battaglie, la memoria dello zio Lido Duranti, trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944. «Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Rossella Duranti, che ci ha lasciato questa notte. Figlia del Comandante partigiano Nello Duranti e nipote di Lido Duranti, martire delle Fosse Ardeatine. Rossella è stata a lungo membro del Partito Comunista Italiano, attuale membro del direttivo dell’Anpi del X Municipio. Una vita dedicata all’impegno politico e civile, nonché alla memoria e all’antifascismo. Ci stringiamo in un abbraccio attorno ai suoi figli Lorenzo e Stefano», commentano Flavio De Santis, Segretario PDDecimo Municipio e Antonio Senneca, Responsabile Antifascismo PD Roma. "Apprendiamo con profondo dolore della scomparsa di Rossella Duranti.

Alla sua presenza abbiamo ricordato ogni anno, dinanzi alla lapide di piazza Capelvenere che ricorda lo zio, l’atrocità della guerra e l’importanza della libertà. Rivolgiamo alla famiglia di Rossella Duranti un partecipato pensiero", così la Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo in una nota stampa. Il 25 aprile ignoti, nel giorno della Festa della Liberazione, avevano dato fuoco alla corona d’alloro e alla lapide dedicata alla memoria di Lido Duranti in piazza di Capel Venere. (OstiaToday del 06 maggio 2020)

Non capita tutti i giorni di avere un vescovo di Santa Romana Chiesa come collaboratore e aiutante nella distribuzione dei pacchi alimentari alle famiglie bisognose del territorio. È successo a noi, ragazzi della Caritas Young di Ponsacco, mercoledì 6 maggio, quando monsignor Migliavacca («don Andrea») si è prodigato in ogni modo, gomito a gomito con giovani volontari, in questo delicato e prezioso servizio in tempo di pandemia. Insomma, il vescovo è diventato per un giorno membro a tutti gli effetti della neonata Caritas Young. Per l’intero arco della giornata è stato infatti con noi a consegnare viveri di prima necessità, facendo un po’ anche il parroco di quella che è la parrocchia più grande della diocesi. È stato il vescovo stesso a voler guidare il pulmino. Una volta iniziata la distribuzione siamo diventati tutti volontari Caritas, con «don Andrea» che è stato il primo a faticare, sollevando, deponendo e consegnando i pacchi… è stato il primo a chiedere alle persone di cosa avessero bisogno. La sua non si rivelata una presenza esclusivamente simbolica, ma è stato un vero aiuto concreto che ha rallegrato e rafforzato la voglia di noi giovani di continuare in questo progetto. Molti ragazzi che non conoscevano monsignor Migliavacca sono rimasti colpiti, stupiti nel vedere un prelato che si rimbocca le maniche e si mette a lavorare con gli altri volontari, dimostrandoci in prima persona l’impegno del pastore e della Chiesa nella lotta alla povertà e nel supporto che dà in momenti difficili, come quello che stiamo vivendo ora a causa di questa pandemia.

Ed è bello che abbiano un loro spazio anche all’interno della Caritas. Poi faccio loro i miei complimenti perché ogni pacco da loro consegnato è un piccolo gesto di amore e quindi segno di una grande forza contro questo terribile virus. L’amore può vincere il virus, perché è in grado di creare i legami veri tra le persone».

Carissimo Federico..... cosa posso dirti mentre sei sulla soglia di questa vertiginosa avventura che io stesso confesso di non aver ancora compreso a fondo? Quali consigli darti, ammesso che tu voglia consigli da me? Hai bisogno solo di una cosa: la sincerità. Spietata, lucida, sincerità. È tutto ciò che ti serve in effetti. Sii sincero innanzitutto con Dio: per quel poco che Lo conosco ho imparato che non gli piacciono gli amici di Giobbe, quelli che pregano solo citando qualche grande autore, passato o presente, quasi che non abbiano una mente ed un cuore propri. Non c’è niente di male nei libri di orazione, purché tu ricordi che i banchi di una chiesa son diversi dalle panche di una biblioteca, purché non dimentichi che la preghiera è un corpo a corpo, una lotta per la vita, un inseguimento affannoso, una scalata, la demolizione di un muro… tutto, fuor che, una pacata conversazione al caminetto. Mi fanno sorridere quelli che dicono di «parlare con Dio come un amico»… no, Federico, se non sei Mosè, ed ammettilo sei troppo giovane per esserlo, non provarci nemmeno. Dio è fuoco divorante, torrente in piena, madre premurosa, medico e maestro… ma amico?

Certamente non nel senso che di solito si dà a questa parola. Se è un amico è il più esigente, determinato e misterioso che abbia mai conosciuto. Tra amici si parla alla pari e come potresti essere pari al tuo Signore e Maestro? L’amico è colui che si prende cura della tua umanità, ma il Signore invece la condurrà alla croce e al sacrificio. Ma sincero sì, sincero con Lui devi esserlo. Fino a gridargli, quando ti prenderà, (e ti prenderà, fidati) il disgusto per la tua missione, senza nascondere i tuoi dubbi e le tue paure e confessargli senza timore tutti i movimenti del tuo cuore, anche i più impercettibili e segreti. Sii sincero con te stesso: i maggiori mali nella vita spirituale vengono dalla negazione della realtà, chiama con il loro nome i tuoi peccati e le tue tentazioni, solo così potrai guarirne e scendere fino in fondo alla tua anima per trovare in essa la luce che ti farà risorgere. Canta con tutta la voce, piangi forte e ridi ancor più forte, abbi il coraggio di rischiare sempre tutto, perché non verranno mai a mancarti le forze. Sii sincero con gli uomini, specialmente con quelli che ti saranno affidati. Gli uomini di oggi hanno un estremo bisogno di verità, di essere orientati nelle loro scelte, di essere illuminati nella loro confusione, in una parola di un maestro, ma non ti accetteranno come maestro, se non sapranno che possono fidarsi di te e non si fideranno se non raggiungerai la loro mente passando prima attraverso il cuore. Ed al cuore non si mente. Hai paura Federico di questo giorno? Fai bene ad averne. Mi fermo spesso a pensare allo sgomento di Pietro, quando per la prima volta i dodici gli avranno detto che toccava a lui presiedere e spezzare il pane, a lui che aveva tradito e rinnegato. Come si sarà sentito? Cosa avrà pensato quel giorno? Posso solo immaginarlo, ma non credo che sia molto lontano da ciò che anche io sento ogni Venerdì Santo facendo la mia prostrazione, da ciò che tu sentirai mettendo le tue mani in quelle del vescovo. Dio ti benedica Federico ed attraverso te benedica tutti gli uomini che amerai e servirai, poiché di te farà un grande popolo. (Roberto Agrumi)

Testo estratto

Pagina 3

nella famiglia parrocchiale...

Come vedo la farmacia del mio paese (di Marina Bartoli)

Ampliata, cresciuta, ben gestita da un’equipe specializzata è per me un’orgoglio orentanese. Che dire, per tanti anni è stata la farmacia del dott. Baschieri, ora la proprietaria è la signora Aurora, appena arrivata si è trovata subito a suo agio con la popolazione, ha pensato bene di fare qualche cambiamento, oltre ad essere ben fornita, tutto, è lucido e brillante dai vetri ai pavimenti. Ci sono cosmetici, creme, trucchi, i più rinomati profumi oltre ai medicinali più ricercati, le persone, anche le più esigenti, sono accontentate. Come direttore troviamo Matteo, sempre gentile e garbato. Ma anche tutti gli altri sono attenti e premurosi, il loro comportamento è da ammirare. Monica, non ti ho dimenticato, sei il fiore all’occhiello di questa farmacia. Ad Aurora e il suo compagno, per la sua rinomata stima e gentilezza, una parola gentile ed un abbraccio valgono di più che una medicina. Auguri, che i tuoi sogni ed i tuoi progetti si realizzino tutti. Ti sono riconoscente per quanto hai fatto per me. Di nuovo tanti auguri.

offerte per la parrocchia e per Voce di Orentano i familiari in memoria di Luigia Pucci, la famiglia Fontana in memoria di Guido, la parrocchia ringrazia tutti coloro che hanno fatto offerte in denaro ed in generi alimentari per aiutare le famiglie in difficoltà GRAZIE ! Grazie di cuore a tutti RICORDIAMO AL SIGNORE coloro che ci sono stati vicino in COLORO CHE SONO MORTI IN questo triste momento per noi e per la QUESTO PERIODO DI nostra mamma Rina...Con ogni PANDEMIA E CHE NON HANNO messaggio, su WhatsApp, su POTUTO RICEVERE UN DEGNO Messanger e su Facebook, con ogni FUNERALE telefonata da vicino e da lontano, con 12-3 Rosa Barghini i fiori, con telegrammi e articoli sui 17-3 Augusto Andreotti giornali, con ogni mezzo ci avete fatto sentire la vostra vicinanza e 31-3 Giulio C. Frascatani confortato in questi giorni dolorosi e 01-4 Claudio Moroni di lontananza forzata! Grazie di 01-4 Francesco Grasso nuovo a tutti dalla nostra famiglia!

05-4 Francesco Del Re ( Paolo e Manuela Fontana)

09-4 Iolanda Barsotti 11 maggio Ci ha 12-4 Giuseppa Polidori Luigia Pucci preceduto ved. Luigi Marchetti 14-4 Costantino Nelli alla casa di anni 84 19-4 Guido Fontana del Padre (deceduta a Roma)

Roberto Andreotti 01-06-2017

Francesco Ficini 07-06-2015

Loriano Bernardini Flora Tognetti 12-06-2016 05-03-2005

Campi solari estivi Asilo S. Anna

Ci siamo! La Fondazione ’Madonna del soccorso’

ONLUS che gestisce la Scuola e l’Asilo nido S. Anna di Orentano è lieta di comunicare che nell’estate 2020 saranno attivati i Campi solari estivi per i bambini dai 3 ai 10 anni. Per i bambini più piccoli così come per le date vi chiediamo di rimanere aggiornati guardando la pagina Facebook della Scuola d’Infanzia S. Anna e a breve usciranno l’organizzazione, le date ed il periodo di effettuazione dei campi solari. Certamente saranno attivati dalla prima settimana di luglio alla prima settimana di agosto tuttavia - valutando l’andamento epidemiologico del virus - potrebbero essere attivati già a partire dal 15 Giugno. La volontà di recuperare momenti di socialità ed educativi è tanta ma dobbiamo assicurare a tutti di operare in sicurezza così come abbiamo fatto per le Case di riposo e dunque il tutto sarà valutato in settimana. Naturalmente, l’accesso e l’organizzazione dei Campi solari sarà regolata da protocolli rigorosi da rispettare nell’interesse di tutti, e - per primo - dei bambini stessi che li frequenteranno. Sono stati avviati anche i lavori finalizzati a dotare la scuola dell’impianto di condizionamento ed altre apparecchiature tecnologiche. Per chi fosse interessato a partecipare ai Campi solari ricordiamo che la riunione con le famiglie si terrà il 5 Giugno alle ore 18,00 nel cortile esterno della Scuola. L’avere a disposizione tanto spazio esterno ed il Parco ’Cresciamo insieme’ favorisce molto l’organizzazione dei campi in sicurezza. Si ricorda inoltre che sono ancora aperte le iscrizioni per la Scuola d’infanzia e l’Asilo nido S. Anna di Orentano che dall’anno 2020 presenta servizi educativi di alta qualità e fortemente innovativi. L’asilo nido è stato anche convenzionato con l’Amministrazione Comunale di Castelfranco e - dunque - le famiglie potranno usufruire anche di tali posti a rette agevolate. Per ogni informazione su Campi solari, Scuola d’infanzia ed asilo nido S. Anna è possibile contattare tutti i giorni - sabato e domenica compresi - lo 0583/23699, int. 2.

Rosina Buonaguidi 08-08-1984

Alamanno Bernardoni 25-11-2011

Leonetta Giovannetti 18-06-2011

Bruno Toti 24-01-1998

Luigia Pucci ved. Marchetti L. 11-05-2020

Toscano Toti 05-09-2008

Luigi Marchetti 15-06-1985

Testo estratto

Pagina 4

Cesare Bianucci, «il po...po...postino»

Non è stato uno di quei «postini» che hanno fatto la storia dell’amministrazione postale italiana e la storia del «costume» italiano. Di quei postini (si leggeva allora sui giornali) che, a piedi, dall’alba al tramonto, con il sole o con la pioggia, con la neve e con il ghiaccio, per quarant’ anni hanno portato la posta in tutte le famiglie. E’ stato uno, però, che ha fatto senz’ altro il suo dovere. E l’ha fatto bene. Tanto basta! Cesare Bianucci. Figlio di «Lisa», (Elisabetta Chiodini) la «postina» per antonomasia. Tutti in paese conoscevano Lisa, poi tutti conobbero Cesare. Almeno da quando cominciò il suo lavoro di portalettere, cioè dopo la guerra. Abitavano a Centrelloni. Era andato in Africa nella guerra del 36 (per la conquista dell’ Etiopia) ed era ritornato dopo quella del 40-45 (per la perdita di tutto) essendo rimasto tanti anni in quel paese per motivi di lavoro. Allora, ero impiegato (coadiutore) nell’ufficio postale del paese, del quale era titolare Giuseppina Matteoni. Quando Lisa andò in pensione, subentrò Cesare, il figlio. Lisa aveva un altro figlio, Mario, ma lui lavorava a Torino ed era emigrato laggiù. Anche con lui eravamo amici. Cesare Bianucci diventò «il postino». Anzi il po…po…postino perché ta…ta…tartagliava. Era il suo difetto, ma che lo rendeva simpatico a tutti. Ed era amico di tutti. Un brav’uomo, come suol dirsi. Anche troppo bravo. Fino a diventare l’amico da «sfotticchiare» in ogni momento. La mattina arrivava in ufficio, spesso con un po’ di ritardo, ritirava la posta da consegnare, la metteva in ordine di consegna secondo le strade e partiva per il suo giro quotidiano. Aveva la zona di paese. La zona della Villa la faceva Lorenzo Buonaguidi, al quale subentrò, poi, il figlio Sauro. Cesare partiva col suo motorino mezzo scassato e faceva la sua «gita». Quel motorino aveva anche la marmitta rotta e faceva un chiasso del diavolo. Comunque con il motorino o senza, Cesare ogni giorno recapitava la corrispondenza a tutti, facendo quello che era il suo lavoro. Per un certo periodo di tempo faceva anche il «procaccia», poiché aveva incluso nella prestazione giornaliera anche il ritiro dei dispacci alla stazione ferroviaria di Altopascio. Allora il suo motorino si faceva sentire fin dalle «forre». Alla fine della gita, andava a desinare e poi subito da Perso, o da Ansano a fare la consueta partita a briscola e scopa, o a tresette. Lui e gli altri in genere giocavano un caffè od un’altra bibita, ma qualche volta giocavano anche di soldi, poco, perché a quei tempi non ne circolavano molti. Comunque di soldi oppure soltanto un caffè, erano urla, schiamazzi, offese bonarie e sfottiture che facevano spettacolo. Infatti ogni Cesare Bianucci (foto E. Barsotti) volta che Cesare si metteva a giocare, specialmente quando gli altri giocatori erano Taricco (Edoardo Cristiani) e lo Zei (Leonetto) si formava intorno al loro tavolo un gruppo di amici per assistere agli sfottò e divertirsi davvero un mondo. Il postino ed anche lo Zei, qualche volta, erano le vittime preferite degli scherzi di Taricco ed anche dei nostri. Ma anche tutti noi a volte eravamo vittime degli scherzi. Una volta, d’estate, mentre Cesare stava giocando a carte nel bar da Perso, alcuni di noi fecero la pipì nel serbatoio del suo motorino. Poi tutti seduti fuori ad aspettare la fine della partita. Infatti quasi all’ora di cena uscirono. Cesare andò a prendere il suo motorino. Noi, molto seri, in attesa. Pedala…pedala…il motorino non partiva. Prova con la rincorsa, può darsi che si sia ingolfato il carburatore, suggerì qualcuno.

Corri…corri…in su e in giù, ma niente da fare. Ovviamente un coro di risate sottolineava le imprecazioni di Cesare. Dopo un po’ di tempo e tante corse, Cesare, tornò vicino a noi, sudato e rosso in viso: «Qualcuno di…di… voialtri…bischeracci…mi ha fatto uno scherzo a ci…ci…citrullo» Ebbe appena la forza di dire. Noooooooo! Noooooo! Ti pare che si pensi a fare uno scherzo del genere? Nemmeno per sogno! Buttalo via, piuttosto codesto catorcio. E’ vecchio e regge l’anima co denti, suggerimmo noi, fra le risate generali. E? vero, do…do…domattina lo porto da Ruge (Orlando Forteschi) a farglielo vedè, rispose Cesare, senza arrabbiarsi. Questo era uno dei suoi pregi, non si arrabbiava mai, qualsiasi fosse il tipo di scherzo. Un’altra volta arrivò in ufficio dicendo che non riusciva più a trovare la sua bicicletta, mezzo di locomozione che gli serviva anche per recapitare la posta in paese. Proprio nel centro del paese, in quella che ora e piazza Roma, c’erano due campi ed una stradina in mezzo che portava al «Palazzo», sugli angoli di questi due campi, uno delle Pape e l’altro di Serafino, c’erano due cipressi alti ed affusolati. Trovammo la bicicletta di Cesare infilata in cima ad uno di questi cipressi, le ruote non c’erano, cera solo il telaio. Le ruote furono recuperate in un secondo momento. Nessuno ha mai saputo chi l’avesse portata fino in cima e come c’era riuscito. E’ sempre rimasto un mistero. Poiché il cipresso è una pianta che non permette una salita agevole, non siamo mai riusciti a sapere la tecnica usata, per la salita, dal buontempone. La bicicletta rimase a far bella mostra di se, in cima al cipresso, per molti giorni. Anche per questo scherzo, Cesare non si arrabbiò per niente. Trovò un altro mezzo per lavorare qualche giorno, fino a quando non fu recuperata e rimontata la bicicletta. Anche Cesare «il postino» è stato un orentanese che nella mia memoria occupa un posto e che penso sia degno di essere ricordato da tutti i paesani. Non è importante quello che un individuo ha fatto per essere ricordato dai suoi compaesani, è importante quello che lui è stato. E Cesare è stato anch’esso una figura di uomo che deve far parte dei ricordi, affettuosi per quelli che lo hanno conosciuto e della storia del paese per quelli che non lo hanno conosciuto. Ciao Cesare! (da Paese Mio di Manrico Mazzoni ed. Marinari )

Casini choc «Lascio l’ Orentano calcio Il patron fra problemi di salute e incertezza sul futuro: «Società senza debiti». Ma c’è il rischio che il Un esempio da paese resti senza squadra. «Lascio l’Orentano». seguire, quello dei Con queste parole secche, Alessandro Casini illustra fratres, che hanno il suo pensiero. «Tra le ipotesi che si fanno in base all’esito di questa stagione calcistica interrotta dal parrocchia generi Covid – dice il patron della società orentanese – c’ la possibilità che la Federazione decida di chiudere il distribuire alle campionato decretando la promozione delle prime famiglie più due in classifica in ogni girone, senza alcuna bisognose. In retrocessione. Quindi chi è disposto a fare calcio ad Orentano può farsi avanti senza questi tempi. Duri problemi. Questa è una società dove non ci sono debiti. Potevo lasciare tutto a per tutti, questo dicembre, ma ho tirato avanti con l’ingresso di alcune persone in società. A febbraio gesto di solidarietà qualcuno di coloro che erano subentrati, non ha mantenuti gli impegni che si era da lustro alla nostra assunto, avrei dovuto portare al termine la stagione con i ragazzi».Andrea Signorini

Nel riquadro

do nato alla è alimentari da a s s o ci a zio ne