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Novembre 2020

Voce di Orentano,n. 11

Novembre 2020versione testuale

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Testo estratto

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www. parrocchiadiorentano.it

n°11 novembre 2020 - anno LXII

Voce di Orentano

Bollettino della parrocchia san Lorenzo Martire 56022 Orentano (Pisa) -- Diocesi di san Miniato Per corrispondenza rivolgersi a: don Sergio 348 3938436 - don Roberto 349 2181150 Abb. annuo € 25,00 su ccp. 10057560 intestato a Chiesa s. Lorenzo Martire 56022 Orentano (PI) oppure Credit Agricole IBAN IT34W0623070961000040126084 - aut. trib. Pisa n 13 del 08-11-77 direttore respons. Don Roberto Agrumi - e-mail parrocchia - roberto.agrumi@alice.it

Carissimi fedeli, con il mese di novembre iniziamo il ricordo di tutti i santi e la commemorazione dei nostri cari defunti, due feste unite e molto sentite dagli orentanesi. Santi e defunti si uniscono in una grande realtà divina e celeste. Vogliamo contemplare i nostri morti già come santi nella gloria di Dio. Spero solo che in questo tempo di crescita del covid19 i nostri fedeli non si facciano impaurire da questo virus e continuino a partecipare alle sante messe. Nulla e nessuno ci dovrebbe impedire di avere il nostro incontro col signore Gesù attraverso l’ Eucaristia.

Meglio andare in paradiso col covid19, che all’inferno senza virus. Non ci può essere salvezza eterna senza Gesù Più del virus temiamo piuttosto colui che ha il potere di darci la vita, la vita eterna.

Con venerdì 6 novembre alle 20,30 in chiesa inizierà la preparazione alla Cresima che avverrà Domenica 17 gennaio 2021 alle ore 16,00. Sospeso per ora il catechismo delle altre classi, i ragazzi però sono invitati a non perdere neanche una messa. Genitori, siate voi i primi catechisti dei vostri figli, insegnandogli almeno le preghiere, i sacramenti e i dieci comandamenti.

Vi benedico tutti, vostro don Sergio 1° novembre - festa di tutti i santi la festa che unisce cielo e terra Con questa solennità la Chiesa pellegrina sulla terra venera in unico giubilo di festa la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio e allietata dalla loro protezione Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.

Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

2 novembre commemorazione dei fedeli defunti Nella nostra vita noi pensiamo di non avere mai abbastanza: viviamo protesi verso un continuo «domani», dal quale ci malattie, dolori e delusioni ne sono come i segni premonitori. La morte resta per l’uomo un mistero profondo. Un mistero che anche i non credenti circondano di rispetto. Essere cristiani cambia qualcosa nel modo di considerare la morte e di affrontarla? Qual è l’atteggiamento del cristiano di fronte alla domanda, che la morte pone continuamente, sul senso ultimo dell’esistenza umana? La risposta si trova nella profondità della nostra fede. La morte per il cristiano non è il risultato di un gioco tragico e ineluttabile da affrontare con freddezza e cinismo. La morte del cristiano si colloca nel solco della morte di Cristo: è un calice amaro da bere fino in fondo perché frutto del peccato; ma è pure volontà amorosa del Padre, che ci aspetta al di là della soglia a braccia aperte: una morte che è una vittoria vestita di sconfitta; una morte che è essenzialmente non-morte: vita, gloria, risurrezione. Come tutto questo avvenga di preciso non lo possiamo attendiamo sempre «di più»: più amore, più felicità, più benessere. Viviamo sospinti dalla speranza. Ma in fondo a tutto il nostro stordirci di vita e di speranza si annida, sempre in agguato, il pensiero della morte: un pensiero a cui è molto difficile abituarci, che si vorrebbe spesso scacciare. Eppure la morte è la compagna di tutta la nostra esistenza: addii e sapere. Non è dell’uomo misurare l’immensità delle promesse e del dono di Dio. La morte del cristiano non è un momento al termine del suo cammino terreno, un punto avulso dal resto detta vita. La vita terrena è preparazione a quella celeste, stiamo in essa come bambini nel seno materno: la nostra vita terrena è un periodo di formazione, di lotte, di prime scelte. Con la morte l’uomo si trova di fronte a tutto ciò che costituisce l’oggetto delle sue aspirazioni più profonde: si troverà di fronte a Cristo e sarà la scelta definitiva, costruita con tutte le scelte parziali di questa vita. Cristo ci attende con le braccia aperte: l’uomo che sceglie di porsi contro Cristo, sarà tormentato in eterno dal ricordo di quello stesso amore che ha rifiutato. L’uomo che si decide per Cristo troverà in quell’amore la gioia piena e definitiva. Possiamo fare qualcosa per i defunti? Essi non sono lontani da noi: appartengono tutti alla comunità degli uomini e alla Chiesa, sia quelli che sono morti nell’abbraccio di Dio, come pure tutti coloro dei quali solo il Signore ha conosciuto la fede. La preghiera per i defunti è una tradizione della Chiesa. In ogni persona infatti, anche se morta in Stato di grazia, può sussistere tanta imperfezione, tanto da purificare dell’antico egoismo! Tutto questo avviene nella morte. Morire significa morire al male. E’ il battesimo di morte con Cristo, nel quale trova compimento il battesimo d’acqua. Questa morte vista dall’altro lato — così crede la Chiesa — può essere una purificazione, il definitivo e totale ritorno alla luce di Dio. Quanto tempo durerà? Non siamo in grado di determinare né tempo né luogo né come. Ma, partendo dal nostro punto di vista umano, c’è un tempo durante il quale noi consideriamo qualcuno come «trapassato» e lo aiutiamo con la nostra preghiera.

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Il ritorno delle suore all’Asilo «S.Anna» Provvedimenti Grande e bella festa di fede in onore alla Madonna ad Orentano domenica 27 settembre 2020 per il ritorno delle Suore Figlie di Nazareth in Parrocchia di S. Lorenzo e presso l’asilo S. Anna rilanciato quest’anno sotto la gestione della Fondazione «Madonna del Soccorso» . Tutto il paese si è ritrovato ad accogliere la nuova comunità religiosa in piazza Roma a Orentano.

La festa ha avuto inizio con l’arrivo di madre Lorenza e suor Chiara, storiche maestre della scuola «S. Anna» e degli orentanesi. Le due religiose, al vedere suor Teresa tanta gente raccolta per accogliere la suor Chalette nuova comunità hanno ringraziato tutti e si sono commosse Suor Chiara aveva aperto la scuola «S. Anna» nel lontano 1957 ed oggi ha potuto assistere al ritorno delle suore nell’asilo.

L’asilo è un’istituzione educativa di chiara ispirazione cattolica voluto e mantenuto negli anni dagli orentanesi ed oggi in fase di grande rilancio in piena fedeltà alla sua ispirazione e ai suoi valori, lontano dalla «colonizzazione ideologica del gender». Rimane ancora in attesa di essere convenzionato dal Comune di Castelfranco di Sotto, al quale la richiesta è gia stata presentata da tempo. A seguire sono state accolte, nella gioia di tutta la popolazione e centinaia di persone accorse non solo da Orentano ma anche dai paesi limitrofi, le nuove suore che presteranno servizio all’asilo accompagnate dalla madre generale suor Brigitte, mentre la banda intonava «Noi Vogliam Dio». Dopo il saluto ai bambini della Scuola, sono salite sul palco per ricevere il saluto del parroco don Sergio, del vicario della Diocesi monsignor Morello Morelli e del sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti tra l’applauso di tutti i presenti. È seguito un momento di preghiera alla Madonna di Fatima per ringraziarla per la protezione assicurata alla Fondazione nei mesi tremendi della pandemia Covid-19 e per solennizzare il ricordo del 70° anniversario dalla proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in cielo (1950). Dopo il canto dei Pueri Cantores di Orentano, ha avuto avvio per le strade del paese addobbate a festa, la grande processione mariana. Oltre al popolo erano presenti le seguenti realtà: Suore Figlie di Nazareth, Suore Figlie di S.

Anna, Suore di S. Gemma Galgani, Servi, Serve e laici della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, Compagnia «S. Maria Assunta» di Tofori, Cavalieri del S. Sepolcro, Confraternite della Misericordia di S. Croce, S.

Maria a Monte, Cenaia, Antignano, Castelfranco di sotto, l’Unitalsi di S.

Miniato, il Gruppo Scout di Orentano, la Banda «La Ranocchia», il Club «Libera Età», Virtus, Croce Bianca, la Fondazione «Madonna del soccorso» Onlus, Alleanza cattolica, il Coetus di Bientina, la Legio Mariae, i Pueri Cantores, la Corale S. Lorenzo, l’Ente Carnevale che ha aiutato nell’organizzazione come anche le Comunità neocatecumenali che hanno assicurato il loro preziosissimo supporto. Erano inoltre presenti le Amministrazioni Comunali di Castelfranco di Sotto, Fauglia, Palaia, CrespinaLorenzana, Pisa, Cascina, Santa Maria a Monte e Montecarlo di Lucca. Bellissima la processione con tutti gli stendardi e le rappresentanze che si è stesa per tutto il paese in festa come bel momento di preghiera e ringraziamento alla Madonna. Al termine della processione si è tenuta la S.

Messa presieduta da monsignor Vicario e tutti i sacerdoti presenti. Al termine della Messa tutti si sono portati nel cortile dell’asilo per scoprire la targa commemorativa della bella e storica giornata. Un ringraziamento a tutti i partecipanti per la bella giornata di festa e preghiera che rimarrà scolpita nel cuore degli orentanesi. (Riccardo Novi)

Associazione Amici della Zizzi onlus Cari Amici, nel 2018 abbiamo comprato una barca di dieci metri che teniamo a Livorno. Un progetto da portare avanti per tanti Bambini dando loro una bella e valida alternativa alla strada e ai telefonini, e che sia per essi uno stimolo a studiare ed essere migliori. Non riusciamo ad uscire tutte le volte che vorremmo perché spesso ci manca un secondo adulto che sia in grado di dare una mano nelle manovre e nella gestione della barca. Non occorre grande esperienza, basta solo essere adulti, avere voglia di uscire con noi in mare e poi tutto si impara. Se qualcuno fosse interessato ci contatti e ne parliamo. Tel 0586/852254 oppure 3471841850

e nomine

Domenica 27 settembre la Curia Vescovile ha reso noto, che Mons. Vescovo, in seguito alle dimissioni per limiti di età di don Pierluigi Polidori, ha nominato il Rev.do don Castel Rostaingue Badiabo Nzaba Amministratore parrocchiale della parrocchia di San Pietro Apostolo a san Pierino. Don Pierluigi continuerà a don Castel risiedere a San Pierino e don.

Castel manterrà comunque anche le parrocchie di Torre e Ponte a Cappiano Il nostro vescovo Andrea ha nominato don Simone Meini, attuale amministratore della parrocchia dei SS. Giuseppe e Anna a S. Donato di S.

Maria a Monte, nonché vicario parrocchiale nelle parrocchie di S. Giovanni evangelista a S. Maria a Monte, nuovo parroco dell’Unità pastorale di don Simone Meini SantaMaria in Valdegola, dove subentra a don Francesco Ricciarelli, nominato due settimane fa parroco di Cigoli. Don Simone Meini che ricopre a livello diocesano anche i ruoli di direttore del Centro vocazioni e di consigliere spirituale del Rinnovamento nello Spirito, ha 34 anni, è stato ordinato sacerdote il 25 gennaio del 2015, farà ufficialmente il suo ingresso in Valdegola sabato 14 novembre nella pieve di Corazzano. L’ingresso invece di don Francesco Ricciarelli a Cigoli è previsto per la sera del 31 ottobre, vigilia della festività di Tutti i Santi.

Mons. Vescovo inoltre, in seguito al trasferimento del Rev.do Don Holin D.Cruz, a Palaia e Partino, ha nominato Vicario Parrocchiale della parrocchia di San Giovanni apostolo ed evangelista a Ponsacco il Rev.do Don Luca Carloni trasferendolo dall’unità pastorale di Casciana Terme. Al contempo ha nominato il don Luca Carloni Rev.do Don Massimo Meini collaboratore parrocchiale nella medesima unità pastorale di Casciana Terme.

Halloween? No, grazie.

Preferisco la festa di Tutti i Santi Non mi diverte quella festa pagana del cattivo gusto e del finto orrore, quel lugubre carnevale di scheletri, fantasmi, streghe vestite di nero e zucche intagliate, che si celebra ogni anno nella notte del 31 ottobre, alla vigilia della festa cristiana di Tutti i Santi e della Commemorazione dei Defunti. Come si può immaginare che le anime dei morti a noi cari magari, una mamma, un papà, un nonno, una zia - tornino in circolazione così banalmente «fantasmizzate», «streghizzate» o «inzuccate», per farci qualche «scherzetto» o regalarci un «dolcetto»? Dunque: Halloween, no grazie. Preferisco celebrare la festa di Tutti i Santi, vivi e operanti su questa terra o trapassati nella vita eterna, cioè di tutti coloro che in diverso modo e misura partecipano della grazia di Dio. Una festa che anticipa la giornata dedicata al ricordo individuale e collettivo dei defunti, con celebrazioni liturgiche, preghiere di suffragio, visite ai cimiteri e omaggi floreali alla memoria delle persone care scomparse. Preferisco celebrare, in particolare, il ricordo dei miei genitori, che - sono sicuro - mi guardano con infinito amore da lassù.(Roberto)

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nella famiglia parrocchiale...

Orentano festeggia la nascita di Teresa, figlia del primo cittadino Gabriele Toti.

Benvenuta Teresa, È’ lo stesso sindaco ad piccola nerazzurra annunciare il lieto evento un fiocco rosa in casa Toti il 18 ottobre. «Il fiocco rosa è tutto per lei: ieri sera è nata Teresa! Un bellissimo batuffolo di dolcezza di tre chili e mezzo. Un saluto speciale da Mamma Valentina e babbo Gabriele!" ha scritto il sindaco sulla sua pagina Facebook. Voce di Orentano, augura a Teresa di crescere come Gesù, in età, sapienza e grazia. A Valentina e Gabriele le nostre più vive congratulazioni.

11 novembre - san Martino Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un Domenica 4 ottobre battesimo di Giuditta Maria Ferrera di ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era Michele e Giulia Scalsini avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, un’altro battesimo spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. «Poveretto, – pensa – morirà per il gelo!» E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. «Dio ve 20 ottobre battesimo di ne renda merito!», balbetta il mendicante, e sparisce. San Ludovica Di Vuolo di Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se Samuele e Laura ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, Marchi mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via Ai piccoli auguriamo di anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti Sabato 26 settembre battesimo di crescere come Gesù, in pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a Benedetta Mazzoni di Gionata e età, sapienza e grazia. Ai poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, Nadia Martino genitori le nostre più vive l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando congratulazioni. Il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò gli angeli che lo ringraziavano mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire Offerte alla parrocchia ci ha che il mendicante Rosanna Orlandi (Pontedera), preceduto incontrato era Panattoni Cesare (Arezzo), alla casa proprio uno di Manola Cecchi (Staffoli) del Padre loro.

14 settembre Lunedì 2 novembre santa messa Eufemia Iavarone al cimitero ore 15,00 al termine ved Relli di anni 87 la benedizione delle tombe

Leonetta Giovannetti 18-06-2011

Alamanno Bernardoni 25-11-2011

Ivano Buonaguidi 16-11-2015

Matilde Ficini 29-12-2017

Rina Ruglioni 08-11-2001

Daniele Duranti 20-11-2016

Loris Martinelli 15-11-2001

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4 Ricordo di Giorgio Buoncristiani Mese peculiare quello di novembre; tant’è che il Pascoli gli dedicò una poesia. Il poeta concluderà con questi versi , riferendosi all’ estate di san Martino «(…)È l’estate fredda, dei morti». Mese di novembre e culto dei morti rappresentano un binomio inscindibile. Il culto cristiano in onore dei defunti ebbe inizio nel 998 per volontà dell’abate Odilone di Cluny. È grazie alla sua figura di grande asceta che noi, ancora oggi, commemoriamo la giornata in onore dei nostri cari. Andando oltre, il culto sacrale in onore dei morti, diverrà centrale dopo la Grande Guerra: monumenti ai caduti e parchi della rimembranza ne sono una lampante testimonianza. Vi era l’intenzione evidente di sacralizzare una nazione, un sacrificio; si pensi, ad esempio, al milite ignoto. Queste parole non sono un caso, soprattutto nel mese di novembre. L’autunno dei ricordi, in tal senso, ci fa pensare ad un nostro compaesano – purtroppo messo in secondo piano – disperso durante le «tempeste d’acciaio» della seconda guerra mondiale. Stiamo parlando di Giorgio Buoncristiani, figlio di Giocondo e Giulia. Le notizie che abbiamo avuto a disposizione in questi anni, ci sono arrivate grazie alle testimonianze della sorella Rosetta e ad un articolo di qualche anno fa dell’amico Guido Buoncristiani, pubblicato all’epoca su «Inoltre a Orentano» del direttore Benito Martini.

Testimonianze commoventi, di un giovane appassionato di cultura e poesia, che ancora minorenne ( era nato il 25 settembre 1923, aveva 17 anni) donò sé stesso per un bene più grande: l’Italia. Aveva deciso di andare incontro al proprio destino. Combattendo e immolandosi per il Tricolore, egli diede un senso alla propria vita. D’altronde, chi sa donarsi non conosce sconfitta. L’Italia nel 1940 entra in guerra e Giorgio inizia un percorso che dalla scuola marconisti di Rifredi lo portò a Napoli-Capodichino per un corso di specializzazione.

Successivamente, compì l’ultimo passo da Aviere Scelto a Roma, per poi essere inviato nel 1942 a Rodi, in Grecia. Come riporta Guido nel suo vecchio articolo, fu grazie ad una lettera inviata da Giorgio ad un amico che la sua famiglia venne a conoscenza del luogo nel quale fu impiegato. Egli, infatti, spedì quella cartolina da Gandurrà, vicino a Rodi. Riportiamo alcune delle parole più toccanti: Credi babbo, c’è da sentirsi male a pensare della nostra sorte ma tu sii prudente e specialmente adesso pensa a mamma e a Rosetta .La tua opera e il tuo sangue alla Patria lo hai già dato. Stai tranquillo per me.

Vocaboli che, nonostante tutto, portano nel petto un distacco stoico.

Giorgio da quella guerra non tornerà più. È stato ricordato come un ragazzo intelligente, colto, meraviglioso. Come chi, nella sua vita ha messo a disposizione degli altri la sua virtù. Virtus, concetto chiave per gli antichi Romani: indicava un uomo che volgeva le sue azioni verso il bene. Egli, evidentemente, pensò che il bene più grande fosse sacrificarsi per la propria terra, la propria nazione. Quando è partito, aveva 17 anni. Età meravigliosa! Per parafrasare lo scrittore americano Ray Bradbury, Giorgio ha avuto 17 anni per tutta la vita.

Un saluto, Giorgio. Che il tuo esempio non sia dimenticato. E che Dio ti abbia in gloria. (Nicola Sgueo)

Con grande entusiasmo di tutti, è ripresa l’attività dell’asilo nido e della scuola materna S. Anna di Orentano...un saluto a tutti i bambini e le famiglie che con gioia hanno scelto di iscriversi al nostro servizio educativo. Un saluto anche a tutti i bravissimi educatori ed alle Suore Figlie di Nazareth che aiuteranno la ripresa del servizio educativo che ha un carattere di alto profilo qualitativo ed innovativo e non dimentichiamo i genitori dei bambini che si adoperano sempre per la buona riuscita. Affidiamo alla Madonna questo anno educativo di chiara ispirazione cattolica affinchè sia per tutti motivo di crescita, socialità, amicizia e anche sano divertimento, pur nel rispetto di tutte le regole sulla prevenzione Covid-19!

Pubblica Assistenza Croce Bianca di Orentano Per i soci che non sono potuti intervenire all’assemblea ordinaria di: Approvazione Bilancio 2019 tenutosi sabato 26 Settembre 2020. Il Consiglio dimissionario informa che il bilancio in questione si è chiuso con una perdita di circa € 1.800,00 (milleottocento/00) quindi andando a recuperare in toto la perdita del 2018 (ammontante ad oltre € 30.000,00 (trentamila/00). Il bilancio è stato approvato all’unanimità dai soci presenti. Alla data del 26/09/2020 la liquidità di cassa dell’associazione ammonta a circa € 75.000,00 (settantacinquemila/00). Teniamo infine a ricordare che nel corso del precedente mandato, vista la liquidità, il consiglio direttivo in carica ha deciso di abbattere il mutuo ipotecario gravante sulla sede, per una somma pari a € 70.000,00 (settantamila/00), questo ha fatto sì che la rata mensile attuale, adesso ammonti a circa € 1.500,00 (millecinquecento/00); sempre durante il precedente mandato sono stati acquistati dei mezzi: nr. 1 pulmino da ben 9 posti, nr. 1 Doblò a passo lungo per trasporto disabili, nr. 1 Panda per trasporto sociali. Nr. 1 Punto per trasporto sociali. Il consiglio dimissionario augura ai futuri consiglieri di proseguire in questa crescita.

La filarmonica «Leone Lotti» apre le porte della sua scuola di musica: SONO APERTE LE ISCRIZIONI per: flauto traverso, clarinetto, sax, tromba, corno, trombone, baritono, percussioni, batteria e propedeutica musicale per i più piccoli! Informazioni: Marco 3476684679 -- Lorenzo 3333392579 -www.laranocchia.it